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Saturday, March 28, 2009

Assoturismo Abruzzo dice no al petrolio


*** L'espresso ha dedicato un post sul loro blog vinicolo alla questione petrolio in Abruzzo qui per chi volesse lasciare commenti. ***

Mi sono sempre chiesta dove fossero i gestori dell'Hotel Katia e dell'Hotel Mara del Riccio di Ortona in questa vicenda petrolifera. Questi signori avrebbero dovuto essere in prima linea contro le trivelle, visto che l'ENI vuole piantargli una raffineria di petrolio a 500 metri dai loro stabilimenti e visto che, in teoria, hanno bisogno di un ambiente sano per attirare turisti. Che io sappia, dal primo giorno fino ad oggi, non hanno fatto nulla.

Continuano pero' a sfruttare l'immagine di un Abruzzo sano sui loro siti web. L'Hotel Katia infatti promuove "vacanze direttamente in riva al mare", "parco della Majella a 30 minuti di auto" e aggiungono:

"L'albergo e' situato a qualche centinaio di metri dalla spiaggia selvaggia di baia Ferruccio paradiso dei subaquei. Gli ampi spazi, la piscina , IL MARE PULITO , la sabbia finissima, le stanze luminose ed ampie la cucina di terra e di mare ne fanno un luogo ideale per ritemprarsi."

Passiamo all' Hotel Mara:

"La Baia del Lido Riccio si trova al centro della costa adriatica abruzzese, a pochi chilometri dalla citta' di Ortona. Le scogliere del promontorio che domina il mare e l'ampia spiaggia sabbiosa costituiscono lo scenario naturale che accoglie al loro arrivo gli ospiti dell'Hotel Mara."

"Questa e' considerata una delle zone piu' affascinanti dell'intera fascia litoranea, silenziosa e ricca dei profumi del mare e della vegetazione, dei frutteti e degli oliveti. E' qui che a poca distanza nell'acqua si ergono i trabocchi originalissime costruzioni utilizzate per la pesca simili a palafitte, realizzate e sostenute con legni che il mare trasporta sulla spiagge e tra gli scogli."

Vorrei vedere quante di queste cose avrebbero potuto promuovere con quattordici ciminiere sputa veleni 24 ore su 24 a poche centianaia di metri dalle loro soavi stanze. Avrebbero dovuto parlare del profumo delle uova marcie, della vista raffineria, e delle petroliere. I gestori di questi alberghi avranno i loro motivi per volersi fare i fatti loro, ma qualsiasi siano le loro scusanti, il silenzio di chi e' socialmente o economicamente avvantaggiato non e' assolutamente accettabile a mio avviso. Trovo codardo il loro tacere.

Per fortuna oggi arriva una presa di posizione forte da parte dell'associazione di categoria, l'assoturismo, come mi segnala Giosue' e anche il "Comitato abruzzese a difesa dei beni comuni", che opera nel teramano. Raramente in questi mesi mi e' capitato di leggere un documento cosi' sobrio, chiaro e che va dritto al punto, senza troppi giri di parole. Un grazie vivissimo a Daniele Zunica, presidente regionale dell'Assoturismo Abruzzo.

Dal comunicato stampa appena diffuso, le associazioni turistiche abruzzesi "chiedono alle istituzioni maggiori chiarimenti".

E hanno proprio ragione: il governatore Chiodi pronuncia A PAROLE che il "centro oli non esiste e non esistera' mai", ma NEI FATTI dice tutto il contrario. Non apre, e non ha mai aperto bocca, sul resto d'Abruzzo, non fa ricorso contro la proposta ammazza-Abruzzo di Daniele Toto e si ritiene soddisfatto della legge-insulto di Mauro Febbo. Manco a dirsi, Daniela Stati, la bella addormentata nel bosco, continua a tacere.

Circolano voci secodo le quali prima di dire il suo "no" Chiodi abbia addirittura chiesto il permesso a Roberto Poli, presidente dell'ENI il quale avrebbe dato il suo benestare, considerato lo scarso prezzo attuale del petrolio. Queste naturalmente sono voci che mi sono giunte e che non posso confermare, ma spiegherebbe come mai Chiodi nel suo discorsino aggiunga le parole "il centro oli di Ortona non e' piu' nei piani ENI".

Come faceva a saperlo?

Torniamo ad Assoturismo. Grazie Daniele per non avere avuto paura.


ASSOTURISMO ABRUZZO DICE NO AL PETROLIO

"Dopo la doverosa smentita di Gianni Chiodi in merito alla realizzazione del centro Oli di Ortona e alla conferma della costituzione tardiva come parte civile a difesa della legge 14/2008, Assoturismo Abruzzo per prevenire e contrastare i segnali negativi e le disdette nelle prenotazioni generate dall’allarmismo che si sta diffondendo anche sui mercati esteri per il petrolchimico in Abruzzo, chiede alle istituzioni regionali maggiori chiarimenti.

Chiede una posizione netta e trasparente anche contro le 4 istanze accolte dal Ministero per lo Sviluppo Economico per la ricerca e l’estrazione del petrolio in provincia di Teramo e contro la trasformazione della Regione in distretto petrolifero.

La preoccupazione cresce di giorno in giorno con il diffondersi delle informazioni sul reale stato dei fatti, come dalle ultime notizie, solo a titolo di esempio, riportate ieri dalla stampa abruzzese e dai comitati di cittadini, dello sviluppo delle nuove attività della Mediterranean Oil and Gas attraverso la piattaforma Ombrina Mare 2, in mare, tra Ortona e San Vito, il cui inizio lavori è previsto per il 2010.

Nonostante tutte le parole, ufficialmente, dal primo gennaio 2010, l'Abruzzo sarà dunque un campo aperto per i petrolieri. Quasi la metà del territorio abruzzese è interessato da attività legate alla ricerca, all'estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi. Sono coinvolti 221 comuni, di cui 52 sono interessati da concessioni di coltivazione, a rischio di trivellazione.

La situazione è già oltre il livello di allarme. C’è un provvedimento del Consiglio dei Ministri del 27 giugno che definisce l'Abruzzo territorio destinato alle attività di ricerca e di estrazione del petrolio in mare e a terra. Se non bastasse, il disegno di Legge 1441 sottrae alle regioni la valutazione di impatto ambientale per le concessioni di estrazione petrolifera escludendo i comuni da ogni possibilità di decidere in materia. Si consente, in tal modo, al governo centrale di decidere da solo, contro la volontà degli abruzzesi, se dare vita agli impianti previsti.
Il Turismo costituisce il perno dell’economia regionale.

Con grandi sforzi gli operatori stanno investendo da anni nella valorizzazione della vocazione naturalistica della Regione garantendo la qualità del mare e dei servizi, le Bandiere Blu, promuovendo la regione come la più verde d’Europa.

Il prossimo mese si terrà a Montesilvano Ecotur, la fiera del turismo natura, che giunta alla XIX edizione con grande successo, richiamerà centinaia di operatori stranieri convinti della ricchezza del patrimonio verde d’Abruzzo. Come giustificare con loro quanto è stato pianificato? Come prospettare questi cambiamenti nello sviluppo?

Mare, collina, borghi e montagne quale appeal potranno mantenere ai loro occhi?

Non ritengo che far passare sotto silenzio quanto sta accadendo possa contrastare il calo nelle prenotazioni. Perché cosa accadrebbe realmente dopo la realizzazione degli impianti?

Tutti gli sforzi e i risultati raggiunti nel corso degli anni verrebbero completamente annullati dal proseguimento degli intenti del governo centrale e delle multinazionali del petrolio, in cambio dell’ottenimento di pochi spiccioli e poche decine di impieghi garantiti, ma con la devastazione del territorio, la perdita delle produzioni di eccellenza dei prodotti tipici (non solo vini, ma anche oli, paste, farro, ecc) e mettendo a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini.

Siamo ancora e per poco tempo nella condizione di bloccare un progetto di impatto devastante che, per quanto deciso nelle stanze del potere romano, può e deve essere impedito dai nostri rappresentanti regionali e nazionali, come già accaduto in altre regioni italiane, più a nord e forse ritenute meno povere e più capaci di reagire.

In questa occasione è necessario però superare ogni interesse partitico e mettere insieme tutte le forze politiche, imprenditoriali e sociali più sane del nostro territorio e collaborare alla costituzione di un fronte compatto contro questo abuso di potere.

Vi invito tutti a riflettere su quanto sta succedendo, a chiedere incontri e chiarimenti agli amministratori locali, a contattare i comitati che si occupano di far informazione su queste vicende e a chiedere al Presidente Gianni Chiodi di adoperarsi per la revoca delle concessioni o quantomeno per una moratoria di lunghissimo periodo.

Non bastano delle rassicurazioni verbali ma servono risultati concreti per restituire la tranquillità del lavoro a tutta la cittadinanza, in un momento oltretutto già difficile per la crisi internazionale in atto.

Oggi in Abruzzo la trivella può colpire ovunque."

Daniele Zunica

Presidente Regionale Assoturismo Abruzzo

Wednesday, March 25, 2009

Petrolieri all'assalto


Mentre Chiodi continua a parlare a vanvera, i petrolieri continuano ad avanzare imperterriti.
Continuano a divorarsi quanto di piu' bello abbiamo: campi, mari, ricordi e innocenza. Il tutto nel silenzio generale della stampa, della comunita' nazionale, degli Abruzzesi stessi.

E' arrivato il tempo della ribellione.

Mi arrivano infatti nuove segnalazioni dagli impreterriti Giosue' e Lorenzo, e dagli amici di Impronte e del Comitato Natura Verde che hanno tutti scovato notizie di petrolieri che affilano le armi per venire in Abruzzo.

Questi non si fermano, nonostante le chiacchere inutili dell'altrettanto inutile goverantore Chiodi.

Nel suo sito, l'ENI continua a dire che Miglianico sara' produttivo entro il 2009. Infatti hanno distrutto le vigne.

La Mediterranean Oil and Gas nel report di fine anno per il 2008, annuncia che presto trivella' commercialmente Ombrina mare, a pochi chilometri dall'Acquabella di Ortona. L'Acquabella e' un mare pristino, pulito, sano. Questa gente si portera' via uno dei nostri mari piu' belli. Dicono di sperare che i permessi ministeriali arrivino presto. Considerata la stoltezza dei nostri politici, dalla Prestigiacomo alla Stati, da Berlusconi a Chiodi credo che glieli regaleranno quei permessi.

Nella lettera di fine anno ai propri investitori, Mr. Micheal Bonte-Friedheim, il capo della MOG, che ha uffici ad Ortona nello stesso palazzo del sindaco Fratino, scrive ai propri investitori:

"Dear Shareholder, the succesful appraisal of Ombrina Mare was a giant stride forward in the Company's aspiration to become a medium size oil and gas producer in the central Mediterraneran area. Due to its size, the Ombrina Mare field now dominates the Company's assets and focus. The Comnpany will continue to advance its full portfolio of assets but our focus will necessarily be directed towards maximizing the value form Ombrina Mare. "

E cioe' vogliono usare il nostro mare per diventare una compagnia petrolfiera piu' grande di quel che sono, e punteranno tutto su Ortona. Questo vorra dire petrolfiere, zozzerie, incidenti, vista mare petrolizzata. Benefici agli abruzzesi: zero. Grazie Fratino! Grazie Chiodi! Uno schifo.

Mi associo con tutto il cuore alle parole del comunicato stampa di Impronte e del Comitato Natura Verde:

I test effettuati dalla Mog hanno confermato che il petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2” sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi bisogno di un processo di prima raffinazione in loco, chiamata desulfurizzazione, che comporterà l’emissione di idrogeno solforato che arriverà facilmente sulla costa, insieme al petrolio normalmente disperso in mare nella fase di imbarco sulle petroliere.

Avremo così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona bensì in mare aperto.
Continuando ad osservare la cartina delle operazioni della Mog 2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi, se, come afferma il nostro assessore regionale all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette turistiche dall’estero e segnali negativi dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in diverse altre realtà territoriali.

Eppure, malgrado la gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non soltanto ambientali ma anche economici, a cui il “sistema Abruzzo” sta andando incontro.

Avvisiamo ancora una volta che la trasformazione della nostra Regione in Regione petrolifera graverebbe come un macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e future generazioni di Abruzzesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano Energetico Regionale che punti con decisione sulle energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi con forza all’avanzata del petrolio così come altri suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.

Prima che sia troppo tardi.


Lettori di questo blog. E' il tempo di scendere in massa in piazza. Io sono in Europa verso la meta' di maggio. Proviamo ad organizzarci tutti per il 16 o il 23 maggio, sabato ore 11 a Pescara? Che ne pensate? Ecco, visto che c'e' questa quasi paura di proporre una data, lo faccio io. Manca un mese e mezzo, dobbiamo esserci tutti.

Il tempo e' finito.

Monday, March 23, 2009

Sono le leggi contro l'Abruzzo petrolizzato che non esistono


E allora parliamo della conferenza stampa di ieri di Chiodi. Questo e' il racconto che ne fa Prima da noi, questi sono i commenti del blog apocalisse italia e di allegria di naufragi, a cui mi associo perche' dicono tutti cose intelligenti.

La prima cosa che spicca ai miei occhi e a quello degli altri bloggers e' che si continua ad insistere con le parole centro oli e MAI si parla di Abruzzo petrolifero, come se la questione fosse limitata ad Ortona. Chiodi mio caro la meta' dell'Abruzzo e' interessata dalle trivelle.

Perche' non si parla mai delle trivelle a Teramo? Sotto la Majella? A Vasto? O vogliamo fare una conferenza stampa per ogni localita' a potenziale petrolio? Non sarebbe meglio mettersi sotto a scrivere una legge per proteggere TUTTA LA REGIONE?

E poi, quale e' lo strumento che Chiodi intendera' utilizzare per far si che i petrolieri NON vengano in abruzzo? La democrazia si basa su LEGGI e non su promesse, chiacchere o fantasmi per fini strumentali e demagogici come le definisce lui.

Chiodi dice "Ho detto che il centro oli non si fa e non si fara'". Ma le democrazia NON SI PUO" BASARE SULLE PAROLE DI UNA PERSONA anche se questa persona e' il governatore. Mica siamo in una monarchia? In una democrazia si fanno leggi chiare, pulite e a difesa del popolo. Verba volant, scripta manent.

Notare poi che Chiodi dice che, seppur tradivamente, lui vorra' presentare il supporto alla legge regionale che a causa di Daniele Toto potra' essere dichiarata anti-costituzionale. Ma se vuole proteggere quella legge per davvero, che senso ha lottare per tenerla in vita fino al 31 dicembre 2009? Cosa vogliamo fare il primo gennaio 2010?

Perche' non parla di estendere quella legge? Di nuovo, non sarebbe meglio sedersi e capire come fare per allungarla fino al 2040? Questo e' quello che gli Abruzzesi chiedono a gran voce. Una moratoria seria che ci metta al riparo dai petrolieri a lungo termine. Tutto il resto sono chiacchere.

E poi, mi sorge il dubbio: Chiodi avrebbe davvero costituito la regione in maniera ufficiale se non ci fosse stato tutto il clamore di questi giorni? Non lo sapremo mai. Di certo continueremo a vigilare.

Altro appunto, Chiodi dice che il centro oli "Non e' piu nei piani dell'ENI". Questo mi ricorda le parole soavi di Fratino che lungo le strade di Ortona a Gennaio mi disse la stessa cosa.

Ma come fanno Chiodi e Fratino a sapere queste cose? L'ENI che io sappia non ha mai rilasciato dichiarazioni a proposito e in tutti i suoi siti aziendali continua a parlare di Miglianico come a potenziale entrata in funzione a meta' del 2009.

Chi glielo ha detto che l'ENI ha abbandonato i progetti petroliferi per l'Abruzzo? Perche' queste cose non sono state dette anche alla gente? Chiodi e Fratino hanno canali privilegiati con l'ENI? Cosa altro sanno Chiodi e Fratino che gli Abruzzesi non sanno?

E' per questo motivo che Chiodi continua a dire che il centro oli di Ortona non si fara' e che non si pronuncia sul petrolio in altre localita'? E se l'ENI cambia idea? E perche' i vigneti sono tutti stati uccisi? Misteri.

Daniela Stati e' ancora missing in action. Non fa un buon servizio al genere femminile, a mio avviso.

Da ultimo, le dichiarazioni di Mauro Febbo, che in passato mi ha gia' accusato di essere khomenista e terrorista, che nega il riscaldamento globale e che vuole gli inceneritori, sul fatto che

"Ci arrivano segnalazioni dai territori di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende".

Non so se queste siano velate accuse a me, ad ogni modo, la colpa di questa eventuale perdita di immagine non e' di chi denuncia il malaffare all'estero, quanto invece di chi non si da fare in maniera sufficientemente urgente per evitare la petrolizzazione dell'Abruzzo.

L'unico modo di combattere e debellare tale immagine, caro Febbo non e' di passare le leggi dove si aumentano le royalties, mentre Toto va a far dichiarare anticonstituzionale la moratoria. Il modo vero di combattere questa immagine, ammesso che esista, e' di dare segnali chiari, e di scrivere nero su bianco, NO ALL'ABRUZZO PETROLIZZATO.

Nonostante tutte le parole, ufficialmente, il primo gennaio 2010, l'Abruzzo sara' un campo aperto per i petrolieri.

Occorrera' continuare a vigilare, e a non accontentarsi delle parole.

Sunday, March 22, 2009

Aspettando Chiodi


Finalmente la tensione inizia a salire. Negli ultimi giorni, fra blog, commenti su prima da noi, dichiarazioni politiche, a Gianni Chiodi devono avergli iniziato a fischiare le orecchie.

Ma il nostro governatore, un vero principino per bene, invece di rispondere alle tante domande popolari, invece di confrontarsi con la gente, coi giornalisti, dice asetticamente che "replichera' lunedi' in un comunicato stampa". Come se lui abitasse in un castello dorato e come se lunedi' si degnera' di scendere fra noi cittadini che aspettiamo un NO vero al petrolio da mesi. Per di piu' un comunicato stampa non prevede la possibilita' di dialogo, di domande difficili, di confronto, ne con la gente, ne con giornalisti.

Penso ad Obama che va in televisone in prima serata a spiegar i perche' e i per come delle sue proposte per salvare l'America dalla crisi economica. Penso alle sue visite ai lavoratori del Midwest americano, o con le scuole qui in Calfiornia la scorsa settimana. Mica quello si nasconde dietro ad un comunicato stampa. No, e' andato a parlare con la gente. Forse non risolvera' niente, ma e' sceso fra la gente.

La mia semplice interpretazione e' che Chiodi ci deve pensare bene a che parole usare, a come fare per non fare passi falsi, e far sembrare che lui e' contro il petrolio, ma nello stesso tempo difendere il suo silenzio, l'operato di Febbo e il suo dover seguire gli ordini dall'alto. Deve capire come fare per imbambolare la gente ancora un volta senza che nessuno possa metterlo in difficolta'.

Molto probiblmente l'atteso comunicato stampa di Chiodi verra' fuori mentre io dormo. Lo immagino molto fiorito, quasi barocco, e pieno di retorica su un un Abruzzo bello, sano, e sicuro. Forse ci mettera' di mezzo la crisi economica. Chissa' se lascera' dire qualche parola alla nostra assessore all'ambiente, tale Daniela Stati, che finora e' rimasta muta e non ha detto nemmeno una parola, che sia una sul tema petrolio. Che ce l'hanno messa a fare una li che non parla sul tema ambientale piu' importante della nostra regione?

Forse nel comunicato Chiodi difendera' Mauro Febbo che per salvare la sua legge-insulto continua a sparare numeri, dicendo che "le royalties sono aumentate del 125 per cento" grazie al suo intervento. Ma a me questi numeri non mi incantano mica. Invece di fermare i petrolieri, le legge-insulto di Febbo li invita a nozze, lasciando agli Abruzzesi la beffa dell'1% del totale estratto. I conti uno li puo' fare come vuole, ma alla fine la verita' resta che all'Abruzzo restera' L'UNO PER CENTO della ricchezza estratta.

Su tale cifra gireranno intorno i soliti contentini e le varie promesse da mantenere. Ne abbiamo viste di tutti i tipi e colori in Abruzzo: intrallazzi, vilette, cene, viaggi in aereo, pc, e chissa quanto altro di cui non ne sappiamo nulla. Al popolo restera' ben poco. Anzi, quello che restera' per i cittadini saranno solo i tumori, la disoccupazione, l'emigrazione, la fine dell'agricoltura - vedi Viggiano.

Qualsiasi cosa questo comunicato stampa dira', la mia semplice posizione e' che OCCORRE UNA MORATORIA DI 30 ANNI, scritta nero un bianco. La democrazia non si basa sulle promesse di Berlusconi, o del governatore ma su leggi chiare, semplici e fatte per il beneficio del popolo.

Vogliamo una moratoria di 30 anni. Tutto il resto sono chiacchere, caro Gianni Chiodi, che non servono a nessuno e a cui non credera' nessuno, men che meno la sottoscritta.

Thursday, March 19, 2009

Chiodi il traditore


Vi ricordate durante la campagna elettorale le belle paroline che Chiodi disse sulla petrolizzazione dell'Abruzzo? Bugie, tutte bugie, solo bugie.

Mettiamo insieme tutta la storia. Alla fine di Novembre 2008, il PdL mandava Daniele Toto a dire al governo centrale "ma non possiamo rendere anticostituzionale la moratoria che quei fessi dei miei corregionali hanno fatto per proteggersi terra, polmoni e figli?" (inclusi i suoi)

Qualche giorno dopo il candidato-fantoccio Chiodi va in televisione a dire che il centro petroli sarebbe stata una straordinaria opportunita' per l'Abruzzo, in linea con l'azione di Daniele Toto, e dicendo piu' o meno le stesse cose che diceva Del Turco prima che la regione gli si rivoltasse contro. Anche qui non tardano a fioccare email, blog, gente arrabbiata, un mini scandalo in tutta la regione.

Chiodi cerca un modo per aggiustare la frittata. Decide di usare uno dei miei (tanti) email per andare in TV e dire che e' stato tutto un malinteso, "io sono un uomo libero", "sono contro il petrolio" ma bisogna accontentare l'ENI, lei e' brava etc etc. Insomma, disse quanto bastava per rimbambolare la gente.

Ad un certo punto, Chiodi si ritrovo' sommerso di email da parte di persone che leggono i nostri blog, facebook e cosi via. Qualche giorno dopo, mi mando' a dire per telefono se "per piacere potevo dire alla gente di non mandare piu' email perche' poi non riusciamo a leggere quelli importanti". Forse pensava che con quella lettera di qualche giorno prima avesse fatto il suo dovere e che non voleva esser piu seccato. Quel giorno pero' mi sono froncata ed ho detto all'intermediario che la democrazia non funziona cosi, che se gli arrivano 1000 o 10,000 o 100,000 email petrolfieri e' perche' LA QUESTIONE E" IMPORTANTE e che mai avrei detto alla gente di non scrivergli piu, anzi ne ero ben felice!

Assumesse un altro impiegato, visto che si porta via circa 120,000 euro l'anno netti di stipendio, DI PIU' DI QUALSIASI GOVERNATORE AMERICANO!!!!


Bene, su quella promessa anti-petrolfiera Chiodi vinse la campagna elettorale. Dovette anche far venire Berlusconi da Roma a dire che l'Abruzzo e' piu' bello del Maine e che il centro petroli non si sarebbe fatto. Anche quelle pero' erano parole vuote e inutili, visto che, passate le elezioni, Berlusconi ha buttato tutto al dimenticatoio, compreso il sondagio dove si diceva che il 75% degli Abruzzesi e' contratio alle trivelle.

Ma cosa ha fatto di concreto Chiodi in questi mesi? NULLA. Anzi, quel poco che ha fatto o non fatto e' stato un regalo dopo l'altro ai petrolieri.

Dopo le elezioni Chiodi ha vissuto nel piu grave mutismo petrolifero, assieme alla sua sottoposta Daniela Stati. Mauro Febbo propone la legge-insulto, dove spacciando per una manna l'assegnazione dell'1% delle royalties alla regione, di fatto apre ai petrolieri porta, portone, finestre, finestrelle, balconi e verande.

Anche dopo le elezioni ho continuato a cercare un contatto con lui, scrivendogli e riscrivendogli dei miei arrivi in Italia e che mi sarebbe piaciuto dire anche a lui, privatamente, pubblicamente, dove voleva lui, i pericoli a cui andiamo incontro.

Interrogato il morto, non rispose.

Oggi viene fuori che i limiti di tempo affinche' l'Abruzzo si costituisse in giudizio per cercare di salvare la legge salva-Abruzzo dall'attacco di Toto sono scaduti. Questo e' quello che riporta Prima da Noi. La famosa moratoria che con tanto amore e con tanta fatica abbiamo fatto approvare rischia di essere annullata SENZA CHE CHIODI FACCIA NULLA.

Invece di dire al governo centrale: guardate che quella legge l'hanno voluta a furor di popolo gli Abruzzesi, Gianni Chiodi se sta a mani conserte e tace, un moderno Ponzio Pilato.

Lui forse crede che restando muto e silenzioso, come Daniela Stati, o lasciando che siano gli altri a decidere o a parlare dell'utilita' dei 'pozzetti' come Mauro Febbo o come Gianfranco Giuliante, sia al riparo da giudizi, da scandali, e forse anche dal rimorso della sua coscienza. Non e' cosi' e lo sa anche lui.

Caro Gianni, un tempo mi parlavano di te come di una brava persona, un po debole, ma fondamentalmente onesto. Oggi sei diventato non solo un complice, ma sei divenato il colpevole principale della petrolizzazione dell'Abruzzo, perche' avevi la possibilita' di fare e non hai fatto.

Il silenzio non e' una scusante. Avevi una scelta davanti a te: lottare assieme e per gli abruzzesi, o restartene li a fare la statuina asservita. Hai scelto l'ultima possibilita', tradendo il popolo e rimangiandoti le promesse. La storia sara' crudele con te, e io spero che ancora piu' crudele sia la voce della tua coscienza se ne hai una. Da quella non si scappa.

Mi avevi scritto di essere un uomo libero. Io oggi ti vedo solo come uno squallido servitore dei potenti, e mi fai solo una gran pena.

Wednesday, March 18, 2009

Federparchi o federpetrolio?


Gianfranco Giuliante e' il presidente (?) del Parco Nazionale della Majella. E' anche stato appena eletto all'unanimita' come vicepresidente nazionale di Federparchi.

Questo e' quello che Patrizio Schiappa, il segretario regionale di Ambiente e Vita (mai sentiti nominare!) dice di lui a Prima da Noi. Secondo Schiappa l'elezione di Giuliante rappresenta:

"il riconoscimento più evidente dell’eccellente lavoro svolto da Giuliante sia come dirigente apicale di “Ambiente e/è Vita” sia come Presidente del Parco Nazionale della Majella".

Notare l'uso di parole arzigorose e auliche. Un dirigente apicale mi fa pensare al lavoro diuturno del buon vecchio Remo Di Martino. Comunque, Schiazza continua dicendo che l'attivita' di Giuliante e' da sempre

"caratterizzata per l’attenzione rivolta ai criteri di gestione e salvaguardia delle aree protette."

Ah si? E dov'e' Giuliante nella lotta all'Abruzzo petrolizzato? E dov'e' la Federparchi, Ambiente e Vita, o Mr. Patrizio Schiazza a sporcarsi le mani con il popolo? Qualcuno li ha mai visti? Qualcuno li ha mai sentiti? Dov'e' e' l'attenzione di Giulinate per quella meta' d'Abruzzo che rischia di essere ingoiata dal petrolio? Ha mai aperto bocca per promuovere la salvezza della costa teatina? Per farsi promotore dell'instaurazione, perimetrazione sia di quel parco che di quello marino, a Cerrano, vicino a Pineto?

Ma lo sa Giuliante che la Shell sta cercando di andare a trivellare LettoManoppello? Lo sa che molti permessi estrattivi ricadono anche dentro il parco Nazionale della Majella? C'e' mai stato lui in Baslicata dove i pozzidi petrolio hanno inquinato le falde acquifere del Parco Nazionale della Val D'Agri?

Cosa fa Federparchi oltre alle belle parole e all'autocelebrazione di quanto siamo bravi e belli?

Ma Giuliante sa benissimo cosa fa: tace perche' non gliene importa un fico secco della natura e dell'Abruzzo. La poltrona e' l'unico ambiente che ama. In questa intervista infatti dice:

"Bisogna fare una scelta intelligente - che non soffra di un pregiudizio "ecologico" - e non si deve negare la necessità che i "pozzetti" vadano messi da qualche parte per poter vivere e lavorare tutti quanti".


Questo qui non sa cosa dice! La parola SCELTA significa che non puoi seguire due strade in conteporanea: o fai l'Abruzzo verde o fai l'Abruzzo minerario. Non ci sono alterantive. O vuoi la salute del parco o vuoi ci i 'pozzetti' dentro.

Caro Giuliante, non abbiamo necessita' di pozzetti o di scelte petrolfiere intelligenti. Abbiamo invece necessita' di amministratori istruiti, lungimiranti, innamorati della terra, della gente, della verita'. Abbiamo biosgno di uomini liberi, e non di gente ignorante. Abbiamo bisogno di gente che invece di rincorrere le ultime goccie di petrolio del pianeta, sappia guardare al futuro liberi dai giochi di potere, di politica e che sappia dire no ai tarallucci con petrolieri, cementificatori e affaristi di ogni genere. Il petrolio non porta lavoro, ma solo malattie e distruizione.

Arrivera' la fine di questa gente, e' inevitabile. Sono vecchi nelle apparenze, nei modi di fare, nelle idee. Sono vecchi e inutili. Gianfranco Giuliante, Nicola Fratino, Remo Di Martino, Daniela Stati, Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Daniele Toto. A modo loro questa gente ha dimostrato nei fatti di volere l'Abruzzo petrolifero. Non meritano l'Abruzzo, sta a noi farglielo capire.

Ringrazio con affetto ed amicizia Lorenzo del blog Allegria di Naufragi che mi ha segnalato l'esistenza di questo personaggio e del suo amore per l'Abruzzo. Ecco il video del Presidente (?) del Parco Nazionale della Majella:

Monday, March 16, 2009

A Daniele Toto l'Abruzzo piace minerario



Tutti gli Italiani, piu' o meno, hanno sentito parlare di Carlo Toto. E' il padrone dell'AirOne che da piccolo voleva fare il pilota dell'Alitalia ma non ci riusci'. E' stato uno dei salvatori della patria per il caso Alitalia ed e' indagato per presunta corruzione nel caso D'Alfonso a Pescara. Tre dei quattro figli di Toto lavorano nella Toto SPA che costruisce strade, ponti e gallerie.

Daniele Toto e' il figlio del fratello di Carlo, Angelo Toto ed ha lavorato come assessore al comune di Pescara dal 2001 al 2003. Nel 2008 e' stato eletto alla camera dei deputati nella 17esima circoscrizione PER L'ABRUZZO e per il PdL. Fa parte della commissione per i trasporti, le poste e telecomunicazioni. Ecco il giudizio su di lui della rivista Cronaca D'Abruzzo online del Marzo 2008.

La famiglia Toto dunque, e' una famiglia potente: c'hanno i soldi, l'AirOne, il deputato in casa, un pezzo dell'Alitalia e amici altolocati.

Qualcuno dira', bene ecco degli abruzzesi che 'contano' e che magari ci danno una mano. In fondo l'Abruzzo e' anche loro. Manco per niente. Innanzitutto, nessuno della famiglia Toto non ha smosso un dito per aiutare a salvare l'Abruzzo (e di questo sono colpevoli anche Filippo De Cecco, Jarno Trulli, Alda D'Eusanio, e si, pure Rocco Tano, che sono abruzzesi e che avrebbero potuto fare la loro parte), ma per di piu' si adoperano all'incontrario!

Daniele Toto infatti ha presentato una interrogazione parlamentare in cui sottolinea che l'Abruzzo e' una regione mineraria, che l'ENI ha tutti i permessi, che la raffineria di Ortona serve per il bisogno energetico dell'Italia e dunque vuole

...sapere se il Governo non intenda promuovere la questione di legittimità costituzionale ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione con riferimento all'articolo 1, comma 6, della legge regionale n. 14 del 2008 della Regione Abruzzo.
(4-01623)

Cioe' invece di ricordare con veemenza al governo ed assieme agli Abruzzesi che l'Abruzzo e' la regione verde, lui dice che l'Abruzzo e' una regione mineraria. Invece di proteggere la sua terra, lui va a mettere la pulce nell'orecchio al governo centrale. Invece di chiamare i contadini, le associazioni, i sindaci, e dirgli: di cosa avete bisogno, sono di famiglia ricca, sono abruzzese e voglio lavorare con voi e per l'Abruzzo, lui va a fare la spia. Invece di aiutarci a far passare una moratoria piu' lunga, lui dice che si deve dichiare incostuzionale la legge che gli abruzzesi a gran voce hanno fatto per difendersi. Che gran gesto per l'Abruzzo che t'ha votato caro Daniele!

La cosa buffa e' che in una intervista precedente questa interrogazione il nostro eroe disse all'Opinione delle Liberta':

A dettare l’agenda dei lavoro sono soprattutto i temi propri della Commissione della quale sono membro, quella dei Trasporti. Dunque, l’impegno sarà principalmente rivolto all’approfondimento, allo studio e all’impostazione di progettualità relative ai nodi infrastrutturali di cui la nostra realtà è carente.

Che c'entra il petrolio con trasporti, poste e telecomunicazioni?

Che tristezza. Abbiamo di fronte un uomo che ha potere, che potrebbe fare del bene alla gente che teoricamente dovrebbe SERVIRE in parlamento, che potrebbe usare il suo peso politico, economico, di immagine, di amicizia e di parentele nella lotta all'Abruzzo petrolizzato. Invece sta li senza amore, senza coscienza, senza morale. L'avete mai visto voi Daniele Toto ad informarsi sul tema petrolio? Io mai.

Contento lui di vivere cosi.

Lascio allora che le parole d'amore che Daniele Toto ha per la sua terra vengano direttamente fuori dalla sua boccuccia di rosa. L'intervento di Toto alla camera e' del 13 Novembre 2008 e la risposta datagli e' del 26 Febbraio 2009. Questi interventi si possono leggere qui leggere qui oppure qui. A scanso di equivoci ho scaricato tutto e messo nei miei file personali, cosi' se cancellano ho nero su bianco cio' che Daniele Toto dice, con immenso amore per l'Abruzzo:


TOTO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per i rapporti con le regioni.

- Per sapere -

premesso che: con decreto 19 aprile 2002 il ministero delle attività produttive, acquisiti i pareri della regione Abruzzo ai fini ambientali e dell'intesa Stato-Regioni, conferiva a ENI SpA la concessione «Miglianico» per la coltivazione e lo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi;

nell'ambito del programma dei lavori è prevista la costruzione di un centro oli situato in Contrada Feudo di Ortona (provincia di Chieti) per lo stoccaggio dell'olio proveniente dai pozzi di produzione e il suo successivo trasporto in un deposito costiero;

l'articolo 1, comma 77, della legge 23 agosto 2004, n. 239, «Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia», testualmente dispone che

«Il permesso di ricerca e la concessione di coltivazione degli idrocarburi in terraferma costituiscono titolo per la costruzione degli impianti e delle opere necessari, degli interventi di modifica, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili all'esercizio, che sono dichiarati di pubblica utilità. Essi sostituiscono, ad ogni effetto, autorizzazioni, permessi, concessioni ed atti di assenso comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, fatto salvo quanto disposto dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624» mentre il successivo comma 82 così recita: «Qualora le opere di cui al comma 77 comportino variazioni degli strumenti urbanistici, il rilascio del permesso o della concessione di cui al medesimo comma 77 ha effetto di variazione urbanistica»;

con decreto 6 luglio 2005 il ministero delle attività produttive approvava le varianti al progetto di cui alla richiamata concessione;

in data 11 luglio 2006, ENI SpA implementava l'iter autorizzatorio innanzi il Comune di Ortona, ancorché la citata legge n. 239 del 2004 lo rendesse, con ogni probabilità, non cogente;

il ministero dello sviluppo economico, in data 27 giungo 2008, ha classificato la regione Abruzzo come «regione mineraria»;

con la legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 recante «Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina» la regione Abruzzo aveva, ad opinione dell'interrogante inopinatamente, sospeso il permesso a costruire il menzionato centro oli fino al 31 dicembre 2008 e con la recente L.R. n. 14 del 2008 tale sospensione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2009 -:

se il Governo non intenda promuovere la questione di legittimità costituzionale ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione con riferimento all'articolo 1, comma 6, della legge regionale n. 14 del 2008 della Regione Abruzzo.
(4-01623)