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Thursday, December 11, 2008

La vergogna dell'ENI


E' una cosa vergognosa la propaganda bassa, bugiarda ed offensiva dell'ENI. I nostri beneamati infatti cercano di vendersi come amanti della cultura: hanno sponsorizzato una esibizione a Milano dove usano la "Conversione di Saulo" di Caravaggio come modo per attrarre la gente e per indottrinarla.

Il simbolo di questa enorme operazione pubblicitaria e' una piattaforma petrolifera in mare con il quadro di Caravaggio sopra. Visto che non possono proprio affermare di essere i paladini dell'ambiente, cercano di recuperare punti passando alla cultura. Pero' nel loro sito dicono:

"With this unique initiative, Eni reiterates its commitment to promoting and divulging artistic and cultural excellence. A value that, together with respect for the environment and the development of local communities and their traditions, is part of the company's genetic code and the basis for its interest in the art of every nation."

"Con questa eccezionale iniziativa, l'ENI continua il suo impegno verso la promozione e la diffusione dell'eccellenza culturale. Un valore che, assieme al rispetto per l'ambiente e lo sviluppo di comunita' locali e delle loro tradizioni, e' parte del codice genetico e la base dell' interesse di questa compagnia per l'arte di tutte le nazioni."

Andateglielo a dire alla gente di Crotone, dove siete stati complici nella costruzione di case e scuole radioattive. Andate a dirglielo a Viggiano, dove gli avete distrutto l'agricolura. Andate a dirglielo a Gela dove gli avete avvelenato l'acqua e fatto nascere i bambini deformi. Andate a dirglielo a Mantova dove scoppiano tumori. Andate a dirglielo in Nigeria dove gli avete avvelenato l'ecosistema in cambio di pochi spiccoli. Andate a dirglielo ai Veneti dove l'ENI ha messo pozzi di petrolio in mare illegali e che causano l'abbassamento del terreno. Altro che rispetto delle tradizioni e dell'ambiente.

Una vergogna. Caravaggio era dalla parte dei deboli. Nei suoi quadri, da quel po'che mi ricordo, privilegiava le figure prese dal popolo come ispirazione. Non credo che sarebbe molto felice di essere sfruttato cosi dai petrolieri che mettono il suo lavoro su una piattaforma.

Stanno cercando di far passare il messaggio che "petrolio e' cosa buona" e chi si oppone alle trivelle e' un matto. Mettono su volantini, depliant, il "Caravaggio test" e altro materiale con il loro logo addirittura chiamano Neri Marcore' come testimonial. Se fossi stato in lui, avrei rifiutato.

Ricordo a tutti che in California, il limite delle trivelle nel mare e' di 160 km. In Italia non esiste nessun limite. Solo il Veneto ha il decreto Ronchi che vieta le trivelle a 20 km dalla costa. Limite che l'ENI ha pure violato e per cui oggi sono in causa. L'ENI ha decine e decine di cause aperte per violazione dell'ambiente e per danni alla salute delle persone.

E poi ancora:

"Today as in the past, Eni puts priority on maintaining active channels of communication with all external individuals and bodies who receive not only services, products and benefits from Eni operations, but also opinions, stimuli and reactions as citizens and institutions."

"All Eni men and women have a passion for challenges, continuous improvement and excellence and attribute fundamental importance to the individual, the environment and integrity.
"

"Oggi, come in passato, l'ENi da una forte priorita' nel mantenere aperti canali di comunicazione con tutti gli individui esterni e con tutti gli enti che ricevono non solo servizi e benefici dalle operazioni dell'ENI ma anche opinioni, stimoli e reazioni come cittadini ed istituzioni."

"Tutti gli uomini e le donne ENI hanno una passione per la sfide, il miglioramento continuo e per l'eccellenza e danno importanza fondamentale all'individuo, all'ambiente e all'integrita'."

Si, belle parole. Infatti hanno aperte anche svariate cause per crezione di cartelli di prezzi, e per altri imborgli e inciuci fiscali e commerciali. Basta solo leggere cosa dicono alla borsa di New York.

Sicuramente queste belle parolo sono state applicate anche a noi, dando a me della terrorista, dicendo che il lavoro dell'ente di ricerca indipendente Mario Nergi Sud era sbagliato, mentendo sui progetti, e venendoci a raccontare balle sui pericoli alla salute.

E siccome hanno un sacco di soldi, si sono pure comprati le opinioni di Lucia Annunziata per 100,000 euro, sponsorizzano anche altri eventi di alto profilo, sempre con l'intento di far passare chi si oppone e chi denuncia le loro nefandezze come matto, e loro come raffinati intenditori di Teatro, Arte e Musica come dal loro sito.

Io non sono matta. Ho trascorso l'ultimo anno a leggere e a scovare come l'ENI e tutte le altre ditte petrolifere operano in Italia e nel mondo e quello che ne viene fuori e' una montagna di nefandezze con l'ENI in prima fila. Questa compagnia deve solo vergognarsi delle bugie che dice e di questo basso tentativo di farci il lavaggio del cervello.

La chicca finale sono le parole del condannato per disastro ambientale, Paolo Scaroni che dice, in occasione del 60esimo anniversario dei diritti dell'uomo:

"We also reiterate our own commitment to respect and support human rights within our sphere of influence."

Intanto a Gela si continua a morire.

Tuesday, December 9, 2008

Obama e il clima


Oggi il presidente eletto Barack Obama ha incontrato l'ex vicepresidente Al Gore, che dopo le elezioni del 2000 e' diventato noto in tutto il mondo come uno dei piu' grandi esperti di difesa dell'ambiente. Al Gore ha vinto sia il premio Nobel che il premio Oscar per il suo impegno a rendere noti gli infausti effetti del riscaldamento globale.

La situazione secondo Al Gore e' cosi grave che occorre passare alla disobbedienza civile quando propongono soluzioni energetiche antiche come centrali a carbone o petrolifere. Ha detto proprio cosi, disobbedienza civile, in una intervista a Newsweek qualche settimana fa. L'intervista me l'ha segnalata mio padre.

Perche' Obama e' andato a trovarlo? I comunicati ufficiali dicono che la visita e' servita principalmente affinche' Obama potesse ascoltare Gore su varie idee, proposte e consigli per migliorare la regolamentazione ambientale in questo paese, per capire come affrontare al meglio i problemi legati alle emissioni di CO2, come cambiare radicalmente le infrastrutture americane e di aggiornarle verso l'uso di energia verde. Fra l'altro questo dovrebbe anche creare molti nuovi posti di lavoro.

Le voci dicono anche che Obama voglia offrire un posto a Gore nella sua amministrazione, o come Segretario dell'Energia oppure come capo dell'Environmental Protection Agency (l'EPA) che e' una specie di ministero dell'ambiente.

Obama ha piu' volte dichiarato che accoglierebbe Al Gore nel suo gruppo anche in ruolo non ufficiale, come un "informal adviser", cioe' un consigliere informale, se Gore, come ha detto piu' volte, non desidera impegni ufficiali governativi. Gore infatti pensa di poter essere piu' utile alla societa' continuando la sua opera informativa e di denuncia.

In questo incontro, almeno secondo quanto ha riportato la stampa americana, non si e' parlato di trivellare petrolio amaro, e neppure di risolvere il problema delle emissioni di CO2 con il sequestro dell'anidride carbonica nei pozzi dismessi quanto invece di puntare tutto il possibile sulle energie alternative.

Cosa fara' Obama di concreto non ancora lo sappiamo. Fatto sta, che qui c'e' qualcosa di molto bello secondo me: il presidente eletto che ha l'umilta' di chiedere consigli a qualcuno piu esperto di lui, notoriamente innamorato della sua causa e che ne ha fatto la sua ragione di vita.
Obama non e' andato a chiedere consigli alle ditte petrolifere, ai loro parenti e affiliati vari ma da uno notoriamente onesto e preparato in materia.

Saro' proprio curiosa di vedere chi sceglieranno in Abruzzo Chiodi o Costantini come assessore all'ambiente per affrontare un tema cosi serio nella nostra regione. Considerate le discariche di Tollo, i progetti di Amianto a Ortona, l'acqua di Bussi, la centrale di Gissi, i fiumi tutti inquinati e, dulcis in fundo la proposta petrolizzazione dell'Abruzzo, ci vuole davvero una persona integerrima, intelligente e lungimirante, e non una mezza cartuccia per ricoprire questo ruolo. Qualcuno che abbia il coraggio di dire no, anche quando si va contro i poteri forti, che tra l'altro dovrebbe sempre essere il compito della politica.

Spero che questa volta in Abruzzo non si diano incarichi come premio fedelta' o anzianita' a questo o quel candidato, ma che i prossimi assessori all'ambiente e ai temi collegati, abbiano provata esperienza in materia di energia alternativa, di difesa dell'ambiente. Che sappiano cio' che fanno quando prendono decisioni, che informino e rendino partecipe la gente del perche' si, del perche' no e del come. Soprattutto che siano lungimiranti e che decidano per il bene della gente e non dei costruttori di discariche di veleni o di trivellatori di porcherie.

Rubare i soldi e' gravissimo, ma non ci sono aggettivi nel mio vocabolario per esprimere il ribrezzo verso chi, per ignavia, malafede o ignoranza, ruba la salute alla gente.


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Stavo per andare a dormire, clicco su Corriere.it e .. voila' ecco qui i siti dello stoccaggio in mare dell'anidride carbonica secondo la Prestigiacomo. Noi Abruzzesi non ci siamo (e secondo me il nostro attivismo ha avuto la sua parte in queste decisioni) .

Ecco qui invece cosa dice wikipedia sul sequestro di CO2 in mare, tecnica largamente sperimentale di cui non si conoscono gli effetti a lungo termine:

The environmental effects of oceanic storage are generally negative, but poorly understood. Large concentrations of CO2 kills ocean organisms, but another problem is that dissolved CO2
would eventually equilibrate with the atmosphere, so the storage would not be permanent. (....)

Much more work is needed here to define the extent of the potential problems.


Allegria. Mi sa che la Prestigiacomo non ha consultato nessuno oltre che l'ENI e l'ENEL, che intelligentemente hanno usato la situazione a loro favore.

Fare delle leggi per diminuire le emissioni, no eh?

Per ora vado a dormire, ne parleremo di nuovo, ma tutto questo va di pari passo che una volta che apri le porte ai petrolieri e amiche varie ti ritrovi poi con un numero sempre crescente di problemi.

Sunday, December 7, 2008

Una legge voluta dal popolo


Queste sono un po di idee che ci frullano per la mente negli ultimi tempi. E' tutto aperto alla discussione sui blog e al miglioramento. Resta il fatto che occorre SIGILLARE la salvezza del nostro territorio nero su bianco e che le parole se le porta il vento.

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Pericle – Discorso agli Ateniesi – 461 a.c.

PREMESSA

Il compito principale degli esponenti politici è quello di interpretare le aspettative dei cittadini e trasformarle in norme e leggi. Quando la politica si allontana dalle aspettative degli elettori, come è successo in Abruzzo, i cittadini sfiduciano i propri rappresentanti politici e nascono i Comitati ed i Movimenti. I Comitati ed i Movimenti hanno il compito di ricostituire il dialogo tra i cittadini e la classe politica e non di sostituirsi ad essa.

Nei giorni passati il PDL ha promosso un sondaggio telefonico riservato, riguardante il così detto centro oli di Ortona, i risultati del sondaggio sarebbero i seguenti:

• il 74% dei cittadini abruzzesi è contrario al così detto centro oli di Ortona;
• il 10% è a favore;
• il 16% non sa

Il risultato di questo sondaggio ha spinto il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ad esternare pubblicamente il suo no alla costruzione del centro oli.

In pratica il Primo Ministro, ha interpretato una richiesta del Popolo abruzzese, informato su questo argomento non dal Governo regionale (a cui spetterebbe questo compito) ma da un sondaggio scaturito dalla attività dei Comitati e dai Movimenti di opinione nati proprio per sopperire alla latitanza della politica locale sull’argomento.

Noi confermando la nostra totale trasversalità ai partiti invitiamo tutti gli esponenti politici abruzzesi a riflettere in merito facendo una profonda autocritica.

L’Abruzzo ha due precedenti. La vicenda della Sangro Chimica – una società del Gruppo Getty Oil - che nei primi anni ’70 stava impiantando, con il bene placet degli amministratori locali e nazionali, una raffineria nella Val di Sangro un territorio afflitto da una povertà storica. Il Sindaco di Paglieta, Enrico Graziani, riuscì a promuovere un movimento di popolo che costrinse la classe politica dell’epoca a cambiare opinione e così la Sangro Chimica dovette desistere; questa scelta fece decollare la nuova economia abruzzese costituendo un fatto unico sino ad ora nella storia dell’economia italiana: l’attuazione di un progetto di sviluppo generato dalla base e non imposto dall’alto.

Negli stessi anni, la Rohmandhasse, un’altra azienda chimica riuscì a costruire i suoi impianti ed aveva già assunto il personale ma un’altra sollevazione popolare, capeggiata questa volta dal sindaco di Atessa Angelo Staniscia - in conflitto con il suo stesso partito - costrinse l’azienda a smontare l’impianto bullone dopo bullone ed a lasciare il territorio con la coda tra le gambe.

Dopo trentatre anni sempre per il dissenso del Popolo la storia sembra ripetersi.

Noi speriamo che il dissenso del Primo Ministro esternato a Pescara il 6 dicembre contro il così detto centro oli di Ortona costituisca la base per atti concreti e non dichiarazioni ai fini elettorali.

Pertanto i firmatari di questo documento dichiarano congiuntamente quanto segue:

- ringraziano il Presidente del Consiglio per la sua dichiarazione contraria al così detto centro oli di Ortona ed a favore di uno sviluppo della regione che sia in sintonia con le sue peculiarità ambientali come da noi richiesto e auspicato;

- si augurano che alla dichiarazione seguano fatti concreti, come per esempio la modifica al Disegno di Legge 1441 ter in discussione al Senato in modo tale da sancire con un atto governativo l’esclusione dell’Abruzzo da territorio petrolifero e ridare alla Regione stessa il governo del suo territorio, come del resto previsto dalla Costituzione.

- ritengono comunque di non dover abbassare la guardia e continuare, in totale armonia con tutti gli esponenti politici che andranno a formare il prossimo Governo Regionale, ad impegnarsi per l’applicazione di norme certe che tutelino lo sviluppo economico, la salute degli abitanti, la salvaguardia delle peculiarità ambientali, le attività, agricole, enogastronomiche e turistiche della Regione.


PROPOSTA SINTETICA PER UNA NORMATIVA CHE GOVERNI, TUTELANDOLO, IL TERRITORIO ABRUZZESE DALL’INSEDIAMENTO DI ATTIVITÀ FORTEMENTE IMPATTANTI SUL TERRITORIO.

Premesso che, se come esposto dai Dirigenti ENI incontrati a Pescara il 18 luglio 2008 e dal Ministero dello Sviluppo le risorse di idrocarburi dell’Abruzzo costituiscono un tesoro nascosto della Regione, questo tesoro va tutelato e conservato per eventuali futuri periodi di grande carenza energetica aumentandone in tal modo il valore; comunque il suo sfruttamento deve essere governato dalle autorità regionali al fine che i suoi ricavi restino almeno parzialmente agli Abruzzesi e non come ora a totale appannaggio delle società di estrazione anche straniere.

1. Norme su nuove concessioni riguardanti le attività di ricerca, di estrazione e di lavorazione di idrocarburi (petrolio e gas) in Abruzzo.

• Attività Onshore. Moratoria di 25 anni per la lavorazione del petrolio (anche del bio). Non si rilasciano più permessi per industrie legate al comparto petrolchimico, ne per l’estrazione, ne per la lavorazione del petrolio, ne per la costruzione di oleodotti, ne per la costruzione di impianti di stoccaggio.

• Offshore. La distanza minima dalla costa per le piattaforme in mare è di 20km (decreto Ronchi in vigore in Veneto), vanno comunque presi accordi con le Nazioni dell’altra sponda dell’Adriatico affinché le norme non vengano facilmente evase dalle compagnie petrolifere.

• Royalties. Alla regione Abruzzo vengono riconosciute royalties pari al 40% del valore del petrolio estratto.

2. Vecchie concessioni già attive sul territorio.

• Royalties. Per i pozzi estrattivi già in funzione aumento programmato del 10% annuo fino al raggiungimento della quota del 40%. (visto che in Italia aumenta tutto a partire da pane e pasta… ora tocca alle royalties dei petrolieri che pompano – gratis - il nostro gas dal nostro mare sin dagli anni ’60!). Anch gli impianti di produzione di bio carburante già in esercizio devono pagare royalties alla regione.

• Proventi. I proventi delle royalties devono essere utilizzati per incentivare l’uso del solare e dell’eolico e comunque di fonti di energia innovative e alternative a quelle attualmente in uso e non rinnovabili.

• Tecnologia. Gli impianti petroliferi (compresi quelli che producono bio carburante) già in funzione sul territorio devono essere aggiornati all’ultima tecnologia disponibile;

• Agenzia regionale per il controllo delle attività estrattive. la Regione deve controllare con un proprio ente le quantità di petrolio estratto, l’Agenzia non deve avere nel suo staff direttivo individui che abbiano avuto rapporti di lavoro con gli enti richiedenti e deve avere nel suo ufficio di controllo esponenti di movimenti e comitati dediti alla tutela del territorio e comunque rappresentativi dei cittadini.

3. Processo regionale di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)

• Il Governo regionale deve adeguare gli indici delle emissioni di inquinanti a quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

• Ogni volta che si attiva un processo di VIA, l'ente richiedente – in linea con quanto previsto da Agenda 21, Convenzione di Arhus, e dalle leggi della Repubblica per facilitare l’accesso dei cittadini alle informazioni ed alle attività di tutela giudiziaria - deve finanziare una campagna informativa sul tipo di insediamento che intende realizzare, il livello occupazionale previsto, le concentrazioni di inquinanti da immettere nell’aria ed i limiti di legge e quanto altro aiuti a meglio comprendere che cosa si intende realizzare. Questa campagna deve essere gestita dall’Agenzia preposta alla tutela dell’Ambiente e totalmente finanziata dall’Ente richiedente secondo norme applicative da definire.

• Ogni procedura di VIA deve essere inserita in un sito web in cui è possibile prendere visione dello stato della pratica con tutti i nomi dei referenti coinvolti nella suo sviluppo. Attraverso le stesso sito i cittadini possono esporre e/o denunciare violazioni, sospetti di inquinamento etc.

• Il processo di VIA deve fare riferimento a dati di inquinamento ambientali e climatici recenti ed a procedure collaudate

• Il processo di VIA deve essere condotto da due istituti di ricerca INDIPENDENTI che non siano finanziati, direttamente o indirettamente, dall’ente richiedente

• Il processo di VIA deve contenere le stime delle concentrazioni di inquinanti che si andranno a emettere nell’ambiente. Per evitare stime fasulle e al ribasso, le stime fornite dal VIA sono vincolanti.

• Il controllo deve essere affidato all’Agenzia regionale preposta e ad enti terzi.

• Tutte le attività di gestione e di controllo devono avere al loro interno esponenti di organizzazioni non governative.

• Tutti i costi riguardanti l’informazione, la procedura di VIA ed i controlli devono essere pagati dall’Ente proponente e/o già attivo sul territorio.

• Devono essere sviluppati scaglioni di inquinamento per quantificare le sanzioni.

• I rappresentanti regionali presso il Parlamento devono farsi promotori di leggi che identifichino i reati ambientali come reati contro la società civile e pertanto come tali perseguibili penalmente; applicando pene severe anche ai semplici trasportatori e “manovali”.

• Sulla falsariga di quanto esposto per le attività inerenti l’estrazione e le lavorazioni degli idrocarburi devono essere promosse leggi per il buon governo di:

- attività estrattive (cave);
- attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali;
- attività urbanistiche ed architettoniche (anche il brutto è una fonte di inquinamento);
- attività inerenti la produzione ed il trasporto dell’energia;

La probabile fine dell’invasione petrolifera dell’Abruzzo deve costituire per la nostra regione un punto di partenza per progettare e perseguire uno sviluppo duraturo secondo criteri innovativi.
Quasi tutte le produzioni industriali possono essere de-localizzate in base a concetti di economia produttiva mentre la salute dell’ambiente e la qualità della vita, vera ricchezza del futuro, no.

Saturday, December 6, 2008

Verba volant, scripta manent


Ho pochissimo tempo stasera. Voglio solo spendere due parole sulle dichiarazioni di Berlusconi sul centro oli:

La battaglia non e' affatto finita, almeno secondo me. Le parole se le porta il vento. Io continuo a pensare che avremo davvero vinto solo quando ci sara' una moratoria a lungo termine che mette nero su bianco che I PETROLIERI NON CI POSSONO VENIRE A SCAVARE IN ABRUZZO ne oggi in campagna elettorale e nemmeno fra 2 anni. Che succede se domani la raffineria la vogliono fare a Giulianova, Tagliacozzo o Fara San Martino?

Il concorrente di Micheal Phelps alle Olimpiadi, il croato che ha perso per una frazione di secondo, ha tirato la testa fuori dall'acqua un istante prima di toccare il muro. Invece di concentrarsi sulla fine della sua nuotata si e' concentrato sulla vittoria che gia' assaporava. Quella scelta gli ha fatto perdere la medaglia d'oro. E' cosi noi. E' la moratoria che vogliamo non le promesse.

Il movimento popolare e' forte, se addirittura Berlusconi e' dovuto venire da noi a dirci che il centro oli non si fa. Ma qui non regna il Re Sole: non e' che siccome qualcosa lo dice il Primo Ministro allora noi sudditi dobbiamo essere felici ed accontentarci delle parole e delle promesse. Siamo piu' intelligenti di questo. Qui vige ancora lo stato di diritto, e finche' non e' scritto nero su bianco non abbiamo ancora davvero concluso nulla.

Proprio perche' il movimento popolare e' forte occorre premere perche' questa situazione NON SI RIPETA MAI PIU'. Il coltello e' un po' piu dalla parte nostra, dobbiamo crederci, dobbiamo andare fino in fondo e non accontentarci.

A chi crede che ora l'ENI si trasformi in agnellini candidi e delicati: L'ENI e' l'ente nazionale IDROCARBURI. Capite? Idrocarburi. Il loro ruolo e' di scavare due, tre, cinque, dieci chilometri sottoterra e di raschiare il fondo del barile. L'hanno detto loro. Non gliene importa niente delle energie alternative, a parte le parole. Basta pensare che in tema di difesa dell'ambiente propongono la bufala colossale del sequestro di CO2 nei pozzi di petrolio dismessi!

Quella terra deve tornare ai contadini per farci il vino. Non c'e' bisogno dell'ENI per il solare: basta incentivare l'imprenditoria locale. E' facile, crea ricchezza distribuita e forse ci fara' fare meno brutte figure ai meeting internazionali...

Friday, December 5, 2008

L'Italia: primi al modo per vergogna ambientale


In questi giorni si svolge la conferenza mondiale sul clima in Polonia, nella citta' di Poznan. Una commissione di 400 organizzazioni non governative, chiamata Climate Action Network (CAN) ha appena assegnato il Fossile del giorno al paese che di piu' si e' distinto per azioni di disturbo e sabotaggio al processo di mitigazione dei cambiamenti del clima.

E chi e' questo vincitore? Gli USA che non firmano Kyoto? L'inquinatissima Cina? No, siccome ci ostiniamo a basare la nostra economia con i combustibili fossili, il vincitore siamo noi!
All'Italia il fossile del giorno

Il ministro dell'ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di SABOTARE il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell' efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.

"L'Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L'Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi!"

"Il Fossile del giorno è un segnale. L'Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell'Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni."


Io vorrei dedicare questo premio alla nostra classe politica che ci ha portato fin qui senza un minimo di programmazione concertata e visionaria per il futuro. Dove eravamo noi 30 anni fa quando la Danimarca decideva di lanciarsi nell'energia eolica? Dove eravamo 10 anni fa quando firmammo Kyoto?

Spero che quella attuale si svegli dal suo torpore e affronti la situazione con coraggio, leggendo, chiedendo a gente piu esperta e con l'umilta' di riconoscere che la situazione e' grave e che invece di proteggere l'ENI occorre proteggere il pianeta. Stefania Prestigiacomo .. che dire, cerca di diventare competente al piu' presto di temi ambientali! Non si e' nemmeno presentata a ritirare il premio.

Spero anche che questa storia faccia riflettere i vari politici locali Abruzzesi, l'ignoranza dei quali ci ha portato ad un passo dalle trivelle, senza chiedere niente a nessuno, e con assolutamente nessuna coscienza delle conseguenze nefaste della loro codardia *prima* che arrivasse il popolo.

La nuova classe politica DEVE essere piu' onesta, piu' innamorata della terra e della sua gente. Deve non mettere piu' i bastoni fra le ruote a tutti quelli che vogliono impegnarsi con le energie alternative, e che anzi le incentivino con l'ESEMPIO senza pensare a chi ci dovra' mangiare sopra.

LEGGETE, VIAGGIATE ED APRITE GLI OCCHI: LE ENERGIE ALTERNATIVE SONO ATTUABILI DA ADESSO. IL PETROLIO NON CI SERVE!

Thursday, December 4, 2008

Altre risposte, parte seconda


Durante il fine settimana del Thanksgiving mi sono arrivati email da parte di vari politici a cui avevo scritto. Ecco qui le risposte. Chiedo scusa se non le ho pubblicate prima. Il gruppo civico 'Per il bene comune' ha anche spontaneamente rilasciato una chiarissima e precisa dicharazione di contrarieta' alle trivelle e approvazione di moratoria. L'hanno diffuso alla stampa stamattina ed e' comparso anche su vastesi.com.

Grazie a tutti quelli che mi hanno riposto. Voglio anche notare come nelle interviste ai candidati degli amici di Beppe Grillo che in questo periodo vengono diffuse sui vari siti internet, tutti e tre i candidati presidenti alla regione interpellati (Costantini, De Laurentiis, Di Prospero) dicono di essere contro la raffineria di Ortona. Anche Chiodi, piu' o meno l'ha annunciato nel suo programma e in una lettera a me.

Bene, possiamo dire che di tutti i politici che si sono espressi sul tema, NESSUNO DICE DI ESSERE A FAVORE DELLE ESTRAZIONI DEL PETROLIO IN ABRUZZO.

A questo punto, visto che SIAMO TUTTI D'ACCORDO, una delle prime cose che la nuova giunta dovra' fare, e con l'appoggio di tutti, e' di approvare una moratoria sulle trivelle a lungo termine. Secondo me e' l'unico modo per davvero concretizzare il 'no' al petrolio di questi giorni. Io dico venti anni. Se qualcuno ha altre idee, mi faccia sapere.

Del Turco, Fratino e Di Martino hanno pensato bene di tacere. Andavano spacciando il petrolio come benessere per l'Abruzzo e li abbiamo sconfitti. Ora la lotta diventa piu' estesa e piu' forte: questo significa solo che dobbiamo essere ancora piu testardi, uniti ed immovibili.

" Do not lose your knowledge that man's proper state is an upright posture, an intransigent mind and a step that travels unlimited roads. "

Ayn Rand - scrittrice russa

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NO ALL’ABRUZZO PETROLCHIMICO, SI’ ALLE ENERGIE PULITE.
Pescara, 4 Dicembre 2008.

A nome di tutti i candidati della lista PER IL BENE COMUNE accolgo l’esortazione a prendere una posizione netta, contenuta nella lettera aperta del movimento di opinione ABRUZZO RINNOVABILE ONLUS sul tema dell’Abruzzo petrolchimico; mi impegno quindi, in linea fra l’altro con quanto contenuto nel nostro programma (consultabile sul sito a:

Contrastare la scellerata scelta di sviluppo petrolchimico, densa di preoccupanti conseguenze sulla salute, l’ambiente e l’agricoltura regionale;

Promuovere con ogni mezzo la diffusione delle energie pulite (solare, eolica, miniidroelettrica, geotermica, dal mare), anche in considerazione dei positivi impatti occupazionali e sociali.

Promuovere come priorità il risparmio energetico come “fonte alternativa di energia pulita

Promuovere una moratoria dello sfruttamento petrolifero nel territorio abruzzese e nel raggio di 160 km dalla costa (come negli Stati Uniti); noi pensiamo che le risorse (di scarsa qualità) petrolifere esistenti non vadano sfruttate oggi ma vadano preservate eventualmente per le future generazioni (sperando invero che non ne debbano avere bisogno).

A realizzare la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina (istituito nel 2001), a promuovere progetti di ampliamento delle riserve naturali costiere esistenti ed a portare avanti l’idea di una nuova riserva marina lungo l’intera costa abruzzese.

Non posso comunque fare a meno di invitare la popolazione a non fidarsi minimamente delle promesse dell’”ammucchiata partitocratica”, visto che mentre il centro-sinistra, tramite il suo assessore all’ambiente Franco Caramanico (ora candidato nel PD), ha firmato le varie autorizzazioni per il centro petroli ad Ortona senza battere ciglio, il centro-destra sta portando avanti la legge 1441-ter che esproprierà gli enti locali da qualsiasi competenza; ogni tipo di impianto quale il nucleare, inceneritori, discariche per rifiuti tossici, petrolchimici sarà realizzato senza possibilità di opporsi, con il risultato di distruggere definitivamente il territorio e l’ambiente e la salute degli abruzzesi.

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Gentile Dott.ssa D'Orsogna,

sono totalmente daccordo con le sue proposte; e' impensabile che il nostro Abruzzo, la regione dei Parchi Naturali, venga sottoposta ad un irresponsabile processo di "petrolizzazione", un autentico saccheggio delle bellezze naturali che tutta l'Europa ci invidia e che, al contrario, devono
essere valorizzate attraverso uno "sviluppo ecosostenibile", incrementando il turismo, le produzioni enogastronomiche di eccellenza, l'utilizzo di energie alternative non inquinanti (solare, eolica, idrica, etc.). Inoltre, in qualita' di medico, non posso non mettere al primo posto tutte le iniziative volte a migliorare la "salute" dei cittadini; i nostri figli si
aspettano questo da noi, e non ci perdonerebbero il disimpegno ed il disinteresse finalizzato a favorire i "pochi" a scapito della collettivita' tutta. Cordiali saluti.

Luigi Vallarola.

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Cara Maria Rita

io non sono un politico in quanto faccio l'avvocato e vivo del mio lavoro; mi sono candidato con Italia dei Valori a sostegno di Carlo Costani che ha gia' preso l'impegno di cui tu parli;
per la mia parte ti faccio sapere che sono un candidato "anomalo" perche' non mi sono fatto memmeno la foto di cui i tanti candidati hanno praticato con dovizia con quintali di lettere, manifesti, gigantografie ed autoincensi. Per me la lotta politica e' una cosa seria e combatto per i giovani come te: ho tre figli che vedono un futuro difficile. Come italiano sono orgoglioso di te e degli studi che stai facendo e ti formulo tanti auguri di una vita di successi
per te e la tua famiglia. Io sono fermamente deciso, in caso di nomina, a portare avanti la tua battaglia (la vostra battaglia) e mi impegnero' a manterere le promessa per il rispetto delle condizioni da te apposte. Peccato che non compro voti, ne' prometto posti, ne' sono
collegato a qualsivolgia finanziatore: per questo la mia elezione in forse. Pazienza quello che ti chiedo, che vi chiedo e' di non abbandonare la lotta ed a strare sempre con la schiena dritta.

Con affetto, Avv.Giuseppe Massi

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Gentile Dottoressa.

intanto mi presento meglio: sono un ex insegnante del Liceo Classico di (Italiano e Latino) , sono stato Sindaco di Roseto degli Abruzzi e Consigliere Provinciale quando si credeva ancora che la politica servisse per risolvere i problemi dei cittadini, della nazione e del mondo.
La delusione, che mi aveva spinto a pormi ai margini della vita pubblica, è stata annullata dalla voglia di non arrendermi alla pratica della politica-malaffare. Così ho scelto, dopo
diversi anni, di impegnarmi di nuovo. Conosco il contenuto delle sue battaglie e le condivido pienamente, anche se sono consapevole che vincerle sarà arduo in considerazione degli interessi che contrasteremo. Il mio impegno, tuttavia, è totale e non mi costa alcuna fatica sostenere le sue due proposte di legge; tra l'altro, l'avversione al centro olii di Ortona e il divieto di trivellazione entro 12 km dalla costa (l'estensione del Dercreto Ronchi può
inserirsi) fanno parte del programma della coalizione e del Partito (Italia dei Valori) cui appartengo. Anche io ho qualche cosa da chiederle: tramite le sue conoscenze abruzzesi sostenga la nostra Coalizione ("Costantini Presidente"), poiché ha unprogramma consono alle sue attese; sostenga i candidati dell'Italia dei Vaori e, se ha conoscenze in provincia di Teramo, può segnalare il mio nome. In attesa che un Governo decente si riappropri della sua inatelligenza e delle sue competenze, la saluto con cordialità.

Prof. Domenico Cappucci

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Forse il problema meriterebbe una risposta piu' circostanziata ed argomentata,ma la mia risposta comunque "Si'"

Anna Lecce

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Sunday, November 30, 2008

Il Ministro Prestigiacomo



Ho cercato di indagare meglio il curriculum del nostro ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo per capire quali possano essere le sue credenziali per svolgere il ruolo che ricopre. Ahime', di credenziali ne ha, ma che dovrebbero motivare la sua piu' totale estranieta' al ruolo di difenditrice dell'ambiente e della salute della gente.

Dato il suo passato non e' difficile pensare che lei non intercedera' per noi abruzzesi o che le importi molto della gente. La Prestigiacomo infatti, insieme con il resto della sua famiglia, e' titolare di una ditta di Priolo chiamata VED, Vetroresina Engineering Development, che produce vetroresina.

Nel corso degli anni, i lavoratori della VED e i loro figli hanno iniziato, guarda caso, ad avvertire l'incidenza di strane malattie, fra cui patologie respiratorie, accumulo di polveri nei polmoni anche da parte di non fumatori, figli nati deformi, e alveloite, una malattia di irritazione dei polmoni nota anche come fibrosi polmonare. Finalmente nel 2002, gli enti medici di Siracusa accertarono che le condizioni lavorative della VED erano da considerarsi causa di queste malattie.

Nella fabbrica infatti quotidianamente i lavoratori venivano esposti a polveri, vapori, fumi pericolosi e tossici, sprigionati nell’aria nella fase di miscelazione dei materiali utilizzati per la produzione della vetroresina.

Questo i lavoratori gia' lo sospettavano da molto tempo, pero' tutte le loro richieste di migliori controlli ed impianti di mitigazione delle polveri tossiche nell'aria non furono ascoltate. Primo fra tutti il rappresentante della sicurezza Sebastiano Guzzardi che venne totalmente ignorato. Lui era anche il cugino della Prestigiacomo.

Questa storia fini' sull'Espresso in un articolo che si chiama "La fabbrica delle malattie." Lo riporto pari pari alla fine di questo post. Alla fine, la nostra ministra disse che non era responsabilita' sua. Come al solito non e' mai responsabilita' di nessuno. Come al solito continuo a pensare che non si tratta necessariamente di responsabilita' scritte o legali, quanto morali, l'ingrediente magico che troppo spesso manca dalle nostre vite.

Cosa possiamo fare allora per fermare il governo centrale con la proposta 1441 e i suoi intenti criminali? Un po' di tempo fa scrissi alla comunita' europea perche' secondo me queste proposte di scavalcare la volonta' popolare e' contro le leggi internazionali, in particolare il trattato di Aarhus che dice non solo che la gente e' autorizzata ad esprimere il suo parere riguardo temi di gestione del territorio ma che le nostre decisoni sono vincolanti.

Un rappresentante dell'unione europea mi rispose mandandomi, via web, una serie di moduli da riempire. Io non sono un avvocato, e, tempo permettendo cerchero' di indagare meglio come si puo' fare. Pero' se qualcuno di voi se ne intende meglio di me, gli mando cio' che mi e' arrivato e magari lo possiamo compilare assieme.

Altre idee?



Intanto ecco qui il pedigree della Prestigiacomo come riporta l'Espresso, sotto la firma di Marco Lillo, 25 ottobre 2001:

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Il gruppo chimico che il ministro possiede con la famiglia è sotto inchiesta. Dopo la bancarotta fraudolenta, spuntano strani disturbi.

"Combatterò le ineguaglianze sociali, i problemi dei più deboli, degli invalidi.... "
Il ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, ha le idee molto chiare. Per realizzarle non deve andare lontano. Sarebbe sufficiente che poggiasse lo sguardo sui casi umani della sua azienda, la Ved di Siracusa.

Per esempio su tre operai che hanno avuto figli con malformazioni congenite.

O su quelli che non hanno mai fumato una sigaretta e che dopo dieci anni di stabilimento si ritrovano la polvere nei polmoni.

Coincidenze.

E' la risposta degli operai che si sono sentiti opporre dal padre del ministro, Giuseppe Prestigiacomo, fondatore ed amministratore dell'impero della vetroresina. Ma a volte le coincidenze sono sospette.

Nella fabbrica della famiglia Prestigiacomo si lavora in condizioni di sicurezza che sono oggetto di una inchiesta della Procura di Siracusa. Il sostituto Maurizio Musco procede per lesioni contro papà Prestigiacomo e altri dirigenti. Due dipendenti hanno denunciato la società dopo aver fatto delle analisi ai polmoni. Tre mesi fa la Polizia è entrata in ditta riscontrando una seri di violazioni.

Gli operai si feriscono gravemente e muoiono con frequenza inquietante. La settimana scorsa è morto un dipendente di una delle aziende del gruppo cadendo da un traliccio mentre lavorava. Pochi mesi prima un altro era rimasto gravemente ferito alla Ved. Ma la vicenda più inquietante, finora passata sotto silenzio, è quella delle malformazioni congenite dei bambini.

Tutto comincia nel 1993, qunado Sebastiano Guzzardi, un operaio di 36 anni, scopre che suo figlio ha una malformazione congenita dell'uretere che fa tornare i veleni del suo corpo al rene, danneggiandolo. Dopo due operazioni è tornato alla normalità.
Ora ha sette anni e conduce una vita serena, anche se il rene è danneggiato e deve essere sogggetto a controlli frequenti. Il suo caso non è isolato.

Tre anni dopo, un collega di Guzzardi, si ritrova nella medesima situazione: suo figlio nasce con una malformazione all'uretere. anche lui ha la febbre e il reflusso urinario. Anche lui è operato a Vicenza. Il tarlo che ronza nella testa dei due papà diviene un rombo un anno dopo. nello stesso reparto della fabbrica, un caposquadra li chiama in disparte e confida: "Mio figlio ha il reflesso dell'uretere". Un incubo. Non passa un anno e un altro operaio ha una bambina che gli nasce con la febbre e i problemi alle vie urinarie.

A questo punto, Sebastiano Guzzardi pensa che la misura sia colma.

Cerca una risposta ai suoi dubbi dal padrone, Giuseppe Prestigaicomo, e dalla Asl, ma niente. Solo la Cgil lo aiuta e lo fa eleggere rappresentante sindacale in azienda. Sempre la Cgil avvia una campagna per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica, ma la famiglia Prestigiacomo non apprezza. Il 14 maggio la Ved spedisce a Sebastiano una lettera minacciosa: "Poichè ravvisamo in tali gratuite e infondate osservazioni del signor Guzzardi un chiaro proposito diffamatorio, stiamo valutando l'ipotesi di una denunzia penale a suo carico".

Eppure la richiesta di comprare gli aspiratori per tutelare i polmoni dei dipendenti non era campata in aria. Dopo le indagini della procura, pochi giorni fa, gli aspiratori sono stati installati. Eppure le sostanze usate per produrre la vetroresina potrebbero avere un legame con le malattie.

Alcuni operai ricordano ad esempio che in fabbrica in passato si usva una sostanza chimica denominata dimetil anilina. La faccenda è delicata, e per capirlo basta sentire una delle massime esperte del settore, la dottoressa Fiorella Belpoggi, ricercatrice della Fondazione Ramazzini di Bologna: "Questo tipo di sostanze pùò causare tumori alle vie urinarie. Quanto alle malformazioni della prole, la scienza non ha ancora detto una parola definitiva. Sono in corso gli studi sugli animali, tuttavia di fronte a una serie di casi così ravvicinati, non mi sento di escludere una correlazione. Ci vorrrebbe uno studio approfondito". Uno studio che la famiglia Prestigiacomo ha evitato di fare. Sembra che si voglia rimuovere il problema.

L'azienda è arrivata a negare una settimana di ferie, trasformata in cassa integrazione, a un lavoratore che chiedeva di stare vicino al figlio durante l'intervento. Un altro operaio ha avuto due figli nati con alcune dita delle mani attaccate. L'operaio chiese un prestito da trattenere in busta paga per la seconda
operazione, ma gli fu opposto un rifiuto. solo grazie a una colletta dei colleghi il bambino è stato operato.

E Stefania Prestigiacomo? Sebastiano Guzzardi, oltre a essere un suo dipendente, è anche cugino di secondo grado. Ma appena la mise a parte del suo dubbio, l'attuale ministro cambiò tono: "Non pensarle nemmeno certe cose. Sai quanti miliardi spendiamo noi per la sicurezza? Il lavoro non c'entra nulla". Nessuno ha certezze in questo campo. Ma proprio per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero verificare. Eppure nessuno si muove.

I Prestigiacomo a Siracusa sono abituati a non rendere conto. Gli stabilimenti incriminati in precedenza erano in dotazione alla Sarplast, l'azienda di famiglia fallita nel 1997 perchè oltre a non pagare i creditori non seguiva gli ordini del giudice. Al cerac è seguita una indagine per bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici "la società ha compiuto atti diretti a frodare le ragioni dei creditori ed ha occultato l'attivo". Il procuratore capo di Siracusa ha scoperto decine di miliardi finiti alle controllate estere o usati per pagamenti preferenziali alle banche amiche, e ha iscritto nel registro degli indagati una ventina di amministratori. Eppure i Prestigiacomo continuano a lavorare negli stessi locali, con gli stessi macchinari e gli stessi operai, avendo cambiato solo la struttura societaria.

E Stefania? (Più precisamente "E Olivia Stefania?", aggiungiamo noi)

Quali responsabilità ha? In qualità di socio di maggioranza relativa alla holding di famiglia (21,5%) è il principale beneficiario della bancarotta ipotizzata dai magistrati, ma non è perseguibile perchè non ha incarichi esecutivi.

Quanto alle condizioni sanitarie, anche qui non esiste una sua responsabilità diretta. Prima di lasciare l'azienda era un dirigente senza rappresentanza: "Mi occupavo delle forniture, dalla carta igienica alle gru" ha raccontato al "Sole 24 Ore".




Fonti: Isola dei cani, La fabbrica delle malattie - L'Espresso