Leggo dal Corriere che l'amministratore delegato dell'ENI, Paolo Scaroni, gia' condannato in primo grado per disastro ambientale , gia condannato per corruzioni e tangenti, ora va in audizione a Palazzo Madama a dire di abbassare il riscaldamento per salvare il pianeta.
E si' e' proprio cosi' che si combatte il riscaldamento globale! Abbassiamo il riscaldamento dal radiatore!
D'altro canto, l'ENI e' in prima linea per la difesa dell'ambiente, gia' nei loro uffici promuovono il venerdi' senza cravatta cosi, in estate non si deve usare troppa aria condizionata. Sul loro sito ti ricordano pure di non stampare troppi documenti per essere piu' verdi.
Dice che l'efficenza ed il risparmio energetico sono il loro cavallo di battaglia e poi aggiunge:
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Perché dobbiamo continuare con comportamenti criminali da un punto di vista ambientale e immaginarci i mulini a vento in posti dove non c’è vento?"Interessante il modo di ragionare di Scaroni, soprattutto la parte sul comportamento criminale, visto che l'ENI fa
la collezione di procedimenti criminali per danni contro l'ambiente in tutto il mondo.
Peccato allora che mentre Paolo Scaroni parla di cravatte, l'ENI si appresta a
DISTRUGGERE UNA INTERA FORESTA TROPICALE DI CIRCA 1,400 CHILOMETRI QUADRATI in Congo, ricca di biodiversita' e che funge da polmone assorbi CO2. Distruggono questa foresta per sfruttare le sabbie bituminche del Congo, il peggio del peggio, in quanto ad idrocarburi. Lo fa, fra l'altro mentendo ai suoi investitori e dicendo che li non c'e' niente di importante, solo savana erbosa, mentre invece nei rapporti interni dicono che c'e' foresta tropicale vergine.
Peccato che mentre Paolo Scaroni si pavoneggia a Palazzo Madama della sua presunta ecologicita', gli abitanti della Nigeria soffocano a causa delle esalazioni di gas tossici - e caldissimi - dal gas flaring che l'ENI promuove da quelle parti. Il gas di scarto che viene tirato fuori insieme al petrolio, compreso l'H2S, viene bruciato e mandato direttamente in aria con buona pace degli abitanti che si ammalano di problemi alla pelle, ai polmoni, agli occhi. Le nubi e le emissioni tossiche si possono vedere anche dallo spazio mentre la gente continua a morire di fame, e mentre gli altri scarti tossici di oleodotti e pozzi vanno ad inquinanare corsi d'acqua, pesca, campi.
Peccato che mentre Paolo Scaroni disquisice sull'ottimizzazione della temperatura, la gente di Viggiano ha dovuto abbandondare le proprie case per la troppa puzza di idrogeno solforato che gli arrivava fin dentro le mura, per colpa dell'ENI. Peccato per le falde idriche inquinate, i terreni tossici dovuti agli sversamenti di petrolio ENI, la gente che si ammala di cancro, l'agricoltura di mele, uva e insalata marcia. Peccato per quella fiaccola perenne sputa idrogeno solforato che a volte arriva fino a 30 metri emanando calore in tutto il circondiario.
I lucani e i nigeriani non possono mica abbassare la manovella della temperatura, come Scaroni nel suo ufficio di Roma.
Peccato ancora che mentre Paolo Scaroni se ne sta comodamente seduto nei palazzi romani, gli ex lavoratori dell'ENI, in tutte le parti d'Italia, da Praia a Mare fino a Porto Marghera muoiono avvelenati dall'ENI senza che l'ENI si preoccupi di dare loro indennizzi, cure, soldi. Senza nemmeno che l'ENi dica: si, e' stata colpa nostra, eccovi qui soldi, tanti soldi, per almeno cercare di chiedervi scusa. No, invece portano tutto in tribunale, logorano le persone, trovano le scuse piu' becere per sottrarsi alle proprie reponsabilita'. A Manfredonia era colpa delle aragoste, in Basilicata e' colpa dei pastori, se l'ENI ha distrutto vite, terreni, gioia.
Meta' dei siti inquinati di interesse nazionale, quelli piu' gravi, sono stati inquinati dall'ENI. Non mi risulta che l'ENI si sia accollata spese di bonifica per nessuno di quei siti o che abbia chiesto scusa a chicchessia. A Crotone ci sono le scuole radioattive per colpa dell'ENI.
Ovviamente a Scaroni fa comodo promuovere questo risparmio energetico, che e' giusto, e che tutti dobbiamo fare. Ma il capo di una societa' di idrocarburi non puo' venirsene fuori con cravatte e manopole soltanto. Il capo di una societa' petrolfiera ha una responsabilita' molto maggiore. Il capo di una societa' petrolifera
DEVE prendere provvedimenti drastici a livello corporativo. Deve dire: noi non lo distruggiamo il Congo e le sabbie bituminiche le lasciamo la dove stanno. Noi invece di continuare a cercare petrolio fra le colline del Montepulciano vi lasciamo in santa pace e restituiamo le terre ai contadini, invece di farci altri soldi vendendo le concessioni ad altri, per mollare la patata bollente visto che e' troppo difficile trivellare in Italia.
Caro Scaroni, lei ha mai sentito parlare della storiella del Vangelo sulla trave e sulla pagliuzza? Beh, se la rilegga bene prima di fare il paladino finto dell'ambiente.
Nei palazzi romani forse le riuscira' bene, ma lei lo sa meglio di me che c'e' solo da vergognarsi.