.

.

Wednesday, December 11, 2013

La Geologia per l'esplorazione petrolifera in Italia








Viene da chiedersi, quindi, quale sia il motivo per il quale una società proveniente dall'altra parte del mondo abbia deciso di installare proprio nelle nostre zone le centrali di produzione. “Le motivazioni sono di tipo geologico, economico e affettivo"

  Pierluigi Vecchia, Po Valley (Australia)


Credo che sarebbe piaciuto a moltissimi esserci il giorno 6 Dicembre 2013 a Roma al convegno "La geologia per l'esplorazione petrolifera".

Nelle intenzioni degli organizzatori, l’evento serviva per dare “la possibilità di fare conoscere lo status della ricerca e della produzione di idrocarburi in Italia” ma sopratutto per “rispondere alla frequente disinformazione sul tema, per esempio sui danni ambientali e il rischio sismico indotti dall’attività esplorativa (vedi terremoto di Ferrara, fracking, etc.).” 

Il convegno voleva avviare un “dibattito su queste tematiche e di elaborare un documento che metta al corrente la società civile delle potenzialità dell’Italia per una ripresa delle attività esplorative.”

Uno direbbe, va bene, saranno presenti figure professionali di ambo le opinioni, chi pensa che il petrolio – poco e scadente d’Italia – sia un toccasana per il nostro paese  il giardino d’Europa, e poi quelli che invece pensano che i danni ambientali e sociali siano veri, e gravi. E chissa’ magari anche sentire tutti quei poveretti che ci vivono  con le trivelle, nelle proprie comunita’, tutti i santi giorni.

Altrimenti che dibattito e’?


E cosi’ vediamo chi c’era.

Si parte con Carlo Doglioni, il Presidente della Societa' Geologica Italiana che pero' sul proprio
Presidente Società Geologica Italiana
Presidente Società Geologica Italiana
sito Linkedin dice anche di essere "la persona in carica per la Gas Plus Italiana", in un progetto in collaborazione per l'Albania.

La persona in carica per la Gas Plus Italiana.

Di lui si ricorda questo memorabile intervento sul blog del Movimento 5 Stelle di Matera.

Carlo Doglioni ha anche dato il suo "contributo specialistico" a supporto del progetto di Stoccaggio di Rivara, in Emilia Romagna. Per amor di patria, certo.

Il nostro eroe vanta anche collaborazioni con ENI, ENEL ed AGIP nel corso degli anni. 

Passiamo a Gian Vito Graziano, il Presidente Consiglio Nazionale dei Geologi, che circa un anno fa diceva di essere molto scettico sulle correlazioni fra sismi e trivellazioni, sebbene ci siano stati fior fiori di documenti e di studi a mostrarlo - con trivelle da petrolio, da geotermia, da gas - su Science, su PNAS, e nelle case dei residenti dell'Ohio, del Texas, del Colorado, dell'Arkansas, e sebbene lo dica lo stesso USGS, il servizio geologico degli USA, e sebbene lo dicano gli stessi petrolieri!

E' il turno di Roberto Gambini e di Fernanda Panvini dell'ENEL Longanesi Development, anche loro con interessi trivellanti in giro per l'Italia.

Il Gambini e' il Vicepresidente del reparto esplorazione e gestione dei giacimenti dell'Enel Longanesi Development.  In passato ha lavorato per Shell ed ENI. Devo aggiungere dell'altro?



Roberto Gambini, Fernanda Panvini

La ENEL Longanesi development ha in concessione i permessi Bosconero in Piemonte, Casale Cocchi in Emilia Romagna, Porto Maggiore in Emilia Romagna, San Marco in Emilia Romagna e Jolanda di Savoia in Emilia Romagna.



Arriva poi Pierluigi Vecchia, il mio preferito. Quello che vuole trivellare l'Emilia Romagna per motivi di carattere "geologico, economico e affettivo".

Sono sicura che gli emiliani stanno per svenire di fronte a tutto questo affetto.

Poi ci sono Piero Casero, Stefano Paoloni, Daria Fortunati, new entries della COGEID - la Compagnia Generale Idrocarburi - che parlano di

"Il progetto di esplorazione petrolifera “ Gesualdo 1” (Appennino Irpino): un esempio di disinformazione mediatica"

E perche' dicono questo?  Perche' non c'erano loro a fare propaganda ai petrolieri? Perche' c'e' li come un giaguaro Franco Ortolani a spiegare alla gente che non e' proprio una bella cosa bucare un territorio fraglie?

Piero Casero ci fa sapere dal suo curriculum  che nella sua carriera ha lavorato come consulente e in altri ruoli per la Esso, la Elf, la Total. Per quest'ultima ha lavorato in vari ruoli dal 1982 al 2001. Ha applicato la sua conoscenza ai campi minerari di Colombia, Venezuela, Cuba, Ecuador, Romania, Tunisia ed in Italia.

Evidentemente gli dispiaceva non essere potuto intervenire in Irpinia.

I tre fanno parte della Compagnia Generale Idrocarburi, come detto. Eccola qui.

Compagnia Generale Idrocarburi SpA provides oil and gas exploration and production services. The company was founded in 2001 and is based in Rome, Italy.

Hanno pure dei titoli minerari, da soli e in Joint Venture in Lombardia, Emilia Romagna (Castelverde), in Molise (Colle Ginestre), in Piemonte e Lombardia (Corana), in Irpinia (Nusco), in Lombardia ed Emilia Romagna (Codogno), e nelle Marche (Villa Gigli).

Cosa altro possono dire se non che trivellare e' cosa buona e giusta e che quando uno osa andare contro i buchi selvaggi e' un caso di "disinformazione mediatica"?

Notare che il pozzo Gesualdo e' proprio nella loro concessione Nusco - ma va che c'e' disinformazione mediatica!!!!






Last but not least, Davide Scrocca, del Consiglio Nazionale delle Ricerche
che invece parla di "Giacimenti di idrocarburi e sismicita' stimolata, una revisione (Italia-Centro Settentrionale)". Questo mi sarebbe molto piaciuto sentirlo e sopratutto sapere di che "revisione"
si tratta.

Qui ci sono sue slide di un altro intervento, dallo stesso titolo, se possono essere utili a qualcuno per capire. 

Ad ogni modo, la sua tesi, da quel che mi pare di capire, e' un sofisticato tuttapposto. Ecco cosa dice nelle conclusioni delle sue slide:

"Caviaga: dubbi sulla effettiva interpretazione come terremoto innescato da attività
estrattiva"

"Le ipotesi su un eventuale innesco del terremoto dell'Emilia del maggio 2012 sono in realtà prive di oggettivi elementi di supporto"

"In italia, dai database sismologici disponibili e per i principali giacimenti on-shore, si hanno scarse evidenze  di sismicità stimolata chiaramente attribuibile alle attivita' estrattive con magnitudo superiore alla soglia percepibile dalla popolazione:estrattive con magnitudo superiore alla soglia percepibile dalla popolazione"

E certo, Caloi, quello di Caviaga, e' morto! Ma scusi, ma perche' mai l'Italia dovrebbe essere diversa da tutti gli altri?  E il punto non e' degli elementi oggettivi o non, il punto e' e' saggio CONTINUARE a bucare il territorio alla cieca dietro il paravento dei piccoli giacimenti, dietro il fatto che non e' "mai" successo e quindi andiamo avanti come struzzi?

Ma vaglielo a spiegare.  

Poi pero' in extremis aggiunge che occorre continuare a "studiare"  specie in Val D'Agri dove invece sono previsti grandi giacimenti e la reiniezione di fluidi nel sottosuolo.

Qui invece c'e' un articolo scritto dallo stesso Scrocca assieme alla Malta Oil, che altro non e' se non una sussidiaria della Mediterannean Oil and Gas. L'articolo e' scritto con Sergio Morandi!

Dimmi con chi vai e ti diro' chi sei, eh?



Giacimenti di idrocarburi e sismicità stimolata: una revisione (Italia centro-settentrionale) - See more at: http://www.socgeol.it/206/2222/news/la_geologia_per_l_esplorazione_petrolifera_in_italia.html#sthash.ElOQw6cg.dpuf
E quindi tutti i signori intervenuti lavoravano o hanno lavorato per societa' o in collaborazione che hanno interesse a trivellare l'Italia" : Pierluigi Vecchia, Davide Scrocca, Piero Casero, Stefano Paoloni, Daria Fortunati, Roberto Gambini e Fernanda Panvini e Carlo Doglioni.

E poi alla fine c'e' il dibattito.

Ma quale dibattito sara' mai stato?

Mi sembrano tutti della stessa linea di principio: trivella e lascia trivellare, possibilmente in casa di altri.




Tuesday, December 10, 2013

Minare, Argentina - "libre de fracking"


Il giorno 5 Dicembre 2013 il Consiglio Comunale della citta' di Minare nella provincia di Neuquén in Argentina ha approvato a grande maggioranza il divieto di eseguire operazioni di fracking nella zona detta Undermine.

 L' iniziativa era partita dal sindaco Hernan Romero, un socialista, che ha prima attuato il divieto di vendere l'acqua di falda alle compagnie petrolifere e minerarie e poi, forte del divieto ha deciso di vietare in toto questa attivita' nella sua citta' perche' ci sono gravi danni che ormai sappiamo tutti - fuorche' i petrolieri - l'emissione di inquinanti in atmosfera, l'inquinamento delle acque sotterranee, le perdite di liquami, la sismicita' indotta.

Questo voto e' importante perche' si calcola che l'Argentina sia la terza nazione al mondo per riserve di shale gas commerciabili, concentrate proprio nella provincia di Nequen. 


La maggior parte delle concessioni e' nelle mani della ditta petrolifera di stato YPF che e' in partnershop con la Apache Corporation, una ditta americana. E' proprio la Apache che nel 2010 ha eseguito le prime operazioni di fracking in Argentina. Oltre alla Apache ci sono la Total, la ExxonMobil, la  EOG Resources e la Chevron.

Era la terza volta che si votava sul fracking a Minare, e questa volta ce l'hanno fatta a bocciarlo grazie ad un grande spirito di collaborazione e di sensibilizzazione di vari spaccati della societa' civile. Il Sindaco Romero ha detto che "e' stato un processo sociale".

Oltre a Minare "libre de fracking", c'e' anche Paysandú, in Uruguay "libre de Fracking" da qualche settimana.


Ecco qui i siti Argentini contro il fracking. 
  
Qui

Qui

Sunday, December 8, 2013

Il Fracking a Pungesti e il Corriere della Sera








Altre foto/link utili su Pungesti


Sono le 2:30 di un quasi freddo pomeriggio di Los Angeles. Ho fatto tutte le cose che faccio di domenica - la corsa in riva al mare, le telefonate in Italia, il brunch con le amiche, facebook, il blog e la solita colazione a pane e petrolio.

Scorro le pagine del Corriere online, il piu' grande giornale italiano.  Sono curiosa di cosa dicono del reparto fracking in Romania.

I titoli sono per le primarie del PD -- le parolaccie di Civati e il chiodo di Renzi -- con riferimenti agli altri neoquarantenni Alfano-Meloni-Salvini.  Il Berlusca che chiede qualcosa di delirante a SEL e a Grillo, c'e' la statua abbattuta di Lenin a Kiev, il papa sui poveri, i forconi, ancora articoli su Mandela. Come potevano mancare il calcio o i reali di Inghilterra? E infatti ci sono.

Ci sono anche interessanti articoli sulle faccie che le donne fanno quando un orgasmo, i maglioni  dell'onorovele Rotondi,  le smorfie di Dudu, la coppia felice Santanche'-Sallusti a sciare, le modelle di Victoria Secrets a Miami, Martina Stella a Gardaland, Sara Tommasi mezza nuda, Miley Cyrus che twerka con Babbo Natale, Miss Francia e Kate Moss per i 40 anni di Playboy. 

Manca una notizia, quella che cercavo.

La rivolta in Romania, a Pungesti, contro la Chevron sul fracking.

Non una parola che sia una.

E dire che sulla blogosfera dappertutto rimbalza questa notizia. E dire che e' da Ottobre che se ne parla. E dire che ieri la polizia e' intervenuta con la violenza sui manifestanti. E dire che la Chevron aveva prima annunciato di abbandonare i propositi di trivellazione, solo per rimangiarsi la parola 24 ore dopo ed annunciare che useranno solo "metodi convenzionali" in "pieno rispetto dell'ambiente" per trivellare a Pungesti, in Romania.

Perche' non ne parla nessuno?

Perche' la resistenza dei rumeni non dovrebbe interessare agli italiani?

Forse perche' va a contraddire il quadretto fracking e trivelle = gioia e benessere per tutti?

Forse perche' questo non piace ai politici e ai petrolieri di casa nostra che non vogliono che si sappia che c'e' gente che di fracking e buchi non ne vuole sentire?

La cosa piu' bella sono le bandiere con i colori della Romania che si sono portati dietro.

Non possono dire quelli del Corriere di non sapere, ne ha parlato Reuters, ne ha parlato CNN, ne ha parlato la stampa spagnola, ne ha parlato la stampa francese. Ne ha pure parlato la stampa californiana, con tutto che la sede della Chevron e' a San Francisco (mica sono scemi!).

L'Associated Press lo chiama "Big Story".

Ne parlano da giorni.

Perche' il Corriere - il piu' grande giornale italiano - non manda li un corrispondente a vedere che accade a Pungesti?

Io non lo capisco. Un giornale deve per prima cosa informare chi legge, e non importa se questo non e' in sintonia con chi c'e' dietro questi giornali.

In Romania migliaia di persone protestano da almeno due mesi contro le trivellazioni selvagge della Chevron. Ci sono stati scontri violenti con centinaia e centinaia di poliziotti che se la sono presi con i residenti ed gli attivisti giunti da tutto il paese, arresti, multe, manifestazioni di solidarieta' a Bucarest. La Chevron che prima si ritira e poi ci ripensa e dice che invece che fracking faranno "trivellazioni ordinarie" senza che nessuno gli creda.

Basta solo fare google "Pungesti".

Si vede che per la stampa italiana e' piu' importante Dudu'.

Qui vari link:

Associated Press
Chicago Tribune 
Union Tribune San Diego
France 24
CNN
RT
RT - Spagnolo
Reuters
The Guardian
Wikipedia

Pungesti, Romania: la Chevron al tira e molla













Le balle della Chevron a Pungesti, Romania.

E quale legge considerato che la Chevron e politici corrotti hanno fatto tutto il loro comodo in Romania dal primo giorno che sono arrivati?



Non se ne puo' piu'.

Dopo proteste di due mesi, e finalmente ieri 7 Dicembre l'annuncio della fine dei lavori, ecco che i nostri beniamini della Chevron tornano a trivellare a Pungesti, in Romania, con "metodi convenzionali".

Ma chi gli crede? Ma veramente questi sigonorotti arroganti della Chevron pensano che possono fare quel che vogliono? Uno scandalo.

Vorrei proprio sapere che ne pensano Letta e Scaroni e Michele Marsiglia di questo shale gas in "Europa" e se e' questo che vogliono per l'Italia e per tutto il resto del continente.

Ecco qui il comunicato degli attivisti di Romania, scritto da Maria Olteanu, che e' li a Pungesti.

La traduzione e' nei commenti. Grazie a chi me l'ha mandata.
Non ho avuto tempo....


----
SOS Romania! We desperately need your help!

Terror in Pungesti and whole Romania due to Fracking operations of Chevron! Chevron has started a real war against the Romanian people, backed by the Romanian government, while using the heavy and brutal arm of the militarised police, the Riot Police.

In a country where the property rights are blatantly breached, the freedom to express is abusively prohibited, the right to free movement is restricted, we desperately need international solidarity!

Yesterday, the 7th of December, was a war day little covered and debated in Romania in the media, as expected.

In the first round, people, who have gathered there to send out a message to Chevron and to the Romanian Government, who has done everything to impose Chevron's fracking project, pulled down the fence surrounding the land where Chevron abusively and illegally and despite the huge opposition of the local community, started erecting its first rig on Romanian territory. 20 people were arrested, others injured in the fights after, mainly to release the arrested ones.

The camp was fully evecuated and destroyed by the Riot Police for the reason of insalubrity! They accused the people of possession of white weapons (totally false) and flamable materials! In the camp, they only kept the gas for the generator used to fuel the camp with energy!

The Riot Police waited for the night to fall and sent out troops to the houses of the locals to look for guests (no real activists, whatsoever, mostly citizens who came there out of solidarity with the abused people of Pungesti), beat them up in their own yards, broke inside the homes and fined the people hosting non-local protesters and beat them up, while people were hiding fearful in their homes, with the lights switched off and whispering in the dark. Prior to this, the Riot Police made look like the protesters have thrown stones at one of their trucks, so that they intervene in force once again. This time, they have came to the local shop where the evicted people gathered and took away and brutally beat up some of the newly arrived leaders of the the political and environmental awakening movement in Romania. They were detained and beaten up brutally, the camera of one of them was broken. Some 11 more people were arrested. Penal files will be made for many of them and some of them will be arrested with a 29-detention mandate for researches (unlike until so far), like real criminals! The leaders of the camp are targeted!

In the mean time, in Bucharest, hundreds took to the street in solidarity with Pungesti! They were fined by the Riot Police right away and they tried to remove people from there using violence. No means are there for people to protest anymore! All types of protest are being denied to the people of
Romania and the resistance is brutally abused!

We underline, this is no local situation, the whole country is backing Pungesti! What the Romanian dictatorship wanted to do in Pungesti was to have a showcase of repression, so that it opens the way for the rest of the projects countrywide! The Romanian people will not give up the fight, but we
need any type of international solidarity!


Pungesti camp needs to resist and it will resist! Please help us to make it resist! Spread out the message worldwide that Romanians are resisting fracking and they want to inspire everyone to do so!

Today, massive protests throughout Romania will be held. Huge repression from the Riot Police will try to block our protest, just as they have doneit before. It's just that this time, it got worse and they are desperate to silence us!

The war goes on and we need people to come down here to help us!!! The situation is desperate!

No gazaran!!!

And a last minute update, to sum up the real offensive of Chevron here after having announced at around 2 PM yesterday that it will temporarily stop the works, in a today's press release at 8. AM, Chevron said that it resumed the works!!!

It is war! People from all over Romania will go there and to the streets and I fear the worst! You can easily cite me and proclaim the death of the feeble Romanian democracy!

Corporatocracy and heavy corruption of the local elected has killed it!

Friday, December 6, 2013

Proteste antifracking in Romania: un esempio per tutti














Qui altre foto e link aggiornate quotidianamente.

Su facebook.

A suo modo, una bellissima storia di democrazia e di resistenza dalla Romania.

----

Le proteste dei rumeni contro in fracking da parte della Chevron continuano - un altra storia di prepotenza e di petrolieri.

Ad Ottobre 2013 la Chevron aveva iniziato i suoi lavori di fracking nel nord est della Romania. C'erano state gia' allora proteste e scontri con la polizia, dopo che alcuni contadini si erano accampati nei siti da trivellare in segno di protesta.

Siamo a Pungesti - la Chevron vuole trivellarla, la gente vuole coltivare la terra.

E' stato a suo tempo una cosa a suo modo molto bella - la gente e' andata fin da Bucarest ad accamparsi con i residenti di Pungesti per solidarieta', da tutto il mondo sono arrivati messaggi di supporto e c'e' stato l'eroico Monsignor Vasile, che da arcivescovo e' diventato attivista.

I residenti sono riuscita a tenere duro per un paio di mesi, ma lunedi' 2 dicembre la polizia e' intervenuta di nuovo, con la violenza, bloccando la strada verso la citta' principale, Vaslui, e arrestando circa 40 persone. Alcune di loro sono state malmenate.

“The police arrived, they beat us and dragged us away. They forced us out of the camp we had set up and blocked the road, not even school buses are allowed to pass” Elena Privac

"Military Police have blocked all access roads to the city . Twenty people were beaten up now . There patrols constantly, everywhere, who intimidate and threaten the population. They force small shops to close, and intimidate anyone who tries to help. The children can not go to school , the sick can not go to the doctor . Access Press is strictly prohibited ! Some residents said they had been beaten while they were collecting firewood in their own forest. It's like living under occupation in wartime ! Please help us, and share this information!".
Domintean Zina

Ai giornalisti non e' stato permesso l'accesso. C'erano circa 1000 agenti di polizia. Alcuni residenti riportano che alcuni dei poliziotti sono andati nelle scuole a dire ai bimbi che se non dicevano ai propri genitori di essere favorevoli al progetto Chevron, avrebbero avuto voti bassi. 

 La cosa interessante e' che il campo dove erano accampati era di proprieta' privata. Della Chevron uno direbbe? 

No, di privati contadini.

Il primo ministro Victor Ponta dice e' tutto legale. 

Agli arrestati sono poi state date multe che variavano dai 50 ai 370 euros - l'equivalente di un mese di stipendio per il rumeno medio.

E come in Ottobre molte persone, molti attivisti sono scese in piazza a Bucarest e hanno lanciato una petizione " Stop Chevron and police abuse in Pungesti” con le firme da mandare all'Unione Europea. In un giorno hanno raccolto quasi 19,000 firme.

La petizione dice

“This abusive intervention is without precedent in a democratic Romania and it follows two months of continuous harassment and intimidation of the local community. It is an irresponsible, dangerous attack on human and civil rights, as recognized worldwide."

Si puo' firmare qui.


E la Chevron? 


La Chevron dice che la loro priorita' e' di “conduct these activities in a safe and environmentally responsible manner".

Evidentemente, non sanno che e' impossibile.
 Che peccato, perche' i contadini rumeni lo sanno invece.

Sulla stampa italiana, tutto tace.
Forse e' questo il "fracking in Europa" che si auspica il governo Letta.



Wednesday, December 4, 2013

Civitacquana - all'aceto!


Ecco il comunicato stampa originale.

Ovviamente ora tutti a saltare sul carro -  a partire dai politici. Interessante che a parte tutto il lavoro che c'e' stato dietro, anche scovare gli annunci agli investitori e' toccato alla sottoscritta.

Gianni Chiodi, che approva le trivelle di gas a Teramo, dice che e' tutto merito suo. Che vomito.

---------

In data 25 Novembre 2013 la Cygam Energy Italia, titolare del permesso Civitaquana ha inoltrato la richiesta di rinuncia alla concessione stessa, come pubblicato nel Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e della Geotermia.

Civitaquana si estende fra le province di Pescara, Chieti e Teramo e copre un area di circa 600 chilometri quadrati. Il permesso stato conferito nel 2007 alla Cygam Gas, canadese - per il 65% - e alla Petroceltic, irlandese - per il rimanente 35%.

I motivi della rinuncia sono stati illustrati agli investitori dalla Petroceltic che annuncia che:

"The Operator has recently submitted an application to the relevant Ministry for the relinquishment of the license as Regional Legislation does not currently allow exploration of oil in the license area."

"L'operatore ha recentemente sottomesso una applicazione al Ministero competente per la rinuncia della licenza perche' la legislazione regionale non consente l'esplorazione di petrolio nell'area della
concessione"

La rinuncia dunque, in prima lettura, e' merito della legge regionale 48 del 2010, varata dal governo Chiodi.

Ma quella legge, e la rinuncia che ne consegue, partono da molto piu' lontano che dalla penna di Chiodi.

Dopo l'ENI ad Ortona e la Forest Oil a Bomba, la Cygam gas e la Petroceltic abbandonano l'Abruzzo grazie all'attivismo, al tempo, all'intelligenza, all'amore di tutti gli Abruzzesi che si sono mobilitati dal primo giorno del Centro Oli fino ad adesso.

E' stata l'incessante partecipazione popolare che ha messo pressione ai politici che hanno dovuto fare le cose giuste, e ai petrolieri che si sono dovuti arrendere di fronte alla testardaggine di un popolo intero.

C'e' ovviamente molto ancora da fare, con gli incubi Ombrina ed Elsa, le trivelle nel teramano e il maldestro tentativo di far passare il messaggio che le estrazioni e la ricerca di gas siano meno dannose che quelle di petrolio. Ma la strada maestra e' tracciata, e occore solo continuare a rompere le
scatole a tutti.

Mi auguro anche che questo altro pezzo di Abruzzo salvo dalle trivelle sia di incoraggiamento a tutte le realta' locali che lottano per salvare il territorio da altri scempi meno "famosi" del petrolio -
cave, inceneritori, amianto, fiumi inquinati - ma ugualmente meritevoli di attenzione, di scandalo, e di attivismo partecipato.

Sette anni fa, nessuno avrebbe mai immaginato che saremmo arrivati fin qui con il petrolio.

Maria Rita D'Orsogna

 


----------

Beh, una cosa buona la legge Chiodi l'ha fatta.

Ha spaventato gli investitori stranieri che hanno abbandonato una delle loro concessioni di petrolio in terraferma.

Si tratta di Civitaquana, fra Pescara, Chieti e Teramo, di circa 600 chilometri quadrati e che era stata conferita ai trivellanti nel 2007. Era di proprieta' mista fra la Cygam gas, canadese, al 65% e la Petroceltic, irlandese, al 35%.

I siti ministeriali parlano di "istanza di rinuncia pubblicata nel B.U.I.G. Anno LVII - N. 11."

E perche' rinunciano? 

Beh, ecco cosa dice la Cygam gas:

Two further existing licences, C.R148.VG and Civitaquana, are still held by the Company but will be relinquished in the near future and have therefore not been included in these acreage totals.





Ma e' la Petroceltic a dire come stanno le cose per davvero:

The Operator has recently submitted an application to the relevant Ministry for the relinquishment of the license as Regional Legislation does not currently allow exploration of oil in the license area.


 
Amen. La legge regionale non consente la trivellazione in Abruzzo!

Ma prima che Chiodi prenda troppi meriti, ricordiamoci tutti da dove e' venuta quella legge: dalla penna di Chiodi si, ma dalle mani, dal tempo, dall'intelligenza, dall'amore di tutti gli Abruzzesi che si sono mobilitati dal primo giorno del Centro Oli fino ad adesso contro le trivelle e che gli hanno messo pressione, a Chiodi come ai petrolieri.

Relentlessly.

Era proprio questo lo scopo del tutto: fargli paura a questi prepotenti del petrolio, che qui non ci devono neanche pensare di venire perche' non sono benvenuti.

E penso che l'abbiano capito: dopo avere visto la fine di Bomba, e del Centro Oli e prima ancora che perdersi per vie legali, e incontri interminabili in sede di VIA, e proteste e angoscie varie, e considerato lo schifo che c'e' sottoterra, si arrendono!

Si arrendono prima. Si arredono ad una regione di 1 milione di abitanti, dalle loro sede luccicanti di Calgary e di Dublino.

Chi l'avrebbe mai detto?

Io sento l'adrenalina a mille, perche' so cosa c'e' dietro tutto questo -- sulla mia pelle, sulle mie lacrime e sulle tante cose che ho dovuto ingoiare in questi anni e che non si possono scrivere qui.

Sono contenta, stanca, and so damn proud of myself.

---

PS: La notizia buona e' anche per i Sicliani: la Cygam Gas era titolare anche di una concessione in mare al largo di Siracusa, la C.R148.VG, che abbandonano assieme a Civitacquana.

Eccola, anche questa di 330 chilometri quadrati, e' all'aceto.






Monday, December 2, 2013

Franco Caramanico: la coerenza e il Centro Oli di Ortona



Franco Caramanico in merito al Centro Oli di Ortona, *prima* che iniziasse la campagna di sensibilizzazione sul petrolio della sottoscritta.


3 Luglio 2007, quando era Assessore all'Ambiente e all'Energia della regione Abruzzo.

"Allora per quando quanto riguarda l’aspetto più politico, io dico che sicuramente il discorso di carattere ambientale è relativo all’autorizzazione sui pozzi, ma io non ne voglio fare una questione, dico in maniera molto chiaro qual è la mia posizione, io ritengo che oggi le verifiche di carattere ambientale danno assicurazione al territorio sulla bontà dell’intervento, diversamente noi dovremmo mettere in discussione questi pronunciamenti, devo dire che anche come Assessore all’energia devo dire che questa possibilità con la Regione Abruzzo, con le dovute prescrizioni, con i dovuti accorgimenti penso che sia una possibilità che non possiamo perdere. "

Sul verbale del consiglio della regione Abruzzo.

----

Franco Caramanico in merito alla Forest Oil di Bomba, *dopo* che tutto l'Abruzzo e' contro il petrolio.

22 Novembre 2013, quando e' parte di Sinistra e Liberta'.

Evviva la coerenza.


Se si è riusciti a bloccare definitivamente il progetto della Forest oil a Bomba la motivazione è solamente una: la norma, inserita nel Piano della Qualità dell’aria, per cui gli impianti con emissioni in atmosfera possono essere realizzati solo in aree produttive. Il Comitato VIA non ha fatto altro che ribadire quanto affermato nei pareri precedenti e cioè che il progetto della Forest non poteva essere realizzato in quella zona, stante le norme del Piano della qualità dell’aria, da noi voluto e approvato nella precedente legislatura. Esso è l’unico strumento in base al quale oggi la Regione può disciplinare una materia tanto complessa, su cui gravano, ricordiamolo, le competenze del Ministero. Bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare. Riconosco il ruolo di sensibilizzazione esercitato dai Comitati, a cui va comunque il nostro ringraziamento, ma non sono i movimenti di opinione a determinare i provvedimenti amministrativi, tanto meno in una materia come questa. Analogamente va un plauso ai componenti del comitato VIA per la competenza e l’assunzione di responsabilità dimostrate anche quando venivano attaccati e delegittimati. Hanno dimostrato invece di saper fare il proprio lavoro e di saper applicare norme giuste a fondamento della tutela e della sostenibilità ambientale del nostro territorio.

Scaricabile qui.