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Friday, May 19, 2017

Australia: pozzo perde 10,500 litri di petrolio per due mesi, ma tutto viene tenuto nascosto






Se pensiamo che solo l'ENI sia l'orco dell'ambiente, non e' cosi.
Se pensiamo che il solo il governo italiano sia lo svenditore delle nostre terre non e' cosi.

E' una caratteristica instriseca dei pozzi di petrolio quella di perdere, di inquinare, di cedere, di emettere monnezza. Sono fatti cosi, e con il tempo, tutti i guai arrivano in superficie o sottoterra.
Non ci si puo' fare niente, non ci sono accortezze, modelli matematici, prevenzione o danze del ventre che al 100% possano evitare guai all'ambiente.

E siccome siamo (ancora per poco spero!) in una petrol-societa' e gli affari sono tanti, e grossi, ecco qui la collusione petrolio-politici, soldi-tangenti, imbrogli-bugie. C'e' da mangiare per tutti. E' da questa collusione che nasce il tuttapposto, il minimizzare, il nascondere la verita'.

In alcune parti del mondo e in alcuni governi, e' piu' facile fare queste cose, come in Nigeria o in Alberta; altrove e' piu' difficile perche' esiste maggiore sensibilita' democratica o ambientale.
L"Italia, ciascuno puo' collocarla dove vuole in questa lista. 

Ma se potessero, i petrolieri di tutto il mondo tirerebbero fuori il petrolio con accortezza ZERO per l'ambiente. A salvare l'ambiente non ci si guadagna a Wall Street. Li contano solo i barili.

Tutto questo preambolo per parlare dell'Australia, nei nostri sogni simbolo della civita' e della trasparenza.

Beh, adesso viene fuori che nell'Aprile del 2016 un pozzo australiano ha perso petrolio per due mesi, con il rilascio di piu' di 10,500 litri di greggio SENZA che alla popolazione venisse detto niente.

DUE MESI DI SEGRETI.

A tuttoggi non e' dato sapere ne dove sia successo, ne in che data esatta, ne chi fosse l'operatore.

E prima che si dica che queste sono fake news, la notizia e' stata data in varie parti del mondo da testate nazionali.

Come si e' venuto a sapere?

Perche' il National Offshore Petroleum Safety and Environmental Management Authority abbreviato in NOPSEMA, l'ente che si occupa della petrol-sicurezza nel mare d'Australia lo scrive nel suo rapporto annuale che e' appena uscito per il 2016. Le loro stime erano di 175 litri al giorno per due mesi, appunto.

Dicono che il tutto era causato da una guarnzione che si era consumata.

Era solo l'usura, il passare del tempo che ha portato a questo, senza che nessuno se ne accorgesse.
Uno ci deve pensare. Una guarnizione consumata e due mesi di monnezza in mare.

Il NOPSEMA pero' non rilascia informazioni maggiori per "confidenzialita'".

Mmh.

Quindi il pubblico non ha il diritto di sapere CHI ha inquinato il loro mare? Dove l'abbia inquinato?

Beh, secondo il NOPSEMA no. Gli australiani questo diritto non ce l'hanno.

Addirittura, il NOPSEMA non rilascia nemmeno i progetti che le ditte, per legge, devono sottomettere con il loro proposto modus operandi in caso di incidente. In Italia questo problema non ce l'abbiamo, perche' i) i pozzi italiani non perdono MAI 😂 e ii) perche' tali progetti di come rimedieranno in caso di incidenti non sono richiesti.


Il NOPSEMA aggiunge pure che ci sono stati in Australia il 28% in piu' di riversamenti a mare, sebbene l'attivita' petrolifera qui sia calata del 40%.


Come detto milioni di volte, l'unica soluzione e' di NON TRIVELLARE e di non farceli venire dal primo giorno.




Thursday, May 18, 2017

La Aleanna Resources buca la provincia di Ferrara -- Trava 2




Trava 2, Ferrara, Italia
Il paese piu bello del mondo, al petrolio, nel 2017 




Quelli della Aleanna Resources fanno gran festa, con comunicati e foto su Facebook. Hanno pure fatto il video con il drone, per far vedere quanto piu' bella e' l'Italia con le trivelle.

Guardatelo, ci prendono anche in giro, con il loro rispetto dell'ambiente e dei luoghi. Tutte balle, ma che importa, ci sono riusciti. 

Che dire, fermarli si puo, ma lo si deve volere. Evidentemente qui non lo si e' voluto.

Certo e' un pozzo esplorativo, e ci vorranno altri permessi per tirare fuori il gas, ma l'infrastruttura e' li, e ogni passo che le facciamo fare e' un passo in piu' verso l'obiettivo finale. Come la monaca di Monza -- ogni si temporaneo, rende il si finale sempre piu' impossibile da evitare. 

E cosi regaliamo un altro pezzo d'Italia a chissa' chi, nel 2017, quando tutto il resto del mondo guarda al sole e al vento.

In due frasi: Concessione Corte dei Signori, metano, 1400 metri di profondita' nel sottosuolo, Trava 2, Ostellato in provincia di Ferrara, Aleanna Resources. 

Tutti i dettagli sono al link di sopra. Sono stanca e non ho voglia di ripeterli qui. Ma uno si che lo scrivo:

"Il progetto interessa direttamente il sito Natura IT 4060008 ZPS Valle del Mezzano"

Li abbiamo veramente lasciati trivellare dentro le aree protette.

La Aleanna ha altri 31 progetti in Italia.

Non li capisco gli italiani. Non li capiro' mai.
 









Wednesday, May 17, 2017

Claudio Descalzi e l'ENI che rispetta ambiente e democrazia: la piu grande fake news del mondo

e l'accusa di essere dei mostri e degli assassini". 

Claudio Descalzi, 

agli studenti lucani in visita a San Donato Milanese. 

Bene -- decida lei che appellativo vuole.

Santo?
Santo subito?



Claudio Descalzi, CEO dell'ENI e dopo tutti gli scandali sull'embiente lucano degli scorsi giorni, mesi ed anni, dice che tutto cio' sono fake news:

-- la più grande incidenza di tumori in Italia non e' in Basilicata, che invece e' la regione italiana meno colpita dopo la Calabria. Le più colpite sono quelle del Nord, dove non c'è produzione di greggio.

-- ci hanno accusato di inquinare il lago del Pertusillo ancora prima che iniziassimo le produzioni

-- non c'è nessuna correlazione tra produzioni e contaminazione del lago.

-- già all'epoca dei romani il lago presentava affioramenti superficiali di olio, ma oggi siamo noi a produrre e ci prendiamo le colpe

-- da controlli effettuati non da noi, le acque esterne non sono contaminate, lo sono quelle interne e stiamo lavorando con Arpa, Regione e Ispra" per la bonifica.

Ahhhhh!!!

Claudio Descalzi,

da dove iniziare a commentare cotanta assurdita.

Credo che in parte il CEO dell'ENI ci crede pure a queste cose che dice, avvolto da una fitta benda sugli occhi che da San Donato milanese lo porta a dire cose che sono in completo contrasto con la realta'.

Come sempre, lui e l'ENI e tutta la cricca di affaristi che ruotano attorno al petrolio, possono fare finta che va tutto bene -- come si dice in Abruzzo "riammantare" le cose brutte -- ma la realta' resta: le trivelle portano morte e distruzione DAPPERTUTTO e la Basilicata non e' diversa dalla Nigeria, dal Texas, dall'Ecuador, dalla Russia.

E sa cosa caro Descalzi? Lei si nasconde dietro dei cavilli, della mancanza completa di prove, per negligenza di chi doveva indagare o monitorare, o del fatto che le prove sono mescolate ad altri fattori, e quindi le e' facile dire "non siamo noi."

Mi ricordo ancora quando la sua ditta diceva che la colpa dell'inquinamento non rimediato in Basilicata era... la pastorizia!

Suvvia. Lo sappiamo ormai che e' impossibile produrre petrolio senza ammazzare il territorio e questo brain washing ai ragazzi se lo poteva anche evitare.

Vogliamo parlare di real news?

Bene. Da dove iniziamo?

Dalle "real fiaccolate" del Centro Oli che ogni giorno sputano monnezza in aria? E non ci venga a dire che quelle ce le hanno messe gli antichi romani!

O delle "real 400 tonnellate di petrolio" riversate attorno a Viggiano? Ci sono arrivate con il tele-trasporto quelle?  O ce le ha messe Babbo Natale?

O delle "real evacuazioni" che ogni tanto ci sono a Viggiano per "anomalie di funzionamento" che non si sa bene cosa siano, ma che spesso si accompagnano a "real puzze" di idrogeno solforato?

O del "real materiale radioattivo" scovato nei rifiuti petroliferi di Tecnoparco, i cui limiti erano volte superiori alla norma? O anche li, erano rifiuti dei babilonesi?

O vogliamo parlare della "real disperazione" di quelle persone che avevano campi e pascoli confinanti con il Centro Oli di Viggiano e che adesso si ritrovano con un pugno di mosche avvelenate in mano? Io li ho visti a suo tempo e le assicuro che non erano lacrime da telenovela, quanto una "real disperazione" di non avere piu' niente in mano dopo una vita di sacrifici.

O vogliamo parlare delle "real api" che producono miele con dentro il "real petrolio"? Ah certo, potrebbe essere che ce le hanno messo gli antichi romani il petrolio nel corpo delle api, certo, certo.

O vogliamo parlare dei "real tumori" fuori da ogni norma nei pressi dello stabilmento ENIchem di Manfredonia che venne imputata al troppo consumo di ... aragoste?

O vogliamo parlare dei "real bambini deformi" di Gela nei pressi della raffineria ENI? 

Come mai da nessuna altra parte d'Italia si ritrovano idrocarburi nei fiumi e nei laghi, mentre, guarda caso, in un lago a valle dei vostri pozzi ci sono idrocarburi? Come mai le mele della Val d'Agri non sono piu' quelle di una volta? Come mai ci sono campi abbandonati di fagioli, diventati tali poco dopo l'arrivo del Centro Oli? Come mai solo in Basilicata ci sono le api al petrolio? E gli idrocarburi nella sorgente, questa si degli antichi romani, "Acqua dell'Abete", chi ce l'ha messa?

Fu chiusa nel 2009 e mai piu' riaperta.

Anche qui gli antichi romani?

E si lo so che adesso lei dira': ah ma potrebbe esserci una vaghissima possibilita' che quegli idrocarburi ci sono arrivati trasportati dal vento dalla Libia. Certo, tutto puo' essere, ma come insegna il principio del rasoio di Occam, e' la risposta piu' semplice, quella dalla quale partire.

Voi producete petrolio. Probabilmente, anzi quasi sicuramente, e' il vostro petrolio ad avvelenare l'ambiente. O comunque a contribuire in gran parte a tale inquinamento.

Sui dati tumorali: non si sa niente, semplicemente perche' non c'e' nessuno che prende dati in maniera affidabile. Ma, come detto, respirare petrolio e aria inquinata certo non migliora le cose.

E non faccia ridere i polli e le api e le pecore che voi state collaborando con Arpa, Regione, Ispra, il papa e Madre Teresa di Calcutta. Dobbiamo veramente credere che quello che avete combinato in venti anni e di cui non sappiamo che una minima parte non ha avuto alcun effetto, e che adesso siccome siete dei santi aiutate i poveri lucani con l'inquinamento portato da chissa chi altro?

Ma si rende conto?

Vede, quello che lei miseramente ignora e' che tutto quello che state facendo in Basilicata viene pagato con la vita delle persone, della natura, degli equilibri millenari.

Tumori, aria, acqua inquinata. Puo' darsi che ci siano delle concause a spiegare questi eventi. Ma di certo il petrolio non migliora le cose.

LO PEGGIORA SOLO.

Tutto il resto e' mitologia.

E poi, ma ... perche' ha incontrato gli studenti a San Donato Milanese?

Perche' non e' andato a dire queste pillole di saggezza ai lucani, nelle loro case?

O meglio ancora,  perche' lei non va a vivere a Viggiano, o non ci manda la sua famiglia in vacanza? Ma deve prendere casa proprio a 50 metri dal centro oli. E poi ne riparliamo degli antichi romani.

Naturalmente le altre "real news" si possono vedere si possono vedere anche fuori dall'Italia.

Vogliamo parlare delle "real news" dell'ENI in Nigeria per esempio?

Mezzo mondo (non la sempre ossequiosa stampuccia italiana) ha parlato dei suoi scandali da UN MILIARDO DI EURO in Nigeria, con soldi destinati alla corruzione. Da come la vedo io, l'inquinamento della democrazia non e' meno grave delll'inquinamento di aria e polmoni.

O vogliamo parlare delle "real cause in tribunale" che avete con i Nigeriani adesso anche in Italia per inquinamento del delta del Niger?

O vogliamo parlare dei "real scoppi" dei vostri oleodotti e pozzi in Nigeria per cui ci sono morti e non potete neanche chiedere scusa e pagare risarcimenti? 

O vogliamo parlare delle fiaccole ENI accese in Nigeria per gas flaring 45 anni fa e che ancora li ardono, causando asma e bruciature a i residenti? 

O vogliamo parlare dei "real dossier" che ogni mandate alla SEC americana con pagine e pagine e pagine di "criminal proceedings" in tema ambiente?

O vogliamo parlare di tutti gli scandali Guidi e il suo amante di un anno fa?

O vogliamo parlare di incidenti in Norvegia a causa della vostra "mancanza di competenza" - parole dell'ENI stessa!

O vogliamo parlare di quando siete la vostra filiale Saipem e' stata "really chiamati in giudizio" dalla Norvegia per mancanza di sicurezza? 

O vogliamo parlare della prepotenza dell'ENI che insiste e diabolicamente persiste a volere trivellare terreni dove non ce li vogliono, come la microscopica Carpignano Sesia che da cinque anni resiste al cane nero? 

Ciascuno puo' decidere per se la designazione di mostri e di assassini e' applicabile a queste che sono tutte "real news", e se le parole di Descalzi, secondo il quale la protezione dell'ambiente e' una priorita' per l'ENI,  e' solo fake propaganda.



Tuesday, May 16, 2017

La Finlandia tira le orecchie a USA e Russia sulle trivelle in Artico, e c'e' un miracolino


If we have two countries, Russia and the US, 
not sharing the view that climate change is happening 
or is manmade or how much it is manmade, it is very difficult to proceed.”

Harri Mäki-Reinikka, Ministro delle politiche nordiche della Finlandia


Qualche giorno fa la Finlandia e' diventata il presidente dell Consiglio dell'Artico. Ci fanno parte Canada, Islanda, USA, Danimarca, Finlandia, Russia, Norvegia e Svezia. E' un ente creato nel 1996 per il bene comune dell'Artico che si riunisce ogni due anni.

La prima cosa che ha fatto il delegato finlandese  e' stata di fare appello agli scenziati che lavorano sui cambiamenti climatici per contrastare USA e Russia che nel loro intimo vorrebbero trivellare tutto il trivellabile in Artico, con buona pace del clima.

Ed e' proprio cosi. Putin e Trump sono daccordo nel dire che i cambiamenti climatici sono una esagerazione, che sono un complotto dei cinesi (Trump) e che non sono per opera dell'uomo (Putin, e per colpa di chi, scusi?) e vorrebbero quindi andare avanti ad estrarre ancora piu' petrolio dal polo nord.

C'e' stato cosi un incontro a Fairbanks, Alaska proprio per parlare di questo dilemma: trivelle, Artico e clima.

Nell'intento della Finlandia in realta' si sarebbe dovuto parlare di come diminuire l'inquinamento esistente, ma in realta' l'elefante nella stanza erano gli accordi di Parigi, e il ruolo di USA e Russia.

Gli USA chi hanno mandato?

Rex Tillerson, l'ex CEO di Exxon Mobil!

E cosi, il Ministro della Finlandia delle politiche nordiche, Harri Mäki-Reinikka, ha chiesto a tutti i partecipanti di rispettare gli accordi di Parigi.

Ha detto che spera che non ci saranno accordi segreti fra i piu' grossi, perche' questi sono problemi seri. Ha detto che l'Artico cambia, che se le temperature aumentano di due gradi sul pianeta, in Artico si arriva a quattro o anche a sei con conseguenze disastrose.

Mäki-Reinikka  ha ricordato che la neve e il ghiaccio si sciolgono piu in fretta di quanto mai prima, e che i livelli del mare aumentano. E ricorda che se gli USA e la Russia continuano il loro negazionismo sara' difficile andare avanti.

Anche il ministro dell'ambiente di Norvegia, Vidar Helgesen, petrol-nazione, ha ricordato che i cambiamenti del clima esistono e ha addirituttura ricordato a Tillerson che gli stessi militari USAsono preoccupati per le conseguenze alla sicurezza a livello globale.

E cosi, c'e' stato il miracolino.

Chissa', circondati da nordici ed essendo due contro sei, gli americani di Tillerson si sono un po vergognati. O chissa', Trump soffocato com'e' da guai interni a non finire (la faccenda di Comey e' veramente strabiliante e non passa giorno che non ci sia un passo falso di quest uomo) ha deciso di non fare sempre il galletto di testa sua. O chissa ancora, se la delegazione USA si sia sentita in imbarazzo a vedere tutti i giovani che protestavano a Fairbanks.

Ad ogni modo, all'unanimita' gli otto del Consiglio Artico hanno firmato la "Fairbanks Declaration 2017," dove si dice che l'Artico si riscalda a tassi due volte superiori al resto del pianeta, che occorre ridurre le emissioni di metano e che i cambiamenti climatici sono la piu grande minaccia alla biodiversita' dell'Artico.

Rex Tillerson ha riconosciuto la validita' degli accordi di Parigi, almeno per ora.

Donald Trump aveva detto che li voleva stracciare, ma alla fine, per ora almeno, Tillerson ha detto che non cambiera' niente in questa direzione, almeno per il breve termine. Gli accordi firmati da Obama restano.

Ora questo non vuol dire che e' finita qui. Perche' qualche giorno prima lo stesso Tillerson aveva detto che gli USA stavano cambiando le proprie politiche sui cambiamenti climatici, ha detto pure che:

"We're not going to rush to make a decision. We're going to work to make the right decision for the United States."

Quindi, per ora tutto resta come prima, ma non si sa. Si temeva che Tillerson annunciasse proprio qui l'uscita degli USA dagli accordi di Parigi, ma grazie al cielo cosi non e' stato. Ad ogni modo, fa un po tristezza sentirlo dire "the right decision for the United States" come se in termini di clima, non fossimo tutti sullo stesso pianeta!

Caro Tillerson, in termini di clima, quello che e' meglio per gli USA e' quello che e' meglio per tutta la Terra, perche' ci siamo dentro tutti assieme.





Monday, May 15, 2017

La Danimarca elimina i sussidi alle rinnovabili prima del tempo. Hanno battuto ogni record e ce la faranno da sole





“We’re now very close to arriving”

 Lars Christian Lilleholt, Ministro Energia di Danimarca

Le rinnovabili vanno a gonfie vele in Danimarca. Ogni tanto viene fuori un nuovo record, di generazione, di uso, di stoccaggio. E' tutto meglio di chiunque avesse potuto immaginare.

E cosi, in modo del tutto inaspettato, il minstro dell'energia danese, Lars Christian Lillehol, dice che i sussidi saranno eliminati fra qualche anno.

E questo non per "cattiveria" o per il ritorno al fossile, quanto perche' l'industria e' ormai matura e ce la fara' anche da sola. Secondo Lilleholt e' un risultato che non si poteva prevedere neanche l'anno scorso. Nessuno si aspettava che le cose fossero cosi rosee in Danimarca.

I sussidi ci sono stati qui per 40 anni.

Ma le cose sono cambiate.

In questo momento *anche senza i sussidi* e' piu economico produrre elettricita' dal vento che dal carbone; e la tecnologia e' dalla parte delle rinnovabili che diventeranno sempre piu' efficenti.

Anzi, i sussidi sarebbero indispensabili se volesse aprire una centrale a carbone invece!

Entro il 2050 tutta la nazione sara' alimentata da sole e vento; anzi, si progetta di arrivare al 50% entro il 2030, pure senza sussidi. 
 

Un anno fa si pensava che tutto questo fosse fantascienza, invece ci siamo arrivati.

Tutto questo non nasce da zero. Nasce da 40 anni di programmazione, volonta' e pragmatismo.

Sono doti che farebbero bene anche all'Italia ogni tanto.




Sunday, May 14, 2017

Nigeria: in sette anni 2400 riversamenti di petrolio ENI -- gli Ikebiri li portano in tribunale









 “Our community cannot wait any longer. 
We have had ENI’s pollution for too long, 
damaging our fishing, 
our farming and our lives. 
We are now looking to the Italian courts for justice for our people.”




 “For far too long the communities of the Niger Delta 
have had to live with the pollution of their land, 
their water, and their air by oil companies 
who’ve put profit before their lives.
ENI should now live up to its responsibility 
and clean up the mess it has made and compensate 
the community for having to live with their destruction.”

Colin Roche, Friends of the Earth Europe



Fra il 2010 e il 2016 in Nigeria ci sono stati 2,418 riversamenti di petrolio da impianti ENI.
Uno al giorno.

Lo dice il ministro delle risorse petrolifere del paese, 
Mordecai Ladan, in un rapporto che si chiama, guarda che bel nome,
“Despoliation of the Niger Delta and Activities of Nigeria Agip Oil Company”

2010: 10 incidenti;
2011: 10 incidenti;
2012: 575 incidenti;
2014: 788 incidenti; 
2015: 498 incidenti;
2016: 332 incidenti;

Anche se alcuni di questi incidenti sono dovuti a ribelli e alle loro opere di sabotaggio, *e' responsabilita'* dell'ENI assicurarsi che i loro impianti siano sicuri.


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I guai per Claudio Descalzi e compari continuano. Gli Ikebiri di Nigeria hanno portato in causa l'ENI per i riversamenti nell'ambiente che hanno contaminato il Niger Delta.

Con l'aiuto di Friends of the Earth Europe, Environmental Rights Action, e Friends of the Earth Nigeria, gli Ikebiri chiedono risarcimenti, pulizia e che tutto sia retroattivo, fino al 2010, anno in cui l'immondezzaio e' incominciato, a causa di fallimenti dei macchinari ENI.

Godwin Ojo, di Environmental Rights Action/Friends of the Earth Nigeria, Godwin Ojo dice che questa e' la prima volta che l'ENI viene portata in causa dopo decenni di sfruttamento del Niger Delta, fatto di negligenza e di nonchanance.

La causa arriva a Milano. Gli Ikebiri chiedono 2 milioni di euro per l'esplosione di un oleodotto nel 2010. Vogliono anche la totalte pulizia dell'area, di circa 17 ettari. L'avvocato italiano che segue la causa per conto degli Ikebiri si chiama Luca Saltalamacchia e dice che l'esplosione ha causato un disastro ambientale, contaminando acqua e terra.

Nel 2010 ci fuorono perdite ma l'ENI diceva che era tuttapposto e tutto era stato ripulito. E invece il petrolio continuava a fuoriuscire. L'ENI intanto cercava di bruciare il petrolio all'insaputa dei residenti.

Da allora fino ad adesso non ci sono state ricompense ai cittadini.
La pima udienza ci sara' il giorno 11 Dicembre 2017 a Milano.

L'ENI produce qui 117mil barili di petrolio ogni santo giorno.

Sono accusati di aver pagato almeno 1.1 milioni di euro in tangenti per i diritti sulla mega concessione OPL245 assieme alla Shell.

Possibile che non abbiano potuto pulire il disastro che hanno causato loro stessi?

Non si vergognano?

Fino a quanto pensao di poterla fare franca?

E questo e' solo uno dei tanti casi di monnezza petrolifera in Nigeria, per mano dell'ENI. Ce ne sono a bizzeffe nel pianeta -- in Ecuador, in Brasile, in Nigeria, in Venezuela, in Russia -- in per mano dell'ENI, della Shell, della Exxon, della Chevron, di petrolditte nazionali.

Ce le abbiamo pure in Italia, in Basilicata.

O pensiamo che le 400 tonnellate di petrolio riversate a Viggiano siano una una tantum? Non e' cosi. E quello che vediamo, ma in realta' le operazioni di oil and gas sono cosi complicate e intrinisicamente inquinanti che pure nella migliore delle ipotesi e' impossibile che non ci siano guai.
E considerato che quasi sempre c'e' pure la malafede....

L'ENI opera in Nigeria dal 1962.

Dall'inizio delle operazioni petrolifere in Nigeria, sono finite in mare circa 11 milioni di barili di petrolio, il doppio di quanto finito in mare nel Golfo del Messico,

Da un lato, mezzo mondo si fermo' a guardare.

Da quest'altro non gliene importa niente a nessuno.


Friday, May 12, 2017

Le mani per la biennale di Venezia contro i cambiamenti climatici






Ecco qui.

E' l'opera dell'artista Lorenzo Quinn che ha messo su delle mani sull'Hotel Ca Sagredo per simboleggiare il forte impatto che i cambiamenti climatici avranno sulle nostre citta' e su Venezia in particolare.

Della mani gigantesche che sorreggono l'edificio rosa.

Si chiama appunto, "Support"

Tutta l'arte di Lorenzo Quinn e' basata sul corpo umano.

E' il figlio dell'attore Anthony Quinn.