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Wednesday, February 27, 2019

Gli Australiani della Po Valley: abbiamo ottenuto autorizzazioni per trivellare in Emilia Romagna



15 Gennaio 2019

I petrolieri annunciano di avere avuto approvazioni 
per nuove trivelle vicino a Bologna. 











Last month, the Italian Government granted the Selva field a preliminary award for the Production Concession and Selva remains on course to begin first production in 2020.

Po Valley
Scritto il giorno 8 Febbraio 2019

Cioe' hanno ricevuto permessi preliminari a Gennaio 2019


The preliminary award of the Selva production 
licence is a key and major regulatory milestone 
in advancing our Selva project towards production. 

Selva will be generating significant cash flow for Po Valley

CEO Michael Masterman
Po Valley


Ora non e' che uno vuole infierire sul M5S o sulle loro promesse che continuano a sciogliersi sotto il sole di primavera.

Ma sono varie settimane che cerco di capire cosa succede alla concessione Podere Gallina, e al campo minerario Selva Mazzeni, in Emilia Romagna, di proprieta' della Po Valley d'Australia.

Ne avevo scritto subito dopo l'insediamento del Ministro Sergio Costa: gli Australiani avevano fatto domanda di trivelle nel Giugno 2018.  Il post e' qui. 

Ho seguito un po la vicenda nel corso dei mesi, ma nonostante mi ci sia davvero impegnata, dai siti ministeriali M5S/Lega e' impossibile capire qualsiasi cosa, perche' le pagine interattive, con la storia delle concessioni, i loro iter, e le mappe sono scomparse.

E sono scomparse da mesi.

Fosse stato il PD avremmo tutti gridato alla censura!

Cosi tutto quello che posso fare e' di leggere i comunicati agli investitori fatti ormai piu' di un mese fa dalla Po Valley Energy d'Australia e che sono alquanto inquietanti.  Si, la Po Valley, quelli che dicevano, per bocca del loro rappresentante Pierluigi Vecchia, che volevano trivellare in Emilia Romagna per motivi affettivi!

Adesso tutto questo affetto viene riversato sulla concessione Podere Gallina e sul campo Selva Malvezzi non lontano da Bologna. Il giorno 15 Gennaio 2019 quelli della Po Valley dicono di avere ricevuto una prima autorizzazione a trivellare il loro primo pozzo produttivo.

Ehhh??

Ma come... non avevamo una moratoria?

Chi ha firmato questa autorizzazione? 

Non aveva detto il Ministro Costa che non avebbe firmato trivella alcuna?
Lo sa il Ministro Costa che questa Po Valley ha avuto questa non meglio precisata autorizzazione?

Perche' nessuno ne ha parlato?

Perche' l'ho dovuto scovare io dall'altro lato del pianeta?

Come detto, dai siti ministeriali non si capisce niente perche' non c'e' niente, e io non so se siano stati censurati, oscurati, o nascosti.

Ma la stampa internazionale non offre nascondigli ed e' chiara. Il governo ha approvato. 

E si, gli ho pure scritto a quelli del ministero ma danno risposte che non sono risposte, ma del tipo: occorre aspettare. Ma aspettare cosa? E quanti mesi? E perche' non potevano tenere su le pagine vecchie che era l'unica cosa buona che funzionava sotto Galletti e Franceschini? 

Come detto, in mancanza di altre informazioni, ci atteniamo a quelle dei petrolieri.

Selva e' per il 63% della Po Valley,  il restante 20% e' della United Oil and Gas britannica e per il 17% della Prospex Oil and Gas, britannica anche lei.

La Po Valley dice che ha sottomesso i documenti al governo italiano a meta' anno 2018 (sotto il governo Lega/M5S? non e chiaro) e che dopo questa prima approvazione del Gennaio 2019 (da chi? per cosa?) le approvazioni finali arriveranno all'inizio del 2020.

Si aspettano di completare pozzo ed oleodotto entro la fine del 2020. Il CEO Micheal Masterman dice che l'approvazione di Gennaio 2019 e' una "pietra miliare" nell'avanzamento del loro progetto trivellante.

Ma cosa vogliono fare qui? Prima ispezioni sismiche in 3D, poi trivellare alla ricerca di gas.  La stima e' di circa 330 milioni di metri cubi in giacimento e ci si aspetta di estrarre 150 mila metri cubi al giorno. E siccome Selva e' vicino all'altro campo petrolifero Podere Maiar gia' trivellato nel 2017 e pure questo dentro la concessione Podere Gallina l'idea ulteriore e' di costruire un impianto per il trattamento di gas a Podere Maiar e una connessione sotterranea di un chilometro per collegare i pozzi delle due concessioni alla rete nazionale.

E non finisce qua. Dicono che si vogliono allargare con altre ispezioni sismiche perche' pensano che ci siano altri idrocarburi a Selva Est, Fondo Perino, Selva Sud,  Riccardina, Cembalina tutti dentro o vicino a Podere Gallina. Cosi, visto che ci siamo.. facciamo ispezioni sismiche dove capita capita.

Gia' prevedono che da Selva Est a 7 km da Selva Mazzeni ci sara' circa 1 miliardo di metri cubi di gas.

La concessione Podere Gallina  si estende per 330 kmq. 

Perche' fanno questo? Che domande. Ecco qui la voce della verita':


e cioe' si aspettano un "flusso significativo di denaro" da Selva e dall'Italia specie perche' in Italia i prezzi del gas, secondo loro, sono cresciuti del 50% nel 2018. 

... E come potevamo non sospettarlo, e' sempre il vile denaro!

Gli affari sono particolarmente appetibili perche' l'Italia continua ad importare il 90% del suo gas e ovviamente questi furbacchioni della Po Valley invece di dire spingiamo di piu' con le rinnovabili ci tirano ancora la panzana che dobbiamo continuare a trivellare, trivellare, trivellare per arrivare al "gas di transizione" verso l'energia pulita.

Ma quanto dura questa transizione? Ma non lo sanno questi che nel resto del pianeta in molte parti si parla e si programma per il 100% rinnovabili? Che il gas-transizione era solo una maschera per continuare con gli idrocarburi, in un modo o nell'altro?

Ma che gli importa. Andiamo avanti con i buchi, come i tossici.

La Po Valley ha rilevato diverse vecchie concessioni nel Nord Italia, quasi tutte un tempo dell'ENI e dicono che questo e' il sesto successo che ottengono, nel riportare in vita campi gia' dati per esausti.
Per esempio, Selva e' stata operata dall'ENI per 35 anni, e da qui sono stati gia' estratti circa 2 miliardi di metri cubi di gas da 15 pozzi. 

Nell'area ci sono 5000 pozzi, fra attivi e dismessi.

Sergio Costa, lei ha qualcosa da dire?

Perche' le pagine ministeriali sono scomparse?

Perche' non ci e' dato vedere cosa e' stato firmato e da chi? 

Perche' lei non ha mai sentito il bisogno di parlare alla gente di questa concessione che va in giro da giugno 2018 e di cui io stessa ho scritto otto mesi fa?

Chi lo dira' alla gente di Bologna?

Cosa puo' spiegarci lei?

Le sembra normale che debba essere un volontario dall'altro lato del pianeta a suonare l'allarme, o a seguire le vicende a mo' di giornalista investigativo per amor di patria?

E no, guardi, l'ignoranza, cioe' dire "non lo sapevo", non e' giustificabile. Se lo so io cittadino normale, lo *deve* sapere lei, ministro dell'ambiente.
 
E' bello e facile fare i proclami, ma poi occorre mantenere le promesse, spiegare alla gente e soprattutto non censurare le pagine dei siti ministeriali.  A tuttora, e ho letto tutti i comunicati possibili delle ditte in questione, non e' ancora chiaro chi ha firmato questa autorizzazione e perche'.

Potrei sbagliarmi ma il fatto resta che i siti MISE non contengono piu' informazione alcuna e che uno non sa dove deve andare a leggere - trasparenza zero.

Spero di sentire da lei e dai nostri politici che ne sara' di Podere Gallina e dei nuovi bucatori australiani.

PS: Anche le pagine del Ministero dell'Ambiente sono state oscurate. Ecco qui cosa compare
















Monday, June 4, 2018

Primo test per Sergio Costa: microditte irlandesi e australiane a trivellare Podere Gallina, Emilia Romagna







 Il CEO della United Oil and Gas, Brian Larkin, al TG irlandese dice di venire in Italia a "stringere le mani a quelli del Ministero" per farsi approvare i progetti trivellanti.

United Oil and Gas “excited” about the development at Podere Gallina licence in Italy


*Update 25 Giugno 2018*

La United Oil and Gas annuncia di volere "monetizzare" Podere Gallina il piu' presto possibile e che il flusso di gas trovato e' di 148mila metri cubici al giorno e di 130mila metri cubici al giorno dalle due prove fatte presso il pozzo Podere Maiar 1dir.

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Nel link di cui sopra, Il CEO della United Oil and Gas parla al telegiornale irlandese di come trivellare e sfruttare l'Italia. 

Senza alcun ritegno parla dei suoi rapporti con il Ministero italiano, dei suoi viaggi a Roma, di come abbia stretto le loro mani, creato un rapporto positivo, e creato del benvolere da parte dei palazzi romani verso la loro microditta irlandese.

Ovviamente si riferiva alla legislatura passata, non a quella appena insediata, che pero' avra' il compito di continuare a seguire l'iter dei progetti di Mr.  Larkin.

Caro Ministro Sergio Costa, spero che tutto questo finisca presto. E' questa una ditta minuscola, che vuole venire a stringere le mani dei politicanti italiani solo per sfruttamento e speculazione.  Ce ne sono tante altre come la United Oil da tanti angoli del mondo che vedono l'Italia solo come la terra dei balocchi facili. Non e' giusto che questa gente abbia tutte le porte aperte dei nostri ministeri dalla lontana Irlanda, e che il medio cittadino non ne sappia assolutamente niente.

Ecco, spero che le sue mani mai e poi mai saranno strette da quelle dei petrolieri. Sono intrise di morte e di dolore.

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"We've spent a lot of time getting to know the Ministry, 
we've spent a lot of time in the Ministry's offices, we've seen the benefits of that. 

I think one of things that we've learnt about doing business in Italy is the Italians like to do business face to face, so you need to take the time to go down and meet  the people, meet the Ministry, shake hands so they get to know you, they get a comfort level with you so that when something comes 
their desk with your name on it they know who you are and they are happy to engage with you. 

So it's worked quite well from that perspective."

"We spend money to get money".

Brian Larkin, CEO della United Oil and Gas, Irlanda

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Non si fara' aspettare il primo test per il neo ministro dell'ambiente italiano.

Gli Australiani della Po Valley chiedono di trivellare Podere Gallina, a sud del Delta del Po, fra le province di Ferrara e Bologna. La concessione e' di 506 chilometri quadrati ed e' stata loro assegnata nel 2008.

Il permesso era stato sospeso per circa 3 anni e 8 mesi, in seguito alle scosse di terremoto dell'Emilia Romagna. 

Cioe' il terreno e' , come per tutto il resto d'Italia, fragile, delicato prono a terrremoti. 

Come scrivono gli stessi petrolieri nel 2012 avevano eseguito lavori "geologi e geofisici" per accertarsi del pontenziale della concessione, allo scopo di produrre gas. Hanno trovato che parti del giacimento sono "a basso rischio" (cioe' con alta probabilita' di farci soldi) e hanno identificato due subzone buone per lo sfruttamento, Selva Stratigraphic e East Selva.

Oltre alle loro ricerche dirette hanno acquistato 70 chilometri di indagini eseguite precedentemente dall'ENI e li hanno riprocessati internamente. Nel 2013 una ditta specializzata dal Regno Unito, CGG Services certifica che i possono qui estrarre almeno... 0.48 miliardi di metri cubi di gas.

In Italia, il consumo annuale di gas e' di circa 70 miliardi l'anno.

E cosi, il giorno 21 Novembre 2017, e' stato inaugurato il pozzo Podere Maiar 1, appunto nella zona  detta Selva , all'interno della concessione Podere Gallina.

Dicono che hanno trovato gas metano puro al 99.1%, e che il tutto e' molto favorevole da un punto di vista di commercializzazione, visto che siamo a soli 600 metri dalla rete del gas italiano e che dunque l'allaccio e' facile.

L'Australiana Po Valley dunque promette di chiedere al governo l'autorizzazione finale per trivellare nel 2018.

Adesso.

Sucessivamente la Po Valley d'Australia ha deciso di cedere parte delle sue attivita' all'irlandese
 United Oil and Gas (per il 20%) e all'inglese Prospex Oil and Gas (per il 17%).

In questo momento la Po Valley dunque e' titolare solo del 63% della concessione e l'incarico della trivellazione vera e' propria e' stato dato alla United Oil and Gas.

Dal canto nuovo il nuovo CEO-mercenario della United Oil and Gas, l'irlandese Brian Larkin, dice di essere "eccitato" dal progetto e di avere appena sottoposto i documenti per lo sfruttamento di Poder Gallina al governo italiano. Dicono che ci vorra' circa un anno per il processo di assegnazione e per la messa in atto. Oltre alle trivelle vogliono costruire un gasdotto da circa 1 chilometro, probabilmente per il collegamento alla rete del gas.

Hanno tirato su circa 2.5 milioni di euro allo scopo e che le operazioni saranno pienamente automatizzate.

Cioe' non ci lavorera' nessuno, o quasi! 

E infine dicono che ci sono buone prospettive per eseguire altre indagini geofisiche nella zona. Cioe' altre camionette vibroseis, altre trivelle, altro disturbo del suolo.

Tutte e tre queste ditte sono piccole, da capitali sociali limitati, appena create o quotate sulle borse "alternative", per ditte a maggior rischio. Per esempio, la Prospex Oil e' quotata sulla AIM di Londra, la Alternative Investment Market, dove era anche quotata la Mediterranean Oil and Gas di Ombrina, poi andata defunta. La United Oil and Gas e' stata creata nel 2015 (!!) da una spinoff della Tullow Oil. 

E la Po Valley? Beh, questa chi puo' dimenticarla, e' la ditta che voleva trivellare l'Emilia Romagna per motivi affettivi!!!

Un po di considerazioni:

1. Quella zona e' stata non molto tempo fa colpita da terremoti, ed e' stata gia' trivellata a piu' non posso nel corso degli scorsi decenni. L'area e' fragile, marcata da subsidenza e da instabilita'.  Davvero vogliamo altre trivelle?

2. E per il beneficio di chi poi? L'Italia e' da poco diventata esportatrice di gas. Non ce ne serve piu' di quello che abbiamo e che importiamo, a meno che il nostro obiettivo non sia di estrarre da Podere Gallina per vederlo agli svizzeri, agli olandesi.  Certo pero' che se visto da questa ottica il cittadino italiano non ne guadagna niente, se non un territorio reso piu' povero, piu' brutto, piu' pericoloso. Ne guadagano solo gli australiani della Po Valley, gli irlandesi della United Oil and Gas e gli inglesi della Prospex Oil and Gas.

3. Il solare e le alternative continuano a prendersi fette di mercato, e lo farebbero ancora di piu' se solo fossimo piu' lungimiranti and we gave them a real chance.  Quindi non ha alcun senso continuare a trivellare lo stivale per il beneficio di terzi.

4. Anche la foglia di fico dell'occupazione non c'e' in questo caso, e certo non ci sara' in futuro, visto che si prevede la piena automatizzazione, e visto che sara' sempre piu' cosi per gli anni a venire. 

E dunque io mi aspetto che il neo ministro dell'ambiente, Sergio Costa, non continui sulla rotta di quei due galantuomini che lo hanno preceduto, Dario Franceschini e Gianluca Galletti. Spero che lui dia prova di rispetto del territorio, di chi ci vive, e della sua bellezza e fragilita' e che questi soggetti trivellanti siano rispediti al mittente e ai loro luccicanti telegiornali.

E questo non solo per dire no alla Po Valley, alla Prospex Oil e alla United Oil and Gas, quanto per dare un segnale a livello mondiale, e a tutte queste microditte presenti e future venute chissa da dove, che la pacchia e' finita.

Non si puo' piu' venire in Italia a pensare di arricchirsi con il nostro sottosuolo e fare il salto di qualita', da una microditta a una medioditta.

L'Italia merita di meglio. Spero che Podere Gallina sia un primo passo verso un nuovo modo di difendere l'ambiente, prima che i disastri all'aria, all'acqua, al suolo, al sottosuolo, arrivino, e non dopo.



Saturday, May 6, 2017

Franceschini e Galletti approvano Gradizza, altre trivelle Aleanna Resources a Ferrara




I ministri Dario Franceschini e Gianluca Galletti approvano le trivelle a Gradizza, Ferrara

 A trivellare la Aleanna Resources, micro ditta del Texas che vuole trasformare l'Emilia Romagna in una gruviera.


Tutto questo nonostante i due comuni coinvolti e i loro cittadini abbiano detto al governo di essere contrari alle trivelle per timori sismici, di subsidenza di inquinamento. 

In alto, il parare negativo del comune di Copparo;
in basso il parere negativo del comune di Formignana.

Anche l'Ente Parco regionale Veneto del Delta del Po gli ha detto che non era saggio
trivellare.



A tutti, il governo gli ha risposto picche.


Si chiama Gradizza, ed e' una concessione petrolifera di ricerca nei pressi di Ferrara, nei comuni di Copparo e Formignana. 

A voler trivellare in questo nuovo angolo d'Italia i nostri amici della Aleanna Resources, ditta di scatole cinesi basata (forse?) a Houston. Lorsignori dal Texas vogliono qui mettere in produzione il pozzo Gradizza 1 di un chilometro di profondita'  per estrarre petrolio e gas.

Costruiranno anche un metanodotto.

Il nostro governo, cosi' grande amante del territorio e nelle persone del ministero dell'ambiente, Ginaluca Galletti e delle attivita' culturali, Dario Franceschini, decide che si puo', che e' tuttapposto,
che trivelle e ambiente, che trivelle e cultura, sono compatibili e firmano il si.

La regione Emilia Romagna dice che determinera' la "dichiarazione di pubblica utilita', indefferibilita' ed urgenza dell'opera".

Si???

Urgente per chi?

Me lo vedo il Ferrarese medio che non aspetta altro che una bella trivella nei suoi campi.

Fa ridere (o piangere?) il modo in cui trattano le aree protette. Ne ho lette a dozzine di questi si scellerati alle concessioni trivellanti ed il copione non cambia quasi mai. Le aree protette sono sempre delle disgraziate, che non servono poi a tanto,  lontane o vicine dai pozzi, non importa, sono sempre e comunque figlie di una Italia minore e irrilevante.

Non capiscono che e' il verde, e' la natura che rende le nostre vite migliori, e che occorre proteggere e migliorare quello che abbiamo e non continuare a bucarlo come ebeti.

In questo caso dicono, Franceschini e Galletti che: i siti Natura 2000 sono tutti fuori da Gradizza, ma che "costituiscono comqune un residuo dell'ampio compresorio palustre del passato" e che si trova gia' in una fitta rete di canali, di terreni agricoli, di nuclei urbanizzati, di una complessa rete viaria di comunicazione.

E quindi? Quindi trivelliamoli!!! Di nuovo invece di proteggere quel po di natura sana che resta, decisdiamo di mandarla all'aceto, meglio, alle trivelle.

Aggiungono che ci sono a Gradizza poche specie animali, perche' gli habitat non sono idonei, che l'area agricola e' frequentata solo "di passaggio" per l'occasionale ricerca di cibo e non per la riprioduzione e quindi le trivelle della Aleanna non potranno influire flora e fauna.

Scusate tanto, ma se e' area agricola, vuol dire che ...l'UOMO mangia quei prodotti agricoli, no? E perche' vogliamo trivellare una zona agricola???

Le mangeranno Franceschini e Galletti le petrol-pere di Gradizza?

Come sempre sono arrivate le osservazioni da parte dei cittadini.

Cosa dicono Franceschini e Galletti?

Beh, che il proponente le ha "controdedotte", e cioe' che la Aleanna ha avuto la prima e l'ultima parola. Che paese democratico eh? E cosa altro potrebbe dire la Aleanna? Dira' sempre, come ogni ditta di petrolio che si rispetti, che e' tuttapposto, che i loro fumi sono profumi, che la terra diventera' meno ballerina, che le falde saranno zuccherate.

Sono petrolieri!

Non sarebbe stato il caso di chiedere agli esperti? Di seguire la volonta' popolare? Chi esattamente rappresentano Galletti e Franceschini in questa circostanza? Certo non il popolo: perche' in questo caso, le loro decisioni vanno contro il popolo che maggiormente e' portatore di interesse. E cioe' i cittadini che hanno espresso il loro no.

Ma lo sappiamo tutti che in Italia la democrazia e' una cosa per far finta, e non vera.

Infine ci sono le prescrizioni.

Meglio note come i contentini.

1. Dovranno essere presentati dei piani di monitoraggio che devono tenere conto di eventuali "carenze" nella documentazione.

Ehh?? Ci sono carenze e voi approvate lo stesso? Quali sono queste carenze?  Quali sono le caratteristiche di questi piani di monitoraggio?

E chi lo sa. L'ho gia' detto: e' tutto solo per scenografia, e' tutto finto.  A Franceschini e a Galetti, secondo me, non gliene importa un fico secco di Gradizza.

2. Dovranno realizzare un pozzo per monitorare le falde idriche sottoterra.

Mmh. Per far cosa? Per vedere se il petrolio le inquina? E quindi, implicitamente stanno ammettendo gli stessi Franceschini e Galletti che e' qualcosa che potra' succedere. La risposta e' semplice: con molta probabilita'  prima o poi succedera'. Perche' succede sempre. Basta guardare la Basilicata e a tutti gli schifi che vengono fuori adesso, venti anni dopo le prime trivelle. Sono le leggi della fisica, della chimica, della probablita'. Non ci sono prescrizioni che tengano.  I pozzi, prima o poi perdono, cedono, inquinano.

Ma qui a Gradizza avremo il pozzo osservatore. E dopo che abbiamo osservato cosa facciamo?

3. 4. In queste parti, finalmente si precisa che i piani di monitoraggio sono per la subsidenza indotta, e che la presa dati deve iniziare un anno prima delle operazioni di estrazione. Che linee guida ci sono? E chi lo sa. Si dice solo che se "si verificano effetti subsidenti superiori a quelli prospettati" si dovranno realizzar e"interventi strutturali compensativi" per la rete di scolo in caso ci siano effetti superiori a quanto previsto. E poi ci dovranno essere dei "report" da dare alla regione Emilia Romagna.

Mmh. Ma Cosa sono questi interventi strutturali compensativi?

Quali sono i limiti accettabili di subsidenza?

Nel giro di quanti mesi?

Di quanti anni?

E dopo che abbiamo presentato il report, cosa facciamo?

Come facciamo a tornare indietro?  Chi sistemera' la rete di scolo?

Mistero.

Si sa solo che il tutto avverra' in concerto con il consorzio di bonifica della citta' di Ferrara e che ci sono dei misteriosi modelli matematici a predire il futuro.

Nota: come ho cercato di dire milioni di volte, faccio modelli matematici per mestiere, e quello che posso dire e' che i modelli matematici sputano fuori quello che tu ci metti dentro. E' evidente che ci possono essere tanti giochini dietro. Chi li ha fatti questi modelli? La Aleanna? Una ditta pagata dalla Aleanna?  Che ingredienti ci sono?  Ad ogni, modo nessun modello matematico potra' mai determinare con esattezza cosa succedera' perche' nessuno, che sia in buona o malafede, sa esattamente cosa accade sottoterra, quali sono le condizioni esatte del sottosuolo, le varie interazioni, e tutte le complessita' che possono esserci sottoterra.

I modelli matematici non sono il vangelo.

5. Ci vorra anche una rete di monitoraggio sismico con sensibilita' di magnitudo 0.5, cioe' deve essere in grado di rilevare scosse di magnitudo 0.5 o superiore e nell'arco di 5-10 chilometri dal pozzo. Dovranno anche essere identificate eventuali faglie sismiche adiacenti a San Pietro in Casale.

Come dire, trivelliamo ma non lo sappiamo cosa c'e' nel sottosuolo, cosi' invece di studiare il sottosuolo prima e poi decidiamo, noi decidiamo di trivelliare prima e di studiare come prescrizione.
Il mondo alla rovescia.

Ancora piu' comico e' il reparto monitoraggio acqua sotterranea. Si dice che "pur valutando che non vi possa essere alcuna interferenza con l'attivita'" ci vorra' un piano opportuno di monitoraggio e di allarme in casi di "contaminazione accidentale".

Ma ci sono o non ci sono *possibili* interefenze? Si o no? Non e' dato sapere.

6. Ci potranno essere danneggiamenti alla viabilita' causati dal passaggio di mezzi pesanti, ma anche qui nessun problema, perche' ci saranno opportuni accordi fra la Aleanna e l'amministrazione provinciale, per l'uso delle strade piu' idonee e per eventuali risarcimenti.

7. Invece per quanto riguarda il rumore, siccome sanno gia' che supereranno i limiti, quelli della Aleanna dovranno richiedere una deroga.

8. Interessante che dicano che ci vorra' il monitoraggio del gas "emesso dal soffione atmosferico".
In poche parole, qualcosa verra' emesso in atmosfera (come accade sempre e comunque da qualsiasi pozzo di petrolio) e questo qualcosa dovra' essere analizzato per scovare la presenza di idrocarburi (metano?), di composti organici volatili, composti a base di zolfo e di azoto e gas radioattivi!!!

Tutti balsami per la salute, vero?

E poi ci vorra' qualcuno dalla soprintendenza archeologica, un sistema informativo con il pubblico (cosa vorra' mai dire la Aleanna? E' tutto scintillante, no?), occorrera' stare attenti a flora e fauna, alle luci, al rumore, alla terra di risulta.

E poi, fra venti anni ci ritroveremo come a Viggiano, a piangere sul petrolio versato nei campi, nelle vite, e sul futuro.


Friday, March 31, 2017

La Po Valley nel Delta del Po: i pozzi Teodorico, Irma e Carola per amore dell'Italia






Secondo la Po Valley e i loro consulenti la subsidenza sara' di 10.5 centimetri in 20 anni.
E' affidabile questa cifra?
E' tanto, e' poco?
E dopo 30 anni?
E dopo 50 anni? 

Ne vale la pena? 


 

Qui chi ha fatto questi studi, gia' in passato con ENI, ENEL, SNAMprogetti 
E' l'amministratore delegato di M3E, Carlo Janna



Qui la regione Veneto che gli dice che i loro risultati sono  
fra gli aspetti "meno trasparenti, rassicuranti e affidabili" 
del problema.


Continuiamo in Italia, il supposto giardino del mondo, a rilasciare concesssioni petrolifere una dopo l'altra e come se fossero noccioline.

Ed eccoci qui: siccome i lidi fra Veneto ed Emilia Romagna non sono gia' stati sufficentemente trivellati con erosione, subsidenza ed inquinamento, ora arriva la concessione "Teodorico", concessione di coltivazione d40 AC PY, come proposta dalla famosa Po Valley Operations d'Australia.

Chi sono questi?

Sono quelli che, interpellati vari anni fa, nella persona di Pierluigi Vecchia, il loro CEO dissero di voler trivellare in Italia per motivi "affettivi".

Quanto affetto, eh?

Le trivelle interesseranno i comuni di Taglio di Po, Comacchio, Codigoro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine, Mesola, Goro, Ravenna, Porto Viro -- siamo a 50km da Ravenna.

E poi apro i documenti.

E cosa scopro? Che Teodorico non e' altro che uno stretto parente, se non proprio la stessa persona, di Irma-Carola altra concessione che l'ENI scopri' nel 1986, e che ora e' finita nelle mani della Po Valley. 

Qui e' una telenovela infinita!

Essenzialmente, la Po Valley vuole trivellare due nuovo pozzi accanto ai vecchi pozzi ENI Irma001 e Irma 002.

Come sappiamo, una delle preoccupazioni piu' gravi collegate alle trivelle in alto adriatico e' la possibile subsidenza, l'abbassamento del terreno dopo che viene estratto metano, o altre sostanze, che portano alla decompressione del terreno.

E lo sanno anche quelli della Po Valley che quindi fanno pure il loro bel studio sulla subsidenza. Parlano di "modello fluidodinamico di giacimento", "software Eclipse", "simulazione del comportamento futuro del giacimento", "modello statico",  "grid di calcolo", "scenario forecast di coltivazione", "recovery factor",  "modello FEM idrodinamico", "estensione areale del waterdrive".

Ci sono matrici, formule, livelli, isobare, inglesismi stupidi. 

In una parola, paroloni per confondere la gente.

Alla fine, dopo 41 pagine,  si arriva all'atteso risultato:

La subsidenza massima prevista dopo 20 anni dal first gas è 10.5 cm.

Avrei molto da dire qui.  Ma lo faccio prima dire dalla regione Veneto, cosi non viene fuori che la D'Orsogna e' sempre la solita.

E infatti, la regione Veneto nella forma del suo rappresentante Mauro Giovanni Viti, e' intervenuta in questa diatriba e dice che cio' che viene presentato sulla susbidenza indotta della Po Valley ha una "carenza tecnica importante".

Dice che i modelli della Po Valley sono previsonali e fra gli aspetti "meno trasparenti, rassicuranti e affidabili" del problema.

Mauro Giovanni Viti dice che le assicurazioni date da questi modelli non possono rassicurare le persone che vivono ed operano nel territorio. Dice che la subsidenza e' irreversibile e che una volta innescata non si torna indietro anche se ci ferma con le trivelle. Dice che il monitoraggio non offre sufficenti garanzie, perche' non si puo' con il solo monitoraggio contenere il fenomeno. Come dire: anche se la guardo questa susbidenza, poi cosa faccio per fermarla? Non si puo'.

Meglio essere preventivi.

Sono le cose che predico da quasi dieci anni!

Posso solo aggiungere che faccio modelli matematici di mestiere, e so che in casi cosi complicati, con risvolti veri, non sappiamo mai veramente se il nostro modello matematico possa davvero prevedere tutto, se i parametri sono giusti, se abbiamo scelto i meccanismi giusti, se gli ingredeianti ci sono tutti. E questo vale quando si e' in buona fede.

Immaginiamo dunque un petroliere. Che ingrediente ci mettera' mai nel suo modello matematico? Ce li mettera' tutti, in modo chiaro e limpido? O scegliera' quelli che gli fanno piu comodo, con i parametri che gli fanno piu comodo? E quelli che magari gli vanno contro li togliera'?

Come fa davvero uno a poter prevedere cosa accadra' con cosi tanta precisione fra 20 anni? Sono stati inclusi effetti cumulativi? Qual'e' l'errore? In genere quelle sono stime che uno magari fa e che da una idea di ordine di grandezza. Ma qui le conseguenze sono davvero troppo importanti per accettare questi paroloni e dire "tuttapposto".

Alla fine la costa veneta ed emiliana sprofondano a causa del metano.

E poi loro dicono 10 centimetri.  Veramente?

E poi sono tanti? Sono pochi? E se fossero venti centimentri? E dopo 25 anni? E dopo 30 anni?
E fino a quando questa susbidenza innescata dalle trivelle andra' avanti? Quando finira'?

E che conseguenze hanno quei dieci centiemtri sulla costa, sull'erosione, sulla vita dei pescatori, degli alberganti?

Alla fine ci sono tanti soldi ed interessi in gioco ed e' facile, appunto, giocare con modellini e numeri.
E quindi, si e' vero che il tutto e' poco trasparente.

Il modello matematico non e' vangelo.

Infine, sono andata a vedere chi fa questi modelli matematici.

E' una "spinoff" dell'Universtia' di Padova, fondata da Carlo Janna che si chiama M3E, e sta per Mathematical Methods and Models for Engineering

Questa ditta e Carlo Janna stesso hanno lavorato gia' con ENI, SNAM, ENEL. Anzi, lo stesso Janna e' stato pure visiting professor, specializzato in modellistica di fracking in giacimenti profondi presso il
dipartimento di ingegneria chimica e petrolifera a Calgary, la capitale delle Tar Sands del Canada.

Molti degli altri impiegati hanno avuto a che fare con oil and gas -- simulazione dei processi di estrazione di idrocarburi,  stoccaggio di gas in giacimento, dinamica di fluidi petroliferi.

E quindi e' chiaro da che parte stanno. 

Tutto cio' punta ad una sola cosa: in buona o in cattiva fede che siano, non c'e' da fidarsi di questi calcoli, di questi modelli, e di questi dieci centimetri.

E' alchimia fatta da gente che vuole trivellare, e secondo me ha ragione Viti quando dice che e' tutto poco trasparente, rassicurante e affidabile.

Queste famose trivelle non sono poi cosi lontane dalle acque croate. E che fine fanno le analisi transfrontaliere? Non vogliamo chiedere alla Croazia cosa ne pensa, visto che noi abbiamo fatto un pandemonio sulle trivelle dei croati?

Ultima cosa: Teodorico dovrebbe sorgere vicino ad Irma Carola.  Quelle trivelle sono state al centro di dieci anni di interventi di magristratura per sospetta subsidenza indotta quando Irma Carola erano dell'ENI.  Ma siccome siamo in Italia tutto e' finito a tarallucci e vino.

E ora arrivano gli australiani e .. tuttodaccapo?

Il mare d'Italia e' degli italiani e non di una microditta australiana la Po Valley che non conosce, ama e rispetta i nostri lidi, i nostri delta del po, e la nostra vita.

Se lo tenessero a Sydney il loro affetto.

Tuesday, September 27, 2016

La Aleanna Resources a trivellare fra Ferrara e Ravenna dentro 3 siti protetti














L'area trivellanda Stefanina Nord:

ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008
 Valli del Mezzano

dista circa 3 km dai confini del Parco Regionale del Po
Emilia Romagna

ricade quasi interamente nell’IBA 
"Valli di Comacchio e Bonifica del Mezzano” 

 conta la potenziale presenza di almeno 
66 specie di interesse comunitario
include 2 habitat di interesse comunitario 


L'area trivellanda Stefanina Sud:

ricade parzialmente nel SIC/ZPS IT4060004 “Valli di
Comacchio” e nel SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di
Alfonsine e del Fiume Reno”

 include una porzione della Riserva Regionale Alfonsine
 “Fascia boscata del canale dei Mulini”

 ricade a Nord-Est nell’area contigua del Parco del Delta del Po

ricade in parte nell’IBA “Valli di Comacchio e Bonifica
del Mezzano”

conta la potenziale presenza di almeno 67 specie di interesse comunitario

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Secondo la Aleanna gli
impatti saranno lievi, nulli, trascurabili.

Tuttapposto.
Sempre.


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Update 3 Ottobre 2017

Vanno avanti i lavori per trivellare le aree protette dell'Emilia Romagna.
Sono arrivate varie osservazioni.
Il governo-Ponzio Pilato le manda alla Aleanna e dice loro di fare "controdeduzioni".

Semplicemente devono aggiungere un po di scartoffie, di "monitoraggio"
devono acconsentire a riparare le condotte sotterranee che magari romperanno
e dovranno dare dieci giorni di preavviso ai comuni
coinvolti nei terreni quando andranno a sondare.

Cosa potra' mai dire il capo della Aleanna,
tale Mrs. Susan Elaine Sinnott dal Texas?

Tuttapposto!

A volte penso che l'Italia meriti tutto questo.
Tutti dormono e cosi questi affaristi da chissadove
possono venire a fare quello che gli pare
del nostro territorio.

Occorre essere piu' arrabbiati. 


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Ritorna la Aleanna Resources con il suo permesso di ricerca “La Stefanina” fra Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore (in provincia di Ferrara) ed Alfonsine e Ravenna (in Provincia di Ravenna).

Cosa vogliono fare qui? Beh, per ora dicono ``attività di rilievo geofisico" per due mesi. Cioe' sondare il terreno alla ricerca di petrolio e di gas con le camionette Vibroseis.

Queste camionette scuoteranno il terreno -- o come dicono loro lo "energizzeranno" -- mandando dei segnali nel sottosuolo e dal segnale riflesso si cerchera' di capire cosa c'e' sottoterra.  Lo stesso principio dell'airgun.  Chi vive li sentira' come delle botte -- forse pensera' che si tratta di un modesto terremoto.

Dal loro punto di vista una innocente ricerchina del sottosuolo italiano. 

Prima di ogni altra cosa occorre mettere tutto in prospettiva: questa e' ditta di petrolieri stranieri.  Il loro scopo ultimo e' trivellare, tirare fuori petrolio e guadagnarci sopra. E chi si e' visto si e' visto.  Quindi, anche se adesso il loro intento e' solo di "esplorare", il loro obiettivo vero e' di trivellare.  E quando dicono che le loro attivita' sono di scarso impatto ambientale non e' vero: cio' che vogliono fare adesso sara' propedeutico alle trivelle vere e l'impatto *complessivo* e' elevato ed irreversibile.

E questo la Aleanna lo sa.

Siamo quindi con la solita storia del divide et impera. Faccio un pezzetto alla volta. Adesso chiedo solo di esplorare, con la scusa che non disturberemo niente; me lo faranno fare, poi chiedero' di fare il pozzettino, e anche qui promettero' di non fare grandi danni, e che vuoi che sia, e poi alla fine, arriveremo con le trivelle permanenti, i tubi, le infrastrutture, i fumi e le puzze. E non potranno piu' dirci di no.

Cosi hanno sempre fatto, e cosi fanno adesso. E' la storia della monaca di Monza, e' la politica del carciofo cosi bene usata nella storia.

Quindi occorre essere piu furbi di loro ed essere *preventivi*.

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Siamo nella Bonifica del Mezzano fra  "terreni agricoli pianeggianti ad esclusivo uso agricolo e con scarsa presenza di abitazioni" fra il fiume Reno e dal fiume Senio con presenza di "alcune case" sparse lungo la viabilità principale e qualche abitato.

Gia' in apertura di quel che dicono e' evidente lo sprezzo per il territorio italiano.

Come dire, e' solo campagna, e' solo una bonifica, non ci abita nessuno (o quasi) e quindi, esplorare, trivellare, sondare, petrolizzare, che vuoi che sia. Tuttapposto, l'abbiamo fatto in Texas, lo possiamo fare anche qui!

Subito dicono che il rilievo geofisico non prevede la realizzazione di opere o di modifiche del territorio, e quindi tutto bene.  Veramente?

Puo' darsi se guardiamo solo ai rilievi geofisici, ma le trivelle si che porteranno allo stravolgimento del territorio, e di quelle non ne vogliamo parlare cara Aleanna? O facciamo finta che dopo lo studio appenderete i risultati nei vostri uffici di Houston e chi si e' visto si e' visto? Perche' non dite cosa farete *dopo* il rilievo geofisico?

Poi si accorgono che il comune di Argenta gia' dal 1993 aveva vietato il passaggio di mezzi motorizzati nelle Valli di Comacchio, zona umida, zona protetta speciale, sito di interesse comunitario. E quindi come faranno a passare?

Nessun problema!

Il divieto, secondo loro, vale solo per le strade vicino "le aree di tutela costituite da corsi d’acqua e bacini".  Ehh? Ma che vuol dire questo? Che e' vietato passare con le camionette solo accanto ai fiumiciattoli e che tutto il resto si puo'?  Che assurdita'. Se l'area e' protetta, e' protetta tutta e non solo il fiume o la stradina lungo il fiume che ci scorre dentro!

Le loro non sono biciclette o una Panda. Sono numerosi, grandi e rumorosi camion che secondo me neanche ci passano nelle stradine accanto ai fiumi.

Ricordano che poi si tratta presa dati in 3D. Questo e' piu' complicato della presa dati in 2D, ci vuole piu' tempo e piu' sondaggi ma da piu' informazioni al trivellatore.  Sara' un cantiere itinerante.

Ma... e chi vive li?

Bene: faranno cosi.

Prima metteranno su un database dei diretti interessati (i proprietari terrieri) e contatteranno i comuni coinvolti con "incontri" per illustrare come vogliono distruggere il nostro territorio e poi per avere i  nulla osta per passare con le camionette.

Agli agricoltori promettono "indennizzo dei danni da calpestio delle colture eventualmente provocati"


Ma... non avevano detto che non avrebbero portato alcuna modifica del territorio?

Mmh.

Poi arriveranno i "Permit Men" -- come gli alieni! Questi studieranno la topografia, mettereanno cavi, geofoni, picchetti, parleranno con i proprietari terrieri.

Ci saranno -- in aree protette! -- 26 linee "di vibrata" a La Stefanina Sud e altre 15 a La Stefanina Nord a ditanza di 500 metri nell’area Nord e 420 nell’area Sud. In totale ci saranno circa 5400 punti di presa dati.

E poi quando tutto sara' pronto, detoneranno le camionette.

Boom.

Intensita' non e' dato sapere.

Frequenza fra i 6 e i 64 Hertz -- come un basso.

Poi dicono che si tratta di una forza pari a 10,000 chilogrammi peso.
Cioe'... 10,000 volte la gravita'.

Questo per capire che non si tratta di noccioline, ma di qualcosa di veramente impattante. Poi aggiungono che pero' non useranno proprio "tutta" la forza peso. Chissa' saranno generosi e si fermeranno a... 9,900!

Ci saranno traffico, rumori, polveri fini in atmosfera, i terreni saranno messi a soqquardo, ma sara' tutto normale. Ci tengono infatti a precisare che le camionette vibranti provocano "interferenze trascurabili o nulle sull’ambiente naturale e antropico"
 
Certo, come potrebbe essere altrimenti!  E infatti e' sempre tuttapposto.

Occorre ricordare che "La Stefanina Nord” ricade quasi interamente nello ZPS IT4060008 “Valli del Mezzano mentre "La Stefanina Sud” occupa in parte il SIC/ZPS IT4060004 “Valli di Comacchio” e il
SIC/ZPS IT4070021 “Biotopi di Alfonsine e del Fiume Reno”. Le zone abitate di Anita e di
Longastrino sono rispettivamente all’interno e a circa 1.8 km dell’area da "energizzare!"

Promettono -- bonta' loro -- di spegnere il motore quando non e' necessario. Allora stiamo tranquilli!

Ancora, parlano dei numerosi corsi d'acqua della zona e della  "fitta rete di canali all’interno della Bonifica del Mezzano" della presenza del Fiume Reno e del Fiume Senio, di canali di bonifica e di terreni di bonifica con falda affiorante.

Ebbene, qui l’impatto associato sara'  "sostanzialmente nullo",  e i  fenomeni di contaminazione delle acque per effetto di spillamenti e spandimenti da macchinari e mezzi impiegati nelle attività sono da considerarsi altamente improbabili e riconducibili solo ad eventi accidentali.

Si, certo. Sono "solo" camionette, ma quello che non dicono e' cosa sara' di questi fiumi, canali e terreni di bonifica, quando arriveranno le trivelle. Alla fine le camionette servono solo per preparare il terreno alle trivelle!

Come gia' detto - divide et impera.

Stesso identico ragionamento per la subsidenza e sismcita': le zone interessate dalle camionette Vibroseis non sono ne altamente sismiche (zone a bassa o media sismicita'), non ci sono rischi di frane, e' tutto pianeggiante.

E si, la subsidenza c'e' e puo' arrivare a 1 cm l'anno.

Lo dicono e passano al prossimo capitolo. ... Cosa sara' di questi terreni con l'arrivo delle trivelle, non e' dato sapere. Per adesso ci dicono che tutto e' non invasivo, che le camionette non andranno lungo le scarpate e i fiumi d'acqua (forse perche' non possono?) e che l’impatto potenziale e' quindi ritenuto non significativo.

Parlano poi di rumori e dicono, ovviamente, che non e' niente di che. Ma la cosa che mi fa rabbia e' quando scrivono che  la zona in cui saranno eseguite le operazioni di rilevamento è già sede di varie attività agricole, caratterizzate da un impiego di mezzi anche rumorosi con alcune fasi dell’anno
in cui si verifica anche un aumento del numero di mezzi (arature, raccolto, trebbiatura,
concimazione, etc.).


Cioe' vogliono far passare l'idea che siccome ci sono trattori e attivita' agricole, ci possono stare pure le camionetti vibranti. Trattori ieri, camionette vibranti oggi, trivelle domani!

Amen.

Saranno pero' gentili e decideranno che non faranno queste indagini geofisiche nei periodi di ripopolamento - cioe' fra Marzo e Luglio.

La parola trascurabile compare 12 volte.
La parola lieve compare 2 volte.
La parola nullo compare 5 volte.
 
In dieci anni di lavoro tutto cio' che i petrolieri hanno proposto e' sempre stato lieve, trascurabile o nullo.  E La Stefanina, rilevi geofisici a scopo di trivelle dentro tre aree protette non e' da meno.

Se vivete li, non datgeli i permessi di venire nei vostri terreni.
Sono soldi a tradimento.