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Thursday, January 22, 2009

Gian Marco e Massimo Moratti e il Cip6


Come riferisce il Corriere della Sera alcuni medici di Harvard hanno mostrato che vivere in un ambiente sano allunga la vita. Diciamo che la nozione e' abbastanza logica e plausibile, e non ci voleva Harvard per giungere a questa conclusione. Qui pero' hanno quantificato questa longevita': 10 microgrammi per metrocubo di PM (particulate matter o particelle fini) in meno corrispondono a circa 7 mesi in piu di vita.

Ne deduco che 10 microgrammi in piu' accorciano la vita di sette mesi.

Queste particelle, i PM, specie le piu' piccole, arrivano fino ai polmoni e non possono essere piu' espulse dall'organismo. Chissa' se a Mr Gian Marco Moratti gli sono fischiate le orecchie, visto che la sua Saras, a Sarroch emette un po' di tutto e che i limiti del PM a Sarroch li sfondano una volta alla settimana. Chissa' se lui abbia letto quell'articolo del Corriere ed abbia calcolato a quanti mesi di vita umana equivalgono quegli sfioramenti di cui e' moralmente responsabile. Chissa' se un po si sia sentito in colpa.

Scopro poi da un report della Repubblica che nel 2006 la Saras ha fatturato 5.196 milioni di euro, con un utile netto di 293 milioni di euro.

IN UN ANNO OLTRE 500 MILIARDI DELLA VECCHIE LIRE SOLO DI UTILE.

L'utile, nel 2000 era 'solo' di 36 milioni di euro. Ma come hanno fatto quelli della Saras? Aumentare gli utili di quasi 10 volte in pochi anni e' da maghi degli affari.

Ma c'e' il barbatrucco. Non sono stati i bravi manager Saras a fare svettare questi introiti: e' stato il magico Cip6 !! Elementare Watson. Ma come fa la Saras a ricevere i soldi del Cip6, che in teoria e' per industrie che producono energia rinnovabile?

Facciamo un passo indietro. Prima del 2004, gli scarti della raffineria Saras andavano smaltiti, a caro prezzo, come rifiuti speciali. Nel 2004 allora l'idea brillante dei Moratti: bruciamoli quei rifiuti. E nel farlo ci ricaviamo un po' di energia che facciamo passare per alternativa. Nessuno se ne accorgera', avranno pensato.

E siccome l'hanno fatto passare per un metodo nuovo e 'alternativo' per produrre energia ecco che arriva il Cip6. Non ha importanza quanto schifo immettono in aria. Gli diamo la dicitura di 'assimilata' e siamo apposto. Lo Stato italiano (noi) abbiamo dunque regalato 200 milioni di euro alla famiglia Moratti. Neanche fossimo tutti interisti.

Furbo Mr Moratti, eh?

Cosi' accanto alla raffineria vera e propria (completa di desolforatore come vogliono fare ad Ortona) hanno costruito questo inceneritori di rifiuti petroliferi, dal nome luminoso, e intriso di virilita' sarda: Sarlux.

Ogni giorno, 3500 tonnellate di scarti della raffineria, fangosi e puzzolenti (immaginate voi di che robaccia si tratta) arrivano alla Sarlux e vengono bruciati. Dietro di se lasciano una scia di anidride carbonica, ossidi di azoto, solfati e concentrati di vanadio e il nichel che vanno dritti dritti nelle case, nei pesci, nell'aria di Sarroch.

Ma non e' finita qui. L'energia viene venduta poi ad enti pubblici, e non a prezzo di mercato, ma ad un prezzo che e' il DOPPIO del suo valore effettivo. Questo perche', di nuovo, la Sarlux e' un impianto di energia "alternativa".

In piu' come parte degli accordi per il Cip6 si sarebbero dovuti creare dei nuovi posti di lavoro anche in industrie non petrolifere. Dei tanti progetti vaporosi presenati dalla Saras a tuttoggi non ne e' stato realizzato neanche uno. Solo i lavori riguardanti la raffineria sono stati portati a termine. La Repubblica calcola che ogni nuovo posto di lavoro sia costato fra i 400mila e il milione di euro.

A capo della Saras i due fratelli Moratti, Gian Marco e Massimo Moratti. Con tutti i soldi del petrolio Gian Marco ha potuto donare ben 6 milioni di euro alla campagna elettorale della candidata a sindaco di Milano: sua moglie Letizia! Il suo concorrente, che non ha una moglie petrolifera, ha potuto disporre solo di 600,000 euro.

Immaginate chi ha vinto.

Per farsi bella pero' la nostra Letizia ha dato ad Al Gore la citttadinanza onoraria a Milano

e si e' impegnata ad abbracciare nuove poltiche ambientali. E a Sarroch? Quando va ad abbracciare le politiche ambientali per i sardi?

Anche la moglie di Massimo Moratti fa poltica: Milly Moratti (nata Emilia Bossi) e' capogruppo dei Verdi al comune di Milano, regala le bici blu agli assessori (cosi non devono andare in macchina) e addirittura durante la campagna elettorale di Milano diceva ai lombardi che tutto quel PM fa male ed occorre ridurlo perche' favosricono tumori ed infarti.

In una intervista disse che a Milano "la situazione e' drammatica". Perche' questo non lo dice anche ai sardi? O che i loro polmoni sono meno importanti di quelli dei milanesi?

Care Letizia e Milly: Mentre per ridurre lo smog delle automobili ci vuole l'azione concertata della popolazione, controlli e sensibilizzazione, nel caso della Saras/Sarlux ci vuole l'azione di due sole persone: Mr Gian Marco e Mr Massimo Moratti. I capi della Saras.

Evidentemente la coerenza non e' di casa nella famiglia Moratti.

Fonti: La Repubblica,
Sardegna e Liberta',
Sarlux Saras e la salute?

Wednesday, January 21, 2009

Con la coscienza sporca di petrolio




Della storia di Sarroch e della raffineria Saras, in Sardegna abbiamo gia' parlato su questo blog. Il filmato alla fine di questo post e' di Massilimano Mazzotta che ha realizzato un documentario su come si vive per davvero a Sarroch. E' tutto agghiacciante anche per me che vado predicando le conseguenze del petrolio da mesi. Come a Viggiano, sentire e vedere di persona cosa il petrolio porta alle comunita' mi fa male, perche' tutto questo SI SAPEVA ANCHE PRIMA CHE INSTALLASSERO LA RAFFINERIA A SARROCH.

Mi viene rabbia perche' se solo ci fosse stato un minimo di informazione in piu fra la gente e i politici non si sarebbe arrivati a questo punto. E' qui la risposta al tizio di rete otto che mi chiedeva perche' io faccia tutto questo. Come puo' qualsiasi persona con un minimo di sensibilita' e di amore per la propria terra sapere e non indignarsi? Sapere e far finta di niente? Sapere e tacere?

Non e' giusto.

Come descrive il video, a Sarroch lo zolfo lo trovano nei pesci. Il lavoro e' inesistente. L'amianto e' nei corpi delle persone. I controlli sui lavoratori sono fatti superficialmente e usando metodi scorretti. L'esposizione al benzene e agli idrocarburi ha portato danni al DNA delle persone. La gente si ammala di tumori rari.

La Saras appartiene alla famiglia Moratti. Il suo CEO, l'amministratore delegato, e' Massimo Moratti, lo stesso dell'Inter che con i soldi della raffineria poi va a pagare gli acquisti dei calciatori. Della stessa famiglia fa parte anche Letizia Moratti che mette l'ecopass a Milano per contenere l'inquinamento mentre a Sarroch non si degna neppure di far fare i controlli sulla gente come si deve.

Una vergogna.

La Saras del gruppo Moratti riceve, beffa delle beffe, anche i finanziamenti del Cip6, la tassa che i cittadini italiani pagano per incentivare l'energia alternativa, quella vera, tramite la bolletta della luce.

Il sito dell'autorita' per l'energia elettrica ed il gas infatti mostra l'elenco delle prime 10 societa' nazionali che ricevono finanziamenti del Cip6. Sotto la bella dicitura 'fonti assimilate', che comprendono raffinerie e centrali a carbone, compare anche la bella Saras, che riceve circa l'11% dei finanziamenti disponibili! Anche l'ENI ne prende, in quota pari al 3%. La parte del leone la fa il gruppo Edison, operativa anche lei in campo idrocarburi, con il 52%.

In riassunto, i soldi delle tassi dei cittadini di Sarroch finiscono in parte a finanziare i petrolieri che li avvelenano.




Fonti: L'espresso

Tuesday, January 20, 2009

Se questo e' il prezzo da pagare, benvenga.


"We will restore science to its rightful place, and wield technology's wonders to raise health care's quality and lower its cost. We will harness the sun and the winds and the soil to fuel our cars and run our factories."

Barack Obama, discorso d'inaugurazione, Washington 20 gennaio 2009


Qualche tempo fa Al Gore parlo' di disobbedienza civile per salvare i territori dalle invasioni di petrolieri, carbonizzatori e persone con zero cognizione di sviluppo sostenibile, interessati solo al denaro facile. Il governo Bush ha usato i suoi ultimi giorni per far regali a destra e a manca ai petrolieri.

Alla fine di dicembre fu decisa la vendita all'asta di permessi esplorativi nello Utah da parte del Bureau of Land Management, un ufficio federale per la gestione del territorio pubblico.

Tim de Christopher, 27 anni, originario di Pittsburg si era trasferito nello Utah per studiare economia all'univerista'. Pittsburg per molti anni e' stata la capitale delle acciaierie e dell'industria pesante, e Tim fu stregato dalla bellezza del panorama dello Utah. Decise che non poteva permettere a Bush di distruggere tutta quella bellezza.

Cosi', dopo aver sostenuto il suo ultimo esame dela sessione invernale, Tim decise di andare all'asta. Il suo piano era si disrompere lo svolgimento della sessione con urla di protesta e di farla rimandare. Ma poi qualcuno gli chiese: 'lei e' qui per partecipare all'asta?' e lui, senza sapere cosa faceva, disse si. Si sedette fra la gente, gli assegnarono il numero di bidder 70, e inizio' a piazzare scommesse. Qualcuno trovo' i suoi metodi un po bizzarri (non c'era mai stato ad un asta prima!) ma tutti rispettarono questo tizio, apparentemente ricco, che cercava di comprare tutta quella terra.

Fece salire di molto i prezzi e fini con l'acquistare circa 10,000 ettari di terra alla cifra di quasi 2 milioni di dollari. Lui pero' i soldi non ce li ha mai avuti!

Naturalmente, ci sono state grida di scandalo, da parte dei petrolieri e di altri acquirenti e si parla di conseguenze legali. A suo modo pero', Tim ha vinto, perche' la procedura giusta sarebbe di rifare l'asta, cosa impossibile sotto la nuova ammministrazione Obama, che si e' dichiarata contraria allo sfruttamento minerario di quelle terre. Un tribunale dello Utah ha anche disposto che prima di tornare all'asta quelle terre dovranno essere soggette ad uno speciale studio ambientale, data la loro naturale bellezza ed importanza storica.

Intanto, Robert Redford ha dato il suo appoggio alla causa, chiamando la vendita moralmente criminale. Esiste anche un sito web per raccogliere il denaro per pagare le spese legali di Tim. In un mese sono stati raccolti $45,000, la maggior parte del denaro sotto forma di donazioni di dieci o venti dollari.

Un giornalista della CBS ha chiesto a Tim se ha paura del fatto che potrebbe finire in prigione per frode. Lui, tranquillo ha detto: "Se questo e' il prezzo da pagare per la difesa di questa terra che amo, benvenga."

Fra le ditte interessate alle trivelle, la nostra beneamata ENI. Ad Ortona e' stato l'eroico e dignitoso signor Orsini a resistere, qui invece si e' trattato di un ventisettenne squattrinato a fargli lo scherzetto.

Fonti: CBS News, CBS News 2, La nuova ecologia

Monday, January 19, 2009

Ritorno a casa


Sono arrivata finalmente a casa dopo un lungo viaggio. Davanti a me c'e' una pila impressionante di giornali vecchi da leggere e che si sono accumulati mentre ero via. In TV e sul web impazza la prossima inaugurazione di Obama, domani, che e' anche il primo giorno di lezione nella mia universita'. Fuori ci sono circa 20 gradi. Mi ci vorra' un po di tempo per riabituarmi alla mia vita di tutti i giorni.

Le impressioni che si agitano dentro di me dopo questo nuovo tour in Abruzzo sono tante, nel complesso mi sembra che ci sia una sempre crescente presa di posizione e di consapevolezza fra le persone comuni. E per questo non intendo soltanto una preoccupazione vaga ma propositiva che spero si sparga per tutta la regione ed in maniera capillare. Uno dei miei desideri e' che il tipico atteggiamento meridionale e passivo del 'non ci posso fare niente' si trasformi in un desiderio creativo di trovare qualcosa da poter fare.

Penso al signor Armando Orsini che non ha venduto le sue terre all'ENI rifiutando 200,000 euro. Penso al professor Orlando Volpe che e' andato a suonare ad un concerto in onore di Fabrizio de Andre' con la maglietta no centro oli. Penso al signor Benedetto Anfossi che ha vinto un premio speciale dal comune di Lanciano per avere realizzato un presepe dedicato al tema della preservazione delle coste teatine dall'invasione del petrolio. Penso alla professoressa del liceo pedagogico che ha messo su altro presepe di denuncia contro il petrolio. Penso alle tante persone che mi hanno scritto, che sono venute a sentirmi e che mi hanno chiesto: cosa possiamo fare?

Io non ha la soluzione magica, ma so che vinceremo solo se tutti facciamo la nostra parte. Anche con gesti piccoli come quelli su citati e di cui sono sicura esistono molti piu' esempi.

La strada e' lunga ed occorre ancora l'impegno vero di ciascuno. Alle scuole ho suggerito di scrivere lettere al governatore Chiodi, cosa che possono fare anche i singoli e le associazioni culturali, ai cittadini di creare comitati locali in difesa del territorio, ai politici di ascoltare la gente e di agire senza mai piu' paure o interessi personali. Ne va del nostro futuro.

Voglio avere stima di Chiodi che tutti dicono essere una brava persona. Non e' facile la sua posizione, spinto da un governo centrale che dichiara l'Abruzzo regione mineraria e da una popolazione che invece non ne vuole sentire, e giustamente, del petrolio. Dobbiamo fargli sentire la nostra voce, cosicche' il nostro governatore possa dire in ambiti nazionali: 'Cari petrolieri, tutta la regione e' contraria ed io non ho scelte. Non posso assecondarvi ne ad Ortona, ne altrove.'

Un po' come quando quelle 6,000 persone davanti al consiglio regionale dell'Aquila hanno portato all'approvazione della legge regionale del 4 Marzo. I politici, d'accordo o contrari che fossero all'ENI, e qualsiasi atto avessero fatto in precedenza, non hanno avuto scelte e hanno dovuto ascoltarci. Un po' come quando il sondaggio pre-elettorale dove quasi tre quarti della popolazione si e' espressa contro il petrolio, ha forzato l'arrivo di Berlusconi per scongiurare il centro petrolifero di Ortona.

Tutto quello che e' stato ottenuto finora e' frutto dell'opera dei cittadini, ed occorre continuare cosi, ad essere sempre piu' numerosi e volenterosi.


Una piccola nota: Qualche volta nelle varie conferenze informative e anche su questo blog, ho parlato della causa in corso fra il governo della California e quello federale sotto Bush, dovuta al fatto che i Californiani vogliono imporre limiti ambientali piu' severi, specie per le automobili, e che Bush non vuole. Altri 17 stati dell'unione si sono aggiunti alla causa (fra cui Florida, New York e Massachusetts) perche' vogliono fare propri i limiti proposti dalla California. Il Los Angeles Times di oggi dichiara che non appena insediato, Obama accogliera' le richieste di emissioni piu severe, mettendo fine al contenzioso e nonostante le proteste dei manifatturieri di automobili.

La lotta, portata avanti da politici coscienziosi, e' finita in favore del pianeta e della salute delle persone. Spero che un giorno possiamo anche noi abruzzesi possiamo avere un finale simile.

Thursday, January 15, 2009

Trasmissioni televisive


In questi giorni dopo il servizio andato in onda su 'Sabato e domenica' di RaiUno dedicato al petrolio in Abruzzo c'e' stato un nuovo servizio su 'Linea Verde' e sulla Val D'agri.

Nel programma 'Sabato e domenica' sono stati invitate l'ENI (che non si e' purtroppo presentata), e' stata voce a Fratino ed in studio c'erano un medico ligure ed un giornalista di Famiglia Cristiana, voci libere e sufficientemente distaccati dalla realta' abruzzese per dare giudizi bilanciati. Mi pare che anche loro si siano espressi contro il petrolio in Abruzzo.

In piu' Franco di Mare, il giornalista della trasmissione, e' noto per il suo impegno sociale e civile. Di contro, il servizio di 'Linea Verde', curato da Massimiliano Ossini, proveniente da Disney Channel e in cui non e' stata data voce alcuna agli abitanti del luogo o a medici e scienziati.

Potete trovare commenti e descrizioni sui siti amici di no-centro-oli per quanto riguarda il servizio di unomattina e poi soprattutto di apocalisse italia e di nuovo senso civico per il servizio di linea verde.

Vorrei invece parlare del mio intervento di ieri su Rete Otto per gli abruzzesi che l'avessero visto. Ero stanca, venivo da cinque ore di incontri con oltre 1500 studenti del liceo linguistico e pedagogico di Lanciano, e da svariati giorni di attivita' frenetica. Non mi era stato detto che si trattava di un dibattito, e pensavo che sarebbero state una serie di domande e risposte con il me ed il giornalista. Questo non perche' non voglia il dibattito, ma perche' se avessi saputo che ci sarebbero stati altri ospiti in sala avrei calibrato i miei tempi per essere presente in trasmissione piu' riposata e grintosa.

Ad ogni modo, sono rimasta abbastanza sconcertata dai battibecchi fra le due personalita' politiche presenti, Camillo d'Alessandro e Mauro Febbo.

Mentre il primo e' rimasto abbastanza focalizzato sul tema della trasmissione, di Mauro Febbo non mi e' molto piaciuto il cercare ogni volta di forzatamente inserire temi fuori luogo e inopportuni. Non eravamo li per parlare di centrali nucleari o di inceneritori. Avrei un sacco di cose da dire su questi temi, ma non mi sembrava corretto deviare su questioni che meriterebbero di essere approfonditi in altra sede. A me l'attegiamento di Febbo e' sembrato superficiale e scorretto.

Alla fine della tramissione in privato ho cercato di dirgli, gentilmente, che ci sono molti studi che mostrano la pericolosita' degli impianti che inceneriscono i rifiuti. Fra l'altro in inglese l'unica parola che io sappia esista per descrivere un impianto per la 'termovalorizzazione' e' incinerator. Parole come thermo-value non esistono. Negli stati americani piu' progressisti come la California, per quanto io ne sappia non esistono inceneritori. Anzi, come abbiamo detto qui piu volte, il reciclaggio e' fortemente incentivato e promosso anche in modo creativo. A San Francisco si differenzia il 70% dell'immondizia e si usano ben zero inceneritori.

Lui per tutta risposta mi ha detto 'io sono ben documentato, ho le mie fonti. Non cambiero' mai idea. In Italia i termovalorizzatori si faranno e in Abruzzo se ne faranno quattro.' Ha preso, ha girato, e se ne andato. Non e' stato molto educato.

In trasmissione mi e' stato chiesto cosa ne pensassi della politica italiana. Cosa avrei potuto dire? Che non ho mai visto ne sentito una tale arroganza dall'altra parte del pianeta di cui mi onoro di far parte? Che in un paese democratico vero
il Mario Negri sud sarebbe stato contattato nel 2001 e non nel 2007? O che in un paese democratico vero nel direttivo del Mario Negri sud ci sarebbero solo scienziati e non politici, fra cui, ad un certo punto anche Ottaviano del Turco
che c'ha solo la terza media? O ancora che negli Stati Uniti c'e' un maggior rispetto per la scienza, tanto che Obama ha deciso di mettere un premio Nobel come segreatrio del dipartimento dell'energia? Vorrei vedere chi avra' mai il coraggio qui di mettere Rubbia come ministro dell'energia.

Velatamente il futuro assessore all'agricoltura ha anche detto che io sarei un po troppo allarmista e che quella di Ortona (siamo ancora con questa storia!) non e' una raffineria, ma un centro oli. Non mi andava di perdere tempo di fronte a tali idiozie. Come per il sindaco di Collelongo, non sono sicura di quale sia la formazione scientifica di Febbo, ma da quanto leggo in rete il signor Febbo e' un ragioniere. Se fossi in lui rifletterei un po di piu sul fatto che, con tutta la modestia del mondo, sono quasi 14 anni che faccio ricerca ad alto livello e che se sono preoccupata non e' perche' io voglia essere una terrorista, quanto invece perche' la situazione e' davvero grave. L'Abruzzo petrolizzato e' una questione seria e non si risolve restringendosi sul problema, pur grande, di Ortona.

L'ultima cosa di cui Febbo puo' accusarmi e' di assumere posizioni comuniste o khomeiniste (non si e' capito cosa farfugliasse). Sono americana di passaporto e di cultura, ed il comunismo e l'islam estremo sono due cose assolutamente fuori dalla mia cultura e dalla mia formazione mentale.

Sono una semplice persona di scienza, obiettiva e disinteressata, che cerca di lavorare per il bene della mia comunita' di origine. Tutto qui.

Un ultimo appunto. Chi legge questo blog sa che il coinvoligmento della Chiesa cattolica e' stato il frutto paziente e persistente della sottoscritta. Per mesi ho scritto email e lettere al clero locale, dai vescovi ai preti delle comunita' parrochiali. Alcune di queste lettere sono apparse anche sul blog. Non amo pubblicizzarmi, ma sono stata io a creare un dialogo con i vescovi e che ha poi convinto Ghidelli e Valentinetti a Penne, Pescara, Chieti ed Ortona a prendere posizioni.

Tuesday, January 13, 2009

Mentalita' vecchie


Altri appuntamenti:

Pescara 14 gennaio ore 18pm, IRIS via Cesare Battisti
Lanciano 15 gennaio ore 10am, Liceo Pedagogico (ex Magistrali)
Chieti 15 gennaio ore 18pm, Mate Infoshop Via Silvio Spaventa
Ortona 16 gennaio ore 18pm, sala Eden

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Stamattina sono stata per una intervista con Radio Speranza, l'emittente radiofonica dell'area metropolitana di Pescara-Penne. Il programma era di avere me in studio e parallelamente, il sindaco di Collelongo, Angelo Salucci, che avrebbe dovuto parlare delle festivita' in onore di Sant'Antonio Abate.

Collelongo e' anche il paese di provienza dell'ex governatore d'Abruzzo Ottaviano del Turco, finito in carcere per un paio di mesi per presunte tangenti in ambito di sanita' e che si e' sempre dichiarato favorevole al centro petrolifero di Ortona. Ricordo che secondo Ottaviano del Turco il centro petrolifero di Ortona sarebbe stata una straordinaria opportunita' per l'Abruzzo, nonostante royalties bassissime, i soli 30 posti di lavoro targati ENI, e innumerevoli disastri alla salute e al territorio degli abruzzesi.

Il sindaco ha pero' subito esordito parlando della centrale fotovoltaica di Collelongo, con il giusto orgoglio di un sindaco di un piccolo paese che cerca di fare passi verso un futuro nuovo e non ancorato a vecchi schemi. O almeno questo era lo spirto che io gli avevo attribuito e che mi faceva anche piacere pensare. Quando pero' la giornalista gli ha chiesto del centro oli, e' iniziata una litania che io credevo ormai superata.

Si continuava a parlare del fatto che non si puo' avere tutto nella vita, o ci prendiamo lo 'sviluppo' con tutti i suoi guai, oppure rimaniamo poveri. Il turismo si sa che non puo' portare ricchezza al territorio, visto che al massimo si arriva al 6,7% del PIL. La scienza trovera' un modo per far coesistere petrolio e vino.

Prima di rispondergli, gentilmente ma per le rime, mi sono cadute le braccia per terra. Che piccolezza di visione. Che scarso dinamismo, che opportunita' perse per il futuro.

Ma chi l'ha detto che lo sviluppo e' solo petrolio, industria pesante o distruzione del territorio? Chi l'ha detto che il turismo deve essere *per forza* una parte microscopica della nostra economia? Quale persona competente e disinteresata dira' mai che petrolio e vino possono coesistere?

Io vorrei tanto che a comandare in questa regione ci fosse gente competente ed umile nelle cose che non sa. Perche' (e gliel'ho chiesto anche alla radio) per Collelongo il sindaco Salucci ha scelto il fotovoltaico e dobbiamo invece condannare altre parti della regione a morire soffocati dai fumi tossici del petrolio? O il fotovoltaico e' stata solo una scelta di immagine e non realmente abbracciata con coscienza e consapevolezza?

Possibile che in questi di tempi di turismo di qualita', di energie alternative, di ritorno alla terra, di premi di qua e di la per il Montepulciano d'Abruzzo, non siamo in grado di impostare questa regione verso uno sviluppo sostenibile, rispettoso e sano? E' cosi difficile, e cito una realta' a caso, copiare l'impostazione del Trentino Alto Adige? E' cosi difficile decidere *oggi* che fra 20 anni vogliamo essere il nuovo Trentino o la nuova Toscana e lavorare in questa direzione?

Obama ci ha fatto sognare tutti con progetti in grande per l'America e per il mondo. Lo so anche io che il futuro non si costruisce con i sogni, ma e' da li che si parte, ed e' dagli ideali che si cammina giorno dopo giorno verso la meta.

Occorre solo non avere paura, sapere dove si sta andando e perche', crederci e lavorare duro, giorno dopo giorno.

Monday, January 12, 2009

L'ENI ed il latte materno


''C'è inquinamento che si vede, come il fumo delle ciminiere, e c'è l'inquinamento che non si vede, che si insinua nelle viscere della terra, che impregna l'insalata, che si annida nella frutta, che penetra nell'organismo umano''

Queste sono le parole del sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che coraggiosamente ha annunciato alla fine del 2008 che chiedera' all'ENI risarcimento per danni ambientali nella sua citta', e che invoca la presenza permanente di un osservatorio del consiglio nazionale delle ricerche. Gli ex lavoratori sono gia' riuiniti in un comitato spontaneo e si sono gia' costituiti parte civile.

L'impianto di Gela, detto Clorosoda, ha inquinato cosi fortemente la citta' con i suoi scarichi di mercurio che le donne hanno tassi elevatissimi di mercurio nel loro latte materno e le acque non sono potabili. Gli ex lavoratori ancora vivi sono quasi tutti ammalati di cancro. La loro vita media e' di 60 anni contro i 75 della media nazionale. Lo stabilimento ENI di Gela, e' stato chiuso circa 20 anni fa, ma continua ad inquinare perche' l'opera di smantellamento non e' stata portata a termine in un modo completo e giusto. Per esempio, le tubazioni interrate non sono state ancora rimosse, e giacciono carichi di inquinanti nel terreno. L'acqua a Gela non e' potabile da molti anni.

Gli ex dipendenti ENI hanno chiamato lo stabilimento Clorosoda 'la fabbrica della morte'. Secondo le analisi fatti, l'ENI e' responsabile dell'inquinamento del mare di Gela con mercurio, rame, zinco e arsenico, dell'inquinamento dell'aria con benzene, toluene, isobutano, bisolfuro di metile, trimetilbenzene, e della terra con nickel, cobalto e zinco.

Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino ha detto ad UnoMattina che lui non ha alcuna ragione di credere che l'ENI metta a rischio la salute della gente. Forse dovrebbe farsi un viaggio nel sud inquinanto dall'ENI. Forse dovrebbe trascorrere le sue vacanze a Gela, e magari restarci.

Fonti: La nuova ecologia, E-gazzette