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Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Thursday, August 15, 2013

Obama mette i pannelli solari - finalmente!


Jimmy Carter e i pannelli solari sul tetto della Casa Bianca, Giugno 1979
Furono poi tolti da Reagan nel 1986



Pannelli per il riscaldamento dell'acqua della piscina, 
installati da George Bush Senior nel 1988


Il Washington Post riporta che finalmente sulla casa bianca si iniziano ad installare pannelli solari. 

La promessa era stata fatta da Obama gia' nel 2010, come segno dell'impegno della sua amministrazione di lottare contro i cambiamenti climatici. 

A suo tempo il segretario per l'energia, Steven Chu disse:

”This project reflects President Obama’s strong commitment to U.S. leadership in solar energy and the jobs it will create here at home. Deploying solar energy technologies across the country will help America lead the global economy for years to come.”

Passano tre anni e finalmente dopo tante pressioni popolari, oggi la Casa Bianca dice che sta installando “American-made solar panels" e che l'iniziativa

"will help demonstrate that historic buildings can incorporate solar energy and energy efficiency upgrades"

Si stima che il costo totale sara' recuperato dai risparmi finali sul corso dei prossimi 8 anni.

Arrivano un po tardi, eh? 

La cosa triste e' che gia' nel 1979 Jimmy Carter aveva fatto installare ben 32 pannelli solari sul tetto della Casa Bianca, che furono poi tolti da Ronald Reagan con le sue manie di grandezza e di spreco.

Nel 1979, Carter aveva detto che questi pannelli sarebbero stati giudicati in futuro cosi:

"either be a curiosity, a museum piece, an example of a road not taken, or it can be just a small part of one of the greatest and most exciting adventures ever undertaken by the American people.” 

"come una curiosita', un pezzo da museo, l'esempio di una strada non presa oppure solo una piccola parte di una delle piu grandi ed emozionanti avventure intraprese dal popolo americano."

Queste parole furono pronunciate 34 anni fa.

Purtroppo pero' quei pannelli della Casa Bianca sono stati la strada non presa: se avessimo continuato su quella strada maestra, io credo, oggi saremmo molto molto piu' avanti nella tecnologia, nella presa di coscienza pubblica, e soprattutto il pianeta sarebbe un po meno afflitto dai cambiamenti climatici.

Il primo pannello solare dell'era moderna fu inventato qui negli USA, dal Bell Labs, nel 1954 e la prima sperimentazione pubblica ci fu nel 1955, ad Americus, in Georgia, proprio lo stato di origine di Jimmy Carter.

59 anni fa.

Meglio tardi che mai.










Wednesday, August 14, 2013

La codardia dei senatori PD-PDL

 

Antonio D’Alì (PdL)
Beppe Lumia (Il Megafono)
Corradino Mineo (PD)
Giuseppe Ruvolo (PdL)
 Giuseppe Marinello (PdL e Presidente Commissione Ambiente) 

Notare il presidente della Commissione Ambiente che vota contro l'ambiente!!!!




La senatrice Enza Blundo del M5S aveva presentato in parlamento la proposta di ripristinare una fascia di rispetto di 12 miglia da riva per le trivelle in mare, anche per i progetti gia' in itinere. Questi comprendono Ombrina, ma non solo Ombrina.

Sarebbe stato una sorta di ritorno al Decreto Prestigiacomo, invece che il far west che abbiamo adesso, dove tutti fanno quello che gli pare, e che tanto piace a Sergio Morandi e compari.

Il famoso articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera infatti stabilisce il vincolo delle 12 miglia solo per i pozzi futuri. Come abbiamo detto piu' e piu' volte, tutto questo e' una gran presa in giro perche' i progetti per i pozzi presenti coprono tutto lo stivale o quasi.

Era come se Passera volesse fare prevenzione quando si e' allo stadio finale del cancro: invece che alla cura del paziente, quando si e' alla fine, e' meglio pensare al funerale no?

Non puoi proteggere una cosa gia' distrutta.

E quindi dopo vari tentativi andati male, arriva Enza Blundo - che non conosco - con i suoi emendamenti.  Spero che prima di presentarli abbia cercato di crearsi consenso, di parlare con chi poteva essere sensibile nel parlamento, sia del PD che del PDL, con chi poteva aiutarla ad avere i voti necessari, e sopratutto con quei gran signori della Commissione Ambiente.

Non che ce ne sarebbe stato troppo bisogno, almeno all'apparenza.

E infatti tutti, ma proprio tutti, questi politici intelligenti, onesti e lungimiranti che abbiamo hanno detto no ad Ombrina, alle trivelle, all'inquinamento, dal PD al PDL.

E invece, voila'. Emendamenti bocciati.

Ma .. se tutti erano d'accordo?  Perche' il Senato ha bocciato gli emendamenti della Blundo?

..perche' dovevano fare dispetto al M5S?

..perche' sono dei codardi?

..perche' promettono solo per far star zitta la gente?

..perche' non gliene importa niente del mare?

..perche pecunia non olet?

..perche' vanno al mare a Sharm el Sheik?

Per una volta non potevano cercare di lasciar perdere i personalismi e le codardie e fare qualcosa di utile? 

Dov'era Andrea Orlando in tutto cio', a creare consenso sul nemico petrolio che il suo ministero dovrebbe combattere ogni giorno?

E no, non esiste il petrolio buono e il petrolio cattivo, specie in Italia.

In Italia il petrolio e' solo schifo.

Non so cosa dire e so solo che fanno veramente pieta' tutti quanti e trovo il tutto di una presa in giro incredibile.

E lo trovo di una presa in giro proprio per me, a livello personale.

Che ci sono andata a fare a Roma? Che mi hanno convocato a fare? A sprecare il mio tempo?

La commissione ambiente cosa ha fatto, cosa ha partorito in questi mesi sul tema trivelle? 

Che io sappia, niente.

O vogliamo parlare di D'Ali che mi convoca a Roma in pompa magna e poi e' lui il primo a firmare contro la difesa del mare? Ma questi sono uomini o sono burattini?

Non vi piace che sia il M5S a presentare questi emendamenti? 

Bene, presentateli voi gli emendamenti, caro Orlando, caro Marinello, caro Legnini, caro Di Stefano, cara Bindi, caro D'Ali, cara Puppato, cara Prestigiacomo.

Che ci state a fare?

Non li capisco, veramente non li capisco.

Di cosa hanno paura?

Non saro' mai un politico, ma se lo fossi userei tutto il potere che mi verrebbe dato per fare le cose giuste, con coraggio, con virilita', senza perdere tempo e senza farmi i conti sulle conseguenze.

Che senso ha stare li a Roma *in nome del popolo italiano* per poi non avere il coraggio di fare le cose per il popolo italiano e di farle invece in nome dei petrolieri?

Non sentono questi qui la responsabilita' di aggiustare questo paese? Non ce li hanno questi qui i figli? Le case al mare? La voglia di vedere il loro paese migliore e non essere sempre lo zimbello del mondo occcidentale?

E non si tratta di Ombrina, o di chi fa piu' rumore, si tratta del paese tutto, capite? 

Tutti dicono la stessa cosa, da Briatore a Della Valle, da Sgarbi al meccanico sottocasa: se vogliamo fare ripartire il paese, la cosa piu' semplice da dove iniziare e' il turismo.

E dove lo facciamo questo turismo?

All'ombra delle trivelle? Al profumo di H2S? In mezzo alle chiazze di petrolio?

Ed io me la prendo per il petrolio, ma sono sicura che e' cosi per tutti gli altri temi "difficili" che questa armata branacaleone affronta - o fa finta di affrontare - tutti i giorni.

E va bene, andiamo avanti cosi. Come direbbe Toto', voglio vedere dove volete arrivare.

Tutti eleganti e profumati, richiusi nelle sale dorate del senato mentre il paese crolla.




Tuesday, August 13, 2013

Peter Styles - il Fraccademico




Nei testi diramati dalla regione Emilia viene fuori che il costo dell'operazione "Commissione Rivara" puo' arrivare fino a 50,000 euro. Questa infatti e' la cifra che la Protezione Civile ha messo a disposizione per indagare cosa sia successo, e perche', a Rivara.

Cosa comprano 50,000 euro?

Un fraccademico.

Cosi' infatti e' soprannominato nel Regno Unito il Professor Peter Styles, "esperto di altissimo livello internazionale non coinvolto in attivitĂ  e consulenze riguardanti il territorio emiliano-romagnolo" ma che nello stesso tempo fa parte dello "Shale Gas Europe", consorzio per promuovere il fracking in Europa e per farlo sembrare bello pulito e luccicante.

Ne abbiamo gia' parlato qui. Da allora ho cercato di indagare altre sue "posizioni" sul fracking e questo e' quello che scopro.

Ad esempio, eccolo qui all'opera il giorno 9 Aprile 2013 in cui scrive un articolo a favore del fracking. 

Qui invece altre dichiarazioni un anno fa alla BBC dove sosteneva di essere favorevole allo sfruttamento di shale gas nel Regno Unito.

In questi articoli dice che certo che il fracking ha causato terremoti, ma che "the magnitude and significance of these has been somewhat exaggerated", cioe' che la magnitudine e la significanza di tali terremoti e' stata un po' esagerata.

A si, e che i sismografi mentono? O che i terremoti di magnitudine 5.7 Richter in Oklahoma o di 5.3 in Colorado dovuti alla reinezione di materiale da fracking sono finti? Io credo che il Prof. Peter Styles sia cosi superficiale nelle sue parole solo perche' non e' stato a casa sua che la terra ha tremato.

Poi aggiunge

"It’s really an issue of context. If you’ve never experienced an earthquake before, you might expect that it’s always a really big deal, but in reality these are at a level that does not cause damage, and if the process is properly monitored we believe that they need not happen."

In realta' e' una questione di contesto. Se non hai mai avuto esperienza di terremoti prima, potresti pensare che e' sempre una gran cosa, ma invece sono sempre a livelli che non causano danni, e se il processo e' monitorato nel modo giusto, non devono accadere.

E certo, non causano danni per lui che pontifica! Lo vada a dire a tutti quelli che hanno sofferto per la sismicita' indotta - e che sia da fracking o dalla monnezza prodotta dal fracking e che viene poi reiniettata sottoterra, poco importa. Sempre conseguenze delle trivelle sono.  Non legge il prof. Styles, esperto di altissimo livello internazionale, gli articoli sulla sismicita' indotta dall'Olanda all'Oklahoma, da Basilea al Texas?

E si, non ci sono stati grazie a Dio morti, ma c'e' paura, ci sono crepe nelle case, e anzi in Oklahoma ben 14 case sono crollate, c'e' perdita del valore immobiliare, per le quali magari la gente ha fatto anni ed anni di sacrifici.

Alla fine, sono cose che turbano la vita delle persone, e che la turbano ingiustamente per colpa di gente avida e prepotente.

Aggunge ancora

Most of the chemicals used are much more benign than some people think, certainly in the UK. Water and sand, which are chemicals after all, are used along with detergent, biocide and a few other constituents in very tiny amounts

La maggior parte delle sostanze chimiche usate sono molto piu' benigne di quello che si pensi, specie nel Regno Unito.  L'acqua e la sabbia, che sono sostanze chimiche alla fine di tutto, sono usati con detergenti, biocidi e altre sostanze in quantita' minime.

E va bene, vuol dire che l'acqua all'arsenico fa bene alla salute!

Alla fine, il Prof. Styles ha una risposta per tutto: quello che si pompa sottoterra e' benigno, "monitoriamo ed e' tuttapposto",  le immagini di Gasland sono finte perche' l'acqua di incendiava da sola anche prima del fracking,  si tirano fuori la stessa quantita' di acqua che di petrolio, e se facciamo tutto per bene non ci sono problemi di inquinamento.

Evviva Peter Styles, il Fraccademico di altissimo livello internazionale la cui conoscenza sara' a spese del generoso contribuente italiano.

Monday, August 12, 2013

Il fracking e la fine dell'acqua

I camion con l'acqua per il fracking, Barnhart.
L'acqua di falda e' finita.


"It boils down to two words, greed and money"

Buck Owens, Barhart, Texas
sulla fine dell'acqua in citta'


Dedicato a Piero Angela - parte seconda.

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Arrivano quelli del fracking e finisce l'acqua potabile. 

Succede a Barnhart, Texas.

Nel corso dei mesi la signora Beverly McGuire residente a Barnhart da 35 anni, aveva gia' notato accumuli strani di sabbia nel WC, aria che fuoriusciva dal rubinetto mescolata con l'acqua sempre piu' striminzita, e pompe che non riuscivano ad aumentare la portata di acqua.

Finche' ... voila', un giorno Beverly apre il rubinetto e non esce niente.

Finito.

Dice:

"The day that we ran out of water I turned on my faucet and nothing was there and at that moment I knew the whole of Barnhart was down the tubes"

Barhart e' una citta' piccola, vicino al cosiddetto Permian Basin dove il fracking e' arrivato un paio di anni fa. Ma Beverly non pensa al fracking in correlazione al prosciugamento del suo rubinetto. Pensa invece che sia un problema del suo pozzo artesiano, e si attacca al sistema idrico della citta'.

Ma ... voila', passano un po di mesi, e anche la rete idrica comunale si esaurisce!

E proprio finita l'acqua potabile in tutta la citta'.

Ora c'e' da dire che tutto questo e' successo dopo di tre anni di siccita' e per colpa di sprechi eccessivi nel corso dei decenni, ma il colpo di grazia e' certamente stato dato dall'industria del petrolio e del fracking che nei due anni di presenza a Barnhart ha tirato su dagli acquiferi volumi esagerati di acqua per le operazioni di fratturazione idraulica del sottosuolo.

E' infatti unanime l'opinione che e' stata l'ingordigia dei petrolieri a svuotare l'intero acquifero della citta' che si chiama Edwards-Trinity-Plateau, rubandogli l'acqua. Ogni volta che un pozzo viene fraccato sono 8 milioni di galloni di acqua - 30 milioni di litri. E un pozzo viene fraccato molteplici volte.

I residenti - qualcuno con le lacrime agli occhi - dicono:

"It boils down to two words, greed and money"

"They are sucking all of the water out of the ground, and there are just hundreds and hundreds of water trucks here every day bringing fresh water out of the wells" 

"Getting one oil well fracked takes more water than the entire town can drink or use in a day."

"When you run our out of water and you have to haul your water, it's like somebody slapped you. Now that is frightening. And we are in the United States, in America, where this should not happen."

"I may go have to go without a bath, but do you want your grandchild not be bathed?"

"It hurts you, it hurts you like nobody understands"

"Why can't I have a say?"

Nel solo Texas circa 15 milioni di persone vivono con l'acqua razionata e l'esaurimento degli acquiferi possa ripetersi in altre 30 citta' secondo le stime della Texas Commission on Environmental Quality. In alcune localita' il fracking porta via il 25% dell'acqua potabile e la restituisce al sottoscolo inquinata, radioattiva e totalmente inutilizzabile.

A Barnhart ci sono una dozzina di pozzi fra gas e petrolio, e la bellezza di *centinaia* di pozzi di acqua che i petrolieri tirano su per le operazioni di fracking. 

E' evidente che non poteva durare a lungo e che gli acquiferi non ce la fanno a rigenerarsi.

E adesso che l'acqua e' finita, i problemi ovviamente sono tanti a cominciare dagli agricoltori dei campi di cotone e dagli allevatori dei ranch che hanno perso animali e raccolti.

La cosa triste e' che incuranti del tutto, anche mentre la siccita' proseguiva e i livelli di acqua scendevano, i petrolieri continuavano a pompare acqua dal sottosuolo.

E ancora piu' triste e' che c'era gente che faceva affari con i petrolieri vendendogli l'acqua di falda pompata dai loro terreni, caricando da un solo pozzo circa 20 o 30 camion, per un totale di $36,000
al mese.

E adesso?

Adesso non ci resta che pregare Giove Pluvio.

Ciao Piero Angela!




Sunday, August 11, 2013

L'arsenico nell'acqua del fracking





Dedicato a tutti quelli - a partire da Piero Angela - che parlano del fracking come se fosse manna dal cielo. Forse e' manna dal cielo per quelli che devono farci sopra le speculazioni economiche, ma non certo per chi deve vivere vicino ai posti trivellati e trivellandi.

Ecco allora, l'ultima puntata dei danni da fracking: arsenico nelle falde idriche. 18 volte di piu' di quanto consentito dalla legge.

E questo lo dice Scientific American, sulla base di uno studio appena pubblicato dall'American Chemical Society da parte di alcuni ricercatori dell'Universita' of Texas ad Arlington. In particolare, si parla di arsenico e di metalli pesanti nei pressi dei pozzi da fracking nel Barnett Shale del Texas.

Non e' la prima volta che accade - gia' il Los Angeles Times aveva mostrato gli stessi effetti a Dimock, in Pennsylvania, anche qui localita' da fracking e ampiamente illustrata nel documentario Gasland. Lo stesso ente per la protezione ambientale degli USA, l'EPA aveva infatti gia' trovato elevati tassi di arsenico nelle falde qui a Dimock.

Stessa cosa, arsenico nell'acqua di falda, nei siti da fracking a Pavillion, Wyoming gia' documentati nel 2009.

L'autore dello studio del Texas si chiama Brian Fontenot. 

Dice che assieme alla sua coautrice Laura Hunt hanno deciso di vedere per conto loro cosa succedeva e sono andati presso vari proprietari di pozzi artesiami a fare le analisi.

Hanno messo un annuncio nei giornali locali alla ricerca di volontari e gli hanno detto che avrebbero fatto a ciascuno le analisi gratis, che non erano dell'industria petrolifera e che sarebbero stati risultati non di parte, eseguiti senza pregiudizi.

Dicono di essere stati inondati di richieste e che hanno lavorato di notte e durante i fine settimana.
Fra i partecipanti allo studio, c'erano anche persone pro-fracking che gli hanno dato l'acqua da testare a mo' di sfida e che gli hanno detto: siamo sicuri che non troverete niente.

Poi sono andati in altre localita' dove non c'era il fracking per fare il confronto.

L'acqua dei pozzi artesiani e' stata presa il piu' possibile vicino alle sorgenti acquifere, in profondita', ed e' stata poi portata in laboratorio per fare test sulla presenza di varie componenti chimiche.

Fatte le analisi, Fontenot e Hunt hanno trovato arsenico, selenio and stronzio, tutti a tassi superiori di quanto tollerato dall'EPA per le acque potabili.

Le concentrazioni di queste sostanze non possono essere imputabili ad occorrenze naturali nel'area perche' tutti i pozzi artesiani con l'acqua inquinata sorgono nel giro di tre chilometri da pozzi da fracking. Ovviamente non tutti i pozzi esaminati hanno mostrato tassi di arsenico, selenio e stonzio superiore ai valori soglia, ma quelli che li hanno superati sorgevano tutti vicino a pozzi da fracking.

Delle varie sostanze trovate, una delle piu' pericolose e' l'arsenico - era presente anche in concentrazioni 18 volte superiore rispetto a quanto consentito dalla legge.

L'arsenico e' un veleno -  porta a danni alla pelle, al sistema circolatorio e aumenta il rischio di cancro.

Evviva il fracking.
Evviva Piero Angela.

Dopo la puntata su Quark in cui parla del fracking come un dono divino, vuole brindare con un bicchiere d'acqua all'arsenico?




Saturday, August 10, 2013

La notte verde contro il petrolio


Si sta svolgendo oggi 10 Agosto a Fossacesia la notte verde in Abruzzo, con canti, esibizioni, danze e chitarrate per opporsi ad Ombrina. L'evento e' stato organizzato da Claudio Di Toro, del gruppo Anemame, che ha anche scritto una canzone contro Ombrina Mare che e' qui:





E' una cosa molto bella, e credo che sara' un altro piccolo-grande passettino per ricordare a tutti la bellezza dell'Abruzzo, del nostro mare, del perche' siamo cosi cocciutamente contro le trivelle a casa nostra. Ed e' una cosa bella anche per il progresso della democrazia, per sentire che abbiamo voce in capitolo e che possiamo fare qualcosa tutti a secondo delle nostre capacita', professionalita' e tempo a disposizione.

Sono tutte queste cose, insieme, e ripetutamente che alla fine rimanderanno Sergio Morandi da dove e' venuto: e glielo assicuro che non ci sara' nessuno a comporre canzoni sulla bellezza di una fiamma desolforante a 6 chilometri dalla costa dei trabocchi!

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Buona sera a tutti,

Eccoci qui ad un nuovo appuntamento contro le trivelle e per l'Abruzzo verde e pulito.

E' una serata d'Agosto che sono sicura sara' splendida, con il cielo stellato a festa, la brezza del mare sulla pelle, e la serenita' dello stare insieme, d'estate, lungo questo posto speciale che e' la costa teatina.

Come ciascuno di voi, ho tanti ricordi del mare che vi sta di fronte, e vorrei essere li, sentirne delicatamente il profumo, confondermi fra la folla e pensare alle cose belle dell'Abruzzo, della vita, del futuro.

Vivo lontano, e come tutti gli emigranti, c'e' sempre il desiderio di vedere cio' che si e' lasciato indietro migliore di quando si e' partiti, di essere fedeli alle origini e di non dimenticare da dove si e' venuti.

Credo che sia per questo motivo che non posso accettare che l'ENI o la Medoilgas vengano qui a distruggere un posto a me caro.

E credo che questo sentimento ce l'abbiamo un po tutti: questo e' il nostro mare, che ci viviamo vicini o lontani non fa differenza, e' il mare di quando eravamo bambini, e' il mare che abbiamo visto arrabbiato d'inverno e azzurro d'estate, e' il mare dei primi fidanzamenti d'estate, delle passeggiate sul molo, delle conchiglie, dei tuffi, dei trabocchi, degli ombrelloni colorati.

Che ne sa Sergio Morandi di tutto questo?

Lui vede la costa dei trabocchi semplicemente come un business e tutta la propaganda che cerca di mollarci e' dettata dall'affarismo, non certo perche' a lui interessi qualcosa dell'Abruzzo o di noi.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina risolvera' i problemi energetici d'Italia: tireremo
fuori pochissimo petrolio e di qualita' scadente.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina non inquinera': tutti i pozzi in terra ed in mare emettono sostanze di scarto in acqua ed in aria. E con Ombrina non ci saranno solo sei pozzi di petrolio a 6km da riva, ma anche una mini raffineria in mare, un vero obbrobrio che non costruiscono in nessuna parte del mondo cosi vicino alla costa per i troppi rischi che ci sono.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina sara' a prova di incidente, perche' nessuno ha la sfera di cristallo e i rischi esistono sempre. Questa sola estate 2013 ne ha visti a dozzine di incidenti in ogni angolo del pianeta e Sergio Morandi non ha un patto con il diavolo per scongiurarne in Abruzzo.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che lo zolfo prodotto da Ombrina verra' usato per fare medicine e fertilizzanti perche' ce n'e' una sovrapproduzione a livello mondiale e non si sa cosa farne, anzi, dovremo pensare a come smaltire non solo i rifiuti di trivellazione ma anche i 500 chili al giorno di zolfo prodotto da Ombrina e che non si sa dove mettere.

La lista del perche' no ad Ombrina e' molto lunga, ne abbiamo parlato tante volte e credo che tutti noi sappiamo ormai bene che questo progetto non portera' niente di buono all'Abruzzo.

Resta pero' la domanda: cosa fare?

Io credo che siamo stati bravissimi in questi sei anni di proteste e presa di coscienza collettiva
nel fermare prima il centro oli di Ortona e a dare adesso filo da torcere a quelli della Forest Oil a Bomba, e alla Medoilgas di Ombrina.

La ricetta quindi ce lo insegna il nostro passato: continuare a rompere le scatole, ai politici e ai petrolieri, senza paura.


Siamo tanti, e occorre mostrarlo il nostro dissenso e il nostro essere cittadini informati ed esigenti.


Occorre fare le domande difficili, essere antipatici se serve, avere voglia di osare, perche' se nessuno lo difende quel mare coi i denti e con le mani e con i piedi, non lo fara' nessun altro.

Il mare non parla, il mare non vota, il mare non puo' difendersi da solo. Sta a noi farlo se ci teniamo.

Visto che la nostra classe politica e' quello che e', non ci sono altre soluzioni, altre scorciatoie, ed
e' questo il prezzo da pagare tutti i santi giorri per vivere in democrazia: l'impegno quotidiano affinche' i prepotenti non la spuntino.

Non bisogna dire: "speriamo che non lo facciano", bisogna dire invece: "cosa posso fare io perche' non lo facciano?".

E non deve farci paura l'avere di fronte un colosso - ma Sergio Morandi se lo sogna di essere un colosso! - perche' se tutti facciamo qualcosa, in maniera continuata, senza farsi prendere
dall'angoscia, ma usando l'intelligenza e il buon senso, e se tutti usiamo le nostre professionalita'
e i nostri talenti, e il poco o tanto tempo che abbiamo, allora si possono fare cose grandiose.

Mostre, spettacoli, canti, conferenze, scuole, leggersi le carte, fare le domande difficili ai politici specie in tempo di elezioni, scrivere lettere alla stampa - vinciamo. 


Nessuno puo' spuntarla contro un popolo unito e compatto, neanche Sergio Morandi.

Io sono sempre stanca e questa faccenda del petrolio ha portato via tante cose che prima facevo e per cui non ho piu' tempo, eppure mi sento sempre onorata e grata di poter usare il mio tempo per una causa ai miei occhi importante e vi assicuro che alla fine della giornata ci si sente appagati di essersi spesi per qualcosa di piu grande del nostro piccolo mondo quotidiano.

In Abruzzo c'e' tanto bisogno di attivismo sincero e disinteressato. 


I nostri fiumi sono tutti inquinati, vogliono rimpiccioliri i parchi, costruire l'ecomostro Pagliaroli a San Vito Marina, gli inceneritori, cementificare un po dappertutto e chi ne piu ne ha piu ne metta. 

Spero che tutti almeno prendano in considerazione l'idea di impegnarsi in una causa - ambientale, sociale, culturale che sia. La vita ha un sapore diverso cosi', un sapore migliore.

L'ultimo pensiero ai bimbi.

Il petrolio restera' nelle nostre vite a lungo, perche' che ci piaccia o no, ci sara' sempre qualcuno che vorra' venire qui ad estrarlo, e allora non c'e' cosa piu' utile che si possa fare che di partire da loro, gli adulti del domani, e di insegnarli le cose importanti della vita: il rispetto della natura, dell'altro, delle regole, della giustizia sociale.

E se facciamo questo non solo avremo un ambiente migliore, avremo un'Italia migliore.

Grazie a Claudio e a tutto il gruppo Anemame per lo spazio ed il tempo.


Buon 10 Agosto a tutti.

MR