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Thursday, December 31, 2009

Svizzera: trivelle, terremoti e galera scampata




Markus Haering, sotto processo nel 2009 per sismicita' indotta in Svizzera



Sequenza di terremoti generati a Basilea, 2006-2007
dovute all'impianto geotermico

 Rischio sismico elvetico


** Ho scoperto qualche giorno fa che la classe IIIB dell'istituto magistrale Cesare de Titta ha vinto un premio nazionale ed una vacanza a Vieste per un cortometraggio sul centro oli di Ortona. E' bellissimo, e si puo' scaricare qui. Grazie a Danilo e Katia e a tutta la IIIB. **


Markus Haring e' un ex-petroliere che tre anni fa decise di tirare fuori energia dal cuore della terra - calore termico, fra le roccie. Questa energia 'geotermica' e' considerata rinnovabile, nel senso che e' vapore o acqua calda presente naturalmente fra le fessure del sottosuolo e che qualche volta fuoriesce, come i geyser dei parchi americani. Si e' allora pensato di estrarre questi fluidi per farci l'energia, che da qualche parte dobbiamo pur trovare.

Qualche volta pero' dentro a questi fluidi caldi ci sono impurita' dentro e specie quando il processo di estrazione e' industriale queste sostanze finiscono nell'atmosfera. L'idrogeno solforato colpisce anche qui, come ben sanno in Toscana, nei monti dell Amiata e anche alle isole Hawaii dove un impianto di energia genotermica continua a tirare fuori H2S a tutto spiano.

Dico tutto questo per completezza, perche' la storia di Mr. Haring riguarda soltanto un primo tentativo di estrarre questa energia ... nel cuore di Basilea, Svizzera!

Il nostro eroe ben penso' di scavare un pozzo di 5 km per estrarre fluidi geotermici a larga scala, ma l'8 dicembre del 2006 qualcosa si inceppo'. La citta' di Basilea venne attraversata da un forte terremoto - 3.4 della scala Richter in una citta' dove i terremoti erano rari, anche se c'e' una faglia sotto la citta'. La terra ha continuato a tremare per i mesi successivi.

L'ultimo terremoto di una certa intensita' fu nel 1400.

Sia il governo svizzero che i sismologi della citta' di Basilea furono concordi nell'attribuire questo terremoto alla trivelle. Le scosse di assestamento durarono per i vari mesi successivi. Ce ne furono mille. I metodi di trivellamento di pozzi per l'energia geotermica, non sono poi cosi diversi da quelli per il petrolio. Anche in Italia si vuole arrivare in certi posti a scavare a 5 km sotto la crosta terrestre.

Gli svizzeri immediatamente fermarono il progetto, preoccupati di scosse ulteriori, e dopo un po anche altri progetti simili per trivellare il nord della California alla ricerca di energia geotermica vennero fermati, visto che la California e' zona sismica. Fra i sostenitori del progetto c'era anche la sezione filantropica di Google. Tutto fermo dunque.

Ma non e' finita li, proprio qualche settimana fa, e' stato annunciato che Mr. Haring in qualita' di capo del progetto, sara' processato per avere intenzionalmente causato danni alla popolazione. Ha detto che lo sciame sismico precedente il terremoto era solo un modo "per apprendere" e che dei terremoti lui non ne sapeva niente. Rischia fino a 5 anni di galera.

Il processo e' iniziato il 16 Dicembre 2009. 

Markus Haering ha negato di avere volontariamente causato i danni. Dice che la gente "sapeva" dei rischi.  La sua ditta' pero' ha pagato 9 milioni di franchi svizzeri, cioe' circa 8.3 milioni di euro per i danni causati alle proprieta' di Basilea.

Al processo Haering dice che nessuno sapeva bene della sismicita' indotta, e che gli eventi di Basilea sono stati di insegnamento a tutti. Dice che avevano procedure di sicurezza e che sono stati capaci di fermare tutto il tempo. Si, ma non sapevano della faglia nel cuore della citta' di Basilea!


Ma il fatto che ci sia stato un processo, che i trivellatori (non di petrolio, ma di geotermico) abbiamo pagato 8.3 milioni di euro per i danni che *loro* hanno commesso ci dice una sola cosa:

L'uomo ha la capacita' di scatenare terremoti in zone non sismiche, o dalla sismicita' modesta. Cosa succedera' in Italia se e quando trivelleremo zone gia' sismiche per conto loro? 

Speriamo che non siano i posteri a doverci dare l'ardua sentenza fra 5, 10, 30 anni.


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PS: Per il 2010 - che ne facciamo di questo blog? Serve ancora scriverlo? A un certo punto dovra' chiudere. A me piace ancora scriverlo e mi pare che di storie petrolifere ce ne siano tante ancora in giro, ma non vorrei diventare noiosa. Intanto, speriamo che l'anno nuovo sia buono. Il 2009 ha avuto tanti lati negativi, ma, dritte e storte, siamo riusciti almeno a ritardare le trivelle in Abruzzo. Grande o piccola vittoria che sia e' soltanto merito della popolazione, e di nessun altro.

Ortona, 7 gennaio 2010, Sala Eden - ore 17:30 - parliamo di Ombrina Mare.


Fonti: New York Times , Times On Line, Electric UK

Monday, December 28, 2009

Le estrazioni di gas ed il sindaco di New York


In questi ultimi mesi varie ditte petrolifere hanno inziato a parlare di trivellare lo stato di New York alla ricerca di gas naturale. La Chevron e le sue amiche non hanno badato a spese e ogni tanto sui giornali compaiono pubblicita' su quanto siano bravi-belli-buoni i petrolieri e quanto importante sia avere "gas-americano".

La citta' di New York, spronata da vari gruppi di attivisti professionisti (cioe' che fanno solo quello e che vengono finanziati da fondazioni di vario genere e da cittadini privati) ha allora incaricato il proprio dipartimento di protezione ambientale ad indagare meglio su queste proposte trivellazioni. E' venuto fuori che il trivellamento di gas (ma va!) potrebbe riversare nelle falde acquifere varie sostanze tossiche che contaminerebbero l'acqua potabile in maniera cataastrofica. Per essere sicuri che l'acqua sia pulita e sana ci vorrebbe uno speciale sistema di filtraggio che costerebbe 10 billioni di dollari da costruire, e 100 milioni da operare ogni anno. Il tutto significherebbe un aumento delle tariffe dell'acqua del 30%. A New York - come in quasi tutta l'America - l'acqua e' pubblica.

Il report ha anche aggiunto che a parte i soldi ed i costi esorbitanti per la collettivita' non e' solo e' una questione di denaro, ma che e' una strategia sbagliata per i molti rischi - di salute umana e ambientale associati al trivellamento - e che e' meglio lasciar perdere.

Il sindaco Micheal Bloomberg e' andato sui giornali ed ha detto, chiaro e tondo, senza parole difficili che la citta' di New York chiede che le estrazioni di gas vengano fermate perche' si corre il rischio di inquinare in maniera inaccettabile le fonti idriche della citta'. A lui si e' poi affiancato tutto lo staff amministrativo della citta'. Ad esempio l'assessore all'ambiente (Daniela Stati prendi esempio!) ha detto che le trivelle presentano rischi inaccettabili per l'acqua pubblica e che la citta' ha gia' investito 1.5 billioni di dollari per proteggere le proprie acque. Ha aggiunto che ci sono troppi rischi, sia noti che imprevedibili e che questi sono semplicemente inaccettabili. Un consigliere cittadino, geologo di professione, tale James Gennaro ha detto che la risposta alla richiesta di trivellare deve essere un secco no.

This is an activity that is completely and utterly inconsistent with a drinking water supply. This cannot happen. This would destroy the New York City watershed, and for what? For short-term gains on natural gas?

Questa e' una attivita' che e' completamente ed assolutamente incosistente con una risorsa di acqua potabile. Questo non puo' succedere. Questo distruggerebbe la rete idrica della citta' di New York. E per cosa? Per ricavi a breve termine sul gas naturale?

Fra le sostanze inquinani che hanno trovato in posti dove gia' si trivella gas naturale con sostanze chimiche aggressive ci sono:

Ethylene Glycol - l' esposizione cronica puo' causa blocchi renali e danni al cervello;
Glycol Ether - l'esposizione cronica puo' causare problemi di circolaizone del sangue;
Propylene Glycol - l'esposizione crinica puo' causare attacchi di cuore.

Altri cancerogeni associati alla produzione del gas includono il benzene, i biocidi, l'uranio radioattivo, piombo, mercurio e radio. Tutta questa robaccia e' stata trovata nell'acqua potabile di vari stati USA trivellati alla ricerca di gas - Pennsylvania, Colorado, New Mexico e Wyoming.

Intanto i lungimiranti amministratori di Bomba mi fanno sapere che "stanno valutando" i rischi ed i vantaggi delle estrazioni di gas proprio sulla riva del lago di Bomba da parte della americana Forest Oil. Valutano dal 2002, anno di inizio delle richieste di trivellamento. Non si sa ne a che conclusione siano giunti, e ne chi abbiano interpellato. Valutano. Intanto l'Espresso riporta che gia' quest' estate la Forest Oil si e' portata avanti coi lavori.

Intanto se uno va sul sito del lago di bomba si legge che:

"le sue acque sono comunque di ottima qualità e formano un habitat ideale per moltissime specie di pesci. Nel lago si possono trovare: Cavedani, Carassi, Carpe, Persici Reali, Scardole, Alborelle, Tinche, Pesci Gatto, Anguille, Trote Iridee di immissione e Trote fario provenienti dall´immissario. Tutte queste specie, distribuite un po´ in tutto il lago, sono abbondanti e di buone dimensioni"

Chissa' quanto bene gli fara' ai pesci avere i pozzi di gas a due passi. Idem per il turismo - chissa' che bello sara' vedere pozzi di gas mentre uno va in vacanza a fare gare di canottaggio, win-self, escursioni con battello pedalò .

Ma si sa, noi italiani siamo dei maghi e l'inquinamento delle acque ci fa un baffo. Nessuno si pone domande, nessuno chiede ad esperti indipendenti, nessuno indaga sui rischi alla salute, almeno secondo quello che dice l'Espresso. Facciamo finta.

Beata ignoranza.

PS: Stamattina sono andata a correre fra i campi vicino a casa mia. Il Feltrino non si poteva guardare. Schiuma, puzza, acqua stagnante e marrone. Uno schifo. Ma come si fa nel 2010 ad accettare una situazione del genere? Ma quando li bonifichiamo questi fiumi abruzzesi? Quando gliele facciamo le multe a chi tratta quei fiumi come fogna? Quando la educhiamo la gente? Chi si impuntera' che quella robaccia si deve pulire e che e' immorale, sbagliato, malsano trattare cosi' i fiumi delle nostre citta'?

Non capisco. Boh. Forse sono io che me la prendo troppo e va bene vivere cosi, senza pensieri.

Fonti: Tedx - the endocrine disruption exchange, New York Daily News,
Reuters, New York Times, L'espresso,
Comune di Bomba

Friday, December 25, 2009

Massimiliano Mazzotta ed il film OIL a SONORA di Sulmona


Domani 27 dicembre c'e' la giornata conclusiva dell'evento Son'ora, una manifestazione culturale che va avanti da un paio di settimane e in cui si e' parlato di vari temi culturali ed ambientali che riguardano noi abruzzesi, italiani e cittadini del mondo.

Questo ultimo appuntamento trattera' la petrolizzazione d'Abruzzo, che nonostante le tante parole, promesse e balle della classe politica e' una emergenza che non e' ancora finita. L'ENI infatti ha ancora tutti i terreni ad Ortona e si rifiuta di restituirli agli ex-proprietari. La Vega Oil vuole trivellare Ortona, la Petroceltic Vasto e la MOG vuole dare il colpo di grazia ad Ortona con un pozzo permanente. Presto arrivera' la scure sul teramano.

Visto che ne' il sindaco Fratino, ne l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo di Martino, sembrano essere interessati al problema che riguarda in prima analisi la loro citta', occorre che restiamo tutti all'erta e vigili. Questo vale anche per gli Ortonesi, che a parte i soliti eroi dei vari blog, sono per la maggior parte semi-anestetizzati.

Sulmona sara' un evento interessante, soprattutto per la presenza del regista Massimiliano Mazzotta che ha realizzato un documentario sulle condizioni di vita a Sarroch, in Sardegna, per gentile concessione della famiglia Moratti . Massimo Moratti, Milly Moratti, Letizia Moratti, e Gianfranco Moratti, mentre si gingillano con l'Inter, l'ecopass di Milano, le bici ecologiche, lasciano morire i sardi di malattie e di incidenti in una raffineria con pochissime misure di sicurezza. OIL ci mostrera' come potrebbe diventare il Feudo se il progetto "centro oli" continua ad andare avanti. La pellicola ha vinto vari premi e io ho proprio voglia di vederlo e di ringraziare il Mazzotta per il suo coraggio.

Intanto petrolieri di varia natura hanno deciso di trivellare Pantelleria, le Tremiti, Venezia, la Puglia, le Marche. Non ne usciamo mica.

Via Ombrina dal nostro mare


** Appena arrivata in Italia - buon Natale a tutti, e per un 2010 senza trivelle **

Mentre il presidente della regione Gianni Chiodi e la giunta regionale discutevano di un una legge che non tutela minimamente il nostro mare, continua l’avanzata dei petrolieri. E se fino ad ora abbiamo visto piattaforme esplorative, adesso arriveranno le piattaforme permanenti proprio a ridosso della nostra costa.

Il 3 Dicembre 2009 la compagnia inglese MOG (Mediterranean Oil & Gas) ha sottomesso al Ministero dell’Ambiente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per poter installare una piattaforma petrolifera a 2km dalla costa tra San Vito e Ortona. Il progetto in questione è quello denominato Ombrina mare2.

L’esperienza insegna che questo tipo di piattaforme rimane per un minimo di 20-30 anni, e secondo quanto dichiarato agli organi di stampa internazionali, saranno scavati altri 4 pozzi, oltre a quello già esistente, per estrarre petrolio e gas.

Questo è solo l’ultimo atto di una serie di richiesta di concessioni per il nostro mare. A Settembre infatti, nell’indifferenza generale, la canadese Vega Oil e la irlandese Petroceltic hanno avanzato una richiesta per trivellare a 7km dal porto di Ortona con il progetto Elsa2. Ad Ottobre la stessa Petroceltic ha avanzato richiesta per trivellare in altri 2 permessi a 5km dalla costa, a largo di Casalbordino e Vasto.

L’Abruzzo ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Il turismo, la pesca e l’agricoltura, oltre che la salute delle persone, saranno definitivamente compromessi in cambio di royalties NULLE per la regione e bassissime per lo stato italiano, mentre i veri profitti di queste operazioni saranno riversati nelle casse delle multinazionali del petrolio. Di fatto, stiamo regalando il nostro petrolio.

Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di 60 associazioni e cittadini che si battono contro la petrolizzazione della regione e il degrado ambientale, continua a fare il suo lavoro di ricerca delle informazioni e di contrasto ai piani di colonizzazione dei petrolieri stranieri. Associazioni, cittadini e professionisti hanno gia’ inviato al Ministero dell’Ambiente quasi 30 osservazioni e pareri contrari per il progetto Elsa2, mentre per le concessioni di fronte a Vasto e Casalbordino siamo gia’ a quota 20.

Ma non possono essere sempre i cittadini a rincorrere i petrolieri, occorrono dei provvedimenti definitivi che solo la classe politica puo’ chiedere e ottenere. La classe dirigente della nostra regione, che ricordiamo e’ ben pagata da soldi pubblici, deve cambiare passo e darsi da fare seriamente prima che il nostro mare diventi una distesa di piattaforme, prima che siano vanificati tutti gli sforzi per la valorizzazione della costa teatina e regionale.



Sunday, December 20, 2009

Grazie a Franco Moroni



Alla Petroceltic Elsa SRL che viene a leggere questo blog:

L'ABRUZZO REGIONE VERDE NON VI VUOLE.
ANDATE A TRIVELLARE IN IRLANDA!



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La provincia di Chieti, dopo tanto pregare, finalmente mi ha comunicato che mandera' le osservazioni contro il pozzo esplorativo che la Petroceltic intende trivellare a 5km da Punta Aderci, a Vasto. Il testo e' sulla base di quello che gli ho elaborato io. Sicuramente sentiremo comunicati a destra e a manca, sicuramente ci saranno varie persone che non c'entrano niente ad accollarsene i meriti.

Io voglio dire invece che il merito dell'azione della provincia e' solo ed esculusivamente di Franco Moroni, che ringrazio.

Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore al turismo, Remo di Martino, a quest'ultimo non gli interessa delle trivelle e del turismo di Vasto. Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, a quest' ultimo non gli interessa delle trivelle e dell'ambiente di Vasto. A Franco si invece.

Colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone, sindaci e gruppi che hanno mandato testi al governo. Oltre alla sottoscritta ci sono (l'ordine e' casuale):

Comune di Casalbordino
Comune di Francavilla
Comune di Vasto
Comune di Fossacesia
Campeggio gli Olivi
Vasto Surf Team
Ciclopazzi
Assoturismo
Cogecstre
Diocesi di Lanciano-Ortona - Pastorale Sociale e Giovanile
ARCI Vasto
Partito della rifondazione comunista - Vasto
Virtus Frentana Calcio
Il Crampo
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Ing. Lorenzo Luciano
Dr. Ludovica Raimondi
Dr. Clara Primante
La Chitarra di Massimo
Dr. Donato Spoltore
Arch. Roberto Fedele
WWF Frentano
Dr. Danilo D'Orsogna
Dr. Maria Rita D'Orsogna

Attendo altre lettere da parte di altri comuni ed enti. E Enrico di Giuseppantonio? Io sono sicura che se uno chiede a EdG che ne pensa del pozzo a Vasto, dira' che e' contrario, e probabilmente lo crede sinceramente. Quello che non va in lui e' la mancanza di iniziativa. La voglia di fare PRIMA che qualcun altro te lo chieda, e che ti prepari tutto su un piatto d'argento.

Purtroppo la politica significa esporsi, significa prendere delle decisioni, significa che quelli che la pensano diversamente da te ti accuseranno, e in Italia sanno essere particolarmente cattivi in questo. Ma quando uno e' convinto di quello che fa, e che lo sta facendo per il bene della sua gente, non ci dovrebbero essere paure.

Se veramente dobbiamo fare la Catalogna d'Italia questa la si costruisce ogni giorno, e non solo proteggendo l'ambiente dagli attacchi della Petroceltic, ma soprattutto dando l'esempio e instillando una coscienza ambientale nei cittadini. Da EdG fino all'ultimo dei cittadini, dovremmo tutti essere custodi del territorio. Dobbiamo noi per primi esser convinti che il nostro mare, le nostre terre non si toccano ma si rispettano con ogni gesto quotidiano.

E siccome EdG ha VOLUTO essere la guida della provincia di Chieti, queste responsabilita' gravano su lui piu' che sui cittadini comuni. E' a lui che dovrebbe bollire il sangue quando sente che un gruppo di irlandesi vuole mettere le trivelle nel SUO mare. E' lui che dovrebbe essere il motore di tutte le iniziative, e non una che abita dall'altro lato del pianeta. E' lui che dovrebbe volerlo dire a tutti che non va bene trivellare davanti alla riserva naturale. E' lui che dovrebbe volersi spaccarsi in quattro PRIMA che il guaio sia fatto e prima che i cittadini ti ricorrano con email, facebook, blog e telecamere.

Ci vuole coraggio nella vita. Ci vuole il coraggio dei fatti per essere "il capo".

Grazie di nuovo a Franco Moroni.

Friday, December 18, 2009

Le balene e le ispezioni sismiche a Foggia



Dario mi segnala la storia del capodogli spiaggiati in Puglia. Il capodoglio e' un tipo di balena e anche se ce ne sono di piu' grandi, questa e' la specie che ha il cervello piu' grande di qualsiasi altro mammifero, e pure i denti. La sua tipica lunghezza e' di 25 metri, vive in gruppi, ed e' anche il mammifero che arriva' piu' in profondita' di tutti, 3 km sottacqua. E' stato un capodoglio il protagonista di Moby Dick. Ha un aspetto un po comico.

Questo tipo di balene e' considerata "vulnerabile" e gode di uno speciale status di protezione in tutto il mondo. Non vengono piu' catturate, nemmeno in Giappone.

Come per tutti i cetacei, inclusi i delfini, le balene hanno una forta dipendenza dal senso dell'udito. Lo usano per orientarsi, per comunicare, per trovare altri esemplari con cui accoppiarsi, per scappare dai predatori e per trovare cibo.

Anche se e' sempre difficile arrivare a conclusioni certe al 100%, c'e' moltissima evidenza scientifica che i suoni non naturali possano interferire con questo delicato sistema e "assordire" le balene. Questo puo' causare lo spiaggiamento - le balene che perdono il senso dell'orientamento.

Quando lo spiaggiamento e' di una balena, puo' essere un caso, un esemplare che per qualche motivo si e' perso, una 'fluttuazione' statistica. Ma quando a spiaggiare e' un intera colonia di balene, allora c'e' qualcosa che non va nell'ambiente circostante. Fra i rumori che danneggiano l'udito chi altri se non le ispezioni sismiche che usano i petrolieri?

Praticamente, per cercare petrolio, prima di fare il buco, si fanno queste ispezioni sismiche, dove si bombarda il suolo con spari potenti e periodici di aria, tramite l'air gun. Il tutto puo' durare qualche ora o qualche giorno e gli spari sono fatti ogni cinque, dieci minuti. Gli spari creano onde, queste vengono riflesse dal fondale marino in una maniera che dipende dalla composizione geologica del sottosuolo.

E cosi' tutti questi segnali si esaminano e voila', ti dicono se vale la pena trivellare o no il pozzo esplorativo.

Tutte queste cose le so perche' nel suo rapporto per trivellare Punta Aderci, la Petroceltic Elsa usera' questa tecnica prima di fare il buco e dice che si, forse ci saranno guai alla pesca e ai cetacei, ma solo un pochettino. Nella mia esperienza, se i petrolieri dicono "un pochettino" vuol dire tanto.

E cosi arriviamo a Foggia. Qui hanno trovato una colonia di sei capidogli spiaggiati in riva in localita' Capojale presso Cagnano Varano, in provincia di Foggia. Altre due sono state capaci di tornare al largo, e la nona e' allo stato morente. Non si sa' come portare via dalla spiaggia le balene morte, perche' sono troppo grandi.

Il presidente del comitato scientifico di Accobams, l'Accordo per la Conservazione di cetacei nel Mar Nero, Mediterraneo e Zona Atlantica Contigua afferma:

"Questo ci porta a supporre che lo spiaggiamento per cause naturali sia improbabile, perchè in tal caso sarebbero più frequenti. La direzione nella quale ci stiamo rivolgendo è che un evento come questo sia legato all'immissione in mare di suoni a grande intensità, causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimento di petrolio".

Guarda caso, a una trentina di chilometri dal punto dello spiaggiamento ci stanno le isole Tremiti e i permessi per trivellare, sempre da parte della Petroceltic e della Medoil Gas. Alcuni non meglio specificati olandesi tra il 25 Novembre e il 13 dicembre hanno fatto ispezioni sismiche fra Gallipoli, Brindisi ed Otranto. Che ci facevano li quegli olandesi? Cosa dovevano ispezionare?










Fonti: Foggia web, Comitato per Taranto

Wednesday, December 16, 2009

Gianni Chiodi ed i suoi balocchi



Cosa dire. Da oggi saranno vietate le estrazioni di oli combustibili in Abruzzo. Il che non vuol dire niente. E' come dire e' vietato estrarre Coca Cola. Sottoterra non ci stanno gli oli combustibili ma gli idrocarburi. Idrocarburi liquidi e gassosi.

Ma ovviamente per Gianni Chiodi, gia' indagato a Teramo per fatti collegati allo smaltimento dell'immondizia, questo e' un dettaglio irrilevante. Ignorante era in materia di petrolio, ignorante resta. Che vergogna. Che uomo dal cervello piccolo piccolo.

Possibile che l'Abruzzo non riesca a trovare un governatore migliore di questo qui?

Incassiamo questa sconfitta di una legge che lascia molte porte aperte a chi vuole venire a fare il comodo suo in Abruzzo, ma continuiamo ad andare avanti. Non ci perdo io, non ci perdono le associazioni, ci perde l'Abruzzo, ci perde l'energia sana di questa regione.

Intanto, ne' Gianni Chiodi, ne' Mauro Febbo, ne' Daniela Stati, ne Enrico di Giuseppantonio, ne Remo di Martino, ne' Eugenio Capporrella sembrano interessati all'aggressione al nostro mare Adriatico. Pozzi di petrolio previsti per Vasto, per Ortona, per Pineto. Qualcuno ha sentito mai lor signori preoccupati per questo?

No, perche' sono ignoranti, e peggio ancora non gliene importa niente di imparare, di sapere, di agire per il bene di tutti. Sono tutti cosi' impastati con i potenti, con chissa' quali giri di contentini, di compromessi che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta.

Mi fanno anche pena perche' vivere cosi' non deve essere bello. Sapere che il popolo che rappresenti non ti stima, non ti ama. Cercare di placare gli animi, salvando le apparenze, imbrogliando, sapendo di imbrogliare. Perche' uno vuole ridursi a vivere cosi'?


Lo scandalo, per me, e' che tutto quello che questi politici inutili hanno fatto finora, e' stato a meta', senza convincimento, cercando di rabbonire la gente come se fossimo tutti ciuchi, come quando si governava nel 1950. Invece siamo intelligenti.

Se non fosse stato per noi cittadini, non si sarebbe fatto nulla. Dovrebbe essere il contrario, la politica che fa crescere il popolo e non il contrario, visto anche che sono lautamente pagati per occupare poltrone e poltroncine.

Quando EdG parlava della Catalogna d'Italia, non era vero niente. Se non era per noi cittadini, quello nemmeno lo sapeva come si facevano a fare le osservazioni per Elsa2.
Se non era per me che gliele scrivevo non avrebbero neanche mandato niente. Io ci ho trascroso un mese nella Catalogna vera, quest'estate. Li pozzi di petrolio in mare non se ne vedono.

E intanto, il tutto si ripete. Arriva la Petroceltic a 5km da Vasto. Gliene importa qualcosa a qualcuno? No. Gli ho scritto e riscritto, e tutto quello che sento e': forse manderemo una letterina. Pagati fior di quattrini per mandare una letterina a tempo quasi scaduto.

Dov'e' la provincia di Chieti a difendere il Chietino presso Gianni Chiodi e la sua legge? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare in TV a dire che l'aggressione alla costa teatina non va bene? Dov'e' la provincia di Chieti ad andare fra la gente a informare? Dov'e' la provincia di Chieti a scrivere alla Petroceltic e a dirle: guarda qui non ti ci volgiamo?

Non si sa. Io so solo che stanno al traino. Sono stanca e mi ribolle il sangue a pensare che queste persone hanno in mano la nostra vita. E la cosa che piu mi fa rabbia, e' che intanto l'Italia va a picco. Lo vedo ogni giorno di piu'. Abbiamo tutti un sacco di energia, e vorremmo tutti fare le cose buone ma invece di guardare al futuro, dobbiamo stare qui a lottare con gente fondamentalmente ignorante per dirla con gentilezza.


Ai censori del governo italiano che sono venuti a frugare nel mio blog ieri: questo blog e' scritto da un cittadino statunitense, da un computer statunitense, usando un server statunitense. Negli USA vige la liberta' di parola.