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Tuesday, November 4, 2008

Obama!



Now this is where I learned that change only happens when ordinary people get involved, and they get engaged, and they come together to demand it.

E' questo il sale della democrazia 


It falls to each of us to be those anxious, jealous guardians of our democracy. Embrace the joyous task we have been given to continually try to improve this great nation of ours because, for all our outward differences, we in fact all share the same proud type, the most important office in a democracy, citizen.

Citizen. So, you see, that’s what our democracy demands. It needs you. Not just when there’s an election, not just when you own narrow interest is at stake, but over the full span of a lifetime. If you’re tired of arguing with strangers on the Internet, try talking with one of them in real life.


If something needs fixing, then lace up your shoes and do some organizing.

If you’re disappointed by your elected officials, grab a clip board, get some signatures, and run for office yourself.

Show up, dive in, stay at it. Sometimes you’ll win, sometimes you’ll lose. Presuming a reservoir in goodness, that can be a risk. And there will be times when the process will disappoint you. But for those of us fortunate enough to have been part of this one and to see it up close, let me tell you, it can energize and inspire. And more often than not, your faith in America and in Americans will be confirmed. Mine sure has been.


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Le parole in calce le scrissi esattamente otto anni fa, quando Obama vinse le sue prime elezioni.

Con tutte le delusioni e le promesse che non e' riuscito a mantenere, e' stato un presidente che sapeva di futuro, e di speranza, e di cose costruttive. Un presidente amato, specie alla fine, anche da me che non pensavo di volergli cosi bene.

La sala era piena - in 20mila a sentirlo a Chicago.

Qualcuno urlava "4 more years!" E lui ha detto "Non posso".

Parlava come sempre, nel suo stile normale ed eloquente allo stesso tempo. Ha detto anche cose che non condivido, ma sempre c'era nelle sue parole rispetto e un profondo amore per questa nazione. La cosa piu' bella che ha detto e': se non ti piace il sistema invece di commentare su internet, prendi carta e penna, raccogli un po di firme, e diventa tu politico, per cambiare il sistema.

Ha ricordato le sue origini, le cose fatte durante la sua amministrazione, e che essere presidente l'ha reso una persona migliore, grazie al contatto con la gente normale. Ha parlato della democrazia, che e' faticoso averla e mantenerla e che si va avanti con la partecipazione di tutti.

Ecco mi ha fatto pensare al petrolio: non ti piace? Fai qualcosa per cambiarle queste cose.

Sarebbe bello che anche in Italia qualcuno parlasse cosi alla gente, e che ci credesse mentre che lo dice. Ho letto un po gli articoli di CorSera e di Repubblica, ma non hanno saputo raccontare il sentimento della serata, il senso di benevolenza verso quest'uomo e le lacrime agli occhi che tutti avevamo mentre Obama parlava. Anche lui stesso.

L'ho visto Renzi, ci ha provato a scopiazzarne lo stile, ma Obama e' un altra cosa. Un gentelman, un class act in tutto il tempo della sua presidenza - otto anni. E non importa se quello che si e' visto dalla TV stasera e' stata un illusione, lo stesso Obama ha portato il sogno di un futuro migliore nelle nostre case.

Infine, si vede proprio che lui e Michelle si vogliono bene, e si vedeva anche la stima e l'amicizia profonda con Joe Biden, il vicepresidente.

E alla fine, "Yes we can".

Ciao Obama! You made us proud.

Il suo speech per intero come trascritto dal NYTimes e' qui



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Stamattina si capiva gia' nell'aria che stava succedendo qualcosa di straordinario in questo paese.

Mai mi era capitato di dover fare la fila cosi a lungo per votare, e mai mi e' successo di vedere in giro e alla tv una folla cosi felice, unita e sinceramente commossa per la vittoria di Obama.

C'era Jesse Jackson che a stento tratteneva le lacrime e con lui una schiera di ragazzi, mamme, signori di mezza eta', tutti sorridenti, come se avessimo vinto i mondiali di calcio.

L'ottimismo e' stato contagioso. Quasi tutti hanno parlato di altri tempi in cui tutto questo sarebbe stato solo un sogno. E' stato davvero commovente e tutti ci siamo sentiti parte di una pagina bella di storia.

Domani si torna al lavoro normale, ma stanotte e' tutto ancora un po magico.

I discorsi di Obama e di Mc Cain sono stati signorili, nessuno dei due ha attacato l'altro. Il vinto ha detto che era pronto a lavorare per il bene comune e il vincitore ha detto di avere bisogno dei vinti per risollevare le sorti di questo paese. Sembravano sinceri: due avversari dalle idee opposte ma uniti dall'amore per la propria patria.

Obama ha anche rifiutato i fuochi d'artificio perche' in questo tempo di crisi, non gli e' sembrato opportuno e mi e' parso un bel gesto.

Questo paese ha tanti guai, ma e' l'esempio piu bello di democrazia e di meritocrazia che io conosca.

Il figlio di un immigrato del Kenya che diventa l'uomo piu' potente del mondo solo perche' ci ha creduto e si e' impegnato anche quando sembrava tutto in salita. Obama non lo conosceva nessuno fino a quattro anni fa. Ha finanziato la sua campagna elettorale anche con i soldi dei contribuenti comuni, con le donazioni via internet di gente che gli mandava dieci o venti dollari. Ha riunito quasi due milioni di volontari che si sono impegnati a spargere il suo messaggio, a telefonare, a stampare volantini, a parlare nelle scuole.

Spero che dopo otto anni di politiche disatrose di Bush, il futuro presidente Obama riporti affetto per l'America, e che l'elezione di un candidato cosi atipico dia speranza alle migliaia di cittadini che si sentono di serie B non solo in America, ma anche in altre parti del mondo e nella nostra tormentata Italia.

Cosa altro posso aggiungere? Mi sono promessa di non abbracciare la politica, e sebbene mi sono arrivate varie proposte su questo filone, come ho detto fin dal primo giorno, tutte le cose che cerco di fare e' solo perche' e' giusto cosi e perche' ci credo davvero che la democrazia sia una responsabilita' di noi cittadini. Se vediamo le cose storte ci dobbiamo dar da fare da soli, senza aspettare il mago zurli' che scenda dal cielo e perche' la vita e' piu bella quando si hanno degli ideali.

Intanto, in Abruzzo ci sono due candidati alla presidenza. Entrambi pare che abbiano scoperto il tema petrolio solo da poco. Costantini pero' ha speso qualche parola di piu' contro questo progetto, sia dal suo blog che nei suoi discorsi e stasera voglio credergli che se votato davvero si impegnera' a darci una moratoria ventennale e a evitare le trivelle nell'Adriatico. Chiodi, a quanto leggo almeno, pensa ancora che petrolio significhi progresso. So che gli ho scritto soli pochi giorni fa, e che forse non ha avuto tempo di rispondermi. Ma i tempi stringono e non e' colpa mia se i nomi dei candidati sono venuti fuori solo un mese prima delle elezioni.

Sulla base del materiale che ho, a me la scelta fra i due sembra chiara. Per quel poco che possa contare il mio "endorsement", parola che non so come si possa tradurre in italiano, ma che per me vuol dire appoggio ad una persona non per l'ideologia ma perche' ho valutato al meglio cosa ciascuno propone, va al gruppo di Carlo Costantini.

Dico questo da persona libera, e non accecata di ideologie. A me interessa che l'Abruzzo rimanga pulito e lontano dalle trivelle, e mi pare che Costantini dia maggiori garanzie in questo senso. Saro' bel lieta di ascoltare le opinioni di Chiodi se volesse spiegarci meglio cosa intende fare e magari anche di cambiare idea.

Obama ad un certo punto ha ringraziato la gente normale che attivamente ha lavorato per lui. Io sogno il momento in cui l'impegno di ciascuno noi, bloggers, mamme, cantanti, contadini e studenti, si traduca in un netto e nero su bianco no alle trivelle d'Abruzzo.

La strada e' ancora lunga, ma stanotte tutto pare possibile.

Sunday, November 2, 2008

Lettera a Gianni Chiodi


Ecco la mia lettera a Gianni Chiodi. Piu' o meno sono tutte le cose di cui abbiamo parlato a lungo su questo blog. Gli indirizzi in rete di Gianni Chiodi sono qui:

presidente@giannichiodi.com
stampa@giannichoidi.com

Naturalmente invito tutti quelli che leggono questo blog a scivergli. Si puo' anche fare copia e incolla di quello ho scritto qui e semplicemente cambiare l'intestazione iniziale.

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Gentile Dr. Chiodi,

mi chiamo Maria Rita D'Orsogna, ho 35 anni e sono un professore universitario in fisica qui a Los Angeles. Sono di origini abruzzesi e fra le altre cose, sono la nipote di Anna Maria Lanci, che e' candidata nelle liste del Popolo delle Liberta' per la regione, nella sede di Pescara. Anna Maria Lanci e' la sorella di mia madre.

Probabilmente lei ha sentito parlare di me in relazione al centro oli di Ortona e all'impegno che mi sono presa, solo per amore della mia terra d'origine, di aiutare a sensibilizzare gli Abruzzesi sul fatto che le estrazioni e le lavorazioni petrolifere porteranno a delle fortissime conseguenze negative alla salute dell'uomo e della natura.

Di professione faccio lo scienziato, mi ritengo una persona libera, e davvero, la prego di credermi se le dico che le conseguenze sulla salute umana saranno devastanti se il centro oli verra' costruito e se i progetti di trivellamento dell'Abruzzo andranno avanti.

Il Mario Negri sud - istituto di ricerca di Santa Maria Imbaro - ha stimato che il centro oli di Ortona portera' all'emissione nell'atmosfera di una tonnellata e mezza AL GIORNO di sostanze tossiche, fra cui nitrati, diossido di zolfo, polveri sottili,
composti organici volatili, ed idrogeno solforato che si spanderanno su un raggio di circa 40km, e dove vivono oltre centomila persone.

Al momento la scienza non e' in grado di assicurare un totale e corretto smaltimento delle sostanze tossiche che verranno, come e' prassi, bruciate e immesse nell'atmosfera. A pieno regime ad Ortona ci saranno 14 canne fumarie di altezza fra i 20 e i 30 metri che emetteranno sostanze tossiche 24 ore su 24, 7 giorni la settimana.

Alcune di queste sostanze sono fortemente cancerogene - come per esempio il benzene, il toluene e lo xylene. Un altra sostanza molto tossica e' l'idrogeno solforato, che alle alte dosi causa la morte immediata (ha una tossicita' paragonabile al cianuro) e che a dosi basse, ma continuate nel tempo porta a tutta una serie di malattierespiratorie, circolatorie e neurologiche fra cui asmi, edemi, emicranie e bronchiti croniche. L'idrogeno solforato, che e' accompagnato da una orribile puzza di uova marcie, e' anche responsabile di aborti spontanei nelle donne, di sviluppo intellettivo rallentato nei bambini, e di tumori, in primo luogo al colon.

Ho letto in dettagli tutti i progetti ENI al riguardo, sono una persona di scienza e veramente, sono scientificamente giunta alla conclusione che il centro oli ed i progetti scellerati di trivellare il 35% del nostro territorio, compresa la Majella, non porteranno nulla di buono.

Il petrolio Abruzzese e' di qualita' scadente, poco in quantita'. Gli stessi rappresentanti dell'ENI, con cui ho dibattuto due volte a Pescara, hanno ammesso che al massimo ci saranno 25 posti di lavoro. Esistono varie *migliaia* di articoli di scienza dove vengono messe in evidenza legami molto forti fra attivta' petrolifere e cattiva salute delle popolazioni. Le invio qui un documento divulgativo in cui assieme ad un mio collega del dipartimento di Medicina di Los Angeles, fra le migliori del mondo, cerchiamo di spiegare i pericoli dell'idrogeno solforato. Qui a Los Angeles
vive il maggior esperto mondiale di questa sostanza, il prof. Kaye Kilburn con lui ho parlato in varie occasioni e che ha sposato la nostra causa.

Il mio messaggio e' molto semplice: il petrolio si estrae nei deserti, non dove vive la gente. Le due cose non sono compatibili.

Le leggi italiane in materia non sono *assolutamente* adeguate a tutelare le popolazioni. Negli USA il limite dell'idorgeno solforato e' di 0.0006 ppm. In Italia lo steso limite e' di circa 30ppm, centomila volte di piu'!! Il motivo per cui i limiti sono cosi bassi in America e' che l'idorgeno solforato fa male, ed e' risaputo. Per di piu' in America e' dal 1976 che non si costruiscono piu' raffinerie di petrolio
perche' ritenute anacronistiche.

I pericoli non sono solo nell'aria, ma anche nelle possibili infiltrazioni nelle falde idriche, nell'inquinamento della fauna marina e della vegetazione locale. Non meno pericoloso e' l'inquinamento del mare dovuto alle estrazioni petrolifere nel mare. E' provato che gli scarichi petroliferi nel mare inquinano i fondali marini, i pesci e, in fin dei conti noi. In particolar modo i pesci non espellono le sostanze tossiche e cosi fungono da concentrati di sostanze chimiche. In America il limite attuale delle trivelle nel mare e' di 160km dalla costa. A Vasto hanno messo le trivelle a 3 km da una riserva naturale. Non va bene.

Abbiamo la responsabilita' tutti quanti, cittadini e politici di non lasciare ai nostri figli un ambiente malsano e di morte.

Probabilmente lei avra' avuto modo di sentire parlare di Viggiano, un paese della Basilicata dove esiste esattemnte lo stesso tipo di impianto che si vuole installare ad Ortona e dove la qualita' della vita a causa delle estrazioni petrolifere
e' notevolmente peggiorata - i tumori scoppiano, la gente emigra, l'agricoltura e' scomparsa. Ed e' cosi in tutte le realta' italiane dove si lavora petrolio. Busalla, Taranto, Gela, Porto Marghera, Falconara, Manfredonia, Sarroch, Priolo, Augusta, Cremona, Mantova. Sono tutte citta' dove l'industria petrolifera ha solo peggiorato
la qualita' della vita. A Gela un bambino su sei nasce deforme, a Taranto alle mamme viene consigliato di non allattare i propri figli perche' hanno troppe sostanza tossiche nel latte materno. Queste zone sono considerate "siti inquinati di interesse nazionale" e in piu per molte di esse il "ripristino ambientale e' impossibile".
Delle dieci province piu' inquinate d'Italia, sette sono citta' petrolizzate. Tutto
questo e' scritto in vari documenti ufficiali del governo italiano.

In un certo senso in Abruzzo siamo fortunati perche' possiamo evitare tutto questo ed invece scegliere un tipo di progresso diverso: sarebbe di gran lunga piu intelligente, lungimirante e rispettoso verso le generazioni future investire sulle energie alternative, prime fra tutte il solare fotovoltaico ed il vento. Le tecnologie esistono ed in California lo stiamo gia facendo da molto tempo - fra l'altro questo ha creato circa un milione di nuovi posti di lavoro, come stimano alcuni economisti dell'Universita' di Berkeley, intervistati dal New York Times.

Occorre essere coraggiosi e prendere posizioni forti. L'ENI sara' anche un colosso, ma noi abbiamo il dovere di difendere la nostra terra con vigore e non da persone remissive. Non possiamo accettare compromessi: l'ENI ha circa venti cause
aperte sul solo suolo italiano per inquinamento, per danni ambientali e per tentata alluvione.

Io spero davvero che se eletto, prima di ogni altra cosa lei abbia a cuore il benessere vero della regione, e che senta come prima responsabilita' quella di volere il bene della gente e non dei petrolieri. La societa' civile e' contro le trivelle in Abruzzo, e cosi' pure medici, scienziati e la chiesa cattolica, che, caso raro in Italia, e' scesa in campo a difendere il creato. Spero che anche lei voglia scegliere la via del progresso vero e non quello degli anni '60 fatta di fumi e veleni.

Dal mio punto di vista, chi appoggia il centro oli e' o in malafede oppure non sufficientemente informato. Se desidera maggiori informazioni saro' ben lieta di darle tutto il materiale che ho. Ho anche un blog sul tema petrolio che e' qui:

www.dorsogna.blogspot.com

con link a materiale di vario tipo. E' un blog abbastanza seguito, con circa 200 contatti al giorno. Pubblichero' i suoi commenti sul mio sito in modo che i lettori del blog possano avere delle idee chiare sulle sue posizioni in merito.

Da ultimo ci tengo a precisare che non ho alcun interesse personale in questa faccenda, ne politico, ne economico. Semplicemente voglio lavorare con amore per il bene della mia terra, usando la mia professionalita' e tutta l'onesta' morale ed intellettuale di cui sono capace. Voglio che le generazioni nuove trovino un Abruzzo migliore di quello che e' stato dato a me.

Grazie,

MR

Saturday, November 1, 2008

Il post piu difficile


Quando ho scoperto del centro petrolifero di Ortona, circa un anno fa, non avrei mai pensato che la lotta contro questo mostro sarebbe diventata una parte cosi' importante ed in un certo senso emozionante della mia vita. Ho avuto modo di incontrare tante persone di animo nobile, volenterose, e sinceramente desiderose di lavorare per il bene comune. Trascorro molto tempo a leggere e cercare notizie petrolifere, a scrivere email, a provare di mettere assieme gente, luoghi ed idee, in collaborazione con persone ed associazioni in loco e online.

All'inizio pensavo che sarebbe bastato scrivere ai giornali, al sindaco Fratino, e alla chiesa cattolica per semplicemente spiegare loro che siccome e' noto che le estrazioni petrolifere portano danni alla salute umana e di tutti gli altri esseri viventi, un centro del genere non era proprio un'idea intelligente per Ortona. Veramente pensavo che i sindaci e le altre autorita' locali agivano perche' non
sapevano di meglio e che sarebbe bastato solo spiegarglielo. Pensavo che il buon senso di qualsiasi persona di fronte all'evidenza dei fatti sarebbe bastato ad offrire un no unanime alle estrazioni petrolifere in Abruzzo. ... sono un po naive, lo so.

Invece non e' stato cosi, ed in questi mesi ho avuto anche l'opportunita' di conoscere persone che tuttora si ostinano a pensare che il centro oli portera' lavoro, benessere e ricchezza all'Abruzzo, incuranti dell'evidenza scientifica e dell'esperienza di qualsiasi altra realta' italiana o mondiale dove il petrolio si estrae o si raffina.

Penso di avere la pelle spessa, come dicono qui, e non ho paura quasi di niente, vivo da sola, tutte le faccende pratiche, dal meccanico alla cucina, me le sbrigo da me, e con gli anni ho imparato sempre di piu' a dire cio' che penso se vedo le cose storte e se penso di poter evitare torti ai piu' deboli. I care, e non so fare le cose a meta'.

Finora la lotta al centro oli e' stata "facile" per me, nel senso che l'energia di scrivere blog, lettere, di fare filmini e di rompere le scatole a tutti non mi manca. In qualche modo il tempo lo trovo, e tutta la stanchezza che posso avere accumulato viene ripagata dal fatto di stare lavorando per qualcosa di buono. Non mi sono mai davvero chiesta: fin dove voglio arrivare? Fin dove accettero' di non scendere a compromessi? Finora ho sempre fatto quel che c'era da fare perche' tutto e' stato limpido, il bene ed il male sono sempre stati ben delineati. Davvero la cosa che piu' mi interessa per l'Abruzzo e' che ci si viva bene. Non so bene spiegarlo questo sentimento, ma credo che sia tipico di tutti quelli che lasciano i propri posti d'origine. Voglio che i vostri figli possano trovare un posto sano e migliore di quello che c'e' adesso e voglio pensare di avere fatto la mia parte, anche quando stato e' difficile, anche quando mi e' costato fatica, anche quando potevo farmi male, e solo perche' lottiamo per qualcosa di importante, per un idea giusta e perche' la nostra coscienza non offre alternative.

Tutto questo preambolo per arrivare al nocciolo di questo post. Mia zia, la sorella di mia mamma, Anna Maria Lanci si candida per Forza Italia alle regionali d'Abruzzo nella lista di Pescara. Lo riporta Prima Da Noi, qui. Non c'entra il partito, scriverei tutto questo a prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno. Lei e' originaria di Ortona ed e' a favore del centro oli. Lo so perche' ha manifestato questa posizione varie volte in presenza di miei familiari ed ha anche detto in relazione al mio impegno contro il centro oli "speriamo che Maria Rita non dice a nessuno che e' mia nipote". A suo tempo queste parole ferirono i miei sentimenti, ma come detto sopra, my skin is thick.

Potrei far finta di niente, e nessuno saprebbe ne' ella parentela ne' del fatto che lei crede nel centro oli, ma non posso stare zitta. Votare per mia zia significa votare quasi sicuramente qualcuno che appoggera' il centro oli e la petrolizzazione della nostra regione. Anche se non sembra niente, scrivere queste cose e' quanto di piu' difficile io abbia mai fatto finora. Questo si che mi costa, che mi scuote, che mi pone difronte ad un piccolo dilemma morale. Sarebbe piu' facile non dire niente. Vi prego di essere delicati nei commenti.

A mia zia, se mai dovesse leggere queste parole, chiedo scusa, ma questa e' la verita' e gli Abruzzesi hanno il diritto di sapere chi andranno a votare. Mi assumo tutte le responsabilita' di queste parole, non c'entra nessun'altro, ne i miei fratelli, ne i miei genitori, e se c'e' qualcuno con cui prendersela, quella sono io. Naturalmente zia, sono pronta a cambiare idea se mi darai delle garanzie che, se votata, ti opporrai al centro oli e all'Abruzzo petrolizzato.

Quando era in vita leggevo sempre Montanelli. Una delle cose piu' belle che ho imparato dalla sua "stanza" e' il pensiero del maresciallo Petain: "Quando non sai qual e' la via del dovere, scegli la piu' difficile".

Thursday, October 30, 2008

L'ENI ad Augusta




2011: qui un morto al porto di Augusta
durante le operazioni di pulizia degli idrocarburi di scarto da un deposito galleggiante. Vapori e scoppi.


Il triangolo della morte siciliano e' il territorio fra le citta' di Priolo, Augusta e Melilli, in provincia di Siracusa. Qui sorgono varie industrie petrolchimiche, anche dell'ENI, e la vita e' una sorta di roulette russa contro la comparsa di tumori e malattie.

Anche qui, come a Gela e come riporta il quotidiano online Guidasicilia, nascono bambini deformi, con i genitali malformati, con gravi allergie, con problemi respiratori e cardicaci. Ci sono aumenti di tumori alla trachea, bronchi, polmoni. Su 100 morti 30 sono dovuti a tumori legati all'inquinamento dall'industria petrolchimica. Le falde idriche sono sempre piu' inquinate. Sversamenti a casaccio, nessun controllo. Dal 1979 si registrano morie di pesci, e mostri marini: pesci con due code, molteplicita di occhi. L'industria della pesca e della lavorazione del sale sono scomparse e cosi' pure l'agricoltura. L'intera matrice ambientale siracusana e' stata totalmente stravolta. Non va bene.

Queste cose sono note, ne abbiamo discusso sui vari blog e tutta la stampa italiana ne parla da tempo, anche se nessuno fa nulla. Siccome e' una morte a responsabilita' diffusa (governanti, popolo civile troppo molle, petrolieri e mafiosi) nessuno si sente in dovere di fare nulla. E non va bene. Si tratta di vite umane.

Naturalmente la regina degli inquinatori ad Augusta e dintorni e' l'ENI che con la sua controllata Polimeri Europa e Syndial (gia' nota come Enichem) gli ha inquinato tutta la zona, compresa la baia marina con emissioni incontrollate di mercurio.

Ripropongo il tema perche' i cari amici dell'ENI continuano a dire che senza le estrazioni petrolifere moriremo di fame. Questa e' pura demagogia, oltre che una offesa a chi di fame muore per davvero. La morte per fame e' solo un modo per spaventare la gente, la morte per tumore e' vera.

Ecco qui un filmato su Augusta, i suoi tumori, la sua gente. La cosa che mi fa piu' tristezza, oltre all'ignavia dei petrolieri, e' che ci sia un senso di diffusa rassegnazione fra la maggior parte della gente, che fa si che i petrolieri ne approfittino. Piccole associazioni pero' iniziano a muoversi e a darsi da fare. Come e' facile intuire pero' e' difficile mettere la retromarcia, e molta gente dice: cosa possiamo fare adesso che e' stato gia' tutto fatto? Adesso che occorrerebbe rimediare a sessanta anni di petrolio? Il petrolio e' una scelta quasi irriversibile. Io non lo voglio questo per l'Abruzzo.

NOI SIAMO ANCORA IN TEMPO PER EVITARE TUTTO QUESTO, ed occorre che siamo sempre piu' numerosi, compatti, decisi. Andare a Roma per salvare la scuola dall'ascia del ministro Gelmini va bene, ma spero che possiamo mostrare la stessa determinazione nel salvare la nostra terra.

Non e' vero che non abbiamo scelte. Che o moriamo di cancro o di fame. C'e' sempre una scelta nella vita, sempre. Ci vuole solo coraggio e scegliere la vita ed un progresso vero. Nelle parole del parroco di Augusta, padre Palmiro Pistullo:

"Quanto vale la vita delle persone che vivono in questo territorio? Perche' i nostri bambini nascono in forte percentuale con delle malformazioni. I nostri giovani si ammalano e muoiono di cancro. Le persone che vanno in pesnsione non arrivano a godersela. Di fronte a tutto questo che ci si ostina a chiamare progresso, io onestamente non sono d'accordo."



Monday, October 27, 2008

Note di percorso


Dalle notizie che mi giungono fin qui, domenica ci sono state circa duecento persone sulla collinetta del Feudo. Alcuni politici, fra cui il candidato della sinistra, Carlo Costantini ed un candidato consigliere della destra, Fabrizio Montepara, hanno firmato un "impegno con gli Abruzzesi", in cui si assumono la responsabilita' di opporsi a qualsiasi tipo di insediamento petrolchimico in Abruzzo e di voler incentivare le energie alternative. Il testo completo del documento e' sul sito del Comitato Natura Verde.

Io spero nella sincerita' di ciascuno, e sopratutto che i vincitori siano sufficientemente umili e intelligenti da circondarsi da persone competenti in ambito energetico. Le parole sono belle, ma ci vuole gente veramente preparata e lungimirante per fare un passo in avanti con l'energia alternativa in Abruzzo, prima fra tutte il solare e l'eolico. E questo non solo per la fornitura di energia, ma anche e soprattutto per aumentare il benessere della gente, creando "lavoro pulito".

Nel 2006 il settimo piu' ricco uomo della terra era un cinese quarantacinquenne, tale Shi Zhengrong che aveva un patrimonio accumulato da zero e che ammontava allora a 2.2 miliardi di dollari. Che fa Shi di mestiere? Il petroliere? Il banchiere? Lo stilista di moda? No. E' il titolare di Suntech Power Holdings la piu' grande industria fotovoltaica della Cina. Dov'e' l'industria fotovoltaica italiana? Esiste? E perche' non lo possiamo avere in Abruzzo un centro di progettazione, sviluppo e fabbricazione di un impianto fotovoltaico italiano? Magari un centro all'Aquila, che sforna ogni anno decine e decine di ingegneri...

Intanto anche la provincia di Chieti e quella di Pescara si pronunciano contro il centro oli ed il comune di Pescara dice specificatamente che sosterra' "in tutte le sedi istituzionali, e nel caso fosse necessario anche in quelle giudiziarie, la battaglia dei cittadini abruzzesi contro la realizzazione del “Centro Oli” lungo la costa teatina". Il testo e' stato approvato dalla maggioranza della sinistra assieme ad Alleanza Nazionale, mentre invece i rappresentanti di Forza Italia sono usciti dall'aula al momento del voto. Non so perche' siano usciti dall'aula, ma questo e' quanto riporta primadanoi. A

Ultima considerazione: qualche giorno fa mi ha anche telefonato un rappresentante dell'Italia dei Valori (non il candidato presidente Costantini) per chiedermi una intervista sul tema del petrolio in Abruzzo. Ho parlato con lui per circa dieci minuti e l'intervista e' stata inserita sia sul sito dell'IDV che su youtube. Ci tengo a precisare che questo non significa che io "sono dell'IDV" o di sinistra o di destra. Ho accettato l'intervista semplicemente perche' sono stati gli unici a chiedermela e dopo aver fatto certo che non sarebbe stata usata a scopi di propaganda politica. Se mi chiedesse di dialogare con lei la Mussolini, per dirne una, accetterei, per il bene della causa e sottolineando sempre che parlo da persona libera. Come ho gia' detto tante volte, sono troppo lontana dall'Italia per sentirmi fedele ad ideologie politiche ormai superate e inutili. Mi interessa solo chi vuole sinceramente bene all'Italia e nel particolare alla difesa dell'Abruzzo, dei suoi mari, delle sue campagne e della sua gente.

Ecco qui il Feudo, come appariva ai primi di ottobre 2008:




Friday, October 24, 2008

Eventi del fine settimana


Sabato pomeriggio 25 Ottobre a Lanciano, lungo il corso Trento e Trieste dalle 17:30 fino alle 20:00, si raccoglieranno le firme per l'azione di responsabilita' limitata, in cui diventiamo un pochino tutti padroni dei terreni del lotto raffineria ENI. A Pescara in quello stesso giorno c'e' il solito sit in settimanale contro la petrolizzazione dell'Abruzzo dalle 18:00 alle 19:00.

Domenica pomeriggio, 26 Ottobre 2008 ci sara' un pacifico sit in sulle colline del Feudo di Ortona. Si inizia alle 10 della mattina, con l'orario nuovo. Saranno organizzate varie attivita' di intrattenimento, ed e' una occasione di gioia per ringraziare i due eroi che non hanno ceduto le loro terre all'invasore petrolifero e per celegbrare "fra noi" le piccole e grandi vittorie di questi mesi, fra cui la legge blocca trivelle fino al 2010.

Se si hanno bambini e' anche e' una bella occasione per trascorrere una giornata all'aria aperta, con la vista del mare e per conoscere meglio la natura. Si consiglia di portare il pranzo al sacco e scarpe e vestiti adatti al fatto che si e' in campagna. Mamme: mettete i i vestiti vecchi ai bimbi che cosi possono giocare con la terra, le ceppe, i sassi, le foglie secche, le lumache e i vermetti. Ho abitato per un anno in campagna (contrada San Iorio a Lanciano), e dal mio punto di vista non c'e' niente di piu' rasserenante che il contatto con la natura senza doversi preoccupare di niente altro.

Intanto mi giunge una specie di comunicato ENI che ha del grottesco. Si initola cosi':

"I dipendenti dell'ENI: Il centro oli ad Ortona e' occasione di lavoro"

E poi dice che:

1) Non si tratta di raffineria o di petrolchimico, quanto invece di un impianto di trattamento olio greggio e gas.

MR) A casa mia un impianto di trattamento olio greggio e gas si chiama raffineria di petrolio. A che serve il trattmento? Per togliere lo zolfo, giusto? E su tutti i dizionari che ho consultato questa attivita' e' inserita sotto raffinerie. Lo dicono i petrolieri stessi nei loro documenti per gli investitori che ci sara' una raffineria a Miglianico. E poi, lo potete chiamare come volete, ma i fatti restano: quella roba FA MALE ALLA SALUTE.

2) L'ENI, in Italia, e' da piu' di 50 anni che ha impianti di questo tipo e in queste zone non c'e' mai stata devastazione ambientale, come in Emilia Romagna, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise, Abruzzo, Basilicata, Piemonte.

MR) L'ENI ha almeno venti cause aperte, nel solo suolo italiano, per devastazione ambientale, e danni correlati. A Venezia, a Viggiano, nel Lago Maggiore, a Gela, a Priolo, a Rovigo, a Crotone, a Brindisi, a Mantova, a Carrara, a Torino. I pozzi esplosi a Trecate in Piemonte hanno inquinato i terreni per anni ed anni. A Gela per colpa dell'ENI UN BAMBINO SU SEI NASCE DEFORME. Capite? Questa e' la vita delle persone e non ci puo' scherzare!
L'ENI ha depositi in molte citta', anche ad Ortona. Ma una cosa e' un deposito, un altra e' un impianto di desolforazione che a ritmo pieno lavorera' con quattordici canne fumarie di altezza fra i 20 e i 30 metri, a diametro di un metro e mezzo e a sputare veleni in modo continuativo nel tempo. Il Mario Negri sud parla di UNA TONNELLATA E MEZZA AL GIORNO DI ROBACCIA.

3) L'ENI sfama (dicono proprio cosi!) ben 3500 persone che fra breve dovranno andare a chiedere i buoni pasto alla diocesi e alla caritas. Occorre attrarre sviluppo e opportunita' lavorative.
La gente inizia a fare la fame.


MR) Nessuno fara' la fame senza l'ENI. I lavoratori che lo voranno andranno a Viggiano (cosi vedranno quanto si vive bene li!), se vorranno conservare il posto di lavoro. L'uso della parola "fame" e' veramente abominevole. Si cercano di usare metodi da paura come fece gia' Fratino.

La fame e' un illusione. Le malattie, i tumori, i campi inquinati, le puzze di idrogeno solforato, sono vere. Chiedete agli abitanti normali di Viggiano e non a Giuseppe Di Francesco, del cosiddetto "Coordinamento dei lavoratori ENI ed indotto" che hanno interessi di parte. Qualcuno dovra' poi spiegarmi che significa indotto ENI, e dove lavorano queste 3500 persone. Ripeto, se l'ENI se ne va, resteranno la Fater, la De Cecco, il turismo, l'agricoltura, le vigne.

Soprattutto, se ci fosse gente INTELLIGENTE a comandare e non persone di limitate visioni mentali e pratiche, quali Remo di Martino e Nicola Fratino, che non osano guardare piu' in la del portafoglio, si userebbe la fuoriuscita dell'ENI come momento di sviluppo nuovo, moderno e costruttivo per la citta'. Ne ho gia' parlato e lo penso ancora. Lo sviluppo del 2008 non e' petrolifero. Davvero, non lo e'. E chi pensa cosi, lo fa solo perche' imbambolato dall'ENI e da un mentalita' piccola piccola. Il mondo e' diverso dagli anni sessanta. Lo sviluppo vero non e' l'industria pesante, i fumi e le ciminiere. Lo sviluppo del 2008 e' nel sapere, nell'energia alternativa, nell'hightech, nanotech, biotech ed ora energy technology. Questo tipo di sviluppo vogliamo.

Non distrugge la natura, non distrugge i nostri polmoni, abbisogna di cervelli e di gente istruita, crea lavoro di alta qualita' per i nostri universitari, e ci rendera' competitivi a livello mondiale. Ma il tempo preme, l'Italia rimane indietro, e i pannelli solari se li progettano, migliorano, installano e ricercano gli altri, mentre noi dormiamo.

Wednesday, October 22, 2008

L'ENI a Taranto


In questi giorni sul Corriere della Sera ed alte testate giornalistiche si e' parlato dei veleni dell'area industriale di Taranto. Il caso piu' emblematico e' quello del bambino tredicenne che ha un tumore al rinofaringe, che si trova dietro al naso di ciascuno, e che e' un tumore tipico dei fumatori incalliti. Nella letteratura medica non ci sono casi di tumori di questo genere in eta' cosi giovane.

Taranto e' la citta' piu inquinata d'Italia e d'Europa. A Taranto viene prodotto il 90% della diossina italiana e il 9% di quella europea. I livelli di diossina sono tre volte quelli di Seveso. Negli scorsi anni leucemie, mielomi e linfomi, tutte forme tumorali, sono aumentate anche del 40%. Se si guarda un po piu indietro, dal 1971 ad oggi, i tumori sono aumentati del 100%. I danni sono dovuti alla diossina, che viene respirato dalla popolazione. Tutti si possono ammalare, ma in particolar modo le mamme hanno la tendenza a generare figli con il DNA danneggiato. Questi danni al DNA portano alla comparsa di cellule impazzite e masse tumorali. I danni "genotossici", in cui alterazioni al DNA portano ai tumori, non solo prerogativa solo della diossina, ma anche di molte altre sostanze inquinanti e di loro possibili miscele. Qui c'e' un documento dove si evidenzia che anche l'idrogeno solforato causa danni genotossici al colon delle persone.

Ma torniamo a Taranto. Pensate dove siamo arrivati: a Taranto ci abitano le cinque persone con i piu' alti tassi di diossina nel sangue del MONDO intero, piu' delle citta' inquinate della Cina o della Russia. Alle mamme viene consigliato di non allattare troppo i figli, vengono abbattute le pecore che, ignare, hanno mangiato l'erba inquinata e sono malate e deformi, i prodotti alimentari sono tutti contaminati, e gli effetti devastanti del polo industriale di Taranto si sentono per un raggio di almeno dieci chilometri. Un'area di trecento chilometri quadrati.

Come per l'idrogeno solforato, i limiti legali italiani fanno ridere. L'Europa fissa il livello massimo tollerabile a 0.4 nanogrammi per metrocubo (un nanogrammo e' 0.000000001 grammi). In Germania il limite e' 0.1 nanogrammi per metrocubo. In Italia?
Da noi, lo stesso limite e' di 100 nanogrammi per metrobubo, cioe' mille volte di piu che in Germania!

Di chi e' la colpa di tutto questo scempio, oltre che dei legislatori che non impongono limiti piu severi e che non li fanno rispettare? Sicuramente il primo premio va all'ILVA di Taranto, che dal 1970 produce lamine di metallo. Per piu' di venti anni e' stata una ditta pubblica, nel 1995 e' stata acquistata dal gruppo RIVA. Sul loro sito web e' un po difficile scovare che sono proprio loro i proprietari dell'ILVA. Forse, poverini un po si vergognano.
Occorre andare sotto Rivagroup profile. Il capo e' tale Emilio Riva, e sul sito web pare che ci tenga a vantare che tutti i suoi figli lavorano con lui:

"The leadership of the group is in the hands of founder and current president Emilio Riva, his sons Fabio, Claudio, Daniele and his nephews Cesare and Angelo Riva, filling key managerial positions.
"

Un affare di famiglia. Chissa se pure loro vivono a Taranto e se ne respirano l'aria. Il gruppo Riva fra l'altro e' anche uno dei sedici membri della cordata CAI che dovrebbe comprare l'Alitalia. Il sito web non lo dice ma la Gazzetta del mezzogiorno si: sotto la gestione del gruppo Riva all'Ilva si sono registrate decine di morti sul lavoro, emissioni a tutto spiano, e tutta la bella lista di cui sopra di malattie e deformita'. A Taranto il cielo non e' mai blu, le macchine si arruginiscono subito a causa della forte acidita' dell'aria. I magnanimi signori Riva pero', invece di aggiornare il loro stabilimento con tecnologie piu' moderne ad anti-inquinamento hanno deciso di sponsorizzare una delicata associazione di tiro al volo, una "vera fabbrica di campioni del tiro al sugello" come si dice. Per dare una immagine positiva di Taranto.

Ma l'ILVA non e' sola. A Taranto c'e' pure un cementificio e la nostra amica ENI che opera una raffineria di petrolio ed una centrale elettrica. Cioe' a Taranto non le manca niente. Ecco cosa dice l'ENI riguardo ai rapporti con il teritorio:

"L’intero polo di raffinazione ha costruito nel tempo un rapporto di intensa condivisione e coinvolgimento con i dipendenti. Grande rilevanza viene data alla socializzazione da parte della direzione, a tutto il personale, dei risultati operativi e di sicurezza/ambiente, in occasione di incontri dedicati alla divulgazione delle performance dello Stabilimento. Grazie all’applicazione di un modello gestionale specifico, presso lo Stabilimento viene incoraggiato il lavoro di gruppo e la partecipazione attiva dei lavoratori al miglioramento delle attività aziendali. Questo modello di lavoro ha favorito lo sviluppo di associazioni di dopolavoro molto attive che organizzano con crescente successo iniziative di incontro, in particolare sportive, fra i dipendenti del polo di raffinazione."

Cioe' tutte queste parole per non dire nulla. Gli piace lo sport e ogni tanto fanno dei meeting per la sicurezza e l'ambiente. Si ma di concreto?

Di concreto c'e' che continuano a riversare sostanze tossiche nell'ambiente, e che le fumate nere dalla raffineria si susseguono a cadenza regolare. Le fiamme aumentano sempre di notte, specie fra le due e le tre del mattino quando la gente dorme. Ai cittadini, come sempre l'ENI non dice niente. Le ultime fiammate nere si registrarono il 24 settembre e 6 ottobre 2008, qualche giorno fa, si dice per problemi tecnici. Loro hanno problemi tecnici, e la gente respira veleni.

E siccome non si e' mai contenti ci sono nuovi progetti per RADDOPPIARE la raffineria di Taranto e con essa emissioni ed inquinanti. Oltre al raddoppio c'e' anche il progetto di un rigassificatore.

Il ministro Prestigiacomo dice che va tutto bene e che i dati in possesso del governo non giustificano alcun intervento restrittivo. L'ILVA, l'ENI il cementificio possono continuare ad operare indistrurbati. Cioe' una mano lava l'altra. Io ti do i soldi per l'Alitalia, tu mi fai inquinare. Io vado a piangere all'Unione Europea che Kyoto e' troppo restrittiva e tu mi lasci uccidere la gente.

Non va bene. Il progetto di Ortona, per ora, e' piu' piccolo di Taranto naturalmente. Ma queste cose crescono in maniera incontrollata una volta che si installano sul territorio. Dobbiamo dire di no, non solo alla raffineria di Ortona di per se, ma anche per cio' che potrebbe sorgere sulla scia della raffineria nel corso dei decenni. Non e' questo lo sviluppo di cui abbiamo bisogno.