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Tuesday, April 23, 2013

Approvata anche la concessione "Turchese" - Petroceltic




** Chicche di questa concessione: pageheranno 5.16 euro al kmq, per un totale di circa 2300 euro l'anno al governo italiano. Fra le prescrizioni ci sono : l'uso di binocoli e di idrofoni per capire si ci sono mammiferi marini, l'obbligo di mandare report all'ISPRA, se trovano reperti archeologici di farlo sapere al Ministero per i beni culturali. 

La cosa piu' interessante e' che loro stessi li chiamano "cannoni"

Poveri pesci.

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La notizia data agli investitori per l'approvazione dell'esplorazione petrolifera fra Pescara ed Ortona, e' del 4 Aprile 2013. Il sito Rigzone infatti riporta che la concessione BR 272 EL e' stata assegnata dal governo centrale alla Petroceltic. La Petroceltic, dal canto suo, descrive questa approvazione come un "importante passo in avanti".

Il permesso e' vasto e copre circa 475 chilometri quadrati di mare. Sono contenti perche' e' vicina ad Elsa. All'interno di questa concessione, c'e' un progetto nuovo chiamato Turchese.

Il programma e' di iniziare con l'esplorazione sismica - con navi airgun - nei prossimi mesi.

Evviva l'Abruzzo verde, evviva le bandiere blu.

La concessione era gia' nota come la d507 Elsa, sempre della Petroceltic.

Il CEO della Petroceltic - Brian O Cathain - dichiara alla stampa petrolifera - mica agli abruzzesi! - che

"Permit B.R.272.EL brings significant additional potential to our Adriatic portfolio directly adjoining and on trend with the Elsa oil discovery. We look forward to working with the relevant Ministries to enable the commencement of seismic operations in this highly prospective region.

Il permsso BR 272 EL da del valore aggiunto al nostro portafoglio in Adriatico, visto che e' direttamente adiacente ed ha le stesse caratteristiche del giacimento Elsa. Siamo interessati a lavorare con i Ministeri addetti per iniziare le operazioni sismiche in questa zona di alta potenzialita'.

E poi la beffa finale: 


"Petroceltic is fully committed to operating in an environmentally sensitive manner in all its operations and will continue to work with all partners and stakeholders to support the National Energy Strategy's objective of doubling Italian oil and gas production by 2020."

La Petroceltic e' pienamente impegnata ad operare in un modo rispettoso dell'ambiente in tutte le sue operazioni e continuera' a lavorare con tutti i suoi partners e portatori di interesse per dare supporto alla Strategia Energetica Nazionale con l'obiettivo di raddoppiare la produzione di gas e di petrolio in Italia entro il 2020.

Cioe' fanno pure finta che ci stanno facendo un piacere! In verita, il suo obiettivo non e' ne l'ambiente, ne la Strategia Energetica Nazionale, quanto invece il vile denaro e lo sappiamo tutti.

Non c'e menzione alcuna della regione Abruzzo - muti, muti. Compare invece la Capitaneria di Porto di Ortona, che approva. Amen.

Chiodi, quanto purgatorio dovrai farti...

Passerai alla storia come il presidente di regione che ha regalato questa regione ai petrolieri. 

Ma la colpa non e' solo di Chiodi - questi permessi giacciono da anni, io stessa ne parlavo qui nel 2011, e poi ancora qui, ma tutti hanno dormito, da Giovanni Legnini a Enrico Di Giuseppantonio, da Guerino Testa a Fabrizio Di Stefano, da Remo Di Martino a Mauro Febbo, che infatti sono sempre gli ultimi a sapere, e i superultimi ad agire.

Ho dato tutto quello che avevo - osservazioni, divulgazioni, insulti da parte di petrolieri, politici e presuntuosi di vario genere, ora sta a chi vive li darsi da fare, una volta per tutte.










I dieci motivi del perche' no ad Ombrina




Una FPSO come progettata per le coste d'Abruzzo 
300 metri di lunghezza, fiamma perenne

La costa d'Abruzzo, oggi.



Il giorno 13 Aprile 2013 circa 40.000 abruzzesi sono scesi in piazza a Pescara per protestare contro il progetto petrolifero “Ombrina Mare” della Medoilgas (MOG) di Londra che prevede la trivellazione di sei pozzi di petrolio, l’installazione di una piattaforma a sei chilometri da riva e di una nave desolforante di tipo FPSO a nove chilometri dalle spiagge d’Abruzzo.

Da allora sono comparsi una serie di articoli sulla stampa nazionale sul tema, inclusa una lunga lettera dello stesso amministratore delegato della MOG, Sergio Morandi che sul Corriere della Sera elenca tutti i supposti motivi a favore di Ombrina, criticando anche il lungo e paziente lavoro di informazione e di indagine che abbiamo portato avanti in questi anni.

Sono di origini abruzzesi, anche se vivo in California da anni. Conosco e amo la riviera teatina e al contempo mi reputo una persona di scienza libera, indipendente, intelligente e, a differenza di Morandi, non ho alcun tornaconto personale in questa vicenda. Ho semplicemente letto tutti i dettagli del progetto Ombrina e sono giunta alla conclusione che questa sarà assolutamente deleteria per la costa teatina e per i suoi residenti, per questi motivi:

1. Il petrolio d’Abruzzo è poco e non cambierà di uno iota lo scenario energetico nazionale. E’ la MOG stessa a fornire stime ai suoi investitori secondo le quali al massimo si ricaveranno fra i 20 e i 40 milioni di barili di petrolio da Ombrina. Considerato che l’Italia consuma circa 1.5 milioni di barili al giorno, i conti sono presto fatti: nella migliori delle ipotesi, e assumendo che verrà tutto commercializzato in Italia, il petrolio estratto da Ombrina nell’arco di 24 anni basterà a soddisfare in totale fra le 2 e le 4 settimane di fabbisogno nazionale.

2. Il petrolio di Ombrina è di qualità scadente, ricco di impurità sulfuree e di indice API 17. Questo indice varia dagli 8 delle Tar Sands del Canada (il peggior petrolio del mondo) ai 40 del West Texas e dei mari del Nord (fra i migliori). Ovviamente peggiore la qualità del petrolio, maggiori sono gli impatti sull’ambiente. Sono proprio le impurità sulfuree a dare maggiori problemi perché causano corrosione e difficoltà di trasporto del greggio, rendendo necessaria la desolforazione – l’eliminazione dello zolfo – in loco, vicino al posto di produzione.

3. Ecco allora la necessità di usare una FPSO – la “nave galleggiante” cui si riferisce Morandi. La sigla FPSO sta per “Floating Production Storage and Offloading” unit cioè unità galleggiante di stoccaggio, trattamento, e scarico. Il petrolio non si separerà magicamente da acqua e gas come vuole far credere Morandi, servirà invece una delicata operazione di eliminazione di scarti sulfurei e non, che include una fase di incenerimento di rifiuti a fiamma costante, 24 ore su 24. La stessa MOG stima che l’insieme di tutti i prodotti di scarto bruciati sarà di almeno 80.000 chilogrammi al giorno, inclusi materiali speciali e pericolosi.

4. La reazione chimica di base che usualmente si usa per desolforare il greggio e che porta alla creazione di “zolfo puro”, è il processo Claus, una reazione all’equilibrio, che non è mai completa al 100% e che porta a scarti collaterali fra cui il pericoloso idrogeno solforato (H2S), e che sarà bruciato. Tutti gli impianti che trattano petrolio amaro come quello d’Abruzzo usano questa prassi, incluso il centro Oli di Viggiano, in Basilicata. Fra l’altro i limiti legali in Italia per l’H2S sono di migliaia di volte superiori a quelli applicati in altre parti del mondo: per gli impianti Claus si possono emettere anche 20 ppm di H2S , mentre, ad esempio, in Massachusetts il limite tollerato in atmosfera e’ di 0.00065ppm. Quindi, tanto “stringenti” come li chiama Morandi i limiti italiani non sono.

5. Morandi dice che lo zolfo sarà utile per la produzione di fertilizzanti e altri derivati, ma dimentica di ricordare che nel mondo esiste una sovrapproduzione di zolfo puro proprio a causa della crescente raffinazione di petrolio ad alto tenore sulfureo. L’industria dei fertilizzanti non può che assorbire una piccola parte di questo zolfo, quindi dei 500 chili al giorno di zolfo previsti da Ombrina se ne potrà tranquillamente fare a meno.

6. Oltre agli scarti atmosferici, ci sono quelli in mare. Una delle prassi più comuni nell’industria petrolifera è il rilascio a mare – accidentale o volontario – di materiale di perforazione e di acque di produzione, che non vuol dire acqua di ruscello, ma acqua inquinata mista a residui petroliferi. Cifre ufficiali del governo di Norvegia parlano di 3000 tonnellate l’anno di materiale di scarto rilasciate in mare. Qualche anno fa vi fu uno studio del governo americano nel golfo del Messico – GESAMP – dove si giunse alla conclusione che i tassi di mercurio nei pesci catturati nei pressi delle piattaforme erano 25 volte superiori a quelli catturati più lontano. Simili studi norvegesi e inglesi riportano situazioni simili. Nello specifico di Ombrina è bene ricordare già che durante la fase di esplorazione temporanea nel 2008 comparvero delle macchie di idrocarburi in spiaggia, coincidenza al quanto singolare. Per di più quell’anno l’ARTA Abruzzo accertò inquinamento “medio” attorno ad Ombrina mentre in acque distanti dal pozzo l’inquinamento era rimasto “basso” – questo dopo solo tre mesi di operazione. Infine, è importante ricordare che all’interno della concessione sussiste una riserva di pesca, finanziata dall’UE: chiudiamo le acque ai pescatori, e le apriamo ai petrolieri? Non è un controsenso?

7. Morandi dice che non sono previsti scoppi ed incidenti. Gli siamo grati. Gli scoppi sono eventi rari, è vero, ma ne basta uno solo per mettere in ginocchio tutto quanto di buono già esiste sul territorio. Quando si parla di incidenti si pensa solo al golfo del Messico, nel 2010. Ma in verità ve sono altri che si susseguono in vari angoli del mondo: in Adriatico sarebbero particolarmente deleteri, considerato che è un mare chiuso, con un ricambio d’acqua non certo paragonabile a un oceano. Restando solo in ambito di FPSO, al largo delle coste britanniche ce ne sono circa 15, tutte a distanza molto maggiore di quanto proposto in Abruzzo. Qui, le statistiche relative al periodo 1996-2002 parlano di circa 40 incidenti l’anno per nave FPSO, inclusi ferimenti, morte, incendi, sversamenti in mare, scontri con altre navi, problemi agli ancoramenti, e agli oleodotti. Non è vero poi che le navi FPSO causano meno impatto ambientale, la chimica e le emissioni non cambiano.

8. Considerati questo tipo di rischi, gli stati Usa che si affacciano lungo il Pacifico e l’Atlantico hanno deciso di vietare tutte le attività petrolifere nei loro mari: vige qui una fascia di rispetto di 160 chilometri da riva che in Florida diventa di 200. La moratoria è in vigore da più di 30 anni. In California non sono state più costruite trivelle a mare dopo il 1969, dopo uno scoppio a Santa Barbara. Questo perché si è capito che trivelle e qualità di vita sana non si sposano. E’ solo il golfo del Messico che è stato sacrificato al petrolio: il Texas e la Louisiana hanno scelto di puntare sugli idrocarburi con tutte le conseguenze che questo ha portato. Non è un caso che si sogna il mare di Malibu e non quello di Galveston. E’ sempre interessante ricordare a questo proposito la dicotomia Gela-Taormina. La prima, sessanta anni fa, disse sì all’industria petrolifera, la seconda no. Credo che sia lampante oggi vedere chi abbia fatto la scelta migliore. Morandi cita la riviera romagnola ma non ricorda i gravissimi fenomeni di erosione delle coste e della subsidenza dei mari di Ravenna, causati anche dalle estrazioni di metano in zona. Studi condotti per conto dell’ENI mostrano la connessione fra subsidenza e produzione metanifera; in Emilia Romagna alcuni tratti di fondali si sono abbassati anche di due metri in 20 anni a causa delle estrazioni di idrocarburi.

9. E tutto questo in cambio di cosa? In Italia, le royalties in mare sono del 4%. Leggendo i comunicati agli investitori della MOG e di tutte le altre ditte petrolifere che vogliono venire in Italia, si legge sempre la dicitura “excellent fiscal regime” (Petroceltic) oppure “Italy’s tax regime for oil and gas producers remains among the most favorable worldwide” (Orca Exploration). Di contrasto, la Norvegia utilizza quest’altra dicitura: “A causa degli straordinari profitti associati con l’industria del petrolio, una addizionale tassa speciale del 50% è applicata.” La Norvegia investe la maggior parte dei fondi petroliferi in speciali fondi pensioni programmati per durare anche dopo l’esaurimento dei giacimenti. Proprio come in Italia, vero?

10. E’ utile anche ricordare che ad Ombrina venne già rilasciato parere negativo nel 2010 dall’allora ministro Stefania Prestigiacomo che per la prima volta in Italia coraggiosamente decretò anche una fascia di rispetto di 5 miglia (9 chilometri) lungo tutto il perimetro nazionale e di 12 miglia (circa 22 chilometri) nei pressi di riserve naturali. Il successivo governo Monti/Passera sostituì questo decreto con l’articolo 35 del Decreto Sviluppo del Luglio 2012 in cui il limite veniva esteso a 12 miglia per tutto lo stivale, ma con applicazione solo per progetti e concessioni successive al 2010. Queste trame machiavelliche lasciarono Ombrina fuori da qualsiasi fascia di protezione, riaprendo la strada al dibattito attualmente in corso.

Ci tengo ancora una volta a denunciare la mancanza di trasparenza da parte del governo Monti su questo tema, come emerge dalla corrispondenza interposta fra l’ex ministro Clini e lo stesso Morandi, in cui quest’ultimo ricorda, riferendosi al decreto Prestigiacomo, che i “danni elevatissimi […] che la nostra azienda è destinata a subire, sono stati già esposti e quantificati agli uffici del Suo Ministero in occasione di precedenti incontri” e in cui poi lo ringrazia, riferendosi al Decreto Sviluppo, per “ il prezioso contributo” alla “soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore”.

Ma aldilà’ di tutti questi dati, e di questi teatrini, c’è una cosa che Sergio Morandi non potrà mai capire: la costa teatina è il mare degli abruzzesi, amato e vissuto da noi tutti. Non lo vogliamo colonizzato da piattaforme, trivelle, porti petroliferi, oleodotti. E’ un popolo intero che lo chiede: dai politici regionali, provinciali ed i sindaci, dalla Chiesa Cattolica alla Confcommercio, dalle cantine del vino agli operatori turistici, dalle associazioni studentesche, a quelle culturali, dagli scout ai centri sociali, tutti hanno detto no, ripetutamente e con convinzione dal 2008 ad oggi.

Solo la MOG insiste e diabolicamente persiste.

Monday, April 22, 2013

Morandi (Medoilgas) a Clini (Ministro Ambiente): grazie





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Chissa' perche' la cosa non mi stupisce.

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Cliccare sulla foto per scaricare la lettera nella sua interezza.

“I danni elevatissimi […] che la nostra azienda e’ destinata a subire, sono stati gia’ esposti e quantificati agli uffici del Suo Ministero in occasione di precedenti incontri.”

…

“Desideriamo esprimere un doveroso apprezzamento per il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo al fine di porre riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore e auspichiamo un positivo completamento dell’iter di presentazione alle Camere per una sua definitive e rapida approvazione”.
Roma, 27 Giugno 2012.



Un ministro dell’ambiente che riceve i ringraziamenti dei petrolieri. Questa e’ l’Italia, un paese dove e’ sempre piu’ difficile avere fiducia nelle istituzioni perche’ non e’ mai ben chiaro quali trame si snodino alle spalle dei cittadini.

Ad inviare la lettera e’ la Medoilgas Italia, ramo italiano della inglese Mediterranean Oil & Gas plc. I ringraziamenti si riferiscono all’articolo 35 del Decreto Sviluppo che consente la trivellazione dei mari d’Italia senza fascia di rispetto alcuna.

Prima di questo decreto il progetto Ombrina Mare della Medoilgas era praticamente “morto”, dopo il decreto e’ magicamente tornato in vita.

E cosi’ un governo tecnico che era stato eletto per guidare il paese attraverso l’emergenza si prende a cura i problemi di piccole societa’ petrolifere. Si vede che avevano gia’ risolto tutti i problemi di noi cittadini.

La storia di Ombrina Mare e’ molto semplice. Prima del 2010 in Italia si poteva trivellare il mare senza particolari restrizioni. Una specie di far west dove le piattaforme petrolifere si potevano mettere anche a poche centinaia di metri dalla spiaggia. E cosi’ nell’estate del 2008 comparvero le trivelle esplorative Ombrina Mare della Medoilgas di Sergio Morandi a 5 chilometri dalla riva ad Ortona, e le trivelle Elsa della Petroceltic a 2 chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci a Vasto.

Si, a due chilometri da una riserva naturale.

Complice lo scoppio del golfo del Messico, pressioni di vario genere sull’allora ministro Prestigiacomo, e proteste dei cittadini coordinate anche dalla sottoscritta, finalmente nel 2010 si varo’ il Decreto Prestigiacomo (D.Lgs 128/2010) che imponeva per la prima volta in Italia una fascia di rispetto di 5 miglia – 9 chilometri – lungo tutta la penisola italiana. Il limite passava a 12 miglia – 20 chilometri - in caso di reserve e zone protette.

Fu una botta durissima per i petrolieri che improvvisamente videro stampata la parola “no” su vari progetti, incluse Ombrina Mare ed Elsa. Da allora petrolieri di ogni genere hanno cercato di fare tutto quello che potevano per revocare il Decreto Prestigiacomo.

C’e’ voluto un po di tempo, ma nell’estate del 2012 ci sono riusciti. Il governo Monti ha approvato il Decreto Sviluppo di Corrado Passera che include l’articolo 35, secondo il quale la fascia di rispetto passa a 12 miglia per tutta l’Italia ma SOLO per concessioni nuove e future. Per tutte quelle in itinere - incluse Ombrina Mare ed Elsa - si torna al far west dei limiti zero dalla costa.

E’ questa la “soluzione” che Morandi applaude.

Nella sua letterina, Morandi parla di “drastiche restrizioni” all’attivita’ di esplorazione e coltivazione nei mari italiani imposte dal Decreto Prestigiacomo.

Eppure una fascia di rispetto di 9 o di 20 chilometri non mi pare una “drastica restrizione” ,piuttosto del semplice buonsenso per un paese che vuole vivere di turismo. In California ad esempio, la fascia di rispetto da piu di 30 anni e’ di 160 chilometri, in Florida 200 chilometri.

E noi cittadini signor ministro? Dov’e’ il suo “prezioso contributo” per salvare i nostri mari, quel mare che e’ anche suo? O per evitare la “situazione insostenibile ed ingiusta” per chi andra’ al mare e a pesca all’ombra delle trivelle? Nel caso in cui se lo fosse dimenticato, un ministro fa gli interessi dell’Italia mentre la lettera suggerisce una attenzione ai problemi della Medoilgas di Londra del tutto fuori luogo per un Ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana.

Questa lettera sarebbe rimasta ben nascosta nei cassetti del Ministero se non fosse stato per il neo-eletto senatore del Movimento 5 Stelle d’Abruzzo, Gianluca Vacca che l’ha scovata e resa pubblica.

Leggo dichiarazioni di Clini che dice di non averla mai letta. Ha qualche rilevanza se l’abbia letta o no? L'opinione di Morandi e' abbastanza chiara: “il prezioso contributo apportato da lei e dai suoi collaboratori per l’individuazione della soluzione poi adottata dal Governo”.

I mari italiani, da Venezia ad Agrigento, meritano di meglio.

I controsensi della regione Abruzzo

Queste sono varie concessioni che riguardano l'Abruzzo - tutte della MOG. E' la regione che decide, Roma semplicemente formalizza quanto deciso a livello regionale.

Ecco allora il nostro caro Chiodi, nonostante RIPETUTE sollecitazioni da parte del governo centrale, non e' stato deciso NIENTE.

1. San Buono: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
2. Colle dei Nidi: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
3. Agnone: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
4. Civita: Permesso di ricerca assegnato ed in vigore fino al Febbraio 2014
5. Aglavizza: Concessione di coltivazione - conferita DALLA REGIONE ABRUZZO - nel Dicembre 2012
6. Villa Mazzarosa: esclusa dalla VIA nel Febbraio 2013.

L'iter per questi permessi si protrae da anni - dal 1999 in alcuni casi. Non importa di chi sia la colpa originale, per me e' importante sapere che e' che dal 2008 che la responsabilita' di questi permessi e' di Gianni Chiodi ed e' dal 2008 che lui gioca a nascondino e non fa niente, nonostante solleciti e richieste varie.

Gianni Chiodi, ma che razza di governatore e' lei?



San Buono al 14 Settembre 2012 Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Molise: richiesta emanare/confermare VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!

Comuni di: Acquaviva Collecroce, Archi, Atessa, Bomba, Borrello, Carpineto Sinello, Casacalenda, Casalanguida, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castelmauro, Celenza sul Trigno, Civitacampomarano, Civitaluparella, Colledimezzo, Dogliola, Fallo, Fossalto, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guardialfiera, Guilmi, Lentella, Limosano, Lucito, Lupara, Mafalda, Montagano, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Montefalcone nel Sannio, Monteferrante, Montelapiano, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Morrone del Sannio, Palata, Palmoli, Pennadomo, Petrella Tifernina, Pietraferrazzana, Provvidenti, Roccaspinalveti, Roccavivara, Salcito, San Biase, San Buono, San Felice del Molise, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo Limosano, Tavenna, Tornareccio, Trivento, Tufillo, Villa Santa Maria

  
Colle dei Nidi al 13 Settembre 2012

Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Marche: invito ad emanare/confermare atti amministrativi di competenza 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!!

Comuni di: Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Sant'Omero, Spinetoli, Torano Nuovo, Tortoreto
 



Agnone, al 10 Settembre 2012
Sollecito alla Regione a Reg. Abruzzo e Molise: sollecito VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!
 
Comuni di: Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Borrello, Capracotta, Carovilli, Carpineto Sinello, Carunchio, Castelguidone, Castelverrino, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Chiauci, Civitanova del Sannio, Duronia, Fallo, Fossalto, Fraine, Liscia, Montazzoli, Monteferrante, Montelapiano, Palmoli, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Pietracupa, Pietraferrazzana, Poggio Sannita, Quadri, Roccaspinalveti, Roccavivara, Roio del Sangro, Rosello, Salcito, San Biase, San Buono, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo del Pesco, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna, Trivento, Vastogirardi, Villa Santa Maria

Permesso di ricerva Civita, in vigore fino al 2014
276 chilometri quadrati.

Comuni di: Casalbordino, Cupello, Monteodorisio, Paglieta, Pollutri, San Salvo, Scerni, Torino Di Sangro, Vasto


Concessione di coltivazione Aglavizza, 
MOG conferita il 17 Dicembre 2012


Comuni di Pineto e Roseto.
Riserva naturale del Borsacchio.

28 Febbraio 2013: Risposta VIA dalla Regione
parere favorevole esclusione VIA

Cioe' alla regione Abruzzo,  o tacciono o gli rendono la vita piu' facile ai petrolieri!

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Moltissime personalita' politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della MOG di Sergio Morandi il giorno 13 Aprile 2013 a Pescara. Fra loro consiglieri regionali, senatori e deputati che hanno dichiarato la propria contrarieta' alle trivelle in Abruzzo.

Ma ai politici e' chiesto molto di piu' che scendere in piazza.
Ai politici e' chieso di agire.

E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, gia' nel luglio 2012.

Questo decreto e' stato votato da Fabrizio Di Stefano (PDL), Giovanni Legnini (PD), Franco Marini (PD), Andrea Pastore (PDL) e Paolo Tancredi (PDL) al Senato, mentre alla Camera i voti
favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (UDC), Sabatino Aracu (PDL), Carla Castellani (PDL), Vittoria D'Incecco (PD), Marcello De Angelis (PDL), Giovanni Dell'Elce (PDL), Tommaso Ginoble (PD), Giovnani Lolli (PD), Paola Pelino (PDL), Maurizio Scelli (PDL), Lanfranco Tenaglia (PD), Daniele Toto (FLI) e Livia Turco (PD). 
A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari Abruzzesi.

Non e' un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze?

Ancora piu' grave il comportamento e la mancanza di coerenza a livello regionale.

Opporsi contro Ombrina e' sacrosanto, ma la regione Abruzzo ha approvato esplorazioni petrolifere della stessa MOG secondo la concessione Villa Mazzarosa, nella riserva naturale del Borsacchio, fra Pineto e Roseto e secondo la concessione Aglavizza-Civita 1 nel Vastese.

L'iter e' invece ancora aperto per la trivellazione di quattro pozzi di stoccaggio nei pressi di Cupello
da parte della Stogit nonche' l'aumento della pressione di pompaggio in quelli gia' esistenti.

La MOG ha altre concessioni che intende sviluppare in Abruzzo fra cui i permessi Agnone e San Buono, nell'entroterra teatino fra Bomba, Castiglion Messer Marino e Gissi e che include parte del Molise e Colle dei Nidi, centrata su Nereto, nel teramano.

L'autorizzazione di queste concessioni a terra spetta alla regione Abruzzo, e non ai ministeri romani.

Perche' la regione Abruzzo ha approvato le trivelle nel il Borsacchio e e ora molti dei membri del consiglio regionale si oppongono solo ad Ombrina?

Si pensa forse che trivellare Ombrina sia piu grave che trivellare la riserva del Borsacchio? O che ci sono due pesi e due misure, in base al livello di opposizione popolare?

Gianni Chiodi aveva promesso che "contrasteremo ogni forma di trivellazione" nel 2010. Finora questa promessa non e' stata mantenuta. Un tentativo di rimediare sarebbe revocare tutte le concessioni date in terraferma, di finalmente opporsi a quelle in itinere e di rendere la sua tanto decantata legge "antitrivelle" vera in modo che non ci sia spazio per ambiguita' e in modo che siano
cittadini e non i petrolieri a decidere del futuro della loro regione.

Saturday, April 20, 2013

A Napolitano

Caro Giorgio Napolitano,
Presidente della Repubblica Italiana

neanche finisco di leggerle le cronache di stampa stamattina. Mi basta quel titolo del Corriere: "Non posso sottrarmi" che si riferisce alla sua supposta ricandidatura per la Presidenza della nostra Repubblica a farmi stare in subbuglio.

Io non la capisco questa sua scelta, e mi pare un altro affronto al cittadino medio, che veramente non ne puo' piu' di essere preso in giro.

Lei ha 88 anni. Lo sa? Se lo ricorda? Alla fine del prossimo mandato ne avra' 95 e sara' stato il Presidente per 14 anni. Un Presidente che e' stato nei palazzi per tutta la vita e che ben poco sa e ama e capisce della gente normale, della vita normale.  Un presidente di 90 anni in un mondo che cambia in fretta e senza aspettare nessuno. Le sembra ragionevole tutto questo?

Pure Papa Ratzinger si e' ritirato perche' era troppo vecchio -- e guardi un po che speranza ha dato il nuovo Papa Bergoglio al mondo dei cattolici!

Sicuramente lei inneggia a qualche vago, affrettato -- e se mi consente finto -- senso del dovere su questa scelta.

Non e' vero che lei non puo' sottrarsi.
Lei puo' sottrarsi, certo che puo'.

E anzi, se lo facesse sarebbe un bel gesto di responsabilita' civile.

Lei puo' dire: io sono troppo vecchio, non solo anagraficamente, ma perche' ho gia' dato il mio contributo all'Italia e passo la mano ad altri. E visto che il nome Rodota' circola un po' dappertutto, visto che alla gran parte di noi persone normali va bene la sua onesta' intellettuale, lei puo' indicare questo nome. Puo' dire: invece che me, votate Rodota'.

Sarebbe un bellissimo segnale di cambiamento, di novita', di onesta' morale ed intellettuale. Invece lei si arrocca. Cambiare tutto per non cambiare niente.

Lei dira': si, ma anche Rodota' ha 80 anni. E' vero, non e' un giovanotto nemmeno lui, ma ha dalla sua il fatto di essere un po' minestra nuova, e di poter vedere le cose con occhi e prospettiva diversa da lei, Presidente Napolitano, che e' gia' dentro da tanto tempo e che non sempre ha brillato per coraggio e per amore all'Italia nelle sue scelte.

Ieri e' uscito un articolo spietato del Financial Times sull'Italia - corruzione, poverta', collasso economico, crisi, fine della speranza, vendita dei marchi italiani per quattro soldi, emigrazione 2.0 di gente laureata che se ne scappa, gente che rimane che non ha fiducia alcuna.

Lei ha letto questo articolo? Lei lo sa che mentre vanno avanti tutti questi teatrini a Roma ci sono, anche oggi, come ci sono stati ieri e come ci saranno domani, migliaia di persone che perdono il lavoro e di ditte che chiudono?

E anche se non e' colpa sua diretta, lei fa parte dell'establishment che nel suo complesso, chi piu', chi meno, ci ha portato fin qui. Se si deve cambiare, occorre cambiare veramente, ad iniziare da lei.

Non si rende conto che basta?







Friday, April 19, 2013

La ConocoPhillips rinuncia alle trivelle in Artico - 2014




Il giorno 10 Aprile 2013 la ConocoPhillips ha annunciato che non trivelleranno i mari artici dell'Alaska, a causa di "incertezze" nelle regolamentazioni e negli standard governativi.

Tutto nasce dai guai - dagli innumerevoli guai - della Shell che non ha combinata una dritta nell'artico con due piattaforme nei mari Chukchi e Beaufort che hanno perso controllo e funzionalita' e di cui una addrittura e' andata a zonzo per il mare in tempesta per vari giorni. Le piattaforme sono poi state mandate in Asia per riparazione.

In Artico, la Shell ha avuto problemi con le tempeste, violazioni alla sicurezza e al rispetto dell'ambiente ed aveva gia' cancellato tutti i programmi trivellanti per il 2013.

Tutto questo ha reso piu' difficile anche a tutti gli altri petrolieri che ora sono sotto maggiore scrutinio da parte del pubblico e delle autorita'. Il Dipartmento dell'Interno ha anche chiesto a petrolieri e al governo centrale di migliorare gli standard ambientali, di sicurezza e di risposta alle emergenze per l'Artico, a causa delle difficili condizioni meteo.

La ConocoPhillips ha 98 concessioni - 98 - nel mare Chukchi e dicono che devono ben capire tutte le "nuove" regole prima di potere iniziare.

E quindi niente trivelle, almeno fino al 2015.

Anche la Norvegese Statoil ha annunciato di rinunciare a trivellare nel 2014 e 2015.