.

.

Wednesday, June 13, 2012

Stoccaggio gas a San Martino sulla Marrucina



Dal testo sottoposto dalla Gas Plus alle autorita' competenti:

"In fase di esercizio dello stoccaggio sara' possibile che l'onda di perturbazione possa creare microsismicita'. Si prevede tuttavia che la magnitudo di questi sismi sia molto bassa e non percepibile dall'uomo."



Il terremoto e il successivo sciame sismico che in questi giorni colpiscono l' Emilia Romagna hanno indotto le autorita' ad interrompere il progetto "Rivara" per lo stoccaggio del gas da parte del consorzio Erg-Independent Resources.

Questa decisione riguarda da vicino anche gli abruzzesi, poiche' proprio nelle scorse settimane la Gas Plus di Davide Usberti ha proposto la c ostruzione di un simile impianto di stoccaggio del gas da realizzarsi fra i comuni di Filetto, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina, Calcara e Fara Filiorum Petri.

L'impianto e' denominato "Poggio Fiorito Stoccaggio".

Un altro impianto della stessa natura e' previsto a San Benedetto del Tronto, a cavallo fra Marche ed Abruzzo, da parte della stessa ditta e dal nome "San Benedetto Stoccaggio".

Il progetto di Poggio Fiorito a San Martino sulla Marrucina prevede il trivellamento di due nuovi pozzi da cui estrarre gas mediante l'utlizzo di fluidi perforanti e tossici da smaltire, il riadattamento di un pozzo dismesso per lo stoccaggio, e la costruzione di una centrale di trattamento.

Lo stoccaggio del gas e' previsto nei mesi da aprile ad ottobre e l'erogazione da novembre a marzo. Il gas sara' stoccato ad alta pressione creando rischi di esplosione e di incendio, come afferma la stessa ditta proponente.

Il quantitativo previsto di stoccaggio e' di circa 150 milioni di metri cubi
di gas. In Italia il consumo giornaliero e' di circa 260 milioni di
metri cubi. L'operazione della Gas Plus incidera' dunque sullo stoccaggio di gas necessario all'Italia per un pomeriggio.

Parte dell'area scelta dalla Gas Plus e' coperta da vincolo idrogeologico ed e' classificata zona sismica uno e di rischio idrogeologico P3, entrambi i livelli di pericolosita' piu' elevati.

A pochi chilometri sorgono ben due siti di interesse comunitario e il parco Nazionale della Majella.

San Martino in particolare è una zona in frana. In passato
la popolazione ha ritenuto che l'estrazione di idrocarburi dall'area avesse contribuito al grave dissesto che interessa il paese e per cui sono stati spesi gia' milioni di euro.

San Martino e' anche fortmente sismica ed ha subito ingenti danni nel terremoto del 1706 (VII-IX Mercalli) e 1933 (VIII Mercalli).


Dovranno esprimersi su questo progetto il Corpo Forestale, la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, la Comissione VIA di Antonio Sorgi e l'Autorita' dei Bacini di Rilievo Regionale dell'Abruzzo e del Bacino Interregionale del fiume Sangro.

Ci auguriamo ancora una volta che il buonsenso abbia la meglio
e che la autorita' competenti vogliano bocciare il progetto, a causa della forte sismicita' dell'area e invocando il principio di precauzione, che come mostra il terremoto dell'Emilia non e' mai troppa.


---


Nota: Secondo il Piano di Stralcio di Bacino per l'assetto idrogeologico della regione Abruzzo, che dovra' pronunciarsi sul progetto della Gas Plus, Casacanditella, Fara Filiorum Petri, San Martino sulla Marrucina, Filetto e Calcara, hanno tutte porzioni del loro territorio ad alto rischio - P3.



Art. 14 - Disciplina delle aree a pericolosità molto elevata (P3)

Fermo restando quanto disposto agli art. 9 e 10 del precedente Capo I delle presenti Norme, nelle aree a pericolosità molto elevata sono consentiti esclusivamente:

-opere ed interventi finalizzati alla mitigazione del rischio e della pericolosità gravitativa ed erosiva;


-opere urgenti realizzate dalle autorità di Protezione Civile o dalle autorità competenti, per la tutela di persone, beni ed attività in condizioni di rischio immanente;


-attività di manutenzione delle opere di consolidamento e di risanamento idrogeologico esistenti;


-le opere strettamente necessarie alle attività di sfruttamento minerario ed idrogeologico di corpi rocciosi nel rispetto della normativa vigente e purché nell’ambito dello Studio di compatibilità idrogeologica, di cui all’Allegato E alle presenti norme, si dimostri che l’attività di estrazione, produzione ed esercizio non alteri o incrementi le condizioni di instabilità in un intorno significativo dell’intervento e non contribuisca ad innescare fenomeni di subsidenza incompatibili con le finalità di tutela del presente Piano.

Nelle aree a pericolosità molto elevata è quindi vietato:

a) realizzare nuove infrastrutture di trasporto e di servizi (strade, ferrovie, acquedotti, elettrodotti, metanodotti, oleodotti, cavi elettrici di telefonia, ecc.), fatti salvi i casi previsti nel successivo articolo 16,


b) realizzare opere pubbliche o di interesse pubblico, quali ospedali, scuole, edifici religiosi, ed altre opere di urbanizzazione secondaria, di edilizia residenziale pubblica, insediamenti produttivi, nonché le opere a rete a servizio di nuovi insediamenti previsti dai piani di insediamenti produttivi e dai piani di edilizia economica e popolare;


c) impiantare nuove attività di escavazione e/o prelievo, in qualunque forma equantità, di materiale sciolto o litoide, fatta eccezione per le attività relative allaricerca archeologica e per gli interventi finalizzati alla eliminazione della pericolosità idrogeologica;


d) impiantare qualunque deposito e/o discarica di materiali, rifiuti o simili;


e) realizzare opere private di canalizzazione di acque reflue;


f) qualsiasi tipo di intervento agroforestale non compatibile con la fenomenologia del dissesto in atto;


g) in genere qualunque trasformazione dello stato dei luoghi, sotto l’aspettomorfologico, infrastrutturale ed edilizio, che non rientri tra gli interventi espressamente consentiti di cui ai successivi Art.15 e 1.

---------------------------------

La parola subsidenza non compare mai in tutto il rapporto della Gas Plus.

Tuesday, June 12, 2012

Pensieri


Il sito di stoccaggio di Rivara, Emilia Romagna


Mi sono arrivati tanti commenti ed email in questi giorni sul fracking, il terremoto, e un sacco di cose del tipo "non e' dimostrato che in Italia il fracking si faccia su larga scala".

Beh, e' proprio qui il problema - cosa aspettiamo per regolamentarlo?

Innanzitutto, mi dispiace moltissimo che ci sia dovuto essere del dolore di un popolo intero per aprire un dialogo nazionale sulla questione trivelle, fracking, stoccaggio, ma spero che qualcosa di buono possa vernirne fuori: delle *regole* solide, su cosa si puo' e cosa non si puo' fare sopraterra, sottoterra, in Italia.

Credo che anche se il terremoto dell'Emilia dovesse essere un fatto del tutto naturale, non e' saggio aggiungere a cio' che madre natura ci ha dato altri rischi, altri stuzziacamenti, altre occasioni per danzare.

E' per questo che si deve programmare, legislare, *decidere prima* che ci siano le tragedie e prendendo ad esempio gli altri, quelli che hanno gia' legislato in materia, quelli che hanno gia' sperimentato gli effetti delle trivelle - che sia l'inquinamento galoppante in Basilicata, che siano le falde acquifere inquinate dal fracking negli stati centrali USA, che sia la Francia che ha bannato il fracking, che siano i morti della piattaforma Paguro, 50 anni fa.

Io credo che occorra seguire l'evidenza scientifica, il principio di precauzione e il semplice buon senso, invece che le balle che ci propinano quelli dell'ENI, Assomineraria e tutte le altre compagnie a cui interessa solo speculare.

Non e' che i cittadini o le autorita' devono dimostrare che fracking, trivelle e stoccaggi sono dannosi, sono i petrolieri che devono dimostrare il contrario!

L'onere della prova sta a loro!

Io credo che il fracking vada esplicitamente vietato dall'Italia, *prima* che si inizi a farlo su grande scala, e considerato che ci sono vari casi in cui gia' ci si prepara a farlo, come scovato da questo blog.
La Francia l'ha fatto. La Bulgaria l'ha fatto. E noi?  


Io credo che il limite marino delle trivelle attuali - 5 miglia - sia ridicolo, e che occorra *chiudere il Mare Adriatico* alle operazioni petrolifere - considerato che negli USA - a parte il Golfo del Messico, il limite e' di 100 miglia, e considerati i problemi di subsidenza che l'Italia ha gia' sperimentato.

Io credo che occorra una moratoria precauzionale su *tutti* gli altri depositi di stoccaggio in programmazione per l'Italia, visto che ce ne sono altri 9 in progetto, oltre ai 14 gia' esistenti, per capire, fino a che non sia super cristallino, trasparente come acqua che le operazioni preliminari dello stoccaggio dalla Erg-Independent Resources siano assolutamente scollegate al terremoto.


Sono queste le "istanze" di concessioni di stoccaggio, oltre a quella di Rivara.



Bagnolo Mella Stoccaggio
Edison Stoccaggio, GDF Suez Energia Italia Retragas Storengy SA
Bagnolo Mella, Capriano del Colle, Dello, Offlaga
(Lombardia - Brescia)








Cugno Le Macine Stoccaggio 
Geogasstock 
Grottole, Ferrandina, Salandra 
(Basilicata - Matera)




Palazzo Moroni Stoccaggio
Edison
Sant'Elpido a Mare
(Marche, Ascoli Piceno)








Poggio Fiorito Stoccaggio  - San Martino (CH)
Gas Plus Italiana
Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto, San Martino sulla Marrucina,Vacri
(Abruzzo - Chieti)






Rivara Stoccaggio
Independent Gas Management
Mirandola, Finale Emilia, Medolla, San Felice Sul Panaro, Camposanto, Crevalcuore
(Emilia Romagna - Bologna, Modena)






Romanengo Stoccaggio
Enel Trade
Casaletto di Sopra, Izano, Offalengo, Romanengo, Salvirola, Soncino, Ticengo
(Lombardia - Cremona)






San Benedetto Stoccaggio 
San Benedetto del Tronto, Monteprandone
Acea - Gas Plus Storage - Gaz De France International
(Marche - Ascoli Piceno)






Serra Pizzuta Stoccaggio 
Geogasstock
Pisticci 
(Basilicata - Matera)








Sinarca Stoccaggio
Guglionesi, Monteciflone, Montenero di Bisaccia, Palata
Edison GasPlus Italia
(Molise - Campobasso)





Notare i proponenti - dal Suez, fino all'Inghilterra. Notare le citta' scelte - sismiche di zona 1, marine, turistiche, agricole, densamente abitate.

I motivi di leggi piu' feree contro il trivellamento selvaggio non sono solo il terremoto - ma un insieme molto piu' quotidiano del terremoto - l'abbassarsi del terreno, l'aria avvelenata, le falde inquinate, la monnezza tossica sparsa di qua e di la, il proliferare di struttura petrolifera, le possibili perdite, i possibili scoppi, il mancato rispetto della democrazia - e basta come sempre andare in Basilicata per vederlo.

Se fossi io direi: tutto quello che abbiamo bucato in Italia ce lo teniamo, lo monitoriamo, gli mettiamo tasse e multe salate ogni volta che fanno cose illegali, ma da oggi poi niente piu' buchi.

Abbiamo trivellato questo pianeta per 150 anni.

Fino a quando potremmo continuare a farlo?

In Italia - ma nel mondo - il petrolio ed il gas facili li abbiamo gia' usati - di Cortomaggiore c'e' n'era uno solo. Adesso ci mettiamo a fraccare le miniere dismesse? Ci mettiamo a trivellare i parchi? Ci mettiamo a trivellare i campi?

Ci mettiamo a trivellare a 10 miglia da Venezia? Al largo del Gargano, delle isole Tremiti, di Pantelleria?

A 200 metri dagli ospedali come in Basilicata?

Siamo cosi disperati?  E non e' fantascienza. Sono tutti progetti attuali, esistenti. E perche' no a piazza San Pietro, davanti al duomo di Milano o dentro villa Borghese?

Ogni giorno ci viene ricordato che i cambiamenti climatici estremi sono dovuti al consumo di fonti fossili, e che se andiamo avanti cosi il pianeta scoppia. 

Il tempo del petrolio e' finito.

E no, non finira' la nostra civilta': il genere umano e' sempre andato avanti e non indietro.

Occorre solo avere il coraggio di dire basta e di incamminarsi oggi verso una fossil-fuel free society.



Sunday, June 10, 2012

Scoppio di oleodotto in Alberta



Circa 100 chilometri di petrolio lungo il fiume Red Deer River 



 As this latest incident proves, it's a question of when spills and ruptures will happen, and create the next ecological disaster, not if

Come mostra questo ultimo incidente, e' solo una questione di quando ci saranno perdite e rotture,  che creeranno il prossimo disastro ecologico, non se. 


L'Alberta, stato del Canada e' un petrolstato.

E basta andare a Calgary la sua capitale per rendersene conto - appena arrivi all'aereoporto ad attenderti ci sono pubblicita' della Bakker-Hughes, i notiziari si aprono con dettagliate disussioni sul prezzo del petrolio, c'e' il Calgary Petroleum Club - in cui puoi entrare solo sei parte di una cerchia ristretta di persone con la patente da petroliere - la Chevron gli sponsorizza il laghetto del parco cittadino, e se fai un giro in citta' ci sono agenzie che ti offrono pacchetti tutto compreso per darti permessi trivellanti - dalle carte governative, a quelle delle tribu' dei First Native - gli indiani, a prezzi stracciati e in tempi brevi.

Ci sono stata a gennaio: e' impossibile scappare dal petrolio.

C'e' la Shell Center, la Chevron Texaco Plaza, Husky Energy Towers, tutti gli edifici hanno un qualche tipo di sede di ditta petrolifera.

E' il cuore delle Tar Sands di cui abbiamo parlato tante volte su questo blog, un mostruoso progetto di tirare fuori "petrolio" dalle sabbie bituminiche, distruggendo ettari su ettari di foresta boreale con enormi dispendi energetici.

Le Tar Sands sono il motivo per cui si vuole costruire un altra mostruosita' - l'oleodotto Keystone XL pipeline che dovrebbe tagliare gli USA a meta' - dall'Alberta fino al Texas ed un altro ancora che si chiama Gateway e che dovrebbe andare dalle Tar Sands a Vancouver, per il petrolio dei cinesi.

Come sempre, ci dicono che va tutto bene, nonostante l'evidenza scientifica mosti il contrario - aumenti di tumori fra le comunita' indigene, inquinamento dell'aria e dell'acqua, enromi waste pits con scarti delle trivellazioni a cielo aperto, nessun programma serio per il ripristino ambientale.

L'Alberta e' un petrolstato, si, e non lo dico io - ci sono dozzine e dozzine di editoriali di stampa canadese ad affermarlo:

Alberta, a highly disfunctional petro state

Alberta and the curse of the Petro State

Alberta as a petro state

Is Canada becoming a Petro State? 

E allora in questo contesto la rottura di un oleodotto avvenuta giovedi sera, cosa vuoi che sia?

L'oleodotto si e' rotto a Sundre, Alberta, il petrolio e' finito nel Jackson Creek e ha inquinato il Gleniffer Lake Resort, comunita' villeggiante dove hanno chiuso la marina e tutte le attivita' ricreative acquatiche sono state sospese.

Sono stati tutti evacuati nel giro di 10 chilometri dall'esplosione,  e ci sono stati pesci e castori morti.

La Plains Midstream Canada che gestisce l'oleodotto non se n'e' accorta lei dello scoppio, ma sono stati i residenti a dare l'allarme, allertati dalla puzza - guarda caso - di idrogeno solforato.

Poi hanno detto che il "sour crude oil" puzza certo, ma non pone prolbemi alla salute umana.

Chissa' perche' allora le evacuazioni, e chissa' perche' hanno chiuso anche una diga d'acqua per paura di contaminazione da petrolio?

Intanto le persone riportano problemi di irritazione e le si consiglia di chiamare un numero verde.

Dal racconto di Mr. Gord Johnston, residente dell'area:

the nauseating scent of crude oil hung in the air and a coffee-coloured liquid lapped the banks 


oil “boiling up” in the river at the site of a pipeline crossing 


oil clotted one of the province’s most crucial waterways and soaked nearby wetlands 


"My place is destroyed,” Mr. Johnston said, as he prepared to abandon his home and later head for a hospital to be treated for exposure to the fumes. “My whole life’s work is gone. I’ve pretty well lost it all here.” 

Ma il petrolio non si e' fermato ed e' arrivato, dopo un viaggio di circa cento chilometri, presso la citta' di Red Deer.  c

Almeno 475,000 litri di petrolio nel lago che funge da reservoir di acqua per la citta'. Stanno distribuendo acqua in bottiglia per precauzione e ovviamente il lago e' chiuso.

Dalle pagine del Globe and Mail, il quotidiano piu diffuso del Canada, la governatrice dell'Alberta Alison Redford dice che questa e' un eccezione e che gli altri oleodotti funzionano ancora - vorrei ben sperare!

Dice che hanno centinaia di migliaia di chilometri di oloedotti in Alberta - 400,000 chilometri per la precisione - e che questo e' solo un evento raro. 400,000 chilometri sono 350 viaggi Milano/Palermo circa.

Alison Redford ha detto:

"there are always effects, such as oil spills, that come with economic development" 


"ci sono sempre effetti, come perdite di petrolio che sono associate allo sviluppo economico." 


"In Alberta, this does not happen very often, and when it does we’re able to get a handle on it quickly. The situation is in hand."


"In Alberta questo non accade troppo spesso, e quando succede sappiamo affrontare la situazione in fretta. La situazione e' sotto controllo." 

Sara' - ma gli esperti governativi dicono che ci vorra' tutta l'estate per ripulire.  Si tratta non solo del fiume ma di sponde e vegetazione lungo il fiume che sono coperti di petrolio.

Preston Manning un politico dell'Alberta invece dice che:

"when you produce energy there are going to be environmental effects. You identify those environmental effects — and the cost of avoiding them or mitigating them — and then you try some way of integrating that into the cost of the product." 


"Quando produci energia ci saranno effetti ambientali. Li indentifichi - ed i costi associati per evitarli o mitigarli - e poi trovi un qualche modo per intregrare quel costo nel prodotto" 

Notare tutti i vari modi di razionalizzare le cose e di dire che va tutto bene, tipico dei petrolstati - il tuttapposto versione Canadese.

L'oloedotto che ha appena avuto il suo "imprevisto" era vecchio di 50 anni, trasporta petrolio amaro - simile allo schifo che in generale abbiamo noi in Italia, ed e' altamente corrosivo.

In Alberta, non ci sono piani per una revisione dei rimanenti oleodotti, e molte sono le critiche mosse al governo per una maggiore sicurezza degli impianti, fra cui il capo di Greenpeace Canada, Micheal Hudema, che ricorda anche che altri oleodotti sono in costruzione in Alberta.

Hudema aggiunge

Once again we have a major spill go unnoticed by a pipeline company, this time flowing directly into a major waterway. 


How many times does this have to happen before governments stop accepting the company's assurances that they are taking environmental protection seriously? 


We need a full public review of pipeline safety especially before new pipelines carrying even more corrosive substances are approved."

La ditta che gestisce l'oleodotto e' la stessa che l'anno scorso e' stata responsabile dello sversamento di circa 28,000 barili di petrolio in un altro. Fanno quasi 4 milioni e mezzo di litri di petrolio.

Anche qui il governo petrolizzato dell'Alberta minimizza. Questo e' Bob Curran del gruppo che si occupa della conservazione delle risorse energetiche dell'Alberta - l'Energy Resources Conservation Board - ERCB.

"Just because an incident occurred with the same company, it doesn't necessarily mean they were doing anything wrong. Sometimes strange things can happen that are beyond their control so that will be part of our investigation."


"Solo perche' ci sono stati due incidenti con la stessa compagnia non significa necessariamente che stanno facendo niente di male. A volte possono succedere cose strane che sono fuori dal loro controllo e che investigheremo."


Al che gli risponde il presidente di una associazione di cittadini, Don Bester:

The oil and gas industry is embedded in our politicians and the politicians control the ERCB.


L'industria del gas e del petrolio e' intrisa nei nostri politici e i politici controllano l'ERCB. 


We need to keep up with the questions: How many pipelines are we talking about crossing the Red Deer River? How old are they? Who owns them? What condition are they in? What are the maintenance schedules? 


Dobbiamo continuare con le domande: Quanti oleodotti ci sono che attraversano il Red Deer River? Quanto sono vecchi? Chi e' il proprietario? In che condizioni sono? Quali sono le date di manutenzione? 


Any time you lobby against anything our current government is doing, you get labelled a terrorist.


Ogni volta che cerchi di attivarti contri qualcosa cha fa il nostro governo, vieni chiamato un terrorista.

Suona familiare?

E mentre loro fanno le investigazioni, alla fine, resta la saggezza popolare:

There's no way they can clean that up. 
Dowg Hawtey, residente. 


Grazie a Filippo Foti.

Friday, June 8, 2012

Il fracking anche in Sardegna?

Continuo a scovare progetti su progetti per fare fracking in Italia.

Come detto, non e' da scisti, ma da carbone - tramite questa tecnica del Coal Bed Methane, abbreviato in  CBM, e se ne parla da anni, anni, senza che nessuno di noi abbia saputo niente.

Qui ci sono i primi che abbiamo scovato - sono quelli della Independent Resources - che vogliono fare CBM a Ribolla, in provincia di  Grosseto. Sono inglesi e hanno sono gli stessi che vogliono trivellare in Emilia per lo stoccaggio di San Felice sul Panaro.

Qui invece ci sono quelli della European Gas Limited - che vogliono tirare fuori il CBM a Siena e a Grosseto. Sono australiani.

Oggi e' la volta del Sulcis.

Infatti, mi sono posta proprio questa domanda, ieri: se vogliono tirare fuori il metano dalle miniere toscane, che faranno alle miniere sarde - ben ricordando che il Sulcis e' stato un tempo la zona mineraria piu' importante d'Italia?

Non a caso Carbonia si chiama cosi!

E voila' - digiti le parole giuste su google.com e tutte le tue domande hanno risposte - CBM anche nel Sulcis!

In questo caso, i signori che propongono di fare fracking per estrarre questo CBM nel Sulcis sono quelli della "CarboSulcis Spa" che sono in possesso della Miniera di Monte Sinni. Ce ne sono diverse di presentazioni simili a quella linkata quassopra.

Ecco qui una delle prime sul destino delle miniere sarde:



Questa presentazione e' del 2007 - gia' da allora offrivono questa bella spiegazione a Cracovia - mica a Cagliari! - sulla possibilita' di estrarre CBM in Sardegna.

Fabrizio Pisanu della CarboSulcis dice

"The most significant project in Italy about exploitation of Coal Bed Methane, is developing in the coal basin of the SW of Sardinia."


"Il principale progetto in Italia per lo sfruttamento del Coal Bed Methane e' lo sviluppo del bacino di carbone nel sud-ovest della Sardegna."

In un altra presentazione del 2004 addirittura un certo Giraldi dell'ENEA dice che per questo progetto del Sulcis vogliono usare una tecnica di ECBM - Enhanced Carbon Bed Methane:




E' scritto nella freccia 1:

Main goals of the project:

"to exploit an ECBM technique throughout the Sulcis Coal Province"


"sfruttare una tecnica ECBM in tutta la provincia carbonifera del Sulcis"

e poi nella freccia 4 parlano di inieizione di anidride carbonica sottoterra e di produzione di metano.

Quindi, gia qui un po di mancanza di rispetto, da come la vedo io. Il Giraldi e il Pisanu, chiunque siano, non possono non sapere che questo CBM  (o ECBM dove la E sta per "enhanced") involve pratiche di hydraulic fracturing.

Perche' hanno detto queste cose alle loro belle conferenze in giro per in mondo e non le hanno dette agli italiani? Ai sardi? In Italiano? In modo semplice?

Mistero.

Ecco invece cosa dice una coalizione di NGO-s in giro per il mondo, il 24 Aprile 2012, sul fracking per shale gas, shale oil e coal bed methane


Sono preoccupati degli impatti del fracking da gas di scisti, metano e coal bed methane a causa di effetti sui cambiamenti climatici, il risparmio di energia, l'inquinamento dell'acqua, l'uso di acqua, l'inquinamento dell'aria, del terreno, l'uso del suolo, il rumore, l'attivita' sismica, i danni alla salute delle comunita' e dei lavoratori nell'industria del gas non-convenzionale, gli effetti socio-economici sulle collettivita'.

Bastano?

Ci sono Greenpeace, che tutti conoscono in Italia, ma anche le filiali europee di Friends of the Earth and Food and Water Watch che vanno abbastanza forti qui negli USA.

Mi si dice: ma questi sono solo progetti, sono solo cose "una tantum", e' solo sulla carta. Beh, io dico che e' proprio perche' e' tutto sulla carta e che non ancora siamo nel baratro del fracking e' necessario istruire la gente e vietare queste pratiche - prima che sia troppo tardi!

Dopo non puoi piu' fare granche' - vedi Basilicata.
Sono sicura che oltre a quelli della Toscana e del Sulcis ci sono in giro mille altri che vogliono venire a trivellare l'Italia - i nostri mari, i nostri campi, i nostri parchi, i nostri boschi - e ora anche le nostre miniere!

Nel silenzio generale di una classe politica assolutamente ignorante in materia, incapace di prendere decisioni, di guardare al futuro, di avere coraggio di guardare oltre il portafoglio.

Ci piace sempre copiare dagli altri - caro Passera, caro Monti, caro Clini.

Perche' non copiamo dalla Francia e non lo banniamo anche noi il fracking, prima che sia troppo tardi?

O dobbiamo aspettare altre tragedie - che siano terremoti, inquinamento delle falde acquifere o scoppi?










Thursday, June 7, 2012

Altro fracking previsto per Siena e Grosseto

I permessi della European Gas Limited - ditta australiana che dice di avere depositato le proprie valutazioni di impatto ambientale per estrarre Coal Bed Methane e Shale Gas con fracking presso la regione Toscana.





E cosi, come un domino ecco altri progetti per fare fracking di Coal Bed Methane in Italia e di Shale Gas.

Sono tutti e tre allo stadio preliminare e sono in Toscana.

Da quanto mi pare di capire, questa ditta, la European Gas limited, ha avuto le concessioni nel 2007 ma sta ancora chiedendo i permessi e le autorizzazioni a procedere al nostro governo.

E' tutto nel silenzio, e come sempre, se nessuno sa, dice, chiede, esige risposte, quelli gliele danno le autorizzazioni, perche' fondamentalmente non sanno neanche cosa sia il fracking!

E cosi' finira' che si arriva al fracking in Italia senza neanche chiederlo a nessuno, e poi in Toscana, come se la regione piu' turistica d'Italia potesse essere allo stesso tempo un distretto minerario con acqua inquinata, esalazioni tossiche e tremori piu' o meno forti nel sottosuolo.

Dicono che:


Reports on Environmental Impact Study’s for the three permit areas have been completed and lodged with the office of the Regione Toscana.

I rapporti sugli studi di valutazione ambientale per tutte e tre le aree sono stati completati e giacciono con gli uffici della regione Toscana.

Ma la regione Toscana ha qualcosa da dire? Lo sanno? Cosa pensano? Perche' la gente normale non sa niente di tutto cio, che magari vorremmo dire anche la nostra, no?

 





Siena  - 478 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Belforte - 511 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Cinigiano - 564 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas


Ma chi sono questi che non sanno neanche scrivere Siena e scrivono Sienna?

Intanto, questa European Gas Limited, European non e'.

La Kimberley Oil infatti nasce nel 1996 nell'Australia del Nord e *fin dal 2003* "entra in accordo" per una joint venture per trivellare carbone alla ricerca di metano in Italia e Francia.

Fin dal 2003!

Fra i suoi partner fin dal 2006 una certa Heritage Petroleum, americana.

Poi divestono dall'Australia e si cambiano il nome in European Gas Limited, chissa', per sembrare piu' benigni forse.

Anche loro parlano dei disastri minerari della Toscana e dell'alto contenuto di metano nell'area.

Dicono che

"CBM exploration activities by others in adjacent permits is encouraging".

"Le attivita' di esplorazione di attivita' di CBM in permessi adiacenti e' incoraggiante"

Ricordiamo che il CBM e' il coal bed methane che viene estratto con metodi di fracking.

E poi, ma chi sono questi altri? Quelli della Independent Resources? O altri ancora?

La cosa che fa rabbrividire e' che dalle loro carte l'intera citta' di Siena e' coperta dal permesso esplorativo!

Non ho che dire.

La Francia e la Bulgaria hanno bannato il fracking. Noi neanche lo sappiamo che degli australiani ed inglesi vogliono venire a farcelo in alcuni dei piu' bei posti d'Italia se non del pianeta.

Evviva l'Italia.
 








Wednesday, June 6, 2012

Il fracking in Italia e' realta' dal 2009. Sono gli stessi dello stoccaggio Rivara.

Ribolla, Grosseto, 2009. Il proppant e' usato per stabilizzare le fratture del fracking. Il frac job e' in basso. Non e' da scisti, ma da carbone - che e' peggio. L'UNMIG ha approvato.

 **



A hydraulic fracture operation coupled
with a ceramic proppant, 
designed to enhance productivity, completed
successfully and this was followed 
by a production test that began on 17 April 2010.


**

 Nota: ci ho messo molto tempo a scrivere ed a ricercare questo testo, e spero che giornalisti e bloggers vogliano ricordare da dove vengono queste informazioni, considerato che e' tutto volontariato da parte mia. Potrebbero esserci inesattezze o mancanze dovute al fatto che occorrerebbe molto piu' tempo di quanto io abbia per fare delle investigazioni piu' approfondite.
Ma i giornalisti italiani cosa fanno?

**


"Non ci sono operazioni di fracking attive in Italia"

Marco Mucciarelli, Universita' di Basilicata
la cui superficie e' al 70% coperta da permessi trivellanti
nel silenzio generale degli accademici lucani

-----

Occorre andarci con molta cautela.

Per giorni ho cercato di capire se ci fosse fracking in Italia, per giorni tutti noi "esseri normali" abbiamo pensato che non si facesse fracking in Italia perche' non era scritto da nessuna parte, ne da parte dei siti governativi, ne da parte delle ditte petrolifere solite e perche' il nostro governo non ha mai detto niente su questo fracking, sui siti di reiniezione, sullo stoccaggio di gas che non fosse qualcosa di rassicurante.

Intanto si apre una inchiesta della magistratura su "trivellazioni abusive", ma intanto giornalisti, opinionisti e politici ci hanno detto - e per giorni - che e' tutta colpa dei complottisti, che e' tuttapposto, che va tutto bene. 

E quindi, forse quello di cui sto per scrivere e' una cosa straordinaria che e' accaduta una volta soltanto in Italia, forse sono solo balle di petrolieri, forse non e' vero niente, forse il sole di California mi ha accecato.

Pero' so leggere  - fracking in Italia - Ribolla, Grosseto, Italia, 2009 -  e c'e' da pensare.

Sono perplessa e arrabbiata, perche' se questo e' quello che sono riuscita a scovare io, chissa' quanto altro c'e' dietro che io e noi "persone normali" non sappiamo. 

Ah, come vorrei una di quelle belle inchieste del New York Times, che ti parlano dei problemi *prima* che tu sappia che esistano....

-----

L'altro giorno cercavo informazioni sulla Erg Storage Rivara, per capire esattamente in che modo facessero lo stoccaggio del gas in Emilia.

Questa Erg Storage e' di proprieta' della Erg, una societa' italiana che la detiene al 15% e al restante 85% della ditta inglese Independent Resources, creata nel 2005.

Hanno semplicemente deciso di prendere vecchi pozzi dismesso dell'ENI a San Felice sul Panaro e usarli come punto di partenza per stoccare gas - e per speculare.

Dicono:

The company's business model is aimed at the construction of an energy trading platform, backed with energy assets, and geographically centered in Italy. The ultimate objective is to integrate sources of gas, storage, and transportation with consumers of gas operating in the wholesale market. Italy is destined to evolve from a major destination market to also become the primary energy land-bridge between North Africa and Europe. 

Il modello di business della compagnia e' centrato sulla costruzione di una piattaforma di scambio di energia, supportata dal possesso di fonti energetiche, e geograficamente centrata in Italia. Lo scopo ultimo e' quello di integrare le sorgenti di gas, lo stoccaggio e il trasporto con i consumatori del gas che operano all'ingrosso. L'Italia e' destinata a passare da un vasto mercato di destinazione a diventare anche il principale ponte energetico fra il Nord Africa e l'Europa.

Hanno le idee chiare questi - ce lo trivelliamo, ce lo stocchiamo, lo vendiamo all'ingrosso, il tutto usando l'Italia come "autostrada del gas" e come parcheggio.

Aggiungono che gli piace il posto perche' la struttura sara' grande, le unita' costeranno poco, la posizione e' ideale lungo "l'autostrada del gas" e perche' sara' piu' facile stoccare e erogare gas con le loro nuove tecniche che differiscono da quelle "convenzionali".



Trovo allora questo articolo in cui si dice che il ministro dell'ambiente Corrado Clini, decide di bocciare Rivara a causa del terremoto e dei morti in Emilia.

La Independent Resources  - con tipica arroganza dei petrolieri - ribatte che si dispiacciono delle perdite di vita umana, ma che la faglia e' piu' profonda del loro giacimento, che ci sono gia' tanti altri pozzi non collegati al terremoto, e che le loro infrastrutture sono e saranno perfette, e che quindi si aspettano che il fermo sia solo temporaneo - in barba a Clini, all'Emilia, agli italiani.

Tutto questo sebbene il ministero dica che il progetto e' stato definitivamente bocciato e sebbene la regione Emilia Romagna avesse detto il suo no in data 27 Aprile 2012, prima ancora dello sciame sismico e proprio a causa di possibili terremoti:

Despite what would appear to be a definitive rejection of the project by the Italian authorities, Independent Resources said in a statement Friday that it expects the project to eventually go ahead.
Independent Resources "expects a pause for the project and considers this understandable under the circumstances," it said in the statement. On April 27 the local government of the Emilia-Romagna region said it had formally turned down permission for the project's appraisal phase, warning of a possible risk of earth tremors. The region said at the time that the decision was "definitive" and "rules out any chance of building" the storage facility.


Nonostante quello che sembra essere un rigetto definitivo del progetto da parte delle autorita' italiane, la Independent Resources ha detto in un comunicato di Venerdi' che prevede che il progetto, alla fine, andra' avanti. La Independent Resources "prevede una pausa per il progetto e considera tutto questo comprensibile alla luce delle attuali circostanze", come detto nel comunicato. Il giorno 27 Aprile il governo locale dell'Emilia Romagna ha detto che aveva formalmente bocciato il progetto a causa di possibili rischi di terremoti. La regione disse a suo tempo che la decisione era "definitiva" e che "escludeva completamente qualsiasi possibilita' di costruire" l'opera di stoccaggio.

Ecco qui il testo completo della Independent Resources:


Spero che le autorita' italiane si facciano sentire e dicano a questa Independent Resources che no significa no, e che non e' che se aspettano 2 o 3 anni magicamente tutto tornera' come prima, trivelle e stoccaggio aperto per tutti.  Devono scomparire dall'Emilia Romagna, se non altro per la loro arroganza.

-----

Continuo ancora ad indagare su questa Independent Resources, leggendo solo i comunicati in inglese.

In italiano infatti non ce ne sono, perche' a loro interessa solo rassicurare e spiegare ai loro investitori che il progetto andra' avanti, morti o non morti.

Mica gli interessa di spiegare al cittadino medio di San Felice sul Panaro cosa vogliono fare.

A un certo punto, mi imbatto in questo altro articolo della Independent Resources, e le sue altre concessioni in Italia.

La leggo in modo quasi casuale, aspettandomi di trovare il solito bla bla dei petrolieri.

La prima cosa che mi ha colpito sono state le parole

"Presently, Independent Resources’ core development activities include a major underground gas storage facility, a major new source of unconventional gas onshore Italy, and a major source of conventional oil in Tunisia."

Al momento, il cuore delle attivita' di svilupppo della Indepedendent Resources includono un importante centro di stoccaggio sotterraneo di gas, una nuova sorgente di gas non-convenzionale in terraferma in Italia, e una nuova sorgente di petrolio convenzionale in Tunisia.


Rabbrividisco: "unconventional gas" vuole dire una cosa soltanto: fracking.

Non posso crederci.

Rileggo la frase tre volte.

Clicco su un altro link.

Sotto ai miei occhi:


During 2008-2009 Independent recorded a total of 66 km of 2D seismic and drilled FB 1 well in August 2009.

The FB 2 well (target zone present at a depth of 340 m, 1100 ft) was subsequently drilled to test the coal’s productivity in the shallow part of the basin, where the coal and the gas shale were found to be saturated with gas. 

A hydraulic fracture job coupled with ceramic proppant, designed to enhance productivity, was followed by a seven weeks production test.

Durante il 2008-2009 la Independent ha registrato un totale di 66 km di sismica 2D e ha trivellato il pozzo FB1 nell'Agosto del 2009. 

Il pozzo FB 2 (di cui il target era a 340 metri di profondita', 1100 piedi), e' stato trivellato successivamente per testare la produttivita' del carbone nella parte bassa del giacimento, dove il carbone e il lo scisti sono stati trovati essere saturi di gas.

Un intervento di hydraulic fracturing, assieme ad un proppante ceramico, disegnato per aumentare la produttivita' e' stato seguito da un test di produzione di sette settimane.

----

Prendo una pausa.

Devo lavorare, non posso star qui a fare questo immane lavoro, io, da Los Angeles.

Dove sono i giornalisti italiani? 

Che significa ceramic proppant?

Che significa coal gas?

Dove si trova Ribolla?

Come, hanno fatto fracking a Ribolla nel 2009 e nessuno l'ha saputo?

Mi sento sola di fronte all'immenso petrolifero e vorrei non pensarci.

Ribolla Basin Shale Gas Play.

Invece ci penso e ci ripenso, mentre mi lavo i denti, a pranzo, mentro mi rigiro nel letto alla sera.

Poi il jet lag ha la meglio e mi addormento.

-------

Passa un giorno, vengo sommersa da email. Continuo ad indagare.

Ribolla e' un microscopico paese di 2115 abitanti in provincia di Grosseto. 

Cerco di andare indietro nel tempo il piu' possibile, per vedere da dove parte il tutto.

La licenza si chiama Fiume Bruna, e la Indepenent Resources l'ha ottenuta dal governo italiano nel 2005.  Ha un'area di circa 247 chilometri quadrati, e a suo tempo c'era una miniera di carbone operata dalla Montecatini.

Dal 1839 al 1954, l'area era una delle piu' importanti zone minerarie d'Italia. Tristemente era anche nota per le ripetute fughe di gas metano dal carbone. Infatti la miniera fu chiusa proprio in seguito ad una forte esplosione causata dalle fughe metanifere il 4 Maggio 1954.

Ci fu la morte di 43 persone.

Fu il piu' grande disastro minerario d'Italia.

Qui dal Corriere della Sera del 1954

Ribolla, come le miniere con le uguali caratteristiche, era una miniera  di difficile escavazione a causa della presenza nei cantieri sotterranei del grisù. Il grisù è un miscuglio di vari gas in proporzioni variabili. Il componente essenziale del grisù è il metano ( l'unico combustibile), gli altri componenti sono l'azoto, l'ossigeno, l'acido carbonico, l'idrogeno e l'etano. Il grisù mescolato con l'aria in determinate proporsioni (5-15%) diventa una miscela esplosiva e basta una fiamma o addiruttura una scintilla per farla esplodere.Quando questa miscela brucia, si ha un aumento di temperatura fino a 2000°C; la pressione aumenta e la massa gassosa tende a dilatare fino a 7 volte il proprio volume. Si origina così nelle gallerie una corrente d'aria caldissima, che si sposta con grande velocità (fino a 200 metri al secondo) comunicando l'accensione al grisù che eventualmente si trova negli altri vuoti, anche lontani rispetto al punto in cui ha avuto inizio la combustione. Si produce  una vera e propria esplosione, i cui effetti possono essere disastrosi: rovesciamento delle armature, crolli ecc. Gli uomini presenti in miniera muoiono per asfissia oppure perchè lanciati violentemente contro le pareti delle gallerie o bruciati dalle vampate di gas ad alta temperatura o avvelenati per presenza di ossido di carbonio.

Di questa tragedia le generazioni giovani - me compresa - non sanno niente.

La Montecatini gli diede dei soldi, il processo fini' con l'assoluzione di tutti, e il disastro catalogato come "mera fatalita'".

Un altro ramo di storia italiana incrociata lungo questo percorso petrolifero di cui vorrei sapere di piu, ma chissa se ne avro' tempo.

E' ora di andare al lavoro.

----

Questa combinazione del metano e del carbone a Ribolla non e' di importanza secondaria - la roccia infatti presente a Ribolla e' caratterizzata da carbone poroso, e dentro questi pori c'e' del gas metano.

Proprio come il gas di scisti, solo che invece che essere scisti e' carbone.

Lo shale - scisti in italiano - e' una roccia metamorfica che tende a sfagliarsi in piani paralleli, e che si e' creata nel corso di milioni di anni da argilla sottoposta ad alta pressione - altri possibili "ingredienti" sono quarzo e calcite.

A volte, come sappiamo bene, durante il processo di compattazione dell'argilla puo' essersi intrappolato nella roccia del gas metano.

E adesso c'e' la corsa ad accaparrarsi quel gas, con il fracking.
Trituro la roccia per prendere il gas.

Similmente il coal bed methane si e' intrappolato nel carbone durante il processo di carbonizzazione - la creazione del carbone da materiale organico di origine vegetale. Anche questo dura milioni di anni.

Shale gas is one of a number of unconventional sources of natural gas; other unconventional sources of natural gas include coalbed methane, tight sandstones, and methane hydrates.

shale - scisti

carbone

E dunque le tecniche per estrarre il metano dal carbone, piu' o meno, sono le stesse che per lo scisti: fracking, triturare la roccia, in questo caso il carbone, microterremoti, monnezza di scarto.

Anzi, indagando viene fuori che questo Coal Bed Methane e' considerato il "fratello cattivo" del fracking "normale" - the evil twin of shale gas, perche' i giacimenti sono piu' vicini alla superficie, a circa 1000 metri al massimo, e dunque e' piu' facile inquinare le falde acquifere.  L'unica cosa buona e' che non c'e' idrogeno solforato in questo Coal Bed Methane, ma questa e' ben magra consolazione.




Se ricordiamo i terremoti dell'Inghilterra, a Blackpool, quelli collegati al fracking, viene fuori che erano proprio dovuti alle estrazioni di Coal Bed Methane - abbreviato in CBM:

Back in May, Cuadrilla Resources made its first UK application of fracking to use Coal Bed Methane (CBM) technology to extract shale gas near Blackpool. CBM involves drilling into coal seams at depths of around 4,000 feet removing the water which unlocks trapped methane, a controversial technology in the US, because it involves hydraulic fracturing, ( fracking) pumping water and chemicals into seams at high pressures to help with extraction by fracturing formations.

This is believed to carry serious environmental risks such as contaminating ground water and bringing hazardous waste to the surface. The process is banned in France and being reviewed by the German and UK Governments.


In Maggio la Cuadrilla Resources ha fatto la sua prima applicazione di fracking per usare tecnologia Coal Bed Methane (CBM) per estrarre gas di scisti vicino a Blackpool. CBM implica il trivellare dentro falde di carbone attorno a 4,000 piedi (circa 1,200 metri) di profondita', il rimuovere l'acqua che sprigiona il metano intrappolato. E' una tecnica controversa negli USA perche implica il fracking, il pompaggio di acqua e sostanze chimiche ad alta pressione per aiutare l'estrazione con il trituramento delle formazioni rocciose.

Questo e' considerato aere gravi conseguenze ambientali, come ad esempio la contaminazione dell'acqua di falda, e il portare in superficie immondizia tossica. Il processo e' stato bananto in Francia ed e' sotto esame in Germania ed in the UK.

Ed ecco che tutto torna: lo stesso metano incastrato nel carbone che ha fatto morire le persone nel 1954, e' adesso visto come una sorgente di energia "estrema", da sfruttare al meglio.

Trituriamo il carbone, e prendiamoci il metano.

Ma siamo sicuri che proprio questo e' quello che la Independent Resources vuole fare a Ribolla?

Estrarre questo Coal Bed Methane?

Vado su Google.



Digito le parole giuste.

La mia barra va in tilt.

Dozzine e dozzine di siti agli investitori con proprio questo: Ribolla Coal Bed Methane.

Mi imbatto in questo comunicato, addirittura del 2006:

Independent Resources plc 

Key step for Italy's first coal bed methane project 

Independent Resources plc, ('IRG' or 'the Company') the AIM-quoted natural gas storage and exploration company, is pleased to announce it has commenced drilling a stratigraphic borehole to obtain detailed geological information on Italy's first coal bed methane project. 

The well is expected to provide data for the appraisal of the methane resources which are known to lie in the Fiume Bruna coal basin north of the town of Grosseto in central Italy. 

The planned project is based on producing gas from a six metre thick coal seam. Past mining of the coal was limited to shallow depths, and was ultimately halted due to the generation of abundant methane in the deeper shafts. 

IRG Technical Director Roberto Bencini said: 'While the production of coal bed methane is now well-established in North America and elsewhere, this will be the first well associated with coal bed methane in Italy. It will be valuable for planning our next steps in appraising the commercial potential of the Fiume Bruna licence.' 

Drilling is expected to take around two weeks, with results due over the following months. The coal is expected at a depth of around 330 metres. 

Piu' chiaro di cosi si muore.

Cioe' la Independent Resources, proprietaria della ditta che vuole eseguire il sito di stoccaggio Rivara, gia' nel 2006 annunciava che stava per eseguire il primo progetto di estrazione di metano da uno strato di carbone in Italia, tecnica che si fa usando il fracking.

Nel sito di cui sopra dicono che invece il fracking e' stato fatto nel 2009. Non so se siano due fraccaggi diversi, ad ogni modo 2006 o 2009 che sia, sono loro stessi che parlano di fracking.

Ma poi chi e' Roberto Bencini?

Indaghiamo anche su di lui, ed ecco qui the smoking gun.

Roberto Bencini - direttamente dalla presentazione agli investitori del 2010:




Notare le parole CBM - Coal Bed Methane, uncoventional gas, mutlistage stimulation, shale gas.

Tutte cose che significano fracking.

L'ultima foto e' il frac job, a Ribolla, Grosseto, Italia.

Non si puo' scappare.

La Independent Resources ha postato una foto del frac job a Ribolla, approvata dall'UNMIG.

Magicamente da queste foto ricompare il proppant - che altro non e' se non un materiale che serve a tenere aperta la roccia fratturata artificialmente durante il fracking.

Da Wikipedia:

A proppant is a material that will keep a induced hydraulic fracture open, during or following a fracturing treatment, while the fracking fluid itself varies in composition depending on the type of fracturing used, and can be gel, foam or slickwater-based. 

Un proppante e' un materiale che mantiene aperta una frattura indotta idraulicamente, durante o dopo un trattamento di fratturamento, mentre il fluido fratturante varia in composizione a seconda del tipo di frattturamento usato, e puo' essere a base di gel, schiuma o oleoso.

---

Hanno trovato il carbone e il gas a circa 300 metri di profondita'. Sicuramente la storia continua. Ma per ora ci fermiamo qui. Pare che la Independent Resources stia cercando un partner per fare questo fracking in modo produttivo, dopo le prove degli anni scorsi e stannno facendo quello che si dice "farm out", cioe' trovare qualcuno piu' esperto di loro per farlo e con cui dividere i profitti.

Che dire.

Ci sono le foto.

Questo non significa che il fracking del 2006 o del 2009 ha causato il terremoto in Emilia, ma si aprono un sacco - un sacco di domande.

Questi signori della Independent Resources in questi giorni non ha detto nemmeno una parola sul fracking.

Avevano la coda di paglia? 

Esattamente cosa hanno fatto a Rivara finora?

Cosa sono i botti che la gente continua a dire di avere sentito?

Puo' essere che facessero delle prove di fracking anche li?

E' ancora cosi' fantascienza questa ipotesi, visto che hanno gia' fatto loro stessi fracking a Grosseto, visto che vogliono offrire un pacchetto completo - dalle trivelle allo stoccaggio alla commercializzazione - e visto che in zona ci sono molti pozzi dismessi, che forse potrebbero essere fraccati per offrire ancora altre gocce di gas?

Ci si puo' fidare di loro?

Dove altro hanno fatto fracking?

La sperimentazione del 2006 come e' andata a finire?

Lo stanno facendo adesso in altre parti d'Italia?

E' una coincidenza che *la stessa ditta* che vuole fare stoccaggio in Emilia e' la stessa che fa fracking a Grosseto?

Lo sanno a Grosseto, che hanno la potenzialita' di avere in casa il fratello cattivo del fracking?

Perche' il nostro governo gli ha dato le licenze senza dire niente alla gente?

Lo sapevano i nostri ministri loro cosa era il fracking, il coal bed methane, il proppante mentre gli dicevano si?

Quando ci decidiamo a regolamentare le estrazioni di gas con il fracking in Italia?

-----------------

Tutto questo e' gravissimo, io credo.

E' dal giorno 20 maggio che si parla di fracking in Italia.

Tutti i nostri governanti a dire no.

Beh, un caso almeno e' qui.

La destra non sa cosa fa la sinistra.

Che strano paese.

Di nuovo, sono un semplice blogger con la laurea in fisica. Se ci sono errori, e' tutto stato scritto in buona fede, ma vi assicuro che c'e' dietro del lavoro immane.









Tuesday, June 5, 2012

Fracking e terremoti


Dal rapporto del Servizio Geologico USA su fracking e terremoti 


Vari email in questi giorni sul terremoto in Emilia, a volte dicendomi che il petrolio non c'entra niente, e tanti negazionisti.

Puo' essere che il petrolio non c'entri niente. Ma puo' essere anche il contrario, visto che fra pozzi di reiniezione, trivelle, e stoccaggio abbiamo martoriato un territorio gia' ballerino e visto cosa questo ha causato in altre parti d'Italia.

Nessuno puo' negare che ci sono domande a cui la popolazione ha diritto di avere risposte, e nessuno puo' negare che anche se il fracking non si fa - per ora - in Italia (ma ne siamo sicuri?)
in altre parti del mondo le trivelle hanno portato a movimenti tellurici piu' o meno gravi.

Infatti, mutatis mutandis, ecco cosa accade nel Midwest americano, per colpa del fracking. Di terremoti imputabili alle estrazione di shale gas ce ne sono stati tanti in Arkansas, Ohio in Texas negli scorsi anni e ne abbiamo parlato tante volte.

Il fracking e' una tecnica di estrazione del gas da roccia porosa: mandi giu' un cocktail di robaccia chimica - che spesso contamina le acque potabili - e poi scateni un microterremoto, la roccia si 'frattura' e voila', il gas viene sprigionato dai pori della roccia - assieme a residui di vario genere.

Negli USA la pratica del fracking - grazie a Dick Cheney, vice presidente sotto George Bush, e anche a suo tempo capo della ditta petrolifera Halliburton - va avanti da tempo, ed e' soggetta anche a varie esenzioni di controllo ambientale.

Il 12 Aprile 2012 un gruppo di ricercatori del USGS - il servizio geologico USA, US Geological Survey - presento' queste statistiche:

Dal 1970 fino al 2000 i terremoti negli stati centrali USA erano circa 21 l'anno.

Nel 2009, 50 terremoti l'anno.
Nel 2010, 87 terremoti l'anno.
Nel 2011, 134 terremoti l'anno.

Il Segretario del US Department of the Interior - David Hayes - afferma che guarda caso, l'ascesa dei terremoti si osserva nelle stesse aree in cui vi era alta concentrazione di smaltimento di acque da fracking in pozzi dismessi nelle aree fra Colorado, Ohio e Oklahoma. 

I terremoti erano di bassa magnitudine, e hanno portato a bassi rischi - in zone non sismiche.

Il rapporto ha anche evidenziato che sebbene non tutti i pozzi di re-iniezione causano terremoti non e' possibile determinare a priori quali porteranno a scosse e quali no.

Sebbene i petrolieri dicano che e' tutto sotto controllo, uno degli autori dello studio, William Ellsworth conclude che

the recent surge of earthquakes since 2001 near oil and gas extraction operations is "almost certainly man-made"

Delete

il recente aumento nel numero di terremoti dal 2001 vicino alle operazioni di petrolio e di gas e' "quasi certamente causato dall'uomo"

e poi

A naturally-occurring rate change of this magnitude is unprecedented outside of volcanic settings or in the absence of a main shock, of which there were neither in this region.

Un tasso di cambiamento cosi' elevato nella frequenza di terremoti naturali non ha precedenti, al di fuori di zone vulcaniche e in assenza di forti shock. Nessuna delle due cose sono presenti in quest'area.  

Come dire per esculsione resta una sola conclusione.

Di nuovo, il nostro governo vuole dire qualcosa? Clini vuole dire qualcosa? Vogliamo discuretere una volta per tutte di questi fracking nel nostro governo e decidere preventivamente di vietarlo in Italia?

O dobbiamo ancora contare altri danni, altra vita, altri malati, altro inquinamento?