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Sunday, August 23, 2015

La Forest Oil, poi Sabine Oil, poi .. bancarotta






Eccoci qui al funerale e speriamo alla seppellitura della Forest Oil Corporation, quelli che volevano trivellare Bomba. 

Inizia tutto verso la fine del 2014, quando la Forest Oil, piegata in due da debiti, affari andati a male, e dal crollo del prezzo del petrolio, decise di unire le sue forze con la Sabine Oil & Gas Corporation,  che non stava messa cosi bene neanche lei. Magari pensavano che pur zoppicando tutte e due, in qualche modo potessero risollevarsi assieme. La Sabine Oil assorbi' la Forest Oil.

Ma il matrimonio fra le due non e' stato sufficiente a superare la tempesta, e cosi a Luglio del 2015 anche la Sabine Oil si e' arresa e ha chiesto che le venisse applicata la cosiddetta protezione della Chapter 11 -- e cioe' un periodo di protezione dai creditori che si da a compagnie in difficolta' per darle modo di riorganizzarsi. E' una sorta di coma indotto prima della bancarotta finale. Qualche volta le ditte riescono a riorganizzarsi sotto questo Chapter 11, altre volte no.

In questi otto mesi del 2015 la Sabine fusasi con la Forest ha venduto concessioni, tagliato le spese e i salari, ma non ci sono riusciti:

“Given the severity of the current market conditions and their impact on the company’s cash flow situation, the company has been unable to right-size its balance sheet through cost-cutting and self-help measures alone”

scrive il Chief Financial Officer Michael Magilton. La Sabine ha dichiarato di avere 2.5 miliardi di dollari in concessioni e proprieta', e 2.9 in debiti.
E' interessante pure capire come sono arrivati fin qui. La Sabine a un certo punto ha *denunciato* alcuni investitori che giocavano con le loro sorti e la causa e' ancora aperta.

Infatti, grazie ad alcuni investitori, la fusione fra la Forest Oil e la Sabine Oil ha avuto dei ritardi, che hanno fatto si che alcune delle concessioni perdessero valore. Fu annunciata gia' nel Maggio 2014 e invece venne eseguita soloa Dicembre 2014. Perche' gli investitori hanno fatto questo? Perche' nello stesso tempo questi simpaticoni degli investitori stavano anche *scommettendo* che la fusione fallisse. Cioe' avevano tutto l'interesse speculativo a che la fusione fra la Sabine e la Forest andasse a male. Allo stesso tempo, visto che hanno tasche profonde gli investitori hanno anche comprato azioni della Forest Oil e della Sabine Oil, in modo da poter controllare le tempestiche della fusione e mettere lo zampino fra le ruote.

Simpatici questi investitori, eh? Ma dopotutto sono petrolieri, e come sempre, chi la fa l'aspetti. Personalmente considerato il trattamento che la Forest Oil ha riservato a Bomba non provo alcun dispiacere. 
Nel frattempo, messa in standyby la fusione, il prezzo del petrolio continuava a calare e ogni giorno perso era un passo in piu' verso il fallimento, cosicche' quando la fusione Forest-Sabine finalmente c'e' stata, e' stato troppo tardi. 

Sic transit gloria della Forest Oil, fondata con cotanta speranza nel 1916 in Pennsylvania e quotata in borsa dal 1969. La Sabine Oil invece con uffici ad Houston e' stata fondata nel 2007.
Adios. 
Il caso e' noto come ``Sabine Oil & Gas Corp., 15-11835, U.S. Bankruptcy Court, Southern District of New York (Manhattan)".

Wednesday, November 20, 2013

Anche Bomba e' salva!





Nota:  il 22 maggio 2014 il TAR di Pescara ha accolto il ricorso della Forest perche' il Comitato VIA presieduto da Antonio Sorgi ha espresso una motivazione "laconica e superficiale".

  Il TAR ha riconosciuto pero' il rischio di subsidenza e che il rischio e' cosi' grande "per la vastità del territorio e della popolazione che ne subirebbe le ripercussioni (si paventa infatti il possibile cedimento della diga descritta come tra le più estese d'Europa, posta a monte della valle del fiume Sangro densamente popolata e industrializzata) da giustificare l'invocazione del principio di precauzione".
Perche' succede questo?
Perche' alla regione ci sono gli incompetenti.

Antonio Sorgi, quanto purgatorio!
Gianni Chiodi -- spero che te ne torni a casa presto!

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Bomba (CH) 2009-2013
Forest Oil Corporation, RIP

Le battaglie contro i petrolieri non finiscono mai.

Ma forse, per una volta possiamo essere ottimisti.

Ieri 20 Novembre 2013 la Commissione VIA d'Abruzzo ha bocciato ancora una volte le folli richieste della Forest Oil di trivellare Bomba, zona idrogeologicamente instabile, vicino ad un centro abitato di 900 anime e di costruire una raffineria.

Bocciata come in: i petrolieri non hanno piu' strade da percorrere per spuntarla e la prepotenza di Giorgio Mazzenga e compari finisce all'aceto.

E' un'altra storia bellissima di democrazia, e di rabbia usata in modo positivo, senza arrendersi mai, in una regione di solito pacata e non abituata a protestare.

C'entrano le imminenti elezioni regionali del 2014?
Forse, ma alla fine quel che conta e' il risultato finale. 

E' una storia che va avanti dal 2009 e che ha visto tanti alti e bassi, tutti con protagonisti l'eroico Comitato di Gestione Partecipata del Territorio guidato dalla tenacia e dalla pazienza di Massimo Colonna.

E come sempre, Fabrizia Arduini e Assunta di Florio e Lorenzo Luciano e Ilaria Giangrande e Alessio Di Florio e Ines Palena e tutti, tutti quelli che hanno messo da parte le proprie vite in questi anni per fare qualcosa di buono.

E' bellissimo.

Vorrei tanto che per una volta ci si fermasse per fare festa e per contemplare quanta strada abbiamo fatto, smuovendo il cittadino medio e creando una enorme partecipazione popolare.

E' qui la chiave, sempre: lo scandalo nelle case, al supermercato, nella vita normale ed il controbattere a questi mascalzoni del petrolio punto per punto, non lasciandogli mai neanche un centimetro.

Ombrina, arriviamo anche li!

Come sempre, a me le emozioni arrivano da dietro una tastiera, belle o brutte che siano. Ci sono abituata.

Vorrei esserci stata li all'Aquila e vedere la faccia di Giorgio Mazzenga che da anni cerca di schiacciare gli abruzzesi, e quella di Antonio Sorgi e di tutta la gente in attesa e la felicita' finale.

Ma va bene cosi.  In qualche modo, anche se non fisicamente, ci sono anche io.

Qui uno dei momenti piu' belli di questa storia: la Forest Oil che parte da Denver e va a Bomba per scoprire che la gente ne sa piu' di loro. Priceless.

Ciao Giorgio Mazzenga, buon ritorno a Milano!












Abbiamo vinto!

Saturday, October 20, 2012

Una Chiesa vera contro la prepotenza dei petrolieri



"Con l'eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, 
in maniera irreversibile e irresponsabile".


Ci sono cosi tante cose che mi sono successe in queste tre settimane di incontri in tutta Italia, ed il tempo e' sempre troppo poco, per assaporare davvero tutto.

Ma ecco una cosa veramente bella che accade in Abruzzo, oggi, grazie a Carmine Miccoli e all'intera conferenza episcopale d'Abruzzo e del Molise.

Infatti, di fronte all'ennesimo tentativo da parte della Forest Oil di venire a trivellare una vallata incontaminata in Abruzzo, a Bomba, la Conferenza Episcopale d'Abruzzo e Molise fa circolare una nuova nota a favore del territorio e contro gli speculatori.

Sono chiari, come lo sono stati in passato: queste trivellazioni distruggeranno il territorio in modo irreversibile e irresponsabile.

E' una nota che spero legga anche il presidente della Forest Oil, tale John Langus, che arriva dalla Pennsylvania a dire a noi cittadini d'Abruzzo che vuole "riaprire il dialogo" assieme al suo compare Giorgio Mazzenga.

Caro John, eccoti il nostro dialogo: non ti ci vogliamo qui, capisci? 

Non abbiamo niente da dialogare, come non ce l'avresti tu se qui non ci fosse occasione di lucro per te.

E se non ti bastano gli innumerevoli no piombati da tutto l'Abruzzo e pronunciati da 19 comuni, dalla provincia di Chieti, dalle popolazioni, dagli accademici, dalla Chiesa, dalla Confcommercio, dalla Commisisone VIA, da Roma e da chiunque abbia un po di buonsenso, rileggetevi la frase: Trivellare l'Abruzzo e' cosa irresponsabile.

Capisci?

E poi, e' veramente patetico che cambiate le carte in tavola, mentendo allegramente. Sui vostri comunicati agli investitori si parla di 1 miliardo di metri cubi IN TOTALE in tutto il giacimento. L'Italia ne consuma 80 miliardi l'anno. Per cui le stime sono di si e no cinque giorni di gas, altro che sei mesi di fabbisogno nazionale!!!

Ma che credete che abbiamo l'anello al naso? Che il fabbisogno italiano di sei mesi e' contenuto in cinque pozzi di gas? Ma come ci pensate?

E poi chiamano tali Allen Marr e Michele Jamilokowski, i gran esperti della Torre di Pisa, per dire che la diga non crolla. Ma fate ridere! Ma questi tipi non sanno niente dell'Abruzzo, del suo territorio, e della sua gente. E questa frase qui, dell'International Oil and Gas dove la mettiamo?

"However, that gas/condensate reservoir (...) has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area. "

E quest'altra del dipendente della stessa Forest Oil, Ronald Brown?

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

E poi ancora con le balle che non e' una raffineria, ma un centro di desolforazione con dei magici batteri che mangeranno lo zolfo. E che batteri sono? I batteri di Mazinga zeta?

E la VIA dove dicevate voi stessi che ci sarebbero state emissioni di idrogeno solforato direttamente nelle case delle persone, a 200 metri dai vostri batteri spaziali? Ve ne siete scordati?

I soldi accecano le persone, lo so. Ma qui siete veramente patetici.

Drilling Abruzzo is irresponsible, just as the entire Union of Bishops said today. 

Dear John, Dear Allen, Dear Michele: save yourselves from this international embarassment. Please go back home to Pennsylvania, to Boston and leave us in peace.

Put your heart at rest: you will not, I guarantee you, you will not, drill this place.
We won't let you.

 

"Leviamo la voce per denunciare le "ferite" delle nostre terre minacciate da progetti di "sviluppo" che sono invero segnati da gravi rischi ambientali"

“Noi, Vescovi delle Chiese che sono in Abruzzo e Molise, ancora una volta leviamo alta la voce per denunciare le "ferite" delle nostre terre, minacciate da progetti di "sviluppo" che sono invero segnati da gravi rischi ambientali, socio-economici e umani, in cui viene meno la tutela della vita e la custodia del creato, dono di Dio e impegno morale di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Lo afferma in una nota la Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam), in una nota.
   "Ci riferiamo, in particolar modo, ai progetti di sfruttamento energetico, in particolar modo petrolifero, su cui ci siamo già pronunciati come Conferenza episcopale regionale nel 2008 e, mediante l'intervento di alcuni di noi o tramite gli uffici da noi delegati, in varie occasioni nel corso di questi ultimi anni. In luogo di una vera 'conversione' a progetti di crescita sostenibile, in ascolto della voce dei territori e delle popolazioni di cui abbiamo la cura pastorale - rileva la Ceam - si confermano e si aggravano le scelte più rischiose per la salute e il benessere di tutti. La stessa promessa di uno sviluppo economico viene a cadere di fronte alla grave situazione economica e sociale, ancora nel pieno della crisi che investe il nostro Paese e, in particolar modo, la nostra Regione: con l'eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, in maniera irreversibile e irresponsabile".
 "Come afferma il recente documento della CEI in occasione della 7a giornata nazionale per la salvaguardia del Creato ("Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra") - prosegue la nota - noi non possiamo "dimenticare le ferite di cui soffre la nostra terra, che possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali. Guarire e' voce del verbo amare, e chi desidera guarire sente che quel gesto ha in sé una valenza che lo vorrebbe perenne, come perenne e fedele e' l'Amore che sgorga dal cuore di Dio e si manifesta nella bellezza del creato, a noi affidato come dono e responsabilità. Con esso, proprio perché gratuitamente donato, e' necessario anche riconciliarsi quando ci accorgiamo di averlo violato" (n. 1). Questo compito comune veda coinvolti tutti, in particolar modo coloro che, a livello locale, regionale e nazionale, hanno ricevuto il mandato di governare lo sviluppo del territorio, perché agiscano in nome del bene comune e non di una singola parte, prestando ascolto al grido della nostra terra, del nostro mare, del nostro cielo: in essi riconosciamo la presenza di Dio, come ci ricorda il "Cantico delle creature" del santo patrono d'Italia Francesco d'Assisi. Allora il nostro grido comune si muterà in canto di lode e di grazie, perché consapevoli di aver realizzato un passo in avanti nella concordia tra noi e quella parte della creazione che ci e' stata affidata, per cui essere degni della nostra chiamata più grande: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9).

Sunday, September 16, 2012

Forest Oil: la parodia della democrazia







"La sovranita' appartiene al popolo che la 
esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."


"Stante la particolare complessita' del procedimento"

Elsa Fiorillo, che riapre i giochi,
Ministero Sviluppo Economico


Cara Elsa, qui non c'e' niente di complesso. 
No significa no e l'Italia, 
fino a prova contraria,
 e' una democrazia.


Questa mattina un po di email sulle mosse prossime venture della Forest Oil.

Non contenti che tutti loro miseri tentativi di fare il lavaggio del cervello agli abruzzesi sulla bonta' del loro mostro desolforante sono falliti, decidono di andare a chiedere a Roma di poter trivellare, scavalcando tutto e tutti.

La prepotenza di Giorgio Mazzenga non ha limiti. 
L'accondiscendenza, la sfrontatezza e l'antidemocraticita' dei ministeri italiani che sono dalla parte dei petrolieri, neanche.

A Bomba vogliono costruire una raffineria per trattare gas ad alto tenore di zolfo, in riva ad un lago, il lago di Bomba, interessato da forti rischi di subsidenza, con esalazioni tossiche oltre i limiti di legge direttamente nelle case delle persone, e vicino a zone protette e con vasche a cielo aperto per la monnezza prodotta. Gli stessi dirigenti della Forest Oil parlano di "rischio Vajont" e ricordano come l'ENI stessa decise di non trivellare la zona a causa della sua pericolosita' .

Loro stessi lo ammettono, ma vogliono trivellare lo stesso: metteranno delle "centraline" e tuttapposto.

Il tutto per 2 settimane di fabbisogno nazionale di gas, spalmati su 30 anni di tempo.

In questi anni gli Abruzzesi hanno combattuto il mostro in maniera eroica: 19 comuni e la provincia di Chieti si sono espresse contro, e cosi pure la Chiesa, la Confcommercio, cittadini ed associazioni. Ancora adesso Bomba e' coperta da teli anti-Forest Oil.

Abbiamo manifestato, scritto testi, controbbatutto ad ogni balla e ad ogni tentativo di manipolazione della Forest Oil fra cui le promesse di lavoro, di centraline, di soldi, e di pittura azzurra della raffineria "cosi non si vede".

Tutto e' stato fatto nelle forme e nei modi espressi dalla Costituzione italiana.

Abbiamo ricordato a tutti che il trattato di Aarhus, ratificato anche dall'Italia, afferma che la volonta' popolare e' vincolante e che non ci sono dubbi sulla volonta' dei residenti: nessuno, nessuno, vuole la Forest Oil in Abruzzo.

Infatti, la commissione VIA di Antonio Sorgi in Aprile ha bocciato il progetto della Forest Oil: non potevano fare altrimenti, tutto l'Abruzzo gli era contro.

Non che si fossero sprecati: 9 righe hanno partorito, dopo due anni di dibattiti e dopo 250 osservazioni mandate.

9 righe.

Interssante che il responsabile di quelle 9 righe, Antonio Sorgi, avesse gia' firmato un altro documento come direttore VIA per l'approvazione della soprintendenza al paesaggio d'Abruzzo in cui si diceva si. Un uomo, due pareri opposti!

E poi, colpo di scena.  Con abile mano di inciuci, segreti, non si sa che strani giri dietro, il TAR Abruzzo -- che generalmente impiega mesi se non anni per dare verdetti -- decide di invalidare il pronunciamento del parere della Commissione VIA.

Tutto da rifare.

E adesso, grazie al magnifico ministero Passera la Forest Oil di Giorgio Mazzenga va a Roma a chiedere una "Conferenza dei Servizi", leggi: un incontro per fare inciuci e per trovare un modo di dare alla Forest Oil quel che vuole.

Dice che ci si incontra a Roma alle 11:30 di Lunedi' 1 ottobre per discutere la questione

stante la particolare complessita' del procedimento

Ma no, non c'e' niente di complesso, ma proprio niente, caro governo, cara Forest Oil, caro Clini, caro Passera.  No significa no.

Quello che c'e' di complesso e' solo lo strano meccanismo che dovrete inventarvi per giustificare l'ingiustificabile.

Volete dire si, e non sapete come.

Volete calpestare i diritti democratici e non sapete come.

Volete far vincere Giorgio Mazzenga in nome del PIL e di Assomineraria, di Federpetroli e non sapete come.

Volete ancora una volta dar prova che vi interessano piu le lobby che il buonsenso e non sapete come.

La cosa che fa ridere e' che nella lista degli invitati non compare la Commissione VIA ma ci sono invece le varie Soprintendenze d'Abruzzo.

E perche'?

Perche' come detto sopra fanno entrambe capo ad Antonio Sorgi. Nel primo caso ha detto di no, nel secondo caso ha detto di si.

Come potevano allora invitare due enti che fanno capo alla stessa persona e che deve difendere due posizioni opposte?

Cosi invitano solo Sorgi come Soprintendenza e nella sue veste di "si".

Solo in Italia.

Una gran presa in giro.

Vergognatevi di questa parodia di democrazia che promulgate in Italia. Vergognatevi.

Alle disgrazie ci si deve pensare PRIMA e non dopo che sono successe.

Dopo si piange solo.




Tuesday, July 10, 2012

Giorgio Mazzenga: sparisca dalla circolazione!



Foto del WWF Marsica - bellissima Assunta con il cartello del cervello: usatelo!









Per la seconda volta la Commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da Antonio Sorgi ha detto no al progetto di morte della Forest Oil Corporation di Denver.

I nostri amici volevano costruire un campo da 5 pozzi di idrocarburi e un desolforatore per trattare gas saturo - saturissimo! - di idrogeno solforato.

Il tutto ai piedi del lago di Bomba, in zona simica, fragile a rischio di subsidenza, frane e cedimenti della diga. Il tutto certificato dagli stessi proponenti che volevano svignarsela con fantasmagorici monitoraggi e centraline.

Della serie: la terra sprofonda e io guardo e misuro i centimetri.

Per la precisione dei fatti, la Commissione VIA oggi 10 luglio ha respinto la richeista avanzata dalla Forest Oil di riesaminare il precedente giudizio, gia' espresso in negativo.

E quindi,il no precedente resta.

Un buco nell'acqua per la Forest Oil!

Speriamo che questo nuova seconda conferma segnali a Giorgio Mazzenga e compari che veramente la sua opera non ce la vogliamo qui e che e' ora che lui ammetta l'amara sconfitta e se ne torni da dove e' venuto.

La Chiesa Cattolica, la Confcommercio, la Provincia di Chieti, gli accademici, il WWF, 19 comuni fra cui la stessa Bomba, le associazioni locali, dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio di Bomba fino a Nuovo Senso Civico di Lanciano, 250 osservazioni mandate, due pareri regionali negativi.

Caro Giorgio: e' ora che te ne vai.

E non ci fai paura mica con la storia dei ricorsi al TAR, i conti sparati in aria sulla tua popolarita' fra i disperati d'Abruzzo o le richieste danni di 142 milioni di euro.

Ma chi credi di essere?  Venire qui a fare il prepotente. Quando uno fa un investimento - o nel tuo caso una proposta speculativa - a volte si vince, a volte si perde.

Tu hai preso.

Ti abbiamo detto di no, ora togli il disturbo e scompari, e per sempre.

Tutto questo deve ancora una volta farci capire quanto importante sia la protesta continua, il vigilare, il voler sconfiggere il mostro, giorno dopo giorno.

Sarebbe stato possibile che Antonio Sorgi dicesse no, per due volte di seguito, senza la pressione popolare, senza il persistere di proteste, osservazioni, interventi da parte di vari spaccati della vita civile?

No.

Costa fatica andare a L'Aquila ogni volta, organizzare autobus, persone, scrivere e leggersi i testi, convincere la gente a scrivere. Ma sono questi i passi necessari alla vittoria. L'impegno quotidiano.

E' la stessa storia del Centro Oli. Quando la protesta diventa diffusa, quando le questioni sono sulla bocca di tutti, quando chi decide si trova a dover fare la parte dell'orco se dice di si, e' allora che vinciamo.

E quindi, questa deve essere la strategia per tutto.

Su ogni progetto: interessarsi, rompere le scatole, leggersi le carte, svergognarli pubblicamente.

Il potere e' nostro - nei nostri numeri, nella nostra voce, nelle nostre schede elettorali. E allora usiamolo come si deve.

Ci aspettano altre battaglie e saranno una piu' impegnativa dell'altra - Ombrina, San Martino sulla Marrucina.

Per adesso grazie ai veri eroi di questa battaglia, Massimo Colonna e l'instancabile, mitica, Fabrizia Arduini.

Grazie anche a Walter Caporale e Maurizio Acerbo, del consiglio regionale d'Abruzzo per avere rotto le scatole nel corso degli anni, a Franco Moroni della provincia di Chieti e a chiunque abbia preso a cuore la questione.

Nonostante la mollezza di Gianni Chiodi, noi non molliamo.










Thursday, June 21, 2012

La Conferenza Episcopale d'Abruzzo: non trivellate Bomba!

Il giorno 23 Giugno 2012 - conferenza sul petrolio e sul territorio a Carpignano Sesia (Novara). 
Ne stiamo programmando altre per il Nord Italia a Settembre/Ottobre. Chi fosse interessato, mi contatti.


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Esce in questi giorni un nuovo comunicato da parte della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, scritto da don Carmine Miccoli, rappresentante della Pastorale Sociale della Chiesa d'Abruzzo.

Inanto grazie mille e con affetto alla CEAM, ai suoi vescovi e a don Miccoli per la sensibilita e la vicinanza a noi, persone normali. E' questo il cristianesimo di cui abbiamo oggi bisogno nel mondo.
Questo e' un comunicato eccellente, perche' non lascia spazio ad ambiguita', e' chiaro, e' trasparente, e'
un dare pane al pane e vino al vino.

Well done.

Tre i temi trattati dalla CEAM, che non e' nuova ai problemi petroliferi e che a suo tempo si e' espressa anche contro il Centro Oli di Ortona:


1. Il lago di Bomba e le trivelle proposte dalla Forest Oil Corporation. La Conferenza Episcopale della regione Abruzzo e del Molise esprime soddisfazione per la bocciatura da parte della commissione VIA
delle trivelle e della raffineria proposta da Mr. Giorgio Mazzenga, e si augura che questa decisione venga difesa, mantenuta e rispettata, nonostante le inevetabili pressioni da parte dei petrolieri fra cui il ricorso al TAR. Si riportano anche le parole del papa, e il supporto al "no", e' forte e chiaro.

Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti.

Grazie. Sono commossa di questa solida presa di posizione. Spero che il tutto arrivi anche a Mr. Mazzenga e a Mr. Clark, a Denver.

Giorgio Mazzenga ci senti?

La Chiesa d'Abruzzo ti sta dicendo che forse e' meglio se abbandoni i tuoi progetti trivellanti per Bomba e che lasci perdere con il ricorso al TAR contro il WWF e contro la Commissione VIA.


2. Il Parco della Costa Teatina, e l'accelerazione della sua istituzione. Cosi' dice il comunicato della CEAM:


Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti. 


Ci sentite cari politici?

Da Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, fino al sindaco di San Vito, Rocco Catenaro: senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Senza accomodamenti interessati e ipocriti.


3. La responsabilita' individuale di ciascuno

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi.


E' qui il nocciolo di tutto: occore che tutti si sentano protagonisti in prima persona per quel che possono, per quel sanno fare, per il tempo che hanno, della democrazia. La res publica e' publica, di tutti, e tutti devono interessarsene.


Ecco qui il testo completo - grazie ancora a don Miccoli, e a tutta la Confernnza Episcopale d'Abruzzo e di Molise per l'ottimo lavoro.




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Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione"), intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del Creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo.

Più di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosità e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere. Da allora, varie sono state le occasioni e le speranze che, anche di recente, sono cresciute e che sembrano andare nella giusta direzione: uno sviluppo sostenibile che custodisca e valorizzi le nostre terre, i nostri mari, la nostra gente.

Pochi mesi fa, in Abruzzo, la Commissione Regionale sulla Valutazione d'Impatto Ambientale ha bocciato un impianto di estrazione della multinazionale Forest Oil sul lago di Bomba: una bocciatura che ha reso giustizia e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni, volta a salvare questo posto dalla distruzione. Auspico che la politica e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa importante vittoria della società civile e che in nessun modo possa essere sovvertita in alcuna sede la decisione delle istituzioni e il comune sentire della popolazione (come tenta di fare il recente ricorso amministrativo della stessa azienda). In un momento come questo, di gravissima crisi economica e sociale, non è più accettabile proseguire secondo un modello economico devastante a livello ambientale e sociale. Bisogna avere il coraggio di dire "no" a chi considera il profitto più importante della persona: è lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti: "L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile" (cf. Benedetto XVI, "Caritas in veritate", n. 21).

In un modello economico basato su equità e rispetto si inserisce la promozione di Parchi Naturali e Aree Protette: il turismo naturalistico, l'agricoltura biologica e sostenibile, i percorsi di valorizzazione di paesi e tradizioni locali, offrono tantissime possibilità per un'economia sana e capace di futuro. I Parchi sono anche l'alternativa più radicale e definitiva a quella che è stata definita la "deriva petrolifera" locale: lo dimostra, in Abruzzo, il fortissimo anelito della società civile e degli amministratori più lungimiranti e attenti verso l'istituzione, scandalosamente attesa da troppi anni e frenata dalla volontà di amministratori e politici centrati sugli interessi più egoistici e particolari, del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti.

Rimane dovere di tutti i cittadini, e in particolar modo dei credenti, sostenere la difesa del Creato dalle terribili minacce che vi incombono, come gli impianti petroliferi e, in generale, i vari progetti per l'estrazione, la lavorazione e lo stoccaggio di idrocarburi (l'ultimo allarme, al quale mi associo, della professoressa Maria Rita D'Orsogna è solo di qualche giorno fa...) che da anni hanno preso di mira le nostre Regioni. Per quanto mi compete, l'Ufficio Regionale di Pastorale Sociale si impegna a sostenere ogni azione della società civile volta a difendere e valorizzare realmente il nostro territorio, bene comune e condiviso, dono di Dio per l'umanità tutta e per le generazioni future.

d. Carmine Miccoli
Coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale CEAM

Monday, June 18, 2012

La Forest Oil chiede 142 mila euro al WWF. A New York invece le presentano una Class Action per menzogne.



Class Action a New York contro la Forest Oil e la sua sussidiaria Lone Pine per avere dato informazioni false ai suoi investitori su incendi ed oleodotti rotti.


Un altra magnifica quanto folle idea della Forest Oil Corporation di Denver che ha preso di mira Bomba, un paesino d'Abruzzo di 900 anime che vorrebbe trivellare e il cui gas saturo di idrogeno solforato vorrebbe raffinare in loco.

Siccome non ci riescono, ecco allora l'ultima idea per spaventarci : mandare ricorsi al WWF per 142 milioni di euro - cosi' a casaccio!

E evidente che non sanno cosa altro fare e sono disperati.

Questo "ricorso-delirio" arriva dopo che 19 sindaci, la provicia di Chieti, la Commissione Ambientale VIA d'Abruzzo, la Confcomercio, i Vescovi della Chiesa Cattolica d'Abruzzo, docenti universitari, associazioni ambientali, culturali, sportive e dunque tutta la collettivita' si sono compattamente espressi contro il progetto di morte di Giorgio Mazzenga e del suo capo di Denver, Craig Clark.

Adesso c'e' anche la Commissione Europea per il rispetto di Aarhus che sta indagando sul tema, considerate le molte ombre sulla questione.

Cari Craig Clark, Caro Giorgio Mazzenga - no vuol dire no, non avete ancora capito?

Non siete benvenuti, prendete ed andatevene, basta con questi assurdi tentativi di rigirare la frittata.

Come detto mille volte, la diga vostra e' a rischio Vajont  - l'avete detto voi e non io - la vostra raffineria manderebbe fumi tossici direttamente nelle case delle persone, il territorio e' sismico, instabile, densamente abitato, e tutte le riserve di Bomba, se tutto va bene, daranno gas all'Italia per una settimana, secondo i vostri calcoli.

E' tutta speculazione - soldi, soldi, soldi - e niente per gli abruzzesi, o per gli italiani se e' per questo - se non il miraggio-ricatto dei posto di lavoro, molti dei quali immaginari.

E infatti, questo tasto del lavoro la Forest Oil Corporation l'aveva gia' sperimentato qualche giorno fa quando, da Milano, o da Denver che potrebbero essere la luna per quanto distaccati siano Clark e Mazzenga dalla realta' abruzzese, i nostri eroi hanno fatto la conta dei si e dei no.

Hanno detto che in modo del tutto "sorprendente" gli sono arrivati


1009 curricula, dei quali 855 provenienti da residenti nella regione Abruzzo

di cui

237 inviati da persone residenti nei 19 Comuni i cui rappresentanti istituzionali hanno espresso la propria contrarietà politica al progetto, 

e questo per fare il  

capo centrale, al vice-capo centrale fino agli addetti alla segreteria e alla gestione della contabilità

Hanno parlato di 

54 aziende e di "un conto totale di 4038" addetti.

Hanno contato fino all'ultimo uomo! Ricordo che per il centro oli di Ortona si parlavano cdi 30 unita' lavorative.

Ovviamente questa "notizia" della conta della Forest Oil cosi' come e' arrivata, cosi' se n'e' andata.

La provincia di Chieti ha oltre 100,000 abitati, e la regione Abruzzo un milione. Per cui questi numeri sparati a casaccio secondo me da Mazzenga e Clark fanno solo ridere i polli.

La gente ha di meglio da fare che leggere questi piagnistei di chi non ci vuole stare al gioco della democrazia. Avete perso, avete perso. Amen. 

Ma siccome non sono contenti, i signori della Forest Oil hanno deciso di tornare all'attacco mandando il ricorso al WWF.

E perche' mai al WWF? 

Perche' il WWF ha mandato comunicati stampa? Perche' il WWF ha scritto osservazioni? Per mettergli paura? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con le associazioni locali, o con me, o con il vescovo? Perche' sarebbe stato ridicolo prendersela con il presidente della provincia di Chieti o con Ronald Brown, impiegato della Forest Oil, che e' quello che ha parlato per primo del rischio Vajont? 

Perche', cari Mazzenga e caro Clark, non parlate invece della gente del fatto che, ad esempio, a fine Maggio 2012 e' arrivata una bella class action nello stato di New York contro la Forest Oil Corporation e la sua sussidiaria Lone Pine, con sede in Calgary, Alberta, per "untrue statements" e cioe' "affermazioni non veritiere" fatte agli investitori in borsa su incendi e rotture di oleodotti in Alberta nell'Aprile del 2011? 

La risposta e' semplice: perche' e' piu' facile prendersela con il WWF - una associazione senza scopo di lucro che intende difendere il pianeta e suoi abitanti - piuttosto che con la Corte Suprema di New York.

Ci vorrebbe una maschera e non anti gas, ma per la vergogna.

Grazie a Paul Giangiordano e a Randi Cecchine per la segnalazione New Yorkese e a Augusto De Sanctis per la condivisione abruzzese del fattaccio

Franco Caramanico ha qualcosa da dire? 

Friday, April 6, 2012

Martedi di Pasqua all'Aquila, per l'Abruzzo, per la democrazia


Autobus per l'Aquila, Martedi' 10 Aprile. Telefonare al 338 1808840.


Martedì 10, e Mercoledì 11 aprile, il comitato di Valutazione di Impatto Ambientale, con a testa Antonio Sorgi, discutera' ben 64 progetti - uno piu' deleteri dell'altro fra cui la proposta della Forest Oil di trivellare il lago di Bomba.

Come possono fare tutto questo è un mistero, 64 progetti in due giorni, dopo Pasqua! Di certo una mole di questa portata comporta una superficialità
di fatto.

Cosa fare:

C'è un autobus che parte da Bomba il 10 aprile, alle 6,00 di mattina e fa una fermata al casello di Val di Sangro alle 6,20.

Per prenotare il numero è 338 1808840.

Per chi è impossibilitato, ma vuole dire la sua, si puo' scrivere a:

stampa@giannichiodi.com

tf.autambientale@regione.abruzzo.it

webmaster@regione.abruzzo.it

angela.sette@crabruzzo.it

info@difensorecivicoabruzzo.it

o andare qui e scrivete al assessore Ambiente Giuliante

Testo della bozza per chi non ha tempo


"Martedì 10, e Mercoledì 11 aprile 2012, saranno discussi 64 progetti
dal comitato di Valutazione di Impatto Ambientale V.I.A.

Ci auguriamo che tutte le decisioni vengano democrativamente prese per il bene comune, tenendo conto delle osservazioni inviate e del sentimento popolare, manifestato piu' e piu' volte in difesa dell'Abruzzo verde.

Visto il vostro modus operandi fino a questo punto, come cittadini e associazioni, non ci sentiamo affatto tutelati da voi, e anzi, continuiamo ad avvertire il ripetuto dispregio del piu' semplice buon senso nei confronti di chi abita territori, e paga pure i vostri lauti e sicuri stipendi.

Non e' questa la democrazia.

Infine, ricordiamo che il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia obbliga gli aministratori a tenere conto della volonta' popolare e impone che quest'ultima sia vincolante.

Non ne possiamo piu' di questo modo di fare."

Grazie a Fabrizia Arduini e al Comitato Partecipazione Gestione del Territorio per l'organizzazinone.

Wednesday, April 4, 2012

Lettera all'UE: verificate se Sorgi rispetta la democrazia in Abruzzo


Quelli della Commissione VIA, con a capo Antonio Sorgi, sono gli stessi che hanno approvato, zitti zitti, a suo tempo il centro oli di Ortona. Tutti ce la siamo presi con Fratino, Del Turco e Caramanico, ma il vero autorizzatore finale e' stata la Commissione VIA del nostro amico Antonio Sorgi.

Questa volta pero' non ci colgono impreparati.

Non e' accettabile scondo me, che Antonio Sorgi e suoi uomini pensino di poter fare il bello ed il cattivo tempo in Abruzzo. E' questa la democrazia e spero che il Segretariato della Convenzione di Aarhus faccia luce su questo pietoso caso.

Abbiamo mandato 200 lettere di opposizione e testi scientifici piu di due anni fa. Si e' espressa contro la Confcommercio, Assoturismo e decine di altre associazioni. Ad ogni tentativo di farci il lavaggio del cervello, i comitati locali, specie il Comitato Gestione Partecipata del Territorio di Bomba, ha mostrato di saperne piu' di tutti i capoccioni della Forest Oil messi assieme. Pure i figli di John Fante hanno detto che e' una follia.

Ci sono stati 19 comuni e l'intera provincia di Chieti a dire no e la Commissione VIA non ha potuto dire una sola parola?

Ma che ci stanno a fare?

Interessante che Sorgi abbia gia' firmato un nulla osta, come direttore degli Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia, ma che invece non abbia potuto dire una parola in qualita' di Presidente della Commissione VIA, guarda caso l'ente a cui tutte le osservazioni di contrarieta' sono giunte e di cui, per legge, deve tenere conto.


Inaccettabile.

------

In data 3 Aprile 2012 decine di cittadini, rappresentanti del mondo ecclesiale, docenti universitari e associazioni di categoria, ambientali e culturali hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Segretariato della Convenzione di Aarhus chiedendo che le procedure ed i metodi della commissione VIA d'Abruzzo, presieduta da
Antonio Sorgi, vengano esaminati in dettaglio per assicurare trasparenza e la democraticita' dei processi decisionali in Abruzzo.

Fra i firmatari la Confcommercio, il WWF, Assoturismo, i rappresentanti della
diocesi di Lanciano-Ortona e decine di associazioni che da anni lottano contro le trivelle in Abruzzo.

Antonio Sorgi era anche il direttore regionale che firmo' nell'Aprile del 2007, l'autorizzazione a favore del Centro Oli di Ortona.

Cinque anni dopo, il caso sottoposto al Segretariato presieduto dal Prof. Jonass Ebbesson, Preside e Docente di Diritto Ambientale presso l'universita' di Stoccolma, e' centrato sulla proposta raffineria ed estrazione di gas dal giacimento di Bomba.

La proposta formale di trivellare e di costruire una centrale per il trattamento di gas ad alta concentrazione di idrogeno solforato, fu avanzata dalla ditta americana Forest Oil Corporation, guidata in Italia da Giorgio Mazzenga, e da John Klein a
Denver, gia' nel 2009.

I sottoscriventi chiedono al Segretariato della Convenzione di Aarhus di indagare perche' la commissione VIA non si sia pronunciata in merito alla questione, dopo ben due anni dal deposito di oltre 200 osservazioni da parte della comunita', e dopo che ben 19 comuni e l'intera provincia di Chieti si siano espresse in maniera negativa.

Tutto questo alla luce del fatto che la Forest Oil si sia gia' apprestata ad assumere personale dichiarando di avere avuto alcuni permessi autorizzativi gia' nel dicembre 2010, fra cui il nulla osta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti, e dei Beni e delle Attivita' Culturali.

Soprattutto ai sottoscriventi appare inconciliabile che Antonio Sorgi abbia rilasciato l'autorizzazione a procedere in qualita' di direttore degli Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni Ambientali, Energia, ma che invece non abbia potuto esprimersi sul tema in qualita' di Presidente della Commissione VIA, a cui tutte le osservazioni di contrarieta' sono giunte e di cui, per legge, deve tenere conto.

Si chiede altresi al Segretariato della Commissione di Arrhus di indagare sui presunti viaggi effettuati da funzionari della regione, fra cui Domenico Scoccia, per conto della Forest Oil in Olanda e di verificare che non vi siano conflitti di interesse.

Al Segretariato si denuncia altresi che in questi anni e' stato difficilissimo comunicare con la Commissione VIA, essere da loro informati tempestivamente, reperire materiale online ed avere indirizzi email funzionali e soprattutto avere la certezza che l'opinione popolare sia democraticamente rispettata.

Infine, visto che la stessa Commissione VIA dovra' pronunciarsi su questioni simili, come l'autorizzazione di trivellazioni nella riserva del Borsacchio secondo la concessione Mazzarosa da parte della MOG, si chiede al Segretariato di accertarsi che vi siano responsi in tempi ragionevoli, che la volonta' popolare sia rispettata e che le nostre voci siano ascoltate, come obbligano le leggi Italiane ed Europee.

Chiediamo che a prevalere sia il bene comune e non gli interessi di pochi.


Maria R D'Orsogna, PhD
Associate Professor
Department of Mathematics
Institute for Sustainability
California State University at Northridge
18111 Nordhoff Ave.
Los Angeles, CA 91330
www.csun.edu/~dorsogna
1 818 677 2703

Francesco Stoppa, PhD
Professore Ordinario
Dipartimento di Scienze della Terra,
Universita' d'Annunzio,
Campus Madonna delle Piane,
66013-Chieti, Italy
www.unich.it/geo8
fstoppa@unich.it
0039- 871 3556418

Friday, February 24, 2012

Giorgio Mazzenga: 500 bugie


NON E' VERO CHE L'IMPIANTO FOREST OIL PORTERA' ALL'AUMENTO DEL 50% DELLE RISERVE ITALIANE.

MA CHE E' MANDRAKE LUI?

QUEL GAS BASTERA' PER UNA SETTIMANA SE TUTTO VA BENE.
PAROLA DI FOREST OIL AI SUOI INVESTITORI


Agli Abruzzesi: rifiutatevi di lavorare per la Forest Oil,
boicottateli, cacciateli via.
Distruggeranno ogni cosa che toccheranno,
proprio come i petrolieri di Basilicata.

Vorrei proprio sapere chi ha dato l'arroganza a quest'uomo, Giorgio Mazzenga, di venire in Abruzzo a fare il comodo suo.

Oggi Prima da noi e il Centro riportano che Giorgio Mazzenga, capo della Forest Oil Corporation - Italia, ha deciso di andare avanti con i suoi progetti di morte senza aspettare la fine del lento processo autorizzativo.

Un altro articolo di Abruzzo web e' qui.

Ma chi crede di essere questo?

Da come la rigirano loro la frittata, pare che siano, come Assomineraria, dei santi.

La balla piu' grande di tutte e' che questo giacimento portera' :

all'aumento delle riserve italiane di gas del 50%.

Cosa? Li trivellano 5 pozzi. Allora facciamone fare altri 5, 10 e voila' abbiamo risolto tutti i problemi d'Italia. Ma dove si e' mai visto che 5 pozzi di gas possano coprire meta' delle riserve italiane? E' impossibile, ed e' solo una grande bugia, come tutte le altre follie di quell'articolo.

Secondo me il gas gli e' andato alla testa, al signor Mazzenga, che poi continua:

"La nostra intenzione e' di far lavorare il piu' possibile le imprese locali".

Ah si? E allora apri un centro di installazione di pannelli solari per tutte le case d'Abruzzo. Metti su una cooperativa turistica, apri un centro di sviluppo di energia sostenibile, apri un impresa vitivinicola.

Ma lo sanno tutti che la sua e' tutta propaganda. Mazzenga non vuole dare lavoro a nessuno, quello vuole solo farci i soldi, lui, i suoi azionisti, i politici corrotti, e gli investitori americani.

E quanto lavoro? Il titolo spara: 500 persone.

Ma poi a leggere invece si capisce che sono sole quindici persone ai macchinari e cinque come segretarie. E gli altri 480?

Quelli sono per costruire e "per il ripristino dei luoghi". Quindi significa che circa 240 a costruirlo e 240 per il ripristino?

Chissa'. Ad ogni modo sono lavori temporanei, di muratura o di bonifica - e se mai il ripristino ci sara', sara' fra 30 anni! Quindi e' scoretto chiamarlo lavoro quello!

Ma anche se fosse, si sa in Italia quanto ripristino c'e' - niente di niente.

Mai sentito parlare di ripristini in Basilicata? Io no.

Infatti mi viene in mente quando ebbi il dibattito a Muro Leccese con un geologo ENI: qualcuno gli chiese che tipo di ripristini facevano e lui come unico esempio riporto' quello della Piattaforma Paguro.

Cosa?

.. Ma la piattaforma Paguro era scoppiata, incendiata e crollata, non e' mai stata ripristinata da nessuno! Erano tutte balle perche' non ne aveva in mente altri di ripristini: che io sappia, non esistono!

Ancora con altre balle: la "subsidenza". Dice che saranono "soli sette centimetri".
Di grazia sulla base di che cosa? Nella valutazione di impatto ambientale non c'era scritto niente di tutto cio'.

Ma poi, come fa lui a dire se saranno 7 o 17 o 27? Non sono calcoli a cui affidarsi con assoluta certezza. E poi i petrolieri sono di parte, e di solito se dicono sette, saranno sicuramente molti di piu'. Ma anche sette sono troppi, in un territorio cosi' delicato.

Di nuovo la fantasia galoppante di Mazzenga all'opera: useranno
"una biotecnologia" che si fonda sull'uso di batteri che restituiscono acqua e zolfo, nel pieno rispetto dell'ambiente.

Ma cosa dice questo? E allora a che gli servono nel suo progetto tutte quelle torri emissive? Cosa tirano fuori li? Acqua? Profumi? Elisir di lunga vita?

E di grazia, dove lo mettiamo lo zolfo prodotto? E perche' hanno gia' costruito vasche per i materiali tossici di scarto? E questi batteri dove li ha sognati?

Ma alla fine di tutto, caro signor Mazzenga, quello che resta e' che la gente di Bomba non ce la vuole qui ne la sua raffineria, ne i suoi paventati quattrini. Se li tenga a Milano e ci lasci in pace.

Giorgio Mazzenga. Non ho parole per descrivere il mio disgusto. Lei e' veramente scorretto e dovrebbe soltanto vergognarsi di mettere il profitto sopra ogni cosa: amore per la terra, per la natura, rispetto per la gente.

Lo stesso dicasi per i nostri cari politici, a partire da Gianni Chiodi - immobile, impassibile, incurante dell'Abruzzo, che sia la ricostruzione dell'Aquila, che siano le trivelle.

Un governatore inutile, incapace di prendere qualsiasi decisione, e con lui Antonio Sorgi, il capo di quella specie di inciuciaio locale che e' la Commissione VIA dell'Abruzzo.

Che dire di Domenico Scoccia e di Eugenio Caporrella, pagati dalla Forest Oil per andare in gita a "istruirsi" sulle raffinerie della Forest Oil.

Che schifo. Che schifo. Che schifo.

Wednesday, February 22, 2012

La Confindustria di Mauro Angelucci



L'ambiente è al primo posto anche al nostro interno

Mauro Angelucci,
Confindustria Abruzzo, 17 Febbraio 2012


Servono infrastrutture energetiche,
l'Abruzzo dica sì al petrolio

Mauro Angelucci,
Confindustria Abruzzo, 21 Marzo 2011

Un anno,
due direzioni opposte,
molta coerenza.


Ci risiamo. Confindustria Abruzzo non ha ancora capito che viviamo in una democrazia, e non si rassegna a non poter fare il comodo suo in questa regione.

Qualche giorno fa infatti Mauro Angelucci rilascia una intervista al Centro d'Abruzzo in cui si annuncia la "Convention" di Confindustria alla presenza di Fabrizio Saccomanni, direttore della Banca d'Italia, Pierferdinando Casini presidente dell'UDC, Raffaele Bonanni, segretario della CISL, e il vicepresidente della commissione UE Antonio Tajani.

Tutti pezzi grossi.

Il tema vero dell'intervista pero' non e' la "Convention", ma l'ambiente. E il presidente Mauro Angelucci dice al Centro che

1. E' in via di costituzione "Confindustria Green" per mostrare quanto "sensibile" sia al tema dell'ambiente anche Confindustria.

Mi viene da ridere. Qui si chiamerebbe greenwashing. Un po come Petrocco che parlava di Ecopetrol! Poi, uno scorre un po piu' sotto e si legge

"in un momento così delicato e'indispensabile evitare contrapposizioni ideologiche fini a se stesse, che inaspriscono le tensioni, come dimostrato dal recente atto intimidatorio nei confronti della Forest Oil a Bomba"

Mica ha detto che quello della Forest Oil e' un progetto altamente inquiante? Mica ha detto che di "green" il progetto della Forest Oil non ha niente di niente? Mica ha difeso la gente che dovra' respirare i fumi tossici della raffineria di Bomba? Mica ha detto che in un momento cosi' delicato e' bene difendere gli investimenti fatti per anni su agricoltura e turismo?

E l'ambiente al primo posto dov'e'?

Mah, chissa'. Invece della gente, dei loro campi, delle loro attivita', Mauro Angelucci ha difeso una centralina della Forest Oil e ci ha dato degli "ideologi".

Ma poi e' un ideologia voler respirare aria pulita? E lui invece vuole respirare idrogeno solforato? Vuole viverci lui sotto una raffineria pronta a spronfondare?

La puo' pure chiamare ideologia. Personalmente, me la tengo ben stretta la mia "ideologia", piuttosto che barattarla in cambio della svendita del mio territorio a Mr. Giorgio Mazzenga e compari che ride pensando agli affari suoi dalla comoda Milano.

2. Poi dice che non gli sta bene - udite udite - l'apertura delle istruttorie di VIA ai comitati ambientali. Cioe' secondo una legge appena approvata dalla regione Abruzzo, devono sedere ai tavoli della valutazione d'impatto ambientale anche i rappresentanti delle associazioni che si occupano di ambiente.

Mauro Angelucci afferma che occorre che a quei tavoli siedano

"persone che hanno competenze per dare pareri vincolanti"

e che

"non si puo' aprirlo a tutti attraverso internet".

Mi si raccapona la pella. Mi dica, caro Angelucci, qual'e' la sua competenza ambientale? Chi e' lei per poter decidere? Chi e' lei per poter dire alla commissione VIA cosa fare e cosa non fare? Cosa approvare e cosa non approvare?

Quanta paura le fanno le nostre osservazioni? Mi dica?

Lei, prutroppo, rappresenta gli industriali, capisce? Capisce che qualsiasi cosa lei dica e' da parte di uno che ha interessi di parte, che ha a cuore il profitto, gli affari, il tornaconto?

Ma perche' non parla mai di energia verde per davvero? ma dov'e' il progetto di mettere pannelli su tutte le case d'Abruzzo?

E tornando all'ambiente, non avete mai chiesto neanche scusa sul Centro Oli che Calogero Marrollo si ostinava cosi tanto a voler far costruire.

E poi, vogliamo farla con persone "competenti? questa VIA". Bene, con tutta l'umilta' del mondo, credo di essere molto piu' competente di meta' della gente che compone il comitato VIA d'Abruzzo e sicuramente di molti di quelli che stanno dentro a Confindustria.

Perche' nessuno mi ha mai interpellato? Paura eh? Paura che con le osservazioni coordinate via internet vi abbiamo fatto sfumare un bel po di guadagni?

Ma anche se cosi fosse, e se anche mi chiamaste a tutti i tavoli del mondo, lo stesso non sarebbe giusto.

Il cittadino medio deve essere informato, deve poter dire la sua. Sono soldi suoi quelli con cui vengono pagati gli stipendi a Antonio Sorgi, e Gianni Chiodi.

E' cosi' che funziona in democrazia, sa? E l'Italia, in teoria, dovrebber ancora esserlo. Se lei pensa che trivellare Bomba sia una buona cosa, vada in giro per tutto l'Abruzzo e lo spieghi alla gente con dati, numeri, tabelle. Vada.

Mica la gente e' scema? Se lei ha dei punti validi, la ascolteranno. A me hanno ascoltato, e all'inizio ero un signor nessuno.

Secondo il suo ragionamento invece, ci deve essere un gotha a decidere, ma allora a che serve il suffragio universale o l'istruzione diffusa? Perche' fermarsi alla VIA? Facciamo decidere tutto da qualche misteriosa "persona competente".

Ci abbiamo gia' provato, si chiamava Mussolini, se lo ricorda?

Thursday, December 29, 2011

Giorgio Mazzenga e John Klein della Forest Oil Corporation: senza vergogna


Ai cittadini di Bomba:
Non credetegli a Giorgio Mazzenga,
quello vuole solo speculare sulla vostra salute
seduto dalle sue comode poltrone romane!


Non sanno che pesci prendere! Che ridere, che ridicoli! Non gli e' bastata la figuraccia di qualche mese fa, quando tutto il paese di Bomba gli si e' rivoltato contro, assieme a tutta la provincia di Chieti, assieme a 19 sindaci di altrettanti comuni, assieme a tutto il resto d'Abruzzo. Non gli e' bastato a tornano alla carica.

JOHN KLEIN:
GIORGIO MAZZENGA:
NO IS NO IS NO.
DO YOU GET IT?

Si vede che a Giorgio Mazzenga e a John Klein della Forest Oil Corporation non gli interessa di essere odiati da tutti: vogliono solo tirare fuori la melma che abbiamo nel sottosuolo d'Abruzzo, costi quel che costi, per arricchircisi loro e i loro azionisti. Che vergogna! Una multinazionale contro un paesino di 1000 abitanti.

Ed ecco che il 12 dicembre 2011 mandano una innocente letterina ai cittadini di Bomba con una lucicante letterina e con una brochure informatica che dice:

Da diversi anni nel territorio del Comune di Bomba si parla e si discute del progetto Forest per l'impianto di estrazione e di trattamento di gas che abbiamo intenzione di costruire.

Traduzione: siamo sopresi che non ci siamo ancora riusciti, e che la gente e' stata piu' intelligente dei nostri inganni.

In questo periodo, e soprattutto negli ultimi mesi, i toni sono stati molti accesi e ci spiace che si siano verficati episodi di confronto pubblico poco sereni.

Traduzione: li abbiamo fatti neri e non se lo aspettavano. In realta' gli spiace solo per il portafoglio e per niente altro senno' venivano a parlare con noi 5 anni fa.

Siamo fermamente convinti che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere questo progetto e cio che comporta per questa terra, e di fare di conseguenza le proprie valutazioni maturando un'opnione serenamente.

Traduzione: dobbiamo continuare a farvi il lavaggio del cervello perche' non ci siamo riusciti finora. La Forest Oil e' stata la prima a fare tutto sottobanco negli scorsi 5/6 anni e ora che la gente sa, ed e' informata correttamente da persone senza interessi personali cercano di mettere delle paroline di corporate speak, belle, luccicanti e rasserenanti. Cara Forest, siete cascati male: saremo "sereni" solo quando ve ne sarete andati!

Per questo abbiamo deciso di mandare questo materiale informativo a casa di tutte le famiglie di Bomba, per potervi spiegare cosa abbiamo intenzione di realizzare, di che impianto si tratta, che impatto avra', quali benefici sono attesi soprattutto sul tema del lavoro, dell'economia e dell'opportunita' per i giovani di restare a lavorare nel proproi territorio.

Traduzione: Siamo cosi disperati che abbiamo dovuto metterci di mezzo pubblicisti, e brochure e balle varie. Purtroppo, cara Forest siete arrivati tardi. Purtroppo non porterete niente di buono a nessuno, e noi lo sappiamo fin troppo bene. E' facile da Milano e da Roma e da Denver pensare che potete venire con l'arroganza dei vostri soldi.

IL VOSTRO PETROLIO, IL VOSTRO GAS
NON PORTANO BENEFICI A NESSUNO SE NON A VOI STESSI.

WE ARE SMARTER THAN THAT
THANK YOU VERY MUCH.

Chi e' interessato a maggiori dettagli puo' consultare il nostro sito web www.forestbomba.it o la documentazione amministrativa presente sul sito del Ministero dello Svilupo Economico Dipartimento per l'Energia.

Traduzione: siamo ancora convinti di poterci riuscire a trivellarvi, indice che non abbiamo capito niente della capa tosta degli Abruzzesi. Cara Forest: la vostra centrale e' una variante del centro oli di Ortona, lo sappiamo tutti, entra monnezza sulfurea, esce monnezza sulfurea. I vostri tecnici, nella persona di Ronald Brown e anche la rivista Oil International parlano del fatto che la diga e' a rischio Vajont, emetterete secondo le vostre stesse documentazioni fumi tossici direttamente nelle case delle persone, e oltre i limiti legali, costuirete vasconi di monnezza tossica in una zona turistica, agricola e dove

NESSUNO VI VUOLE!
DO YOU UNDERSTAND?

Come tutte stiamo seguendo un preciso iter autorizzativo, che e' condotto da enti autorevoli e imparziali come il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Abruzzo. Queste istituzioni dispongono di organismi dedicati proprio all'esame di questi progetti, composti da autorevoli esperti ed addetti ai lavori. La legge prevede procedure rigorosissime, come e' giusto che sia, e noi stiamo fornendo tutte le risposte ai loro questiti e ci atterremo alle decisioni che vengono assunte in queste sedi.


Traduzione: purtroppo i cittadini di Bomba, il comitato gestione partecipata del territorio, Massimo Colonna, 19 comuni del comprensiorio, Enrico di Giuseppantonio, la provincia di Chieti, la confcommercio, la D'Orsogna, la chiesa, le associazioni sportive, TUTTO l'ABRUZZO ci e' contro e dobbiamo cercare di salvare il salvabile, facendo riferimento a vaghi, innominabili e fantomatici esperti, che non esistono e che hanno il solo scopo di confondere le idee alle gente.

La legge prevede che la volonta' popolare sia vincolante:
dunque andatevene da dove siete venuti.

Giorgio Mazzenga: la traduzione della parola democrazia e' che sono i cittadini padroni del proprio territorio, e' che siamo NOI a decidere e non un mucchio di signori di mezza eta'
venuti da chissa' dove che dell'Abruzzo non sanno niente.

NON VI CI VOGLIAMO QUI!

Le vostre balle, i vostri tentativi di fare il lavaggio del cervello alle persone, i vostri miraggi di pochi spiccioli elargiti alla collettivita' in cambio di speculazione su speculazione per voi e per i vostri affaristi, da Denver a Milano.

SCOMPARITE!




Saturday, November 19, 2011

A Giorgio Mazzenga: 19 comuni contro la raffineria Forest Oil

Il benvenuto a Giorgio Mazzenga e alla Forest Oil tutta a Bomba, Abruzzo


Caro Giorgio Mazzenga,

cosa altro vuole per capire che il lago di Bomba non vuole le sue raffinerie, desolforatori, pozzi di idrocarburi, vasche di lavaggio? Non vogliamo il suo gas saturo di idrogeno solforato ne i suoi soldi.

Ci sono tutti: il presidente della provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, il consigliere provinciale per le problematiche petrolifere, Franco Moroni, i 19 comuni di Atessa, Bomba, Borrello, Casoli, Colledimezzo, Fossacesia, Gessopalena, Lanciano, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Roccascalegna, Tornareccio, Torricella Peligna.

Vedra' che volente o nolente anche la commissione VIA e Antonio Sorgi dovra' dirvi di no, per cui, prima ve ne andate, meglio e' per tutti. Andate via da soli, prima di fare altre figure ridicole.

Una multinazionale cacciata da un paese di 930 persone!

Qui il video sul paese intero contro la Forest Oil.

Monday, October 31, 2011

Giorgio Mazzenga della Forest Oil Corporation: leave Bomba alone!


Forest Oil has exhibited a total disregard
for human life, the well-being of animals
and the overall environment.

La Forest Oil ha dimostrato un totale disrispetto
per la vita umana,
per la salute degli animali
e dell'ambiente


Da una causa contro la Forest Oil Corporation
Hidalgo County, Texas, 2006

Devono essere proprio disperati quelli della Forest Oil Corporation se il loro capo viene a scrivere su questo blog. E deve essere proprio appetibile il bottino economico - per loro, mica per noi - che aspettano di tirare fuori da Bomba se continuano a perservare diabolicamente contro una regione intera che non ce li vuole sul proprio territorio.


Giorgio Mazzenga: ci lasci in pace!
Vada a trivellare casa sua!


Allora, da dove iniziamo?

Dal fatto, ripetuto piu' e piu' volte che e' la stessa Forest oil Corporation a dire che il lago di Bomba e' a rischio Vajont e che e' per questo che l'ENI non lo trivello'?

Direttamente da International Oil Letter, 2007:

The license includes the Bomba gas/condensate field that was discovered by Agip in 1996. However, that gas/condensate reservoir has not been developed because it lies under Bomba Lake and there is a landslide risk in the mountainous area.

Direttamente dalla bocca di Ronald Brown, della Forest Oil International, 2008:

At the time, a tragedy occurred in Northern Italy when a slide block fell into the Vajont reservoir. A pulse wave overflowed the dam and destroyed Longarone, a village of 2000 people. The gas field is partly located beneath a Lake held by a 57.50 meter earthen dam. AGIP elected not to produce the field in 1966 due to the Bomba dam proximity.

O vogliamo parlare di un popolo intero che ha smascherato tutte le balle degli "esperti americani" venuti a convincerci che trivellare e' cosa buona e santa?



O vogliamo parlare del fatto che la stessa Forest Oil ha detto che non le era mai capitato prima, nei suoi 95 anni di storia, che ci fosse cosi' tanta compattezza e decisione contro un suo progetto?

O vogliamo parlare del fatto che l'intera provincia di Chieti e' contraria, come anche tutti i sindaci della zona, con il proprio parere espresso in mille modi, secondo canali ufficiali?

O vogliamo parlare del modo in cui la Forest Oil ha trattato i suoi dipendenti negli USA, regalando al signor James Mc Allen materiale radioattivo, come dimostra la causa fatta alla Forest Oil in cima a questo blog?

O vogliamo parlare del fatto che secondo le stime della stessa Forest Oil al massimo tireranno fuori gas che bastera', se tutto va bene, 5 giorni al fabbisogno nazionale italiano?

O vogliamo parlare del fatto che la Forest Oil, nel suo studio di impatto ambientale stessa diceva che avrebbero sfondato i limiti legali di inquinanti a Bomba e che questi finiranno direttamente nelle case della gente?

O vogliamo parlare del fatto che mentre siete qui a sbandierare soldi, cifre e numeri, non vogliate dirci invece quanti soldi verranno in tasca a voialtri?

Non ce ne facciamo niente dei vostri quattrini. Teneteveli e sparite.

JOHN KLEIN
GIORGIO MAZZENGA
AND ALL YOUR CRONIES:

PACK UP AND LEAVE
YOU ARE NOT WELCOME HERE.
WE DON'T WANT YOU.

DO YOU UNDERSTAND?