
Finalmente la tensione inizia a salire. Negli ultimi giorni, fra blog, commenti su prima da noi, dichiarazioni politiche, a Gianni Chiodi devono avergli iniziato a fischiare le orecchie.
Ma il nostro governatore, un vero principino per bene, invece di rispondere alle tante domande popolari, invece di confrontarsi con la gente, coi giornalisti, dice asetticamente che "replichera' lunedi' in un comunicato stampa". Come se lui abitasse in un castello dorato e come se lunedi' si degnera' di scendere fra noi cittadini che aspettiamo un NO vero al petrolio da mesi. Per di piu' un comunicato stampa non prevede la possibilita' di dialogo, di domande difficili, di confronto, ne con la gente, ne con giornalisti.
Penso ad Obama che va in televisone in prima serata a spiegar i perche' e i per come delle sue proposte per salvare l'America dalla crisi economica. Penso alle sue visite ai lavoratori del Midwest americano, o con le scuole qui in Calfiornia la scorsa settimana. Mica quello si nasconde dietro ad un comunicato stampa. No, e' andato a parlare con la gente. Forse non risolvera' niente, ma e' sceso fra la gente.
La mia semplice interpretazione e' che Chiodi ci deve pensare bene a che parole usare, a come fare per non fare passi falsi, e far sembrare che lui e' contro il petrolio, ma nello stesso tempo difendere il suo silenzio, l'operato di Febbo e il suo dover seguire gli ordini dall'alto. Deve capire come fare per imbambolare la gente ancora un volta senza che nessuno possa metterlo in difficolta'.
Molto probiblmente l'atteso comunicato stampa di Chiodi verra' fuori mentre io dormo. Lo immagino molto fiorito, quasi barocco, e pieno di retorica su un un Abruzzo bello, sano, e sicuro. Forse ci mettera' di mezzo la crisi economica. Chissa' se lascera' dire qualche parola alla nostra assessore all'ambiente, tale Daniela Stati, che finora e' rimasta muta e non ha detto nemmeno una parola, che sia una sul tema petrolio. Che ce l'hanno messa a fare una li che non parla sul tema ambientale piu' importante della nostra regione?
Forse nel comunicato Chiodi difendera' Mauro Febbo che per salvare la sua legge-insulto continua a sparare numeri, dicendo che "le royalties sono aumentate del 125 per cento" grazie al suo intervento. Ma a me questi numeri non mi incantano mica. Invece di fermare i petrolieri, le legge-insulto di Febbo li invita a nozze, lasciando agli Abruzzesi la beffa dell'1% del totale estratto. I conti uno li puo' fare come vuole, ma alla fine la verita' resta che all'Abruzzo restera' L'UNO PER CENTO della ricchezza estratta.
Su tale cifra gireranno intorno i soliti contentini e le varie promesse da mantenere. Ne abbiamo viste di tutti i tipi e colori in Abruzzo: intrallazzi, vilette, cene, viaggi in aereo, pc, e chissa quanto altro di cui non ne sappiamo nulla. Al popolo restera' ben poco. Anzi, quello che restera' per i cittadini saranno solo i tumori, la disoccupazione, l'emigrazione, la fine dell'agricoltura - vedi Viggiano.
Qualsiasi cosa questo comunicato stampa dira', la mia semplice posizione e' che OCCORRE UNA MORATORIA DI 30 ANNI, scritta nero un bianco. La democrazia non si basa sulle promesse di Berlusconi, o del governatore ma su leggi chiare, semplici e fatte per il beneficio del popolo.
Vogliamo una moratoria di 30 anni. Tutto il resto sono chiacchere, caro Gianni Chiodi, che non servono a nessuno e a cui non credera' nessuno, men che meno la sottoscritta.







