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Monday, November 30, 2009

Con cautela




Mi sono svegliata al suono del telefono, dove dall'Italia mi si diceva che la giunta Chiodi ha approvato una sorta di prolungamento della moratoria su "quasi" tutto il territorio regionale.

Non mi sono ben chiari i dettagli e mi ci vorra' del tempo per capire, per avere una idea mia. Naturalmente e' una cosa bella se vista cosi', a scatola chiusa che ci ripaga di mesi e anni di attivismo e di lavoro collettivo.

Ma e' quel "quasi" che mi spaventa. Se salviamo un parco, un sito di interesse comunitario, ma poi mettiamo le trivelle a 100 metri, che differenza fa? In piu' il mare non viene contemplato, ed io voglio salvare anche le nostre acque dal petrolio.

Non abbassiamo la guardia nemmeno di un centimetro, ma anzi indaghiamo per filo e per segno cosa e' stato approvato. Continuiamo a promuovere incontri, a sensibilizzare, a scrivere lettere al ministero, a raccogliere le firme.

Occorrera' essere molto vigili, essere sicuri che non ci siano scappatoie e che tutto sia fatto per calmare la popolazione, mentre dietro le quinte petrolieri e politici tramano sul come meglio raggirarci. Purtroppo siamo arrivati a questo in Italia ed io personalmente ho davvero poca fiducia in questa giunta regionale. Ma e' bene che sappiano che siamo piu' intelligenti di qualsiasi furbizia.

Gia' a Gennaio Mauro Febbo aveva cercato di far passare la legge dell'aumento delle royalties come scusa per tranquillizzarci e per dire che questo gesto era un segno della volonta' politica di dire no all'Abruzzo petrolifero. Era una balla colossale, tant'e' che la legge e' stata poi ritirata.

Il fatto, che come sempre, questa nuova legge avvenga nell'ombra, con la regione che decide senza discussioni con i cittadini, con i sindaci, con le persone competenti, mi turba molto. Perche' non hanno chiesto il nostro parere? Che ne sanno davvero Gianni Chiodi, Mauro Febbo o Daniela Stati della questione petrolio se non che la gente e' compatta contro?

Ecco, mi sarebbe molto piaciuto che questa legge, qualsiasi cosa essa contenga, fosse stata fatta con e per la gente. Cosi' mi sa tanto di un gesto scaturito da una classe politica spaventata dalla gente, dalla pressione fatta dalla chiesa, dalla confcommercio, dalle cantine, dalla stampa nazionale ed internazionale, dalle nostre telecamere, dalle nostre domande. Mi sarebbe piaciuto sentire un po' d'amore per l'Abruzzo e per la sua gente.


Infine, ci tengo molto a precisare che sebbene Nuovo Senso Civico e Antonello Tiracchia continuino a mandare comunicati a destra e a manca sul loro ruolo di protagonisti in questa faccenda, la gran parte del lavoro e' stata fatta da persone che sono rimaste a lavorare pazientemente senza cercare i clamori della gloria, senza usare materiale altrui, senza chiedere denaro per i loro prodotti e le loro presentazioni, e soprattutto cercando di rendere tutti partecipi, invece che andare in TV a gettare fango sugli altri. Convincere tutte quelle associazioni di cui sopra non e' stato un gioco da niente, come non lo e' stato indagare pazientemente su tutte le cose che ho riporato in questo blog da due anni a questa parte. Sono convinta della buona fede della stragrande maggioranza degli aderenti a Nuovo Senso Civico, perche' tante cose non le sanno, ma i modi di fare del suo "presidente" e il suo "vicepresidente" mi lasciano spesso perplessa.

E' facile avere il tempo per glorificarsi quando le informazioni te le passano gli altri.

Io il tempo di scrivere i comunicati autoreferenziali non ce l'ho e mi ferisce questo tipo di comportamento, perche' non e' limpido, non e' pulito, non e' onesto verso di nessuno di noi.

Questo fine settimana sono stata per quasi tutto il tempo a scrivere le osservazioni sul nuovo pozzo in mare a Casalbordino, prima ancora per Elsa2, per il vescovo, per la Basilicata, per Genova, per la stampa britannica, per i ragazzi di Facebook e mille altre cose di cui non parlo sul blog. Come me altre persone si sono date da fare per studiarsi carte e documenti nel corso dei mesi. Queste cose non si vedono, ma portano via tempo ed energie.

E' dura cambiare l'Italia finche' c'e' gente cosi.

PS: Se qualcuno vuole scrivere lettere o osservazioni su questo nuovo pozzo a Vasto/Casalbordino mi puo' scrivere o su facebook o sulla mia posta personale. Ci vuole solo un po di tempo e buona volonta'. Il Ministero deve sapere che tutto l'Abruzzo e' contrario.

Thursday, November 26, 2009

Un messaggio dallo stato della California



*Lo scan del comunicato e' qui.*


Verso l'inizio degli anni ottanta, i Californiani iniziarono a preoccuparsi delle concetrazioni di sostanze tossiche nella nostra aria e nella nostra acqua.

Nel 1986 venne allora proposto un referendum che obbligava lo Stato a rendere pubblica una lista di sostanze nocive alla salute, in modo che i cittadini fossero informati. Sarebbe stata aggiornata ogni anno e sarebbe stato vietato all'industria scaricare quelle sostanze nell'atmosfera ed in acqua. La lista avrebbe incluso cancerogeni e sostanze collegate a malforamzioni o altri problemi riproduttivi. Infine tutte le attivita' industriali e commerciali sarebbero state obbligate a mettere su un cartello informativo sulle sostanze tossiche usate in loco.

Il Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act del 1987 fu il risultato di quel referendum, anche se tutti qui la conoscono come Proposition 65, o anche solo Prop 65.

Da allora la lista e' cresciuta e ci sono circa 775 sostanze tossiche registrate. Dai benzinai fino ai ristoranti dove si serve pesce con alto potenziale a bioaccumulo c'e' un cartello con scritto "Chemicals known to the state of California to cause cancer are found upon these premises". E cioe': "Sostanze chimiche che lo stato della California sa essere cancerogene sono contentute in questo posto".

Lo stato della California attribuisce a Prop 65 il declino dell'uso di varie sostanze tossiche. Alcune ditte infatti pur di non appendere il cartello con su scritto "qui potrebbe venirti il cancro" hanno preferito non usare piu roba tossica. Fra i successi attribuiti a Prop 65 ci sono il toluene (cancerogeno) che e' stato tolto dai solventi per pittura e per le unghia, il piombo tolto da alcuni prodotti di ceramica per alimenti. Le ditte produttrici di vino hanno smesso di usare carta stagnola per i tappi con alto contenuto di piombo. Molte industrie hanno abbassato notevolmente le emissioni di sostanze in questa lista per paura di ripercussioni economiche e d'immagine.

Varie class action hanno usato Prop. 65 nell'interesse pubblico e contro chi inquinava ed e' anche per questo che sono tutti molto attenti a pubblicare in vero.

Perche' ho messo su questo post? Perche' oggi scopro che sul Los Angeles Times c'e' uno spazio di circa meta' pagina in cui tutte le ditte petrolifere e di raffinazione dello stato della California sono state obbligate da Prop 65 a dichiarare quanto segue:

WARNING

CHEMICALS KNOWN TO THE STATE OF CALIFORNIA TO CAUSE CANCER, BIRTH DEFECTS OR OTHER REPRODUCTIVE HARM ARE CONTAINED IN CRUDE OIL, GASOLINE, DIESEL FUEL AND OTHER PETROLEUM PRODUCTS AND BYPRODUCTS.

Chemicals known to the State of California to cause cancer, birth defects or other reproductive harm are also contained in and around oil fields, service stations, refineries, chemical plants, transport and storage operations, including pipelines, marine terminals and tank trucks, and other facilities and equipment that manufacture, produce, handle, distribute, transport, store, sell or otherwise transfer crude oil, gasoline, diesel fuel or other petroleum products or byproducts.

The foregoing warning is provided pursuant to Proposition 65. This law requires the Governor of California to publish a list of chemicals "known to the state to cause cancer or reproductive toxicity". This list is compiled in accordance with a procedure established by the Proposition and can be obtained under the California Environmental Protection Agency. Proposition 65 requires that clear and reasonable warnings be given to persons exposed to the listed chemicals in certain situations.


Aera Energy LLC

British Petroleum America, Inc and its subsidiaries (and under the trademarks ARCO and Castrol)

Chevron Coroporation, its affiliates and subisdiaries

ConocoPhilips Company including all its divisions and subsidiaries (and under the trademark 76)

ExxonMobil Corporation its affiliates and subsidiaries

Shell Oil products US

Tesoro Refining and Marketing Company and its subsidiaries (and under the trademarks Miraastar and USA gasoline)

Valero Refining Company - California and its affiliated companies including Ultramar and Beacon

Venoco, Inc.



La scritta e' stata messa su dalle su citate ditte che operano in California che dunque sono loro stessi a dire che le esalazioni petrolifere fanno male. Ora, se le operazioni petrolifere fanno venire il cancro ai californiani, dove i limiti sono molto piu' stringenti che in Italia, pensate voi che agli Abruzzesi fa bene? O che fa bene ai Lucani? Ma certo che no, solo che e' molto meglio lasciare la gente nell'ignoranza, cosi' tutti possono fare un po' quello che gli pare.

Ma poi, Gianni Chiodi e Daniela Stati chissa pure se lo sanno l'inglese... Che scandalo essere governati da gente cosi nel 2010! Andiamo avanti cosi, a casaccio.


PS: Oggi qui e' il Thanksgiving e non sono a scuola fino a lunedi. Appena ci torno pero' scanno la pagina del giornale e la metto su. E' a pagina A16 del Los Angeles Times di Martedi' 24 Novembre 2009.


Fonti: Office of Environmental Health Hazard Assessment, Prop 65

Tuesday, November 24, 2009

Video



Ecco qui un po di video che mi sono stati segnalati negli scorsi giorni. Il primo e' Gianni Chiodi sulla turbogas di Teramo, il secondo e' il sindaco Nicola Fratino di Ortona, fiore di cultura, e l'ultimo e' l'intervista che mi ha fatto Ecubo di Raitre un anno e mezzo fa, a Luglio del 2008. Grazie a Marco e a Giosue' per le segnalazioni. Buona visione. Per commentare il video di Fratino, c'e' gia' una discussione aperta sul blog di no-centro-oli.








Sunday, November 22, 2009

ENI e politici: pozzi e bugie


Cosi' mentre Paolo Scaroni si riempie la bocca di parole inutili su climatizzatori e cravatte, l'avanzata dei petrolieri in Val d'Agri continua senza sosta aiutato da una ignorante classe politica. L'ENI se li e' rigirati ben bene i politici, che dall'alto della loro ignoranza dicono si a tutto e di piu.

L'assessore all'ambiente per la regione Basilicata, che in quanto a difesa dell'ambiente puo' quasi dare la mano alla nostra Daniela Stati, ha deciso che si possono mettere pozzi e oleodotti un po dappertutto. Si chiama Vincenzo Santochirico.

E' in programma l'installazione di un pozzo di petrolio a meno di 500 metri dall'ospedale "Villa d'Agri" e dal quartiere residenziale "Villa al Sole". Il pozzo si chiama Alli20R. Un pozzo di petrolio vicino all'ospedale nel 2010. Non ho parole.

Intanto il governatore lucano, Vito de Filippo, sta attivando un programma informativo sull'assenza di effetti negativi del petrolio per rassicurare le persone!! Della serie, copriamo con una patina luccicante tutto lo schifo che stiamo facendo alla nostra terra.

L'ignoranza!

A promuovere questa iniziativa ci sara' il sindaco Claudio Cantiani della citta' di Marsicovetere, e ci saranno addirittura dei medici del Mario Negri sud - abruzzesi. Sara' proprio interessante vedere cosa diranno in difesa del petrolio a due passi da un ospedale. Che vergogna prestarsi a questi giochi con la salute delle persone.

Intanto a Policoro, altro centro della Basilicata stanno portando avanti la costruzione di un altro pozzo dentro il centro abitato!

A Sasso di Castalda altri nuovi pozzi fra i campi.

A Grumento Nova addirituttura stanno costruendo un pozzo di reiniezione, dove mettere l'acqua di scarto a cento metri da un fiume. Non sanno infatti dove smaltire i rifiuti tossici, sia petrolifieri che chimici della lavorazione del petrolio, e cosi' pensano bene di scavare un pozzo nuovo e rigettarci tutto lo schifo dentro.

Alla gente non e' stato detto niente.

Nulla e' sacro. C'e' un parco in Basilicata che si chiama delle dolomiti lucane. Ci sono anche stata quest' estate - e' silenzioso e disabitato e pensai che almeno questo l'avrebbero risparmiato - un cuore verde incontaminato.

Niente da fare. La Total andra' a trivellare anche dentro il parco. Esiste pure il divieto assoluto di estrazione idrocarburi e il parco e' in teoria protetto. Ma cosa che vuoi che siano le leggi, quando invece sono gli stessi amministratori che in teoria dovrebbero garantire il loro rispetto, a trovare modi per sviarle?

Il presidente del parco, tale Rocco Rivelli tace, non sa, dorme. Anche il Commissario del Parco Domenico Totaro e' li che non si sa bene cosa faccia. Anzi si, invece di denunciare, di scandalizzarsi, di urlare al mondo quello che stano per profanare, il Totaro annuncia l'ennesimo progetto regionale "Salute ed Ambiente".

Dice che il progetto mira a rassicurare gli abitanti della Val d’Agri e a garantire loro la giusta attenzione e la giusta informazione circa il proprio stato di salute. Cioe'? Che vuol dire rassicurare? Ma se i tumori scoppiano in Basilicata, cosa c'e' da rassicurare? Anche l'ospedale a 500 metri da un pozzo e' rassicurante? E poi, aspettano 15 anni dopo l'inizio dei pozzi per "rassicurare" la gente? Ma chi vogliono prendere in giro?

SI SA' CHE CHI VIVE VICINO AD OPERE PETROLIFERE SI AMMALA DI PIU'. LO DICONO CENTINAIA DI STUDI SCIENTIFICI. COSA C'E' DA RASSICURARE?

Questi tizi vengono pagati dal contribuente italiano. Invece di proteggere l'Italia la distruggono!

Passiamo a Taranto. Altre balle propagandate dal signor Emilio Riva, padrone della mega fabbbrica di morte ILVA di Taranto. Un giornalista gli fa una domanda e lui scredita il dibattito sui tumori, dice che e' tutto falso che a Taranto la gente muore. Dice che sia la gente che i giornalisti se lo sono inventati quei morti per tumore. E gli rubano pure il microfono al povero giornalista assediato!

Grazie a lui. Di questi tempi e' diventato criminale pure fare domande e dire cose semplici come: a Taranto ci sono morti per tumore.

Ma dove siamo arrivati? Ma perche' questa gente ignorante lascia che l'Italia venga distutta cosi? Io mi vergogno per loro.




Fonti: Gazzetta della Val D'Agri

Wednesday, November 18, 2009

L'ipocrisia di Paolo Scaroni


Leggo dal Corriere che l'amministratore delegato dell'ENI, Paolo Scaroni, gia' condannato in primo grado per disastro ambientale , gia condannato per corruzioni e tangenti, ora va in audizione a Palazzo Madama a dire di abbassare il riscaldamento per salvare il pianeta.

E si' e' proprio cosi' che si combatte il riscaldamento globale! Abbassiamo il riscaldamento dal radiatore!

D'altro canto, l'ENI e' in prima linea per la difesa dell'ambiente, gia' nei loro uffici promuovono il venerdi' senza cravatta cosi, in estate non si deve usare troppa aria condizionata. Sul loro sito ti ricordano pure di non stampare troppi documenti per essere piu' verdi.

Dice che l'efficenza ed il risparmio energetico sono il loro cavallo di battaglia e poi aggiunge:

"Perché dobbiamo continua­re con comportamenti crimina­li da un punto di vista ambien­tale e immagi­narci i mulini a vento in posti dove non c’è vento?"

Interessante il modo di ragionare di Scaroni, soprattutto la parte sul comportamento criminale, visto che l'ENI fa la collezione di procedimenti criminali per danni contro l'ambiente in tutto il mondo.

Peccato allora che mentre Paolo Scaroni parla di cravatte, l'ENI si appresta a DISTRUGGERE UNA INTERA FORESTA TROPICALE DI CIRCA 1,400 CHILOMETRI QUADRATI in Congo, ricca di biodiversita' e che funge da polmone assorbi CO2. Distruggono questa foresta per sfruttare le sabbie bituminche del Congo, il peggio del peggio, in quanto ad idrocarburi. Lo fa, fra l'altro mentendo ai suoi investitori e dicendo che li non c'e' niente di importante, solo savana erbosa, mentre invece nei rapporti interni dicono che c'e' foresta tropicale vergine.

Peccato che mentre Paolo Scaroni si pavoneggia a Palazzo Madama della sua presunta ecologicita', gli abitanti della Nigeria soffocano a causa delle esalazioni di gas tossici - e caldissimi - dal gas flaring che l'ENI promuove da quelle parti. Il gas di scarto che viene tirato fuori insieme al petrolio, compreso l'H2S, viene bruciato e mandato direttamente in aria con buona pace degli abitanti che si ammalano di problemi alla pelle, ai polmoni, agli occhi. Le nubi e le emissioni tossiche si possono vedere anche dallo spazio mentre la gente continua a morire di fame, e mentre gli altri scarti tossici di oleodotti e pozzi vanno ad inquinanare corsi d'acqua, pesca, campi.

Peccato che mentre Paolo Scaroni disquisice sull'ottimizzazione della temperatura, la gente di Viggiano ha dovuto abbandondare le proprie case per la troppa puzza di idrogeno solforato che gli arrivava fin dentro le mura, per colpa dell'ENI. Peccato per le falde idriche inquinate, i terreni tossici dovuti agli sversamenti di petrolio ENI, la gente che si ammala di cancro, l'agricoltura di mele, uva e insalata marcia. Peccato per quella fiaccola perenne sputa idrogeno solforato che a volte arriva fino a 30 metri emanando calore in tutto il circondiario.

I lucani e i nigeriani non possono mica abbassare la manovella della temperatura, come Scaroni nel suo ufficio di Roma.

Peccato ancora che mentre Paolo Scaroni se ne sta comodamente seduto nei palazzi romani, gli ex lavoratori dell'ENI, in tutte le parti d'Italia, da Praia a Mare fino a Porto Marghera muoiono avvelenati dall'ENI senza che l'ENI si preoccupi di dare loro indennizzi, cure, soldi. Senza nemmeno che l'ENi dica: si, e' stata colpa nostra, eccovi qui soldi, tanti soldi, per almeno cercare di chiedervi scusa. No, invece portano tutto in tribunale, logorano le persone, trovano le scuse piu' becere per sottrarsi alle proprie reponsabilita'. A Manfredonia era colpa delle aragoste, in Basilicata e' colpa dei pastori, se l'ENI ha distrutto vite, terreni, gioia.

Meta' dei siti inquinati di interesse nazionale, quelli piu' gravi, sono stati inquinati dall'ENI. Non mi risulta che l'ENI si sia accollata spese di bonifica per nessuno di quei siti o che abbia chiesto scusa a chicchessia. A Crotone ci sono le scuole radioattive per colpa dell'ENI.

Ovviamente a Scaroni fa comodo promuovere questo risparmio energetico, che e' giusto, e che tutti dobbiamo fare. Ma il capo di una societa' di idrocarburi non puo' venirsene fuori con cravatte e manopole soltanto. Il capo di una societa' petrolfiera ha una responsabilita' molto maggiore. Il capo di una societa' petrolifera DEVE prendere provvedimenti drastici a livello corporativo. Deve dire: noi non lo distruggiamo il Congo e le sabbie bituminiche le lasciamo la dove stanno. Noi invece di continuare a cercare petrolio fra le colline del Montepulciano vi lasciamo in santa pace e restituiamo le terre ai contadini, invece di farci altri soldi vendendo le concessioni ad altri, per mollare la patata bollente visto che e' troppo difficile trivellare in Italia.

Caro Scaroni, lei ha mai sentito parlare della storiella del Vangelo sulla trave e sulla pagliuzza? Beh, se la rilegga bene prima di fare il paladino finto dell'ambiente.
Nei palazzi romani forse le riuscira' bene, ma lei lo sa meglio di me che c'e' solo da vergognarsi.

Tuesday, November 17, 2009

L'ENI e i modelli matematici

Volevo parlare del problema della subsidenza da quando sono andata a visitare Chioggia.

Li vogliono estrarre gas e petrolio a cinque chilometri dalla riva, con la scusa che i "calcoli matematici" hanno detto che queste estrazioni non porteranno a nessun problema, ne a Chioggia, ne a Venezia e questo anche se Ravenna e' gia' sprofondata di un metro e mezzo ed il Polesine di tre negli scorsi cinquanta anni.

La subsidenza e' un fenomeno semplice. Petrolio e gas sono intrappolati in roccia porosa nel sottosuolo, se lo estrai ci sono fenomeni di compressione della superficie terrestre per colpa della perdita di pressione. E poi - voila', il territorio sprofonda. Se questo accade vicino alle faglie sismiche, questi squilibri possono anche innescare micro-terremoti, e se vicino al mare perdite di lagune e paludi che fungono da barriera contro l'acqua alta e anche inondazioni.

Abbiamo gia' parlato del fatto che in Louisiana l'industria petrolifera e di gas e' stata responsabile dell'affondamento della zona attorno a New Orleans, e che se la laguna della Lousiana fosse rimasta intatta i danni di Katrina sarebbero stati minori. Ci sono tuttora delle class action in corso in quella zona, ma i danni, e i morti, sono gia' accaduti e la gente ha gia' pagato per l'ingordigia dei petrolieri.

E in Italia? La cosa piu' triste per me quando ho visitato Chioggia e' che l'ENI e compari andavano propagandando alla popolazione che i loro "modelli matematici" avrebbero garantito che nulla del genere sarebbe successo a Chioggia. Io sentire quelle cose rabbrividisco perche' i modelli matematici li faccio sdi mestiere e so che non sono ne vangelo ne oro colato. Come si fa a fare un modello *perfetto* di un sistema cosi complesso? Non e' possible essere precisi al 100%, ci sono sempre imprecisioni nelle stime dei parametri che usi, nell'inclusione di fenomeni che non ti aseptti ma che potrebbero alterare completamente le tue stime.

I modelli matematici servono come aiuto, guida, come strumento. Non ci si affida a loro ciecamente quando in ballo c'e' la salvezza di Venezia. Alla fine dei conti, anche se qualche volta sono stati utili, ci sono sempre dei casi in cui sono falliti. L'influenza aviaria? Year 2K? Sono tutte cose che non si sono mai avverate. Allo stesso modo, nessuno ha potuto prevedere la velocita' e la portata del crollo di Wall Street. Ansi, si dice pure che la colpa di Wall Street e' stata proprio dei modelli matematici che hanno infuso troppo ottimismo nei soldi facili.

E quindi, il risultato e': i modelli matematici possono essere utili, possono dare delle stime, ma devono essere eseguiti da persone indipendenti e non dai petrolieri e sopratutto non sono il vangelo.

Sbagliano anche i matematici.




Saturday, November 14, 2009

E Chiodi? E la Stati? Ancora muti?


L'Abruzzo mi pare che nemmeno ce l'abbia un assessore all' Ecologia.

Che vuoi che gli interessi a Daniela Stati e alla regione verde d'Europa di proteggere questo nome? E anche se New York Times, il Times di Londra, Guardian, The Independent, e altri giornali dalla Nuova Zelanda al Canada parlano dell'Abruzzo, cosa vuoi che gli interessi alla cricca poco colta che ci governa di darsi da fare per proteggere l'unica ricchezza che abbiamo?
 
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Ieri c'e' stata una scorpacciata mediatica sul caso petrolio in Abruzzo, con il Corriere della Sera e la Repubblica a parlare di noi e di quanto eccezionale fosse il fatto che *tutta* la comunita' civile si sia unita per difendere la nostra regione.

Vorrei qui aggiungere alla lista degli attivisti due persone di nazionalita' britannica a cui sono molto grata. Vivono a Roseto da cinque anni e curano il sito LifeinAbruzzo.com. Si chiamano Samantha Durham e Rody Newlands, hanno scritto una lettera al ministero dell'ambiente contro Elsa2, hanno raccontato la storia petrolifera ai loro concittadini qui, e messa la storia del petrolio in Abruzzo in Inglese sotto Twitter. Per seguire si puo' andare qui.

Grazie a Sam e Rody!

Le uniche persone rimaste timide timide sono la solita Daniela Stati - assessore all'ambiente per non si sa quale merito specifico - e Gianni Chiodi.

Oltre al Corriere, anche il Venerdi' di Repubblica ha parlato di noi. Dal blog di Lorenzo si possono scaricare i documenti cartacei della Repubblica, e leggere un interessante commentario su quella che nella mia opinione e' l'assessore all'ambiente piu' inutile d'Italia: Danile Stati.

Piu' in basso il comunicato Emergenza Ambiente Abruzzo ha mandato alla stampa e dove si chiede alla Stati e a Chiodi di svegliarsi e di darsi da fare sul serio.

Vogliamo una moratoria regionale di 30 anni contro le trivelle in terra e in mare.

Tutto il resto sono balle e codardia politica.

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Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona
Dalla Regione ancora nessun atto concreto

Sentire l'Assessore Regionale all'Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo e' senz'altro un avvenimento eccezionale per tutti coloro che, comitati, associazioni, semplici
cittadini, dall'atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire qualcosa sull'argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare meta' della
regione Abruzzo. Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

Il Corriere titola: "Battaglia biparistan contro le trivelle" e spiega al resto d'Italia che la
popolazione e' stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere
risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti
petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili, ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi
ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete
che la Giunta regionale vorra' intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009.

Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da
mesi senza mai essere ricevuta. E' scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro!

Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi - che: "Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale".

Ed aggiunge: "Ad oggi io le posso parlare di una volonta' politica. E non mi sembra poco".

E' invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio
specificata volonta' politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga
immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di
trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda
l'assessore, dovrebbe essere la terra dei parchi.

Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 2004, stabilisce all'articolo 1 che lo Stato e le Regioni
garantiscono adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture
energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni, nonche' la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, e del paesaggio, in conformita' alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali.


EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO

Maria Rita D'Orsogna - CSUN Los Angeles
Dante Caserta - Consigliere Nazionale WWF
Angelo Di Matteo - Presidente Legambiente Abruzzo
Claudio Censoni - Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni