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Monday, July 6, 2009

Il lago di Bomba al metano


Questo post e' stato in gran parte preso e rielaborato da Lorenzo, il cui post potete leggere qui. A Lorenzo grazie per la segnalazione e per il lavoro svolto.

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Pare non esserci mai fine alla stoltezza di Abruzzesi, amministratori e popolo. Leggo dal blog di Lorenzo, e poi da l'Espresso-locale che una ditta americana, la Forest Oil, ha deciso di venire a trivellare il metano a Bomba, fra il lago, gli ulivi e quello che in teoria dovrebbe essere una zona dedita al turismo.

Gia' 20 anni fa era venuta l'ENI a cercare cosa c'era nel nostro sottosuolo, ma dai tre pozzi dell'epoca non avevano trovato granche' e decisero di abbandonare il tentativo di trivellare Bomba, Pennadomo e Colledimezzo, dove si trovavano i pozzi esporativi dell'epoca.

I giornali di oggi, stoltamente parlano di "risorsa da gestire con gli Americani", senza sapere che i petrolieri non spartiscono nulla con nessuno. Gli sciocchi amministratori pensano che arriveranno sconti sul gas, e chissa quale altro regalo di babbo Natale.

I bombesi si sono così visti aprire il cantiere nella vallata sulla quale si affacciano le case.

Tecnici e operai sono poi risaliti a Bomba in cerca di vitto e alloggio innescando anche un discreto giro d'affari dell'indotto nei periodi morti, senza turismo.


Le operazioni di ricerca sembrano non scuotere la tranquillità della valle. Sì, c'è sicuramente un aumento del traffico, ma a Bomba guardano più ai vantaggi piuttosto che a un eventuale impatto ambientale. In consiglio comunale, la giunta di centronistra, ha già prospettato ad esempio sconti e agevolazioni sulle forniture.


Questa ignoranza mi fa sorridere da un lato, dall'altro mi fa arrabbiare. Davvero nel 2009 e' inaccettabile che la gente, gli amministratori in primis, siano cosi ignoranti e veramente credono che i regalini dell'indotto di operai e la prospettiva di gas scontato (non e' mai successo in Italia, e addirittura in Basilicata i prezzi sono piu alti che nel resto d'Italia!) sia sufficiente per mettere a rischio l'introito principale di Bomba: il turismo che si fonda su un lago e sulla natura sana, nonche' della salute dei suoi abitanti.

Un altro po' di regali posso anticiparli io? Vengono dritti dritti dalla corte suprema del Texas.

Gia' dalla fine degli anni '80, la Forest Oil aveva avuto dei problemi legali con il signor James Mc Allen, un ranchero del Texas sulle cui terre la Forest Oil aveva delle concessioni per le estrazioni di gas. L'oggetto della contesa era che la Forest Oil non aveva propriamente pagato i diritti estrattivi al signor Mc Allen. La situazione fu risolta solo nel 1999, con un pagamento da parte della Forest Oil e con la firma di un documento di accordo fra le due parti.

Intanto, nel 1992 la Forest Oil, facendo finta di essere un buon vicino, dono' al signor James Mc Allen delle tubature dismesse. Il signor Mc Allen aveva messo su assieme a degli amici un area per il ripopolamento di rinoceronti in via di estinzione sul suo ranch.

Il metallo delle tubature sarebbe servito per creare recinti agli animali e cosi' il signor Mc Allen trascorse molte ore a tagliarlo e a rimodellarlo. Una volta finito il lavoro pero', i rinoceronti del signor Mc Allen iniziarono a soffrire di lesioni alla pelle, si ammalarono, e morirono in massa. Lui stesso perse una gamba per colpa di un tumore raro.

Intanto, nel 2002 un impiegato della Forest Oil che era andato in pensione, allerto' gli ufficiali della sua compagnia che i tubi regalati al signor Mc Allen erano radioattivi. Nessuno pero' penso' di allertare il signor Mc Allen in persona.

Finalmente nel 2004, fu l'impiegato stesso a dire di questi tubi radioattivi al signor Mc Allen. Quest'ultimo si insospetti' e cosi scopri' che la Forest Oil aveva pure seppellito sostanze di scarto altamente tossiche a base di mercurio nel suo ranch.

Anche se e' impossibile provarlo al 100%, i legali del signor Mc Allen dicono che c'e' una correlazione di tumori come quello che ha colpito il loro cliente, e l' ingestione di sostanze radioattive. Poiche' il signor Allen aveva trascorso molte ore a tagliare le tubature, lui ha sicuramente ingerito molta polvere radioattiva, e dunque c'e' quantomeno il sospetto che sia la morte degli animali, che il suo tumore siano collegati alle tubature della Forest Oil.

Nel 2005 allora inizio' la causa del signor Mc Allen e altri comproprietari del ranch contro la Forest Oil. Quest'ultima pero' si ricordo' del contrattino del 1999, nel quale c'era scritto piccolo piccolo (in quello che in America si chiama fine print) che il signor Mc Allen firmando quel documento rinunciava a qualsiasi futura azione strettamente legale contro la Forest Oil.

Il signor Mc Allen e' sicuro della cattiva fede della Forest Oil:

There's no doubt they knew they were giving me the poisoned apple. Did they give it to me to get rid of me? It makes me wonder.

Forest Oil has exhibited a total disregard for human life, the well-being of animals and the overall environment.

Forest Oil donated the pipe to avoid having to properly dispose of it. They figured, why pay money to remediate it when this idiot will take it and thank us for it.

The oil industry needs to be held accountable for this type of activity. A jury needs to send a message that you can't do this to people and get away with it.

Forest Oil, come tutte le compagnie petrolifere che si rispettino, dice che non e' colpa loro, non sanno, non vedono, non gliene importa. La corte suprema del Texas ha detto che il documento firmato nel 1999 e' vincolante e che la causa non puo' procedere. Al massimo si potra' parlare di
cio' che in America di chiama arbitration, una sorta di soluzione trovata da un terzo, la cui decisione e' inappellabile e che spesso e' piu' superficiale che una giuria popolare o un giudice.
Vedermo come va a finire.

Tutte queste cose sono a portata di un solo click. Evidentemente gli amministratori di Bomba e dintorni sono troppi addormentati per prendersi la briga di chiedersi a chi stanno regalando il loro territorio.

Fonti: San Antonio News

Saturday, July 4, 2009

Potenza, oggi

Sono in partenza, come sempre ho pochissimo tempo. Ecco qui allora una carrellata di Video su zone petrolizzate e petrolizzande.

Ricordo che la manifestazione si terra' il 18 luglio, Sabato alle 10:30 a Pescara, davanti alla nave scultura di Michele Cascella. Se qualcuno vuole creare volantini o altre immagini legate al tema, me ne mandi una copia che la metto su. Grazie. C'e' bisogno dell'impegno di tutti.

Alla fine dei conti, se il centro petroli di Ortona e' in limbo allo stato attuale delle cose, e' solo grazie al lavoro di noi tutti cittadini. Dobbiamo crederci che abbiamo il potere di riprenderci la nostra terra, la nostra nazione.

Questo e' un video che mi ha mandato Vito L'Erario sulla Basilicata, che si chiama Val D'Agri, il respiro della montagna



Questo invece me lo ha mandato Salvatore Pirruccio sulla situazione della nostra regione.



PESCARA 18 LUGLIO 2009


Ci siamo, finalmente il 18 luglio ci vediamo tutti a Pescara per manifestare contro l'Abruzzo petrolifero in spiaggia.

Ci si vede alle 10:30 davanti alla statua di Cascella, in riva al mare.

Siamo tutti invitati: cittadini, movimenti, sindaci, associazioni, agricoltori, produttori, esercenti, artigiani, operatori turistici, pescatori e tutti quelli che amano l'Abruzzo.

GIANNI CHIODI e DANIELA STATI DEVONO PRENDERE UNA POSIZIONE CHIARA PER SALVARE LA NOSTRA TERRA

L'ABRUZZO CHIEDE IL BLOCCO TOTALE DELL' ATTIVITA' PETROLIFERA PER ALMENO 30 ANNI NELLA NOSTRA REGIONE

In questi giorni sono in Sardegna ad un meeting sul petrolio in varie parti del mondo. E' sconvolgente ascoltare quello che succede, anche per me che credevo di avere letto e sentito tutto. In Nigeria, in Ecuador, nel Canada, fa veramente male vedere ed ascoltare di prima persona quello che succede alle popolazioni locali, dei paesi del primo e del terzo mondo in ugual misura, ogni volta che arriva il dio petrolio.

Malattie, terreni devastati, acqua mista a petrolio, pesci morti, foreste disboscate. L'ENI, come la Shell, la Total e le loro amiche piu o meno grandi, non risparmiano niente, figuriamoci se andranno con i guanti bianchi in Abruzzo.

In questo meeting c'era anche il giornalista che ha realizzato il servizio di Report sulla Nigeria per Milena Gabanelli, nonche' uno dei principali attivisti pacifici per la Nigeria: Nnimmo Bassey, presidente di Oilwatch Africa e di Friends of the Earth Africa, un architetto diventato attivista, arrestato varie volte nel suo paese e che predica metodi non violenti per liberare la Nigeria da pratiche disumane come il gas flaring.

Praticamente, in Nigeria non gli fanno nemmeno il "centro oli": il gas di risulta e gli scarti sulfurei li bruciano direttamente in aria, al 100%. Vicino a questi tubi sputa fuoco e' sempre giorno. Parlare con il signor Bassey mi ha fatto sentire piccola, perche' noi qui abbiamo tutte le comodita' del primo mondo e dovremmo non solo rispedire i petrolieri a casa loro senza mezze misure ma denunciare tutte le schifezze che ENi e compagnia bella vanno facendo in giro per il mondo ai popoli piu' vunerabili. Naturalemente da Americana, paese che divora il petrolio come fosse acqua in rispetto agli altri paesi del mondo, mi sento particolarmente colpevole dell'orrore laggiu'.

C'erano anche alcuni rappresentanti del Congo, dove l'ENI andra' ben presto a trivellare sabbie bituminose, il petrolio piu' schifoso del mondo in assoluto. Avrei tanto voluto poter far per loro la stessa cosa che stiamo facendo in Abruzzo: spiegare alla gente di che si tratta, e dopo aver imparato, dirgli di arrabiarsi e di lottare con le armi della parola, dell'intelligenza, della democrazia, ma purtroppo non posso fare piu battaglie di quanta energia io abbia.

In Abruzzo, dobbiamo lottare e vincere: per noi, per i nostri figli e anche per mostrare al resto del mondo che i petrolieri non sempre la spuntano e che si puo' sconfiggere questa banda di criminali che anche se veste con i vestiti di lino, e va in giro con il sorriso finto e le risposte prestampate, sempre criminali sono.

Monday, June 29, 2009

L'ENI e il parco del Ticino


Ieri sono stata a LettoManoppello per parlare di nuovo di petrolio. E' stato, come sempre quando arrivo nei paesini delle montagne e dei colli abruzzesi, un viaggio emozionante, con le vedute di parchi, campi, boschi e mare. Mi ha fatto ancora piu piacere incontrare il gruppo Libera Scelta di LettoManoppello, perche' fatto quasi interamente di ragazzi venticinquenni che fanno del loro meglio per il bene del proprio paese, organizzando eventi e vigilando sull'operato di chi ha il potere. E' solo cosi' che ci riappropriemo del nostro paese, e non solo per il petrolio, o per l'ambiente, ma per la democrazia nel suo complesso. Sono stata veramente contenta di vedere tante persone giovani ieri.

Intanto, mi sono messa ad indagare un po di piu su Trecate, il paese in provincia di Novara dove esplose il pozzo ENI nel 1994. Piu precisamente il pozzo si trova a ridosso del parco del Ticino. A suo tempo, per quasi tre giorni ci fu pioggia ininterrotta di petrolio, con puzza di idrogeno solforato nell'aria e con campi impraticabili per anni su un area di almeno quaranta chilometri quadrati. Furono riversate in aria e poi nei campi circa 15 mila tonnellate di petrolio sporco. La parte piu' vicina al pozzo non e' stata mai bonificata.

Intanto, nel 2004, non felice dello schifo che aveva fatto a Trecate, l'ENI decise di aprire altri pozzi di petrolio sempre nel parco del Ticino, senza permessi, e facendo e disfacendo a suo piacimento. Il presidente della provincia dell'epoca, Maurizio Pagani, non ebbe dubbi a mostrare la sua contrarieta':

L'Eni è una società di diritto privato che si arroga il diritto di effettuare prove sul territorio senza disporre, stando a quanto mi risulta, dell'autorizzazione ministeriale.

I cittadini raccolsero le firme, un sacerdote ando' a celebrare la messa nel sito proposto per il pozzo detto Buscaglino 1 e piantarono pure una croce di tre metri sul terreno. Ci fu una forte protesta generale da parte della popolazione che incluse la coldiretti, sindaci, cittadini, ambientalisti. Grazie a tutte questa movimentazione, la regione non diede il permesso per le trivelle, e cosi il progetto fu bloccato.

Proprio uguale ai nostri politici che invece li devi supplicare in ginocchio che almeno ti stiano a sentire.

Intanto gli incidenti nel Ticino si sono ripetuti: un altro pozzo vicino a quello di Trecate, detto Boffalora, esplose nell'aprile del 2005, assieme a tutto l'oleodotto associato. Per mezza giornata il parco del Ticino si e' annerito di nuovo di petrolio: nei campi, negli allevamenti, nei fiumi. In quella zona c'erano colture di mais biologico, allevamenti di gamberi e progetti di turismo eco-compatibile: per dodici ore e' tutto stato invaso da un flusso ininterrotto di petrolio che ha distrutto tutto. Ecco varie testimonianze dei contadini della zona:

"Abbiamo avuto danni ingentissimi. Noi siamo specializzati in agricoltura biologica e integrata e il raccolto è andato in fumo. La mia proprietà è così compromessa che non posso neppure metterla in vendita" .

"Ci vorranno anni prima di tornare alla normalità"

"Dopo l' esplosione abbiamo raccolto sacchi e sacchi di gamberetti morti"

Dopo l'incidente di Aprile, nel giugno del 2005 un altra perdita allo stesso oleodotto ha causato lo sversamento di petrolio su un area di mille metri quadrati.

Secondo Legambiente, sarebbe stato possibilissimo portare in causa l'ENI-AGIP per disastro ambientale, ma siccome in Italia l'ambiente, il parco, la qualita' della vita non sono poi cosi importanti, invece di citare in causa l'ENI-AGIP per disastro ambientale, i giudici hanno optato per contestazioni più lievi, cioè contravvenzioni nell' ambito della normativa sui rifiuti.

Il tutto e' poi morto perche' poi l'ENI, come solito fare da parte delle ditte petrolifere, ha deciso di
offire risarcimenti al parco del Ticino, al comune di Bernate Ticino a Legambiente, ai Verdi e ai cittadini privati che hanno subito danni. L'omertosa ENI preferisce non parlare di cifre precise
ma si tratta di almeno 500,000 euro.

Sembrano tanti, visti come somma complessiva, ma che ne e' della bonifica? Secondo la Repubblica, gli interventi non sono semplici perché bisogna rimuovere il terreno inquinato e aspettare che si rigeneri autonomamente. E' cosi' dopo tre anni, quello che doveva essere un investimento per produrre mais biologico, e' una specie di monumento all'ingordigia dell'ENI, abbandonato ed annerito.

Intanto, la concessione di Buscaglino nel Ticino e' stata ceduta alla Petroceltic, quella che dice che noi siamo una nazione con "low political risk", e "a good place to do buisness".

Nuovo giro, nuova corsa, nuova lotta. I petrolieri non cedono. Via dall'Abruzzo, dalla Basilicata, dalla Lombardia, dall'Italia tutta.

Fonti: La Repubblica, Corriere della Sera, Comitato NoTriv, Corriere della Sera 2, Corriere della Sera 3, PeaceLink,

Thursday, June 25, 2009

Impressioni


Come potete notare la frequenza di scrittura di questo blog nelle scorse settimane e' un po diminuita. Ho veramente tantissime cose da fare, email da scrivere, posti da visitare, persone da convincere e un pochino la mia famiglia che mi reclama. Ringrazio pubblicamente Fabrizia che tanto si sta spendendo per coordinare i vari incontri e tutte le persone che finora sono state d'aiuto per i spostamenti e per l'organizzazione nei vari comuni. Grazie - senza di voi tutto sarebbe impossibile.

Intanto, qui sotto, l'elenco completo delle manifestazioni per ora. Questa sera sono a Casoli, alle 9 di sera, come da invito degli amministratori della citta'. Di tutti gli eventi, quello che piu' mi sta a cuore e' la manifestazione in spiaggia che tentativamente e' fissata per il 18 luglio a Pescara. Spero che davvero ci sia tanta gente e che sia una forte manifestazione di amore per la nostra terra e per il nostro mare.

L'impressione principale che porto via da questi primi giorni di Abruzzo e' che non si sente ancora l'urgenza dei tempi. Il primo gennaio 2010 e' dietro le porte e da allora non avremo piu' alcuno strumento utile che potra' difenderci. In questi giorni ho incontrato sia il senatore Legnini, esponente del PD che il presidente della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio di centro-destra.

Sono stati entrambi gentili e disponibili con me, ma poi nei fatti, l'onere di portare avanti la battaglia l'hanno lasciato a me. Mi e' sembrato come se il petrolio in Abruzzo fosse un problema mio - una volontaria - e non loro - pagati profutamente per trovare le soluzioni. Come se fosse una cosa fra le tante a cui devono pensare, magari nei ritagli di tempo.

Legnini mi ha detto di pensare a cosa voglio e poi di scrivergli. Di Giuseppantonio ha promesso che sarebbe venuto a Chieti ieri e poi non si e' fatto vivo. Cosa devo pensare? Non sono mica Mandrake! Perche' chi e' preposto a trovare soluzioni sembra essere cosi' lontano dall'averne una volonta' vera? Per me la vita e' semplice: c'e' un obiettivo, si lavora per raggiungerlo.

Cosa voglio io? Che i petrolieri non vengano in Abruzzo. Semplice. Non credo di dover essere io a trovare lo strumento legislativo giusto, non sono un politico, ne' un avvocato o cose di questo genere. Non lo so come si fa, ma qualcosa deve essere fatto, nero su bianco. Qualcosa mi inventero'. Sopratutto non demordero' - sono cosi convinta della giustezza delle mie argomentazioni che continuero' a rompere le scatole a tutti. Che altro posso fare?

Intanto, da Gianni Chiodi e Daniela Stati ancora il mutismo piu' totale sul tema petrolio in Abruzzo. Che governanti inutili.

Una cosa positiva pero' ci e' stata detta dal senatore Legnini: che i motivi secondo i quali l'ENI ha deciso (temporaneamente) di non portare avanti il progetto della raffineria di Ortona sono tre: il prezzo del petrolio, le proteste del popolo e l'opposizione dei vescovi. Anche se non sappiamo la proporzione di questi tre elementi, due su tre sono dovuti al nostro impegno di cittadini. Sono sicurissima che senza tutto l'operato di noi persone e dei vari comitati locali, la raffineria sarebbe gia li a sputare veleni. Dunque occorre continuare, a lottare, a firmare, ad arrabbiarsi.

E poi, in questi giorni di pioggia intrammisto a sereno l'Abruzzo diventa piu bello. La luce e' diversa, il verde e' piu fresco, piu intenso. L'aria e' rarefatta, si vede la montagna ed il mare sembra piu' blu. In un qualsiasi altro posto del mondo questo immenso giardino in cui viviamo sarebbe protetto, amato, pubblicizzato, valorizzato, esteso.

Invece qui duole vedere le troppe schifezze dell'operato umano. Dall'immondizia gettata a casaccio ai bordi della strada, o che affiora in riva al mare, fino alla costa teatina che inizia a riempirsi di pozzi di petrolio nel mare, di cartelli "vendesi appartamenti con vista mare" o a quello scempio del porto di Ortona che mostruosamente invade il mare in un tentacolo di morte. Per non parlare di costruzioni inutilizzate e lasciate languire senza scopo, come il relitto ENI di Ortona fra le colline. Perche' nessuno pensa che lo sviluppo possa consisitere nel trasformare il costruito esistente in qualcosa di utile, di buono o magari di abbattere lo schifo inutilizzato?

Pare tutto fatto a casaccio, senza un piano, senza una linea di sviluppo, senza un progetto grande, duraturo nel tempo e fatto per il bene della gente e non di petrolieri, cementificatori, o corruttori di vario genere. Soprattutto fatto per amore, del popolo, della terra, del futuro.

E' un po cosi' in tutte le cose italiche di questi tempi, ed e' triste vedere le potenzialita' di questa nazione, di questa regione buttate al vento cosi'.


25 Giugno - Casoli ore 21 nella sede del Comune

26 Roccamontepiano - cena Emergenza Abruzzo per l'Aquila

28 Lettomanoppello ore 18.30 presso gli impianti sportivi comunali
"I Campetti" Via Collerotondo (PE)

1- 4 Luglio Sardegna Iglesias - Campagna Riforma Banca Mondiale

5 Luglio Torino di Sangro Sala Priori, ore 19-20

6 Luglio Fossacesia presso la sede del comune

8 Luglio Bucchianico conferenza 18.30 chiesetta di Sant'Antonio nel centro
storico di Bucchianico (dietro la chiesa grande di S.Urbano)

11 Luglio Basilicata

14 Luglio Mosciano, organizzata dal comune

15 Luglio Vasto

16 Luglio Fara Filiorum Petri ore 21, organizzata dal comune

18 Luglio Manifestazione in spiaggia a Pescara

Sunday, June 21, 2009

Ritorno in Abruzzo


Sono arrivata in Abruzzo da poche ore, dopo un lungo ed interessante periodo in giro per il nord-Italia. Sono qui fino alla fine di luglio e speriamo di poter fare tutti del nostro meglio per informare, per arrabbiarci e per mettere pressione ai politici. Nessuno deve arrendersi.

Dovunque andro' incoraggero' le persone a firmare le petizioni che circolano gia' da un po' e di diventare attivamente un raccoglitore di firme. Vorrei anche che organizzassimo una maximanifestazione e cerchero' di lavorare anche in quella direzione li. Occorre crederci.

Se non facciamo niente, dal 1 gennaio 2010, i petrolieri potranno fare quel che vogliono alla nostra terra.

La prima tappa del mio viaggio italiano e' stata Rovagnate, un comune in provincia di Lecco, dove la Po Valley, una ditta australiana, vuole mettere due "pozzetti esplorativi" nel bel mezzo di un parco chiamato del Curone. Una oasi bellissima a venti chilometri di Milano, verde, agricola, sana, dove c'e' gente che ancora fa nascere i propri vitelli, alleva capre, fa l'uva, il vino. La zona e' nota per la produzione di salvia e di rosmarino. Gia' 10 anni fa l'ENI voleva trivellarli, poi il ministero non dette l'approvazione, anche in seguito alle proteste dei cittadini.

Parco del Curone, Colline del Montepulciano, Acquabella, Riserva di Punta Aderci, Oasi marina del Cerrano di Pineto: che vuoi che gliene importi ai petrolieri del territorio, della gente, di noi?

In Brianza sono stati tutti gentilissimi con me, e abbiamo deciso, per quanto possibile, di coordinarci. Era presente il sindaco che ha giurisdizione sul parco, ed altri di citta' confinanti. Sono stati tutti severissimi e determinati a dire no alle trivelle senza compromessi. La sala era piena straboccante di persone. Grazie soprattutto ad Hermes, che e' venuto fin da Roma per parlarne. Malinconicamente ho pensato a Fratino, che invece di difendere le sue colline ha partecipato al gioco degli inciuci coi petrolieri. Quanto di piu avremmo potuto fare con una classe politica piu intelligente, piu onesta, piu' a servizio della gente.

Poi arrivo a Milano, per una mezza giornata. Mi ha fatto veramente impressione vedere la citta', la stazione, tappezzata di poster "Investi con l'ENI", con il cane sputafuoco, e ancora di piu' sbirciare dai titoli dei vari viaggiatori che leggevano il Sole 24 Ore che la raccolta dei fondi procede a gonfie vele. Della serie: lascia il tuo popolo nell'ignoranza e rendilo partecipe della sua stessa distruzione.

A Padova per lavoro per un paio di giorni (ma anche li informalmente li ho bombardati di attivita' anti-ENI, ricordandogli delle alluvioni del Polesine e della loro laguna a rischio trivelle e raccontando a tutti di cosa vogliono fare in Abruzzo) e poi a Modena. Li siamo stati a fare delle registrazioni televisive per la redazione italiana di Arcoris, una webtv internazionale, assieme a Stefano Montanari e a sua moglie Antonietta Gatti. Due forze della natura, che lottano con tenacia contro gli effetti dell'inquinamento da nano-particelle. I famosi PM10, particelle piccolissime che entrano nelle zone piu interne dei polmoni e che causano malattie, dall'asma ai tumori. Finche' ci sono persone come loro in questa nazione, restera' un filo di speranza.

Infine ieri dal finestrino ho visto Pineto. I pini marittimi sembravano non finire piu dal treno in corsa. Per qualche minuto c'e' stato un alternarsi fra il turchese del mare, statico e orizzontale, ed i tronchi esili degli alberi in spiaggia, con le chiome mosse e disordinate. Ho pensato a come le piattaforme distruggeranno tutto questo equilibrio sia naturale che visivo, e da cui tanto benessere trae la citta'. Mi ha fatto veramente piacere pensare al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, che e' stato bravissimo a prendere posizione, e a farsi approvare, nonostante i mille cavilli burocratici, il parco marino del Cerrano. Un piccolo ma importante passo per fermare le trivelle.

Avrei tante cose ancora da dire, ma il messaggio di base e' questo: OCCORRE CHE NOI ABRUZZESI FACCIAMO DI PIU'. Arriva l'estate: organizziamo, parliamo ai turisti, rompiamo le scatole ai politici, manifestiamo. Anche io mi scoraggio, ma l'importante e' continuare a marciare.

Stasera ci vediamo alle 9 a Roccamontepiano.

Thursday, June 18, 2009

Una piccola intrusione




Come avete potuto notare sono passati un po' di giorni dall'ultimo post di Maria Rita su questo blog. Cosa succede, Maria Rita si e' stancata ? Maria Rita ha mollato ? Molti di coloro che leggono questo blog dagli uffici delle varie aziende petrolifere sarebbero contenti. Invece no, tutt'altro.

Maria Rita mi chiesto di aggiornare il blog visto che lei e' impossibilitata per i continui spostamenti e impegni, e visto che non e' sua consuetudine lasciar passare diversi giorni tra un post e l'altro. Ho ricevuto un paio di email di 4 righe ciascuno, quindi quel poco che so, lo condivido con voi.

Dopo aver trascorso un mese in Spagna per lavoro, Maria Rita e' impegnata in diverse regioni italiane per informare i cittadini sulle problematiche relative all'estrazione e lavorazione del petrolio. I nostri petrolieri la avevano lasciata in Abruzzo pensando che se ne stesse li buona, invece se la ritrovano ora in giro per l'Italia. Considerando i consensi che raccoglie, questa e' una pessima notizia per loro, ottima per chi non vuole svendere il proprio territorio e la propria salute ai petrolieri in cambio di royalties del 4%.

Due eventi a cui ha partecipato Maria Rita sono raccontati da il quotidiano Il Giorno nelle pagine della provincia di Lecco. Gli articoli sono qui e qui (grazie Giosue' per la segnalazione). Ironia della sorte, il secondo dei due link segnalati si e' aperto con con una mega pubblicità dell'Eni: a sinistra l'articolo dedicato ai danni del petrolio, a destra la pubblicità dell'Eni (figura sotto).
Scherzi dei server per la gestione della pubblicità online.

Tra qualche giorno Maria Rita sarà di nuovo in Abruzzo per occuparsi ancora della petrolizzazione della nostra regione, che nonostante le chiacchiere di molti dei nostri politici, prosegue. Domenica 21 Giugno, si ricomincia in Abruzzo da Roccamontepiano alle ore 21.

Una piccola intrusione,
-danilo