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Thursday, November 24, 2011

Nuove proposte di concessioni in Abruzzo - grazie Gianni Chiodi!

Come vedete la legge di Chodi non e' servita a niente.

Lui ha vietato solo petrolio, e niente altro, un mago della geologia! Era petrolio, ora diventa gas. Non ci voleva un genio per capire che i petrolieri avrebbero usato il gas come cavallo di troia.

Sottoterra nessuno sa cosa ci sia, spesso ci sono miscele di gas e petrolio e cosi' loro scelgono quello che gli fa piu' comodo, in questo caso... il gas!

Una vera presa in giro.

A presto le osservazioni.

I proponenti sono la societa' Adriatica Idrocarburi
(cioe' l'ENI sotto altre spoglie) e la Mediterranean Oil and Gas, gli stessi di Ombrina Mare.

Intanto ecco qui:


A) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Cipressi”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.

Province di Teramo e Pescara. Comuni di Atri, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Città Sant'Angelo, Elice, Montefino, Penne


B) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Santa Venere”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Società Adriatica Idrocarburi S.p.A. Contrada Tamarete, 66026 - Ortona (CH). Tel. 085 91911.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.



C) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Carbone”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.

Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.

Provincia di Teramo. Comuni di Mosciano S. Angelo, Teramo, Cermignano, Cellino Attanasio, Canzano, Castellalto, Notaresco e Bellante.


D) Istanza di permesso di Ricerca denominato “Villa Mazzarosa”.
Attività di ricerca di idrocarburi gassosi in terraferma.


Medoilgas Italia S.p.A. Via Cornelia 498, 00166 – Roma. Tel +39 06 99 589 179 Fax: +39 06 62 207 256.


Provincia di Pescara. Comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant'Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella, Spoltore.

Wednesday, November 23, 2011

Marea nera Chevron in Brasile: 28 milioni di dollari



28 milioni di dollari: questa e' la cifra minima che il ministero dell'ambiente dara' di multa alla Chevron per avere inquinato il mare davani alle coste di Rio de Janeiro.

Lo scoppio e' iniziato il 7 novembre, e continua a tuttora, dopo due settimane. I $28 milioni sono la multa base: si potrebbe arrivare a $140 milioni nonche' al bando della Chevron dalle future operazioni petrolifere.

La Chevron dice di essersi assunta le proprie reponsabilita'. Il governo dice che hanno fatto le opere di pulizia con molta superficialita' , che hanno mentito, e che il loro piano di emergenza non era all'altezza del compito. Prevedevano di usare macchinari che non avevano!

Soprattutto hanno taroccato le immagini aeree che hanno sottomesso al governo del Brasile, e questo ai brasiliani non e' piaciuto.

Nel 2007 il Brasile scopri' le sue enormi riserve di petrolio, dette "sub-salt", sotto il sale, perche' si trovano sotto uno spesso strato di sale e in profondita' nel mare.

Petrobras, la ditta nazionale del petrolio del Brasile ha grandi progetti per queste riserve, sebbene tutti dicano che ci sono forti rischi associati, data la complessita' del sottosuolo.

E poi ci sono i giochi petrol-politici.

La Chevron e' una delle poche ditte non brasiliane che opera in Brasile, in questo campo Campos, dove c'e' il pozzo Frede, quello scoppiato. I brasiliani diffidano degli stranieri e vogliono tenersi le operazioni petrolifere per se stessi. La Chevron teme che dopo lo scoppio ci sara' ancora maggior nazionalizzazione e chiusura agli stranieri.

Si dice che il governo sia arrabbiato con la Chevron non solo per l'inquinamento ma anche perche' tutto questo mostra che ci sono forti rischi con questo tipo di operazioni e loro non vogliono stare sotto i riflettori. Soprattutto c'e' paura che adesso dovranno essere fatte varie valutazioni ambientali, magari cambiare le regolamentazioni, e questo causera' ritardi alla produzione petrolifera, mancate royalties e soldi che si volevano spendere per le Olimpiadi.

Le riserve sono stimate essere di circa 100 miliardi di barili - che potrebbero essere sufficienti agli USA per 14 anni questo per far capire che sono tanti i barili li sotto.



Fonti: Los Angeles Times

Tuesday, November 22, 2011

La brucellosi e altra morte BP



Gamberetti pescati nel golfo del Messico: uno ha un solo occhio, l'altro e' totalmente cieco.

Uno dei risvolti degli sversamenti di petrolio, e' che quando accadono, qualcuno li deve pulire. E indovinate un po chi li pulisce? Persone spesso ai livelli piu' bassi della societa' per i quali anche quel tipo di lavoro e' una opportunita'.

Ma a quale prezzo?

Ecco allora cosa succede in Louisiana, uno stato petrolizzato, ma povero.

Willie Seaman e' un residente della zona che lavora per le operazioni di pulizia della BP. Racconta che mentre era al largo a ripulire le macchie di petrolio respirava aria pesante e puzzolente. In alcuni posti lo strato di petrolio era di circa 30 centimentri di spessore. Gli bruciavano e gli lacrimavano gli occhi. Ben presto gli sono comparse macchie sulla pelle, sulle mani e sui piedi, macchie che poi hanno iniziato a dare prurito e a squamarsi, come un eczema. Gli hanno dato steroidi di vario genere. Ogni volta che mangia pesce, la pelle gli da fastidio e tornano i pruriti.

La BP gli disse che non c'era da preoccuparsi. Erano elisir di lunga vita!

E questo non accade solo a chi e' andato in mare a ripulire i disastri BP ma anche a chi vive sulla costa. Molta piu' gente del normale si lamenta di eczemi, pruriti, difficolta' a respirare, fatica, mal di testa, irritazione degli occhi e del naso, depressione, confusione, tosse, mancanza di respiro, male al petto, giramenti di testa, diarrea, nausea, mancanza del senso del tatto.

Sono sempre gli stessi guai che succedono sempre vicino ad attivita' petrolifera, scoppio o non scoppio.

Soprattutto, molte delle persone sono povere, e senza sanita' medica. Come dire: se il petrolio porta ricchezza, certo non l'ha portato a chi vive lungo la costa della Louisiana.

Nel frattempo la pesca e' in declino, i delfini continuano a morire, i pesci hanno lesioni strane e sono coperti da macchie di petrolio.

Dallo scoppio fino all'Ottobre 2011 sono morti circa 580 delfini e balene - a ritmi dieci volte superiore alla norma. Numerosissimi anche gli aborti spontanei dei delfini, anche questi a ritmi superiori alla norma.

Un paio di giorni fa intanto i ricercatori che studiano le conseguenze dello scoppio BP hanno identificato la causa della morte dei delfini: si chiama brucellosi ed e' una malattia portata da un batterio, come riporta CNN.

Si pensa che la combinazione di petrolio e del dispersante Corexit abbia indebolito il sistema immunitario degli animali rendendoli suscettibili a questa brucellosi, come dice Teri Rowles del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).

Per molte cose i delfini sono simili agli umani, e quel che accade ai delfini potrebbero accadere alle persone. E infatti la brucellosi puo' infettare anche i mammiferi terrestri e le persone tramite il respiro, la pelle o l'ingestione.

I danni di questa brucellosi sono aborti spontanei, febbre, sudore, dolori alla schiena e mal di petto. In circa il 2% dei casi puo' portare alla morte. I delfini sono gia' morti e hanno gia' abortito in massa. Vediamo che accade alle persone.

Secondo wikipedia, questa brucellite puo' avere: manifestazioni gastro-entritiche, epatiche, biliari, neurologiche, cardivascolari, respiratorie, genitali, urinarie, ematologiche, cutanee, oculari e gestazionali.

Di tutto cio' la BP non dice niente, il governo neppure.
Si ammalano i delfini, si ammalano gli umani e tutto tace.

Saturday, November 19, 2011

A Giorgio Mazzenga: 19 comuni contro la raffineria Forest Oil

Il benvenuto a Giorgio Mazzenga e alla Forest Oil tutta a Bomba, Abruzzo


Caro Giorgio Mazzenga,

cosa altro vuole per capire che il lago di Bomba non vuole le sue raffinerie, desolforatori, pozzi di idrocarburi, vasche di lavaggio? Non vogliamo il suo gas saturo di idrogeno solforato ne i suoi soldi.

Ci sono tutti: il presidente della provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, il consigliere provinciale per le problematiche petrolifere, Franco Moroni, i 19 comuni di Atessa, Bomba, Borrello, Casoli, Colledimezzo, Fossacesia, Gessopalena, Lanciano, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna.

Vedra' che volente o nolente anche la commissione VIA e Antonio Sorgi dovra' dirvi di no, per cui, prima ve ne andate, meglio e' per tutti. Andate via da soli, prima di fare altre figure ridicole.

Una multinazionale cacciata da un paese di 930 persone!

Qui il video sul paese intero contro la Forest Oil.

Wednesday, November 16, 2011

Monopoli: inizio ispezioni sismiche



You can't have freedom without having responsibility.
Non c'e' liberta' senza responsabilita'.

Martin Luther King

Non si puo' accusare la Northern Petroleum di avere fatto le cose in segreto. Sul suo sito web era tutto scritto in chiare lettere, almeno dal 28 Luglio 2011.

Questo l'ho scritto appena letto tale comunicato, e l'ho pure mandato a tutta la stampa di Puglia. C'e' scritto esattamente quello che accade in questi giorni: la Northern Petroleum vuole iniziare a sondare i fondali marini attorno a Monopoli.
A Luglio avevano detto che avrebbero iniziato attorno alla fine di Ottobre con la campagna acquisizioni in 3D. Iniziano invece a meta' Novembre. Non cambia molto.

A questo punto c'e' poco da fare, se non sperare che almeno la seconda parte del comunicato i politici locali - e la gente - sappia leggerlo: se tutto va come prevedono, si identificano i siti da bucare entro la prima meta' del 2012.

Purtroppo non ho letto la VIA di Giove/Rovesti, ma se e' come quello del Salento, come credo perche' sono tutte uguali, con l'autorizzazione per le ispezioni sismiche si chiede automaticamente anche di trivellare il pozzo esplorativo, per cui potrebbe essere che non debbano neanche ripresentare la VIA per fare il primo buco.

Oggi tutti i politici sono in fibrillazione e si danno la colpa l'un altro. Tale Giampiero Risimini dice che lui lo sapeva da una settimana. Era scritto almeno 3 mesi fa! La verita' e' che bastava solo la voglia di saperlo.

Lo stesso parla di osservazioni. Dove sono le sue personali e di tutto il suo gruppo politico per il Salento, i prossimi in lista di attesa?

Come detto le cose si fanno prima, con la calma, l'organizzazione, la lungimiranza degli adulti e non con la stizza dell'ultimo minuto dei bambini. E il fatto di vivere a Monopoli non preclude che uno non possa essere attivo anche contro le trivelle a Lecce, o a Matera o in Sicilia. Siamo un paese solo e se pensiamo di vincere Monopoli contro la Northern Petroleum, o Santa Maria di Leuca contro la Northern Petroleum o le Tremiti contro la Petroceltic, non andiamo da nessuna parte. Si vince come popolo e non ciascuno pensando al suo orticello.

Quando la frittata e' fatta puoi solo sperare che le uova siano fresche.

Tuesday, November 15, 2011

Oklahoma: fracking e terremoti?


They draw so much out of the earth
Something's got to give.

Pompano cosi' tanto fuori dalla terra.
Qualcosa deve pur cedere.

Gene Gilbreth, residente dell'Oklahoma


Strong correlation in time and space as well as a
reasonable fit to a physical model suggest that there is a possibility
these earthquakes were induced by hydraulic fracturing.


Forti correlazioni spazio-temporali e un buon fit con
modelli fisici, suggeriscono che vi sia una possibilita'
che questi terremoti siano causati dal fracking.

United States Geological Survey



In questi giorni sulla stampa americana diversi articoli sul fracking che ha forse causato dei terremoti in Oklahoma. Non e' la prima volta che succede, e questa e' solo l'ultima puntata di una saga che e' destinata a ripetersi ovunque si decide di trivellare il territorio alla cieca.

L'Oklahoma ha un territorio che dal punto di vista sismico e' stabile, e dove di solito non ci sono terremoti.

In questi ultimi anni pero' c'e' stata una scia spaventosa di scosse, che hanno iniziato ad intensificarsi fra il 2009 e il 2010.

Sabato 5 Novembre ne e' arrivato uno del grado 5.6 a Sparks, a circa 44 miglia (70km) dalla capitale, Oklahoma City. Poi un altro lo stesso giorno, della scala 4.7 che si e' sentito fino in Texas, e il giorno dopo della scala 4.0, a 36 miglia da Oklahoma City. Poi un altro l'8 Novembre della scala 3.6 Richter.

In totale ne hanno avuti 10 in 24 ore. Non male per una zona non sismica, eh?

Per fortuna i danni sono stati solo alle cose e non alle persone. Sorge pero' la domanda: ma perche' ci sono tutti questi terremoti, e perche' adesso?

I geologi sono molto cauti, e dicono che non si sa, e che anche se una zona pare quiescente, potrebbe esserci attivita' geologica latente, pronta a sprigionare energia in modo inaspettato.

Ma questa e' anche una zona dove il territorio e' tutto bucherellato con pozzi di gas, trivellati con la tecnica del fracking, la stessa che Stefano Saglia dice che e' il futuro anche per l'Italia. Basta solo guardare la foto sopra per rendersene conto.

In Oklahoma ci sono 185,000 pozzi di gas.

Si, e' cosi 185 MILA pozzi di gas.

Per contro: fino al 2008 soli 2-6 terremoti l'anno.
Nel 2009 50 terremoti l'anno e nel 2010 sono stati 1047.

Il terremoto di Sabato 5 Novembre e' stato il piu' forte in tutta la storia dell'Oklahoma.

Qualcosa non torna!

Il fracking e' una tecnica per tirare fuori gas da roccia porosa, che intrappola gas. Coma gia' detto, mandi giu' ad alta pressione una miscela di roba chimica che non sa si esattamente cosa sia - ma che e' tossica - causi dei miniterremoti e trituri la roccia porosa (il fracking) e la roccia fratturandosi, rilascia il gas contenuto nelle vacuita'.

Siccome pero' questi microterremoti non sono selettivi, puoi mescolare roba chimica, frammenti di roccia e gas alle riserve sotterranee idriche, che la natura ha cosi saggiamente separato dal resto. Infatti il fracking spesso inquina i giacimenti d'acqua sotterranea.

Ma oltre questo magari puoi anche alterare l'equilbrio statico del territorio. Fai un miniterremoto e risvegli magari una faglia sismica dormiente.

A volte invece, si usano pozzi dimessi, non piu' produttivi, detti di reiniezione per farci accumulare tutta l'acqua tossica di scarto. Anche questo puo' causare alla lunga squilibri nel territorio, inclusi terremoti, a causa di variazioni di pressione sotterranea.

Potrebbero essere allora questi terremoti dell'Oklahoma per colpa del fracking? Non sarebbe una cosa del tutto inaspettata.

Intanto, e' gia' successo in altre parti: i terremoti di Cleyburne, Texas dell'Arkansas
sono stati causati dal fracking, e con molta probabilita' anche quelli dell'Inghilterra di qualche settimana fa. Anche a Basilea la trivellazione di un pozzo per energia geotermica ha causato terremoti del grado 6 della scala Richter.

Nella stessa Oklahoma un primo sciame di terremoti variabili fra il grado 1 e 2.8 nella zona di Elmore City, nella contea di Garvin si era registrato nel Gennaio del 2011.

Anche li, nessuno sapeva niente, ma i geologi si sono messi all'opera ed il report finale, reso pubblico nell'Agosto del 2011 afferma che i terremoti possono essere stati causati dal fracking e che

shortly after hydraulic fracturing began small earthquakes started occurring, and more than 50 were identified, of which 43 were large enough to be located. Most of these earthquakes occurred within a 24 hour period after hydraulic fracturing operations had ceased.

subito dopo le operazioni di fracking si sono registrate microscosse: ne sono stati identificati circa 50 di cui 43 sono stati suffiencentemente forti da esser localizzati. La magigor parte di questi terremoti si e' verificato dopo 24 ore dalla fine delle operazioni di fracking.

Cioe' : fai fracking e dopo 24 ore arriva il terremoto. Puo' essere lo stesso fenomeno che si ripete adesso, dopo dieci mesi in un altra zona dell'Oklahoma?

Il capo dell'associazione dei petrolieri, tale Mike Terry, della Oklahoma Independent Petroelum Association dice che non c'e' alcuna connessione fra il fracking e i terremoti. Dice che dire il contrario e' assurdo, visto che l'industria petrolifera e' in Oklahoma da decenni.

E che altro vuoi che dica?

La gente normale dice invece che si, e' per colpa del fracking e di tutti i pozzi dismessi riempiti di rifiuti chimici.

Nell'area interessata dal terremoto ce ne sono almeno 10 di pozzi dismessi, riempiti di acqua di scarto.

Cosi i geologi sono di nuovo all'opera. Da un lato dicono che questi terremoti sono troppo forti per esser stati causati dal fracking - quelli precedenti erano al massimo della scala 2.8, qui siamo a 5.6! - e forse ci sono delle faglie sismiche dorimenti.

Dall'altra riconoscono che fracking e pozzi di reiniezione potrebbero essere stati una causa dei terremoti anche qui.

In Arkansas dopo i terremoti dello scorso inverno hanno deciso di bannare i pozzi di reiniezione, perche' i geologi alla fine hanno concluso che avevano contribuito ai terremoti dell'epoca.

Vediamo che dicono in Oklahoma.

In Italia, direi di dire a Stefano Saglia che andasse a fraccare casa sua - a differenza che l'Oklahoma, qui siamo gia' sismici, e qui non abbiamo praterie sconfinate, ma territorio vissuto e densamente abitato.

Intanto poveretti a quelli dell'Oklahoma. Noi siamo solo fortunati perche' lo sappiamo in anteprima.

PS: Altre storie sul fracking mentre ero in Cina - nell'UK lo hanno ammesso che e' per colpa del fracking il 7 Novembre - appena ho tempo. Fa strano che la stampa italiana non ne parli di queste cose...

Monday, November 14, 2011

Marea nera Chevron in Brasile


** Dall'Ansa del governo brasiliano : stanno cercando di tappare il buco come fatto per la Louisiana. La Chevron ammette che e' il suo pozzo ad essere scoppiato.**

Per la serie: quando si trivella e' sempre possible riversare petrolio a mare, anche con tutte le tecniche di protezione del 21esimo secolo e nonostante i petrolieri continuino a dire che le loro opere sono sicure e a prova di bomba.

Questa volta tocca alla Chevron, ditta americana con sede a San Francisco (niente di meno). E' stata la prima societa' petrolifera di California quando qui era il far west dell'oro nero, ed hanno mantenuto la loro sede operativa principale in questo stato.

La Chevron opera a scala globale e fra le sue operazioni attuali c'e' la trivellazione dei mari del Brasile, presso il pozzo Frade nel giacimento Campos Basin nei mari di Rio De Janeiro, a circa 230 miglia da riva, circa 370 chilomentri dal mare di Copacabana.

La Chevron ha iniziato a pompare petrolio nel 2009 e si parla di circa 50,000 barili al giorno. Un barile e' circa 160 litri, per cui il giacimento Frade produce circa 8 milioni di litri di petrolio quotidianamente.

Il giorno Giovedi 10 2011 Novembre hanno osservato una patina di idorcarburi, che si stima essere di circa 400-650 barili, o 64,000-100,000 litri di petrolio, molto probabilmente dovuta a perdite di petrolio dal pozzo della Chevron.

Il governo del Brasile aveva introdotto misure stringenti per controllare perdite dai pozzi, in seguito allo scoppio della BP nel 2010, ma evidentemente non e' bastato.

Il presidente Dilma Rousseff ha cosi mandato un comunicato in cui si dava la responsabilita' della perdita alla Chevron, e chiedendo una immediata e rigorosa indagine su metodi e responsabilita' delle perdite.

La Chevron dice che si tratta di "una perdita naturale dal sottosuolo" e che non e' per colpa delle loro operazioni. Per precauzione pero' ha immediatamente sospeso ogni attivita'.

Quelli di Sky Truth, che operano un satellite che fa immagini aeree di zone a rischio ecologico pero' non ci credono e dicono che non gli e' mai capitato di vedere una perdita naturale creare una macchia cosi' grande e cosi estesa su satellite.

Hanno deciso di guardare tutte le foto nell'area che hanno raccolto in anni di attivita' e se non c'e' niente nel passato vuol dire che tanto "naturale" la perdita non e'.

Si, per la serie e' tutto sicuro e i petrolieri dicono sempre la verita'!

Questa notizia mi e' stata segnalata da Francoise Lienhard che saluto e ringrazio.

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1. il pozzo lo stava trivellando la TransOcean, gli stessi del Golfo del Messico.

2. il pozzo ha iniziato a perdere l'8 Novembre 2011

3. Secondo il calcoli di quelli di Sky Truth, la macchia e' di 2,400 chilomentri quadrati. Si stimano che quelli possano essere 630,000 galloni di petrolio in totale, cioe' 2,400,000 litri.

Sono 10 volte piu' di quanto ammette la Chevron. Il cielo non mente.




Fonti: Washington Post