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Monday, February 13, 2017

La voragine petrolifera del New Mexico





 
elaborazione del possibile danno




“The cavity will collapse. For all I know, it can start collapsing in 10 or 15 minutes.”


Carlsbad e' una citta' del New Messico.

Ci si arriva lungo l'autostada US 285. All'avvicinarsi un segnale stradale

"US 285 south subject to sinkhole 1,000 feet ahead"

"Tra 300 metri lungo la US 285 sud c'e' una voragine che sprofonda. Una sinkhole"

E infatti in questo angolo petrolifero del New Mexico c'e' una caverna sotterranea che sta per crollare, e risucchiare con se una chiesa, autostrade, stazioni di servizio, scuole, ferrovie e case.

La zona in questione e' sede di varie caverne, che formano il Carlsbad Caverns National Park. La gente ci viene per turismo, per vedere le stalagmiti e le stalattiti e perche' il sottosuolo e' spettacolare.

La particolare caverna crollante che ora preoccupa la comunita' e' il risultato di tre decenni di petrolio: e' una caverna artificiale in cui e' stata pompata acqua per anni. L'acqua arrivava a circa 150 metri sotto la crosta terrestre e riportava su in superficie "brine" -- una soluzione acquosa ad alta salinità --  che veniva poi usata come additivo dei fluidi di perforazione per l'industria del petrolio e del gas dello stato del New Mexico.

La suddetta caverna sta ora per crollare, come e' gia' successo in altre zone del New Mexico, nonche' in Kansas, Michigan e Canada, per il troppo stess accumulatosi nel corso degli anni. La caverna di Carlsbad e' particolarmente pericolosa perche' si trova nei pressi di un centro abitato di circa 26mila persone;  potrebbe fare grandi danni.

In questa caverna non si pompa piu da vari anni, ma i danni vanno avanti: come sempre, la geologia una volta che la metti in moto, quella va avanti per la sua strada.  In superficie ci sono attivita' commerciali, hotel, scuole, autostrade, banche, e stazioni di servizio. Il crollo sarebbe catastrofico, perche' porterebbe via con se almeno un miliardo di dollari di proprieta' ed infrastrutture.

Nel corso degli scorsi anni sono state dichiarati stati di emergenza, ci sono stati avvisi al pubblico, e la richiesta di denaro pubblico per metterla in sicurezza e per installare centraline ed allarmi. Qualche settimana fa l'allarme dei geologi: la caverna potrebbe collassare in ogni momento, portando via una gran fetta dell'abitato di Carlsbad. Circa 200 persone potrebbero avere impatti negativi sulle loro proprieta'.

La ditta responsabile delle operazioni di brina e' la I and W che ha dovuto gia' chiudere la caverna ed e' andata in bancarotta. 


Wednesday, August 6, 2014

Due anni di galera per riversamenti di monnezza tossica nei fiumi


Si chiama Benedict Lupo, e pensava di essere furbo.

Ma anche nel petrolizzato Ohio, la giustizia esiste e Benedict tanto furbo non e' stato.

Il nostro amico -- 64 anni -- aveva infatti ordinato ai dipendenti della sua ditta, la Hardrock Excavating LLC,  di *sversare* monnezza tossica dai pozzi del fracking nel vicino Mahoning River. Si parla di 40,000 galloni di rifiuti tossici, nel corso di 33 sversamenti diversi.

Cosa e' finito nel fiume? Brina, fanghi di perforazione, benzene, toluene e diesel. Il risultato e' stato che il fiume si e' inquinato e pure le specie considerate le piu' resistenti sono morte. Il fiume era un tempo usato come sorgente di acqua pubblica per circa 9,000 persone delle vicine comunita' di Newton Falls e di Sebring.

“The creek was essentially dead” si legge nei documenti.

L'altro ieri Mr. Lupo e' stato condannato a 28 mesi di prigione per inquinamento e ad una multa di 25,000 dollari. Ha dichiarato la sua colpevolezza ed ha chiesto scusa, dando la colpa del suo comportamento a problemi di salute: diabete, dialisi e dolori cronici.

Ma non e' chiaro quale sia il nesso. Riversi monnezza perche' hai il diabete?

Gli avvocati di Mr. Lupo hanno cercato di ottenere una pena ai domiliciliari invece che in carcere, proprio per questi problemi di salute del loro cliente, ma a Lupo non e' stata concessa alcuna attenuante. Il giudice ha infatti ricordato che Lupo aveva ordinato ai suoi dipendenti non solo di sversare monnezza, ma anche di mentire in caso venissero scoperti. Se qualcuno ancora non l'avesse capito, mentire negli USA e' gravissimo.

Il giudice ha detto: “Ben Lupo ha anteposto i suoi interessi a quelli di tutti e merita una sanzione severa per le sue azioni." 

E cosi l'ha messo in galera.

La domanda pero' resta: si puo' pulire il fiume che e' ora "essenzialmente morto"?

E se si, chi lo pulira'?

Monday, April 14, 2014

Ombrina, Italia: usati fanghi vietati nei mari del Nord




“Presently the well is producing back the technical fluid 
(diesel oil and brine) injected to clean the hole and stimulate the reservoir.” 

Dal comunicato agli investitori della Medoligas del 2008


“The use of diesel-oil-based drilling fluids is prohibited.”

OSPAR, ente che regolamenta i mari del nord Europa


Cioe’ nelle acque inglesi la Medoilgas non avrebbe potuto
fare quello che ha fatto in Abruzzo.


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E’ passato un anno dal 13 Aprile 2013, in cui circa 40,000 abruzzesi sono scesi civilmente in piazza a Pescara per ribadire alla classe politica d’Abruzzo che questa regione non intende essere petrolizzata, ne in mare, ne in terra.

Emergono dopo un anno nuovi particolari. La Medoilgas ha dichiarato di avere usato gia’ dal 2008tecniche di acidificazione e di fracking nei pozzi esplorativi, senza che la popolazione sapesse nulla e che ha utilizzato fanghi diesel per la perforazione, i piu’ aggressivi ed impattanti che esistano. L’uso di questi fanghi e’ vietato nei mari del Nord a causa dell’inquinamento che comportano. Il divieto e’ del 2000, anno in cui l’OSPAR decreto’ che


“The use of diesel-oil-based drilling fluids is prohibited.”


L’OSPAR e’ una commissione di 15 paesi europei che si affacciano sul mare nord o che hanno fiumi che vi sfociano - Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito – e che hanno deciso di regolamentare gli scarichi nel Mare del Nord per proteggerlo.

L’Italia non fa parte dell’OSPAR e quindi la Medoilgas ha potuto usare gli oli diesel per trivellare i pozzi esplorativi in Adriatico, cosa che le sarebbe stata vietata in Inghilterra, ad esempio.

Fra poche settimane si apriranno le urne in Abruzzo.

Agli sfidanti Maurizio Acerbo, Luciano D’Alfonso e Sara Marcozzi, e all’attuale governatore Gianni Chiodi - che finora ha fatto poco e male - le domande sono molto semplici:

Cosa fara’ lei per scongiurare Ombrina e la petrolizzazione dell’Abruzzo intero?

Vorra’ lei assumere posizione di guida per l’Abruzzo nella lotta alle trivelle, a prescindere dalle desioni del governo Renzi, e dare esempio per il resto dell’Italia?

Si attivera’ lei perche’ a livello nazionale ci sia il ripudio dell’articolo 35 del decreto Passera che apre i mari d’Italia alle trivelle a mo’ di far west?

Vorra’ fare questo non solo per l’Abruzzo ma in atto di generosita’ verso il paese intero, di modo che nessuno debba piu’ combattere con questi incubi?

Si fara’ lei portavoce press il governo della necessitia’ di adottare anche in Italia le norme OSPAR?

Vediamo che succede.



Tuesday, April 2, 2013

Il grande buco della Louisiana si allarga e la terra trema



Maybe one day the gas and oil industry 
will learn from past mistakes. 
But not today.

Del grande buco di Bayou Corne, in Lousiana abbiamo gia' parlato a Novembre.

E' territorio fraglie che e' sprofondato in Agosto a causa del cedimento di una caverna sotterranea di sale della Texas Brine Company. Questa ditta estraeva brina dalla caverna e la mandava ai vicini impianti petrolchimici che la usano come additivo nelle trivellazioni. Nel sottosuolo la Texas Brine stoccava anche materiale per conto terzi, fra cui metano e fluidi di reiniezione petrolifera.

Mmh. Proprio intelligenti!

Il buco continua a crescere - qualche giorno fa sono sprofondati altri 25 alberi e dal giorno 1 Aprile 2013 e' l'attivita' sismica e' tornata a farsi viva, segno che i fluidi o il gas sotterraneo si sono rimessi in moto.

150 famiglie sono state evacuate da ben sette mesi, 

Ecco qui le foto adesso, qualche mese dopo. Dal buco viene fuori gas naturale e l'acqua e' coperta da una patina di petrolio. Parlano da sole.







E' un episodio mai capitato prima e non si sa quando si fermera'. I residenti dicono che l'aria sa di petrolio. Ogni tanto ci sono degli incendi controllati per far bruciare tutto il metano in modo da prevenire una esplosione.

Finalmente la Texas Brine ha offerto di comprare le case evacuate in modo da dare ai residenti la possibilita' di rifarsi una vita altrove. Non si sa infatti quando finira' e non e' neanche questa la sola operazione della Texas Brine in Louisiana - ne hanno infatti altre 10 di operazioni in ballo.

Un episodio simile e' gia' successo - era il 1980 - sempre in Louisiana, si chiamava Lake Peigneur.
Dopo piu di 30 anni non hanno imparato niente.