
Ecco qui cosa ho risposto stamattina al candidato presidente della regione per il Partito della Liberta' Gianni Chiodi. Non e' stato semplice mettere insieme questa lettera e spero di avere almeno un po' incarnato il pensiero di noi tutti. Posso solo sperare nella sincerita' sua e di Costantini, e che chiunque venga eletto si renda conto della gravita' della situazione. Io ancora adesso, dopo un anno intero di questa battaglia di noi Abruzzesi contro i petrolieri, ne sento ancora tutta l'urgenza, lo scandalo, lo schifo e la voglia di urlare a tutti che non e' giusto.
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Gentile Dr. Chiodi,
grazie per la sua risposta in merito al problema del petrolio in Abruzzo. In seguito al suo email ho ricevuto molti messaggi, sia privati che pubblici, e che hanno animato i numerosi blog attivi sull'argomento. Tutto questo testimonia quanto sia importante e sentito questo tema dall'elettorato abruzzese.
Innanzittuto, ci tengo a precisare che la questione petrolio non riguarda solo Ortona ma tutto l'Abruzzo e si estende da Vasto a Teramo. L'Abruzzo infatti e' stato ufficialmente declassificato dal Governo centrale in regione mineraria, al pari della Basilicata. Questo e' stato fatto senza informare ne chiedere il parere degli abitanti, contrariamente a quanto previsto da leggi italiane ed europee. Non va bene.
Dal mio punto di vista, il problema petrolio e' il piu' importante della nostra generazione di Abruzzesi. Ho visto il suo programma elettorale e in tutta sincerita' non trovo soddisfacenti le tre brevi righe dedicate al tema e concentrato sulla raffineria di Ortona. Questo perche' non parliamo solo di una frazioncina del chietino, ma di tutta una regione e perche' dire si al petrolio significa cambiare il volto di tutto l'Abruzzo in peggio.
Grazie all'azione capillare di comitati locali, migliaia di persone sono state informate e sensibilizzate sull'argomento. Vogliamo certezze e sapere che chi eleggeremo, a prescindere dal colore politico e di chi siano le responsabilita' del passato, avra' il coraggio e la fermezza di bloccare questo scempio, costi quel che costi e senza paura.
Quel che conta adesso e' che siamo tutti d'accordo che il petrolio d'Abruzzo, scarso e di bassa qualita', DEVE restare sottoterra assieme a tutti i suoi inquinanti ed ai problemi sociali, economici e sanitari che esso racchiude e come le esperienze di altri territori dimostrano. Basta solo leggere un qualsiasi articolo di stampa sulla realta' lucana degli ultimi dieci anni per rendersene conto.
La storia della democrazia, anche abruzzese, insgena che nessuna multinazionale, nemmeno l'ENI, e nessun governo o regime puo' essere piu' forte della volonta' popolare. Vogliamo governanti coraggiosi e forti che, nel prendere decisioni anche difficili, si circondino di persone esperte e libere da compromessi con i petrolieri,
il potere finanziario e politico. Governanti che, se necessario, sappiano resistere l'ENI, il governo centrale e l'attuale ministro Scajola, che ha deciso il nostro declassamento a regione mineraria. Governanti che rendano i cittadini partecipi di
decisioni cosi importanti e che siano dalla nostra parte.
Le chiedo di impegnarsi pubblicamente e prima delle elezioni affinche' se eletto, lei si adoperera' per far approvare:
1) una moratoria ventennale valida per tutto l'Abruzzo sulle concessioni, la coltivazione e le lavorazioni riguardanti gli idrocarburi, di qualsiasi genere.
2) leggi regionali che impediscano le installazioni di piattaforme in mare per l'estrazione e le lavorazioni di idrocarburi a meno di 30 km dalla costa.
Assieme a tutti i cittadini abruzzesi, ci aspettiamo una posizione chiara ed un impegno verso atti concreti.
La invito a prendere contatti per organizzare una proiezione pubblica di uno dei tanti video che i comitati spontanei, fra cui il Comitato Natura Verde e Nuovo Senso Civico, stanno divulgando da mesi nelle piazze, nei consigli comunali, scuole, fabbriche, parrocchie e teatri della nostra Regione. L'invito e' aperto anche ai suoi candiati consiglieri, compresi quelli, e so per certo che ce ne sono, che sono ancora anacronisticamente convinti che il petrolio sia occasione di sviluppo.
Tutti noi, ed io in particolar modo, non siamo guidati da ideologie e di partito, semplicemente vogliamo il bene dell'Abruzzo e vogliamo poter lasciare alle generazioni future una regione migliore, piu' bella, prospera e salutare.
Ho scritto in passato anche al suo opponente politico, Carlo Costantini, che nei suoi vari interventi pubblici e nel suo programma ha affermato di volersi adoperarsi per far
approvare i due punti di cui sopra. La questione e' grave, e ci vogliono piani precisi e focalizzati, e su cui tutti possiamo concordare a prescindere dalle idee politiche. I polmoni sono uguali per tutti, e le malattie e le deformita' non guardano a tessere politiche di alcun genere.
Lei ha la possibilita' di scegliere se essere ricordato come il difensore dell'Abruzzo ed un alleato delle battaglie civili dei cittadini o dimenticato e disprezzato, come gran parte dei nostri opportunisti governanti degli ultimi anni.
Saro' ben felice di chiarirle qualsiasi eventuale dubbio in merito e in caso lei fosse eletto di venire personalmente ad illustrare i fondamenti scientifici del mio no al petrolio in Abruzzo, anche in sedi istituzionali e alla presenza del consiglio regionale.
Cordialmente,
MR











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