
Esce in questi giorni un comunicato da parte dell'Assomineraria, una associazione a mio parere di persone senza scrupoli e senza amore per l'Italia ma solo per il portafoglio, in cui si dice al governo 'o ci aiuti a rilanciare la produzione nazionale di idrocarburi o ce ne andiamo'.
Se fossi io il governo gli risponderei: prego, qui e' la porta.Che modi sono questi? L'Italia NON E' IL POSTO PER TRIVELLARE. Lo capiscono lorosignori o no? Si devono mettere il cuore in pace, non siamo l'Arabia Saudita, come qualche tempo fa aveva detto il signor Pasquale De Vita, capo dell'Unione Italiana Petrolieri. Il signore in questione diceva che il governo deve aiutare i petrolieri perche' siamo in situazione svantaggiata rispetto agli arabi!!!
Dicono che in Basilicata e' rimasto petrolio per meno di 25 anni e gas per 11. Ma c'e' da ricordare che gia' adesso, la Basilicata produce solo il 7% del fabbisogno nazionale. In cambio quella terra e' stata violentata a destra e a manca.
Sono preoccupati di trovare una nuova Basilicata, e di spremere dalla Basilicata tutto lo spremibilie. Non ha importanza che si tratti di pozzi dentro parchi, mare, vicino ad ospedali, faglie idriche, case.
Visto da Milano, va tutto bene. Dicono:
La burocrazia non dà tregua e blocca una serie di operazioni miliardarie. Il fisco inventa nuove tasse, le royalty lievitano.
Che ridere. In altri paesi le royalties sono ben di piu' del misero 4% in mare e ora pare del 10% su terraferma. Lo sanno anche i muri che in Norvegia e Libia siamo all' 80%!
O si trova una soluzione, e lo Stato smette di tartassarci, o leviamo le tende e ce ne andiamo all’estero.
Ma davvero? Provate magari ad andare in Nigeria e fare come l'ENI, a cui gli USA hanno mollato 250 milioni di dollari per corruzione? O pensate che all'estero vi faranno fare il comodo vostro? La stampa italiana non parla quasi mai dei guai dell'ENI, ma il resto del mondo e' stato molto duro con la nostra beneamata e i suoi prgetti di distruggere FORESTA TROPICALE VERGINE in Congo per sabbie bituminiche. Prima fra tutte il New York Times. Ma anche la stampa indipendente italiana, che vive solo sul web.
Per il gas naturale, da tempo si conosce l’ubicazione di un giacimento monstre nel mare Adriatico, al largo di Venezia. L’opposizione di ambientalisti e dello stesso presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha fino ad ora bloccato i lavori.
E bene ha fatto Galan. Ma sono matti questi!! Venezia sprofondera' se la trivellano. E' gia' successo, lo dicono tutti quelli che ne capiscono qualcosa e che non sono petrolieri. Alle alluvioni del Polesine hanno contribuito moltissimo le estrazioni di metano che hanno fatto abbassare il delta del Po di oltre un metro. A questi qui non gli importa neppure di Venezia, una citta' che non ha nessuno in tutto il mondo.
Dicono che Sono necessari chiari indirizzi di strategia energetica con scenari definiti e conseguenti procedimenti autorizzativi di massima fluidità e in tempi certi: ruolo della ricerca e produzione di idrocarburi in Italia; ulteriore sviluppo del relativo know-how da parte di oil companies e società di servizio; in alternativa “migrazione” di investimenti, società, cervelli eccetera eccetera».
Migrazione di cervelli? Quelli vanno via non certo per il petrolio. Quelli vanno via perche' in Italia di meritocratico, di pulito, di onesto e' rimasto ben poco nelle nostre istituzioni e nella nostra societa'. Questo blog parla solo di petrolio, e non voglio allargarmi ad altre tematiche, ma lo sappiamo tutti a che livello di decadimento morale si trova la nostra nazione e che tipo di futuro hanno le giovani generazioni. Non si emigra certo perche' non si estrae petrolio. E dire questo e' solo strumentalizzare una situazione triste, molto triste.
Cosa dire ad Assomineraria? Che sono antichi, che possono continuare ad aggrapparsi, a minacciare a fare i forti, ma prima o poi arrivera' anche per loro l'impatto con la realta', e cioe' che gli italiani prima o poi si riapproprieranno della loro nazione, del loro ambiente, della loro democrazia. E' inevitabile, e l'ho visto dal parco del Curone fino a Monopoli. Da Ortona fino a Chioggia. Dalla Val di Noto fino a Potenza.
Il sole invece non finisce mai. Il vento non finisce mai. Lo capiscono i tedeschi, lo capiscono i cinesi, lo capiscono gli americani. Noi no.
Ci piace affondare la testa nella sabbia, anzi nel petrolio zozzo di Assomineraria.
Fonti: Il quotidiano della Basilicata
