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Monday, June 4, 2018

Primo test per Sergio Costa: microditte irlandesi e australiane a trivellare Podere Gallina, Emilia Romagna







 Il CEO della United Oil and Gas, Brian Larkin, al TG irlandese dice di venire in Italia a "stringere le mani a quelli del Ministero" per farsi approvare i progetti trivellanti.

United Oil and Gas “excited” about the development at Podere Gallina licence in Italy


*Update 25 Giugno 2018*

La United Oil and Gas annuncia di volere "monetizzare" Podere Gallina il piu' presto possibile e che il flusso di gas trovato e' di 148mila metri cubici al giorno e di 130mila metri cubici al giorno dalle due prove fatte presso il pozzo Podere Maiar 1dir.

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Nel link di cui sopra, Il CEO della United Oil and Gas parla al telegiornale irlandese di come trivellare e sfruttare l'Italia. 

Senza alcun ritegno parla dei suoi rapporti con il Ministero italiano, dei suoi viaggi a Roma, di come abbia stretto le loro mani, creato un rapporto positivo, e creato del benvolere da parte dei palazzi romani verso la loro microditta irlandese.

Ovviamente si riferiva alla legislatura passata, non a quella appena insediata, che pero' avra' il compito di continuare a seguire l'iter dei progetti di Mr.  Larkin.

Caro Ministro Sergio Costa, spero che tutto questo finisca presto. E' questa una ditta minuscola, che vuole venire a stringere le mani dei politicanti italiani solo per sfruttamento e speculazione.  Ce ne sono tante altre come la United Oil da tanti angoli del mondo che vedono l'Italia solo come la terra dei balocchi facili. Non e' giusto che questa gente abbia tutte le porte aperte dei nostri ministeri dalla lontana Irlanda, e che il medio cittadino non ne sappia assolutamente niente.

Ecco, spero che le sue mani mai e poi mai saranno strette da quelle dei petrolieri. Sono intrise di morte e di dolore.

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"We've spent a lot of time getting to know the Ministry, 
we've spent a lot of time in the Ministry's offices, we've seen the benefits of that. 

I think one of things that we've learnt about doing business in Italy is the Italians like to do business face to face, so you need to take the time to go down and meet  the people, meet the Ministry, shake hands so they get to know you, they get a comfort level with you so that when something comes 
their desk with your name on it they know who you are and they are happy to engage with you. 

So it's worked quite well from that perspective."

"We spend money to get money".

Brian Larkin, CEO della United Oil and Gas, Irlanda

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Non si fara' aspettare il primo test per il neo ministro dell'ambiente italiano.

Gli Australiani della Po Valley chiedono di trivellare Podere Gallina, a sud del Delta del Po, fra le province di Ferrara e Bologna. La concessione e' di 506 chilometri quadrati ed e' stata loro assegnata nel 2008.

Il permesso era stato sospeso per circa 3 anni e 8 mesi, in seguito alle scosse di terremoto dell'Emilia Romagna. 

Cioe' il terreno e' , come per tutto il resto d'Italia, fragile, delicato prono a terrremoti. 

Come scrivono gli stessi petrolieri nel 2012 avevano eseguito lavori "geologi e geofisici" per accertarsi del pontenziale della concessione, allo scopo di produrre gas. Hanno trovato che parti del giacimento sono "a basso rischio" (cioe' con alta probabilita' di farci soldi) e hanno identificato due subzone buone per lo sfruttamento, Selva Stratigraphic e East Selva.

Oltre alle loro ricerche dirette hanno acquistato 70 chilometri di indagini eseguite precedentemente dall'ENI e li hanno riprocessati internamente. Nel 2013 una ditta specializzata dal Regno Unito, CGG Services certifica che i possono qui estrarre almeno... 0.48 miliardi di metri cubi di gas.

In Italia, il consumo annuale di gas e' di circa 70 miliardi l'anno.

E cosi, il giorno 21 Novembre 2017, e' stato inaugurato il pozzo Podere Maiar 1, appunto nella zona  detta Selva , all'interno della concessione Podere Gallina.

Dicono che hanno trovato gas metano puro al 99.1%, e che il tutto e' molto favorevole da un punto di vista di commercializzazione, visto che siamo a soli 600 metri dalla rete del gas italiano e che dunque l'allaccio e' facile.

L'Australiana Po Valley dunque promette di chiedere al governo l'autorizzazione finale per trivellare nel 2018.

Adesso.

Sucessivamente la Po Valley d'Australia ha deciso di cedere parte delle sue attivita' all'irlandese
 United Oil and Gas (per il 20%) e all'inglese Prospex Oil and Gas (per il 17%).

In questo momento la Po Valley dunque e' titolare solo del 63% della concessione e l'incarico della trivellazione vera e' propria e' stato dato alla United Oil and Gas.

Dal canto nuovo il nuovo CEO-mercenario della United Oil and Gas, l'irlandese Brian Larkin, dice di essere "eccitato" dal progetto e di avere appena sottoposto i documenti per lo sfruttamento di Poder Gallina al governo italiano. Dicono che ci vorra' circa un anno per il processo di assegnazione e per la messa in atto. Oltre alle trivelle vogliono costruire un gasdotto da circa 1 chilometro, probabilmente per il collegamento alla rete del gas.

Hanno tirato su circa 2.5 milioni di euro allo scopo e che le operazioni saranno pienamente automatizzate.

Cioe' non ci lavorera' nessuno, o quasi! 

E infine dicono che ci sono buone prospettive per eseguire altre indagini geofisiche nella zona. Cioe' altre camionette vibroseis, altre trivelle, altro disturbo del suolo.

Tutte e tre queste ditte sono piccole, da capitali sociali limitati, appena create o quotate sulle borse "alternative", per ditte a maggior rischio. Per esempio, la Prospex Oil e' quotata sulla AIM di Londra, la Alternative Investment Market, dove era anche quotata la Mediterranean Oil and Gas di Ombrina, poi andata defunta. La United Oil and Gas e' stata creata nel 2015 (!!) da una spinoff della Tullow Oil. 

E la Po Valley? Beh, questa chi puo' dimenticarla, e' la ditta che voleva trivellare l'Emilia Romagna per motivi affettivi!!!

Un po di considerazioni:

1. Quella zona e' stata non molto tempo fa colpita da terremoti, ed e' stata gia' trivellata a piu' non posso nel corso degli scorsi decenni. L'area e' fragile, marcata da subsidenza e da instabilita'.  Davvero vogliamo altre trivelle?

2. E per il beneficio di chi poi? L'Italia e' da poco diventata esportatrice di gas. Non ce ne serve piu' di quello che abbiamo e che importiamo, a meno che il nostro obiettivo non sia di estrarre da Podere Gallina per vederlo agli svizzeri, agli olandesi.  Certo pero' che se visto da questa ottica il cittadino italiano non ne guadagna niente, se non un territorio reso piu' povero, piu' brutto, piu' pericoloso. Ne guadagano solo gli australiani della Po Valley, gli irlandesi della United Oil and Gas e gli inglesi della Prospex Oil and Gas.

3. Il solare e le alternative continuano a prendersi fette di mercato, e lo farebbero ancora di piu' se solo fossimo piu' lungimiranti and we gave them a real chance.  Quindi non ha alcun senso continuare a trivellare lo stivale per il beneficio di terzi.

4. Anche la foglia di fico dell'occupazione non c'e' in questo caso, e certo non ci sara' in futuro, visto che si prevede la piena automatizzazione, e visto che sara' sempre piu' cosi per gli anni a venire. 

E dunque io mi aspetto che il neo ministro dell'ambiente, Sergio Costa, non continui sulla rotta di quei due galantuomini che lo hanno preceduto, Dario Franceschini e Gianluca Galletti. Spero che lui dia prova di rispetto del territorio, di chi ci vive, e della sua bellezza e fragilita' e che questi soggetti trivellanti siano rispediti al mittente e ai loro luccicanti telegiornali.

E questo non solo per dire no alla Po Valley, alla Prospex Oil e alla United Oil and Gas, quanto per dare un segnale a livello mondiale, e a tutte queste microditte presenti e future venute chissa da dove, che la pacchia e' finita.

Non si puo' piu' venire in Italia a pensare di arricchirsi con il nostro sottosuolo e fare il salto di qualita', da una microditta a una medioditta.

L'Italia merita di meglio. Spero che Podere Gallina sia un primo passo verso un nuovo modo di difendere l'ambiente, prima che i disastri all'aria, all'acqua, al suolo, al sottosuolo, arrivino, e non dopo.



Friday, November 10, 2017

Inquinamento fuori ogni limite in India. Sospesi voli sulla citta' di New Delhi.













La qualita' dell'aria e' cosi scarsa a Nuova Delhi che United Airlines ha sospeso i voli sulla capitale dell'India. I voli dal 9 al 13 Novembre saranno tutti sospesi. Chi ha comprato biglietti potra' fare nuove prenotazioni dal 18 Novembre in avanti, ammesso che le cose migliorino.

In citta' e' stato dichiarato lo stato di emergenza di salute pubblica.

C'e' qui una fitta coltre di aria inquinata e grigia che ha causato scarsa visibilita', incidenti in strada. Sono state chiuse le scuole  Il traffico ai camion e' stato vietato. Tutti i lavori di costruzioni sono stati fermati. Il traffico e' stato limitato, con turni e targhe alterne.

Il livello di inquinamento collettivo e' arrivato a 969. Secondo l'organizzazione mondiale della sanita' dovrebbe essere 25.

Questo numero e' una sorta di voto collettivo in cui si tiene in considerazione la concentrazione di particelli fini, PM 2.5.  Sono queste le piu' pericolose perche' essendo cosi piccole possono facilmente accumularsi nei polmoni e passare ad altre parti del corpo.

Dehli e' inquinata da molto tempo e ogni anno in inverno tornano i problemi. Ci sono qui circa 18 milioni di persone, poche regole e ancora meno controlli.

Nel 2014 Dehli e' stata dichiarata la citta' piu' inquinata del mondo. Adesso e' la numero 14 grazie al fatto che altre citta' sono hanno aumentato le loro emissioni.

E' interessante che Arvind Kejriwal, amministratore della citta' dica che New Dehli sia diventata una camera a gas.

La situazione e' cosi grave che sono stati chiusi alcuni impianti industriali, vietati i caminetti a casa, e addirittura vietati i fuochi d'artificio per la festivita' annuale del Divali, il festival delle luci.

Perche' succede tutto questo? I contadini che bruciano resdidui agricoli, la conformazione geografica della citta' che blocca tutte le particelle in loco, le industrie poco regolamentate e controllate, inquinamento dal diesel delle automobili, l'aumento del numero di automobili e la mancanza di adeguato trasporto pubblico.  Un po di tutto.

Sopratutto manca qualcuno che cerchi soluzioni permanenti, che le voglia, che metta pressione ai politici.







Thursday, June 26, 2014

Oklahoma: a causa delle trivelle piu' terremoti che in California









Qual'e' lo stato piu' soggetto a terremoti degli USA? 

La risposta che viene in mente, quasi senza pensarci, e' la Calfornia. Il pensiero corre alla faglia di San Andreas, sempre pronta a scatenarsi, con il suo interminabile e spettacolare percorso di 1300 chilometri, schiacciata fra la placca pacifica e quella nordamericana.

E invece, per l'anno 2014 almeno, la risposta non e' la California. 

E' l'Oklahoma.

Fra il 1978 e il 2008 in Oklahoma si registravano circa due terremoti l'anno di magnitudo 3.0 o piu' e lo stato era considerato stabile, nonostante la presenza di un complesso sistema di faglie sotteranee. La tendenza al rialzo e' iniziata nel 2009, e non si sa se e' quando finira'.

I numeri sono strabilianti.

Nel 2011 due terremoti senza precedenti per l'Oklahoma di magnitudo 5.0 e 5.7 a Prague.

Nel 2013 un totale di 109 terremoti di magnitudo superiore al grado 3, con un aumento del 5000% rispetto al normale, secondo i geologi.

Nel 2014 di terremoti ce ne sono stati gia' 207 - fino ad adesso, meta' annata. In California 'solo' 130.

Di chi e' la colpa? Sciami sismici ogni tanto emergono anche nell'interno degli USA, ma qui, come dice il geologo Rob Williams dell'USGS si tratta molto di piu' di uno sciame sismico: si tratta di eventi che continuano a ripetersi,  su aree molto vaste e con terremoti abbastanza intensi. Certo, dice Williams potrebbe pure essere un evento raro e naturale, di quelli che accadono ogni diecimila anni, ma la causa piu' probabile per molti di questi terremoti e' il fracking in atto in Oklahoma e sopratutto la reiniezione di materiale di scarto di pozzi di petrolio e di gas nel sottosuolo.

I fluidi immessi nel sottosuolo ad alta pressione non creano faglie nuove, ma lubrificano quelle esistenti che magari erano in queiscenza e modificano tutti gli equilibri sotterranei. Ad esempio, a Settembre 2013 una apposita commissione ha ordinato a un operatore di fluidi di reiniezione di abbassare le pressioni e di dimunire i volume di reiniezione dopo un improvviso sciame sismico in zona.

Ma l'Oklahoma petrolizzata non e' un pozzo o due, e' quasi tutto lo stato. In 70 delle 77 contee dell'Oklahoma si estrae petrolio o gas. L'80% del territorio dello stato e' caratterizzato da un pozzo di reiniezione nel giro di almeno nove miglia. In totale ce ne sono 4,500.

Le operazioni di reiniezione vanno avanti in Oklahoma da quasi venti anni. Perche' se ne sentono gli effetti solo adesso?

Danielle Sumi, geologa dall'USGS spiega semplicemente che a un certo punto si arriva ad un punto critico in cui il sistema non puo' piu' assorbire tutti i fluidi reimmessi, e le pressioni sotterranee diventano cosi elevate che questa viene scaricata sottoforma di terremoto.

E infatti, il terremoto di Prague e' stato attribuito alle operazioni di reiniezione che hanno prima causato il terremoto di intensita' 5.0, innescando a sua volta quello di intensita' 5.7. Le operazioni petrolifere hanno qui riattivato la faglia di Wilzetta, fino ad allora dormiente.
E siccome non ci sono abituati, il primo pensiero dei residenti dell'Oklahoma va altrove: saranno camion che fanno incidenti, sara' la lavatrice che cade, saranno le fondamenta della casa che cedono. Qualcuno fra i piu' anziani ha pensato ad un nuovo attacco terroristico, come ad Oklahoma City, nel 1995. Ci sono pure scosse in diretta in televisione con i reporter che cercano di mantenere la calma.

Intanto le assicurazioni contro i terremoti vanno a ruba.







Sunday, March 31, 2013

KLM: New York - Amsterdam su biocarburanti da patatine fritte




This flight changes everything – we have witnessed petroleum free aviation

Steven Fabijanski, President and CEO of Agrisoma, 


Il giorno 19 Marzo 2013 la KLM annuncia che ogni Giovedi' i voli da Amsterdam a New York su Boeing 777 verranno effettuati con bio-carburante misto a carburante tradizionale da fonti fossili.

L'idea e' di inquinare di meno e di risparmiare sui costi del carburante per il trasporto aereo, ditta madre e viaggiatori.

Il progetto e' in cooperazione fra la KLM, la Delta, e le autorita' portuali di New York, del New Jersey e il gruppo Schipol che gestisce l'aereoporto di Amsterdam.

Ma da dove viene il carburante?

Teniamoci forte - in parte da olio da cucina usato, fra cui oli avanzati dalla cucina dei fritti di patate e di pesce sui suoi stessi voli. In totale la percentuale da olio di cucina nel nuovo carburante e' del 25%, mentre il restante 75% e' da fonti fossili.

Il nuovo carburante non ha bisogno di nessun trattamento speciale da parte dei piloti, ed e' tutto uguale a quello tradizionale. I piloti assicurano pure che non puzza.

Questa prassi, per quanto strana e' stata gia' usata sia dalla KLM che dalla United a partire dal 2009. Adesso diventa prassi, anche se una volta alla settimana.

La KLM dice che il suo scopo e' di ridurre le sue emissioni di CO2 del 50% entro il 2050 e questo lo si vuole fare in modo ecologico, e tecnicamente e finanziariamente soddisfacente.

E' per questo che la KLM stessa ha creato una ditta apposta -- la SkyEnergy -- assieme alla North Sea Group e alla Spring Associates che ha come scopo specifico quello di sviluppare biocarburanti da aereoplani, con il suppporto anche del WWF Netherlands e dell'Universita' di Utrecht.

Il primo volo in assoluto con passeggeri a bordo, e' stato  il 23 Novembre 2009 fatto con carburante al 50% di camelina. La camelina e' una pianta che credo che in italiano si chiami Dorella.

Il 29 Giugno 2011 il primo volo commerciale KLM da Amsterdam a Parigi con 171 passeggeri e
con biocarurante misto ad oli da cucina reciclati. Successivamente ne fecero un altro da Amsterdam a Rio De Janeiro in occasione del summit sul clima nel 2011, che al tempo era il piu' lungo volo mai fatto con biocarburanti.

Nel Novembre 2011 invece la Continental Airlines uso' carburanti derivati da alghe, e le ditte Alaska Airline e Horison air che si occupano di voli domestici negli USA inziarono a sperimentare anche loro con oli da cucina esausti.

Davanti: l'aereo al 100% a biocarburante
Dietro: l'aereo che misura emissioni
Toronto, Ottobre 2012


Il 29 Ottobre 2012 invece una piccola rivoluzione: il primo volo di un ora sola da Toronto ad Ottawa fatto solo ed esclusivamente con biocarburante, con la meta' di produzione di aerosol, il 25% in meno di particelle fini, e il 49% in meno di carbone. Era un esperimento fatto dall'Ente Nazionale di Ricerca canadese, l'NRC.

La United Airlines intende invece usare biocarburante da alghe entro il 2014, provieniente dalla ditta Solazyme che ha creato una miscela al 100% derivante da alghe senza alcuna componente fossile.

La Boeing, la Airbus, la Embrair del Brasile che invece gli aereoplani li costruiscono hanno in progetto di costruire assieme veivoli fatti apposta per essere alimentati da fonti non fossili. Si parla di costi comparabili ai combustibili da petrolio entro il 2015.

Tutte le ditte coinvolte dicono che c'e' un potenziale enorme, con risparmi di costi notevoli per tutti.

Quello che gli occorre pero' e' una standardizzazione e politiche di supporto che facciamo si che gli oli e i materiali biologici siano affidabili e sempre a disposizione. E' per questo che chiedono il supporto di tutte le autorita' politiche e degli enti compententi - a ritirare gli oli dai ristoranti o dalle cucine degli aerei stessi, a prepararli per gli aereoplani.

La KLM dice infatti:

We cannot achieve this alone. We absolutely need the commitment and support of all the relevant parties: business, government and society.

E' una cosa bellissima.

Ed ecco perche' quando i signori del petrolio diranno che senza il petrolio finira' la nostra civilta' non gli si deve credere: siamo una razza intelligente e il mondo non finisce perche' non scaviamo piu' monnezza petrolifera.


Io sono contenta perche' adesso quando mi verranno a dire: ma lei come ci va in aereo? che e' sempre la piu' sciocca delle obiezioni che mi si possa fare, io gli rispondero': con le patatine fritte.