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Saturday, July 6, 2013

Esplosione petrolifera in Quebec distrugge intera citta'


I corpi recuperati sono 20.
Tutti gli altri sono considerati morti.



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Ecco qui il terrificante video















E' una notizia di pochi minuti fa: un treno con 73 vagoni carichi di petrolio e' deragliato in Quebec, e' esploso ed ha poi hanno distrutto l'intera citta' di Lac Megantic. Il treno stava andando in Maine e di vagoni ne aveva 80 in totale.

Siamo a 250 chilometri ad est di Montreal - l'incendio ha portato a vampate enormi di fiamme alte decine di metri e al fumo che ha pervaso l'area per molto tempo. L'incendio continua ancora adesso nonostante la pioggia estiva e tutti i 1000 residenti sono stati evacuati.

Ecco i commenti dei residenti come riportati dal Globe and Mail

"It's terrible. We've never seen anything like it. The Metro store, Dollarama, everything that was there is gone."

"The flames in the sky were really impressive" 

"This sky was red, yellow. It was like, it was like the end of the world"

Li vicino c'e' un fiume, il Chaudiere River, e parte del petrolio e' finito li. Non si sa quanto, ma si sa che il fiume e' diventato arancione.

Sono arrivati 100 pompieri,

Mancano 60 persone all'appello.


Ombrina: un fattore duemila, piu o meno.



30.015 grammi al secondo di sostanze sulfuree oppure 0.015 grammi al secondo? 
E chi lo sa.

Un fattore 2000 di incongruenze nelle tabelle MOG.
Nessuno della MOG o dei tecnici del ministero dell'ambiente se n'e' accorto.

Evviva.

E cosi, dopo i ringraziamenti di Sergio Morandi al ministro Clini, dopo i venti che spirano verso il mare aperto invece che verso la costa, dopo maldestri tentativi della Medoilgas (MOG) di crearsi una immagine "sostenibile", ecco qui un'altra perla del progetto petrolifero Ombrina Mare di Sergio Morandi.

La premessa iniziale e' che puo' darsi che si tratti di una semplice svista, di colonne excel che siano venute male, di fretta nel copiare numeri da un documento ad un altro. Succede a volte, e nessuno e' perfetto.

Fatto sta, che nelle integrazioni della MOG ci sono due liste che compaiono in due documenti diversi sullo stesso macchinario e sugli stessi inquinanti che sono del tutto incongruenti fra loro. Quali sono questi inquinanti? I solfati, il monossido di carbonio ed i cosiddetti Non Methane Hydrocarbons (NMHC, cioe' i  Composti Organici Volatili), fra cui si annoverano anche materiali  tossici e/o cancerogeni.

Eccoli qui i dati che vengono dalla Relazione Tecnica su Ombrina Mare, a pagina 49, sezione 5.2.2, relativi alla combustione del gas nel motore:


Notare i numeri: 0,379 grammi al secondo per gli NOx, 30,985 grammi al secondo per la CO; 30,570 grammi al secondo per i NMHC e 30,015 grammi al secondo per i solfati SOx.

Bene.

Ora passiamo invece a quello che scrivono nell'Allegato 6 di tale Relazione Tecnica, a pagina 16 che e' quella da cui poi fanno l'analisi dati e le stime degli inquinanti dispersi in atmosfera. Ecco qui i dati "nuovi"


Notare che quasi tutto fra le due tabelle combacia -  l'operativita' e la portata dei fumi all'inizio ad esempio.

Ma poi uno scorre giu' e nota ... le ultime quattro file della tabellina che si riferiscono ai NOx, CO, NMHC e ai SOx. La prima sostanza e' riportata in modo congruente alla prima tabella: sono i NOx, a 0.379 grammi al secondo, uguali a quelli della prima tabella in alto.

Ma gli altri? Per i CO, gli NMHC e gli SOx ... succede che scompare magicamente il fattore 3!

I CO sono ora a 0.985 invece che a 30.985 - un fattore 30 di differenza.

Gli NHMC passano invece a 0.570 da 30,570 che erano - un fattore 50 di differenza.

E gli SOx invece passano a 0.015 che erano da 30.015 - un fattore di differenza addirittura di 2000.

Quali sono i valori veri?

E chi lo sa.

Tutto questo e' stato scoperto dalla D.ssa Loredana Pompilio che da cittadina attenta e prepoccupata, e in modo del tutto volontario ha avuto la pazienza e la perseveranza di rifarsi i conti e di controllare i dati. 

Ora, come detto, potrebbe essere un errore, ma che errore!

E anche se fosse un errore e' gravissimo che se ne sia accorto un cittadino volontario, e che ne' la commissione VIA, ne tutti i tecnici che lavorano alla Medoil, ne quelli del ministero se ne siano resi conto.

Sorgono allora tante domande: quanti altri errori ci sono nella valutazione di impatto ambientale di Ombrina ed in tutte le altre che vengono depositate a Roma?

Chi li scovera'?

Ci si puo' fidare di qualsiasi cosa che possa uscire dalla penna della Medoilgas di Londra? E soprattutto, alla luce di tutti questi errori, non pensa il neo ministro Andrea Orlando che non sia il caso di bocciare Ombrina una volta per tutte?

Ricordo che non parliamo di un fattore 2. Parliamo di un fattore 2000, che forse dai bei palazzi di Roma non significa niente, ma per noi che qui viviamo qui significa, eccome.





Thursday, July 4, 2013

Aprile 2013 in Spagna: 54% di elettricita' dalle rinnovabili



April is the cruellest month.
Per i petrolieri.


In Spagna vanno forte con le rinnovabili:  durante il mese di Marzo 2013 le energie non fossili avevano gia' generato il 52% di elettricita' in Spagna. In Aprile 2013 hanno fatto ancora meglio - sono arrivati al 54%.

La "Red Electrica de Espana" riporta infatti che circa il 25% dell'energia verde e' venuto dall'idroelettrico, il solare ha contribuito per il 5%, il vento al 22%. Si lo so che il totale non fa 54, ma credo che sia perche' l'agenzia abbia arrotondato i numeri.

Ad ogni modo, 52 o 54, la cosa stupefacente e' che nel 2006 la percentuale di energia elettrica in Spagna generata dalle rinnovabili era solo del 19%.  Nel corso di pochi anni con nuove installazioni e progetti hanno fatto salti da gigante: nel 2010, 2011 e 2012 sono arrivati a circa il 32-35% in totale di energia elettrica dalle rinnovabili.

Per il 2013 non si sa, ovviamente, ma se il buongiorno si vede dal mattino...

La Spagna si pone l'obiettivo di arrivare al 40% di energia elettrica rinnovabile solo dal vento entro il 2020.  In questo momento la Spagna e' il terzo produttore mondiale di energia eolica, dietro USA e Germania.

Ad Extremadura, nella parte occidentale del paese e' prevista la costruzione di una nuova centrale fotovoltaica da 250 MW, sara' la terza piu' grande del mondo. Nel 2005 hanno imposto l'installazione di impianti fotovoltaici e per il riscaldamento di acqua in nuovi edifici.

Anche del divieto al fracking nella regione di Cantabria, abbiamo gia' parlato qualche tempo fa. 
Altre regioni della Spagna si sono poste l'obiettivo di arrivare al 100% di produzione di energia elettrica dalle rinnovabili : Castilla y León e la Galicia gia' nel 2006 erano arrivate al 70% - principalmente dall'idroelettrico.

Siccome pero' era tutto troppo buono per essere vero, proprio qualche giorno fa il ministro dell'industria, energia e turismo ha proposto tagli fra i 700 ed i 1000 milioni di euro agli incentivi e ai sussidi per l'energia verde, a causa della recessione.






Wednesday, July 3, 2013

L'ENI e la salute del policlinico Gemelli



Che dire. Non sanno piu' dove andare a parare per pulirsi la reputazione. Dopo avere inquinato a piu' non posso, e dopo avere scomodato Jovanotti, Rocco Papaleo,  e pure Caravaggio, ora l'ENI passa al Policlinico Gemelli di Roma.

Infatti, la nostra beneamata e' una delle partners di Gemelli Insieme, un progetto "outdoor", cioe' all'aria aperta, che e' dedicato ai Romani per "la prevenzione alla salute".

Della serie: venite da noi che respiriamo aria buona!!!

Dicono infatti, quelli dell'ENI, che la salute e la sicurezza dei loro dipendendenti e della collettivita' sono "obiettivi primari" per loro, durante lo svolgimento delle loro attivita'. Mah, io, a naso direi che il loro obiettivo primario e' il portafoglio, e che tutto il resto sono dettagli.

Dicono anche che "l'azienda adotta propri programmi per evitare e diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrita' dell'ambiente esterno".

Ma.. per ambiente esterno si includono i siti inquinati di interesse nazionale che portano la firma ENI o loro filiali?? Per ambiente di esterno si intende l'aria fetida del centro oli di Viggiano?

Secondo la pubblicita' ogni azione dell'ENI e' "caratterizzata dal forte impegno per lo sviluppo sostenibile, valorizzare le persone, contributire allo sviluppo e al benessere delle comunita' nelle quali opera, rispettare l'ambiente, investire nell'innovazione tecnica, perseguire l'efficenza energetica e mitigare i rischi del cambiamento climatico."

Mmh. Gli manca solo l'aureola! Che andassero a dire queste cose a Gela, Porto Torres, Marghera, Manfredonia, Priolo, Viggiano, eh?

Dicono anche che faranno 5 tappe tematiche di prevenzione medica in altrettanti municipi del Comune di Roma e che il tutto durera' un anno con gran finale niente di meno che in Vaticano, alle presenza delle maggiori istituzioni governative e locali con un concerto in Sala Nervi e una cena di gala negli spazi dei Musei Vaticani.

L'ENI ed il Gemelli inoltre,  faranno "il punto sui risultati della ricerca medica" con iniziative e convegni scientifici promossi con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.

Parleranno anche dei danni alla salute collegati agli idrocarburi?  Parleranno dei bimbi che nascono deformi a Gela? Di quelli con i danni al DNA a Sarroch?

Caro Scaroni: di sostenbile nel fossile non c'e' niente di niente, e tutta la propaganda di cui sopra fa veramente ridere. Capisce che e' il suo core business, proprio alla radice, ad essere sbagliato  e non c'e' propaganda che cambiera' tutto questo perche' vi chiamate idrocarburi, e non margherite.



Tuesday, July 2, 2013

Saipem e gli incidenti in Angola


La piattaforma Perro Negro 6 affondata in Angola


La Perro Negro 6 che si inizia ad incrinare


Affondata.

La Saipem e le mancate certificazioni

1 disperso
6 feriti
103 membri di equipaggio
40 metri di profondita
collasso strutturale
affondamento
costruita nel 2009
operata dalla Chevron per $110,000 al giorno

 
Saipem S.p.A. reported Tuesday that the Perro Negro 6 (350' ILC) sank offshore Angola after the seabed collapsed under one of the rig's three legs.

The rig sank Monday night while being positioned for drilling operations near the mouth of the Congo River at the border of Angola and the Democratic Republic of Congo in approximately 130 feet (40 meters) of water, Saipem said in a press release.

One hundred and three workers were on board the rig when the Perro Negro suddenly tilted, causing the rig to take on water and capsize. One crew member is missing, and six other workers suffered minor injuries, Saipem reported.

Saipem's emergency response team is working closely with the Angolan authorities and the client's operational team, Saipem said.

The Perro Negro is under contract with Chevron Corporation through early 2015 at a day rate in the upper $110,000s, according to Rigzone's RigLogix database.

Altri link

 gCaptain

Grazie a Gianni Franzoni, a Giulio Melegari e ad Albina Colella siamo riusciti ad avere notizia di questo ennesimo "possibile" incidente nei mari dell'Angola della Saipem-ENI.

Siccome le notizie vanno e vengono, ecco qui lo screenshot dell'accaduto: ribaltamento di un jack-up (una piattaforma mobile) detta Perro Negro 6. 



Ecco il testo:

Non sembra avere pace in questo periodo Saipem. Dopo i due profit warning lanciati nelle passate settimane e le indagini che riguardano l’ex top management, ora trapela dall’Angola una nuova indiscrezione, ancora da confermare, di un incidente che avrebbe coinvolto il jack up Perro Negro 6.

L’imbarcazione, utilizzata nelle fasi preliminari di un nuovo pozzo estrattivo, non era ancora entrata in fase di trivellazione e si sarebbe ribaltato senza tuttavia causare nessun danno ambientale. Se il danno diretto legato all’imbarcazione è presumibilmente coperto dall’assicurazione, quello indiretto rappresenta l’elemento di maggior negatività.

Secondo le prime ipotesi, l’incidente occorso la notte passata potrebbe infatti ritardare di alcuni mesi l’entrata a pieno regime del campo estrattivo. La notizia per ora non ha trovato riscontro in un commento ufficiale della società.

Saipem si era aggiudicata il contratto nel dicembre del 2011, accordo che prevedeva il noleggio per 3 anni, da iniziare dal secondo trimestre del 2012, del del jack-up Perro Negro 6 in partership con Chevron.

Un analista contattato da Finanza.com ha tuttavia evidenziato che “qualora la notizia dovesse essere confermata, al momento l’impatto sui conti di Saipem sembra limitato considerando che Perro Negro 6 è una delle unità più piccole della flotta e dunque anche un eventuale ritardo non sarebbe devastante per Saipem”.

Stephen Harper, il padre del petrolstato del Canada










"Countries that become too dependent on oil and gas riches 
an unsustainable development trajectory fueled by an exhaustible resource”

Terry Lynn Karl, economista



Il 25% delle esportazioni del Canada e' da oil and gas. 

Il partito Conservatore e' in carica dal 2011 e da allora il petrolio ha occupato il pensieri dei politici come un chiodo fisso, inimicandosi ambientalisti, indigeni, l'Europa, la NASA, scienziati esperti dei cambiamenti climatici, i difensiori delle leggi in favore dell'ambiente e chiunque chiedesse loro di tenre a freno la produzine di petrolio dalle Tar Sands.

Il primo ministro si chiama Stephen Harper, guarda caso dell'Alberta, il petrolstato per eccellenza in questa petrolnazione. Anzi, suo padre era un petroliere, e lavorava per la Imperial Oil.

Harper vuole finanziare l'economia del paese con il petrolio e nel fare questo ha cercato e cerca di concentrare sempre di piu' il potere nelle sue mani per arrivare al suoi scopo, senza impedimenti. E ci sta riuscendo, con propaganda e promesse. Il 75% dei Canadesi approva lo sfruttamento delle Tar Sands.

Si tratta qui di bitume, petrolio amaro, di pessima qualita' che rassomiglia all'asfalto. Questi bitume e' sotto le foreste dell'Alberta, che devono essere scavate via per tirare fuori la petrolmonnezza.

Fra il 2008 e il 2013 sono stati investiti $160 miliardi di dollari in Alberta. Al 2013 si estraggono 1.7 milioni di barili, e si pensa che il ricavato sara' sufficente a rimpiguare le casse statali per anni a venire, per un total di almeno $120 miliardi fra royalties e tasse. L"idea e' di arrivare a 5 milioni di barili entro il 2030.

Ci vuole acqua, capitale e energia per tirare fuori la petrolmonezza, e ancora piu risorse per purficarla e commercializzarla. Le operazioni di ripristino ambientale sono un miraggio perche' costosissime. Il governo pero' lo chiama sfruttamento “responsable” e “sostenibile” - “una impresa epica, come costruire le piramidi".

In Canada ci sono gia 6 miliardi di barili di monnezza usata per trivellare e per purificare quelo e' stato estratto, che siede laragamente in laghetti a cielo aperto. Nel loro complesso questi laghetti occupano la stessa superficie complessiva della Grecia!

A Ottawa pero' piace il greenwashing.  Attaccano James Hansen della NASA, vigoroso sostenitore della necessita' di fare di piu contro i cambiamenti climatici, attaccano l'ente europeo sulle direttive della qualita' della benzina che dice che il bitume e' molto piu' sporco del petrolio normale. Ma investono anche in campagne pubblicitarie per convincere i Canadesi che esportare la petrolmonnezza e' uno sviluppo responsabile -- “responsible resource development” come dicono loro.

Nel frattempo vanno in Cina a convincere le molto "responisible" ditte cinesi del petrolio di venire a trivellare in Alberta. E infatti queste ditte hanno gia' speso 20 miliardi di dollari in investimenti in Canada.  Hanno pure approvato che la China National Offshore Oil Corporation comprasse la canades Nexen per mostrare il benvenuto ai cinesi. I Cinesi per gratitudine gli hanno prestato due panda per dieci anni alla modica cifara di 10 milioni di dollari.

E qui e' un altro problema che hanno i Canadesi: come fare per mandare il loro bitume al resto del mondo, e non solo agli USA. I loro vicini a sud infatti hanno ridotto l'importazioni di 4 milioni di barili al giorno fra il 2005 e il 2011, e intanto l'oleodotto Keystone che dovrebbe portare il petrolio dall'Alberta a Houston non si sa se verra' mai realizzato.

Di qui il corteggiamento dei cinesi. Harper dice che occorre fare business con i cinesi anche se i lori e gli interessi politici fra Canada e Cina sono diversi.

E l'ambiente? L'ambiente non vota, non paga, non fa accordi. E cosi' viene fuori che le operazioni petrolifere nelle Tar Sands rappresentano forniscono il 10% delle emissioni di CO2 dal Canada. Harper chiama i trattati di Kyoto “uno schema socialista” che  “distruggera' l'economia e i posti di lavoro”. Il Canada li aveva firmati, ma si era poi ritirata nel 2012.

Addirittura  il Mnistro per le risorse naturali Joe Oliver dice che sui cambiamenti climatici si esagera
e molti altri sono i membri del governo Harper che similmente non ci credono. E cosi' il governo ha anche smesso di dare fondi al Canadian Foundation for Climate and Atmospheric Sciences e ha messo i freni ad altri scienziati e gruppi che cercavano di studiarli o di promuovere azioni per contenerli.

Basti solo dire che nel 2012 la rivista Nature chiese al governo Harper di "liberare i propri scienziati" una azione piuttosto singolare per Nature. Pure the Economist, non certo una rivista socialista o ambientalista ha avuto parole di condanna per Harper ed il suo governo, per essere "intollerante di critiche e disaccordi”

Se le coe vanno come vorrebbe Harper, le esportazioni di bitume a USA e Cina risolveranno i problemi ambientali del Canada: saranno USA e Cina ad emettere piu' CO2 una volta acquistata la petrolmonnezza e non il Canada. Come dire, i problemi ce li avranno gli altri, loro, i canadesi, si limiteranno solo a fornire il petrolio non ad usarlo.

E quindi il punto e' qui: ogni cosa che viene fatto in Canada, e' in qualche modo visto sotto la visuale del petrolio, e che e' tuttapposto. Ogni ostacolo contro l'estrazione di bitume viene spazzato via e si trovano ragionamenti folli per giustificarli.  Negli scorsi hanno, ben 70 leggi sono state approvate per adattare il sistema legale in favore del petrolio.

Il Fisheries Act che proibisce la distruzione di habitat marini e' stato modificato per permettere la costruzione del Northern Gateway pipeline, per portare petrolio dall'Alberta a Vancouver e da qui poi alle petroliere verso la Cina.  I fondi al sistema di protezione dei parchi e' calato del 20%. Anche il  sistema sanitario ha subito tagli. Ai medici viene detto di star zitti sulle malattie provocate dalle Tar Sands e le loro emissioni.

Ecco qui, ogni petrolstato ha le sue disfunzioni, e il Canada, che credevamo civile e proogressista non e' da meno. E dove erano i Canadesi in tutto cio'? Non si sa. Ma di certo erano lontani dall'Alberta e dallo schifo che ogni giorno si perpetua nelle Tar Sands del Canada.

Monday, July 1, 2013

Medoilgas in terraferma venduta per cento euro e con spese di ripristino ambientale a suo carico



Robe dell'altro mondo: la Medoilgas di Sergio Morandi vende 13 concessioni per 100 euro a una ditta canadese e addirittura gli da in dote 1.25 milioni di euro per ripulire l'inquinamento! Il processo di transazione e' durato almeno 9 mesi, e nessuno ne ha saputo niente, se non gli investitori.

Ecco qui le 13 concessioni: Abruzzo, Puglia, Molise, Emilia Romagna, Basilicata, Veneto - alcune direttamente a mare, altre vicino a zone di prestigio.

Nel loro complesso tutto cio' vale 100 euro, piu' eventuale inquinamento.

Evviva.













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In data 5 Giugno 2013 la Medoligas di Londra (MOG), ha annunciato la vendita definitiva di tredici concessioni minerarie su terraferma - gia' eroganti o solo assegnate -  alla canadese Canoel International Energy (CIL). Fra queste concessioni ci sono Villa Carbone, Colle dei Nidi e San Mauro, tutte nel Teramano.

Secondo gli accordi stipuati nel Settembre del 2012, e secondo quanto la Canoel stessa ha reso noto dal suo sito, la Canoel ha pagato per questo acquisto la miserissima somma di 100 euro alla MOG - si cento euro! - mentre la MOG ha versato alla CIL 1.25 milioni di euro per spese di ripristino ambientale.

Secondo il contratto infatti, la CIL sara' responsabile di tutte le future operazioni di eventuale abbandono, chiusura e bonifica di ciascuno dei siti ceduti, e per questo la MOG ha dovuto generosamente offire un `contributo parziale' di tali spese.

La MOG ha anche versato alla CIL circa 104 mila euro come quota di profitti generati durante il periodo della transazione, durata circa 9 mesi.
 
Dunque la MOG praticamente regala queste 13 concessioni per un totale di 1,285 chilometri quadrati di coste e campi italiani e addirittura paga  piu' di un milione di euro di ripristino pur di liberarsene.

Dal suo canto, l'amministratore delegato della Canoel, Andrea Cattaneo afferma che la somma complessiva di 1.354 milioni di euro versata dalla MOG alla Canoel, considerata la attuale situazione dei mercati finanziari, e' "very welcomed".

Com'e' possibile che non ci sia stata informazione su questa compravendita e che riguarda prima di tutto noi italiani e non solo due compagnie straniere canadesi e inglesi?

Se ambo i contraenti sono d'accordo che spese di ripristino ambientale esistono, come mai sui progetti di VIA si continua ad insistere con diciture del tipo effetti ambientali nulli o trascurabili?

I politici d'Abruzzo non si sentono un po presi in giro?
Davvero i nostri campi e i nostri mari valgono 100 euro?
  
Villa Carbone comprende i comuni di Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant'Angelo, Notaresco, Teramo. La quota MOG qui e' del 50% (il restante e' della Gas Plus Italiana);  Colle dei Nidi comprende i comuni di Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Sant'Omero, Spinetoli, Torano Nuovo, Tortoreto.  La MOG e' invece azionaria qui al 25%, assieme alla Gas Plus Italiana e alla Petrorep. Infine la conessione San Mauro, gia' erogante, cade per intero nel comune di Teramo, dove la quota MOG e' del 18%, in partnership sempre con la Gas Plus Italiana e con la Petrorep.

Le altre concessioni cedute dalla MOG alla Canoel sono Masseria Grottavecchia (Puglia e Molise, 20%), San Teodoro (Basilicata 100%), Torrente Cigno (Basilicata, 45%), Misano Adriatico (Emilia Romagna, 100%), Sant'Andrea (Veneto, 40%), Masseria Petrilli (Puglia, 50%), Montalbano (Basilicata, 57.15%), Masseria Acquasalsa (Puglia, 8.8%), Lucera (Puglia, 13.6%) e Serra dei Gatti (Puglia, 100%).