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Wednesday, April 13, 2016

Un Comitatino all'UE - e' giusto dare petrolio in eterno e sempre agli stessi?

Gela

Ravenna

Ravenna

 Ravenna

Rospo Mare

Rospo Mare

 Ravenna

 Cesenatico

Cesenatico


 Piattaforma "temporanea" ENI a Cesenatico.

Vega A, Ragusa



Ombrina, piattaforma temporanea (2008)





E' questo che vogliamo per l'Italia?








Ormai ce ne sono a dozzine in Italia, e se solo Renzi volesse ascoltarli, e chiedere a noi tutti perche' siamo cosi ostinati, forse le cose andrebbero meglio in Italia e anche per lui, politicamente.

Perche' a forza di curare gli interessi dei petrolieri finisce che il governo si aliena il supporto e la fiducia dei suoi cittadini.

Si chiamano “Movimento per la Difesa dei Territorio”- MDT e sono siciliani.

Nicosia, provincia di Enna.

Il presidente si chiama Fabio Bruno. Lui e l'avvocato Giuseppe Agozzino hanno deciso di fare denuncia all’Italia presso la Commissione Europea affinché sia aperta una procedura di infrazione comunitaria.

Di cosa?

Di violazione del diritto europeo. Secondo il MDT, la legge attuale che prevede che si possa trivellare un giacimento "per la durata di vita utile del giacimento", e cioe' finche' morte non separi petrolio e petroliere e' una legge che viola “il diritto al paesaggio”.

Iniziamo con il principio di “scarsità della risorsa naturale” .

Quando una risorsa naturale è scarsa, spiegano quelli del MDT, anche le autorizzazioni all’uso deve essere parsimoniose e rilasciate per una durata limitata adeguata. 

Non si può prevedere il rinnovo automatico o accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami, come e' invece previsto nelle leggi italiane attuali. 

Ricordiamo sempre il caso Vega A e B. Una piattaforma riceve l'OK nel 1984 e nel 2015 ricevono l'OK, quasi in automatico, per trivellare altri 4 pozzi. E quando finisce? Non e' giusto, no?

E quindi secondo il MDT prorogare titoli abilitatiti gia' rilasciati "per la durata di vita utile del giacimento", viola il principio della durata limitata adeguata, prevedendo nei fatti un rinnovo automatico ed un indebito vantaggio agli attuali possessori dei titoli trivellanti.

La scarsità della risorsa naturale cioe' vale non solo come “risorsa produttiva” ma anche nel senso di tempo in cui uno puo' godere delle autorizzazioni. 

Nel nostro caso la "risorsa naturale scarsa" non si riferisce solo al petrolio e al gas, ma ancora di piu' al mare sano, all’ambiente marino sano, al paesaggio costiero sano. La presenza di piattaforme finche' morte non colpisca il giacimento peggiora il mare e l’ambiente. Anche il mare sano e' una risorsa naturale scarsa, nel senso che a furia di trivellare, e di scaricare monnezza e di pescare dove non si dovrebbe l'abbiamo reso vulnerabile e inquinato. 

Il MDT denuncia anche la violazione della Convenzione europea del paesaggio,  dei principi di protezione dell'ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale.

L'UE infatti dice che 

"Ogni Parte si impegna a riconoscere giuridicamente il paesaggio in quanto componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità”.  

Che si intende per paesaggio?  Si intende qui territorio, cosi come e' percepito dalle popolazioni, da fattori naturali e umani e dalle loro interrelazioni. Trivellare "per la durata di vita utile del giacimento" sconvolge il paesaggio. Possono costoro farlo il eterno?

Non sappiamo cosa dira' la Commissione UE,  e se i tentacoli dei lobbisti arriveranno anche li, ma i due argomenti principali usati dal MDT sono fondati su principi cardinali del diritto comunitario, “scarsità della risorsa naturale” e “diritto al paesaggio”.

E mi pare anche del buonsenso.

Nel frattempo, vota SI il 17 Aprile 2016.



Monday, June 22, 2015

Rospo Mare e' stata e verra' acidificata



Acidi nel 2015, e acidi nel 1982
 Il testo qui sotto e' stato scritto nel 1991:




Notare che l'acid job esisteva gia' nel 1984!
Notare le ultime parole del testo "they had no water treating facilities"

Dove finiva quest' "acqua" di monnezza petrolifera e con acidi?
Beh, lasciamolo all'immaginazione!!

:)





Horizontal Well Technology, S. D. Joshi 1991


Lo scorso 15 Aprile 2015 i ministeri dell'ambiente e dei beni culturali hanno rilasciato la compatibilita' ambientale per quattro nuovi pozzi nel campo Rospo Mare al largo di Vasto. I pozzi fanno parte dell'ampliamento della concessione, e sono progettati per restare per almeno due decenni nel mare d'Abruzzo.

Il petrolio di Rospo Mare e' di qualita' scadente, di indice API che oscilla fra gli 11 e i 12 gradi, peggio di Ombrina. Essendo un petrolio difficile da estrarre, la Edison utilizzera' aggressive tecniche di lavorazione fra cui quella dell'acidificazione. Nella richiesta di valutazione ambientale infatti si legge:

"Una volta terminata la perforazione, i pozzi del campo Rospo Mare verranno acidificati, completati, spurgati, ed allacciati alla produzione"

Si aggiunge che "tutti i pozzi" di Rospo Mare sono soggetti ad acidificazione per "migliorare la conduttivita' delle fratture."

Non viene illustrato quale sara' l'agente usato, ma la sostanza preferenziale per l'acidificazione e' di solito HCl o HF ad alte concentrazioni. Questi acidi servono per stimolare la produzione di idrocarburi, aiutando a dissolvere sedimenti, roccia e incrostrazioni particolarmente ostiche e a creare canali di scorrimento sotterranei per gli idrocarburi. Non viene illustrata la metodologia usata e se questi acidi verrano immessi a bassa o ad alta pressione. In caso di alta pressione, ci si aspetta di fratturare la roccia, non solo di dissolverla.

Rospo Mare esiste da piu di trent'anni e non e' la prima volta che viene acidificata. Testi risalenti agli anni novanta parlano di utilizzo di acidi gia' nel 1984 quando non erano disponibili impianti di trattamento delle acque di scarto. Le testuali parole sono "they had no water treating facilities". Non e' ben chiaro cosa abbiano fatto di quelle acque di scarto nel 1984, e ne se adesso, dopo trenta anni, ce le abbiamo queste "water treating facilities."

Ma se hanno acidificato nel 1984, e acidificheranno nel 2015... quante altre volte hanno acidificato nel frattempo e nessuno l'ha saputo?

I cinquant'anni di Rospo Mare in Adriatico devono fungere da monito per Ombrina. Anche Ombrina ha un petrolio scadente, durante le prove del 2008 ha necessitato di fanghi aggressivi ed e' stata acidificata. Ci sono anche previsoni di possibile fratturazione futura.

Rospo Mare ci insegna che una volta arrrivati, e' difficilissimo liberarsi dei petrolieri, perche' cercheranno sempre di spremere tutto lo spremibile, di aumentare il numero il pozzi, di estendere contratti e licenze, e la verita' su cosa esattamente facciano e cosa non facciano nei nostri mari non la sapra' mai nessuno. L'unico modo per fermare acidi, pesci inquinati, fratturazioni, fanghi di perforazione, petroliere ed incidenti e' quello di non farceli venire dal primo giorno. Ma mentre Rospo Mare ce la dobbiamo tenere, Ombrina non e' detto. E in questo momento, che gli piaccia o no, la responsanibilita' e l'onore di difenere l'Abruzzo e' tutta del suo governatore, Luciano D'Alfonso.

Caro Luciano: la partita Ombrina e' ancora aperta e il destino di questo UFO e' nelle sue mani.

Friday, May 15, 2015

Mi scrivono dalla Edison



Quelli che lo sversamento di Rospo Mare era solo "fango ed erba".
Non ho niente da dire, se non che uno che lavora per oil and gas, 
per definizione, non puo' essere a favore dell'ambiente. 


Ho veramente troppe cose da fare, per chi volesse rispondergli, 
fatelo nei commenti di cui sotto e poi magari gli mando il link.

 -----

Buona sera dottoressa D’Orsogna

Ho letto la sua lettera al ministro ed ho visto su youtube il suo video contro la ricerca e lo sviluppo dei giacimenti di petrolio. Le scrivo per dirle che la sua dichiarazione estremamente negativa riguardo il tema petrolio non porta alcun beneficio alla collettività, forse solo consapevole notorietà personale. 

Gli scenari disastrosi che lei cita per fortuna non sono proprio reali. 

Lei è prevenuta quasi più per principio che per ragione veduta, questo lo si evince anche dalle sue parole quando afferma “il problema petrolio in Italia etc..” come a volere conferire una valenza negativa all’argomento.

Non intendo contrastare, pur avendo validi motivi, gran parte delle cose ascoltate nel video; voglio solo però rammentarle che la tecnologia oggi ci permette di ricercare e produrre idrocarburi in assoluta sicurezza impiegando sistemi di controllo e gestione degli impianti con “SAFETY SYSTEMS” intrinsechi molto avanzati. 

Quei rarissimi incidenti accaduti, con le dovute accortezze, possono essere parte del passato. Voglio inoltre rammentarle che dal petrolio si ricavano, oltre ai carburanti, tantissimi altri derivati che sono indispensabili per il nostro stile di vita ed il nostro benessere. Pensi solo a gran parte del materiale sanitario sia diagnostico che farmacologico, ai rivestimenti isolanti dei cavi elettrici, , alle fibre dell’abbigliamento tecnologico, ai componenti dei computer e dei telefoni. Potrei citarle altre mille cose, ma lei queste le conosce già.

E’ improponibile rinunciare al petrolio, è importante razionalizzarne l’uso in particolar modo rispettando tutti i criteri di salvaguardia ambientale, ma questo è solo un compito antropico.
Come potremo far volare gli aerei,  navigare le navi,  lavorare la terra che ci fornisce il cibo senza trattori, a vivere in questo modo che sempre più ci spinge a superare barriere e confini?

Gli idrocarburi, seppur in quantità limitata, li abbiamo anche noi, e a mio parere è giusto e sensato che usiamo anche le nostre riserve in tal modo ridurremo la nostra bolletta energetica, creare occupazione e ricchezza nella nostra nazione senza contrastare altre fonti di reddito. Turismo e idrocarburi non sono antitetici, in Italia questo è ben rappresentato dalla zona costiera dall’Emilia Romagna, all’estero è eclatante lo sviluppo e la ricchezza degli Emirati Arabi e della Norvegia. Importare il petrolio che ci occorre non ci rende moralmente innocenti, estranei  o migliori.
Non vale la regola del “Not in my backyard”.

A conclusione di questa mia lettera desidero informarla che sono scrupolosamente sensibile alla tutela dell’ambiente e che convengo con quanti praticano il risparmio energetico e nutro un profondo rispetto per il pianeta che mi ospita. Non mi aspetto una sua risposta anche se mi giungerebbe molto gradita.

Cordialmente la saluto

XXXX

Thursday, April 9, 2015

Il presidente dell'Argentina vs. Rockhopper ed Edison: trivellano illegalmente



Il giorno 28 Giugno, Lilian Herraez,  giudice federale di Terra del Fuego, Argentina ha ordinato il sequestro immediato dei beni delle cinque ditte petrolifere che trivellano illegalmente nei mari attorno alle Falkland per un totale di 156 milioni di dollari. 

Fra le ditte coinvolte, l'italiana Edison, 
e l'inglese Rockhopper Exploration, titolare di Ombrina Mare in Abruzzo.

Le altre sono la Premier Oil, la Falkland Oil e la Noble Energy. Le prime due sono inglesi, la seconda e' texana. Il giudice afferma che procederanno a sequestrare beni delle ditte incriminate anche all'estero se necessario. 













E' notizia di questi giorni che il governo argentino portera' in tribunale cinque ditte straniere accusate di eseguire esplorazioni petrolifere illegali presso le isole Falkland, note in Argentina come isole Malvinas. E' stato lo stesso presidente argentino, Cristina Fernandez, a dare l'annuncio delle azioni legali contro i petrolieri.

Due delle ditte accusate di trivellare illegalmente in Argentina sono ben note in Abruzzo: la Rockhopper Exploration, titolare della concessione Ombrina Mare dopo la cessione da parte della Medoilgas, e il ramo internazionale della Edison Italia che gestisce la concessione Rospo Mare in qualita di operatore al 62%, con il restante 38% di titolarita' ENI.

Le altre tre ditte accusate dal governo Argentino di operare illegalmente sono la Premier Oil e 
la Falkland Oil and Gas, inglesi e la Noble Energy, con sede a Houston. Il giorno 9 Aprile 2015 l'ambasciatore britannico John Freeman e' stato informato delle azioni legali da parte degli argentini.

Le cinque ditte incriminate sono raggruppate in un consorzio e secondo l'accusa, hanno iniziato le proprie attivita' nelle acque a nord delle isole Falkland, dove dicono di avere trovato giacimenti utili dal pozzo Zebedee, e dove si apprestano a trivellare sei pozzi permanenti senza avere ottenuto i  permessi da parte del governo argentino. Secondo Daniel Filmus, Segretario per gli affari delle Malvinas, i petrolieri hanno violato le leggi argentine e le risoluzioni ONU che impongono ad Argentina e al Regno Unito di "non introdurre modiche unilaterali" nell'ambiente attorno alle isole Falkland. La legge argentina e' chiara: i dirigenti delle aziende che eseguono attivita' petrolifere rischiano fino a 15 anni di prigione se non hanno ottenuto i permessi da parte di Buenos Aires.
Filmus ha anche ricordato che le attivita' petrolifere in aree cosi delicate portano con se enormi rischi ambientali.

Al dila' dei risvolti geopolitici ed economici che si snodano dall'altro lato del pianeta, il filo conduttore che ci lega con l'Argentina e i petrolieri e' sempre lo stesso: il mancato rispetto dei residenti e la prepotenza da parte di chi trivella.  Nei mari di Ushuaia, Medoilgas/Rockhopper e consociate contro i trattati internazionali, contro le leggi nazionali, contro il presidente di una nazione intera, in Abruzzo vanno contro la volonta' popolare.

Il presidente argentino ha ufficialmente condannato le attivita' della Rochkopper, addirittura passando per vie legali. Cosa aspetta il governatore d'Abruzzo ad agire in maniera piu' decisa contro le trivellazioni dei mari d'Abruzzo? 

Come gia' ricordato piu' e piu' volte e' tutto nelle mani di Luciano D'Alfonso: la responsabilita' di trovare una soluzione e' tutta sua. Volere e' potere.






Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!




Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia. Qui in inglese per chi volesse.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Friday, February 7, 2014

Fermo: perdite di petrolio in mare Edison. Anche qui erba e fango??






Ecco qui. Di nuovo pozzi di petrolio che perdono nei mari dell'Adriatico, questa volta a Fermo, nel campo "Sarago Mare”, localita' Baia dei Gabbiani. Pare che una tubatura danneggiata dalle mareggiate degli ultimi tempi abbia lasciato fuoriuscire dei "liquidi".

Il pozzo era a soli 3km da riva!

C'e' stato l'intervento della Capitaneria di Porto, dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Porto San Giorgio, della Prefettura di Fermo, dell’Ufficio Protezione Civile del Comune di Fermo e dell'Arpam di Fermo.

La stampa locale riporta che grazie all'intervento dei tecnici specializzati si e' potuto evitare il peggio.

La protagonista del tutto e' la Edison, che conosciamo gia' bene perche' esattamente un anno fa ci furono perdite simili dal campo petrolifero "Rospo Mare" in Abruzzo, con una saga interminabile,
secondo la quale prima erano idrocarburi, poi dopo quattro giorni, magicamente diventarono "erba e fango".




Non sappiamo come andra' a finire a Fermo, magari anche qui si inventeranno altri colpi di scena, e verra' fuori che invece che petrolio era farina di grano tenero mista a sciroppo di acero.

Ma due sono le considerazioni che vorrei fare:

1. A quanto ammontano le spese incorse da questi tecnici, grazie ai quali si e' evitato il peggio? Chi paga tutto l'intervento dei mezzi, degli uomini, di cui sopra?

La Edison?

In un paese civile e normale, sarebbe cosi. Chi inquina, paga.

Vorrei proprio vedere il conto, e sapere che la Edison, una ditta privata, paghi il danno che ha compiuto. E no, non c'entrano le condizioni meteo. Sei un petroliere, non un pescatore di acciughe. Dovevi essere preparato per il clima ostile, e dovevi monitorare i tuoi pozzi, visto che ci fai del profitto. Non ci sono scusanti.

2. Questo ci riporta sempre al solito problema, che i pozzi - in mare o in terra - sono oggetti complicati, delicati e che sempre mille imprevisti possono accadere. Adesso si e' trattato di - si spera - poco petrolio, anche se non si parla di cifre esatte. Ma quando ci sara' il disastro vero?  Siamo preparati? Qui siamo a TRE chilometri da riva. Io spero che ci si renda conto della follia di tutto questo, visto che se i petrolieri potessero fare quello che vogliamo, qui ci dobbiamo preparare ad altre trivelle in riva al mare, a partire da Ombrina Mare.


Chicca finale. Sui siti ministeriali dove ti mostrano le cartine petrolifere c'e' scritto:

Questa sezione del sito del Ministero dello sviluppo economico è realizzata da personale della DGRME senza impegno di risorse finanziarie aggiuntive 2003-2014.

 E invece le risorse finanziarie per ripulire il mare di Fermo, da dove vengono?


Friday, September 13, 2013

Ombrina 2008: acidi e fratturazione

Ombrina Mare - fluidi usati: diesel e brine
Il pozzo necessita di stimolazione artificiale fra cui acidificazione e fratturazione.

Della serie: acqua e componenti biodegradabili.


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Nel corso degli anni, Sergio Morandi, l'amministratore delegato della Medoilgas Italia ha ripetutamente asscurato a tutti noi abruzzesi che la trivellazione di Ombrina Mare sarebbe stata realizzata nel massimo rispetto dell'ambiente.




Dai documenti interni del 2008 invece emerge che gia' in fase di prove di produzione, eseguite nel 2008, il petrolio di Ombrina fu estratto usando aggressive tecniche di acidazione, in cui composti di HCl e di HF ad alta concentrazione sono stati usati per dissolvere la roccia e aumentare il flusso di idrocarburi.

Rivolgendosi ai suo investitori infatti, la Medoilgas annunciava nel 2008 che i test svolti nel Maggio/Giugno 2008 furono eseguiti con tecnica di acidazione:



"The Ombrina Mare-2 well tested up to 1.0 mb/d of heavy 17° API oil during an acidized production test in May/June this year and the company believes a production of 1.2 mb/d is achievable from this well."

La conferma giunge da altri comunicati agli investitori dove si annuncia che il pozzo e' stato acidizzato prima di eseguire test finali. L'acidazione ha permesso di quasi raddoppiare il tasso di produttivita'.



"The initial production rate of 37 scm/d (237 stb/d) was subsequently increased to 67 scm/d (428 stb/d) during an extended test, after acidizing the well"

Nello stesso documento, la Medoilgas annuncia ai propri investori il possibile uso di tecniche di stimolazionea artificiale, fra cui la fratturazione e l'acidazione:


"The Company intends to investigate a range of possible development options for the field.
These include possible gas lift, extended horizontal wells, as used in the Rombo Mare Field,
electric submersible pumps (ESPs) as well as stimulation options such as fracturing and
acidizing to increase flow.
"


Tutto questo accadeva nel piu' totale silenzio nel 2008, cinque anni fa. Nessuno ha saputo, nessuno si e' posto domande e la ditta di Sergio Morandi non ha sentito la necessita' di spiegare - realmente - cosa accadeva allora e cosa sarebbe accaduto in futuro al nostro Adriatico.

Questa vicenda mostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che non c'e' da fidarsi ne della Medoligas ne dei petrolieri in generale, e che, come sempre, gli invesitori stranieri sanno cosa accade nel nostro suolo e nel nostro sottosuolo molto piu' di noi italiani.

La domanda resta: nonostante tutte le belle parole di Sergio Morandi sulla sostenibilita' di Ombrina, se le trivelle lungo la costa teatina dovessero diventare realta' cosa altro faranno di cui il cittadino medio non sapra' nulla?











Wednesday, February 6, 2013

Rospo Mare -- il mistero del petrolio oggi che domani diventa erba e fango.







Update 29 Aprile 2016

Dopo tre anni, la procura della citta' di Larino indaga per disastro colposo.  
 
"Lo sversamento di petrolio a Rospo Mare c’è stato, è un fatto innegabile
Fu confermato dai nostri mezzi subacquei, che intervennero nei giorni successivi: i sommozzatori trovarono tracce di idrocarburi sulle condutture sottomarine che trasportano il greggio dalla piattaforma alla nave cisterna. Nelle condotte, alcuni bulloni risultavano vistosamente allentati e questo sicuramente aveva prodotto una perdita di petrolio in mare”.

Luciano Pozzolano
direzione marittima  Capitanerie di Porto
Abruzzo e Molise

Le condutture che hanno rilasciato materiale a mare
non sono sporche di erba e fango ma di petrolio
compatibile con quello estratto dalla Edison.

Rospo Mare sarebbe morta nel 2018, ma siccome il referendum e' fallito
ENI ed Edison potranno continuare ad estrarre monnezza
in eterno. 









Sono passate circa due settimane dal ritrovamento di "erba e fango" nei pressi della piattaforma Rospo Mare della Edison, fra Vasto e Termoli.

Un riassunto della storia e' qui.

Dopo un po di tempo e dopo l'inizio degli interrogatori da parte della procura di Larino, in Molise, ecco alcune domande, a cui spero la Edison e chi di dovere possano rispondere.


1. E' possibile vedere una foto di questa "erba e fango?"


2. All'inizio la Edison stessa parlava di una macchia di petrolio al largo di Rospo Mare.

Ora, se la Edison si e' sbagliata e invece che petrolio era "erba e fango", chi ha pagato tutto il dispiegamento di mezzi di intervento navale ed aereo?  Si era parlato di sommozzatori, navi, aerei, robot da Napoli, da San Benedetto, da Ancona per tre/quattro giorni.

Quali dei mezzi usati per il supposto contenimento di "erba e fango" erano pubblici e quali della Edison?

Quanto e' costato il tutto?

Se c'e' stato l'uso di mezzi pubblici, la Edison risarcira' le spese alla colletivita' per un errore di valutazione suo e non nostro? 

Non vorrei, come troppo spesso accade in Italia, che finisce che i profitti sono degli imprenditori, le spese a carico della comunita'.


3. Come mai ci sono volute 60 ore per capire che non era petrolio ma "erba e fango"? Tutte le persone e gli enti coinvolti come hanno fatto a non rendersi conto di cosa avessero fra le mani? Tutti i tecnici, ingegneri della Edison che vivono di petrolio come hanno fatto a fare uno sbaglio cosi colossale? Come mai non hanno fatto test subito?


4. La Edison parla di "erba e fango" che casualmente vanno a localizzarsi vicino alla loro nave di carico scarico FSO e ci chiedono di accettare ad una coincidenza e che le foto dei gabbiani sporchi della mattina dopo l'ipotetico disastro erano solo un caso.

Quante altre volte e' successo che si siano scoperte chiazze simili di "erba e fango"? Da dove viene quell'erba? Da dove viene quel fango? Quante altre volte e' successo che i gabbiani d'Abruzzo finissero con il petto impetrolito? E' possibile che il tutto venga inserito in un quadro piu' realistico? Ci sono tracce della macchia di "erba e fango" prima o dopo il 21 gennaio? Dov'e' finita?


5. Apprendiamo che la FSO solo da pochi mesi ha un doppio scafo. Come mai hanno usato una nave ad un solo scafo per tutti questi anni? Dopo lo scoppio della petroliera Exxon-Valdez in tutto il mondo ci si e' resi conto dell'importanza dell'uso del doppio scafo e qui nel 2012 siamo ancora con il singolo scafo? 

Notare che secondo documenti dell'industria petrolifera, la FSO Alba Marina aveva come dimensioni 140,000 DWT e capacita' di stoccaggio di oltre un milione di barili. La legge europea prevede che questi tipi di navi, dal 1 gennaio 2010, siano bandite dai porti e dalle acque interne dell'UE.

La FSO della Edison era in regola con le leggi europee?


6. Visto che il petrolio e' il loro core business e non sono poi cosi bravi a distinguerlo da "erba e fango", chi ci assicura che quello che ci vendono alla pompa non sia anche quello "erba e fango"? Hanno detto che era notte e per questo si sono confusi fra petrolio e fango. Anche nella pancia della terra e' buio.


7.  E se invece che "erba e fango" fosse veramente stato petrolio? Qualcuno pensa davvero che ha pagato meno le sue bollette energetiche, o il prezzo alla pompa meno grazie a Rospo Mare? Non era meglio forse dormire sogni tranquilli - petrolio o fango o erba che fosse - senza Rospo Mare? E nel caso in cui le spese dello spavento alla collettivita' siano veramente a carico nostro, siamo sicuri che il guadagno da Rospo Mare a noi cittadini ne sia valso la pena?
 

8. E tutti i politici che negli scorsi giorni hanno urlato al lupo al lupo e cosi' fortemente contrari - a parole - alle trivelle nei loro mari, cosa faranno nel concreto per vietare a Rospo Mare di allargarsi?

Per evitare che ad Ortona venga installata Ombrina, un mostro peggiore di Rospo Mare?


Misteri della fede.

Tuesday, January 22, 2013

Dopo Rospo Mare ci sara' Ombrina Mare



Foto WWF Abruzzo - in basso i gabbiani al petrolio del parco della Costa Teatina 

Aggiornamento 28/1/2013: La Edison nei giorni scorsi ha smentito tutto. Secondo l'ultima versione della Edison si sarebbe trattato di fango, terra e materiale organico.  Dunque hanno allertato la poplazione, la guarda costiera e causato dispiegamento di mezzi di tutti i tipi per un falso allarme. Ci chiedono di credere a una semplice coincidenza, che questa macchia si sia materializzata dal nulla nei pressi delle strutture di Rospo Mare e che si sia poi dispersa nel giro di poche ore.

I gabbiani sporchi di petrolio pero' rimangono.  Rimane il dubbio di chi abbia pagato il conto del dispiegamento delle forze pubbliche (i cittadini?). Avrei pensato che la terra fosse solubile all'acqua di mare e invece pare di no.

Comunicati a parte, sembra che la Procura di Larino stia indagando e aspettiamo i loro risultati prima di scrivere la parola fine su questa vicenda. Una delle ipotesi che circolano e' che il petrolio si sia solidificato e si sia depositato da qualche parte sul fondo. Vedremo come va a finire.

***


Nella notte fra il 21 ed il 22 gennaio sono stati riversati in mare 1000 litri di petrolio in Adriatico dalle piattaforme Rospo Mare, a 12 miglia al largo delle coste fra Vasto e Termoli, circa 20 chilometri.

Rospo Mare e' al 38% di proprieta' dell'ENI e al 62% della Edison e quest' ultima ne e' anche  responsabile delle operazioni produttive.

Gli idrocarburi sono stati riversati in mare fra due riserve naturali - Punta Aderci e la Dune di Marine di Vasto. Il WWF riporta l'avvistamento di almeno sei uccelli sporchi di petrolio. Purtroppo non e' la prima volta che ci sono perdite di petrolio nei mari d'Italia. Gia' nel 2005 ci furono delle perdite secondo dinamiche del tutto simili.

Subito la Edison manda un comunicato stampa in cui certifica l'onnipresente tuttapposto italico secondo il quale "al termine della giornata di interventi" di squadre di soccorso e di sommozzatori  - e forse di qualche prestigiatore - "si conferma l'assenza di greggio in mare". 

Chissa'. Gli uccelli se lo saranno portati via sulle loro piume, il petrolio.  Menomale pero' che il greggio sia scomparso, perche' la Castalia, che dovrebbe in teoria occuparsi delle questioni di pulizia del mare non sempre ha i soldi per farlo. La Capitaneria di porto di Pescara invece dice dai microfoni di Rai Tre che in questo periodo ci sono "episodi di mucillagine" e che non e' detto che si tratta di idrocarburi!

Non so se ridere o piangere.

Prima di andare avanti vorrei far notare che Rospo Mare e' il tipico campo italiano dove si estrae petrolio di pessima qualita' ed in scarsa quantita'.

L'indice API di Rospo Mare infatti e' stimato in 11.5 gradi. Il greggio dei mari della riviera d'Abruzzo e' quindi solo un po' migliore delle sabbie bitumiche canadesi - di indice 8 - e di gran lunga peggiore rispetto al petrolio del mare del nord dove l'indice API e' superiore a 40.

Dal 1982 ad oggi sono stati estratti da Rospo Mare circa 92 milioni di litri di petrolio - o meglio, di melma petrolifera. In Italia ne usiamo 1.5 milioni di litri al giorno. E cioe' Rospo Mare da' all'Italia lo 0.5% circa del suo fabbisogno nazionale energetico.

Bell'affare questo petrolio italiano, eh?

Attaccata a Rospo Mare c'e' una nave FSO - che sta per Floating Storage and Offloading. Le FSO sono navi ormeggiate ai fondali marini vicino alle piattaforme che hanno semplicemente lo scopo di stoccare il petrolio e convolgiarlo al momento opportuno su petroliere. Queste FSO sono in genere vecchie navi riconvertite e costano poco in manutenzione.

E se i riversamenti fossero stati maggiori o non ce ne fossimo accorti per tempo? O peggio, se ci fossero stati incendi, o urti, o problemi agli ormeggi? Siamo sicuri che va bene mettere trivelle a distanza cosi ravvicinata dalla riva? In California dove - dal 1969 - il limite e' di 160 chilometri da riva per precauzione, sono scemi?

Ma i 1000 litri di Rospo Mare non sono niente in confronto ad un altra concessione, proposta invece dall'inglese Mediterranean Oil and Gas e detta Ombrina Mare che sta per piombare sui mari d'Abruzzo grazie al governo Monti-Passera e grazie all'apatia di quasi tutta la classe politica d'Abruzzo. Si, quegli stessi che oggi fanno i proclami populistici su Rospo Mare ma che su Ombrina, che si potrebbe ancora fermare, non muovono un dito.

Di Ombrina Mare parleremo la volta prossima in dettaglio. Come per Rospo Mare, il petrolio che c'e' qui e' scadente e poco abbondante. Ombrina sorgera'  vicino ad una riserva di pesca finanziata dall'UE e avra' l'onore di ospitare una nave FPSO, dove la P sta per Production e che vuol dire che non solo da questa nave il petrolio verra' caricato e scaricato, ma lo si processera' pure.  E dove processare vuol dire eliminarne gli scarti sulfurei con desolforatore, inceneritore e fiamma costante in bella vista.

Lungo quella che in teoria dovebbe essere il costituendo Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi.

Ecco, per tutto questo occorre ringraziare la Strategia Energetica Nazionale di Passera e Monti - contornare l'Italia di piattaforme a pochi chilometri da riva in cambio di pochi spiccioli e di briciole di petrolio di qualita' schifosa.

Non c'e' che dire. Proprio dei grandi e lungimiranti professori.




Thursday, February 23, 2012

Assomineraria: prepotenza e deliri


L'integrità morale è un dovere costante
di tutti gli Associati e caratterizza i comportamenti di tutta l'Assomineraria.


Assomineraria, Presidente Claudio Descalzi

Infatti all'ENI la SEC Americana ha mollato la piu' grande multa
della storia per mazzette in Nigeria.
Bella integrita' morale.

Gli investimenti riguarderebbero lo sviluppo di giacimenti a terra ed a mare, soprattutto nelle regioni del Sud, con un'attenzione particolare alla Basilicata.

Proprio non ci riescono ad accettare che tutto
quello che hanno fatto in Basilicata e' stato IMMORALE


Quelli di Assomineraria non si arrendono. E' dall'entrata in vigore del decreto Prestigiacomo d128 2010, che vieta le trivelle a 9 km da riva, che diventano 20 nel caso di zone marine protette, che cercano di sabotarlo.

Hanno iniziato a settembre 2010 con questo comunicato dove si dice che devono "salvaguardare" l'attivita' offshore e il LORO indotto, e questo mentre il pozzo del golfo del Messico ancora sputava veleni.

Dicono che quando il governo ha varato il decreto Prestigiacomo non c'e' stata "alcuna consultazione" con LORO e che per questo hanno dovuto indire gia' a suo tempo un incontro da LORO organizzato con la Prestigiacomo.

Beh, non e' che a noi cittadini ci convocano mai su queste cose! Mi avessero chiesto a me, avrei detto altro che 5 miglia, mettiamo 100 come fanno negli USA. Comunque, ecco chi prepotentemente si autoinvita presso il Ministero: signori lobbisti, stipendiati dai petrolieri, gente che pensa agli affaracci loro. Eccoli, i nemici dei mari italiani:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi di Assomineraria,
Giuseppe Tannoia dell'ENI,
Marco Brun, della Shell
Umberto Quadrino, dell' Edison
Piero De Simone, dell'Unione Petrolifera Italiana.

Hanno stilato una lista di perdite economiche PER LORO e non certo per il paese, hanno chiamato la legge Prestigiacomo "assurda", "punitiva", hanno detto che c'e' mancanza di base "razionale" e hanno detto che loro non hanno mai causato danni in 50 anni di attivita'.

Ma a chi la danno a bere? Ma cosa, trivelliamo sotto casa? Ma se un giorno si e un giorno no si sentono di perdite in mare, di scoppi, anche in Italia? E il Lambro, e la Haven, e Paguro, e i riversamenti a Taranto, e Rospo Mare?

Mangiano gli scordarelli questi qui?

Non una parola che sia una sull'ambiente in tutto il comunicato. Continuano a insistere che siamo "emotivi". Ma, io direi che invece siamo piu' che razionali. Ovunque ti giri le trivelle hanno portato danni, in Italia, nel mondo, e dunque per precauzione mettiamo una fascia di protezione, no? Questa e' razionalita' pura.

O che noi Californiani siamo emotivi e scemi? O sono scemi gli abitanti della Florida che mettono limiti di almeno 160km?

Adesso, nel Febbraio 2012 dicono ancora che questo decreto Prestigiacomo ha causato "seri problemi" A LORO e che vogliono porre rimedio ai "risvolti negativi".

Dicono ancora che c'e' stato un effetto drammaticamente negativo dovuto al decreto Prestigiacomo e che dobbiamo "valorizzare" le nostre riserve di petrolio e di gas (purtroppo per noi monnezza) per ridurre l'importazione di petrolio dall'estero.

Dicono che sono pronti a "migliorare la bilancia dei pagamenti, aumentare le entrate fiscali, rilanciare l'economia manifatturiera, investire ingenti risorse finanziarie" e chicca finale "aiutare il paese ad uscire dalla crisi".

Cioe' sono dei maghi.

Poi sparano numeri a casaccio. Il gruppo di Claudio Descalzi dice che sono pronti con:

12 miliardi di euro in impianti produttivi in 4 anni

70 mila posti di lavoro in 4 anni

40 milioni di euro di entrate allo stato in 20 anni

120 miliardi di euro di risparmio sulle bollette in 20 anni

Cioe' sono dei maghi, e dei santi pure!

Ma sui LORO guadagni neppure una parola!

Pero' dicono che pagano troppe tasse e che si deve "ridurre il carico fiscale". Ah, certo!

Aggiungono che abbiamo TROPPE aree protette in Italia e che questo portera' ad eccessivi costi PER LORO quando andranno a trivellare.

Se per caso le trivelle dovessero sorgere vicino ad aree protette, infatti c'era una proposta di legge per cui i petrolieri avrebbero dovuto pagare una tassa per il ripristino di tale aree protette dopo le devastazioni petrolifere.

Non sia mai!

Ma chi credono di essere? L'Italia e' NOSTRA e non di un gruppo di affaristi senza scrupoli.

Vorrei proprio sapere dove vanno al mare lorsignori Descalzi, Tannoia, Cavanna, Brun, e De Simone e piazzargli una bella piattaforma sotto il naso.

Che gente.