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Wednesday, July 11, 2012

Kalamazoo vs. Lambro


  

Kalamazoo, Michigan 2010



Già a pochi mesi dal disastro l'interesse dei media italiani 
per questa catastrofe ambientale è andato scemando. 


Finalmente nel Michigan, il giorno 21 Giugno 2012 hanno riaperto il Fiume Kalamazoo, due anni esatti dopo lo sversamento di un milione di galloni di petrolio amaro, pesante, corrosivo, proveniente dal Canada.

L'incidente - la rottura di un oleodotto della Enbridge Energy Partners - accadde il 26 Luglio 2010 e contamino' circa 36 miglia di fiume e di terreno circostante.

Fanno 50 chilometri di fiume e fanno 4 milioni di litri di petrolio schifoso.

La gente dovette lasciare le case per la puzza e l'inquinamento.

La pulizia del fiume finora e' costata $804 milioni di dollari.
E' il piu' grave e il piu' costoso incidente ad un oleodotto mai accaduto sul suolo USA.

I costi sono tutti pagati dalla Enbridge, e dalla sua compagnia assicurativa. I lavori sono stati monitorati dall'EPA - l'Agenzia di Protezione per l'Ambiente.

E cosi, dopo due anni, hanno riaperto quasi tutto il fiume, ad eccetto che poche centinaia di metri, la zona piu' inquinanta, presso Red Morrow Lake, Michigan.

Ma questo non vuol dire che il fiume sia del tutto pulito - anzi, per la pulizia totale ci vorranno altri mesi ancora e le macchie di petrolio in alcuni posti sono ancora visibili.

Ci si raccomanda di non toccare le chiazze se si va giu' con la canoa, e hanno pure messo i fazzolettini lungo il fiume per pulirsi le mani!

Riassunto: hanno speso circa 800 milioni di dollari, e non ancora finito perche' dopo due anni il fiume e' ancora coperto di macchie di petrolio.

I fazzolettini sono gratis.

Della serie: un indente dura pochi minuti o ore, le conseguenze sono catastrofiche.

Oggi 11 Luglio 2012 invece l'ente predisposto a indagare sulle cause dell'incidente, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha presentato la documentazione sul perche' dell'incidente:

1. Stress sulle tubature dovuto a corrosione;

2. Mancanza di prevenzione da parte della Enbridge che sapeva da 5 anni prima che ci potevano essere perdite piu' o meno gravi;

3. La Enbridge tenne in azione l'oleodotto per ben *17 ore* dal momento in cu ila falla si apri', sebbene tutti i sistemi di monitoraggio avessero indicato la rottura dell'oleodotto. Non ci furono indagini della compagnia in quel frangente, non risposero alle allerte dei cittadini che sentivano puzza di petrolio e la condotta fu fermata solo grazie all'intervento di terzi;

4. La Enbrdige non aveva equipaggiamento necessario ad intervenire, pur volendo farlo (ma non voleva!)

5. Le regolamentazioni non erano sufficentemente severe.

Ovviamente gli occhi di tutti sono puntati sul proposto Keystone XL pipeline che dovra' - se costruito - portare molto piu' petrolio di questo dal Canada agli USA.

I petrolieri hanno invece detto che e' stata solo una fatalita' e che la Enbridge e'  "una good company" che ha avuto un "bad accident".

Dicono che faranno migliorie e che non si sottrarranno alle loro responsabilita'.
Dicono.

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Lambro, Febbraio 2010


Parallelamente in Italia, a cavallo fra il 22 e il 23 Febbraio 2010 ci fu un altro "incidente", quello del fiume Lambro in cui i patrioti della Lombarda Petroli decisero di riversare nel fiume Lambro - ed in modo del tutto volontario - circa 2.5 milioni di litri di gasolio e di oli combustibile. 

Altre stime parlano di 10 milioni di litri, cifre paragonabili a quelle di Kalamazoo.

La marea nera parti' da Villasanta - nei pressi di Monza, per attraversare Melegnano, San Zenone al Lambro, Lodi, Sant'Angelo Lodigiano, le province di Cremona, Reggio Emilia, Ferrara, il Po e poi anche il mare Adriatico.

Venne pure danneggiato - ironia della sorte - una "Ecocity".

Ci sono stati fortissimi danni all'ecosistema con moria di specie animali e vegetali. Di tutti gli animali ritrovati nei pressi dell'oasi di Montorfano, nei pressi di Melegnano, non e' sopravvissuto nessuno.

L'ipotesi e' che il riversamento sia stato azionato volontariamente da parte di Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, i proprietari della Lombarda Petrolio per evitare di pagare le accise su quei prodotti.

Furbi, eh.

Sulla stampa non c'e' molto di cosa ne sia del fiume due anni dopo.

La cosa piu' recente che sia riuscita a trovare e' del maggio 2012 in cui si conferma l'accusa ai due cugini Tagliabue per disastro doloso, assieme al direttore dello stabilimento da cui parti' il greggio, Vincenzo Castagnoli. La pena massima potrebbe essere 12 anni.

Ma invece, dopo due anni, com'e' andata a finire per il fiume?

I titoli dell'epoca erano apocalittici - "disastro ambientale senza precenti", "pulire il fiume sara' un impresa", "marea nera", "ci vorranno decenni per pulire tutto".

E allora mi chiedo:

Quale ente ha seguito o sta seguendo i lavori?

Qualche giornalista e' tornato a vedere lo status del fiume, a due anni dall'"incidente"?

I signori della Lombarda Petroli e la loro assicurazione - ammesso che ce l'avessero - hanno pagato il ripristino?

Quanto e' costato il ripristino?

C'e' stato bisogno di chiudere il fiume mentre veniva ripulito?

Se si, e' stato riaperto?

I campi al margine del fiume sono stati ripuliti?

Ci sono i fazzolettini?

Oppure e' stato fatto tutto all'Italiana e come veniva detto a pochi giorni dallo scoppio dal professor Ferruccio Trifiro' di Bologna:

"in gran parte il materiale inquinante andrà a finire sul fondo del fiume e lì si ritroverà soprattutto la frazione più pesante degli idrocarburi usciti dalla raffineria".

Mistero.

Il Lambro, petrolio o non petrolio, e' uno dei fiumi piu' inquinati d'Italia.








Tuesday, July 10, 2012

Giorgio Mazzenga: sparisca dalla circolazione!



Foto del WWF Marsica - bellissima Assunta con il cartello del cervello: usatelo!









Per la seconda volta la Commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da Antonio Sorgi ha detto no al progetto di morte della Forest Oil Corporation di Denver.

I nostri amici volevano costruire un campo da 5 pozzi di idrocarburi e un desolforatore per trattare gas saturo - saturissimo! - di idrogeno solforato.

Il tutto ai piedi del lago di Bomba, in zona simica, fragile a rischio di subsidenza, frane e cedimenti della diga. Il tutto certificato dagli stessi proponenti che volevano svignarsela con fantasmagorici monitoraggi e centraline.

Della serie: la terra sprofonda e io guardo e misuro i centimetri.

Per la precisione dei fatti, la Commissione VIA oggi 10 luglio ha respinto la richeista avanzata dalla Forest Oil di riesaminare il precedente giudizio, gia' espresso in negativo.

E quindi,il no precedente resta.

Un buco nell'acqua per la Forest Oil!

Speriamo che questo nuova seconda conferma segnali a Giorgio Mazzenga e compari che veramente la sua opera non ce la vogliamo qui e che e' ora che lui ammetta l'amara sconfitta e se ne torni da dove e' venuto.

La Chiesa Cattolica, la Confcommercio, la Provincia di Chieti, gli accademici, il WWF, 19 comuni fra cui la stessa Bomba, le associazioni locali, dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio di Bomba fino a Nuovo Senso Civico di Lanciano, 250 osservazioni mandate, due pareri regionali negativi.

Caro Giorgio: e' ora che te ne vai.

E non ci fai paura mica con la storia dei ricorsi al TAR, i conti sparati in aria sulla tua popolarita' fra i disperati d'Abruzzo o le richieste danni di 142 milioni di euro.

Ma chi credi di essere?  Venire qui a fare il prepotente. Quando uno fa un investimento - o nel tuo caso una proposta speculativa - a volte si vince, a volte si perde.

Tu hai preso.

Ti abbiamo detto di no, ora togli il disturbo e scompari, e per sempre.

Tutto questo deve ancora una volta farci capire quanto importante sia la protesta continua, il vigilare, il voler sconfiggere il mostro, giorno dopo giorno.

Sarebbe stato possibile che Antonio Sorgi dicesse no, per due volte di seguito, senza la pressione popolare, senza il persistere di proteste, osservazioni, interventi da parte di vari spaccati della vita civile?

No.

Costa fatica andare a L'Aquila ogni volta, organizzare autobus, persone, scrivere e leggersi i testi, convincere la gente a scrivere. Ma sono questi i passi necessari alla vittoria. L'impegno quotidiano.

E' la stessa storia del Centro Oli. Quando la protesta diventa diffusa, quando le questioni sono sulla bocca di tutti, quando chi decide si trova a dover fare la parte dell'orco se dice di si, e' allora che vinciamo.

E quindi, questa deve essere la strategia per tutto.

Su ogni progetto: interessarsi, rompere le scatole, leggersi le carte, svergognarli pubblicamente.

Il potere e' nostro - nei nostri numeri, nella nostra voce, nelle nostre schede elettorali. E allora usiamolo come si deve.

Ci aspettano altre battaglie e saranno una piu' impegnativa dell'altra - Ombrina, San Martino sulla Marrucina.

Per adesso grazie ai veri eroi di questa battaglia, Massimo Colonna e l'instancabile, mitica, Fabrizia Arduini.

Grazie anche a Walter Caporale e Maurizio Acerbo, del consiglio regionale d'Abruzzo per avere rotto le scatole nel corso degli anni, a Franco Moroni della provincia di Chieti e a chiunque abbia preso a cuore la questione.

Nonostante la mollezza di Gianni Chiodi, noi non molliamo.










Monday, July 9, 2012

Ritorna anche Ombrina Mare



Una nave FPSO - non e' fantascienza ma scritto 
nei progetti della MOG per la Costa Teatina.



La Costa Teatina all'ombra dei pozzi di petrolio 
 come vista dai bimbi delle elementari di San Vito Marina



The immediate goals of the Company will be to seek the 
award of a production concession for the Ombrina Mare field.

Lo scopo immediato della Compagnia sara' di cercare 
di ottenere la concessione per sviluppare il campo di Ombrina Mare



Siamo contro tutti i progetti petroliferi, nel nostro mare e nella nostra terra mentre in passato il piano, come tutti ricorderanno, e' stato sostenuto ed appoggiato da esponenti del centro sinistra.




 E come poteva essere altrimenti?

Il 15 Giugno del 2012 come gia' annunciato su vari siti e blog, il nostro lungimirante governo ha deciso di portare "ammende" al decreto della Prestigiacomo, il DL 128 del 2010. Questo decreto vietava operazioni petrolifere a meno di 5 miglia dalla costa che diventavano 12 in caso di riserve marine.

Adesso c'e' un nuovo decreto, il DL 83 del 2012, pubblicato il 26 Giugno del 2012 in cui:


1. I limiti posti dalla Prestigiacomo vengono modificati, e innalzati a 12 lungo tutto il perimetro della costa italiana;

2. Le royalties vengono portate al 7% in mare; l'aumento delle royalties servira' per dare piu' fondi al Ministero dello Sviluppo Economico, e al Ministero dell'Ambiente;

3. Dulcis in fundo, c'e' la possibilita' per tutti i pozzi per cui l'iter era gia' iniziato di essere esclusi dal decreto precedente e da quello attuale.


In altre parole: una presa in giro, visto che molte delle concessioni sono state chieste prima del 2010.

Che senso ha allora mettere un limite piu' stringente se nel frattempo tutta la costa e' stata deturpata da
pozzi e trivelle?

E poi, ma che ragionamento e': trivelliamo tutto lo stivale e poi facciamoci versare 2 lire in piu' per la protezione dell'ambiente.

Sono ridicoli. Ma chi gliel'ha data la laurea a questi?

E soprattutto, chi puo' credere alla balla che c'e' sicurezza a 13 miglia e non a 12?

Come ho ripetuto all'infinito, in Florida c'e' piu' petrolio che in tutta Italia, e li esiste il divieto ASSOLUTO di trivellare a 200 chilometri dalla riva a causa dei timori di contaminazione, e per lo stesso motivo i limiti USA lungo le coste Est ed Ovest sono di 100 miglia e non di 12. Questi limiti sussistono dal 1981.

Il fatto che questo nuovo decreto sia una gran presa il giro lo sanno anche i petrolieri.  Infatti qualche giorno fa, la MOG manda questo bel comunicato ai suoi investitori dove illustra i "benefici" del nuovo decreto ai suoi investitori.

Dicono cosi' quelli della MOG:

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The key benefits of the Decree, are that the Company’s subsidiary, Medoilgas Italia SpA, would be able to seek the award of a production concession covering the Ombrina Mare oil and gas field in the Central Adriatic. 


I principali benefici del Decreto sono che una delle sussidiarie della Compagnia, la Medoilgas Italia, SpA potra' chiedere l'assegnazione di una concessione che copra il campo di petrolio e di gas di Ombrina Mare nell'Adriatico Centrale.

The relevant application, which includes the proposed field development plan, was submitted in December 2008, received technical approval in June 2009 and was completing the final stages of environmental approval when DLGS 128/2010 came into force. Furthermore, the Company’s existing production concession AC19.PI in the Northern Adriatic is also excluded from the restrictions of DLGS 128/2010. 


La richiesta in oggetto, che include il progetto di sviluppo del campo, e' stato presentato nel dicembre del 2008 ed ha ricevuto una approvazione tecnica nel Giugno del 2009. Stava completanto la fine del suo iter ambientale quando il DLGS 128/2010 e' venuto in effetto. Per di piu' la concessione esistente della compagnia, la AC19.PI nell'Adriatico del Nord e' esente dalle restrizioni del DLGS 128/2010.

The immediate goals of the Company will be to seek the award of a production concession for the Ombrina Mare field, and to increase the priority of the development of the Northern Adriatic. The Decree also includes a provision for an increase of 3% in royalty payable by offshore hydrocarbon producers.

Lo scopo immediato della Compagnia sara' di cercare di ottenere la concessione per sviluppare il campo di Ombrina Mare e di velocizzare lo svulippo dell'Adriatico del Nord. Il decreto include una provvisione per l'aumento delle royalties del 3% da pagare da parte dei produttori di idrocarburi.

The proceeds are to be allocated to the state budgets of the Ministry for the Environment, and the Ministry for Economic Development, to support the monitoring and enforcement of marine environmental protection and supervision of environmental safety for exploration and production activities offshore Italy. 

Il ricavato e' da essere allocato presso le finanze del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, per supportare il monitoraggio e l'applicazione della protezione marina e la supervisione di sicurezza ambientale per le attivita' di esplorazione e di produzione nei mari d'Italia.

The increased royalty of 3% will have an impact on the profitability of the Guendalina field, and subsequently for Ombrina Mare, but the economics of both these assets remain viable and the Company is supportive of the proposed uses of these funds for increased environmental protection.

L'aumento del 3% delle royalties avra'un impatto sulla profittabilita' del campo Guendalina e per Omrbina Mare, ma le situazione economica di entrambe queste risorse restano favorevoli e la Compagnia concorda con l'uso proposto dei fondi per aumentare la protezione dell'ambiente.

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E intanto la MOG ha fatto tutto quello che doveva fare - ha esteso la sua concessione, fino al 2015, ha sistemato i suoi confini, che ora sono fuori dalla fascia dalle 12 miglia, e hanno fatto il conti.




E ora hanno avuto quel poco che gli mancava: di poter inquinare tutto il mare, di poter mettere una nave desolforatore in bella vista che sputera' idorgeno solforato, fiamma e fumo 24 ore su 24.

Pero' noialtri possiamo star tranquilli perche' con le loro briciole avremo il monitoraggio, e anzi, siccome sono magnanimi,  sono favorevoli al monitoraggio, che assolutamente non tange i loro profitti.

Il tutto per 40 milioni di barili di petrolio, da vendersi al miglior offerente e su un arco di 20, 30 anni.
Ne consumiamo 1.6 milioni AL GIORNO.

Tutto questo disastro per 40./1.6 = 25 giorni di petrolio di fabbisogno nazionale, se tutto gli va bene ed in totale, spalmati su decenni.


Che pena - lo vede anche un bambino che e' tutta speculazione.

E se Gianni Chiodi fosse un Uomo, direbbe la sua.

Ma siccome non sa, non ama, non vede, non fa, restera' li, l'ombra di se stesso.

Nel 2010, Gianni Chiodi a mo' di propaganda aveva detto - senza muovere un ceppo, sia chiaro:

La bocciatura di Ombrina Mare 2 da parte della Commissione nazionale per la Valutazione d'impatto ambientale premia la scelta di questo governo regionale di ostacolare in maniera decisa la deriva petrolifera che, da sempre abbiamo ritenuto, possa danneggiare gravemente il nostro ambiente e la nostra economia.

Che pena.  E adesso cosa ha da dire, da fare Gianni Chiodi?

Niente, perche' e' vuoto tanto quanto vuote erano le sue parole di due anni fa.

Non ha il coraggio di alzare un dito in favore della sua gente e contro gli speculatori.

Non aveva coraggio con la Prestigiacomo, non ha coraggio adesso. Che pena veramente.

E Mauro Febbo, cosi' intransigente contro il Parco della Costa Teatina, ha qualcosa da dire? O gli vanno bene le trivelle? 

E anche qui, dove sono i sindaci della costa - San Vito, Torino di Sangro, Ortona?

Mah. Si vede che invece del Parco gli piace la nave desolforatore.








Sunday, July 8, 2012

Approvate trivelle esplorative ad Ortona



Elaborazione di Enrico Gagliano



"Preso atto che non è pervenuto il parere della Regione Abruzzo" 

UMMIG - Giugno 2012 


 "Contrasteremo ogni forma di trivellazione" 

 Gianni Chiodi, 2010 


 "Il mare d'Abruzzo dall'alto e' bello, poi quando ci vai resti deluso" 

 Dialogo fra due passeggeri RyanAir 24 giugno 2012 



E cosi' l'UNMIG ha approvato l'esplorazione con airgun e la trivellazione di due pozzi petroliferi esplorativi fra Ortona e San Vito. 

Sono pozzi della Petroceltic, d492 e d493 a circa 14 miglia da riva.
Qui e qui le loro schede.

Dice cosi:

"VISTO il verbale conclusivo della Conferenza di servizi, prot. n. 0009912 del 17 maggio 2012, e considerandosi, quindi, acquisiti i positivi assensi delle Amministrazioni in indirizzo, che non hanno partecipato alla Conferenza medesima, nei limiti di quanto contenuto nei propri provvedimenti amministrativi preventivamente."

E cosa vogliono di piu' quelli della Petroceltic?

C'e' il porto petrolifero a portata di mano, la gente dorme e il governatore non dice niente. Corrado Passera e' con loro e a quasi nessuno dei senatori, sindaci e politici d'Abruzzo o della costa importa veramente. Non vanno neanche alle riunioni a cui sono invitati per dire la loro!

La prova di tutto questo e' che la decisione e' stata presa il 15 giugno 2012, e che l'ha scoperto Enrico Gagliano, cittadino di Teramo un paio di giorni fa. Grazie Enrico.

Gianni Chiodi: si vergogni, e si vergogni profondamente di questa mancanza di rispetto per il suo elettorato, che ha trasformato un non-parere in un assenso. Lo dicono loro, non io. Si vergogni.

Gianni Chiodi passera' alla storia come il governatore resposabile della petrolizzazione dei mari d'Abruzzo.

Ricordo ancora quando a Cupello, nel 2010, disse che fra dieci anni non ce ne sarebbe stato neanche uno di quei pozzi. Beh, ne sono passati due, e tutto lascia prevedere che non ci ha azzeccato nel suo toto-trivelle.

Ma non c'e' solo il molliccio Gianni Chiodi.

Dal 15 Giugno fino ad adesso, sentito una parola da parte di Remo Di Martino, assessore al turismo della provincia di Chieti, o da Enrico di Giuseppantonio presidente della provincia di Chieti, o da parte dei sindaci Rocco Catenaro e del suo braccio destro, Luigi Comini di San Vito?

Eppure dovrebbero essere loro a vigilare, a fare i nostri interessi. Questi dormono tutti sogni beati.

Ad Ortona c'e' un nuovo sindaco, Vincenzo D'Ottavio dopo gli anni disastrosi di Mr. Nicola Fratino, il piu' fervido sostenitore delle trivelle. Speriamo che voglia fare o dire qualcosa.

Ora. Il problema, secondo me, non e' tanto il pozzo esplorativo in se, ma tutto cio' che il pozzo esplorativo comporta, la premessa che il pozzo esplorativo rappresenta per il futuro.

L'abbiamo gia' vista questa storia con Ombrina Mare.

Quelli della Petroceltic verranno con tutti i loro alambricchi e il loro metallo luccicante con questa enorme piattaforma galeggiante, staranno li per 3 mesi a fare le "prove",  inquineranno il mare, come e' normale che sia in questo tipo di operazione, visto che trivellano monnezza e come gia' successo con Ombrina.

E poi, se tutto gli va bene, troverano petrolio a basso indice API, come e' stato con Ombrina, com'e' stato con Ortona, e gli servira' un desolforatore.

E cosi proporanno, visto che non hanno piu' il centro oli di Miglianico, di piazzarci una bella nave desolforatore a pochi chilometri dalla costa, con la bella fiammella, e in bella vista.

Stesso film di Ombrina, niente di piu, niente di meno.

Solo che ora si chiamano Petroceltic e prima si chiamavano Mediterranean Oil and Gas.

E come sempre, una volta arrivato un pozzo, ne arriveranno altri, e' inevitabile e le cartine parlano chiaro.

E la colpa e' certo di Corrado Passera, a cui importa solo far cassa, non importa sulla pelle di chi.

La colpa e' di Corrado Clini che fa il ministro dell'ambiente a tempo perso e senza veramente avere a cuore l'ambiente.

Ma non si puo'dimenticare che questo e' stato possibile grazie al silenzio assenso delle autorita' locali. Gianni Chiodi, Di Giuseppantonio, dovete essere Uomini e dire qualcosa.

Ma non a me, ma a chi vi ha votato, a quelli di Roma, alla Petroceltic, alla stampa inglese, a chi decide queste cose.

Potete essere dei leader veri, o almeno provarci, e non essere l'armata brancaleone?

La Catalogna d'Italia. Contrasteremo ogni forma di trivellazione. 
Ma quando mai. Erano solo balle.

Non che nessuno ci avesse mai creduto.

E i nostri senatori?

Fabrizio Di Stefano dov'e'?
Giovanni Legnini dov'e'?

Cosa fanno questi per l'Abruzzo?
Perche' in Sicilia hanno avuto il senatore D'Ali', che ha fatto ferro e fuoco contro le trivelle in mare e i nostri dormono?

E il popolo? Io, Fabrizia e tutti gli altri piu' di questo non possiamo fare.

Alla fine, le cose si fanno anche perche' il popolo non partecipa, non sente l'impellenza di agire e non sa che e' nel suo potere di fermare le cose.

Le osservazioni sono state mandate, era il 2009/2010. Sono sicura che si potrebbe opporsi ancora, in base alle leggi italiane, ed europee. Sono sicura che la mobilitazione e la pressione popolare portano a dei risultati. Basta solo guardare al Centro Oli e il suo diventare un tema politico al quale nessun candidato ha potuto sottrarsi.

Ma forse vedere le trivelle esplorative al largo di Ortona fara' bene agli abruzzesi, che si renderanno conto che la battaglia non e' finita, e non finira' mai e che l'ambiente e' solo un corollario della partecipazione democratica.

Trivellano - e fanno ogni altri tipo di oltraggio in questa nazione - perche' tu glielo permetti, con il tuo silenzio, con la tua apatia, con il tuo disinteresse quotidiano alla cosa pubblica.


I testi sono scaricabii qui e qui.

Wednesday, July 4, 2012

Bocciate anche Cipressi e Santa Venere



Mi scrive un messaggio breve breve Fabrizia Arduini, la santa d'Abruzzo che da 30 anni, senza cercare clamori, visibilita', senza chiedere soldi a nessuno, senza cercare poltrone, o scrivere libri a scopo di affarismo, si dedica alle cose d'ambiente in Abruzzo.

Petrolio, cave, parco, pulizia spiaggia: qualsiasi cosa chiedi a Fabrizia e lei ti dice.

Senza Fabrizia non sarei riuscita a fare meta' delle cose che ho fatto per l'Abruzzo, e qualunque attivista d'Abruzzo lo sa che c'e' sempre il suo zampino nelle proteste, nell'organizzazione, nel leggersi le carte, nel lavorare in silenzio.

Quello che le fa piu' onore, secondo me, e' che fa tutto questo lavoro anche per localita' che non riguardano esattamente il suo orticello.

E infatti, ieri 3 luglio per il maxi incontro della VIA a L'Aquila, Fabrizia e' andata a difendere i territori fra le province di Teramo e di Pescara dalle trivelle dell'ENI - che ora si chiama Adriatica Idrocarburi, ma che sempre ENI e', e che distano oltre 50 chilometri da dove lei vive, Ortona.

Ecco cosa mi scrive Fabrizia:
Dunque non si sa bene perche' e per come, ma la Commissione VIA ha bocciato anche Cipressi e Santa Venere.

Un'altra piccola vittoria di noi tutti.

Nei prossimi giorni ci saranno altre notizie, e commenteremo a tempo dovuto. Bomba invece e' stata rimandata al 10 luglio. Per adesso va bene cosi.

Le concessioni riguardavano le citta' di: Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant’Angelo, Elice, Montefino e Penne, Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella e Spoltore.

C'era qualcuno di questi sindaci a difendere il territorio A parte Moscufo, no.

Non c'era nessuno di loro.

Grazie sindaco, Alberico Ambrosini.
Grazie Fabrizia.

E ancora una volta, grazie a tutti per avere scritto le osservazioni su entrambi questi progetti - sono sicura che hanno avuto il loro peso, considerato che alcuni membri della VIA erano veramente stizziti dall'avere di fronte, ancora una volta, centinaia e centinaia di testi di contrarieta' secondo quanto stipulato dal trattato di Aarhus, e dove venivano messe in evidenza tutte le incongruenze del progetto
dell'Adriatica Idrocarburi - ENI.

Sono sempre convinta che Sorgi, Scoccia, Chiodi e compari abbiamo veramente paura della volonta' popolare.

Occorre quindi continuare a rompere le scatole incessantemente, nella certezza che il principio di partecipazione e di rispetto della democrazia e' nostro, e' sacro, e che loro sono a dover avere paura di noi, e non il contrario.

La nostra voce ha un peso come collettivita', ed occorre usare la nostra voce forte ed in maniera intelligente, senza puntare ai massimi sistemi, ma iniziando con le cose concrete, i passi che si possono fare, uno alla volta e farli, senza tentennare.

Chi l'avrebbe mai detto che dal 2007 ad oggi non uno dei progetti di morte dell'ENI e delle sue amiche e' stato completato?

E questo grazie a tutti noi, la Chiesa cattolica, la Confcommercio, le tante associazioni, l'impegno di tutti.

Non siamo diventati la Basilicata anche se volevano provarci, e questo deve darci coraggio di continuare, piu' numerosi, piu agguerriti, piu' consci dei nostri dirtti, del nostro potere.

Nella festa del 4 luglio, seduta in un albergo di Miami, e nonostante i mille soprusi fatti al mio lavoro e le mille cattiverie perpetrate verso di me in questi anni, sono soddisfatta.

Usciro' adesso a godermi il mare cristallino di South Bay, i fuochi d'artificio, e decidero' che ne e' valsa la pena.

God bless.

Tuesday, July 3, 2012

Chiodi e le foglie di fico

Il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare. 


Gli vogliamo dire delle cave? delle trivelle? 
degli ecomostri? dei parchi monchi? 


 Sara' una trovata elettorale per il voto a governatore del 2013 che lo vedono perdente?

Sara' una mossa per accaparrarsi il voto ed il benvolere di quei cattivissimi ambientalisti che non dimenticano la sua piu' assoluta incapacita' di proteggere l'Abruzzo da speculatori di ogni genere?

Sara' un po di circensem per far vedere alla gente che siamo "importanti"?

Chi lo sa.

Io so solo che fa un po ridere, ed e' alquanto incoerente, che Gianni Chiodi abbia espresso tutta questa soddisfazione per  un incontro "internazionale" sulla protezione della biodiversita'.

Incoerente perche' per tutti questi anni Gianni Chiodi non ha fatto quasi niente per la biodiversita' se guardiamo ai fatti e non ai proclami. E quel poco che ha fatto l'ha fatto al rimbalzo, perche' i suddetti cattivissimi ambientalisti non gli hanno dato alternative, coinvolgendo tutta la popolazione, non certo per convinzione sua personale.

Avete mai sentito Gianni Chiodi dire una parola sulla biodiversita' del lago di Bomba minacciato dalle trivelle?

O Gianni Chiodi parlare della biodiversita' di Ombrina Mare, per la quale non mosse nemmeno il migliolo dei piedi?

O avete sentito Gianni Chiodi parlare della biodiverstia' del Parco della Costa teatina?

O della biodiversita' delle concessioni Mazzarosa e Cipressi e Villa Carbone nel teramano?

Io no.

Il titolo di questa conferenza, che si svolgera' dal 20 al 21 settembre fra Penne e Pescara e' "Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversita'."

Mmh. Chi ci sara'?

Ci sara' la Confindustria di Mauro Angeleucci e di Paolo Primavera, che sempre insistono sul tema trivellare e natura possono coesistere?

Ci saranno tutti quei politici contrari al Parco della Costa teatina? Un nome a caso: Mauro Febbo e la sua proposta di parco a macchia di leopardo dove i frantoi vanno abbattuti?

O ci saranno quegli altri politici perditempo che vogliono distruggere la riserva del Borsacchio per farci villette, villette, villette? Del tipo Bernardo Rabuffo, Claudio Ruffini e Lanfranco Venturoni?

O ci saranno gli amministratori di San Vito Marina, Luigi Comini e Rocco Catenaro che vorrebbero sventrare una intera collina e tutta la sua biodiversita'  per l'ecomostro "resort" di Pagliaroli?

O ci sara' Giorgio Mazzenga della Forest Oil e la biodiversita' dei suoi "batteri mangia H2S"?

Chissa.

Mi chiedo invece se ci sara' qualcuna di quelle sante persone che ogni giorno difendono per davvero la biodiversita' in Abruzzo, a gratis e con enorme fatica e nonostante la cocciutaggine del cittadino medio che beato, dorme sonni tranquilli.

I nomi sono troppi, ma mi chiedo se Chiodi invitera' Carmine Miccoli, della Conferenza Episcopale d'Abruzzo e Molise che continua a invocare i principi sani del Cristianesimo per la natura e contro lo sviluppo selvaggio.

Invitera' Fabrizia Arduini che da 30 anni si occupa di biodiverstia' in Abruzzo, nei fatti e non nelle chiacchere?

Invitera', che ne so, Dante Caserta del WWF Italia? O Augusto De Sanctis del WWF anche lui?

Invitera' quei pochi docenti universitari che hanno fatto qualcosa di buono in questi anni contro le trivelle in Abruzzo? Francesco Stoppa? Domenico Angelucci? Enzo Di Salvatore?

Chissa'.

La sottoscritta sa di essere persona non grata, per cui neanche mi ci metto nella lista.

Gianni Chiodi: sai cosa devi fare per acquistare un po di credibilita' invece che tutta questa fanfara?

Devi usare il potere che hai per fare le cose buone.
Farle, non proclamarle.  Agire non predicare.

Devi pronunciparti su cose come qul crimine che sara' lo stoccaggio di gas a San Martino sulla Marrucina in una zona sismica, zona idrogeologicamente fragile.

Devi pronuciarti su Bomba, su Ombrina Mare, sul Borsacchio, su Mazzarosa, sulla Costa Teatina.

Devi cambiare quella ridicola legge che ti sei fatto che protegge il suolo d'Abruzzo dalle trivelle come la foglia di fico proteggeva la nudita' di Adamo.

In una parola devi crederci davvero alla biodiversita', e non per sceneggiata.

E guarda che la sceneggiata lo si vede davvero.

Grazie Fabrizia e Giuliana per la segnalazione.



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Direttamente dalla regione Abruzzo:


(REGFLASH) L'Aquila, 29 giu. - Il Comitato delle Regione sarà in Abruzzo il 20 e 21 settembre. La conferma è arrivata al termine della riunione dell'organismo dell'Unione europea alla quale ha preso parte anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi. È stato proprio il Presidente a dare "la piena disponibilità dell'Abruzzo ad ospitare la riunione del Comitato" e ad illustrare i temi che animeranno la due giorni abruzzese del Comitato. "Le sedi - ha confermato Chiodi - saranno Pescara e Penne e la due giorni verterà intorno al tema della biodiversità, al sistema dei Parchi, allo sviluppo sostenibile, sotto il titolo dell'incontro internazionale 'Promuovere sinergie tra lo sviluppo regionale e la protezione della biodiversità'. Il 21 settembre è invece prevista la riunione dell'Enve, la commissione del Comitato delle Regioni che si occupa di ambiente, cambiamenti climatici e energia, che per la prima volta si riunirà in una regione che non ha rappresentanti nella Commissione stessa. "Proprio questa circostanza - ha detto Chiodi - conferma il valore della decisione del Comitato delle Regioni e dell'Enve (commissione alla quale l'Abruzzo non fa parte, ndr) presa in considerazione delle peculiarità del territorio regionale e delle scelte che la Regione ha fatto in materia di politica ambientale". Nel suo intervento al Comitato, il presidente Chiodi non ha mancato di sottolineare le azioni di sviluppo sostenibile che sta portando avanti l'Abruzzo mediante alcuni progetti europei tra cui "Powered", sullo sviluppo delle fonti rinnovabili sul mare, e il Patto dei sindaci che la stessa Unione europea ha indicato come best pratice. Dal punto di vista politico, invece, per il presidente Chiodi "la decisione del Comitato di venire in Abruzzo testimonia il grado di credibilità che questa regione ha tra le istituzioni europee". (REGFLASH) IAV 120629

Monday, July 2, 2012

Trivellare i cimiteri







"They have cemeteries signed on.
It's disgusting, is what it is. It's very sacrilegious"

Elizabeth Schnieder, Pittsburg

Non ci si ferma davanti a niente.

Il cimitero di Lowellville si trova nell'Ohio, ed ha 122 anni.

E' un tipico cimitero anglosassone con le croci e i cippi funerari che sorgono fra prati e boschetti e dove, quando ci vai, e' una sorta di fuga dalla frenesia della vita quotidiana.

Sotto al cimitero, neanche a pensarci, riserve di shale gas.

Come ci abbiano pensato a cercare gas in un cimitero, non lo so, ma trovato il gas, ecco qui immancabile una ditta, la Campbell Development del Texas, che vuole trivellarlo.

E cosi, come se si trattasse di una landa desolata, hanno proposto di fare fracking nel cimitero in cambio di 140,000 dollari ed il 16% di qualsiasi profitto da versare direttamente alla citta' di Lowellville.

Ai parenti dei morti nessun diritto, visto che il posto al cimitero si intende per acquisto di terra in superficie e non in profondita' e in cambio della promessa del mantenimento estetico della tomba e del sito.

Lowellville si trova nell'area di Youngstown, area gia' colpita all'inizio del 2012 da uno sciame sismico collegato al fracking e alla re-iniezione di liquidi di scarto nel sottosuolo.

John Stephenson, presidente dell'associazione Texas Cemeteries Association - esiste anche questo! - ha detto che andava tutto bene, e che essendo cosi' in profondita' l'azione delle trivelle i morti non sarebbero stati disturbati.

Infatti, in Texas, lo stesso Stephenson ha autorizzato attivita' minerarie dentro due cimiteri, in cambio di una cifra non resa pubblica che aiuta con il mantenimento delle tombe - circa 75,000 in totale.

Dice:

"A lot of it just has to do with the way that it's presented. You're hundreds of feet below the ground and it's not disturbing any graves. It's possible to reach oil and gas deposits now from drilling rigs placed sometimes miles away because advances in what's called horizontal drilling. The technology has made vast new shale energy deposits available under the Northeast, Texas and elsewhere"


"Molto ha a che fare con il modo in cui il tutto viene presentato. Ti trovi a centinaia di piedi sotto la superficie e non stai disturbando nessuna tomba. E' possibile raggiungere depositi di petrolio e di gas adesso da trivelle che si trovano a volte molte miglia lontano dai siti estrattivi, grazie a cio' che viene chiamata trivellazione orizzontale.  La tecnologia ha reso disponibile vasti depositi di gas di scisti in zone del Nordest e del Texas."


Quindi tuttapposto, mettiamo la trivella sul confine del cimitero e possiamo anche trivellare i morti.

A Lowellville gli hanno detto alla Campbell Development di andarsene da dove erano venuti, ma i problemi restano.


E non c'e' solo Lowellville, Ohio.

Anche in Pennsylvania, nel 2008 la "Catholic Cemeteries Association" di Pittsburgh firmo' un contratto  con la ditta huntley & Huntley per fracking in ben 15 cimiteri della zona che comprende i comuni di Lawrenceville, Hazelwood, Braddock Hills, Ross, Moon, Penn Hills, Monroeville, Shaler, Robinson, Richland, Pine, Peters.

Finora il fracking non c'e' stato, anche a causa della rabbia dei residenti che hanno saputo il tutto a cose fatte, nel 2010. Tutto sottobanco.

La presidente della Catholic Cemeteries Association, Annabelle McGannon ha detto che ha firmato perche' il denaro sarebbe stato utile e che crede che non possano fare fracking direttamente sui siti cimiteriali perche' non sarebbero rispettate le distanze minime. Al massimo faranno la trivellazione orizzontale.

Dello stesso parere il presidente della Huntley & Huntley Keith Mangini che ha detto che non disturberanno le tombe.

Riassunto: finora a causa delle proteste dei cittadini, i cimiteri americani non sono ancora stati trivellati, ne in Pennsylvania ne in Ohio, ma l'interesse c'e', e i petrolieri sono pronti.

Questo mostra una sola cosa: niente e' sacro per i petrolieri, per gli speculatori: cimiteri, parchi, campi, scuole, osepdali, che vuoi che siano di fronte al dio denaro.

La buona notizia e' che il governatore della Carolina del Nord, Bev Perdue, ha messo il veto su una proposta di legge che avrebbe permesso il fracking nel suo stato.