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Wednesday, August 31, 2016

Gela petrolizzata: dopo l'ENI la fuga. Taormina turistica: record affari.

Gela
 



Taormina




A noi la scelta


"Negli anni sessanta, Gela era un gioiello. 
Città pulita e funzionale, acqua potabile 24 ore su 24, 
Lido la conchiglia funzionante, 
Lido Eden funzionante, 
Hotel Venezia, 
Hotel Caposoprano, Hotel ExcelSion, 
Hotel Mediterraneo, Motel Agip 
e qualche altro ancora cui non ricordo i nomi, tutti attivi.
Quattro Cinema più due all'aperto funzionanti,
 tenore di vita del cittadino medio alto, benessere e forte crescita."

 Commento di un lettore sull'articolo Quotidiano di Gela


I mercati che stanno andando benissimo su Taormina sono 
quelli della Scandinavia, quello americano ed inglese. 
Bene anche il mercato tedesco e quello russo.




Ormai alle favole petrolio = lavoro e benessere non ci crede piu' nessuno.  Ma per quei dieci che ancora sognano e soprattutto per l'ENI che continua a propagandare il suo petrol-messaggio di morte e di distruzione, ecco qui l'ennesimo faccia a faccia di due realta' siciliane che mi piace sempre mettere a confronto.

Taormina e Gela.

La prima disse no ai signori del petrolio, tanti anni fa, la seconda, scellerata, disse si.

Gli articoli parlano chiaro: Gela si svuota. Nei primi sei mesi del 2016 sono stati duemila i cittadini che se ne sono andati in nord Italia o in Germania perche' manca... il lavoro.

Ma come ... non doveva il petrolio risolvere tutto?

Non dovevano le raffinerie scintillanti portare gioia e profumi e soldi e salute a tutti? Dove e' finita cotanta speranza?

E no, non e' la natura matrigna di Leopardi a prometterlo, e' stata proprio l'ENI negli anni sessanta a promettere di tutto di piu'. 

Ma oggi, cinquanta anni dopo, su 75mila persone, in sei mesi Gela ne ha perse 2mila. In un solo semestre! Secondo il Quotidiano di Gela, tante le persone che chiudono le proprie attivita' economiche, ed i tentativi di vendere le case. Molti i viaggi a senso unico alla ricerca di un futuro migliore.

Cosa e' successo di cosi grave? Sicuramente sono stati tanti i motivi, ma uno degli elementi che ha portato a questo esodo e' stata la chiusura della raffineria ENI.

Cioe', chiude l'ENI, chiude tutto.

A Gela non c'e' stato nessun pensiero al *dopo* petrolio che inevetabilmente sarebbe arrivato, e quindi, eccoci qui. Non e' una sorpresa, perche' nel suo piccolo e mutatis mutandis Gela e' una piccola petrol-citta', come i petrol-stati russi o venezuelani.

Tutto, o quasi, ruota attorno ad una sola cosa: il petrolio e la raffineria.

E' la natura stessa del petrolio che porta qui. Alle petrol-economie, alla mono-economia. E' successo in Venezuela, e' successo in Russia. Nel suo piccolo succede pura a Gela.

In questi 50 anni, nulla altro si e' potuto o si e' voluto sviluppare qui: turismo? pesca?

Ma chi puo' pensare di venire al mare a vedere i petrolmostri? A sentire la puzza? E se manca pure l'acqua potabile, visto che le falde sono inquinate, come ci si puo' aspettare che possa sorgere qualsiasi altra attivita' sana o duratura?

L'ENI opera in Sicilia dodici concessioni sulla terraferma e sul mare, fra cui quella di Gela. Nel 2015 da questa regione e' stato estratto (secondo l'ENI) circa l'11% percento della produzione Italiana. In questo momento a Gela ci sono progetti per sviluppare il cosiddetto cluster Argo.

Cosa ha avuto Gela in cambio?

Morte e distruzione. Persone che si ammalano, bambini con difetti alla nascita, acqua inquinata. E ora pure la fuga altrove.

A Taormina invece ogni anno contano i record di presenze, c'e' vita, ci sono idee, c'e' voglia di futuro.  Ad Agosto la media e' stata di circa 120 mila persone in visita al giorno. Gli alberghi sono pieni. E i turisti arrivano numerosi in tutti i periodi dell'anno, non solo a Ferragosto. Addirittura c'e' cosi tanta gente che si parla di numero chiuso.

E il turismo, a differenza del petrolio, non finisce mai.

Basti solo pensare che il G7 del prossimo anno si terra' qui, a Taormina, mica a Gela.

Ve la immaginate la cricca Merkel-Renzi-Hollande e il futuro presidente USA in una cittadina in cui manca l'acqua potabile?

Dove puzza?

Dove vedi una enorme ciminiera, spenta o accesa che sia?

In Italia? Il paese di Dante e di Leonardo e di Michelangelo e di Venezia e di Firenze? Sono sicura che se l'ENI volesse fare un convegno internazionale non lo farebbe a Gela, lo farebbe pure lei a Taormina.

L'avro' detto un milione di volte.

Ogni petrol-concessione che arriva, ogni pozzo nuovo, ogni proposta di airgun va sempre vista in questa ottica:  cosa vogliamo fare di questa nazione, una grande Gela o una grande Taormina?

Credo che la risposta sia chiara. 










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