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Monday, January 19, 2009

Ritorno a casa


Sono arrivata finalmente a casa dopo un lungo viaggio. Davanti a me c'e' una pila impressionante di giornali vecchi da leggere e che si sono accumulati mentre ero via. In TV e sul web impazza la prossima inaugurazione di Obama, domani, che e' anche il primo giorno di lezione nella mia universita'. Fuori ci sono circa 20 gradi. Mi ci vorra' un po di tempo per riabituarmi alla mia vita di tutti i giorni.

Le impressioni che si agitano dentro di me dopo questo nuovo tour in Abruzzo sono tante, nel complesso mi sembra che ci sia una sempre crescente presa di posizione e di consapevolezza fra le persone comuni. E per questo non intendo soltanto una preoccupazione vaga ma propositiva che spero si sparga per tutta la regione ed in maniera capillare. Uno dei miei desideri e' che il tipico atteggiamento meridionale e passivo del 'non ci posso fare niente' si trasformi in un desiderio creativo di trovare qualcosa da poter fare.

Penso al signor Armando Orsini che non ha venduto le sue terre all'ENI rifiutando 200,000 euro. Penso al professor Orlando Volpe che e' andato a suonare ad un concerto in onore di Fabrizio de Andre' con la maglietta no centro oli. Penso al signor Benedetto Anfossi che ha vinto un premio speciale dal comune di Lanciano per avere realizzato un presepe dedicato al tema della preservazione delle coste teatine dall'invasione del petrolio. Penso alla professoressa del liceo pedagogico che ha messo su altro presepe di denuncia contro il petrolio. Penso alle tante persone che mi hanno scritto, che sono venute a sentirmi e che mi hanno chiesto: cosa possiamo fare?

Io non ha la soluzione magica, ma so che vinceremo solo se tutti facciamo la nostra parte. Anche con gesti piccoli come quelli su citati e di cui sono sicura esistono molti piu' esempi.

La strada e' lunga ed occorre ancora l'impegno vero di ciascuno. Alle scuole ho suggerito di scrivere lettere al governatore Chiodi, cosa che possono fare anche i singoli e le associazioni culturali, ai cittadini di creare comitati locali in difesa del territorio, ai politici di ascoltare la gente e di agire senza mai piu' paure o interessi personali. Ne va del nostro futuro.

Voglio avere stima di Chiodi che tutti dicono essere una brava persona. Non e' facile la sua posizione, spinto da un governo centrale che dichiara l'Abruzzo regione mineraria e da una popolazione che invece non ne vuole sentire, e giustamente, del petrolio. Dobbiamo fargli sentire la nostra voce, cosicche' il nostro governatore possa dire in ambiti nazionali: 'Cari petrolieri, tutta la regione e' contraria ed io non ho scelte. Non posso assecondarvi ne ad Ortona, ne altrove.'

Un po' come quando quelle 6,000 persone davanti al consiglio regionale dell'Aquila hanno portato all'approvazione della legge regionale del 4 Marzo. I politici, d'accordo o contrari che fossero all'ENI, e qualsiasi atto avessero fatto in precedenza, non hanno avuto scelte e hanno dovuto ascoltarci. Un po' come quando il sondaggio pre-elettorale dove quasi tre quarti della popolazione si e' espressa contro il petrolio, ha forzato l'arrivo di Berlusconi per scongiurare il centro petrolifero di Ortona.

Tutto quello che e' stato ottenuto finora e' frutto dell'opera dei cittadini, ed occorre continuare cosi, ad essere sempre piu' numerosi e volenterosi.


Una piccola nota: Qualche volta nelle varie conferenze informative e anche su questo blog, ho parlato della causa in corso fra il governo della California e quello federale sotto Bush, dovuta al fatto che i Californiani vogliono imporre limiti ambientali piu' severi, specie per le automobili, e che Bush non vuole. Altri 17 stati dell'unione si sono aggiunti alla causa (fra cui Florida, New York e Massachusetts) perche' vogliono fare propri i limiti proposti dalla California. Il Los Angeles Times di oggi dichiara che non appena insediato, Obama accogliera' le richieste di emissioni piu severe, mettendo fine al contenzioso e nonostante le proteste dei manifatturieri di automobili.

La lotta, portata avanti da politici coscienziosi, e' finita in favore del pianeta e della salute delle persone. Spero che un giorno possiamo anche noi abruzzesi possiamo avere un finale simile.

Thursday, January 15, 2009

Trasmissioni televisive


In questi giorni dopo il servizio andato in onda su 'Sabato e domenica' di RaiUno dedicato al petrolio in Abruzzo c'e' stato un nuovo servizio su 'Linea Verde' e sulla Val D'agri.

Nel programma 'Sabato e domenica' sono stati invitate l'ENI (che non si e' purtroppo presentata), e' stata voce a Fratino ed in studio c'erano un medico ligure ed un giornalista di Famiglia Cristiana, voci libere e sufficientemente distaccati dalla realta' abruzzese per dare giudizi bilanciati. Mi pare che anche loro si siano espressi contro il petrolio in Abruzzo.

In piu' Franco di Mare, il giornalista della trasmissione, e' noto per il suo impegno sociale e civile. Di contro, il servizio di 'Linea Verde', curato da Massimiliano Ossini, proveniente da Disney Channel e in cui non e' stata data voce alcuna agli abitanti del luogo o a medici e scienziati.

Potete trovare commenti e descrizioni sui siti amici di no-centro-oli per quanto riguarda il servizio di unomattina e poi soprattutto di apocalisse italia e di nuovo senso civico per il servizio di linea verde.

Vorrei invece parlare del mio intervento di ieri su Rete Otto per gli abruzzesi che l'avessero visto. Ero stanca, venivo da cinque ore di incontri con oltre 1500 studenti del liceo linguistico e pedagogico di Lanciano, e da svariati giorni di attivita' frenetica. Non mi era stato detto che si trattava di un dibattito, e pensavo che sarebbero state una serie di domande e risposte con il me ed il giornalista. Questo non perche' non voglia il dibattito, ma perche' se avessi saputo che ci sarebbero stati altri ospiti in sala avrei calibrato i miei tempi per essere presente in trasmissione piu' riposata e grintosa.

Ad ogni modo, sono rimasta abbastanza sconcertata dai battibecchi fra le due personalita' politiche presenti, Camillo d'Alessandro e Mauro Febbo.

Mentre il primo e' rimasto abbastanza focalizzato sul tema della trasmissione, di Mauro Febbo non mi e' molto piaciuto il cercare ogni volta di forzatamente inserire temi fuori luogo e inopportuni. Non eravamo li per parlare di centrali nucleari o di inceneritori. Avrei un sacco di cose da dire su questi temi, ma non mi sembrava corretto deviare su questioni che meriterebbero di essere approfonditi in altra sede. A me l'attegiamento di Febbo e' sembrato superficiale e scorretto.

Alla fine della tramissione in privato ho cercato di dirgli, gentilmente, che ci sono molti studi che mostrano la pericolosita' degli impianti che inceneriscono i rifiuti. Fra l'altro in inglese l'unica parola che io sappia esista per descrivere un impianto per la 'termovalorizzazione' e' incinerator. Parole come thermo-value non esistono. Negli stati americani piu' progressisti come la California, per quanto io ne sappia non esistono inceneritori. Anzi, come abbiamo detto qui piu volte, il reciclaggio e' fortemente incentivato e promosso anche in modo creativo. A San Francisco si differenzia il 70% dell'immondizia e si usano ben zero inceneritori.

Lui per tutta risposta mi ha detto 'io sono ben documentato, ho le mie fonti. Non cambiero' mai idea. In Italia i termovalorizzatori si faranno e in Abruzzo se ne faranno quattro.' Ha preso, ha girato, e se ne andato. Non e' stato molto educato.

In trasmissione mi e' stato chiesto cosa ne pensassi della politica italiana. Cosa avrei potuto dire? Che non ho mai visto ne sentito una tale arroganza dall'altra parte del pianeta di cui mi onoro di far parte? Che in un paese democratico vero
il Mario Negri sud sarebbe stato contattato nel 2001 e non nel 2007? O che in un paese democratico vero nel direttivo del Mario Negri sud ci sarebbero solo scienziati e non politici, fra cui, ad un certo punto anche Ottaviano del Turco
che c'ha solo la terza media? O ancora che negli Stati Uniti c'e' un maggior rispetto per la scienza, tanto che Obama ha deciso di mettere un premio Nobel come segreatrio del dipartimento dell'energia? Vorrei vedere chi avra' mai il coraggio qui di mettere Rubbia come ministro dell'energia.

Velatamente il futuro assessore all'agricoltura ha anche detto che io sarei un po troppo allarmista e che quella di Ortona (siamo ancora con questa storia!) non e' una raffineria, ma un centro oli. Non mi andava di perdere tempo di fronte a tali idiozie. Come per il sindaco di Collelongo, non sono sicura di quale sia la formazione scientifica di Febbo, ma da quanto leggo in rete il signor Febbo e' un ragioniere. Se fossi in lui rifletterei un po di piu sul fatto che, con tutta la modestia del mondo, sono quasi 14 anni che faccio ricerca ad alto livello e che se sono preoccupata non e' perche' io voglia essere una terrorista, quanto invece perche' la situazione e' davvero grave. L'Abruzzo petrolizzato e' una questione seria e non si risolve restringendosi sul problema, pur grande, di Ortona.

L'ultima cosa di cui Febbo puo' accusarmi e' di assumere posizioni comuniste o khomeiniste (non si e' capito cosa farfugliasse). Sono americana di passaporto e di cultura, ed il comunismo e l'islam estremo sono due cose assolutamente fuori dalla mia cultura e dalla mia formazione mentale.

Sono una semplice persona di scienza, obiettiva e disinteressata, che cerca di lavorare per il bene della mia comunita' di origine. Tutto qui.

Un ultimo appunto. Chi legge questo blog sa che il coinvoligmento della Chiesa cattolica e' stato il frutto paziente e persistente della sottoscritta. Per mesi ho scritto email e lettere al clero locale, dai vescovi ai preti delle comunita' parrochiali. Alcune di queste lettere sono apparse anche sul blog. Non amo pubblicizzarmi, ma sono stata io a creare un dialogo con i vescovi e che ha poi convinto Ghidelli e Valentinetti a Penne, Pescara, Chieti ed Ortona a prendere posizioni.

Tuesday, January 13, 2009

Mentalita' vecchie


Altri appuntamenti:

Pescara 14 gennaio ore 18pm, IRIS via Cesare Battisti
Lanciano 15 gennaio ore 10am, Liceo Pedagogico (ex Magistrali)
Chieti 15 gennaio ore 18pm, Mate Infoshop Via Silvio Spaventa
Ortona 16 gennaio ore 18pm, sala Eden

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Stamattina sono stata per una intervista con Radio Speranza, l'emittente radiofonica dell'area metropolitana di Pescara-Penne. Il programma era di avere me in studio e parallelamente, il sindaco di Collelongo, Angelo Salucci, che avrebbe dovuto parlare delle festivita' in onore di Sant'Antonio Abate.

Collelongo e' anche il paese di provienza dell'ex governatore d'Abruzzo Ottaviano del Turco, finito in carcere per un paio di mesi per presunte tangenti in ambito di sanita' e che si e' sempre dichiarato favorevole al centro petrolifero di Ortona. Ricordo che secondo Ottaviano del Turco il centro petrolifero di Ortona sarebbe stata una straordinaria opportunita' per l'Abruzzo, nonostante royalties bassissime, i soli 30 posti di lavoro targati ENI, e innumerevoli disastri alla salute e al territorio degli abruzzesi.

Il sindaco ha pero' subito esordito parlando della centrale fotovoltaica di Collelongo, con il giusto orgoglio di un sindaco di un piccolo paese che cerca di fare passi verso un futuro nuovo e non ancorato a vecchi schemi. O almeno questo era lo spirto che io gli avevo attribuito e che mi faceva anche piacere pensare. Quando pero' la giornalista gli ha chiesto del centro oli, e' iniziata una litania che io credevo ormai superata.

Si continuava a parlare del fatto che non si puo' avere tutto nella vita, o ci prendiamo lo 'sviluppo' con tutti i suoi guai, oppure rimaniamo poveri. Il turismo si sa che non puo' portare ricchezza al territorio, visto che al massimo si arriva al 6,7% del PIL. La scienza trovera' un modo per far coesistere petrolio e vino.

Prima di rispondergli, gentilmente ma per le rime, mi sono cadute le braccia per terra. Che piccolezza di visione. Che scarso dinamismo, che opportunita' perse per il futuro.

Ma chi l'ha detto che lo sviluppo e' solo petrolio, industria pesante o distruzione del territorio? Chi l'ha detto che il turismo deve essere *per forza* una parte microscopica della nostra economia? Quale persona competente e disinteresata dira' mai che petrolio e vino possono coesistere?

Io vorrei tanto che a comandare in questa regione ci fosse gente competente ed umile nelle cose che non sa. Perche' (e gliel'ho chiesto anche alla radio) per Collelongo il sindaco Salucci ha scelto il fotovoltaico e dobbiamo invece condannare altre parti della regione a morire soffocati dai fumi tossici del petrolio? O il fotovoltaico e' stata solo una scelta di immagine e non realmente abbracciata con coscienza e consapevolezza?

Possibile che in questi di tempi di turismo di qualita', di energie alternative, di ritorno alla terra, di premi di qua e di la per il Montepulciano d'Abruzzo, non siamo in grado di impostare questa regione verso uno sviluppo sostenibile, rispettoso e sano? E' cosi difficile, e cito una realta' a caso, copiare l'impostazione del Trentino Alto Adige? E' cosi difficile decidere *oggi* che fra 20 anni vogliamo essere il nuovo Trentino o la nuova Toscana e lavorare in questa direzione?

Obama ci ha fatto sognare tutti con progetti in grande per l'America e per il mondo. Lo so anche io che il futuro non si costruisce con i sogni, ma e' da li che si parte, ed e' dagli ideali che si cammina giorno dopo giorno verso la meta.

Occorre solo non avere paura, sapere dove si sta andando e perche', crederci e lavorare duro, giorno dopo giorno.

Monday, January 12, 2009

L'ENI ed il latte materno


''C'è inquinamento che si vede, come il fumo delle ciminiere, e c'è l'inquinamento che non si vede, che si insinua nelle viscere della terra, che impregna l'insalata, che si annida nella frutta, che penetra nell'organismo umano''

Queste sono le parole del sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che coraggiosamente ha annunciato alla fine del 2008 che chiedera' all'ENI risarcimento per danni ambientali nella sua citta', e che invoca la presenza permanente di un osservatorio del consiglio nazionale delle ricerche. Gli ex lavoratori sono gia' riuiniti in un comitato spontaneo e si sono gia' costituiti parte civile.

L'impianto di Gela, detto Clorosoda, ha inquinato cosi fortemente la citta' con i suoi scarichi di mercurio che le donne hanno tassi elevatissimi di mercurio nel loro latte materno e le acque non sono potabili. Gli ex lavoratori ancora vivi sono quasi tutti ammalati di cancro. La loro vita media e' di 60 anni contro i 75 della media nazionale. Lo stabilimento ENI di Gela, e' stato chiuso circa 20 anni fa, ma continua ad inquinare perche' l'opera di smantellamento non e' stata portata a termine in un modo completo e giusto. Per esempio, le tubazioni interrate non sono state ancora rimosse, e giacciono carichi di inquinanti nel terreno. L'acqua a Gela non e' potabile da molti anni.

Gli ex dipendenti ENI hanno chiamato lo stabilimento Clorosoda 'la fabbrica della morte'. Secondo le analisi fatti, l'ENI e' responsabile dell'inquinamento del mare di Gela con mercurio, rame, zinco e arsenico, dell'inquinamento dell'aria con benzene, toluene, isobutano, bisolfuro di metile, trimetilbenzene, e della terra con nickel, cobalto e zinco.

Il sindaco di Ortona, Nicola Fratino ha detto ad UnoMattina che lui non ha alcuna ragione di credere che l'ENI metta a rischio la salute della gente. Forse dovrebbe farsi un viaggio nel sud inquinanto dall'ENI. Forse dovrebbe trascorrere le sue vacanze a Gela, e magari restarci.

Fonti: La nuova ecologia, E-gazzette

Thursday, January 8, 2009

Incontri di gennaio




Stasera 9 gennaio sono a Palombaro (CH) assieme agli amici del Nuovo Senso Civico, e poi il 10 gennaio a Teramo in mattinata alle 11 assieme al WWF e poi nel pomeriggio a Pineto per un grande incontro informativo contro la petrolizzazione dell'Abruzzo, organizzato e fortamente voluto dal sindaco della citta'. Grazie a lui per averci dato questa straordinaria opportunita' per sensibilizzare la popolazione.

Fra gli eventi ancora da mettere a punto ci sono il 14 gennaio a Chieti ed il 15 a Pescara (nel pomeriggio, ma l'orario e' ancora da stabilirsi). Il 16 gennaio ci sara' invece l'incontro ad Ortona alle 5:30 del pomeriggio, nella sala Eden (ma anche qui occorre ancora avere la conferma definitiva)

Intanto questi giorni continuo a sentire opinioni 'relativistiche' di sindaci che contemporanemante sono anche operatori portuali e che invece di studiare gli effetti inquinanti di piattaforme in mare e in terra fanno affari con i petrolieri, di politici titubanti che hanno paura di prendere posizioni forti e di essere coerenti, di bloggers che si nascondono dietro l'anonimato, o di persone che ancora pensano che il problema sia ristretto ad Ortona.

Non e' cosi: Pineto e' in prima linea, e ora si parla di costruire un nuovo centro oli nella piana di Navelli, di attaccare la Maiella, di scavare il bitume di LettoManoppello. Presidente Chiodi: nel caso lei non lo avessa ancora capito, qui occorre proteggere TUTTA la regione perche TUTTA la regione e' sotto attacco.

L'ho detto gia' tante volte, l'Abruzzo non ha nulla da guadagnarci nel suo trasformarsi in regione petrolifera. Dopo aver visitato la Basilicata, sono sempre piu convinta che questa sia una scelta piu' che folle, e continuo a pensare che chi voglia la petrolizzazazione della nostra regione sia o un ignorante oppure in malafede.

NON POSSONO ESISTERE RELATIVISMI: una volta che i petrolieri arrivano, quelli non se ne vanno piu'. E possiamo stare qui a discutere di tutti i dettagli che vogliamo, ma la verita' e' una sola, che dopo il petrolio la qualità di vita delle localita' interessate peggiora.

Ce l'abbiamo un esempio davanti: la Basilicata. Il 70% della loro regione e' dedita al petrolio. La provincia di Potenza e' ormai tutta trivellata e non gli hanno risparmiato nemmeno il parco nazionale che ospita 12 pozzi! Ora si passa a Matera, e dulcis in fundo, anche alla zona costiera del Mar Ionio. Nulla e' sacro, ne il parco, ne il mare, ne la gente. Nulla.

Odio quando mi viene detto 'ma tanto il mare e' già inquinato' oppure 'anche l'agricolura inquina' o ancora 'anche il fumo di sigaretta fa venire il cancro'. E allora? Con queste scuse vogliamo continuare ad ucciderci da soli? Il mare sara' anche inquinato ma cio' che occorre fare e' di INDIVIDUARE chi lo inquina, MULTARLI e poi PULIRE il mare come si deve. La soluzione non e' di continuare a riversarci sostanze tossiche dentro. Uno fuma? Quella e' la sua scelta personale di ammazzarsi da solo. Non deve venire l'ENI a decidere di ammazzarci tutti con i suoi scarichi tossici.

Vogliamo migliorare quello che abbiamo e non invece peggiorarlo.

Alla fine dei conti, io non ho nulla da guadagnarci in questa storia. Lo faccio solo per amore, perche' e' giusto cosi, perche' mi hanno insegnato che occorre usare cio' che si ha e si e' per il bene comune. Sono veramente convinta che il petrolio non ci portera nulla di buono, e non posso fare altro che dire a tutti le mie argomentazioni.

Questa mentalita' dell' 'io non ci posso fare niente' e del 'tiriamo a campare' veramente mi fa arrabbiare. Perche' e' una mentalita' perdente, perche' e' una mentalita' da sudditi e non di persone, perche' condannera' le generazioni future a sprofondare sempre piu' in basso. Quello che amo di piu' degli americani e' il loro porsi davanti ai problemi come individui in maniera propositiva e di cercare soluzioni invece di piangersi addosso con fatalismo e rassegnazione. Come individui prima ancora che come collettivita'.

La domanda giusta e': What can I do? How can I make a difference?

L'ENI non vincera' questa volta. Non ci riusciranno a petrolizzarci. Dobbiamo soltanto crederci. E spero che di pari passo impariamo ad essere cittadini veri, a comportarci da uomini e non da pecore in ogni azione delle nostre vite quotidiane.


Sunday, January 4, 2009

Viaggio a Viggiano


Lo vedi a vari chilometri di distanza. Nella notte, da lontano ti chiedi se sia un circo fuori stagione, un gigantesco tempio mormone nella landa desolata oppure un centro commerciale di perdizione. Poi ti avvicini. Di tutte le luci gialle al sodio una si distingue perche' non e' fissa, ma svetta ed ondeggia cattiva. Ti accorgi che le case sparse attorno a quel castello malefico, sono state abbandonate. Poi arrivi. La puzza si intensifica, le vampate di qua e di la rapidamente si trasformano in un sottofondo uniforme e puzzolente. le guardie escono timide ma rasseganate a chiederti cosa tu ci faccia li.

3 Gennaio 2009. Benvenuti al centro oli di Viggiano, tempio al dio denaro, centro di morte della democrazia, dell'agricoltura, della vita.

Ai piedi della fiamma svettante c'e' un cartello enorme con scritto "H2S safety". Ma nessuno sa quanto idrogeno solforato viene emesso nell'aria a Viggiano perche' l'ENI non lo misura. Caro Scaroni, ma a che serve un cartello con scritto H2S safety se poi questa sostanza non viene rilevata? A che serve il cartello H2S safety se poi gli abitanti neppure sanno che quella puzza di uova marcie che si sente a chilometri e chilometri di distanza si chiama idrogeno solforato? A che serve quel cartello H2S safety se poi la gente continua indisturbata a nutrirsi di cibi contaminati dagli idrocarburi e dai composti sulfurei?

Mi sono veramente sentita umile davanti agli abitanti della Val D'Agri. Ho provato rabbia nel dover essere una sorta di uccello di malaugurio 15 anni dopo che i disastri erano gia successi. Perche' nessuno ha spiegato loro quali sarebbero state le reali conseguenze del petrolio 15 anni fa? Perche' e' dovuta venire una tizia dall'altra parte del mondo a parlargli in modo comprensibile? Dove sono gli accademici, i politici, i giornalisti, i petrolieri locali?

Ho anche imparato delle cose sconvolgenti. Non esiste un registro tumori accurato, non esistono piani di evacuazione, i rifiuti dei pozzi petroliferi (tossici, cancerogeni e spesso anche radioattivi) vengono disseminati in maniera illegale per il territorio alla meno peggio. C'e una forte emigrazione che ha portato la popolzione lucana da 600,000 unita' a 530,000. Gli incidenti si susseguono a cadenza regolare, i carichi petroliferi persi durante il trasporto inquinano milioni e milioni di chilogrammi di terreno alla volta, e non vengono bonificati in maniera regolare. Gli si mette una tabella di H7 e H14, cancergoeni ed ecotossici, e tutto viene smaltito alla meno peggio, cosi anche le ditte assicuratrici ci risparmiano. Qualcuno ci ha detto che ci sono interi paesi dove la gente muore giovane e tutti di cancro, qualcun altro che a volte l'aria e' irrespirabile e che non si puo entrare in macchina nei giorni di afa a cause della forte concentrazione di H2S. Nel giro di nove mesi la centralina di rilevamento dei nitrati ha funzionato un solo giorno, e quel giorno ha superato i limiti legali. Poi hanno preferito spegnerla. Intanto quei gran signori dell'ENI gli sponsorizzano il torneo di calcetto.

In Basilicata hanno iniziato con poco, ed ora il 70% della regione e' coperto da permessi estrattivi. Vogliono trivellare anche la provincia di Matera, mettere le trivelle nello Jonio. Non sono contenti ne petrolieri ne politici, e giacche' ci sono vogliono costruire anche delle centrali nucleari nonche' la sede italiana di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, visto che ancora non si sa dove mettere quelli pre-Chernobyl. Le tangenti fioccano.

Vedere quell'impianto, pensarlo in Abruzzo, sentire le storie dei lucani mi ha fatto male al cuore. Avrei voluto trovare per loro un modo per tornare indietro nel tempo e per evitare questi scempi. Avrei voluto sapere tutto quello che so adesso 15 anni fa. Sarei voluta restare con loro per giorni e per dire a tutti che quello che vivono non e' giusto e che occorre che loro stessi si sveglino e che siano salvatori di se stessi.

Cari dirigenti ENI che so che leggete questo blog: anche se continuate a gettare fumo negli occhi alla gente verra' un giorno anche per voi, e li non ci saranno ne scusanti, ne politici a cui appigliarsi. Sarete chiamati tutti, dal primo all'ultimo, a rispondere di morte, distruzione e poverta' a cui avete condannato una intera regione.

Io non me ne vado.



Eventi mediatici


Il nuovo anno non poteva iniziare meglio per noi abruzzesi innamorati della nostra terra. Il lavoro da fare e' ancora lungo, c'e' ancora tanta informazione da fare, ci sono ancora tante coscienze da smuovere, abbiamo ancora bisogno di leggi durature e ferree nel tempo, soprattutto per la difesa del nostro mare che e' gia preda di interessi petroliferi.

Finalmente pero', la stampa nazionale inizia ad avere coscienza di noi.

L'ultimo numero di Vanity Fair, ha un articolo a pagina 100 dedicato al petrolio d'Italia e c'e' una sezione interamente dedicata all'Abruzzo. Grazie a Catia per avermi mandato le pagine della rivista. Stamattina e' andato in onda un servizio su Raiuno dove per 15 minuti tutto il marciume dei progetti ENI e dei politici piu' o meno conniventi sono venuti fuori. Che dire del nostro eroe, il signor Orsini che con semplicita' e purezza contadina ci ha mostrato gli ulivi che pianto' 50 anni fa su al Feudo assieme a sua moglie. Un grazie di cuore a lui, per l'esempio concreto di amore per la terra e per avere rifiutato gli oltre 200,000 euro sporchi di petrolio per salvare invece il suo uliveto e la nostra salute. E' stato bello sentire le voci delle mamme preoccupate per la salute dei loro figli, dei rappresentanti delle cantine, e, anche se indirettamente, della chiesa cattolica che caso piu' unico che raro si e' pronunciata a difesa della nostra terra.

Abbiamo fatto veramente tanta strada assieme e, come dico sempre, questo ci deve dare fiducia che possiamo vincere e che uniti non ci sara' ENI o Fratino che tenga.

Pagine di Vanity Fair: 6,7,8,9,10,11