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Sunday, September 4, 2011

L'inutile Mauro Febbo


Non potro' mai dimenticare la prima volta che lo vidi, in uno studio televisivo, dove piu' o meno direttamente mi dava della "khomeinista", e dove a fine trasmissione mi urlo' che in Abruzzo il nucleare si sarebbe fatto perche' lo diceva lui!

Ora senza troppi giri di parole esce sulla stampa d'Abruzzo a dire che lui e' contrario al parco della costa teatina.

Un assessore regionale all'agricoltura che dice di essere contrario al Parco! Roba da non crederci! Nel 2011! Una visione piccola piccola, da uno che non e' mai uscito fuori dal suo piccolo mondo.

Non che non l'avevamo capito che Febbo fosse contrario al parco. Mauro Febbo e' lo stesso che a San Vito Marina con cosi tanta arroganza disse che nel parco si dovevano abbattere i frantoi.

Proprio uno che se ne intende di parchi!

Ma e' ovvio, a me almeno, che dell'agricoltura, dell'ambiente, a Mauro Febbo non gliene importi niente, altrimenti avrebbe fatto fuoco e fiamme a suo tempo contro il centro oli in Abruzzo, dall'inizio e qualsiasi fosse stato il suo ruolo politico. Altrimenti starebbe li a cercare di salvare Bomba dalle grinfie della Forest Oil o anche i nostri mari dalla Petroceltic. Invece non fa niente.

Continua a parlare di vincoli gia' esistenti, ma nella realta' dei fatti l'area e' preda alla speculazione edilizia gia' da un po - l'ecomostro Pagliaroli e' solo la punta dell'iceberg e gli assatanati delle villette stanno gia' li, pronti per partire.

Parla del fatto che il parco non si puo' fare perche' quella e' una zona densamente abitata. Ma quando mai?

Caro Febbo, mai sentito parlare della Costa Brava che Enrico di Giuseppantonio tanto decantava come modello di sviluppo per la provincia di Chieti, nuova "Catalogna d'Italia"? La Catalogna di Spagna e' un parco da Barcellona in su proprio per proteggere l'area dagli speculatori edilizi.

Ed e' proprio da questa considerazione che si vede che Febbo e' ancorato al 1960: secondo lui i parchi si devono fare in zone semi desertiche - in montagna, come se il parco fosse una cosa slegata dalla vita delle persone. Certo ci sono parchi che hanno ragione di esistere in totale isolamento dell'uomo, ma ci sono mille altri esempi attuali in cui invece il parco e' parte integrante della vita delle persone, che ne traggono benefici anche economici, e molto piu diffusi che per il palazzinaro di turno.

Sono il parco del Curone, il Gargano, le Cinque Terre. Tutti esempi di integrazione di vita nel parco e dove il parco ha portato a marchi, a turismo, a soldi per tutti e non agli speculatori e ai politici. Ma poi chi ci vuole andare al mare a vedere le villette? Per quello c'e' gia' Francavilla.

Quello che sconcerta e' che Febbo in teoria ci rappresenta a Roma sulla perimetrazione. Questo e' assurdo.

Non vuoi il parco? OK. Ma non puoi arrogarti il diritto di andare a Roma e di rappresentare una intera provincia di CITTADINI che invece il Parco lo vogliono.

Mauro Febbo e' un ragioniere con "la passione per la politica" come dice lui.Non votiamolo piu' - l'Abruzzo merita di meglio, merita uno con la "la passione per l'Abruzzo" e non per palazzinari e speculatori edilizi.

Vergogna.



Monday, June 6, 2011

Comunicato del consigliere Franco Moroni

A questo punto credo che Enrico Di Giuseppantonio dovrebbe avere il coraggio di fare la cosa giusta:

1. Appoggiare in pieno il Parco della Costa Teatina, con i piu' ampi confini possibili.

2. Rimuovere l'incarico di assessore all'ambiente a Eugenio Caporrella, e affidarlo a Franco Moroni.

Di tutti quelli alla provincia, e' stato l'unico veramente che e' stato dalla parte dei cittadini. A mio avviso, ne' Eugenio Caporrella, ne Remo Di Martino, assessore al turismo - si sono dimostrati all'altezza dei ruoli che coprono per quanto riguarda l'affaire petrolio.

Ovviamente sul parco non si e' ancora espresso nessuno.

Grazie a Franco Moroni, e speriamo che lei possa parimenti stare dalla parte del Parco, uno degli strumenti che ci salvera' dal petrolio selvaggio:

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Comunicato di Franco Moroni:

Domenica 5 giugno 2011 la società Forest Oil ha organizzato un incontro sul progetto estrattivo denominato “Colle Santo” invitando amministratori e cittadini ad essere presenti.

Mi domando ma questo incontro informativo non è stato organizzato troppo tardi, con il progetto già depositato x la richiesta di autorizzazione VIA Regionale??

Volendo intervenire sul territorio della Provincia di Chieti come mai la Forest Oil non ha mai chiesto un incontro con la stessa Provincia ?? (anche se non ha competenze nel rilascio di autorizzazioni sull'istanza richiesta).

Tutto questo mi sembra un vero controsenso, segno di debolezza e di irresponsabilità da parte della società Forest Oil.

In primo luogo, ad oggi dopo che l'Amministrazione Provinciale di Chieti sin dall'insediamento ha preso posizione nel puntare sullo sviluppo turistico ricettivo agricolo, facendosi interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità che non intende più sacrificare neanche un centimetro della propria terra sull’argomento estrattivo, istituzionalmente non abbiamo avuto nessun segnale di apertura a dialoghi da parte della Forester Oil per affrontare costruttivamente le questioni in essere .

E' anche per questo motivo, essendo il delegato della Provincia di Chieti alla difesa della costa e del territorio, che ha seguito e sta seguendo concretamente, con il Presidente della Provincia di Chieti, la vicenda nelle sue svariate sfaccettature positive e negative, prendo le distanze dalle dichiarazioni dell'Assessore all'Ambiente della Provincia di Chieti sicuramente sue personali e non dell'intera coalizione di maggioranza provinciale di centro destra che ha attuato azioni concrete quali presenza agli incontri con i cittadini locali del comprensorio di Bomba, Deliberazione di Consiglio Provinciale tecnica politica per la sospensione dell'iter per il rilascio del parere VIA, istanze negative presso il Ministero dell'Ambiente e della Regione Abruzzo, nonché istituzione di un tavolo tecnico di studio costituito da enti e docenti competenti che ha prodotto un documento con risultanze negative per il progetto della FOREST inviato All'ufficio VIA della regione Abruzzo.

E allora dobbiamo dire che il controsenso è proprio nell'organizzare oggi l'incontro informativo su un impianto da realizzare nel Comune di Bomba, dove la posizione del Presidente della Provincia e quindi dell'Amministrazione Provinciale è negativa, risultato ottenuto da una scelta responsabile, affrontando la tematica con serietà ed equilibrio in modo istituzionale e dopo aver verificato la congruità in termini progettuali, ambientali e di salute pubblica.

PERCHE NO

PERCHE’ è impensabile realizzare una centrale di estrazione e trattamento a poche centinaia di metri dalla diga dell’invaso.

PERCHE’ è inverosimile far passare 8 Km di condutture nel territorio di Bomba, Gessopalena e Roccascalegna tra siti di notevole interesse naturalistico.

PERCHE’ Il territorio interessato al progetto, ha già ampiamente contribuito ed ancora oggi contribuisce alla produzione di energia con la costruzione dell’invaso artificiale di Bomba e della centrale idroelettrica di Altino.

L’intera zona, a causa della sua naturale instabilità idrogeologica e proprio in virtù della presenza dell’invaso, è sottoposta costantemente a gravi rischi per le numerose ed importanti frane attive.

Pensare pertanto, di sfruttare nel medesimo territorio anche un giacimento di gas naturale, con i possibili fenomeni di subsidenza che questo inevitabilmente comporta, rappresenta una gravissima e pericolosa scelta dove le due attività non possono essere compatibili.

E’ del tutto anacronistico privilegiare come fonte di energia lo sfruttamento di un giacimento di idrocarburi, fonte non rinnovabile, mettendo a rischio un impianto idroelettrico, fonte rinnovabile e più pulita.

Quindi la Provincia di Chieti dice NO e ha detto sin dall’inizio NO. Un NO che si inserisce in un percorso tecnico-amministrativo già avviato sin dal primo insediamento dell’amministrazione per situazioni analoghe che è quello, dopo aver valutato le caratteristiche dei progetti, di tutelare il proprio territorio. La nostra azione in materia di salvaguardia, non è improntata su estremismi, ma restiamo fermi nel portare avanti tutte quelle iniziative istituzionali atte a salvaguardare specifici comprensori della nostra provincia. In particolare quello di Bomba che ha unito alla vocazione turistica, ambientale e energetica con l’impianto idroelettrico, quella sportiva dove sono stati fatti investimenti e svolti i Giochi del Mediterraneo, dove ultimamente abbiamo portato i campionati italiani di canoa con oltre 3000 presenze in tre giorni.

Un NO perché se dovesse arrivare il via libera alla realizzazione degli impianti, ciò significherebbe danneggiare al 90 per cento l’industria turistico-ricettiva, con il relativo indotto, impoverendo la zona e cancellando posti di lavoro.

Un NO perché la politica deve essere interprete autorevole delle esigenze e delle aspettative di tutta la comunità della valle del sangro che non vuole questo insediamento.

Il Consigliere Provinciale Delegato Franco Moroni

Friday, May 27, 2011

Il Parco della Costa teatina


Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza

Dante, Inferno, canto XXVI, 116-120


The greatest ignorance is to reject
something you know nothing about

H. Jackson Brown


Ieri sera una serata surreale a San Vito Marina.

Qui il racconto di Lorenzo Luciano intitolato L'anello al naso, che esprime eloquentemente il livello di quello che doveva essere un incontro-dibattito sul futuro della Costa Teatina.

Non avrei mai potuto immaginare che nel 2011 ci potesse essere tanto astio contro un parco, che e' una delle cose piu' belle che si possano regalare alle generazioni future.

In altre parti del mondo, certo piu' civile di quello di ieri sera, sarebbe una cosa desiderata e incentivata, per la salute, per lo sviluppo ecosostenibile e duraturo, per il benessere diffuso, e anche come strumento per lottare contro i petrolieri. Ricordo l'orgoglio dei cittadini del Parco del Curone quando mi portavano in giro fra le loro colline verdi.

Al convegno c'erano Mauro Febbo, assessore all'agricoltura della regione Abruzzo, c'era Luigi Comini, del comune di San Vito Marina, c'erano Enrico di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, c'era Rocco Catenaro, sindaco di San Vito Marina, c'era Antonio Sorgi, capo della commissione VIA della regione Abruzzo.

Infine, c'era Fabrizio di Stefano, senatore della Repubbica, lo stesso che ha firmato un disegno di riforma costituzionale per abolire la XII norma della Costituzione italiana, che vieta "la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".

Non c'era nessun esperto vero di Parchi, qualcuno che li abbia mai gestiti, che potesse dare dei numeri sulla ricettivita', sulle esperienze passate di altre localita'.

I presenti erano tutti piu' o meno apertamente contrari al Parco della Costa teatina, anche se continuavano a dire di essere neutrali. A me sono sembrati dei moderni Ponzio Pilati.

Hanno comunque detto un sacco di bugie.

Che nel parco i frantoi dovranno essere abbattuti, che non ci sono soldi per il parco, che il parco portera' via ai comuni la possibilita' di gestire il proprio territorio, addirittura che i soldi del parco andranno al WWF e alle altre associazioni ambientaliste!

Pareva che questo parco fosse un orco cattivo.

Paolo Primavera di Confindustria ha parlato della necessita' di salvare la Honda. Mauro Febbo ha detto di essere favorevole al nucleare. Il sindaco di Villalfonsina, Mimmo Budano ha detto di voler revertire il processo e fare annullare il parco della Costa Teatina. E' lo stesso che secondo il Centro voleva dare lo sfratto agli anziani nel suo paese. Non gli importa dei vecchietti che vuoi che gli importi del parco.

La mia impressione e' che ero circondata da persone ferme al 1960, con dei cervelli piccoli piccoli. Poveretti.

Penso alla campagna elettorale di Enrico di Giuseppantonio che continuava a insistere con la storia della Provincia di Chieti come la Catalogna d'Italia mentre ieri sera si annunciava contro il parco.

Lo sa Enrico di Giuseppantonio che da Barcellona fino al confine con la Francia la Costa Brava e' tutta coperta da vincoli ambientali e da parco costiero e marino? Lo sa cos'e' la Carta de Tossa? E' stata firmata nel 1998 da tutti i comuni della costa di Catalogna per proteggere la natura, per fermare la cementificazione e come strumento ulteriore di promozione turistica.

Ci credeva veramente alla Catalogna d'Italia o parlava giusto per parlare, come si fa in campagna elettorale?

E piu' si dicevano tutte queste falsita', piu' la gente esultava, nella piu' totale sudditanza. Ed esultavano ancora di piu' quando i politici a turno continuavano a dire di essere ignoranti e di non sapere niente.

"Sono ignorante". Applausi scrocianti.

Roba da medioevo.

Non lo so perche' questa gente non lo voglia il parco, posso solo immaginare che sia dovuto alla voglia di speculazione edilizia che e' tanta, ma proprio tanta lungo la costa dei trabocchi, a partire dal mega resort di Gianni Pagliaroli che si vuole fare proprio a San Vito Marina, squarciando una intera collina e senza rispetto per nessuno.

La mia previsione: sara' un totale fallimento. La clientela di un mega resort non si sposa con il tipo di mare che abbiamo noi, piccolo, modesto, fatto di calli e boschetti.

Il pubblico era fatto per la maggior parte di uomini inferociti e senza grazia, molti hanno anche detto di essere stati chiamati apposta per far rumore e per agitare la sala. Alcuni hanno dichiarato di lavorare per la Halliburton, ditta petrolifera. Altri per l'ENI.

E' stata una lotta impari. Ines Palena, Fabrizia Arduini, la sottoscritta, siamo tutti stati presi in malo modo da quelli che parevano spettatori e invece erano li solo come cani inferociti.

Ho detto la mia, e non me ne pento. Non ho niente da chiedere a questa gentaglia, e sono un cittadino libero che ha la fortuna di poter dire quello che pensa.

Me li sono presi tutti gli insulti e i fischi, dal primo all'ultimo. Dal "ma lei non cucina?" al "ma lei che ci viene qui con il deltaplano?" Dal "lei ha fatto togliere la bandiera blu a San Vito" al "lei e' stata invitata al convegno di Rainone e non c'e' venuta". Dal "lei e' arrivata a combattere il centro oli di Ortona con un anno di ritardo" fino all'onnipresente "le ricordo la sua giovane eta'."

Forse la cosa piu' buffa e' quando mi hanno detto di non aver fatto niente per fermare il disastro della BP.

Poveretti.

Resta il fatto che Elsa2 o Ombrina Mare non l'ha fermato nessuno di loro incluso Luigi Comini e Mauro Febbo che tanto si agitavano contro di me.

Il testo mandato al Ministero dalla Provincia di Chieti per Elsa2 e' un copia incolla, parola per parola, del testo che ha scritto la qui presente. Comini e il Comune di San Vito non hanno neanche mandato niente per Elsa2.

Alla fine della serata, una cena pagata dal comune, in perfetto stile Cetto La Qualunque.

Quando ci sveglieremo e vedremo San Vito francavillizzata sapremo di chi e' la colpa.

Wednesday, May 12, 2010

Parole, parole, parole

** Per scrivere le osservazioni di Bomba, il link e' qui. Le lettere raccolte finora sono qui. **

Le dichiarazioni di Gianni Chiodi a Prima da Noi sulla petrolizzazione fanno ridere.

Le problematiche di tutela del territorio sono prioritarie. L'impegno del governo regionale è quello di contrastare ogni forma di trivellazione in Abruzzo.

E come? Dicendolo a Prima da Noi quando proprio non puoi piu' stare zitto? Cosa ha fatto la regione per Elsa, Ombrina, Vasto, Bomba? Cosa ha fatto la regione per sensibilizzare, dialogare, promuovere questa ipotetica "tutela del territorio"? Come si sposa la suddetta con il piano di Daniela Stati di aprire QUATTRO inceneritori per un milione di persone?

La verita' e' che Chiodi parla ma i petrolieri continuano ad avanzare richieste di perforare.

Mi pare un controsenso, no?

Queste cose Gianni Chiodi se avesse il coraggio, le andrebbe a dire al Corriere della Sera, alla Petroceltic, alla MOG, al Times di Londra, a Berlusconi, alla Prestigiacomo, o in una delle case di Scajola. Se avesse avuto il coraggio, Gianni Chiodi sarebbe venuto alla manifestazione del 18 Aprile per dare un segnale alla gente, alla stampa, ai petrolieri.

E invece no, parla cosi' solo perche' pressato e perche' non puo' fare altrimenti - dire qualsiasi altra cosa sarebbe un suicidio politico e lo sa anche lui. Meglio rabbonire la gente dicendo cose senza alcun fondamento.

E' stato Walter Caporale che ha fatto la domanda al nostro amato - quanto coraggioso - governatore su cosa stessa facendo la regione contro il petrolio. Senno' Chiodi non avrebbe detto niente.

Abbiamo già approvato un piano energetico regionale che vieta in Abruzzo la produzione di energia elettrica dalla combustione di idrocarburi liquidi e i suoi derivati mentre valorizza la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con l'obiettivo di arrivare al 2015 alla copertura del fabbisogno energetico pari almeno al 51 %; dall'altro ha approvato con i voti della sola maggioranza, una nuova legge regionale che vieta sul territorio abruzzese l'estrazione e la lavorazione di idrocarburi liquidi.

Questa legge è stata impugnata dallo Stato con ricorso alla Corte costituzionale ma in quella circostanza oltre a deliberare la costituzione in giudizio, il governo regionale e, in particolare, la Presidenza ha promosso anche l'apertura di un tavolo ufficiale dove siedono tecnici regionali, del ministero dello Sviluppo economico e delle Politiche regionali.


Si l'avevamo gia' vista la fine pietosa della legge scritta da Chiodi - da solo, blindato e senza chiedere niente a nessuno. E' stata impugnata dopo neanche un mese. Chissa' perche'. Cosa stia facendo ora Chiodi per salvarla e migliorarla, e' un mistero della fede.

E sulle trivelle a Bomba che vogliamo fare?

E' li che sara' la prova del nove per Gianni Chiodi. PER BOMBA A DECIDERE E' CHIODI E NON ROMA. Li vogliono mettere almeno cinque pozzi di petrolio e una raffineria, in riva al lago con una diga che corre il rischio di crollare.

Vogliamo dire due parole ai Bombesi? Vogliamo dire due parole alla Forest Oil Corporation?
Vogliamo tirarla fuori un po di grinta?

Finora il nostro amato tace, come anche la sua assessore Daniela Stati. Ma per gli inceneritori le trovano le parole. E' grottesco.

Per quanto riguarda quel 51%, vorrei proprio sapere come questo verra' fatto, come sono arrivati a quella cifra e soprattutto se davvero pensano che tutto questo sia possibile in soli 4 anni! E' tutta demagogia, perche' di concreto non si vede e non si sente niente. Incentivi, infrastrutture, sensibilizzazione, nada. Inceneritori si pero'.

C'e' un post bellissimo post di Fabrizio sul sito del Comitato di difesa dei Beni Comuni in cui la frase di Chiodi sul 51% viene smontata pezzo pezzo. Si chiama "Presidente, conosce le tabelline?"

Qui si che ci sono numeri e cifre e dalle quali si vede che - a meno di un miracolo - quello che promette Chiodi sono solo parole vuote, sparate a vanvera. Non siamo scemi.

Infine, di intenso c'e' solo il lavoro della gente, caro Chiodi. I tuoi "tecnici regionali" non si sa chi sono, che titoli abbiano, cosa facciano, o perche' non parlano con la gente normale.

Il medioevo e' gia' passato da un pezzo, e ormai e' evidente che questa giunta regionale e' totalmente impreparata ad affrontare il ventunesimo secolo.

Lettere mandate a Bomba, per ora ecco l'elenco delle persone che hanno mandato testi alla regione - grazie! Di nuovo questa e' una lista apartitica, e aperta a tutti.

81) Dr. Domenico Angelucci - Lanciano
80) Dr. Michele D'Attilio - Lanciano
79) Mattia Bendetto - Paglieta
78) Federazione Regionale Verdi Abruzzo - Lanciano
77) Enrico Di Noro - Paglieta
76) Michelle Chiavaroli - Lanciano
75) Miriam Castura' - Lanciano
74) Francesca Marongiu - Lanciano
73) Alessandra Natale - Lanciano
72) Maria Antonietta Fogli - Lanciano
71) Claudio Martelli - Lanciano
70) Orlando Travaglini - Casoli
69) Maria Milantoni - Lanciano
68) Marina Gallo - Guardiagrele
67) Lega per l'Abolizione della Caccia - Guardiagrele
66) Pamela Caporale - Pescara
65) Asilo Nido La Tata - Lanciano
64) Anna Andreoli - Lanciano
63) Associazione Altares - Lanciano
62) Comune di Colle di Mezzo
61) Avv. Angela Spoltore - Lanciano
60) Fernanda Mannella - Canosa Sannita
59) Maria del Bello - Lanciano
58) Maria Nicola Lanci - Lanciano
57) Giuseppina Di Santo - Atessa
56) Pamela Piscicelli - Roma
55) Dr. Valeria Caiolfa - Milano
54) Ing. Lorenzo Luciano - Casalbordino
53) Partito Democratico di Ortona
52) Marina Cionna - Belvaux, Lussemburgo
51) Animalisti Italiani - Lanciano
50) Arci - Vasto
49) Costambiente - Torino di Di Sangro
48) I Manichini D'Ottone - Milano
47) Micaela Iezzi - San Vito Chietino
46) Franco Mastrangelo - Lanciano
45) La Chitarra di Massimo - Lanciano
44) Nuovo Senso Civico - Lanciano
43) Donato Spoltore - Belgio
42) Filippo D'Orsogna - Lanciano
41) Antonio de Luca - Orsogna
40) Maria Nicola D'Alessandro - Orsogna
39) Ing. Tommaso Giambuzzi - Pescara
38) Avv. Tommaso Palermo - Chieti
37) Luca Pantaleo - Pescara
36) Comune di Fara Filiorum Petri
35) Lucia Ciccocioppo - Padova
34) Arch. Roberto Fedele - Roma
33) Arch. Maria Carmela Ricci - gestore www.casoli.org
32) Hotel Alba - Lanciano
31) Casa del Bocconotto - Giulia Biondi - Lanciano
30) Ristorante Il Bucaniere di Piero Angelucci - Casoli
29) Francesco D'Amico Arredamenti - Casoli
28) Virtus Frentana Calcio - Lanciano
27) Venusia Vinciguerra - Oslo, Norvegia
26) Sergio Varrenti - Piane d'Archi
25) Parrocchia del sacro Cuore - Lanciano
24) SOS Costa dei Trabocchi - San Vito Marina
23) La Rivista D'Abruzzo - Ortona
22) Ludovica Raimondi - Giulianova
21) Il Quercione - Lanciano
20) Azienda Agrituristica Olivastri - Ortona
19) Miracolo Eucaristico - Lanciano
18) Paola Filippi - Bomba
17) Antonio Martorella - Roma
16) Istituto Comprensivo San Vito - San Vito Chietino
15) Maristella Iovannitti - Pratola Peligna
14) Il Crampo - Lanciano
13) Ilaria Giangrande - Pescara
12) James e Dan Fante - Los Angeles, California
11) Maura Di Giulio - Torino di Sangro
10) Assunta di Florio - Lanciano
9) Angela Di Berardino - Los Gatos, California
8) Comune di Fossacesia
7) Massimo Colonna - Bomba
6) Circolo Culturale Antonio Buendia - Lanciano
5) CicloPazzi - Lanciano
4) Redazione di Chi'ssi dicie - Torricella Peligna
3) Dr. Libera Berghella - Pasadena, California
2) Dan Aspromonte - Santa Cruz, California
1) MRD

Tuesday, March 16, 2010

A Bomba, con affetto


Oggi e' stata resa ufficiale la presentazione della VIA da parte dell'americana Forest Oil di Denver, secondo la quale questi signori vogliono venire sul lago di Bomba, trivellare 5 pozzi, mettere oleodotti un po dappertutto e costruire una raffineria, una specie di centro oli.

Notare che gli americani hanno almeno il buon senso di chiamare le cose per nome: RAFFINERIA e non centro oli - lo scopo e' esattamente lo stesso, togliere lo zolfo dal gas del lago di Bomba.

Ci sara' da lavorare anche qui, e ci sara' anche qui da scrivere le solite lettere, le solite osservazioni. Con calma e con amore, faremo tutto anche qui.

Intanto, ringrazio Massimo Colonna e tutto il gruppo dei cittadini di Bomba che hanno inziato con le attivita' informative, divulgative e per dire no a quest'altra usurpatrice della nostra natura che da Denver crede di poter fare quello che vuole. Il sito di Bomba e' qui e il gruppo che lo cura si chiama Gestione Partecipata del Territorio.

Sono stati bravissimi a scovare carte, documenti, ad analizzarli e a renderli di dominio pubblico fra i cittadini.

Ho pensato un po a cosa potevo fare di utile per il lago di Bomba, per Massimo, per l'Abruzzo, e cosi' invece di stare qui a scrivere quanto siamo bravi e belli, e quanto e' cattiva la Forest Oil, ho preso e scritto al Denver Post.

Mi risponderanno? Decideranno di parlare di questa storia? Sara' utile? Non lo so, ma per adesso mi e' sembrato utile e un buon tentativo. Vediamo.

Ecco allora in fondo, la lettera che ho scritto al Denver Post. La mandero' domani se ci riesco. Se avete commenti, idee, siti con foto del lago di Bomba, o se c'e' qualcosa che dovrei scrivere, ditemi che aggiungo.

Ciao a Bomba, e mi raccomando il 18 aprile tutti in massa a San Vito Marina. Come dico sempre, se a Vasto gli interessa di Ortona, e se a Casalbordino gli interessa di Pineto e se a Bomba gli interessa di Rocca San Giovanni, e allora non c'e' nessuno che ci ferma.


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Dear Denver Post Newsroom,

My name is Maria D’Orsogna, and I am a physicist and math professor at the California State University, Northridge in Los Angeles.

I am writing to you because Forest Oil Corporation, an oil company based in Denver, has put forward a plan to drill an environmentally sensitive area of Abruzzo, Italy - causing quite a stir among locals.

I lived in Abruzzo for about 10 years and am now one of the main activists behind the strong no-drilling campaign to save Abruzzo from turning into a giant oil field. I thought this story might be of interest to you since Forest Oil is based in Denver.

Perhaps you have heard of Abruzzo, perhaps not. It is where the Montepulciano wine is harvested, and a beautiful, yet relatively unknown, non-mainstream part of Italy. Many travel reports describe it as a wilder version of Tuscany. According to the UK newspaper The Times, traveling in Abruzzo is one of the 10 best adventures of a lifetime in the whole wide world.

The area Forest Oil intends to drill is right outside a beloved recreational area, right off an artificial lake called Lago di Bomba. It is nested between mountains and just a few kilometers from the Abruzzo National Park. People visit us for water sports, sailing, trekking, fishing and swimming. Indeed, the area’s main source of income is tourism and wine-making. I’d say that drilling this area would be as if someone were trying to drill Lake Tahoe.

The area is morphologically very fragile and subject to frequent mudslides. An existing dam is continuously monitored and all previous drilling attempts, starting from the 1960-s have never been put in practice. They were deemed too dangerous since they carried the possibility of destabilizing the terrain. In Abruzzo, oil and gas reserves are deep, scarse and of low quality – laden with sulfuric impurities and classified as sour gas and oil.

Forest Oil intends to drill several oil and gas wells, a thick pipeline network and a refining plant right off the lake. In my opinion, drilling the area would inevitably take away its charming character, destroy tourism and intrinsically change our way of life. We are happy the way we are now.

Within the region of Abruzzo, every and all major social, political, economic, religious group has expressed negative opinions related to this project, from the Catholic Church to the union of winemakers. We are trying the best we can so that the central government in Rome denies authorization to this Denver based company. In Italy, it is the Ministry of the Environment that decides on these matters.

I hope you can make this story known to Denver residents, to let them know what we are trying to save, why and why our environment and way of life is so important to us. If you’d like to know more about this story, please do contact me at your best convenience.

Sincerely,


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A few links: This is the statement put forward by Mr. Ronald Brown, a spokesperson for international relations at Forest Oil:

http://www.searchanddiscovery.net/abstracts/html/2008/rms/abstracts/brown.htm

Lago di Bomba images:

http://www.itineraridipesca.com/immaginibomba.html

Citizen activist websites:

http://www.gestionepartecipataterritorio.it/index.php?page=asseblea-pubblica

The London Times:

http://www.gestionepartecipataterritorio.it/index.php?page=asseblea-pubblica

In English
http://www.savethemontepulciano.blogspot.com

Monday, April 21, 2008

Tu puoi fare qualcosa


Le quotazioni della Mediterreanean Oil and Gas (MOG) la ditta che sta trivellando ad Ortona e a San Vito, continuano a scendere e gli investitori sono arrabbiati. La mia non e' una analisi scientifica, ma solo frutto di un piccolo sondaggio sui siti di discussione degli invesititori, dove si dice che questo investimento inizia a non essere piu tanto buono. Nel giro di un anno, il valore delle loro azioni e' sceso da $180 a $90. La figura sopra mostra che il crollo e' stato negli ultimi mesi. Chissa' che non ci sia anche lo zampino della nostra lotta al centro petroli di Ortona, che la MOG intendeva usare come supporto logistico di terra.

Contribuiamo a fare scendere i prezzi di questa ditta, e diciamolo agli investitori che questa non e' una scelta etica. Facciamogli capire alla MOG, alla Petroceltic a all'ENI che non siamo una zona a basso rischio politico, ma che invece gli daremo fil di ferro da torcere e che li andiamo a disturbare dove sono piu' vulnerabili: nei profitti.

Scriviamo sui blog degli investitori. Io l'ho fatto, sia sul sito della London Stock Exchange che sul sito, molto piu' popolato, della Interactive Investor di Londra. Mettero' i link alla fine. Se ci sono solo io su questi siti, puo' sembrare che io sia una qualche pazza esaltata, ma se siamo tanti, vedete che ci crederanno e che venderanno le azioni. Non sono una grande esperta di borsa, ma credo che la prima cosa a cui un investitore guardi e' la certezza del guadagno, e il non volere immischiarsi in investimenti con cosi' tante beghe attaccate.

A me non interessa niente delle quotazioni in borsa della MOG o della Petroceltic, o dell'ENI. Voglio solo che se ne vadano dal mio mare, e dalla mia terra, e visto che questo e' uno dei pochi strumeni che abbiamo, dobbiamo usarlo. Se volete scrivere un testo e volete che io ve lo traduca in inglese, lo faro' - basta che lo mettete nei comments.

Il sito della London Stock exchange e' qui
(grazie Fabrizia!) e si puo' scrivere immediatamente. Il nick acquabella sono io.
Il sito della Interactive Investor e' qui invece. Ci vogliono due giorni di attesa dalla registrazione alla possibilita' di mettere un messaggio, ma con un po di pazienza ce la si fa.

Crediamoci. Il nostro potere e' nei numeri, dobbiamo usarlo. Non lasciatemi sola.