
Sono tornata a casa. Mentre viaggiavo mi frullavano nella testa tante cose, un senso di rabbia, di schifo, di voglia di scappare da tutta quella disonesta' morale nell'aria della sala Eden, la sera del 7 gennaio 2010. Un senso di tenerezza per l'Abruzzo, la sua natura, la sua bellezza. Il dispiacere perche' passero' anche io e nulla sara' cambiato. Lo sgomento verso i nostri amministratori perche' non meritano, non capiscono, non sanno, e non amano ne' la terra ne' la gente.
Adesso che sono tornata qui pero', mi pare tutto cosi' lontano, cosi' distaccato che non vale nemmeno la pena di arrabbiarsi. Ho la fortuna di poter tornare alla mia vita normale e di non dovere sporcarmi con compromessi, silenzi, paura. Sono libera e questo mi fa sentire pulita. Non ho nulla a che spartire con la politica abruzzese, non ho da chiedere niente a nessuno, e sono libera di pensare, di dire in piena liberta' e anche di piangere. Non ho paura.
Sara' la storia d'Abruzzo a giudicare Remo di Martino, e lo sappiamo tutti che non sara' tenera con lui.
Per chi non c'era, dico solo che di tutti gli incontri che ho fatto in questi anni, e dal mio punto di vista, quello di Ortona del 7 gennaio 2010 e' stato il piu' brutto in assoluto. Non avevo la voce, e non ho potuto parlare direttamente alla gente, avrei voluto una presentazione piu' diretta su Ombrina Mare, ma sono umana anche io e nel corri-corri natalizio, non ho avuto tempo. Avrei voluto prepararmi delle domande mirate da fare a tutti i politici e sul loro impegno vero
PER IL FUTURO, ma non sapevo che sarebbero intervenuti cosi numerosi e cosi lungamente e che se non gliele facevo io le domande non gliele avrebbe fatto nessuno.
Forse e' qui il punto del mio senso di schifo. Che nessuno dei politici ha parlato al futuro. Tutti a dire: io nel 2007 ho fatto questo, io nel 2008 ho fatto quest'altro. Nessuno a dire:
FARO' QUESTO PER IL 2010 e quando lo sanno tutti benissimo che qualsiasi merito ci sia da prendersi quello e' tutto e solo della popolazione.
Nel suo complesso, la classe politica teatina e' stata e resta al traino. Di iniziative proprie non se ne sono contate e non se ne contano, e questo a partire da Gianni Chiodi fino al sindaco di Ortona. Se non era per noi cittadini stavamo gia' con le 14 canne fumarie al vento - e' questa l'unica verita'.
E non parlo di vaghi annunci ai giornali locali che e' facile fare, specie alla fine quando il popolo e' stato gia' ampiamente sensibilizzato e non puo' che essere d'accordo con te. Parlo di pressioni forti presso il governo centrale, presso Chiodi, presso la Petroceltic, presso l'ENI. Parlo di comprare pagine sul Corriere della Sera o sull'Independent di Londra per denunciare, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i petrolieri non ce li vogliamo. Parlo della perimetrazione del parco della costa teatina. Parlo del trovare un qualche provvedimento per restituire le terre del Feudo ai contadini o per far togliere le piattaforme dismesse a Casalbordino.
Ad Ortona, Enrico di Giuseppantonio non c'era. Era a Gissi a sentire la presentazione dell'ennesimo libro sul politico abruzzese Remo Gaspari.
Invece c'erano altri politici, interessati piu' alle apparenze che del fare concreto. Il rappresentante del comune di San Vito - di cui non ricordo il nome - era ancora preoccupato perche' qualcuno aveva messo i manifesti sul petrolio in piena sessione turistica due anni fa! Ancora a quello pensava! Ma dove vivono queste persone? Non hanno ancora capito che al giorno d'oggi non e' piu' possibile "riammandare" niente? Al tempo di internet, non puoi far finta che i problemi non esistono. Il mondo globale esiste pure a San Vito Marina, e l'unico modo di avere una buona immagine non e' di nascondere i problemi ma di affrontarli e di risolverli. Le piattaforme non le puoi ignorare, specie quando saranno messe a 5 km dalla riva.
E il dover fare bene e per davvero vale per il petrolio, vale per la cementificazione selvaggia, vale per il Feltrino tutto sporco. Basta solo chiederlo ai gestori di bed and breakfast. Uno di loro mi ha detto: "Ai turisti non si puo' mentire. Lo vedono se il territorio e' sano o no". Lo hanno capito tutti ad eccetto che la classe politica abruzzese.
E' stato molto buffo quando l'amministratore di San Vito si e' risentito perche' non c'era il suo comune sulla lista di quelli che hanno mandato lettere al governo contro Elsa2. Non c'era San Vito perche' non le hanno scritte e non le hanno scritte perche' molto probabilmente non sapevano nemmeno come si faceva.
Sarebbe anche tutto comico, se non che tutti questi qui vengono pagati
PROFUTAMENTE e coi nostri quattrini. Come ho detto in sala, io non lo trovo accettabile che debba essere un cittadino privato, Giosue' Guidone, a dover chiamare il ministero tutte le sante settimane, in vece di sindaci e assessori. Noi siamo tutti dei volontari, loro no.
E veniamo a Remo di Martino. Cosa posso dire?
LO SAPPIAMO TUTTI CHE FINO ALL'ALTRO IERI REMO DI MARTINO E' STATO IL PIU' FORTE SOSTENITORE DELLE ESTRAZIONI DI PETROLIO AD ORTONA. Non esiste nessuna altra verita'. Tutto il resto sono chiacchere anche se lui adesso vorrebbe riscrivere la storia. Una persona intelligente - un politico! - cosa avrebbe dovuto fare? Dire, con semplicita', mi sono sbagliato. Ora ho capito e cerchiamo di fare le cose insieme e meglio. E cercare di farlo con sincerita'. Invece no, dal palco mi e' toccato sentire che lui e' stato contrario alle estrazioni di petrolio, che ha promosso - fatto - denunuciato - bla bla bla. Come potevo restare li seduta ad ascoltare quelle bugie?
Avete voi mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino
andare in televisione a dire alla gente che c'e' da attivarsi contro Elsa2? Contro le trivelle a Vasto? Contro Ombrina Mare? Avete mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti sollecitare un incontro con il Ministero dell'Ambiente, o del Turismo per salvare la costa teatina? Avete mai sentito voi l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino parlare della necessita' di perimetrare il parco della costa teatina?
Io no. Non parlo neanche di risolverli questi problemi, quanto di prendere posizione, di darsi da fare, di iniziare in qualche maniera, di esporsi. Nada.
E mentre tutte queste cose si agitavano in me gli ho chiesto : scusi, ma da quando lei e' diventato contrario alle estrazioni di petrolio?
E poi ho preso e me ne sono andata.
Ho sbagliato a farmi prendere dall'impeto, lo so. Ma in quel momento ho sentito tutto quello che mi compone impormi di andare via. Non volevo sporcarmi. E' stato piu' forte di me. Restare li ed avallare con la mia presenza cio' che sarebbe stato detto e che io percepivo non essere sincero sarebbe stato poco dignitoso. Avrebbe mandato un segnale sbagliato alla gente. Io con Remo Di Martino non ho nulla a che spartire, e non voglio spartirci nemmeno un palcoscenico a cinque metri di distanza, nemmeno per un nanosecondo.
E' strano, anche mentre scrivo mi pervade un senso di sporcizia, solo a pensarci.
Sono altro, sono libera, sono pulita, sono onesta, non dico bugie. Me ne sono andata fra la folla e mi e' venuto da piangere. Non sono un politico, non ho nessuna immagine prestampata da difendere. Sono stata sincera anche nei miei sentimenti. Sono quello che vedete - qualche volta ci azzecco e qualche volta no.
La cosa che mi ha sorpreso pero' e' stata la mancanza di reazioni da parte del pubblico. Ma perche' nessuno ha fatto domande? Perche' nessuno gli ha chiesto cosa intende fare adesso lui che pure e' l' assessore al turismo della provincia di Chieti? Perche' nessuno gli ha chiesto che ne pensa lui di Ombrina Mare?
Mi ha fatto male il silenzio della gente. Una piccola delusione anche per quanto riguarda la gestione dell'incontro - perche' Gaetano Basti non ha fatto lui domande concrete ad uno ad uno dei politici?
In tutto questo, non posso fare altro che rinnovare il mio ringraziamento a Franco Moroni che non e' ne l'assessore all'ambiente e ne al turismo della provincia di Chieti, ma che e' stato l'unico della giunta provinciale a fare azioni concrete e a trovare una strada per parlare con noi cittadini. Siamo tutti un poco diffidenti della classe politica, ma credo che ciascuno di noi sia aperto a lavorare assieme alla provincia quando questa si mostra sincera e genuinamente interessata al bene comune. Vorremmo solo un po piu' di coraggio e di prese di posizione da parte della provincia presso Roma, presso la Petroceltic, presso la MOG, presso la stampa nazionale italiana, inglese e irlandese.
Un plauso sincero al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, l'unico che non ha fatto passarella politica, che ha promosso inziative vere nel suo territorio contro la petrolizzazione, che ha rotto le scatole per mesi ed anni al Ministero dell'Ambiente affinche' istituissero un parco marino a Pineto e a Silvi. Che ha guardato oltre l'appartenza politica per arrivare a questo parco, lavorando assieme al suo collega di Silvi, Gaetano Vallescura, di altra ispirazione politica. I comuni della riviera teatina hanno solo da prendere esempio.
Grazie anche a Walter Caporale, non mi aspettavo una cosi' affettuosa e appassionata difesa verso di me, mi ha fatto bene sentire quelle parole. Sono umana anche io - grazie.
Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto - con parole di supporto e di affetto.
Infine, grazie a papa' - alla fine sono cosi' perche' me lo avete insegnato voi.
E si' - e' la verita', negli USA le consulenze di quel genere di pagano profumatamente, anche $500 l'ora. Credo che non ci sia bisogno di dire che non ho mai preso soldi da nessuno. L'ho detto perche' ci si rendesse conto che scrivere le osservazioni e' stato un duro lavoro. C'e' dietro un impegno non indifferente, fatto gratis e per amore.
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PS: Gia ora arrivano gli email da parte di Antonello Tiracchia che come al solito non perde occasione per spiattellare contro di me, piu' o meno velatamente, tutto quello che puo' su Facebook e sulle caselle postali delle persone. Lui non era presente all' incontro perche' era contrario all' iniziativa. Ora dice - senza che nessuno glielo chiede - che da' tutta la sua solidarieta' a Remo di Martino. Va bene cosi. Siamo in democrazia. Incasso anche questo.
Mi si invita a non tornare piu' - potrei anche fare tesoro di queste parole e lasciar perdere questa battaglia. E' da un po che ci penso anche io in realta'. Non mi sarei aspettata tanto astio verso di me.
La mia coscienza e' pulita.