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Friday, February 15, 2013

Grande Sud - incantatori di serpenti



Ho migliaia di "amici" facebook che non conosco e fra questi ci sono personaggi che tentano la politica, che tentano di reciclarsi, che si arrampicano sugli specchi pur di essere votati.

Purtroppo per me alcuni di questi in questi giorni se ne escono con comunicati del tutto vuoti, bugie, promesse, come se la memoria di questi scorsi anni fosse una cosa da niente.

Quando andrete a votare, ricordiamoci delle gesta di ciascuno e non fermiamoci al giochino "son di destra" o "son di sinistra". Siamo cittadini e occorre votare per una persona onesta.

Iniziamo per oggi con tale "Grande Sud" che se ne esce con questo comunicato

"Grande Sud Abruzzo propone di privilegiare gli investimenti a forte contenuto di innovazione tecnologica e quelli relativi al settore delle energie alternative e rinnovabili. Promuovere un maggiore uso di energia da fonti rinnovabili nelle strutture pubbliche, sostenere il settore del fotovoltaico e incentivare i poli di ricerca scientifica e di tecnologia avanzata.
A dichiararlo sono Barbara Mazzali ed Eugenio Spadano – rispettivamente capolista alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica alle prossime elezioni politiche nelle liste di Grande Sud in Abruzzo – nel corso di un incontro elettorale con amici e simpatizzanti del nuovo movimento politico che, giorno dopo giorno, sembra conquistare sempre di più una larga fetta di elettori indecisi e delusi dal PDL regionale.
Grande Sud Abruzzo – continuano Mazzali e Spadano – è la giusta alternativa per chi vuole rimanere nell’ambito del centro destra ma non si riconosce più nel PDL."

Mmh. Qualcuno ha mai sentito nominare tali Barbara Mazzali e Eugenio Spadano in relazione al Centro Oli? In relazione ad Ombrina Mare? In relazione a Bomba?  

In relazione a qualsiasi altra opera di difesa del territorio d'Abruzzo? Bussi, l'amianto, i cementifici di Pescara...ce ne sono di problemi!




E allora come possono pensare di uscirsene con un vago quanto inattendibile "priviliegiamo gli investimenti nel settore delle rinnovabili"?

Da come la vedo io, le rinnovabili non hanno senso alcuno se uno nel frattempo ha gia' distrutto tutto il resto.

Cosa, alimentiamo il Centro Oli con una bel pannello solare? O in cima alla trivella ci mettiamo una pala eolica?

A queste cose uno o ci crede veramente o non ci crede, cari Mazzali, caro Spadano.

Ho mandato un commento al loro sito facebook per dirgli queste cose e mi dicono che a suo tempo "Grande Sud" non era in politica e che quindi non potevano fare grandi cose. 

Ah si? E dove stava la politica dietro di me o dietro tutti gli altri volontari che si sono spaccati in quattro contro il petrolio in Abruzzo? Di certo non c'erano la Mazzali e Spadano.

E di certo c'erano per appoggiare Remo Di Martino!

Per cui possono fare a meno di sparare frasi vuote sulle rinnovabili.

Ma alla fine sta a ciascuno di noi in queste elezioni non lasciarsi abbindolare, ricordare tutto quello che e' stato e votare perchi ci crede veramente a servire il paese, i suoi cittadini piu' deboli, la sua bellezza, il suo potenziale.







Sunday, September 9, 2012

Ombrina: a che punto siamo




Contrasteremo ogni forma di trivellazione
Gianni Chiodi 2010

Ecco la tua occasione caro governatore


E cosi, siccome nessuno dei nostri politici - nessuno - ha pensato di chiedere ai ministeri che ne sara' di Ombrina Mare dopo il decreto trivellante di Passera/Monti, o se l'hanno fatto nessuno ha pensato di rendere noto qualcosa a noi cittadini, ho preso e scritto al ministero qualche giorno fa.

Ometto il nome del funzionario, per rispetto e per non creare problemi a chi mi ha scritto, ma in calce c'e' la nostra corrispondenza finora.

La pubblico perche' in un paese normale i cittadini dovrebbero avere diritto a sapere cosa succede a casa loro, ed i loro rappresentanti si occuperebbero loro di questa operazione di informazione e disseminazione.

Ma qui siamo nella Catalogna d'Italia, e non gliene importa niente. Qui dobbiamo andare a portare omaggio a Paolo Scaroni e alle sue balle su petrolio e ambiente.

All'ultimo email con quelli del ministero ho chiesto cosa possiamo fare noi cittadini per far si che la nostra voce sia parte del processo decisionale, ma finora nessuna risposta.

Ricordo che Ombrina Mare prevedeva la costruzione di piattaforma a 5km da riva e nave desolforatore FPSO a 9km da riva, con fiamma costante brucia idrogeno solforato in bella vista da cui verranno inceneriti i rifiuti petroliferi vicino a spiaggie bandiera blu 24 ore su 24, 365 giorni l'anno.

Gianni Chiodi, Enrico Di Giuseppantonio, i sindaci di San Vito ed Ortona, Remo Di Martino, Giovanni Legnini, Fabrizio Di Stefano e compagnia varia: non e' affar loro chiedere, non e' affar loro spiegare a noi comuni mortali, non se lo pongono neanche il problema, anche se gli stipendi a tanti zeri, pagati da noi altri, li incassano tutti i mesi.

A differenza della Tremiti, Ombrina Mare fu bocciata dal Ministero nel 2010 grazie all'enorme partecipazione popolare nei tempi decisionali giusti, sebbene la stampa nazionale neanche se ne sia accorta, ed io non voglio che tutto quel lavoro eseguito fra il 2009 ed il 2010 vada buttato al vento.

Spero che qualcuno di questi pseudo-politici possa prendere l'inziativa - io sono un semplice privato cittadino e ho fatto tutto quello che potevo fare.


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30 Agosto 2012, Los Angeles, CA

Gentile Dr. XXX

le scrivo in merito alla questione Ombrina Mare, in Abruzzo e al famoso "Decreto Sviluppo" del governo Monti/Passera secondo il quale le concessioni presentate prima di questo decreto sono esenti dal limite di 12 miglia da riva, come invece imposto dal precendente Decreto Prestigiacomo.

Come lei forse sapra' Ombrina Mare fu bocciata nel 2010 non solo grazie al decreto Prestigiacomo - questo fu uno solo dei tanti motivi che elenco' il Ministero dell'Ambiente.

I motivi principali della bocciatura furono nel voler proteggere la biodiversita' della costa teatina, la presenza di siti protetti che sarebbero stati intaccati dalle operazioni petrolifere, l'impatto sull'industria turistica, la presenza di vincoli ambientali, la vicinanza della piattaforma e della nave FPSO da riva, la presenza di un sito di ripopolamento ittico finanziato dall'UE dentro la concessione.

Tutti questi motivi sono stati espressi dal Ministero dall'Ambiente e non sono cambiati. C'e' il decreto sviluppo adesso, ma tutti gli altri motivi per dire no, sono gli stessi di prima.

Vorrei allora sapere quale sara' il destino di Ombrina Mare.

La bocciatura resta? Occorrera' rifare l'iter?

Grazie dell'attenzione
e buon lavoro

MRD

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3 Settembre 2012, Roma

Gentile Signora D'Orsogna

Quanto alla questione delle 12 miglia stiamo affrontando l'applicazione
della norma da poco approvata in senso generale, perché la cosa riguarda
tante altre concessioni. Comunicheremo a tutti gli interessati gli sviluppi
conseguenti dall'articolo di legge. Comunque come lei ha giustamente
sottolineato, i motivi della bocciatura, nel caso di Ombrina, sono stati
anche altri, ma in ogni caso bisognerà fare una riflessione sulla quale al
momento non posso darle la risposta.

Cordiali saluti
XXX

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4 Settembre, Los Angeles, CA

Grazie mille della risposta.

cosa possiamo fare noi cittadini per assicurarci che le nostre opinioni siano tenute in considerazione?

A suo tempo abbiamo inviato centinaia di lettere di contrarieta' - secondo quanto stipulato dalle leggi italiane e secondo il trattato di Aarhus - e vogliamo
essere partecipi di questa nuova decisione che riguardera' il futuro di noi tutti.

In questo caso, con Ombrina Mare, si tratta di una struttura permanente
con pozzo e nave desolforatore (con fiamma inceneritrice 24 ore su 24 a ridosso
di una spiaggia bandiera blu ) a 9 km da riva. Di navi desolforatore non ce ne sono in tutto il golfo del Messico...


Grazie ancora e buon lavoro

MRD

Sunday, April 15, 2012

Elezioni Ortona 2012: Non votare Remo di Martino!


Fra un po ad Ortona si vota per il candidato sindaco.

Non sono residente ad Ortona, ma a quella citta' - nell'irriconoscenza generale della classe politica - ho dedicato anni della mia vita, da lontano e senza alcun tornaconto personale. Ancora adesso mi chiedo cosa sia scattato in me quel 15 Ottobre 2007 che ha cambiato la mia vita.

Credo pero' di poter dire che molto probabilmente senza di me, il centro oli sarebbe stato realta', considerato che a suo tempo erano tutti d'accordo, Caramanico, Fratino, Del Turco e che nessuno neanche sapeva cosa fosse l'idrogeno solforato.

E allora credo di poter dire la mia su queste elezioni.


Non votate Remo Di Martino.

Non votatelo.

Qualsiasi sia la vostra idea politica, qualsiasi sia il vostro passato, non votatelo.

Non se lo merita di portare a casa i quattrini pubblici.
Non se lo merita di portare a casa i vostri quattrini.
Non portera' niente di buono.

A quest'uomo, secondo me, non interessa niente di Ortona, dei suoi cittadini, della sua natura, altrimenti si sarebbe comportato diversamente in questi 5 anni.

Ha fatto qualcosa Remo Di Martino per fermare l'Amianto? il Petcoke? Ombrina Mare? Per promuovere il Parco della Costa Teatina? Non mi risulta.

E se il Centro Oli non si e' costruito, per ora almeno, io credo, non e' certo per merito suo. Anzi, se fosse stato per lui non si sarebbe mossa una mosca. Conservo ancora i suoi email del 2007 in cui mi diceva che era semplice allaccio di metano e che io "ero maleinformata".

Remo di Martino, se ci teneva ad Ortona, ma per davvero, avrebbe agito lui per primo, si sarebbe informato e se lo sarebbe fatto lui il giro d'Abruzzo, avrebbe lui dibattuto l'ENI, avrebbe lui convinto il suo collega Nicola Fratino ad abbandonare i folli progetti di morte per le vigne d'Abruzzo, invece di stare al rimpallo, aspettando di reagire a questa "creatura del web" che ha fatto quello che doveva fare lui.

Remo di Martino, se ci teneva ad Ortona, ma per davvero, avrebbe lui spiegato agli Ortonesi cosa e' una raffineria, cosa e' l'idrogeno solforato, cosa sara' l'Abruzzo petrolizzato.

Invece ha cambiato bandiera come cambia il vento. Prima dice si al petrolio, poi va sul trabocco a dire no. Prima vota per il ritorno del sito del Feudo a zona agricola e poi ci ripensa e lo trasforma in sito industriale.

E come potro' mai dimenticare lo spettacolo pietoso del gennaio 2010 in cui davanti a me, senza vergogna, va sul palco a dire che lui e' stato un paladino della lotta contro il Centro Oli?

E come potete dimenticarlo voi ortonesi, adesso che, di nuovo, si e' dimenticato del suo supposto eroismo anti-petrolifero e rivota il passaggio dell'area Feudo a zona industriale?

E' tutta una presa in giro, e lo sappiamo tutti, e non ci sono mezze parole.

Allora occorre avere il coraggio di dire: cambiamo, proviamo un altro, liberiamoci di questa zavorra.

A che ideale puo' essere fedele uno che oscilla cosi, senza sapere davvero in cosa crede? Uno che un giorno dice si e un altro dice no? Come potra' servire la collettivita' uno che non riesce a capire dove stare neanche su un tema cosi importante, cosi dibattuto?

E poi, il migliore indicatore del futuro e' il passato. In tutti questi anni Remo Di Martino ha avuto varie cariche comunali, provinciali in Abruzzo.

Chiedetevi: le vostre vite sono migliorate? E' migliorata Ortona? E' piu' bella? E' piu' ricca? Ci sono piu' turisti? E' piu' viva, ci sono piu' cose da fare? E' piu' salutare?

Ciascuno puo' rispondere a questa domanda come vuole, sapendo pero' che se lo si rivota, saranno altri 5 anni della stessa minestra.

Io non lo voterei.

Un ultima cosa: chissa' se Remo di Martino si ricorda quando mi scrisse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io sono antidemocratica perche' ero contro le sue idee, e lui era stato eletto, e dunque rappresentava il popolo, e io no?

Beh, questa storia la racconto sempre, ovunque vado, a San Francisco, a Los Angeles, A Pechino, a New York a tutte le platee made in the USA a cui ho parlato della storia del petrolio d'Italia.

Ci facciamo sempre delle gran risate.

Questo blog e' scritto da un cittadino USA, su suolo USA, su server USA. In questo paese vige la liberta' di parola.

I am free.

Thursday, November 3, 2011

Il petrolio d'Abruzzo in Cina



Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.
Vittorio Alfieri.


E cosi' il 6 e il 7 Novembre vado a raccontare la nostra storia del petrolio in Cina. Il primo talk in una libreria dove vengono invitati gli "intellettuali" a tenere presentazioni, chiamata Utopia e di cui parla anche l'Economist e l'altro presso l'Universita' di Pechino, la piu' importante della Cina.

Il volantino in alto e' stato preparato dagli studenti universitari di Pechino ed e' un collage di tutte le iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni, per salvare l'Abruzzo dal petrolio. Tutte le locandine italiane dentro il poster cinese sono di Santa Fabrizia Arduini.

Il tutto e' stato organizzato dal Prof. Louis Tao, newyorkese trasferitosi a Pechino, e da sua moglie Prof. Wang Zhaohui, di Pechino. Quando hanno saputo che andavo per lavoro nella loro citta', sono stati entusiasti di sentire la nostra storia di come una comunita' riesca a lottare, tutti assieme, contro una multinazionale, e cosi' hanno organizzato questi due eventi.

L'annuncio, in cinese, e' qui.

Di solito non pubblicizzo queste cose per pudore, ma negli scorsi mesi sono stata invitata a parlarne anche a San Francisco, presso il Museo Italo-Americano, a Santa Monica College, alla mia Universita' e anche presso il Comune di Santa Monica. Ci sono anche altri inviti organizzandi a New York e pure ad Occupy LA. Non so se si concretizzeranno. Ma questa della Cina mi pareva davvero una cosa speciale, che deve renderci tutti orgogliosi, perche' l'abbiamo fatto tutti assieme.

La presentazione e' cosi' articolata:

1. 10-15 minuti sull'Abruzzo - gli faccio vedere i trabocchi, il parco nazionale della costa teatina, i vigneti, punta aderci, il mare, gli uliveti, la pasta de Cecco.

2. 5-10 minuti sull'ENI e l'Italia - i soldi che hanno, l'Italia che secondo le classifiche di transparency international e' corrotta 67, gli USA 22 e la Cina 33, per far capire quant'e' difficile spuntarla in un paese cosi, dove la stampa non e' veramente libera e dove gli inciuci e i conflitti di interessi sono strabilianti.

3. La nostra battaglia. Ci siamo dentro un po tutti - i vescovi, Armando Orsini, le manifestazioni, l'incontro ENI a Pescara, la MOG che va quasi in fallimento, la mollezza di Gianni Chiodi, Nicola Fratino, Remo di Martino, gli appalti Buonefra-ENI, la raffineria spacciata per frantoio, Ottaviano del Turco finito in carcere con il bottino nei sacchi di mele (ridono tutti), la pagina pubblicitaria sul Centro d'Abruzzo, il coinvolgimento delle scuole, gli inganni di Mario Rainone, le locandine ad imbroglio, la Forest Oil a Bomba, le proteste contro Mazzenga e Klein, le barzellette del parco ad isole di Mauro Febbo, le osservazioni, il ministero che ci da ragione su Ombrina Mare, il WWF, i filmati di Cupello, del ritorno di Attila, le lenzuola di Bomba contro la Forest Oil, Elsa2, Berlusconi che arriva in piazza a Pescara sulla scala a dire che l'Abruzzo e' piu' bello del Maine e che il centro oli non si costruira' (anche qui ridono tutti.)

E alla fine cerco anche di parlare un po' di altre realta' italiane - della Basilicata martoriata, di Venezia, della Sicilia. Restano tutti stupiti di fronte alla follia di trivellare Venezia. Non ci possono credere.

Quando la racconto la storia mi pare sempre un po' magico che siamo arrivati a fare cosi tanto, considerato da dove siamo partiti. Sopratutto e' magico poter dire che dopo 4-5 anni la MOG, la Petroceltic, l'ENI, la Forest Oil non siano riusciti ancora a trivellare da nessuna parte, nonostante tutti i loro quattrini.

E come ci siamo riusciti? Perche' non ci siamo arresi mai, e perche' la nostra tenacia e' stata piu' forte degli inganni di tutti gli speculatori venuti da Milano, dall'Irlanda, dall'UK o dagli USA. L'abbiamo voluto noi, piu' di loro e questo deve darci la voglia di continuare. L'ho gia' detto, questa battaglia e' per la vita, e avra' bisogno di tutti a vigilare a oltranza finche' resta petrolio sottoterra.

Permettetemi anche di dire che non c'e' niente di piu' soddisfacente per me dirlo a tutto il mondo della coppia Fratino-DiMartino e ricordare che all'inizio mi davano dell'antidemocratica perche' loro sono stati eletti e io no. Di Martino a un centro punto disse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io ero un cattivo esempio di democrazia. Quando lo racconto, tutti ridono.

Infine, i ringraziamenti ai miei compagni di viaggio in questi anni: Fabrizia, Giosue', Marco, Assunta, Guido, Davide, Giusto, Alessandro, Ilaria, Sam, Mauro, Pasquale, Ludovica, Hermes, Gabriele, e tutti quelli che ho potuto ricordare. Ovviamente Danilo, Loretta e Filippo. E la mamma che non puo' mancare mai.

Ecco. La storia riguarda tutti noi, e spero che questa attenzione porti da un lato a che la gente conosca l'Abruzzo, lo visiti, se ne innamori, si dia da fare per salvarlo anche da lontano, e dall'altro che porti gli Abruzzesi ad essere ancora piu' combattivi, contro il petrolio e tutte le altre porcherie che ci vogliono affibbiare.

Di solito gli americani sono affascinati, e fra le cose che mi chiedono sempre c'e' la domanda: cosa posso fare per aiutare? chi finanzia tutto questo? Gente pratica, eh?

Vediamo che dicono in Cina. Per ora siamo quelli che hanno combattuto e vinto (si spera!) contro una multinazionale del petrolio.

Ai vari Mazzenga, Petri, Primavera, Klein, e a tutti gli altri avvoltoi dell'ultim'ora: vedete che via dovete fare perche' non avete ancora visto niente di cosa siamo capaci.

Non ci riuscirete a trivellarci, mettetevi il cuore in pace.

Monday, June 6, 2011

Comunicato del consigliere Franco Moroni

A questo punto credo che Enrico Di Giuseppantonio dovrebbe avere il coraggio di fare la cosa giusta:

1. Appoggiare in pieno il Parco della Costa Teatina, con i piu' ampi confini possibili.

2. Rimuovere l'incarico di assessore all'ambiente a Eugenio Caporrella, e affidarlo a Franco Moroni.

Di tutti quelli alla provincia, e' stato l'unico veramente che e' stato dalla parte dei cittadini. A mio avviso, ne' Eugenio Caporrella, ne Remo Di Martino, assessore al turismo - si sono dimostrati all'altezza dei ruoli che coprono per quanto riguarda l'affaire petrolio.

Ovviamente sul parco non si e' ancora espresso nessuno.

Grazie a Franco Moroni, e speriamo che lei possa parimenti stare dalla parte del Parco, uno degli strumenti che ci salvera' dal petrolio selvaggio:

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Comunicato di Franco Moroni:

Domenica 5 giugno 2011 la società Forest Oil ha organizzato un incontro sul progetto estrattivo denominato “Colle Santo” invitando amministratori e cittadini ad essere presenti.

Mi domando ma questo incontro informativo non è stato organizzato troppo tardi, con il progetto già depositato x la richiesta di autorizzazione VIA Regionale??

Volendo intervenire sul territorio della Provincia di Chieti come mai la Forest Oil non ha mai chiesto un incontro con la stessa Provincia ?? (anche se non ha competenze nel rilascio di autorizzazioni sull'istanza richiesta).

Tutto questo mi sembra un vero controsenso, segno di debolezza e di irresponsabilità da parte della società Forest Oil.

In primo luogo, ad oggi dopo che l'Amministrazione Provinciale di Chieti sin dall'insediamento ha preso posizione nel puntare sullo sviluppo turistico ricettivo agricolo, facendosi interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento estrattivo, istituzionalmente non abbiamo avuto nessun segnale di apertura a dialoghi da parte della Forester Oil per affrontare costruttivamente le questioni in essere .

E' anche per questo motivo, essendo il delegato della Provincia di Chieti alla difesa della costa e del territorio, che ha seguito e sta seguendo concretamente, con il Presidente della Provincia di Chieti, la vicenda nelle sue svariate sfaccettature positive e negative, prendo le distanze dalle dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente della Provincia di Chieti sicuramente sue personali e non dell'intera coalizione di maggioranza provinciale di centro destra che ha attuato azioni concrete quali presenza agli incontri con i cittadini locali del comprensorio di Bomba, Deliberazione di Consiglio Provinciale tecnica politica per la sospensione dell'iter per il rilascio del parere VIA, istanze negative presso il Ministero dell'Ambiente e della Regione Abruzzo, nonché istituzione di un tavolo tecnico di studio costituito da enti e docenti competenti che ha prodotto un documento con risultanze negative per il progetto della FOREST inviato All'ufficio VIA della regione Abruzzo.

E allora dobbiamo dire che il controsenso è proprio nell'organizzare oggi l'incontro informativo su un impianto da realizzare nel Comune di Bomba, dove la posizione del Presidente della Provincia e quindi dell'Amministrazione Provinciale è negativa, risultato ottenuto da una scelta responsabile, affrontando la tematica con serietà ed equilibrio in modo istituzionale e dopo aver verificato la congruità in termini progettuali, ambientali e di salute pubblica.

PERCHE NO

PERCHE’ è impensabile realizzare una centrale di estrazione e trattamento a poche centinaia di metri dalla diga dell’invaso.

PERCHE’ è inverosimile far passare 8 Km di condutture nel territorio di Bomba, Gessopalena e Roccascalegna tra siti di notevole interesse naturalistico.

PERCHE’ Il territorio interessato al progetto, ha già ampiamente contribuito ed ancora oggi contribuisce alla produzione di energia con la costruzione dell’invaso artificiale di Bomba e della centrale idroelettrica di Altino.

L’intera zona, a causa della sua naturale instabilità idrogeologica e proprio in virtù della presenza dell’invaso, è sottoposta costantemente a gravi rischi per le numerose ed importanti frane attive.

Pensare pertanto, di sfruttare nel medesimo territorio anche un giacimento di gas naturale, con i possibili fenomeni di subsidenza che questo inevitabilmente comporta, rappresenta una gravissima e pericolosa scelta dove le due attività non possono essere compatibili.

E’ del tutto anacronistico privilegiare come fonte di energia lo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi, fonte non rinnovabile, mettendo a rischio un impianto idroelettrico, fonte rinnovabile e più pulita.

Quindi la Provincia di Chieti dice NO e ha detto sin dall’inizio NO. Un NO che si inserisce in un percorso tecnico-amministrativo già avviato sin dal primo insediamento dell’amministrazione per situazioni analoghe che è quello, dopo aver valutato le caratteristiche dei progetti, di tutelare il proprio territorio. La nostra azione in materia di salvaguardia, non è improntata su estremismi, ma restiamo fermi nel portare avanti tutte quelle iniziative istituzionali atte a salvaguardare specifici comprensori della nostra provincia. In particolare quello di Bomba che ha unito alla vocazione turistica, ambientale e energetica con l’impianto idroelettrico, quella sportiva dove sono stati fatti investimenti e svolti i Giochi del Mediterraneo, dove ultimamente abbiamo portato i campionati italiani di canoa con oltre 3000 presenze in tre giorni.

Un NO perché se dovesse arrivare il via libera alla realizzazione degli impianti, ciò significherebbe danneggiare al 90 per cento l’industria turistico-ricettiva, con il relativo indotto, impoverendo la zona e cancellando posti di lavoro.

Un NO perché la politica deve essere interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità della valle del sangro che non vuole questo insediamento.

Il Consigliere Provinciale Delegato Franco Moroni

Saturday, December 4, 2010

Brava gente


Dal blog "Liberta' di Parola" di Mauro Vanni, 2007:

Ortona ha scelto di cambiare grazie agli 11 consiglieri che con una semplice alzata di mano, hanno scelto di smantellare 12 ettari di terreno agricolo consolidato a prodotto vitivinicolo DOC, per far posto ad un insediamento industriale lontano dalla zona indicata dal PRG in vigore! 11 consiglieri comunali, supportati da quasi tutti i loro partiti e da tutta la Giunta Comunale, che non ci stancheremo mai di ricordare come i PRIMI RESPONSABILI di tutto ciò

Ecco chi con sufficienza ha scelto questo per noi:

RICCARDO DI DEO IURISCI
/ AN - Alleanza Nazionale
TOMMASO SANTORELLI /
ex AN - Alleanza Nazionale
DOMENICO DE IURE / UDC - Unione Democratica Cristiana
ALFONSO PICCINNO / PSI - PartitoSocialista Italiano
PAOLO CIERI / CD - Centro Democratico
FELICE TALONE / FI - Forza Italia
ROCCO RANALLI / FI - Forza Italia
WALTER POLIDORO / IxC - Insieme per Cambiare
TOMMASO CIERI /
IxC - Insieme per Cambiare
REMO DI MARTINO /
IxC - Insieme per Cambiare
ILARIO COCCIOLA / ex SDI - Socialisti Democratici Italiani


Grazie Mauro per tutta l'azione profusa a suo tempo. Intanto, Tommaso Cieri perde il pelo ma non il vizio. Notare che era della lista "Insieme per Cambiare" assieme a Remo Di Martino. Evviva.

Friday, December 3, 2010

Tommaso Cieri, beata ignoranza


I dati incofutabili sono che il nostro
territorio e' legato al settore petrolchimico


Tommaso Cieri
patriota

Inizio ad avere una sorta di repulsione per Ortona e per i suoi ammistratori.

In tutti questi anni - andiamo per quattro - tutto l'Abruzzo e' venuto a conoscenza dei piani ENI del Centro Oli, tutto l'Abruzzo si e' scandalizzato.

Ne hanno parlato pure la BBC e la RAI, svergognando Nicola Fratino, in affari con ENI e MOG, il suo compare Remo di Martino, e tutta la molle giunta cittadina, incluso Tommaso Cieri, l'attuale presidente del consiglio comunale e presidente dell'osservatorio sul lavoro.

La cosa interessante e' che mentre Nicola Fratino non puo' negare l'innegabile, Remo di Martino ha cercato, e cerca tuttora di ridipingersi la coscienza di bianco. A Gennaio nella sala Eden disse infatti di essere sempre stato contrario al centro oli e di essere stato addirituttura a capo del gruppo di sindaci che dai trabocchi dichiaro' la propria opposizione al Centro Oli e all'Abruzzo petrolifero.

Sara'. Io ho ancora tutti gli email in cui diceva il contrario. Ma erano solo tutte chiacchere, infatti ne lui, ne nessun altro della giunta di maggioranza ortonese, hanno fatto niente nel concreto per salvare la citta' dagli avvoltoi del petrolio, e non hanno mosso ciglio in questi mesi di propaganda da parte dei petrolieri.

Ortona e' stata l'unica citta' a non sottoscrivere la pagina pubblicitaria di Agosto. Ci hanno partecipato 33 comuni, e tre provincie. Ortona no.

Adesso Confindustria salta fuori con numeri magici.

La Petroceltic e la Forest daranno addirittura 1200 posti lavoro! Ma dove si e' mai visto? Ma se la Petroceltic non ha neppure 1200 addetti se stessa, ora li vengono a dare ad Ortona?

I dati incofutabili sono che il nostro territorio e' legato al settore petrolchimico perche' ci sono le risorse e che durante la riunione ci sono stati degli imprenditori che intendono investire.

Parole di Tommaso Cieri - Ma solo un ignorante puo' credergli!

Ci sono le risorse? Ma se quella e' melma che fara' solo arricchire petrolieri e non certo la gente.

I dati inconfutabili, caro Cieri, sono che il petrolio porta il cancro. I dati incofutabili sono che l'agricoltura e' incompatibile con il petrolio. I dati inconfutabili sono che in Basilicata il petrolio ha portato solo morte e distruzione.

Tommaso Cieri, questa propaganda la vada a raccontare a qualcun altro, e poi si vergogni. Magari difendere i contadini? Magari ricordare che li ci sono migliaia di famiglie che vivono di agricoltura?

Che schifo, che ignoranza.

E poi, come sempre, Enrico di Giuseppantonio tace, tace Gianni Chiodi, tace la chiesa Ortonese, tace la societa' civile Ortonese. Tace Remo di Martino, che ora fa l'assessore al turismo, tappezzando il chietino con insegne per la via di Gerusalemme.

Ma come a Gennaio non era contrario all'Abruzzo petrolifero? E adesso? Piu' facile star zitti e cercare Gerusalemme, eh?

E la gente? La gente e' come imbambolata, come se stessero a guardare una partita di calcio, magari fanno il tifo per me e pensano che io segnero' i gol per loro. Ma a me la vita non cambia, Centro Oli o non Centro Oli, Forest Oil o Petroceltic che siano.

La vostra si.

Sta a voi Ortonesi scrivere, protestare, andare a Cieri e dirgli di farselo in casa sua il pozzo di petrolio, scendere in strada, scrivere alla stampa, aprire blog, chiedergli cosa ha fatto Cieri finora per il lavoro ad Ortona, a parte appoggiare venditori di fumo e di morte, cheidere a Di Martino di prendere posizioni, e EDG di prendere posizioni pubbliche una volta per tutte.

La democrazia vera e' un altra cosa.

A volte credo che Ortona, l'Abruzzo, l'Italia meritino tutto quello che hanno.

Sunday, January 10, 2010

A ruota libera


Sono tornata a casa. Mentre viaggiavo mi frullavano nella testa tante cose, un senso di rabbia, di schifo, di voglia di scappare da tutta quella disonesta' morale nell'aria della sala Eden, la sera del 7 gennaio 2010. Un senso di tenerezza per l'Abruzzo, la sua natura, la sua bellezza. Il dispiacere perche' passero' anche io e nulla sara' cambiato. Lo sgomento verso i nostri amministratori perche' non meritano, non capiscono, non sanno, e non amano ne' la terra ne' la gente.

Adesso che sono tornata qui pero', mi pare tutto cosi' lontano, cosi' distaccato che non vale nemmeno la pena di arrabbiarsi. Ho la fortuna di poter tornare alla mia vita normale e di non dovere sporcarmi con compromessi, silenzi, paura. Sono libera e questo mi fa sentire pulita. Non ho nulla a che spartire con la politica abruzzese, non ho da chiedere niente a nessuno, e sono libera di pensare, di dire in piena liberta' e anche di piangere. Non ho paura.

Sara' la storia d'Abruzzo a giudicare Remo di Martino, e lo sappiamo tutti che non sara' tenera con lui.

Per chi non c'era, dico solo che di tutti gli incontri che ho fatto in questi anni, e dal mio punto di vista, quello di Ortona del 7 gennaio 2010 e' stato il piu' brutto in assoluto. Non avevo la voce, e non ho potuto parlare direttamente alla gente, avrei voluto una presentazione piu' diretta su Ombrina Mare, ma sono umana anche io e nel corri-corri natalizio, non ho avuto tempo. Avrei voluto prepararmi delle domande mirate da fare a tutti i politici e sul loro impegno vero PER IL FUTURO, ma non sapevo che sarebbero intervenuti cosi numerosi e cosi lungamente e che se non gliele facevo io le domande non gliele avrebbe fatto nessuno.

Forse e' qui il punto del mio senso di schifo. Che nessuno dei politici ha parlato al futuro. Tutti a dire: io nel 2007 ho fatto questo, io nel 2008 ho fatto quest'altro. Nessuno a dire: FARO' QUESTO PER IL 2010 e quando lo sanno tutti benissimo che qualsiasi merito ci sia da prendersi quello e' tutto e solo della popolazione.

Nel suo complesso, la classe politica teatina e' stata e resta al traino. Di iniziative proprie non se ne sono contate e non se ne contano, e questo a partire da Gianni Chiodi fino al sindaco di Ortona. Se non era per noi cittadini stavamo gia' con le 14 canne fumarie al vento - e' questa l'unica verita'.

E non parlo di vaghi annunci ai giornali locali che e' facile fare, specie alla fine quando il popolo e' stato gia' ampiamente sensibilizzato e non puo' che essere d'accordo con te. Parlo di pressioni forti presso il governo centrale, presso Chiodi, presso la Petroceltic, presso l'ENI. Parlo di comprare pagine sul Corriere della Sera o sull'Independent di Londra per denunciare, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i petrolieri non ce li vogliamo. Parlo della perimetrazione del parco della costa teatina. Parlo del trovare un qualche provvedimento per restituire le terre del Feudo ai contadini o per far togliere le piattaforme dismesse a Casalbordino.

Ad Ortona, Enrico di Giuseppantonio non c'era. Era a Gissi a sentire la presentazione dell'ennesimo libro sul politico abruzzese Remo Gaspari.

Invece c'erano altri politici, interessati piu' alle apparenze che del fare concreto. Il rappresentante del comune di San Vito - di cui non ricordo il nome - era ancora preoccupato perche' qualcuno aveva messo i manifesti sul petrolio in piena sessione turistica due anni fa! Ancora a quello pensava! Ma dove vivono queste persone? Non hanno ancora capito che al giorno d'oggi non e' piu' possibile "riammandare" niente? Al tempo di internet, non puoi far finta che i problemi non esistono. Il mondo globale esiste pure a San Vito Marina, e l'unico modo di avere una buona immagine non e' di nascondere i problemi ma di affrontarli e di risolverli. Le piattaforme non le puoi ignorare, specie quando saranno messe a 5 km dalla riva.

E il dover fare bene e per davvero vale per il petrolio, vale per la cementificazione selvaggia, vale per il Feltrino tutto sporco. Basta solo chiederlo ai gestori di bed and breakfast. Uno di loro mi ha detto: "Ai turisti non si puo' mentire. Lo vedono se il territorio e' sano o no". Lo hanno capito tutti ad eccetto che la classe politica abruzzese.

E' stato molto buffo quando l'amministratore di San Vito si e' risentito perche' non c'era il suo comune sulla lista di quelli che hanno mandato lettere al governo contro Elsa2. Non c'era San Vito perche' non le hanno scritte e non le hanno scritte perche' molto probabilmente non sapevano nemmeno come si faceva.

Sarebbe anche tutto comico, se non che tutti questi qui vengono pagati PROFUTAMENTE e coi nostri quattrini. Come ho detto in sala, io non lo trovo accettabile che debba essere un cittadino privato, Giosue' Guidone, a dover chiamare il ministero tutte le sante settimane, in vece di sindaci e assessori. Noi siamo tutti dei volontari, loro no.

E veniamo a Remo di Martino. Cosa posso dire?

LO SAPPIAMO TUTTI CHE FINO ALL'ALTRO IERI REMO DI MARTINO E' STATO IL PIU' FORTE SOSTENITORE DELLE ESTRAZIONI DI PETROLIO AD ORTONA.


Non esiste nessuna altra verita'. Tutto il resto sono chiacchere anche se lui adesso vorrebbe riscrivere la storia. Una persona intelligente - un politico! - cosa avrebbe dovuto fare? Dire, con semplicita', mi sono sbagliato. Ora ho capito e cerchiamo di fare le cose insieme e meglio. E cercare di farlo con sincerita'. Invece no, dal palco mi e' toccato sentire che lui e' stato contrario alle estrazioni di petrolio, che ha promosso - fatto - denunuciato - bla bla bla. Come potevo restare li seduta ad ascoltare quelle bugie?

Avete voi mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino
andare in televisione a dire alla gente che c'e' da attivarsi contro Elsa2? Contro le trivelle a Vasto? Contro Ombrina Mare? Avete mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti sollecitare un incontro con il Ministero dell'Ambiente, o del Turismo per salvare la costa teatina? Avete mai sentito voi l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino parlare della necessita' di perimetrare il parco della costa teatina?

Io no. Non parlo neanche di risolverli questi problemi, quanto di prendere posizione, di darsi da fare, di iniziare in qualche maniera, di esporsi. Nada.

E mentre tutte queste cose si agitavano in me gli ho chiesto : scusi, ma da quando lei e' diventato contrario alle estrazioni di petrolio?

E poi ho preso e me ne sono andata.

Ho sbagliato a farmi prendere dall'impeto, lo so. Ma in quel momento ho sentito tutto quello che mi compone impormi di andare via. Non volevo sporcarmi. E' stato piu' forte di me. Restare li ed avallare con la mia presenza cio' che sarebbe stato detto e che io percepivo non essere sincero sarebbe stato poco dignitoso. Avrebbe mandato un segnale sbagliato alla gente. Io con Remo Di Martino non ho nulla a che spartire, e non voglio spartirci nemmeno un palcoscenico a cinque metri di distanza, nemmeno per un nanosecondo.

E' strano, anche mentre scrivo mi pervade un senso di sporcizia, solo a pensarci.

Sono altro, sono libera, sono pulita, sono onesta, non dico bugie. Me ne sono andata fra la folla e mi e' venuto da piangere. Non sono un politico, non ho nessuna immagine prestampata da difendere. Sono stata sincera anche nei miei sentimenti. Sono quello che vedete - qualche volta ci azzecco e qualche volta no.

La cosa che mi ha sorpreso pero' e' stata la mancanza di reazioni da parte del pubblico. Ma perche' nessuno ha fatto domande? Perche' nessuno gli ha chiesto cosa intende fare adesso lui che pure e' l' assessore al turismo della provincia di Chieti? Perche' nessuno gli ha chiesto che ne pensa lui di Ombrina Mare?

Mi ha fatto male il silenzio della gente. Una piccola delusione anche per quanto riguarda la gestione dell'incontro - perche' Gaetano Basti non ha fatto lui domande concrete ad uno ad uno dei politici?

In tutto questo, non posso fare altro che rinnovare il mio ringraziamento a Franco Moroni che non e' ne l'assessore all'ambiente e ne al turismo della provincia di Chieti, ma che e' stato l'unico della giunta provinciale a fare azioni concrete e a trovare una strada per parlare con noi cittadini. Siamo tutti un poco diffidenti della classe politica, ma credo che ciascuno di noi sia aperto a lavorare assieme alla provincia quando questa si mostra sincera e genuinamente interessata al bene comune. Vorremmo solo un po piu' di coraggio e di prese di posizione da parte della provincia presso Roma, presso la Petroceltic, presso la MOG, presso la stampa nazionale italiana, inglese e irlandese.

Un plauso sincero al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, l'unico che non ha fatto passarella politica, che ha promosso inziative vere nel suo territorio contro la petrolizzazione, che ha rotto le scatole per mesi ed anni al Ministero dell'Ambiente affinche' istituissero un parco marino a Pineto e a Silvi. Che ha guardato oltre l'appartenza politica per arrivare a questo parco, lavorando assieme al suo collega di Silvi, Gaetano Vallescura, di altra ispirazione politica. I comuni della riviera teatina hanno solo da prendere esempio.

Grazie anche a Walter Caporale, non mi aspettavo una cosi' affettuosa e appassionata difesa verso di me, mi ha fatto bene sentire quelle parole. Sono umana anche io - grazie.

Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto - con parole di supporto e di affetto.

Infine, grazie a papa' - alla fine sono cosi' perche' me lo avete insegnato voi.

E si' - e' la verita', negli USA le consulenze di quel genere di pagano profumatamente, anche $500 l'ora. Credo che non ci sia bisogno di dire che non ho mai preso soldi da nessuno. L'ho detto perche' ci si rendesse conto che scrivere le osservazioni e' stato un duro lavoro. C'e' dietro un impegno non indifferente, fatto gratis e per amore.


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PS: Gia ora arrivano gli email da parte di Antonello Tiracchia che come al solito non perde occasione per spiattellare contro di me, piu' o meno velatamente, tutto quello che puo' su Facebook e sulle caselle postali delle persone. Lui non era presente all' incontro perche' era contrario all' iniziativa. Ora dice - senza che nessuno glielo chiede - che da' tutta la sua solidarieta' a Remo di Martino. Va bene cosi. Siamo in democrazia. Incasso anche questo.

Mi si invita a non tornare piu' - potrei anche fare tesoro di queste parole e lasciar perdere questa battaglia. E' da un po che ci penso anche io in realta'. Non mi sarei aspettata tanto astio verso di me.

La mia coscienza e' pulita.

Sunday, December 20, 2009

Grazie a Franco Moroni



Alla Petroceltic Elsa SRL che viene a leggere questo blog:

L'ABRUZZO REGIONE VERDE NON VI VUOLE.
ANDATE A TRIVELLARE IN IRLANDA!



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La provincia di Chieti, dopo tanto pregare, finalmente mi ha comunicato che mandera' le osservazioni contro il pozzo esplorativo che la Petroceltic intende trivellare a 5km da Punta Aderci, a Vasto. Il testo e' sulla base di quello che gli ho elaborato io. Sicuramente sentiremo comunicati a destra e a manca, sicuramente ci saranno varie persone che non c'entrano niente ad accollarsene i meriti.

Io voglio dire invece che il merito dell'azione della provincia e' solo ed esculusivamente di Franco Moroni, che ringrazio.

Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore al turismo, Remo di Martino, a quest'ultimo non gli interessa delle trivelle e del turismo di Vasto. Sebbene la provincia di Chieti abbia un assessore all'ambiente, Eugenio Caporrella, a quest' ultimo non gli interessa delle trivelle e dell'ambiente di Vasto. A Franco si invece.

Colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone, sindaci e gruppi che hanno mandato testi al governo. Oltre alla sottoscritta ci sono (l'ordine e' casuale):

Comune di Casalbordino
Comune di Francavilla
Comune di Vasto
Comune di Fossacesia
Campeggio gli Olivi
Vasto Surf Team
Ciclopazzi
Assoturismo
Cogecstre
Diocesi di Lanciano-Ortona - Pastorale Sociale e Giovanile
ARCI Vasto
Partito della rifondazione comunista - Vasto
Virtus Frentana Calcio
Il Crampo
Comitato Abruzzese del Paesaggio
Ing. Lorenzo Luciano
Dr. Ludovica Raimondi
Dr. Clara Primante
La Chitarra di Massimo
Dr. Donato Spoltore
Arch. Roberto Fedele
WWF Frentano
Dr. Danilo D'Orsogna
Dr. Maria Rita D'Orsogna

Attendo altre lettere da parte di altri comuni ed enti. E Enrico di Giuseppantonio? Io sono sicura che se uno chiede a EdG che ne pensa del pozzo a Vasto, dira' che e' contrario, e probabilmente lo crede sinceramente. Quello che non va in lui e' la mancanza di iniziativa. La voglia di fare PRIMA che qualcun altro te lo chieda, e che ti prepari tutto su un piatto d'argento.

Purtroppo la politica significa esporsi, significa prendere delle decisioni, significa che quelli che la pensano diversamente da te ti accuseranno, e in Italia sanno essere particolarmente cattivi in questo. Ma quando uno e' convinto di quello che fa, e che lo sta facendo per il bene della sua gente, non ci dovrebbero essere paure.

Se veramente dobbiamo fare la Catalogna d'Italia questa la si costruisce ogni giorno, e non solo proteggendo l'ambiente dagli attacchi della Petroceltic, ma soprattutto dando l'esempio e instillando una coscienza ambientale nei cittadini. Da EdG fino all'ultimo dei cittadini, dovremmo tutti essere custodi del territorio. Dobbiamo noi per primi esser convinti che il nostro mare, le nostre terre non si toccano ma si rispettano con ogni gesto quotidiano.

E siccome EdG ha VOLUTO essere la guida della provincia di Chieti, queste responsabilita' gravano su lui piu' che sui cittadini comuni. E' a lui che dovrebbe bollire il sangue quando sente che un gruppo di irlandesi vuole mettere le trivelle nel SUO mare. E' lui che dovrebbe essere il motore di tutte le iniziative, e non una che abita dall'altro lato del pianeta. E' lui che dovrebbe volerlo dire a tutti che non va bene trivellare davanti alla riserva naturale. E' lui che dovrebbe volersi spaccarsi in quattro PRIMA che il guaio sia fatto e prima che i cittadini ti ricorrano con email, facebook, blog e telecamere.

Ci vuole coraggio nella vita. Ci vuole il coraggio dei fatti per essere "il capo".

Grazie di nuovo a Franco Moroni.

Saturday, October 17, 2009

CSUN e la foresta tropicale


California State University at Northridge e' la mia universita'. Northridge e' una zona di Los Angeles, a nord di Santa Monica, dove vivo.

Mercoledi' 21 ottobre ci sara' il cosidetto "Sustainability day", con vari seminari sul cambiamento del clima, su cosa si puo' fare per fermarlo, e con altre considerazioni ambientali, dal piccolo al grande. Alla fine della giornata andremo a raccogliere le arance e a visitare l'orto (non botanico, ma proprio l'orto con i pomodori e il sedano) dell'universita'.

Anche io sono invitata a parlare agli studenti sulla questione petrolio in Abruzzo. Qui c'e' pure l'articolo sul giornale dell'universita' . Ricordo ancora le parole di Remo Di Martino a suo tempo che piu' o meno suonavano cosi': se lei non la smette verro' a dire a suoi studenti che lei e' antidemocratica! Invece, guarda qua...

Ovviamente gli americani sono fra i piu' spreconi di energia e di acqua e del pianeta, e abbiamo ancora molta strada da fare, in ogni senso. Pero' la cosa interessante secondo me, e che si avverte fortissima la necessita' di cambiare, e di iniziare almeno a risparmiare, ad usare energia da fonti pulite e tutti si sentono coinvolti. Spesso, come del resto vuole la mentalita' corrente americana, sono gli individui o piccoli gruppi a fare la differenza. Da soli e senza che glielo obblighi nessuno.

A suo tempo, George Bush non volle ratificare i trattati di Kyoto che Clinton si era impegnato a fare alla fine della sua legislatura. Le citta' di Los Angeles e Seattle decisero allora di farlo da sole. Kyoto prevedeva che occorresse abbassare le proprie emissioni di anidride carbonica del 7% entro il 2012, rispetto a quelle del 1990.

Qual'e' il risultato? Che Seattle ha raggiunto e superato gli obiettivi di Kyoto nel 2005, abbassando le proprie emissioni di anidride carbonica dell'8%, e Los Angeles nel 2008, entrambe con svariati anni di anticipo. Mille altre iniziative si sono aggiunte a questa, New York ha deciso di piantare un milione di alberi in dieci anni (finora ne hanno piantati 250,000) e Boston ha aumentato del 300% il suo armamentario di energia solare. Molte citta' si sono dotate di un piano energetico per il futuro improntato sulle energia rinnovabili.

Una decina di giorni fa si sono riuniti mille sindaci, qui a Los Angeles, per affermare l'impegno di fare anche loro lo stesso e di arrivare, volontariamente, a raggiungere gli obiettivi di Kyoto entro il 2012. Il governo centrale ha stanziato per queste citta' circa 2.7 miliardi di dollari, circa 1500 milioni di euro, per aiutarli.

Nel suo piccolo, la nostra universita' ha un gruppo dedicato di Physical Plant Management, cioe' di persone che si occupano della distribuzione di energia e di efficienza sul campus e che si sono messi in testa, da soli, di abbassare le emissioni di anidride carbonica. Il capo si chiama Tom Brown ed e' un portento di energia e di idee. Negli anni ha portato avanti piccoli e grandi cambiamenti.

Il 30% della nostra elettricita' arriva dai pannelli solari che sono stati installati sui parcheggi delle macchine. Si prevede che ne vengano presto costruiti altri. Il generatore di energia del nostro campus manda tutti i suoi scarti di anidride carbonica ad una foresta tropicale costruita apposta per assorbirli. E cosi' anidride carbonica, mista ad acqua e potassio, vengono rilasciati in maniera controllata e vanno ad alimentare le piante di questa foresta ad-hoc.

Il progetto si chiama CSUN subtropical rain forest. Praticamente otto stazioni che rilasciano CO2 sono circondate da terreno e piante tipici dei climi subtropicali e l'anidride carbonica viene assorbita quasi al 100% dalle piante che la usano per la loro crescita. Tre anni fa il sito era un pezzetto di terra abbandonato, ora e' una piccola foresta.

Vengono smaltite cosi' circa 125 metri cubi di CO2 e sei galloni di acqua al minuto
che tornano sottoterra, nel frattempo sono cresciute 125 piante tropicali, tulipani ed ibischi. L'universita' ci ha vinto vari premi, anche a livello nazionale e ci hanno lavorato assieme studenti, tecnici e professori.

Ogni tanto leggo di storie cosi anche in altre parti d'Italia. E l'Abruzzo? La Stati prima o poi si decidera' a fare qualcosa di buono anche lei? O continuera' a vivere nell'ombra dei suoi colleghi per sempre?

Leggo anche che il governatore Gianni Chiodi presto arrivera' negli USA. Spero che in questo viaggio si renda conto di come funziona per davvero la democrazia e che prima o poi decida di svegliarsi dal suo lungo sonno, in cui rifiuta di sentire le argomentazioni dei cittadini contro le estrazioni petrolifere e di fare il suo dovere di proteggere la sua regione.

L'Abruzzo petrolifero intanto va avanti, nella piu' totale assenza di lungimiranza e di amore, ne per la terra, ne per le generazioni future.




Fonti: Seattle-climate,
CSUN1, CSUN2, CSUN3 Los Angeles Times

Tuesday, September 1, 2009

(Quasi) Da Enrico di Giuseppantonio


Pubblico la risposta che mi e' arrivata oggi da parte del Capo ufficio stampa della provincia di Chieti, Antonello Antonelli, da parte del presidente della provincia, Enrico di Giuseppantonio.

Gent.ma prof.ssa D'Orsogna,

non stiamo ignorando assolutamente ne' i suoi appelli ne' quelli dei cittadini che ci chiedono di intervenire. Subito dopo la ricezione della sua missiva, abbiamo attivato tutti i nostri canali e contattato alcuni comitati che sono con lei per il no alla petrolizzazione dell'Abruzzo per avere un quadro completo della situazione e poter elaborare con tutta la necessaria accuratezza le nostre controdeduzioni da inviare agli uffici competenti.

L'amministrazione provinciale non e' un comitato di cittadini, ha regole e procedure da seguire ne' puo' sparare nel mucchio senza un'adeguata informazione, che provenga da tutti gli attori in campo. Le abbiamo assicurato un intervento entro i tempi prestabiliti, con
la sua mail dimostra di non fidarsi della nostra parola. Avrei capito la sua reazione stizzita il 27 settembre, ma non oggi, a piu' di tre settimane dalla scadenza dei termini.

Comprendo bene la sua premura, vista la battaglia che da tempo lodevolmente sta combattendo, ma indirizzare alla Provincia un sollecito in forma piu' discreta sarebbe stato piu' corretto. La terro' informata sulle nostre iniziative in materia.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Ricordo che quando arrivo' da analizzare il plico sul progetto di ampliamento di Rospo Mare a Vasto, verso Marzo di quest' anno, questo conteneva almeno 500 pagine scritte in tecnichese. In quella occasione arrivarono ottime osservazioni da parte di Apocalisse Italia e del Comitato Natura Verde (se ce ne furono delle altre, ditemi che le cito).

Davvero la provincia fara' tutto in tre settimane? E chi sono gli esperti che faranno queste osservazioni?

A me non piace (come credo a nessuno) fare la parte della rompiballe e muoio dalla voglia di trovare un politico che abbia voglia di fare la cosa giusta e potermi dedicare ad altro. E' solo che se non ci fossero stati i cittadini, la provincia di Chieti se ne sarebbe mai accorta del progetto della Vega Oil? Si sarebbe preoccupata? Avrebbe agito? Se quella mia lettera non fosse finita sui giornali - so che l'hanno pubblicata sia Il Messagero che il Centro, oltre che altri bloggers (grazie a tutti per averla messa su!)- la provincia si sarebbe sentita pressata a fare qualcosa?

E perche' tutto deve essere fatto "in discrezione"? Non abbiamo forse il diritto di sapere?

E con quale organizzazione contraria al petrolio stanno lavorando? E quali sono gli altri "attori" in campo come li definisce Antonelli? Il sindaco Nicola Fratino di Ortona che ricavera' dei soldi personali dal passaggio delle petroliere? Oltre al milione di euro che ha gia' intascato dall'ENI tramite la Buonefra?

E perche' su facebook Enrico di Giuseppantonio risponde a tutti, ma non ai vari appelli rivoltigli in questa direzione? Mi sembra molto piu' importante il petrolio che non il sapore delle olive.

Ancora, perche' di Giuseppantonio non ha detto nulla e non si e' voluto esporre su questo tema la sera di Cupello?

Ci crede davvero la provincia di Chieti alla lotta contro il petrolio?

Soprattutto, ancora non mi e' chiaro cosa la provincia intende fare. Si potrebbe iniziare con l'andare in televisione a dire: la provincia di Chieti si oppone alla realizzazione del pozzo Vega Oil perche' incompatibile con il progetto di fare della costa teatina un centro turistico
di qualita' ed e' per questo che presenteremo la nostra contrarieta' a tutti i ministeri ed agli uffici competenti.

La petroceltic ci guarda - legge il mio blog, figuriamoci se non prestano attenzione alle voci dei governanti locali.

Facile no? Perche' c'e' questa paura? Nella mia opinione chiunque sia favorevole a questa nuova piattaforma, come sempre, o e' ignorante in materia o e' in malafede. Il rimanere passivi non e' accettabile, non si puo' dire che si vuol fare dell'Abruzzo la Catalogna d'Italia e poi lasciarci in balia dei petrolieri.

Intanto, la Petroceltic sa che noi siamo qui a far commedia, ecco cosa leggo dal sito degli investitori:

Speaking of Abruzzo, I say let's double the price of oil and gas to Italy. I stumbled upon another link earlier which says there are about 3,000 in the region against drilling by mog, pci and eni. It also said that drilling had been outlawed a while back.

Basta solo ricordare che in Lombardia la ditta Po Valley ha rinunciato a trivellare perche' TUTTE le autorita' locali si sono espresse contro alle trivelle nel parco del Curone.

Perche' non possiamo aspirare ad un risultato simile per il parco della Costa Teatina?

L'ho gia' detto mille volte, nei mari Californiani non e' piu' stata messa una piattaforma dal 1969. Qui siamo 40 anni indietro. Andiamo avanti cosi'.

Sunday, August 16, 2009

La Northern Petroleum a San Pietro in Vincoli


Nel 2004 la Northern Petroleum, ditta petrolifera con sede a Londra, ottenne l'autorizzazione a trivellare un pozzo metanifero ''esplorativo'' in provincia di Ravenna, in una citta' chiamata San Pietro in Vincoli. Il pozzo si chiama Savio. Cosi, nel marzo del 2009, senza dire niente a nessuno, i signori della Northern Petroleum decisero di mettersi all'opera, ancora prima che la VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, fosse stata approvata dal Ministero dell'Ambiente.

Come al solito, nessuno aveva informato la popolazione, e cosi' viene fatto un buco di oltre tre chilometri sotto la crosta terrestre, in mezzo alle case e vicino a campi archeologici. La gente ha visto venire su il pozzo e la torretta associata senza sapere cosa fosse e perche'. Quaranta metri di altezza (piu' della torre civica del paese!), strade e cantieri tutt'intorno.

Problemi di rumori, contaminazioni di aria ed acqua, subsidenza, polveri? Dirlo alla gente? Alla Northern Petroleum non le importa.

Pero' degli investitori si che le importa, ed infatti in data 13 Marzo 2009 il direttore della Northern Petroleum, tale Derek Musgrove, annuncia l'inizio degli scavi e in data 27 Marzo 2009 dice che addirittura sono di dieci giorni in anticipo sulla data prevista di fine lavori.

La gente non sapeva nulla, per loro nessun annuncio.

Come nel terzo mondo.

Partono allora tutte le proteste da parte dei cittadini, che hanno scoperto i progetti a misfatti avvenuti. Ci si lamenta della scarsa informazione e dello scarso monitoraggio dei progetti gia esistenti, sia per la qualita' dell'acqua che la gente beve, che della subsidenza. In una sola parola, ci si lamenta della poca democrazia in in questo paese. Tutto viene fatto a vanvera e senza criterio.

Il Comune dice di non sapere niente (.. mah, come facevano a non sapere di strade allargande? chi glieli ha dati i permessi? come facevano a non vedere camion e persone nuove in un paesino? a non chiedersi cosa facevano gli operai in zona? dormivano o piuttosto non gli importava? ).

Infatti, i cittadini spulciando fra le carte trovano che in effetti in comune di San Pietro in Vincoli gia' sapeva dal 2008 degli intenti della Northern Petroleum.

Da Ravenna Notizie:

I cittadini hanno dunque la legittima convinzione che si sia voluto tacere e nascondere il tutto per raggiungere l’obiettivo, in effetti raggiunto, che nessuno, avendone l’interesse e le conoscenze tecniche, potesse presentare osservazioni, e quindi mettere in discussione, o comunque portare alla luce del sole, la fattibilità del progetto e la sua compatibilità con la tutela dell’ambiente e la vivibilità e la sicurezza della popolazione.

Non mi sembra cosi' diverso da quello che si vuol fare, e si e' cercato di fare in Abruzzo. L'attuale responsabile e' il presidente di regione Gianni Chiodi, e la sua inutile assessore all'ambiente Daniela Stati, a cui non importa niente della loro terra, e che, ottusamente e ignorantemente continuano a non voler sentire, moderni Ponzio Pilato.

L'assessore all'ambiente per la provincia di Chieti, Eugenio Caporella, legge ancora le sue carte mentre il presidente della provincia, Enrico diGiuseppantonio cerca ancora di fare i giochi di equilibrio: promettere di fare e poi non fare nulla.

Intanto la Petroceltic sta per mettere su il suo bel pozzo di petrolio a sette chilometri da Ortona, con il beneplacito dell'assessore al turismo delle provincia di Chieti, il non eletto Remo di Martino.

Che classe dirigente dinamica, attiva e preparata che abbiamo!

Ma torniamo a San Pietro in Vincoli: mentre il Comune diceva di non sapere, di non poter farci nulla, la presidente di una delle associazioni impegante a salvare il territorio, Michela Nanni faceva quello che dovevano fare i rappresentanti della citta': informare, denunciare.

Vogliamo sottolineare come il territorio della nostra area sia gravemente minato dalla subsidenza e di come ogni giorno l'erosione divori la nostra costa arrecando anche gravi danni al turismo. Sarebbe sufficiente solo un po' di buonsenso e di lungimiranza da parte degli amministratori per far si che questi progetti venissero respinti immediatamente al mittente, ma non e' cosi'.

Altri pozzi di estrazione sono stati richiesti al largo della nostra costa, ed altri ne arriveranno perche' chi ci "amministra" e' completamente cieco e non vede altro che lo sfruttamento delle fonti fossili (gas, petrolio ecc) , non considerando al contrario le reali fonti rinnovabili.
Ma l'estrazione indiscriminata non produce solo gravi danni per il territorio, per la costa, per la stabilita' degli edifici, ma potrebbe divenire anche un serio e reale pericolo per la nostra agricoltura di qualita', infatti l'abbassamento del suolo potrebbe permettere la risalita dell'acqua salata nelle falde freatiche ove attingono i sistemi di irrigazione messi a punto dalle tante aziende agricole.

Mi sembra che il ragionamento non faccia una piega, e che si possa applicare tal quale per l'Abruzzo, la Basilicata, le Marche , il Veneto, le Puglie e lungo tutta la nostra penisola che dovrebbe solo essere un enorme giardino e non un campo petrolifero.

E com'e' finita a San Pietro in Vincoli? Ad un certo punto finiscono tutti i dibattiti e la torre viene smontata. Bene, hanno vinto i cittadini? No, tutt'altro. Semplicemente la Northern Petroleum non ha trovato nulla di appetibile e se n'e' andata.

Il risultato e' ottimo, ma i metodi fanno piangere. Non dovrebbero essere le ditte petrolifere a decidere di fare il comodo loro, venire, bucare, andarsene, senza nemmeno aspettare la VIA per nessuna di queste procedure. Dovrebbe essere invece questa nazione padrone di se stessa e decidere lei a chi dare e a chi non dare il proprio territorio.

E in tutte le altri parti d'Italia dove invece alla fine lo trovano il gas o il petrolio come va a finire?

Qualcuno sa che la Northern Petroleum vuole andare a trivellare l'isola di Pantelleria, la cui unica industria e' il turismo? Qualcuno se ne scandalizza? I politici lombardi cosi forti nel denunciare le trivelle nel loro parco del Curone faranno qualcosa per questa microscopica isola, che e' Italia anche lei?

Qualcuno ha spiegato ai cittadini Abruzzesi che ne e' del pericolo subisdenza per le nostre coste ora che iniziano a trivellare i nostri mari? Gli amministratori abruzzesi sanno cos'e' la subsidenza? Come fanno ad essere sicuri che non accadra' anche in Abruzzo? Ci sono degli studi? La gente che ne pensa?

Mistero.

L'ignoranza e' una brutta bestia e continuo a non capire come fanno questi personaggi da Nord a Sud, che a me non colpiscono certo per intelligenza, senso di servizio, di ascolto alla gente, di iniziative pulite, a governare l'Italia.

Fonti: Ravenna e dintorni , Interrogazione al sindaco di Ravenna

Monday, July 13, 2009

Siamo sulla BBC !



La scorsa settimana mi ha intervistato Punto Radio da Bologna (FM 87.70 - 87.90), sul tema dell'Abruzzo petrolizzato. Metto qui il
link per ascoltare la puntata del programma tramsesso da Antonio Amorosi su "Il punto di Antonio Amorosi". La puntata e' stata trasmessa Venerdi' scorso, 10 Luglio alle 16:30.

Grazie di cuore ad Antonio per l'interesse e agli altri ospiti dell'Emilia Romagna e della Lombardia per avere testimoniato degli stessi problemi nelle loro realta'. Sono contenta che pian piano anche il resto d'Italia sappia della devastazione che petrolieri e politici senza spina dorsale stanno portando a questa terra d'Abruzzo.

Non era mia intenzione farlo, ma visto che c'e' tutto questo immobilismo politico, e che fanno tutti finta di non sentire, io non ho altro strumento che svergognarli tutti al meglio che posso.

E poi, ho sempre pensato di voler fare arrivare la nostra storia petrolifera lontano, sulla stampa nazionale e straniera, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i pozzi del petrolio non ce li vogliamo per nessun motivo. Ho sempre sognato che fossero loro a trovare noi. Finalmente questo sogno e' diventato realta' grazie al filmato di Elga sul petrolio ad Ortona, mandato in onda da Current TV che una giornalista della BBC ha scovato e da cui e' nato il suo interesse sul tema.

La BBC ci ha dunque contattato e domani, 14 Luglio alle ore 8:30 del mattino andra' in onda in tutto il mondo il servizio sull'Abruzzo petrolizzato. Su questo link e' possibile ascoltare la storia e scaricarlo via podcast in inglese. Fra qualche giorno uscira' pure la versione cartacea, che non manchero' di pubblicare.

Gianni Chiodi e Daniela Stati dovranno vergognarsi davanti a tutto il mondo per avere rifiutato di prendere una posizione in merito alle estrazioni petrolifere e di starsi comportando da Ponzio Pilato. Anzi peggio: Ponzio Pilato diceva ni, questo duetto inutile non dice nulla.

Tutto il mondo sapra' che Nicola Fratino e gli altri suoi compari della Buonefra hanno intascato ben 1,100,000 euro in cambio della svendita delle colline del Montepulciano, trasformate da siti agricoli in siti industriali, nel giro di una sola settimana.

Tutto questo varra' da monito anche al nuovo presidente della provincia di Chieti, Di Giuseppantonio, che ha messo nella sua rosa di politici anche il famoso Remo di Martino, un forte sostenitore del progetto petrolifero per Ortona (e dunque penso anche per il resto della regione), quello stesso che pensava che io fossi una creatura del web e che doveva venire a Los Angeles a mostrare a tutti i miei alunni che io fossi antidemocratica (!).

Come dico sempre, quando uno viene eletto il suo primo dovere e' di garantire sicurezza, salute e benessere ai suoi concittadini e non di chiudersi orecchie, occhi e naso di fronte ai problemi, ed il petrolio e' uno dei piu' gravi e che riguarda tutta la regione. Ma evidentemente la spina dorsale della nostra classe politica non e' cosi rigida da fare il nostro interesse. Meglio far finta di niente, abbassare la testa e lasciare a petrolieri ed affaristi di fare cio' che vogliono.

Manifestazione 18 Luglio, ore 10:30 davanti alla nave di Cascella, continuiamo a fare informazione ed ad essere in tanti.

Monday, May 11, 2009

NON VOTATE REMO DI MARTINO


E' ufficiale, Remo Di Martino si presenta delle liste elettorali del Partito della liberta', come riporta Prima Da Noi.

Per chi ama l'Abruzzo e non lo vuole petrolizzato,
non votate Remo Di Martino.


Quest'uomo e' stato il piu' grande sostenitore di Ortona petrolizzata, tutto lascia presupporre che sara' anche il piu' grande sostenitore dell'Abruzzo petrolizzato.

Non votatelo.

Wednesday, March 18, 2009

Federparchi o federpetrolio?


Gianfranco Giuliante e' il presidente (?) del Parco Nazionale della Majella. E' anche stato appena eletto all'unanimita' come vicepresidente nazionale di Federparchi.

Questo e' quello che Patrizio Schiappa, il segretario regionale di Ambiente e Vita (mai sentiti nominare!) dice di lui a Prima da Noi. Secondo Schiappa l'elezione di Giuliante rappresenta:

"il riconoscimento più evidente dell’eccellente lavoro svolto da Giuliante sia come dirigente apicale di “Ambiente e/è Vita” sia come Presidente del Parco Nazionale della Majella".

Notare l'uso di parole arzigorose e auliche. Un dirigente apicale mi fa pensare al lavoro diuturno del buon vecchio Remo Di Martino. Comunque, Schiazza continua dicendo che l'attivita' di Giuliante e' da sempre

"caratterizzata per l’attenzione rivolta ai criteri di gestione e salvaguardia delle aree protette."

Ah si? E dov'e' Giuliante nella lotta all'Abruzzo petrolizzato? E dov'e' la Federparchi, Ambiente e Vita, o Mr. Patrizio Schiazza a sporcarsi le mani con il popolo? Qualcuno li ha mai visti? Qualcuno li ha mai sentiti? Dov'e' e' l'attenzione di Giulinate per quella meta' d'Abruzzo che rischia di essere ingoiata dal petrolio? Ha mai aperto bocca per promuovere la salvezza della costa teatina? Per farsi promotore dell'instaurazione, perimetrazione sia di quel parco che di quello marino, a Cerrano, vicino a Pineto?

Ma lo sa Giuliante che la Shell sta cercando di andare a trivellare LettoManoppello? Lo sa che molti permessi estrattivi ricadono anche dentro il parco Nazionale della Majella? C'e' mai stato lui in Baslicata dove i pozzidi petrolio hanno inquinato le falde acquifere del Parco Nazionale della Val D'Agri?

Cosa fa Federparchi oltre alle belle parole e all'autocelebrazione di quanto siamo bravi e belli?

Ma Giuliante sa benissimo cosa fa: tace perche' non gliene importa un fico secco della natura e dell'Abruzzo. La poltrona e' l'unico ambiente che ama. In questa intervista infatti dice:

"Bisogna fare una scelta intelligente - che non soffra di un pregiudizio "ecologico" - e non si deve negare la necessità che i "pozzetti" vadano messi da qualche parte per poter vivere e lavorare tutti quanti".


Questo qui non sa cosa dice! La parola SCELTA significa che non puoi seguire due strade in conteporanea: o fai l'Abruzzo verde o fai l'Abruzzo minerario. Non ci sono alterantive. O vuoi la salute del parco o vuoi ci i 'pozzetti' dentro.

Caro Giuliante, non abbiamo necessita' di pozzetti o di scelte petrolfiere intelligenti. Abbiamo invece necessita' di amministratori istruiti, lungimiranti, innamorati della terra, della gente, della verita'. Abbiamo biosgno di uomini liberi, e non di gente ignorante. Abbiamo bisogno di gente che invece di rincorrere le ultime goccie di petrolio del pianeta, sappia guardare al futuro liberi dai giochi di potere, di politica e che sappia dire no ai tarallucci con petrolieri, cementificatori e affaristi di ogni genere. Il petrolio non porta lavoro, ma solo malattie e distruizione.

Arrivera' la fine di questa gente, e' inevitabile. Sono vecchi nelle apparenze, nei modi di fare, nelle idee. Sono vecchi e inutili. Gianfranco Giuliante, Nicola Fratino, Remo Di Martino, Daniela Stati, Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Daniele Toto. A modo loro questa gente ha dimostrato nei fatti di volere l'Abruzzo petrolifero. Non meritano l'Abruzzo, sta a noi farglielo capire.

Ringrazio con affetto ed amicizia Lorenzo del blog Allegria di Naufragi che mi ha segnalato l'esistenza di questo personaggio e del suo amore per l'Abruzzo. Ecco il video del Presidente (?) del Parco Nazionale della Majella:

Thursday, December 4, 2008

Altre risposte, parte seconda


Durante il fine settimana del Thanksgiving mi sono arrivati email da parte di vari politici a cui avevo scritto. Ecco qui le risposte. Chiedo scusa se non le ho pubblicate prima. Il gruppo civico 'Per il bene comune' ha anche spontaneamente rilasciato una chiarissima e precisa dicharazione di contrarieta' alle trivelle e approvazione di moratoria. L'hanno diffuso alla stampa stamattina ed e' comparso anche su vastesi.com.

Grazie a tutti quelli che mi hanno riposto. Voglio anche notare come nelle interviste ai candidati degli amici di Beppe Grillo che in questo periodo vengono diffuse sui vari siti internet, tutti e tre i candidati presidenti alla regione interpellati (Costantini, De Laurentiis, Di Prospero) dicono di essere contro la raffineria di Ortona. Anche Chiodi, piu' o meno l'ha annunciato nel suo programma e in una lettera a me.

Bene, possiamo dire che di tutti i politici che si sono espressi sul tema, NESSUNO DICE DI ESSERE A FAVORE DELLE ESTRAZIONI DEL PETROLIO IN ABRUZZO.

A questo punto, visto che SIAMO TUTTI D'ACCORDO, una delle prime cose che la nuova giunta dovra' fare, e con l'appoggio di tutti, e' di approvare una moratoria sulle trivelle a lungo termine. Secondo me e' l'unico modo per davvero concretizzare il 'no' al petrolio di questi giorni. Io dico venti anni. Se qualcuno ha altre idee, mi faccia sapere.

Del Turco, Fratino e Di Martino hanno pensato bene di tacere. Andavano spacciando il petrolio come benessere per l'Abruzzo e li abbiamo sconfitti. Ora la lotta diventa piu' estesa e piu' forte: questo significa solo che dobbiamo essere ancora piu testardi, uniti ed immovibili.

" Do not lose your knowledge that man's proper state is an upright posture, an intransigent mind and a step that travels unlimited roads. "

Ayn Rand - scrittrice russa

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NO ALL’ABRUZZO PETROLCHIMICO, SI’ ALLE ENERGIE PULITE.
Pescara, 4 Dicembre 2008.

A nome di tutti i candidati della lista PER IL BENE COMUNE accolgo l’esortazione a prendere una posizione netta, contenuta nella lettera aperta del movimento di opinione ABRUZZO RINNOVABILE ONLUS sul tema dell’Abruzzo petrolchimico; mi impegno quindi, in linea fra l’altro con quanto contenuto nel nostro programma (consultabile sul sito a:

Contrastare la scellerata scelta di sviluppo petrolchimico, densa di preoccupanti conseguenze sulla salute, l’ambiente e l’agricoltura regionale;

Promuovere con ogni mezzo la diffusione delle energie pulite (solare, eolica, miniidroelettrica, geotermica, dal mare), anche in considerazione dei positivi impatti occupazionali e sociali.

Promuovere come priorità il risparmio energetico come “fonte alternativa di energia pulita

Promuovere una moratoria dello sfruttamento petrolifero nel territorio abruzzese e nel raggio di 160 km dalla costa (come negli Stati Uniti); noi pensiamo che le risorse (di scarsa qualità) petrolifere esistenti non vadano sfruttate oggi ma vadano preservate eventualmente per le future generazioni (sperando invero che non ne debbano avere bisogno).

A realizzare la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina (istituito nel 2001), a promuovere progetti di ampliamento delle riserve naturali costiere esistenti ed a portare avanti l’idea di una nuova riserva marina lungo l’intera costa abruzzese.

Non posso comunque fare a meno di invitare la popolazione a non fidarsi minimamente delle promesse dell’”ammucchiata partitocratica”, visto che mentre il centro-sinistra, tramite il suo assessore all’ambiente Franco Caramanico (ora candidato nel PD), ha firmato le varie autorizzazioni per il centro petroli ad Ortona senza battere ciglio, il centro-destra sta portando avanti la legge 1441-ter che esproprierà gli enti locali da qualsiasi competenza; ogni tipo di impianto quale il nucleare, inceneritori, discariche per rifiuti tossici, petrolchimici sarà realizzato senza possibilità di opporsi, con il risultato di distruggere definitivamente il territorio e l’ambiente e la salute degli abruzzesi.

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Gentile Dott.ssa D'Orsogna,

sono totalmente daccordo con le sue proposte; e' impensabile che il nostro Abruzzo, la regione dei Parchi Naturali, venga sottoposta ad un irresponsabile processo di "petrolizzazione", un autentico saccheggio delle bellezze naturali che tutta l'Europa ci invidia e che, al contrario, devono
essere valorizzate attraverso uno "sviluppo ecosostenibile", incrementando il turismo, le produzioni enogastronomiche di eccellenza, l'utilizzo di energie alternative non inquinanti (solare, eolica, idrica, etc.). Inoltre, in qualita' di medico, non posso non mettere al primo posto tutte le iniziative volte a migliorare la "salute" dei cittadini; i nostri figli si
aspettano questo da noi, e non ci perdonerebbero il disimpegno ed il disinteresse finalizzato a favorire i "pochi" a scapito della collettivita' tutta. Cordiali saluti.

Luigi Vallarola.

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Cara Maria Rita

io non sono un politico in quanto faccio l'avvocato e vivo del mio lavoro; mi sono candidato con Italia dei Valori a sostegno di Carlo Costani che ha gia' preso l'impegno di cui tu parli;
per la mia parte ti faccio sapere che sono un candidato "anomalo" perche' non mi sono fatto memmeno la foto di cui i tanti candidati hanno praticato con dovizia con quintali di lettere, manifesti, gigantografie ed autoincensi. Per me la lotta politica e' una cosa seria e combatto per i giovani come te: ho tre figli che vedono un futuro difficile. Come italiano sono orgoglioso di te e degli studi che stai facendo e ti formulo tanti auguri di una vita di successi
per te e la tua famiglia. Io sono fermamente deciso, in caso di nomina, a portare avanti la tua battaglia (la vostra battaglia) e mi impegnero' a manterere le promessa per il rispetto delle condizioni da te apposte. Peccato che non compro voti, ne' prometto posti, ne' sono
collegato a qualsivolgia finanziatore: per questo la mia elezione in forse. Pazienza quello che ti chiedo, che vi chiedo e' di non abbandonare la lotta ed a strare sempre con la schiena dritta.

Con affetto, Avv.Giuseppe Massi

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Gentile Dottoressa.

intanto mi presento meglio: sono un ex insegnante del Liceo Classico di (Italiano e Latino) , sono stato Sindaco di Roseto degli Abruzzi e Consigliere Provinciale quando si credeva ancora che la politica servisse per risolvere i problemi dei cittadini, della nazione e del mondo.
La delusione, che mi aveva spinto a pormi ai margini della vita pubblica, è stata annullata dalla voglia di non arrendermi alla pratica della politica-malaffare. Così ho scelto, dopo
diversi anni, di impegnarmi di nuovo. Conosco il contenuto delle sue battaglie e le condivido pienamente, anche se sono consapevole che vincerle sarà arduo in considerazione degli interessi che contrasteremo. Il mio impegno, tuttavia, è totale e non mi costa alcuna fatica sostenere le sue due proposte di legge; tra l'altro, l'avversione al centro olii di Ortona e il divieto di trivellazione entro 12 km dalla costa (l'estensione del Dercreto Ronchi può
inserirsi) fanno parte del programma della coalizione e del Partito (Italia dei Valori) cui appartengo. Anche io ho qualche cosa da chiederle: tramite le sue conoscenze abruzzesi sostenga la nostra Coalizione ("Costantini Presidente"), poiché ha unprogramma consono alle sue attese; sostenga i candidati dell'Italia dei Vaori e, se ha conoscenze in provincia di Teramo, può segnalare il mio nome. In attesa che un Governo decente si riappropri della sua inatelligenza e delle sue competenze, la saluto con cordialità.

Prof. Domenico Cappucci

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Forse il problema meriterebbe una risposta piu' circostanziata ed argomentata,ma la mia risposta comunque "Si'"

Anna Lecce

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