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Saturday, October 10, 2015

La Petroceltic squattrinata e accusata di frode e corruzione sospende il titolo in borsa

Il titolo e' stato sospeso in Borsa il giorno 8 Marzo 2016
 al prezzo di 6 pence ad azione.
Al massimo ne valeva 224. 

forse l'investitore russo Angelo Moskov che gia' detiene il 29% della ditta
la comprera' tutta.






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Il crollo delle azioni della Petroceltic -- scese del 70% in un anno





Angelo Muskov

Brian O'Cathain








Pare una soap opera di petrolieri, finanzieri e speculatori, una triste soap opera, in cui, una volta tanto, a guadagnarci siamo noi. La Petroceltic e' assolutamente piegata in due, da debiti, azionisti senza scrupoli, accuse di frode e corruzione, crollo dei prezzi del petrolio e non sanno piu' dove andare a pararsi. Basta solo dire che negli scorsi dodici mesi le azioni della Petroceltic sono andati da un massimo di 224 pence a 42.

E' una storia che inizia da lontano.

Il principale investitore della Petroceltic, la ditta inglese che vuole trivellare vari angoli d'Italia perche' abbiamo "regimi fiscali favorevoli", si chiama Worldview Capital Management, che e' una ditta di hedge funds. Detiene il 29% di azioni della Petroceltic ed e' guidata da Angelo Moskov. Comprarono le azioni quando valevano 175 pence. Ora ne valgono 60.

Gia' a Febbraio 2015 la Worldview aveva espresso preoccupazioni per gli affari economici della Petroceltic, che sommersa dai debiti, stava presentando un controverso piano per aumentare il proprio capitale.

In un anno le azioni della ditta irlandese erano calate del 34%.

Si trattava di 175 milioni di dollari da incassare tramite la vendita di obbligazioni, usando come collaterale uno dei suoi progetti piu' ambiziosi: Ain Tsila, un campo di gas in Algeria. Secondo la Worldview questo passo questo avrebbe lasciato gli azionisti con guadagni derisori.

Moscov non fu tenero e in quella occasione gia' parlo' di Petroceltic al lastrico, di spreco di soldi, di management scadente, e della divulgazione di false notizie:

As predicted by Worldview in its EGM circular issued in February 2015, Petroceltic appears to have now run out of money. As a result it is proposing to pledge the Company's crown jewel, namely its participation in the Ain Tsila asset, as a security for a contemplated $175 million bond issuance. In our view, this will result in squandering shareholder value.
Given Company's past history of very poor financial management and false claims, Worldview is extremely concerned that such bond issuance will be perilous to shareholders. Owing to the Company's consistent inability to produce sufficient cash flows, proceeding with the bond issue on the announced terms would, in our view, likely result in bondholders eventually securing the world-class asset for a derisory sum.
Dop vari dibattiti, accuse e incontri, e anche un tentativo di deporre il CEO della Petroceltic, Brian O'Cathain, il 3 Agosto 2015 la Petroceltic annuncia di rinunciare alla vendita di obbligazioni per la troppa instabilita' sul mercato.

Le azioni crollano ancora ed i debiti arrivano a 500 milioni di dollari.

La Worldview denucnia la Petroceltic presso l'alta corte d'Irlanda, dopo gia' una prima denuncia presso l'alta corte inglese.  Sotto attacco anche pagine web: la Petroceltic e' pure riuscita a tirare giu' delle pagine web non di loro gradimento. Ovviamente tutto questo ha dei costi che la Petroceltic vorrebbe assolutamente evitare. Non si sa come andra' a finire, per ora la causa e' ancora aperta.

Ma non finisce qui. Il 20 Agosto 2015 la Worldview Capital Management accusa la casa madre di frode e corruzione riguardo la gestione delle sue finanze. In particolare il direttore della Petroceltic Geoff Stevenson e membri della sua famiglia sono accusati di avere orchestrato uno schema per defraudare la compagnia, assumendo personale a contratto con fatture gonfiate nel campo di gas Ain Tsila in Algeria.

Worldview dice che se corrette, queste accuse significano che il valore dell'azienda e' stato fortemente compromesso dai pagamenti illeciti e dai fondi sottratti in maniera fraudolenta dalla Petroceltic.  La Worldview accusa la Petroceltic di mananagement inappropriato e fallimentare.

Dal canto suo, la Petroceltic accusa Worldview di una campagna di denigrazione e di sottrarsi al dialogo. Dicono che fanno tutto questo per prendere il controllo della Petroceltic e che stanno facendo perdere tempo prezioso, aizzando gli altri investitori, convenendo meetings, e cercando di ostacolare le operazioni interne di ristritutturazione.

Brian O'Cathain passa al contrattacco:

“Their real game is to take control of the company and its assets without paying a premium. We don’t intend to hand over the keys and walk away, so I guess Moskov’s own investors are getting impatient as well"

Finalmente, il 17 Settembre 2015 la Worldview pubblica un altra lettera in cui si accusa la Petroceltic di irregolarita' in Bulgaria, accusando anche qui dirigenti di medio livello di avere creato canali per impossessarsi in modo illegale di fondi della compagnia.  Addirittura dicono che ci sono dei giudici bulgari che indagano pagamenti sospetti da parte di sussidiarie egiziane, bulgare e lussembughesi della Petroceltic per servizi non meglio specificati da parte di tali Optimus Engineering AD e di Osiris Trust. Anche qui, il sospetto e' che ci siano scambi poco trasparenti di soldi.

E anche qui, Brian O'Cathain dice che non e' vero niente e che e' tutta una campagna denigratoria, una “concerted campaign to fling mud at us and hope some of it will stick”.

In Bulgaria la Petroceltic ha delle piattaforme per l'estrazione di gas, ma mentre il campo di
Galata e' ancora attivo, quello di Kaliakra e' in declino. Neanche qui le cose gli vanno troppo bene!

Ma il tempo passa, e i soldi mancano. E cosi' si pensa di tornare con una offerta di obbligazioni sul mercato.

Io non so cosa dire di questi teatrini fra prepotenti, chi ha ragione, chi no. Devo dire che mi fanno abbastanza senso tutti i protagonisti di questa storia.

Posso pero' solo dire che alla fine chi vince siamo noi, persone normali. Ad esempio, il Ministero dell'Ambiente ha rigettato una delle concessioni petrolifere della Petroceltic nei mari di Calabria, la d151 perche' non avevano presentato un appropriato studio di impatto ambientale in tempo. E' molto probabile che a causa di tutte queste vicende interne, la concessione calabrese sia diventata secondaria, o che si siano dimenticati, o che non avevano i soldi per pagarla. Comunque vada, e' stato utile per noi.

Piu' in grande pero' mi chiedo questo: anche se Mr. Muskov ha i suoi tornaconti, e forse vuole veramente prendere il sopravvento con operazioni di campagna denigratoria verso la Petroceltic,
restano i sospetti, la mancanza di soldi della Petroceltic, e il fatto che a tutti questi protagonisti non interessi niente della loro stessa compagnia.

E viste queste lotte fraticide, che vuoi che gli interessi dell'Abruzzo, del Piemonte, o del golfo di Taranto?   Vogliamo veramente una ditta squattrinata, guidata da gente senza scrupoli a trivellare nei mari d'Italia?









Sunday, September 28, 2014

Giovanni Legnini, Ombrina e il resto d'Italia



Caro Giovanni Legnini, e' l'Italia tutta che va salvata,
non il proprio orticello elettorale.

La Basilicata si puo' trivellare invece?
L'Emilia Romagna?
La Sardegna? 




Giovanni Legnini, gia' sottosegretario all'economia del PD, diventera' presto il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

La stampa di Torino lo descrive cosi: ``garante del corso renziano, è però persona onesta e ammette di non conoscere il mondo dei giudici: Assicuro però che mi impegnerò a fondo"

Garante del corso renziano.

Giovanni Legnini e' abruzzese e ho avuto vari contatti con lui in merito alla questione petrolio, sia di persona che per telefono. Diciamo che a me non ha impressionato per coraggio, quanto per cercare compromessi e soluzioni ad hoc, un po a mo’ di vecchia democrazia cristiana. Ad esempio, ecco qui un bel titolo del Centro D'Abruzzo di qualche giorno fa: "Legnini: Pd contro Ombrina ma favorevole al petrolio."

Per chi non lo ricordasse, Ombrina Mare e' il progetto petrolifero in mare dall'iter piu' avanzato d'Abruzzo. Un vero mostro, secondo me almeno, con pozzi, navi desolforanti, oleodotti ed emissioni in atmosfera a pochi chilometri da riva.

Cosa vuol dire che il PD e’ contro Ombrina ma favorevole al petrolio?

E poi mi sovviene – garante del corso renziano. Certo, deve essere difficile per Giovanni Legnini cercare da un lato di fare il buon soldato con Matteo Renzi che decide -- da solo -- di trivellare tutto il trivellabile d'Italia e i suoi elettori d'Abruzzo che invece di petrolio non ne vogliono sentire. Ma cosa altro poteva dire Legnini su Ombrina? In prima analisi, Legnini non poteva dire si, non poteva dire no al petrolio. Si e' trovato intrappolato, da un lato dalle politiche di Renzi, dall'altro da quei 40,000 scesi in piazza contro l'Abruzzo petrolifero.

Continuo a leggere l’articolo del Centro.

Siamo contro Ombrina Mare, ma non contro il petrolio. Serviranno alcuni decenni prima che l’Abruzzo e il Paese possano farne a meno, ma non deve farne le spese la costa. La domanda, però, non deve essere: cosa voterà Legnini? Perché voterò sì al decreto “Sblocca Italia”, ma ci opporremo a Ombrina. Il vero tema è come vincere questa battaglia.

Presumo che la costa di cui lui parli sia quella d'Abruzzo. Quindi Legnini e' favorevole alle trivelle "altrove" ma non lungo le coste teatine perche’ non ne devono fare loro le spese.

E l’entroterra d’Abruzzo? Quello si? E l’entroterra di Novara, quello va bene?

E le altre coste d'Italia? Quelle si che ne possono “fare le spese”?

O tutte queste altre localita’ non sono Italia? Non sono degne di essere protette? Non sono il mare o I campi di qualcuno? O quegli altri mari di Calabria e di Sardegna e di Puglia possono "farne le spese" perche' non votano per Legnini?

Perche' Giovanni Legnini si opporra' ad Ombrina Mare davanti a San Vito Marina e non alle trivelle della Schlumberger davanti alle coste di Sassari?

Che tristezza.

Ho vissuto in Abruzzo per 10 anni, e credo di poter dire che il movimento contro le trivelle in quella regione -- che e' forte e che riguarda veramente tutti gli spaccati del vivere civile, chiesa, commercianti, studenti -- sia in gran parte figlio del mio peregrinare citta' per citta' e del mio rompere le scatole, da persona esterna e libera per anni e senza paura. Se Legnini si oppone ad Ombrina, e' grazie anche all'informazione che ho seminato e grazie al movimento popolare che ne e' nato. Semplicemente in questo momento in Abruzzo e' un suicidio politico dire si alle trivelle. E tutto quel lavoro l'ho fatto perche' volente o nolente ho trascorso 10 anni della mia vita in Abruzzo e credo che uno abbia una certa responsabilita’ e che debba "give back", come dicono gli americani.

Ma questo non vuol dire che le altre regioni siano meno importanti. Semplicemente non potevo fare di piu. E anzi, tutti quelli che mi conoscono davvero sanno quanto abbia fatto tutto il possibile per visitare e sensibilizzare da Vercelli fino a Pantelleria.

Ma Legnini non e' un blogger che vive oltreoceano. Legnini e' un politico, un politico importante, che ha mezzi, soldi, influenza.

E se Giovanni Legnini aveva capito che la costa d'Abruzzo non puo' "pagare un prezzo cosi alto" per il petrolio, allora uno che ci credeva veramente avrebbe dovuto capire che *nessun' angolo d'Italia* puo' pagare un prezzo cosi alto. E da questa convinzione partire per dire "trivelle no, ne in Abruzzo ne altrove" e lavorare in questa direzione, invece che trovare soluzioni campate in aria.

Qualsiasi altra cosa e' opportunismo elettorale, e' egoismo, e' mancanza di volonta'.

E quindi a ben pensarci, no, non e' vero che Legnini non poteva fare niente se non questo suo sfortunato distinguo - l'Abruzzo no, gli altri si. Se Legnini ci credeva per davvero, avrebbe dovuto sensibilizzare e lavorare coi suoi colleghi parlamentari di altre regioni con lo stesso problema, e avrebbe dovuto farlo da anni a questa parte. Doveva avere il coraggio di andare da Renzi e dirgli: guarda, non e' intelligente trasformare l'Italia in una gruviera. Siamo l'Italia non l'Arabia Saudita.

Speriamo che Legnini, garante del corso renziano, abbia piu' coraggio al Consiglio Superiore della Magistratura.

Qui quello che avevo scritto in merito a Legnini e all’articolo 35 un anno fa






Tuesday, September 16, 2014

Piccole Ombrine che crescono


Non e' solo Elsa: eccole qui. La Petroceltic torna all'assalto con giacimenti dai nomi piu' fantasiosi. E infatti Elsa e' solo la madre e l'apripista di "Turchese", "Zaffiro", "Granato", "Rubino", "Opale", "Tormalina",  "Peridato" e "Rublo".

Come dire: dei veri gioielli in mare!

Io sono convinta che questi giacimenti non sono diversi da Ombrina, e che come per il Centro Oli di Ortona, come per Ombrina, come per il gas di Bomba, sono tutti ad alto tenore sulfureo, e ci sara' bisogno di desolforazione e di infrastruttura pesante.

Elsa e' il punto di partenza per la Petroceltic: credo questo perche' e' piu vicino alla riva e quindi logisticamente piu' facile da operare.

Tutto il lavoro fatto per Ombrina deve continuare: Elsa o Ombrina o Rubino o Turchese, sono tutti mostri nel mare, pure se vogliono farceli passare per pesci e gioielli e signore distinte, e semplicemente non ce li vogliamo.

Andiamo avanti cosi.

Qui per mandare le osservazioni contro Ombrina

Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!




Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia. Qui in inglese per chi volesse.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Thursday, May 15, 2014

La propaganda elettorale di Mauro Febbo

Permessi in mare della Petroceltic approvati dal governo centrale.
In tutti questi procedimenti compare la dicitura 
"Non sono giunti pareri da parte della Regione Abruzzo"

La D495 e' stata bocciata, in seguito alle numerose osservazioni prodotte
La D505 e' stata poi sconfitta con il ricorso al TAR
al quale la regione Abruzzo non ha voluto partecipare

Le altre tre - la D492, D493 e D507 - sono ancora in piedi
nonostante le chiacchere di Febbo e Chiodi.



A. D507 BR EL Petroceltic -- ora denominato BR 272 EL





"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo"


"decreta la compatibilita' ambientale"


Parere Commissione VIA D507 BR EL (Petroceltic) 6 Maggio 2011
"Non risulta agli atti in parere della Regione Abruzzo e della Regione Molise"

esprime parere positivo




Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D507 BR EL (Petroceltic) 17 Maggio 2011
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Abruzzo comunicava, per quanto di competenza, il parere favorevole al permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi di cui all'oggetto"

esprime parere favorevole



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B. D505 BR EL - Petroceltic




Decreto di Valutazione Ambientale
Diniego della concessione D505 BR EL (Petroceltic) 29 Marzo 2011
"Preso atto che seppur sollecitata [...] la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi"
DECRETA
giudizio positivo

Parere Commissione VIA D505 BR EL (Petroceltic) 28 Luglio 2009
"Non risulta agli atti il parere della Regione Abruzzo e della Regione Molise" 
esprime parere favorevole
  



Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D505 BR EL (Petroceltic) 11 Maggio 2010
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo-L'Aquila ha rilasciato il proprio parere favorevole alla realizzazione degli interventi previsti "

esprime parere favorevole


C.  D492 BR EL Petroceltic -- ora rinominato BR 270 EL





"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo"

DECRETA 

la compatibilita' ambientale
 




Parere Commissione VIA 492 BR EL (Petroceltic) 6 Maggio 2011
"Preso atto che non e' pervenuto il parere della Regione Abruzzo" 
ESPRIME
parere positivo

Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D492 BR EL (Petroceltic) 19 Febbraio 2010
"Considerato che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l'Abruzzo- l'Aquila comunicava,  ha rilasciato il proprio parere favorevole alla realizzazione degli interventi previsti"

esprime parere favorevole.


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D. D493 BR EL Petroceltic -- ora rinominato BR 271 EL





"Preso atto che, seppur sollecitata, la Regione Abruzzo non ha trasmesso il parere da rendersi"

DECRETA 

la compatibilita' ambientale




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E. D495 BR EL - Petroceltic



 
Decreto di Valutazione Ambientale
Diniego della concessione D495 BR EL (Petroceltic) 9 Maggio 2012
"Preso atto che sono pervenute numerose osservazioni del pubblico"
"Preso atto che non risulta pervenuto il parere della regione Abruzzo"
DECRETA il diniego della compatibilita' ambientale




Parere Commissione VIA D495 BR EL (Petroceltic) 30 Settembre 2010
"Preso atto che non e' pervenuto il parere della regione Abruzzo"

esprime parere negativo


Parere Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali D495 BR EL (Petroceltic) 24 Febbraio 2010
"La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo, l'Aquila ha rilasciato il proprio parere positivo"

esprime PARERE FAVOREVOLE


Una visione di insieme


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Immagini e link si possono scaricare qui

Arriva il revisionismo di Mauro Febbo in questi giorni di frenetica campagna elettorale a cavalcare l'onda antipetrolifera e a dipingere la giunta Chiodi come salvatrice dell'Abruzzo dalle trivelle.

Mauro Febbo, assessore alle politiche agricole d'Abruzzo,  dichiara che il Governo Regionale "vigila con attenzione" e che ribadisce "con forza e coerenza, la sua netta contrarieta'" a progetti petroliferi come Rospo Mare e Ombrina. In merito a quest'ultima, Mauro Febbo ricorda che "la Regione Abruzzo si era opposta in tutte le sedi opportune scongiurandone la nascita".

Tutto questo non corrisponde a verita'. Nessun politico ha scongiurato la nascita di Ombrina: l'iter non e' ancora concluso e la Medoilgas afferma che stilera' l'AIA come richiestole e che intende andare avanti con i suoi progetti di trivellazione.

D'altro canto, nel corso degli anni della presidenza Chiodi, la regione Abruzzo non ha quasi mai rilasciato Pareri di Competenza ne per Ombrina ne' per nessun altra concessione a mare.  In vari decreti di approvazione infatti e' possibile leggere la dicitura "Non e' pervenuto il parere della regione Abruzzo". A volte i pareri non sono giunti nonostante ripetuti solleciti da Roma. L'attuale maggioranza non ha mai neppure mai dato il suo supporto ad associazioni e comuni nello stilaggio di osservazioni di critica, lasciando soli cittadini e amministratori locali.

A cavallo fra il 2009 ed il 2012 sono state cosi approvate le concessioni marine D492 BR EL, D493 BR EL, D507 BR EL, tutte della irlandese Petroceltic,  per un area complessiva di quasi mille chilometri quadrati. Per nessuna di queste concessioni la regione Abruzzo ha prodotto pareri. Oggi le concessioni sono state ridenominate rispettivamente, BR270 EL, BR271 EL e BR 272 EL.

A suo tempo anche la concessione D505 BR EL fu approvata senza che la regione esprimesse pareri: questa fu poi bocciata grazie al ricorso al TAR promosso dalla Regione Puglia, da vari comuni molisani e pugliesi e dal comune di Vasto, e al quale la regione Abruzzo decise di non partecipare.

A Mauro Febbo si ricorda anche che dopo il blocco dovuto al decreto Prestigiacomo e il successivo decreto Passera, l'iter per l'ampliamento di Rospo Mare, e' iniziato a Gennaio 2013, quasi un anno e mezzo fa e che dopo pochi mesi il comune di Vasto ha presentato osservazioni in critica.

Dov'era dunque la vigilanza di Mauro Febbo e della giunta Chiodi nel 2009, 2010, 2011, 2012 e nel 2013? Dov'era la netta contrarieta' della regione Abruzzo in queste numerose sedi decisionali?  Che differenza c'e' tra queste concessioni ed Ombrina?

Per quanto riguarda invece le concessioni a terra, sulle quali la parola finale spetta alle regioni, nel 2012 l'Abruzzo di Gianni Chiodi ha approvato due concessioni di estrazione e due di ricerca.
Queste sono:

Colle San Giovanni (Adriatica Idrocarburi e Gas Plus Italiana) 23kmq, concessione di coltivazione a gas in provincia di Teramo. E' gia' in produzione il pozzo Sciarra 001.

Aglavizza (Medoilgas) 7 kmq, concessione di coltivazione non produttiva in provincia di Chieti.

Villa Carbone (ex Medoilgas, ora Canoel Italia e Gas Plus Italiana) 68 kmq, provincia di Teramo. Permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi
Villa Mazzarosa (Medoilgas) 13 kmq, provincia di Teramo. Permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi.

L'Abruzzo intelligente merita fatti e coraggio dalla classe politica, e non una vuota propaganda elettorale.