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Friday, October 2, 2009

Manifesti della Confcommercio


Fra qualche giorno l'intera provincia di Chieti sara' invasa da manifesti di contrarieta' alle trivelle petrolifere nella nostra regione.

E' una cosa bellissima e sono veramente grata al presidente della Confcommercio, Angelo Allegrino, per avere accolto il mio invito a creare queste locandine ed a farle diffondere il giro per la provincia. Ovviamente dietro questa nuova iniziativa c'e' il lavoro di varie altre persone, prime fra tutte Giosue' e poi Fabrizia che si sono adoperati per disegnare e far stampare queste locandine. Grazie!

Io penso che non ci sia cosa piu' bella dell'operare insieme alla gente, di renderla partecipe, di far sentire a ciascuno che ogni passo e' importante, anche se non ci sembra. Abbiamo veramente fatto tanta strada insieme, tanta altra ce n'e' ancora da fare. Nessuna cosa sara' un passo lunare, ma ognuno si costruira' sui tanti gia' fatti. Tutti ci porteranno alla meta finale: no alle trivelle in Abruzzo.

Ogni tanto mi arrivano email con proposte grandiose, che occorre andare a parlare con Di Pietro, con Santoro, con Berlusconi, con Fini. E si, sarebbe bellissimo che ciascuno di questi personaggi volesse dire e fare la loro, ma intanto che aspettiamo Godot che ci salvi, e' bello che siamo noi persone normali a darci da fare, inventandoci qualcosa ogni santo giorno.

In questo senso, tutto e' stato utile, dal pubblico di Cupello che incalza Chiodi, dal video amatoriale fatto a EdG dove gli si chiede: ma come fai a fare il turismo con le piattaforme? Dai messaggi su Facebook a EdG alle lettere e ai filmati a Chiodi. E' stato grazie a tutto questo movimento di persone che abbiamo avuto la moratoria del 2008, la partecipazione della provincia contro Elsa2, il ritiro della legge Febbo-Chiodi per spartirsi le royalties e messa all'ordine del giorno, "per sbaglio", da Emilio Nasuti.

Sono queste le nostre armi, e occorre continuare a martellare, con la trasparenza e l'operato paziente di tutti. Nessuno di noi legifera, per cui dobbiamo solo fare affidamento nei nostri numeri, nella nostra impazienza di popolo. Continuano ad arrivarmi email di vario genere, di ammirazione, di ringraziamento, di voglia di fare. Andiamo avanti cosi, ogni giorno un passo in piu'.

La strada e' ancora lunga, ma in qualche modo ce la faremo.

Thursday, October 1, 2009

La censura Moratti


Saras recognises the importance of safety and protecting the environment.
www.saras.it

La storia di Massimiliano Mazzotta mi rattrista e mi fa rabbia nello stesso tempo.

Massimo e Gianmarco Moratti. Il primo e' il presidente dell'Inter sposato con Emilia Bossi, detta Milly, che milita nel partito dei Verdi, il secondo e' marito della 'ecologissima' Letizia Moratti, che regala le bici ai dipendenti di Milano e che mette l'ecopass per migliorare la qualita' dell'aria ai milanesi. Che bravi questi Moratti.

I due di cui sopra pero' sono anche i proprietari della Saras, la raffineria piu' grande del mediterraneo, e una delle piu' inquinanti. Questa raffineria fu installata dal padre dei signori Moratti, Angelo nel 1962. I suoi metodi erano un po', come dire, poco ortodossi. Angelo Moratti inizio' con una raffineria simile a Melilli, in provincia di Siracusa. Questa raffineria era in realta' un rottame texano che stavano smantellando da Longview (Texas) perche' obsoleta.

Mr. Moratti senior venne, la prese e la mollo' ai siciliani. Bell'affare, eh?

Nel corso degli anni, a Siracusa come a Sarroch le raffinerie Moratti non hanno portato altro che devastazione ambientale, malati, incidenti di vario genere. Ogni tanto muore qualcuno, ogni tanto c'e' una fuga di gas. Sfondano i limiti legali un giorno si e uno no. Fanno affidamento nella rassegnazione del popolo.

Un giovane regista leccese-milanese pero', Massimiliano Mazzotta, decide di fare un documentario sulla vita a Sarroch. Si parla di tutte le verita' scomode della Saras, delle analisi fatte male, dei pesci allo zolfo, dei morti. La cosa triste di questo e' dopo quasi 50 anni di Saras nessuno degli abitanti pareva sapere cosa uscisse dall'Ecomostro dei Moratti. Nessuno sa che la puzza di uova marce e' l'idrogeno solforato. Nessuno gli ha spiegato che quella roba fa male.

Il Mazzotta inizia a proiettarlo in giro per l'Italia, all'accademia di Brera, a Cagliari, nella stessa Sarroch, a Roma. La notizia di questo video vero ma scomodo, incuriosisce i Moratti. E' meglio che nessuno sappia e che l'Italia pensi ai Moratti come ai proprietari dell'Inter, o al massimo come quelli delle biciclette di Letizia.

A Marzo del 2009, arriva a Mazzotta una a raccomandata dagli uffici legali della Saras: blocca ogni altra proiezione del tuo video. Come se fossimo in un regime stalinista. Come se la liberta' di espressione non esistesse. Quanta paura hanno i Moratti che la verita' venga fuori?

Mazzotta decide di non lasciarsi intimidire, e continua a proiettare il suo video per l'Italia durante tutta l'estate. Qualche volta ci riesce, qualche volta no.

I Moratti continuano a mettergli i bastoni fra le ruote con tutto il loro potere, economico e sociale. C'e' il sequestro della pellicola, la resituzione del materiale (legalmente filmato) all'interno della raffineria, citazioni presso il tribunale di Cagliari.

Subito si vedono le persone con la spina dorsale e quelle che invece non ce l'hanno. Il Festival internazionale di reportage ambientale di Genova, coraggiosi difenditori della verita' ne annulla la proiezione. L'Ecologico International Film Festival di Lecce invece gli assegna il primo premio ex-aequo per la rabbia militante con cui documenta la delittuosità di un sistema industriale.

Qui c'e' l'intervista a Mazzotta come fattagli da L'Espresso. I Moratti non hanno mai voluto partecipare ad un dibattito pubblico e preferiscono far fare il lavoro dai loro avvocati, cosi' poverini non devono rovinare la loro immagine di signori della Milano per bene.

Intanto, la Saras torna a colpire. In estate muoiono tre operai perche' inalano idrogeno solforato.
Proprio ieri 30 settembre una nube bianca, fatta di polveri cancerogne, proveniente dalla raffineria avvolge tutta la citta'. Dopo un po' si innalza la fiaccola del desolforatore con una lunga fiammata nera.

Qualcuno paghera' multe? Qualcuno decidera' di installare misure di sicurezza piu' forti? Qualcuno fara' una indagine seria sugli abitanti di Sarroch? E' piu' facile zittire Mazzotta e pensare al campionato di serie A.

Infatti, per tutta risposta la Saras indice una delicata conferenza dal titolo vuoto: "L'ambiente come fonte di sviluppo, la salute come principio di vita”.

A Milano forse, non a Sarroch.

Altri post su Sarroch:
Saras1, Saras2, Saras3, Saras4



Tuesday, September 29, 2009

CHIODI IL TRADITORE


** Il 30 Settembre 2009 hanno ritirato questo progetto di legge. Emilio Nasuti ha detto di essersi sbagliato. Che classe dirigente! **

E cosi, per un piatto di lenticchie e per pochi denari Gianni Chiodi, colui che a Cupello promise che "fra dieci anni di quei pozzi di petrolio non restera' nulla", vende la nostra regione al migliore offerente.

Esce infatti oggi la notizia che domani 30 settembre l'accoppiata Febbo-Chiodi si prepara a spartire le briciole delle royalties fra comuni, enti, province... Chissa' quante tasche private ne beneficeranno. Tolgono le ASL e gli ospedali e mettono pozzi di petrolio invece. Che cosa folle, che gente dal cervello piccolo piccolo piccolo. Vanno avanti senza idee, senza coerenza, come canne al vento.

Che piccolezza, che schiaffo a tutti i cittadini, comitati e a tutte le persone di buona volonta' che si sono date da fare per salvare la nostra regione. Se invece di fare i conti su come spartirsi i soldi, il duo in questione avesse lavorato presso Roma, presso le province, presso l'ENI per contrastare i piani petroliferi per l'Abruzzo, ora non saremmo qui.

Questo a dimostrare ancora una volta che a comandare dovrebbero starci le persone intelligenti, colte, sensibili, saggie. Persone di cultura che quando *non sanno* hanno l'umilita' di chiedere e di ascoltare chi ne sappia piu' di loro. Invece qui l'arroganza e' di casa, e questi signori vanno avanti per la propria strada, senza farsi domande, senza chiedere, senza amore. Ovviamente senza mai valutare qual'e' la cosa migliore per l'Abruzzo, ma semplicemente facendo cio' che e' piu' facile fare.

Scegliere fra l'ENI e la tua gente? Ma e' molto piu' facile scegliere l'ENI, di gran lunga. Alla cieca.

Il primo del duetto di saggi, Mauro Febbo teoricamente e' l'assessore all'agricoltura, che in televisione a rete Otto, dietro le quinte mi urlo' addosso maleducatamente e che disse che gli inceneritori si faranno perche' lo dice lui, punto e basta. Un assessore all'agricoltura che vuole inceneritori e pozzi di petrolio. Diamgolielo da mangiare a lui un bel piatto di insalata cresciuta dietro l'inceneritore e un bel bicchiere di vino fatto con l'uva marcia di Viggiano!

Secondo me il signor Febbo e' ignorante in materia, e non sa che in Basilciata il raccolto di olive e di uva e' DIMEZZATO da che e' arrivato il petrolio. E questo non lo dico io, ma uno studioso di economia della Bocconi, Antonio Bianco, in un convegno a Lanciano a Luglio. Che razza di assessore all'agricoltura e' uno che vuole distruggerla?

E poi vi ricordate a Rete Otto che porto' anche il Corriere della Sera con la notizia che il "petrolio non porta ricchezza alla Basilicata" e che promise che non si sarebbero avute infrastrutture petrolifere ad Ortona? Chissa, se n'e' scordato e ora pensa che invece il petrolio portera' ricchezza all'Abruzzo.

Gianni Chiodi, invece ogni volta che parla dice cose diverse e contraddittorie. Non lo sa neanche lui che pesci pigliare e in mancanza di carattere decide di fare la cosa piu' facile, sempre e comunque. A Rete Otto prima disse che il petrolio era una straordinaria opportunita' per l'Abruzzo, poi scrisse a me dicendomi che era contrario al centro oli di Ortona, poi dice che dei pozzi non restera' nulla - chissa' per quale magia - ora si decide come spartirsi i soldi.

Prova che certe volte la spina dorsale e' un optional nei nostri politici. A quello non gliene importa niente dell'Abruzzo. Invece di difenerci, ci vende.

Come diceva Don Abbondio, se uno il coraggio non ce l'ha non se lo puo' dare. Io aggiungerei, ma se fai il presidente della regione e non hai gli attributi per scacciare dalla tua terra gli invasori irlandesi, americani, canadesi ed inglesi, che vogliono venire qui a derubare il tuo territorio, e ti acconenti delle briciole, e' meglio che fai un altro mestiere. I rammolliti non ci servono.

Chiodi e Febbo resteranno nella storia come i due politicucci che hanno venduto l'Abruzzo, fra mille bugie, mille inganni alla gente. Che schifo.

Cosa fare? BOMBARDARE LA REGIONE DI EMAIL. Diciamo loro che non vogliamo le estrazioni, ma invece che venga prolungata la legge regionale che vieta le trivelle in Abruzzo fino al 31 dicembre 2009. In alto a destra mettero' gli indirizzi a cui scrivere.Ovviamente questa non e' una battaglia politica per me, ma umana e io spero che per una volta gli amministratori tutti si diano una mossa e si comportino secondo coscienza.

Franco Moroni e' stato il consigliere della provincia di Chieti a cui va l'onore ed il riconoscimento di avere spinto la provincia a mandare le osservazioni contro Elsa, firmate da Enrico di Giuseppantonio. Ieri, sempre grazie a Moroni TUTTA LA PROVINCIA DI CHIETI HA VOTATO ALL'UNANIMITA' CONTRO IL PETROLIO. Il mio ringraziamento pubblico per avere spinto in questa direzione a Franco Moroni, ed anche a Enrico Di Giuseppantonio, per avere finalmente deciso da che parte stare.

Purtroppo, in questi tempi cosi drammatici, occorre fare ancora di piu', ed e' arrivata l'ora di NON AVERE PAURA a contrastare Chiodi a livello regionale. A fargli vedere che qui non siamo sudditi, ma cittadini.

Occorre che TUTTI siano uniti, non e' il tempo di guardare alla destra o alla sinistra, quanto alle persone di buona volonta' che vogliono fare la cosa giusta. Tutti i sindaci, tutti i firmatari della moratoria attuale, la chiesa, i Verdi, i cittadini, occorre che tutti lavoriamo assieme. Non c'e' alternativa. La gente e' dalla parte di chi il petrolio non lo vuole, nei fatti e nelle parole.

In tutta questa storia aleggia vagamente una figura, quella dell'assessore all'ambiente, Daniela Stati. Muta era, muta rimane. Che brutto esempio per il genere femminile.

Monday, September 28, 2009

Corriere della Sera


 Il campanile di San Marco crollato per la subsidenza ai primi del novecento

Sono appena rientrata dall'Italia dove ho partecipato ad un convegno a Chioggia per discutere delle estrazioni di metano al largo di Venezia.

Era di questo che avrei voluto commentare oggi, e della follia di noi italiani a permettere una cosa del genere. Venezia e' unica al mondo. Ravenna per colpa anche delle estrazioni del metano e' sprofondata di un metro e venti centimetri nel corso di sessant'anni. Il Polesine per colpa delle estrazioni di metano e' stato sommerso da varie alluvioni negli anni '50 e '60. Nel 1951 morirono 88 persone.

Smantellate le piattaforme, fermate le alluvioni, rallentata notevolmente la subsidenza. E ora l'ENI viene fuori con fantomatici "calcoli matematici" che assicurano che Venezia e Chioggia non saranno colpite da fenomeni simili, pur volendo trivellare a 5 chilometri dalla costa!

Invece scopro che finalmente il Corriere della Sera, dopo che ho tanto (tanto!) scritto loro affinche' parlassero dei pericoli del futuro dell'Abruzzo ha deciso di pubblicare un articolo sul petrolio in Abruzzo qui.

Sono contenta che il resto d'Italia possa sapere di quello che un branco di petrolieri vuole fare ad una terra gia' martoriata dal terremoto e che non ha bisogno di altri guai per colpa della cupidigia di ENI, Petroceltic, Vega Oil, Mediterranean Oil and Gas, Edison, Cygam Gas, Forest Oil e di altre ditte che vogliono trasformare l'Abruzzo in una nuova Basilicata.

Ho pensato allora per tutti quelli che arrivano a questo blog per la prima volta di linkare un po di informazioni in piu sul tema.

In cima a questo blog c'e' la figura dell'Abruzzo petrolifero secondo le concessioni rilasciate fino al gennaio 2009. I vari colori sono i vari stadi di avanzamento dei permessi.

Ecco allora vari link sul petrolio in Abruzzo e sulla storia del Centro Oli di Ortona - nome soave scelto dall'ENI per confondere le idee ai contadini che li coltivano vino ed ulivi e che per molto tempo hanno pensato ad un frantoio!

Dibattiti con l'ENI:
Pescara 21 luglio 2008
Seconda Parte
Terza parte
Pescara 18 Gennaio 2008

L'ENI e la societa' italiana:
OIL

Sulla politica abruzzese:
Gianni Chiodi a Rete 8
Lettera a Gianni Chiodi
Risposta di Chiodi
Gianni Chiodi a Cupello
Gianni Chiodi a Cupello, parte seconda

Sulla politica italiana e l'ambiente:
Politica1,
Politica2

Sul petrolio in Abruzzo e perche' no:
America Oggi
Indymedia
Primadanoi

Sui processi criminali ENI:
Criminal proceedings ENI

Sull'ENI in altre parti d'Italia:
Maremma,
Crotone
Manfredonia
Mantova
Gela
Paderno Dugnano
Augusta
Taranto

Sull'ENI in Basilicata:
Basilicata
Financial Times

Sull'ENI in altre parti del mondo:
Nigeria
Ecuador

Sulla Saras ed i Moratti in Sardegna:
Saras1
Saras2
Saras3
Saras4

Sull'API di Falconara:
Falconara1
Falconara2
Falconara3

Sulla Tamoil di Cremona:
Cremona1
Cremona2

Sui tumori che aumentano in Italia e dimuniscono nel resto dei paesi occidentali:
Tumori 1
Tumori 2
Tumori 3

Sull'Italia e le multe di Kyoto:
Kyoto

Sull'Italia e il fotovoltaico:
Italia-Germania trentacinque a duemila

In questi due anni di attivita' non mi sono risparmiata niente, ed ho fatto tutto quello che potevo, senza chiedere niente in cambio se non la soddisfazione di sapere di avere fatto la mia parte per salvare una terra dove ho vissuto per 10 anni e alla quale voglio bene.

Ho girato l'Abruzzo in lungo ed in largo con la mia presentazione power point dicendo a tutti - da contadini a senatori - che non era giusto quello che burocrati di Roma, l'Ente Nazionale Idrocarburi e politici corrotti abruzzesi avevano deciso per noi. Non ho avuto paura di dibattere l'ENI e di dire loro che quello che andavano propagandando era falso - secondo me e sulla base di documenti ENI, di articoli di scienza, di report giornalistici in altre parti d'Italia e del mondo e sulla base del semplice buonsenso. Un campo di petrolio, con raffineria connessa, non ha posto fra i vigneti del Montepulciano d'Abruzzo. Punto.

Ho convinto la Chiesa Cattolica a prendere una posizione netta, ho convinto la provincia di Chieti a presentare osservazioni di contrarieta' al ministero per un progetto di un pozzo di petrolio a 5 chilometri dalla costa. Ho scritto alla Security and Exchange Commission di New York per denunciare le bugie che l'ENI scriveva nei rapporti agli investitori americani.
Ho spronato piu' e piu' volte Gianni Chiodi, il presidente della regione Abruzzo a darsi da fare, e cosi pure la sua assessore all'ambiente, Daniela Stati che a tuttoggi non ancora dice una parola che sia una sul tema petrolio.

Ho scritto a tutte le testate giornalistiche d'Italia, alle Iene, ad Annozero, al Gabibbo, a Beppe Grillo, alla Gabanelli, a Iacona. Ho coinvolto la Confcommercio, i cittadini, le scuole, i gestori di bed and breakfast, i contadini, al meglio che ho potuto, pur vivendo lontana, pur essendo americana di nascita e pur non progettando di tornare a vivere in Italia sul medio termine della mia vita.

E' un lavoro paziente, e tanti sono stati gli ostacoli, ma non ho mai accettato no come risposta e ho continuato per la mia strada. In Italia non siamo troppo abituati alla democrazia partecipata e quando si sente che l'ENI, l'ENEL o chi per loro ha deciso, troppo spesso c'e' rassegnazione, oppure la protesta dura poco. Invece no, la democrazia e' un impegno quotidiano, e richiede che ciascuno di noi sia vigile e che faccia la propria parte, passo dopo passo. Io spero che questa storia incoraggi altre persone a fare altrettanto nelle proprie realta' locali.

Cosa volgio? Voglio una moratoria di 30 anni che vieti ogni forma di estrazione petrolifera in Abruzzo. Voglio che l'Adriatico sia libero da qualsiasi nuova opera estrattiva, da Venezia fino alle isole Tremiti, e cosi pure i mari di Lampedusa, siciliani e ionici.

Fantascienza? Gli americani non trivellano su nessuno dei loro mari, ad eccetto che in Texas e nel circolo polare artico. Perche' noi invece andiamo a mettere le trivelle a pochi chilomentri dalla costa?

Il nostro petrolio, in Abruzzo, come in Basilicata, e' di scarsa di qualita', ricco di impurita' sulfuree e sara' sicuramente accompagnato da desolforatori, oleodotti e infrastrutture che nulla hanno a che spartire con l'Abruzzo cuore verde d'Europa.

Fra l'altro, grazie alla Turbogas di Gissi, l'Abruzzo gia' produce piu' energia di quel che gli serve.

L'Ente Nazionale Idrocarburi non ci riuscira' a distruggere una terra che generazioni di contadini e di lavoratori onesti hanno amato e fatto migliorare. Un milione di Abruzzesi non glielo permetteranno di venire qui a fare il comodo loro.

La meta' dei siti inquinati di interesse nazionale porta la firma dell'ENI.

Tuesday, September 22, 2009

Chioggia


Mille cose bollono in pentola, ma non posso scrivere a lungo perche' non ho tempo. Da noi in Abruzzo sia la Confcommercio, con i suoi 9,000 aderenti, che la Chiesa Cattolica hanno scritto lettere di contrarieta' al progetto Elsa2 della Vega Oil, una cosa bellissima e segno di un passo ulteriore nella partecipazione collettiva e apolitica alla salvezza dell'Abruzzo costiero. Grazie.

Intanto, al vertice ONU si parla dei cambiamenti climatici come di uno dei piu gravi pericoli per il futuro dell'umanita'.

Le ranocchie scompaiono dall'Italia per colpa dei cambiamenti del clima.

Massimiliano Mazzotta, il giovane regista che ha avuto il coraggio di fare un documentario contro il modo barbaro in cui Mr. Moratti e famiglia gestiscono il centro petrolifero della Sardegna viene da un lato perseguitato dai Moratti e dai loro legali (VERGOGNA!) e dall'altro vince premi a destra e a manca per il suo impegno e per la qualita' del suo lavoro.

Ho studiato il problema della subsidenza in alto adriatico: le piattaforme metanifere di Ravenna gli hanno abbassato il territorio di oltre UN METRO negli scorsi 50 anni, con costi gravissimi alla comunita' e con la perdita della spiaggia.

Negli USA qualcuno sperimenta con l'asfalto fotovoltaico, cioe' quando non ci passa nessuno l'asfalto raccoglie energia in maniera utile, come un pannello vero.

Obama stanzia palate e palate di soldi per incentivare le energie alternative, per il bene del pianeta e dell'economia USA.

Anche la Cina ha capito che devono rinverdirsi, per malattie ed inquinamento, ma anche per assicurarsi di essere parte dell'economia mondiale di energia verde.

E in Italia?

Avrei tante cose da riflettere su tutti questi temi, ma purtroppo non ho tempo. Sono stanca, ma felice del lavoro che abbiamo fatto e perche' tutti ci sono sentiti protagonisti del nostro futuro.

Saturday, September 19, 2009

Nuove avventure


Ecco allora come detto l'altro giorno il link con tutte le osservazioni che abbiamo mandato al governo. La provincia di Chieti basera' le proprie osservazioni sul nostro lavoro, almeno questo e' quello che mi hanno comunicato per via email.

Osservazioni comuni sul progetto petrolifero della Vega Oil SpA per Ortona

Io personalmente vorrei ringraziare tutte le persone che si sono date da fare per creare tutta questa documentazione e consegnarla al governo in cosi poco tempo.

Innanzittutto Nino che ha scovato la notizia sui giornali e che l'ha divulgata fra noi attivisti.

Danilo, Lorenzo, Francesco e Fabrizia che hanno redatto delle ottime osservazioni, oltre che me. Il loro lavoro e' stato veramente lodevole considerati i tempi stretti e la pazienza e la dedizione che ci sono voluti per produrre documenti sensati e coerenti in cosi poco tempo. I primi due l'hanno fatto a nome personale - da liberi cittadini - gli altri due sotto il nome del WWF.

Danilo e Lorenzo si sono soffermati su temi come la visibilita', la mancanza di ritorni vantaggiosi per Ortona, la possibilita' di incidenti dalle conseguenze gravi, e la superficialita' del progetto Elsa2. Il WWF sui mancati esami geologici della Vega Oil in un territorio cosi' delicato dal punto di vista morfologico.

Ringrazio anche Gemma e Daniele per avere scritto a nome di Assoturismo delle bellissime considerazioni concentrate prevalentemente sul turismo della nostra costa.

Catia si e' impegnata a scrivere e a mandare una lettera a nome del comune di Miglianico, del quale fa parte.

Ringrazio anche i membri del Comitato Abruzzese del Paesaggio, Andrea, Alfredo, Davide e Veronica che come sempre hanno operato efficientemente, in autonomia e venendo dritti al punto. Loro hanno fatto anche le riprese della serata di Cupello. Grazie!

Ci sono poi da ringraziare Aldo, Hermes e Roberto. Aldo ha scovato la documentazione della Vega Oil presso il ministero, e l'ha scannata e resa disponibile per noi tutti. Hermes e Roberto hanno aiutato sia nella ricerca del materiale, scontrandosi con i mille cavilli italici, e alla fine nel consegnare un po' di materiale al ministero di persona, visto che operano da Roma.

Antonio e Pasquale credo che stiano ancora mettendo a punto i loro documenti, il primo sara' dedicato all'economia ed il secondo sara' una lettera in qualita' di operatore di bed and breakfast di Ortona. Credo che anche altri suoi colleghi parteciperanno. Anche Marcello e Orlando stanno scrivendo delle lettere a nome di Italia Nostra, se non sbaglio.

Ringrazio anche Antonello e Alesandro per essere andati all'incontro con EdG, e soprattutto Tommaso per aver spiegato tutti i dettagli della problematica alla provincia, che senno' stava ancora li in alto mare.

Infine voglio ringraziare Giosue' per avermi segnalato tutti gli errori di ortografia, e tutte le altre persone che in qualche modo hanno contribuito alle discussioni su Emergenza Ambiente Abruzzo.

Se ho dimenticato qualcuno fatemi sapere che li aggiungo.

Naturalmente ci saranno altri pozzi, altre battaglie, per cui spero che questa macchina che abbiamo messo in moto, comprese le pressioni alla provincia, diventi sempre piu' forte, oliata, e rodata.

Per cui grazie anche a tutti quelli che hanno mandato messaggi a EdG su facebook, che gli hanno fatto le domande difficili sui video, che gli hanno scritto. Grazie.

Solo facendo sentire la nostra voce a chi ha il potere andiamo avanti. Io sono sicura che l'impegno della provincia e' il frutto esclusivo delle nostre pressioni. Il loro impegno e' una vittoria nostra.

Mercoledi' parto e per pochi giorni saro' a Chioggia. Il 26 Settembre c'e' un incontro sulla trivellazione della laguna Veneta (sono matti, lo so!) e mi hanno invitata a parlare anche li, per cui adesso dovro' concentrarmi su quest'altra cosa per un po'.

L'incontro e' descritto qui.

PS: Chiunque sappia dello status di Ombrina Mare ci faccia sapere. Io non ho troppo tempo per indagare, ma mi sa che qua andiamo avanti un pozzo alla volta!

Thursday, September 17, 2009

La democrazia, un passo alla volta


















Erano un po' di giorni che non scrivevo su questo blog - da domenica fino a ieri piu o meno sono stata presa con la stesura delle osservazioni su Elsa2, il pozzo petrolifero che la Vega Oil, di proprieta' della Cygam Energy (Canada) vuole mettere davanti ad Ortona, assieme alla Petroceltic (Irlanda), a 6.5 km dalla spiaggia.

Che dire. Ci sono stati dei momenti comici in tutto questo, quando alle 2 di notte ho chiamato un mio amico pescatore per farmi dirmi *tutti* i nomi dei pesci nel nostro adriatico, e le tecniche di pesca (con vermi o senza vermi?) - mi viene da ridere ancora adesso - o quando ho spiegato a papa' come si fa a fare tilde su una tastiera italiana, o quando io e mio fratello, di notte, ci siamo persi fra windows/unix/mac/office97/scarica qua, carica di la, e chi piu' ne ha piu' ne metta, io qui e lui a Boston. A un certo punto per reperire alcune informazioni su Ortona mi sono imbattuta nel sito di Remo Di Martino!

Ad ogni modo e' fatta. Ovviamente non c'e' nulla di sensato nel voler mettere le piattaforme di petrolio nel mare Adriatico, cosi vicino alla costa, e lo sappiamo tutti perche'.

Quello che voglio pero' commentare e' una cosa che mi e' parsa molto bella, e cioe' che tante persone hanno deciso di fare la loro parte, e di mettersi li - chi e' andato dal ministero, chi ha messo su i documenti della Vega Oil, chi ha letto le carte, e alla fine chi ha prodotto qualcosa.

Nessuno di noi, me compresa, non lo sa come si scrivono le osservazioni. Tutti, io credo ci siamo messi la e abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo imparato qualcosa di nuovo, e nel giro di una settimana abbiamo preso Miss Elsa 2 di petto e abbiamo trovato mille motivi per dirle di no.

Ci sono state lettere mandate - o in via di invio - al ministero da parte di associazioni del turismo, di ingegneri, di operatori di bed and breakfast, del WWF, di insegnanti di musica, di studenti di architettura, di economisti, del comune di Miglianico. Non abbiamo aspettato Chiodi, Enrico di Giuseppantonio, la Stati, Di Pietro, Berlusconi o Godot. Ci siamo messi sotto e l'abbiamo fatto perche' era importante farlo.

E' bello, e adesso sono stanca ma contenta. Spero che in tutti noi ci sia l'orgoglio di avere fatto una cosa buona, e che oggi siamo stati cittadini consapevoli, partecipi e che abbiamo rifiutato di essere trattati come un puntino sulla mappa. Siamo stati noi per oggi attori della nostra vita di italiani.

Io non so come andra' a finire, ma so che questa e' l'unica strada per salvare noi stessi e la nostra nazione. Nessun altro lo fara'. E' come quando uno va a nuotare dove non ci tocca e non l'hai mai fatto prima, non lo sai come si fa e se ci azzeccherai, ma lo fai lo stesso perche' non hai altra scelta (Ora gia sento i miei amici/familiari sganasciarsi dalle risate)

Grazie a tutti allora. Appena riordino tutte le mie cose, e dopo che avro' dormito un pochino tranquilla, ringraziero' tutti quelli che hanno partecipato per bene e mettero' il link delle osservazioni mie e di tutti gli altri.

Per chi volesse ancora farlo, ci sono ancora un po di giorni utili. Basta scrivere una raccomandata con ricevuta di ritorno qui:

Ministero dell' Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Attenzione: Progetto Elsa2 (Vega Oil SpA)
Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale
Via Cristoforo Colombo 44
00147 Roma

Grazie