
Sono arrivata finalmente a casa dopo un lungo viaggio. Davanti a me c'e' una pila impressionante di giornali vecchi da leggere e che si sono accumulati mentre ero via. In TV e sul web impazza la prossima inaugurazione di Obama, domani, che e' anche il primo giorno di lezione nella mia universita'. Fuori ci sono circa 20 gradi. Mi ci vorra' un po di tempo per riabituarmi alla mia vita di tutti i giorni.
Le impressioni che si agitano dentro di me dopo questo nuovo tour in Abruzzo sono tante, nel complesso mi sembra che ci sia una sempre crescente presa di posizione e di consapevolezza fra le persone comuni. E per questo non intendo soltanto una preoccupazione vaga ma propositiva che spero si sparga per tutta la regione ed in maniera capillare. Uno dei miei desideri e' che il tipico atteggiamento meridionale e passivo del 'non ci posso fare niente' si trasformi in un desiderio creativo di trovare qualcosa da poter fare.
Penso al signor Armando Orsini che non ha venduto le sue terre all'ENI rifiutando 200,000 euro. Penso al professor Orlando Volpe che e' andato a suonare ad un concerto in onore di Fabrizio de Andre' con la maglietta no centro oli. Penso al signor Benedetto Anfossi che ha vinto un premio speciale dal comune di Lanciano per avere realizzato un presepe dedicato al tema della preservazione delle coste teatine dall'invasione del petrolio. Penso alla professoressa del liceo pedagogico che ha messo su altro presepe di denuncia contro il petrolio. Penso alle tante persone che mi hanno scritto, che sono venute a sentirmi e che mi hanno chiesto: cosa possiamo fare?
Io non ha la soluzione magica, ma so che vinceremo solo se tutti facciamo la nostra parte. Anche con gesti piccoli come quelli su citati e di cui sono sicura esistono molti piu' esempi.
La strada e' lunga ed occorre ancora l'impegno vero di ciascuno. Alle scuole ho suggerito di scrivere lettere al governatore Chiodi, cosa che possono fare anche i singoli e le associazioni culturali, ai cittadini di creare comitati locali in difesa del territorio, ai politici di ascoltare la gente e di agire senza mai piu' paure o interessi personali. Ne va del nostro futuro.
Voglio avere stima di Chiodi che tutti dicono essere una brava persona. Non e' facile la sua posizione, spinto da un governo centrale che dichiara l'Abruzzo regione mineraria e da una popolazione che invece non ne vuole sentire, e giustamente, del petrolio. Dobbiamo fargli sentire la nostra voce, cosicche' il nostro governatore possa dire in ambiti nazionali: 'Cari petrolieri, tutta la regione e' contraria ed io non ho scelte. Non posso assecondarvi ne ad Ortona, ne altrove.'
Un po' come quando quelle 6,000 persone davanti al consiglio regionale dell'Aquila hanno portato all'approvazione della legge regionale del 4 Marzo. I politici, d'accordo o contrari che fossero all'ENI, e qualsiasi atto avessero fatto in precedenza, non hanno avuto scelte e hanno dovuto ascoltarci. Un po' come quando il sondaggio pre-elettorale dove quasi tre quarti della popolazione si e' espressa contro il petrolio, ha forzato l'arrivo di Berlusconi per scongiurare il centro petrolifero di Ortona.
Tutto quello che e' stato ottenuto finora e' frutto dell'opera dei cittadini, ed occorre continuare cosi, ad essere sempre piu' numerosi e volenterosi.
Una piccola nota: Qualche volta nelle varie conferenze informative e anche su questo blog, ho parlato della causa in corso fra il governo della California e quello federale sotto Bush, dovuta al fatto che i Californiani vogliono imporre limiti ambientali piu' severi, specie per le automobili, e che Bush non vuole. Altri 17 stati dell'unione si sono aggiunti alla causa (fra cui Florida, New York e Massachusetts) perche' vogliono fare propri i limiti proposti dalla California. Il Los Angeles Times di oggi dichiara che non appena insediato, Obama accogliera' le richieste di emissioni piu severe, mettendo fine al contenzioso e nonostante le proteste dei manifatturieri di automobili.
La lotta, portata avanti da politici coscienziosi, e' finita in favore del pianeta e della salute delle persone. Spero che un giorno possiamo anche noi abruzzesi possiamo avere un finale simile.





