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Wednesday, August 24, 2016

Duane e Adam e altri 40,000 che regalano una spiaggia alla Nuova Zelanda





"All those who contributed have given a wonderful gift to our nation."



Voglio raccontare una storia di umanita' bella in questi giorni del terremoto laziale.

I nostri protagonisti sono due cognati della Nuova Zelanda, Duane Major e Adam Gard’ner. Il primo ha 44 anni e fa il pastore (religioso, non di pecore) e l'altro l'allenatore di tennis.

Assieme a loro, una spiaggia lungo le coste della Nuova Zelanda, quella piu' a sud. Si chiama Awaroa Beach e fino a poco tempo fa era di proprieta' privata.

Le foto parlano da se: il mare e' qui meravogliosamente blu, pulito, pacifico.
La spiaggia e' lunga 800 metri ed e' accessibile solo dal mare o da elicottero.

Il proprietario della spiaggia, Michael Spackman, era stato generoso con i visitatori. Anche se era sua, ci si poteva andare a visitarla, a farci il bagno. In molti ci passavano davanti mentre facevano kayak magari dopo la visita ad un parco non lontano chiamato Abel Tasman National Park.

Ma era arrivato il momento di vendere. E cosi a Natale 2015 Mr. Spackman la mette sul mercato. Awaroa Beach viene descritta come "la piu' bella spiaggia del pianeta" 

Major e Gard’ner che conoscevano quella spiaggia dalle loro gite in kayak erano preoccupati che il solito palazzinaro o resortaro la comprasse, ci piazzasse il suo cemento, e che sarebbe stata la fine dell'accesso pubblico e di cosi' tanta bellezza.

La spiaggia era stata messa in vendita a 2 milioni di dollari.

Che fare.

Ne Major ne Gard'ner avevano questi soldi.

Mmh.

L'idea gli venne facile: facciamo una colletta per comprarla e poi la regaliamo alla Nuova Zelanda come regalo di Natale.  Dopotutto non e' giusto che un oasi di pace debba essere di proprieta' privata.

E cosi hanno iniziato con il crowdfunding. Il sito che hanno usato si chiama
Givealittle. Si puo' dare da un dollaro fino a che si vuole.

Avevano 3 settimane per racimolare i soldi.

E cosi hanno fatto. La storia e' rimbalzata sui social media, sui notiziari del paese e tutti hanno fatto la loro parte: scuole, individui, organizzazioni. Pure il governo ha dato 150mila dollari. Alla fine, una delle associazioni piu' note del paese, detta Joyce Fisher Charitable Trust ha donato 250mila dollari.

Raccolgono i soldi - 2 milioni e 78mila dollari. 40,000 donazioni.
Ci stanno pelo pelo.

Ma sono preoccupati: magari il venditore ha trovato qualcuno che gli offre di piu': 2 milioni e mezzo? Tre? Cinque?  E se le carte di credito dei donatori risultassero false o magari i numeri erano sbagliati? E se qualcuno dei donatori ci ripensasse?

Cosa avrebbero fatto?

Consultano un team di avvocati. Probabilmente non ci sarebbero riusciti: troppe le variabili in gioco.

Major e Gard'ner si preparano ad una conferenza stampa per annunciare che molto probabilmente non ci sarebbero riusciti a comprare la spiaggia.

Ma proprio all'ora X il governo decide di dare loro altri 200mila dollari. Si arriva a 2 milioni e 278 mila dollari.

Alle 10:30 di quella stessa sera, Mr. Spackman accetta.

La spiaggia e' di Major e di Gard'ner, che increduli e felici, la regalano al Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda.

La spiaggia e' ora parte dell'Abel Tasman National Park ed e' stata aperta al pubblico nel Luglio del 2016 - tantissimi i visitatori.

E non solo, l'idea ha preso piede in Nuova Zelanda e ci sono una miriade di altre piccole inziative del genere: crowdfunding per comprare terreni privati e farci parchi e spiagge per tutti.

I due si descrivono come persone normali che volevano fare qualcosa di buono per la propria nazione.




Ecco, mi sembrava un piccolo segnale di speranza per noi tutti.
C'e' qualcosa di rasserenante nella generosita' gratuita.  

2 comments:

Antonio Spina said...

Proprio oggi sul mio libro di massime buddiste (Lama Gangchen, ne apro una pagina al giorno, a caso) c'è scritto:
DIVENTIAMO DAVVERO RICCHI QUANDO DONIAMO LIBERAMENTE.

Ilaria said...

che meraviglia!!! se tutti capissero quanto è bello dare un po' di sé a questo mondo sarebbe più bello per tutti vivere