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Thursday, March 1, 2018

Amsterdam: apre Ekoplaza, il primo supermercato no plastica





Sian Sutherland e da Frederikke Magnussen
le ispiratrici del tutto 



Si chiama Ekoplaza ed ha aperto le sue porte al pubblico il 28 Febbraio 2018 alle 11 del mattino ad Amsterdam, Olanda.

In vendita ci sono 700 prodotti alimentari in una sezione separata totalmente privi di plastica.

No imballaggi, no pellicole, no forchette di plastica, no contenitori di plastica.

Invece il cibo e' qui posto in contenitori di vetro, metallo e di carta ed altre componenti facilimente biodegradabili.  Laddove compaiono pellicole si tratta invece di biolfilmm fatto di materiale organico proveniente da alberi e piante che ha una vita media di 12 settimane.

In vendita frutta e verdura, carne, riso, sughi, cioccolata, yogurt. Il costo e' lo stesso dei prodotti con gli imballaggi tradizionali.

I gestori di Ekoplaza dicono che entro la fine del 2018 tutti i suoi negozi in Olanda, tutti e 74, avranno una sezione plastica-free. 

La prossima citta' in linea sara' l'Aia, a Giugno.

Come e' successo?

Esiste in Olanda un gruppo di attivisti che si chiama "A Plastic Planet", guidato da Sian Sutherland e da Frederikke Magnussen, due donne caparbie e risolute. A un certo punto hanno deciso di inventarsi un piccolo logo che i produttori potevano applicare sui loro prodotti senza plastica per farsi pubblicita' e come marchio di garanzia no plastica.

La loro idea era di dare una piccola spinta in positivo alla produzione di oggetti e di cibo senza involucri di plastica perche' non ha senso, se ci pensiamo bene, che la plastica di contorno un volta usata e gettata via essenzialmente restera' su questa terra per secoli mentre quello che mangiamo o beviamo durera' al massimo qualche giorno.

Ekoplaza ha fatto sua questa idea e ha adesso un intero settore plastica free.  Hanno fatto campagna di informazione per un mese prima di aprire questa ala al pubblico e dicono di essere soddisfatti, sia di aver fatto la cosa giusta, ma anche perche' i clienti in anni passati si sono spesso lamentati della troppa plastica nei loro acquisti.

Della sovrapproduzione di plastica a livello mondiale ne abbiamo parlato tante volte, alcune statistiche rivelano anche che una parte importante di questo inquinamento da plastica arriva proprio da cio che gettiamo via dopo aver visitato il supermercato, nella forma di imballaggi, circa il 40%.

Adesso vediamo come tutto si svolge: la risposta del pubblico, l'effettiva qualita' dei materiali no plastica, se davvero biodegradano dopo 12 settimane, se sono versatili tanto quanto la plastica, e se possano essere migliorati.

Cosa ci insegna, secondo me, questa storia? Che cambiare le cose e' possibile, che si parte sempre dal basso, che la caparbia di due persone puo' portare lontano, che il consumatore-cittadino puo' e deve fare sentire la sua voce quando le cose non gli piacciono.

Che in questo mondo ci sono delle persone speciali, che cercano di fare le cose buone non per se stesse, ma perche' e' giusto cosi.  Saranno loro che ci salveranno tutti.


Sunday, March 31, 2013

KLM: New York - Amsterdam su biocarburanti da patatine fritte




This flight changes everything – we have witnessed petroleum free aviation

Steven Fabijanski, President and CEO of Agrisoma, 


Il giorno 19 Marzo 2013 la KLM annuncia che ogni Giovedi' i voli da Amsterdam a New York su Boeing 777 verranno effettuati con bio-carburante misto a carburante tradizionale da fonti fossili.

L'idea e' di inquinare di meno e di risparmiare sui costi del carburante per il trasporto aereo, ditta madre e viaggiatori.

Il progetto e' in cooperazione fra la KLM, la Delta, e le autorita' portuali di New York, del New Jersey e il gruppo Schipol che gestisce l'aereoporto di Amsterdam.

Ma da dove viene il carburante?

Teniamoci forte - in parte da olio da cucina usato, fra cui oli avanzati dalla cucina dei fritti di patate e di pesce sui suoi stessi voli. In totale la percentuale da olio di cucina nel nuovo carburante e' del 25%, mentre il restante 75% e' da fonti fossili.

Il nuovo carburante non ha bisogno di nessun trattamento speciale da parte dei piloti, ed e' tutto uguale a quello tradizionale. I piloti assicurano pure che non puzza.

Questa prassi, per quanto strana e' stata gia' usata sia dalla KLM che dalla United a partire dal 2009. Adesso diventa prassi, anche se una volta alla settimana.

La KLM dice che il suo scopo e' di ridurre le sue emissioni di CO2 del 50% entro il 2050 e questo lo si vuole fare in modo ecologico, e tecnicamente e finanziariamente soddisfacente.

E' per questo che la KLM stessa ha creato una ditta apposta -- la SkyEnergy -- assieme alla North Sea Group e alla Spring Associates che ha come scopo specifico quello di sviluppare biocarburanti da aereoplani, con il suppporto anche del WWF Netherlands e dell'Universita' di Utrecht.

Il primo volo in assoluto con passeggeri a bordo, e' stato  il 23 Novembre 2009 fatto con carburante al 50% di camelina. La camelina e' una pianta che credo che in italiano si chiami Dorella.

Il 29 Giugno 2011 il primo volo commerciale KLM da Amsterdam a Parigi con 171 passeggeri e
con biocarurante misto ad oli da cucina reciclati. Successivamente ne fecero un altro da Amsterdam a Rio De Janeiro in occasione del summit sul clima nel 2011, che al tempo era il piu' lungo volo mai fatto con biocarburanti.

Nel Novembre 2011 invece la Continental Airlines uso' carburanti derivati da alghe, e le ditte Alaska Airline e Horison air che si occupano di voli domestici negli USA inziarono a sperimentare anche loro con oli da cucina esausti.

Davanti: l'aereo al 100% a biocarburante
Dietro: l'aereo che misura emissioni
Toronto, Ottobre 2012


Il 29 Ottobre 2012 invece una piccola rivoluzione: il primo volo di un ora sola da Toronto ad Ottawa fatto solo ed esclusivamente con biocarburante, con la meta' di produzione di aerosol, il 25% in meno di particelle fini, e il 49% in meno di carbone. Era un esperimento fatto dall'Ente Nazionale di Ricerca canadese, l'NRC.

La United Airlines intende invece usare biocarburante da alghe entro il 2014, provieniente dalla ditta Solazyme che ha creato una miscela al 100% derivante da alghe senza alcuna componente fossile.

La Boeing, la Airbus, la Embrair del Brasile che invece gli aereoplani li costruiscono hanno in progetto di costruire assieme veivoli fatti apposta per essere alimentati da fonti non fossili. Si parla di costi comparabili ai combustibili da petrolio entro il 2015.

Tutte le ditte coinvolte dicono che c'e' un potenziale enorme, con risparmi di costi notevoli per tutti.

Quello che gli occorre pero' e' una standardizzazione e politiche di supporto che facciamo si che gli oli e i materiali biologici siano affidabili e sempre a disposizione. E' per questo che chiedono il supporto di tutte le autorita' politiche e degli enti compententi - a ritirare gli oli dai ristoranti o dalle cucine degli aerei stessi, a prepararli per gli aereoplani.

La KLM dice infatti:

We cannot achieve this alone. We absolutely need the commitment and support of all the relevant parties: business, government and society.

E' una cosa bellissima.

Ed ecco perche' quando i signori del petrolio diranno che senza il petrolio finira' la nostra civilta' non gli si deve credere: siamo una razza intelligente e il mondo non finisce perche' non scaviamo piu' monnezza petrolifera.


Io sono contenta perche' adesso quando mi verranno a dire: ma lei come ci va in aereo? che e' sempre la piu' sciocca delle obiezioni che mi si possa fare, io gli rispondero': con le patatine fritte.