.

.
Showing posts with label Assomineraria. Show all posts
Showing posts with label Assomineraria. Show all posts

Friday, January 30, 2015

Paura delle trivelle cavalcata dai politici



Esce oggi un articoletto sul Sole 24 ore - rigorosamente non firmato. Questo mi lascia presupporre che o chi l'ha scritto si vergogna, oppure che e' proprio tutto il giornale che la pensa cosi'. 

Ad ogni modo, e' un ottimo segnale, perche' e' il canto di chi si dispera.

L'articolo parla dei giacimenti nascosti per 700 milioni di tonnellate di petrolio.

700 milioni di petrolio? Da dove vengono queste stime? Chi le tira fuori? In quali giacimenti? Dove? Bah. Ad uno che legge cosi, settecento milioni pare veramente un sacco di petrolio. Magari siamo veramente l'Arabia Saudita e non lo sappiamo!

Ma ... quanto e' 700 milioni di tonnellate di petrolio?

Una tonnellata sono circa 7 barili di petrolio. Ergo, 700 milioni di tonnellate sono 4900 milioni di barili.

Ne consumiamo circa 1.5 milioni al giorno. Cioe' circa 550 milioni all'anno. E quindi tutto il petrolio italico - nei vigneti del Montepulciano, nelle aree protette di Sardegna, nelle risaie del Piemonte, nei banchi di Pantelleria, nella laguna veneta, nei parchi della Basilicata, nelle zone terremotate dell'Emilia, e vicino alle nostre case, ai nostri campi, ai nostri polmoni e se e' tutto vero, si traducono nella bellezza di circa ... nove anni di petrolio.

Questo appunto se le cifre sono quelle riportate sopra che non si sa da dove vengano e a cui io non credo poi piu' di tanto. Ma se anche fosse cosi, uno deve capire che nove anni non sono niente, a fronte dell'immane distruzione che ci lasceremo dietro seppure trivellassimo tutto e subito. Nove anni. E dopo? E tutto il resto che fine fa?

L'articolo parla delle "paure" dei cittadini e dei politici timorosi che cavalcano le proteste pubbliche.
Musica per le mie orecchie. Era proprio questo l'obiettivo di questi anni. L'unico appunto e' che no, non e' paura, e' consapevolezza, che sono due cose diverse, caro ignoto autore del Sole 24 Ore.

La paura e' dell'ignoto, la paura e' dell'ignoranza, la paura e' della piccolezza. La consapevolezza e' della logica, la consapevolezza e' dell'informazione, la consapevolezza e' dell'intelligenza. La prima e' puerile, la seconda e' adulta.

I terremoti, le malattie, la bruttura paesaggistica, i veleni, l'inquinamento di aria, acqua e democrazia, sono cose reali e non si possono piu' nascondere dietro articoletti rosa. Io sono ben felice di essere stata partecipe del movimento di opinone che ha fatto arrivare queste cose al grande pubblico, giorno dopo giorno. Quando ho iniziato, circa otto anni fa, la prima reazione alla parola petrolio era soldi. Adesso e' maledizione.

Sui politici non ho niente da dire, perche' le loro motivazioni sono secondarie in tutto questo, che lo facciano per voti o per convinzione non e' importante.  L'importante e' che lo facciano. Lo dico spesso nei vari convegni. I petrolieri non potranno mai vincere se usiamo l'arma dei nostri numeri,
dei nostri cervelli e del nostro attivismo. Alla fine, volenti o nolenti, devono adeguarsi. Sta a noi usare al meglio l'essere comunita'. Quanta gente puo' starci dentro ad Assomineraria? Dentro  a Confindustria? Siamo molti di piu' noi. E questo vale per tutto il nostro vivere civile. Occorre solo avere la voglia di partecipare e non con i forconi ma con la testa.

L'ultima cosa che vorrei aggiungere e': in Italia quanti siti UNESCO abbiamo? Quanti peculiarita' gastroentromiche ci sono? Quanti musei che nessuno conosce? Quante chiese rinascimentali, medievali, barocche? Quanto piu' da campare ci darebbero tutte queste cose qui, e con i polmoni sani, che non i nove miseri anni di buchi sparsi per lo stivale? Perche' il Sole 24 ore non si preoccupa di sfruttare queste risorse qui e sono ossessionati dal petrolio?

Forse perche' non saranno loro a guadagnarci?



Sunday, August 3, 2014

Science, la commissione Ichese e gli americani





Continua su Science la discussione sui terremoti che hanno colpito l'Emilia Romagna due anni fa. Alla domanda: c'entrano le estrazioni di petrolio si o no? non c'e' risposta e tutto resta sospeso, vago, coperto da una patina sempre piu' spessa di poca trasparenza, confusione, conflitti di interesse e inciuci.

E' sempre molto triste questo modo di fare in Italia, in cui alla fine le cose devono sempre risolversi in modo opaco, dove non e' chiaro chi fa cosa, con continui colpi di scena, senza sapere cosa muove il tutto e in cui anche la scienza e' sporca. E questo non va bene, per la scienza, per la democrazia, e in questo caso specifico per il rispetto di 27 persone che sono morte.

La storia secondo Science e' questa:

L'ENI e' stata a lungo proprietaria di Societa' Padana Energia che gestisce molti dei giacimenti in Emilia Romagna. Nel 2010 vende la Societa' Padana Energia a Gas Plus per  "razionalizzare" il proprio portafoglio ed ottimizzare la sua efficienza operativa in Italia.

Verso la fine del 2012 o l'inizio del 2013, dopo i terremoti, e' l'ENI stessa a commissionare e a pagare uno studio sulla sismicita' nella zona colpita dal terremoto, studio che include misure di pressione e modelli matematici sul comportamento del sottosuolo.  All'epoca nessuno sapeva niente di questo studio. E va bene, una ditta privata puo' fare quello che vuole, ingaggiando chi vuole e studiando cosa vuole.

Nello stesso periodo iniziano i lavori della Commissione ICHESE, le cui conclusioni, sappiamo, sono che la "maggiore estrazione di petrolio e la reiniezione di acque reflue nel campo Cavone sono correlate con un aumento di attività sismica nell'anno precedente i terremoti". ICHESE conclude che "non si può escludere" una origine umana dei terremoti, ma che per essere sicuri oltre a dati statistici e' necessaria una modellazione basata sulla fisica del giacimento di petrolio.

Del rapporto ICHESE chissa' se avremmo mai sentito parlare se non fosse stato per Science che l'11 Aprile del 2014 rivela che il rapporto stesso e' in giacenza presso gli uffici della regione Emilia Romagna da due mesi senza che la popolazione ne sapesse niente. E quindi l'ex governatore Vasco Errani con la coda fra le gambe si scusa, dice che non voleva creare allarmismo, rende il rapporto pubblico e ferma le estrazioni di petrolio in zona.

Si decide allora di seguire le raccomandazioni di ICHESE e di fare questa modellistica, affidandola a nuovi "esperti americani' che avrebbero studiato gli effetti meccanici del flusso di idrocarburi nel sottosuolo attorno al campo Cavone, con particolare attenzione alla faglia Mirandola.

La commissione di esperti americani conclude -- nel giro di pochi mesi! -- che le estrazioni di petrolio dal campo Cavone non sono correlate ai terremoti del 2012.

Ma perche' non si chiamano di nuovo gli stessi membri della commissione ICHESE ad eseguire questi studi? E chi seleziona questi americani? Chi li paga? Non si sa. E poi, per fare i modelli ci vogliono i dati. E chi li tira fuori i dati?  Moltissimi dubbi su questo nuovo studio sono stati sollevati fin dall'inizio, in particolare dal professor Franco Ortolani dell'Universita' di Napoli.

Science scopre adesso che il commissionamento della commissione di esperti e il rilevamento dati sul campo Cavone sono arrivati direttamente.. dai petrolieri! I dati usati dai ricercatori americani sulle pressioni dei fluidi nei pozzi di reinizione sono quelli di Padana Energia che hanno eseguito test proprio nella primavera di quest'anno. Padana Energia ha anche chiesto ad Assomineraria di aiutarli nella raccolta dati, e ... per il rapporto finale sono stati usati studi e analisi del misterioso rapporto ENI del 2012 o 2013!

Secondo quanto riportato sul Resto Del Carlino, James Dietrich uno degli esperti statunitensi, ha assicurato che la maggior parte del rapporto degli esperti americani fu completato *prima* dei test eseguiti al Cavone e che i dati presi sul campo Cavone servivano solo per confermare quello che si era gia' concluso nel rapporto ENI.

Cioe': per fare approfondimento su un problema cosi delicato, e di interesse pubblico, e con lo spettro di ventisette morti, si chiama Padana Energia, Assomineraria e ci si basa su studi ENI di due anni prima.

Ancora, un altro esperto che vuole restare anonimo dice a Science che non era la faglia di Mirandola che andava esaminata ma quella di Medio Ferrara, a circa 20 km di distanza.

Interessante la posizione di Franco Terlizzese, direttore per le risorse minerarie ed energetiche del Ministero per lo Sviluppo Economico che faceva parte del gruppo ICHESE e che quindi sottoscriveva la tesi della correlazione fra produzione di petrolio e terremoti. Adesso invece sottoscrive la tesi secondo la quale "non c'e' possibilita' fisica di correlazione" e che "si può escludere che le attivita' estrattive e di re-iniezione connesse alla concessione di coltivazione di idrocarburi di Mirandola abbiano innescato il sisma del maggio 2012".

A Science, Franco Terlizzese dice che "bisognava fare in fretta" e che anche se pare che ci sia un conflitto di interessi l'INGV ha revisionato il tutto, attenuando il possibile conflitto di interessi.

Intanto i pozzi sono tornati a pompare - i petrolieri sono salvi.

Forse e' per questo che si doveva fare in fretta?

Il testo di Science e del Resto del Carlino sono qui






Saturday, August 2, 2014

I terremoti dell'Emilia Romagna, Science e i conflitti di interesse -- ENI, Gas Plus, Padana Energia ed Assomineraria







La Commissione "americana" incaricata di studiare il giacimento Cavone

"Nuovi studi sponsorizzati dall'industria petrolifera escludono ogni legame fra i terremoti italiani e la produzione di petrolio"

1 Agosto 2014


I due terremoti mortali che hanno colpito l'Emilia Romagna nel nord dell'Italia nel 2012 continuano a generare scosse di assestamento politico. 

Secondo il governo italiano, una relazione scritta da sei scienziati americani mette a tacere l'ipotesi iniziale che i terremoti in zona che hanno ucciso 27 persone, potrebbero essere stati innescati da un aumento della produzione di petrolio nel vicino giacimento Cavone.

Ma alcuni ricercatori non ne sono convinti, ed esperti e pubblico allo stesso modo criticano le origini dello studio, che il governo ha richiesto dal proprietario del giacimento di petrolio.

La possibilità che le attività a Cavone potrebbero aver innescato i due terremoti, un evento di magnitudo 5.9 il 20 maggio 2012 e un evento di magnitudo 5.8 nove giorni dopo, è stata sollevata all'inizio di quest'anno nel rapporto ICHESE, da un gruppo di scienziati convocati nel dicembre del 2012 su richiesta del governo regionale dell'Emilia-Romagna, a seguito di voci locali, secondo le quali le perforazioni esplorative per un impianto di stoccaggio di gas avevano causato i terremoti.

Il gruppo ICHESE -- costituito da due italiani e tre geoscienziati stranieri oltre che dall'ingegner Franco Terlizzese, direttore delle risorse energetiche minerali presso il Ministero dello Sviluppo Economico in Italia per lo sviluppo -- ha invalidato la prima ipotesi. Lo stesso gruppo pero', scopre che la maggiore estrazione di petrolio e la reiniezione di acque reflue nel vicino campo Cavone era correlato con un aumento di attività sismica nell'anno precedente i terremoti. Il gruppo ICHESE ha cosi' concluso che per i fenomeni sismici del 20 maggio "non si può escludere" una origine umana, ma aggiungono che per essere sicuri era necessaria una modellazione basata sulla fisica del giacimento di petrolio.

La relazione ICHESE  ha generato polemiche, in parte perché il governo regionale lo ricevette a metà febbraio 2012, ma lo ha solo reso pubblico il 15 aprile, appena 4 giorni dopo che Science riporto' le principali conclusioni dello studio. Il Presidente della Regione Vasco Errani ha spiegato che aveva bisogno di tempo per effettuare "ulteriori studi" e per "non provocare allarme." La sua amministrazione sospese tutti i nuovi esplorazione di idrocarburi nella regione.

Sia il Ministero dello Sviluppo Economico e il governo regionale dicono che l'ultima relazione, scritta da importanti geologi statunitensi, risolve la controversia. I ricercatori statunitensi hanno sviluppato un modello matematico per simulare gli effetti meccanici di flusso del fluido sulle rocce e in tutto il giacimento di petrolio Cavone. Il modello si ispira anche misurazioni della pressione del fluido sul fondo del conferimento delle acque reflue ben eseguito dall'operatore del campo, Padana Energia, nel maggio e giugno di quest'anno. Gli esperti concludono che le attività a Cavone non potevano avere sufficente alterazioni in pressione e stress all'interno della crosta da poter innescare i due terremoti.

In un comunicato, il ministero cita un'analisi dall'Istituto Nazionale Italia di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che "attesta la validità" del nuovo rapporto. Anche alcuni scienziati danno applaudono al nuovo rapporto. Marco Mucciarelli, sismologo presso l'Istituto Nazionale Italia di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste, dice lo studio fornisce una risposta "inequivocabile" alle incertezze sullo studio Cavone.

Altri, invece, contestano il lavoro. Nel loro modello, i ricercatori americani hanno simulato come i cambiamenti di produttivita' a Cavone avrebbero influenzato la faglia piu' vicina al campo -- Mirandola -- ma non la più lontana faglia di Medio Ferrara, a circa 20 km di distanza. Ma un esperto di sismicità indotta che desidera rimanere anonimo sottolinea che e' stato proprio a causa della faglia Medio Ferrara che si è verificato il terremoto del 20 maggio.

Nessuno degli esperti degli Stati Uniti ha risposto alle ripetute richieste di una risposta.

Nel frattempo, Franco Ortolani, geologo in pensione presso l'Università di Napoli Federico II, ha pubblicamente attaccato quello che lui chiama "una partita giocata tra le parti interessate", lamentando che il compito di gestire le nuove ricerche e prendere le misure di pressione e' stato affidato proprio alla Padana Energia. Sostiene che solo la magistratura ha l'autonomia per fare luce sulla controversia. Infatti, la scorsa settimana una serie di gruppi ambientalisti ha presentato una denuncia in diversi tribunali locali chiedendo un'inchiesta di entrambi gli studi ICHESE e quelli statunitensi.

Science ha scoperto che Padana Energia ha affidato il commissionamento della modellazione ad Assomineraria, che ha lavorato assieme con il ministero. Ma invece di commissionare uno studio nuovo di zecca, l'organismo di settore e il ministero semplicemente hanno rilasciato una versione estesa di ricerca del gruppo americano, che era stato commissionato e finanziato da ENI alla fine del 2012 o all'inizio del 2013. (L'ENI ha venduto Padana Energia alla società Gas Plus nel 2010.) Uno degli autori dello studio, James Dieterich della University of California, Riverside, ha detto la scienza che gli modellazione e test di pressione "hanno confermato le nostre conclusioni iniziali riguardanti le origini dei 2012 terremoti."

Terlizzese difende la scelta di utilizzare la ricerca americana, sostenendo che i sei scienziati di fama internazionale e già ben versato nella materia, aggiungendo che "abbiamo anche bisogno lo studio fatto in fretta." Egli riconosce che la messa in relazione di via Padana Energia "sembra un conflitto di interessi", ma dice che la revisione dall'INGV "attenuato", quel conflitto. La modellazione richiedeva sul giacimento di petrolio che solo il ministero, il governo regionale, e Padana Energia possedevano.

Amen.

Saturday, November 17, 2012

Il ruolo del geologo: Primo non prendere soldi dai petrolieri




"L’obiettivo primario è quello di focalizzare
l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto
in relazione allo sfruttamento compatibile e
sostenibile
delle fonti fossili naturali."

 
Ai lucani: non credeteci.
Lo sviluppo sostenibile delle fonti fossili non esiste.
I geologi al soldo dell'ENI servono solo
a certificare il tuttapposto.
Vogliono solo arricchirsi sulla vostra salute.


Si svolgera' a Potenza e a Marsico Nuovo una conferenza di "tre giorni intensi" fatta dai petrolieri, per i petrolieri, a favore dei petrolieri e per dire che trivellare va bene.

E' il primo "congresso dei geologi di Basilicata" e si intitola "Ricerca, sviluppo ed utilizzo delle fonti fossili". 

Sara' una cosa cotta e mangiata fra di loro, per andare sulla stampa a dire "tuttapposto". Sara' una cosa di immagine, per far vedere, e per far sentire importanti gli scellerati politici e trivellanti di Lucania che loro sono "il progresso" e "lo sviluppo" e che "guardate qui c'abbiamo pure una conferenza per certificarlo".

Non ci sara' il Prof. Ortolani, non ci sara' il Prof. Stoppa, non ci sara' la Prof. Colella, geologi pure loro, ma non invitati perche' personaggi scomodi che nel corso degli anni hanno osato chiedere, mostrare dati di inquinamento, instabilita' e di dire alla gente che: no, guardate, non e' vero che e' tuttapposto.

Anzi, non e' tuttapposto niente.

Infatti, e' una conferenza sponsorizzata da Assomineraria, Confindustria, dalla regione Basilicata e da tutto il governo nazionale.






E certo, i soldi vanno a loro, mica a noialtri!

E cosi invitano solo i loro amici.

E' una conferenza fatta per "tecnici di tutti gli Ordini e Collegi, Operatori del settore Oil& Gas, Top Manager, Amministratori, Dirigenti e Funzionari della Pubblica Amministrazione, Studenti."

Notare gli studenti, cosi gli si puo' fare meglio il lavaggio del cervello.

Notare che e' per tutti meno che appunto i geologi che dicono la verita' - Colella, Ortolani, Stoppa.

Ci sono tutti ma non i residenti di contrada le Vigne, quelli che l'idrogeno solforato devono resipirarlo tutti i santi giorni.

Ci sono tutti ma non quelli che si sono ammalati di tumore, i contadini che non possono piu' coltivare i campi, gli allevatori le cui mucche non vogliono piu' mangiare l'erba inacidita.

Ci sono tutti ma non quelli che devono emigrare perche' non c'e' piu' lavoro, quelli che hanno visto sorgenti d'acqua chiudersi o laghi martoriati dalla monnezza dei petrolieri.

Ci sono tutti meno che le carpe morte dalla monnezza petrolifera, messa li nel Pertusillo a loro insaputa.

Dicono che

"L’obiettivo primario è quello di focalizzare l’attenzione sul ruolo che il geologo ha assunto in relazione allo sfruttamento compatibile e sostenibile delle fonti fossili naturali. La tematica verrà affrontata grazie all’intervento di relatori di altissimo livello tecnico ed istituzionale, con interessanti dibattiti ed una tavola rotonda sulla gestione ambientale e formazione professionale."

Interessanti dibattiti?

Ma se sono tutti d'accordo sul dire "si alle trivelle!"

.. Eh, la malafede.

Se uno volesse dare una risposta seria a quella domanda, non ci sarebbe mica bisogno di una conferenza.

Basterebbe il buon senso.

La risposta sul ruolo dei geologi e' semplicissima: il suo ruolo e' NON PRENDERE SOLDI DAI PETROLIERI E DI DIRE LA VERITA'.

Proteggere, difendere, denunciare, conservare per le generazioni future e magari ripristinare lo schifo fatto finora.

E invece sono qui che continuano con la storia delle "fonti fossili sostenibili"!!

Ma con che vino si sono ubriacati?

Notare che pero' lo sanno anche loro che stanno difendendo l'indifendibile, perche' anche se usano parole come "possibile", "sostenibile", "lezioni",  sono tutti zuccherini per mascherare altre parole come "impatti sull'ambiente", "scoppio", "inquinamento".

Scorrendo la lista, rabbrividisco, perche' ci sono nomi noti che si sa, solo li sono per propaganda e a cui, alla fine, importa solo il portafoglio.

Davide Tabarelli di Nomisma Energia per dire che il petrolio porta lavoro e benessere.
Ma.. se la Basilicata e' la regione piu' povera d'Italia!

Cristiano Re per parlare dell'indotto in Val D'Agri. Ma..  se il centro di incubazione che sorge attorno al centro oli e' tutto arruginito e con le ragnatele?  Questo era quello che voleva fare il turismo petrolifero in Val D'Agri!!!!

Sergio Morandi  per parlare del rischio geologico. Ma... se quello - ex dipendente ENI -  con la Mediterranean Oil and Gas voleva mollarci una nave-centro oli a 9 chilometri da riva lungo la costa dei trabocchi con tutti i suoi rischi di scoppi! L'abbiamo cacciato dall'Abruzzo, non gli sono ancora bastate le umiliazioni?

Paolo Macini per parlare dello scoppio BP. Dal suo CV: "Dal 1992 ad oggi è membro del Consiglio Direttivo Nazionale della Sezione Italiana della Society of Petroleum Engineers". Sara' un difensore d'ufficio per dire non che lo scoppio BP e' stato il piu' grande disastro della storia ambientale USA ma per dire che "abbiamo imparato le lezioni" ed ora trivelleremo meglio? Fra l'altro e' lo stesso che parla di stoccare la CO2 nei pozzi di petrolio in mare. Evviva.

Fabrizio Agosta per parlare degli affioranti in superficie. E' uno sponsorizzato da Shell e Total per studiare, innocentemente, sicuramente, le riserve petrolifere di Appennino e di Puglia.

Marco Mucciarelli per parlare della sismicita' indotta.  Quello che aveva detto che in Italia non c'e fracking. Mai sentito parlare di Ribolla? Sulcis? Evidentemente no.

“Non ci sono attività di fracking in Emilia Romagna, non ci sono in Italia, non ci sono in Europa.” 

Ipse dixit.

Andrea Borgia il quale a suo tempo mi chiese materiale sull'idrogeno solforato e Kilburn etc etc contro le trivelle sul Monte Amiata. E pure se gli risolvevo una equazione matematica. Ma a che gioco gioca? Che schifo.

Hanno pure chiamato uno dell'America, che guarda caso e' uno che dice che il fracking non fa venire i terremoti!

Tale Haydar Al-Shukri.  Nonostante anche Fox news - notoriamente di destra, conservatrice, alla Romney - affermasse che i terremoti attorno a Little Rock potessero essere attributi al fracking, il prof. Al-Shukri insisteva che siccome solo 280 su 10000 terremoti si erano scatenati vicini al pozzo,
allora il "fracking non c'entra."

E si, se li scelgono bene i relatori!

E come non riconoscere:

Giuseppe Tannoia per parlare della prevenzione ambientale. Oddio. Quello li e' venuto a Pescara nel 2008 con il suo bel vestito di lino color senape a difendere il Centro Oli. Fece una figura barbina perche' di idrogeno solforato e di emissioni e di conseguenze sulla salute ne sapeva piu' la casalinga di Ortona che lui. E infatti dopo il convegno per cercare di farmi il lavaggio del cervello, venne a dirmi che lui... era un ambientalista!!!!!

Oltre a Tannoia, per parlare di "prevenzione ambientale" c'e' tutta la cricca dei politici, primo fra tutti

Vito de Filippo. Ma... Vito de Filippo non aveva presentato una moratoria contro le trivelle in Basilicata?  E perche' adesso va al convegno dei petrolieri?

Ah si, certo: era solo propaganda!!!
Infatti era per finta la moratoria!


e poi lui, il ministro dell'Ambiente a cui non importa niente dell'Ambiente:  

CORRADO CLINI


Ci sono tanti altri nomi nell'opuscolo della conferenza e non ho il tempo per indagare su ciascuno.

Ma come vorrei sapere quanta di quella gente e' pagata dall'ENI, Assomineraria, MOG, Total, Shell. Come vorrei sapere quanta di quella gente sa cosa significa veramente vivere vicino ad un centro oli.  Come vorrei sapere quanta di quella gente manderebbe i suoi figli a bere l'acqua del Pertusillo.

Vorrei sapere come fanno a dormire tranquilli la notte.

Invece secondo la locandina avranno cene sociali, cabaret, timbri d'argento, buffet.  Chissa' magari si presenta pure Rocco Papaleo a fare l'intrattentore al piano bar.

Hanno pure le gite alla "sorgente naturale" di petrolio!
Sara' felice Cristiano Re!

E chi paga tutto cio?

Il contribuente italiano? La regione Basilicata? L'ENI? Le royalties? Mistero.

Mentre la gente respira H2S.

Mi chiedo perche' non gli danno invece "Carpe del Pertusillo" o "Acqua di Calvello" o "Fagioli della Val D'Agri" - con condimento da idrocarburi cucinati al vapore di H2S e con deliziosi metalli pesanti per contorno? 

Mi sento sporca solo a leggerle queste cose.

Uno schifo che piu' schifo non si puo'.
Anzi si.

Qual'e' lo schifo maggiore?

Che tutta questa gentaglia che vive in posti remoti - Milano, California, Londra, Roma e Little Rock -
puo' andare in Basilicata a dire che e' tuttapposto.

E poi ripartire, felici, rimborsati, sorridenti. Con la pancia e il portafoglio pieni.

E invece gli abitanti della Basilicata, non solo non sono invitati, ma non possono neanche manifestare il loro dissenso. La questura ha infatti negato al tenente di Bello di organzziare una manifestazione in cui esprimere la propria contrarieta' alla Basilicata petrolizzata. La Cina e' piu' democratica.

Agli abitanti di Basilicata, e d'Italia.  Non credeteci, e' tutto sporco, brutto, disonesto, ingannevole, falso.

Il petrolio gli ha annerito anche le coscienze.





Friday, September 7, 2012

Massachussetts: +11% occupazione in un anno grazie alle rinnovabili


“This report is proof that Massachusetts’ innovation economy is succeeding" 


In questi giorni si discute del "piano energetico nazionale" di Passera/Monti con Clini che, muto, fa la pia ancella.

Lorsignori decidono che per ridurre le importazioni estere di energia occorre raddoppiare la produzione nazionale di petrolio e gas e che dobbiamo diventare "l'hub" fisico del gas con un rigassificatore di qua' ed uno di la', sparsi lungo la penisola.

Questo neanche tanto per il gas degli italiani ma per facilitare il trasporto del gas dal Nord Africa al Nord Europa ed essere pagati per il transito. Sarebbe troppo facile fare paragoni non proprio eleganti, per cui meglio se mi autocensuro. L'idea e' che creare questi gasdotti su terra con rigassificatori e' piu' economico che mettere tubi in mare, per cui andiamo con l'Italia "autostrada" del gas per beneficio altrui.

L'aumento di estrazione di petrolio e gas servira' per garantire il 16% del fabbisogno nazionale prodotto da fonti domestiche e per creare 25mila posti di lavoro.  Il 16%. Questo significa che il rimanente 84% dovremmo continuare ad importarlo e siccome e' energia sporca, che ci sara' sicuramente, a lungo termini aumento di malattie, territori distrutti e crollo del turismo costiero.

I rigassificatori infatti li devi mettere in mare, come pure le piattaforme e non sia mai che siano incidenti!

 Coincidenza vuole che proprio in questi giorni vengono fuori dati ufficiali dello stato del Massachusetts - lo stato di Boston - uno stato neanche tanto assolato, dove si evidenzia che l'economia collegata alle sole rinnovabili e' aumentata nel giro di un anno a tassi vertiginosi grazie a politiche intelligenti.

A Luglio 2012 gli occupati in totale nel settore verde era di oltre 71,000 persone che lavorano in quasi 5,000 ditte collegate alle rinnovabili - un aumento del 11.2% rispetto all'anno prima. E' un record che supera pure la crescita del settore in Cina.

Ci si aspetta una forte crescita anche nel 2013 - in termini di occupazione e di potenza installata - e sono tutti entusiasti.

L'industria del solare e' diversificata nel Massachusetts, con imprese di construzione, manifattura e ricerca e sviluppo. Il successo e' dovuto, secondo il rapporto linkato in alto a una forza lavoro di talento, a istituzioni di ricerca di primo livello e alla visione futuristica del governatore Deval Patrick.

Il Masschussetts ha 6 milioni e mezzo di abitanti circa, e per ora le rinnovabili rappresentano quasi il 2% della forza lavoro in tutto lo stato. L'obiettivo e' di arrivare a 400 MW di solare entro il 2020.

Tutto e' partito nel 2001, ma nel 2007 il governatore decise di andare avanti con un programma aggressivo di incentivi e facilitazioni. Il loro effetto e' stato di dimuniure i costi di installazione del solare fotovoltaico. E' tutto racchiuso nel Green Communities Act del 2007.

Questo "Act" fra l'altro calcola gli incentivi sulla base del valore della tua casa, sul tuo stipendio,  se i pannelli che compri sono made in Massachusetts o made in China, e puo' arrivare ad un massimo di $20,000 di incentivi.

E' stato un gran successo.

Il governatore Deval Patrick dice

"I have said from the beginning of this Administration that, if we get clean energy right, the world will be our customer. This past year’s 11.2 percent increase in clean energy jobs means that we are getting it right and the world knows it."

"L'ho detto dall'inizio di questa amministrazione che se facciamo le cose per bene con l'energia pulita, il mondo sara' il nostro cliente. Il fatto che in un anno l'occupazione nell'energia verde e' aumentata dell'11.2% significa che stiamo facendo per bene e che il resto del mondo lo sa.

 “Investing in our nation-leading clean energy agenda is the right thing to do for our environment, our energy independence, our public health and our economic vitality. We owe it to our future to keep this momentum going strong."

"Investire in un piano di energia pulita come leader di questa nazione e' la cosa giusta da fare per il nostro ambiente, la nostra indipendenza energetica, la nostra salute pubblica e la nostra vitalita' economica. Lo dobbiamo al nostro futuro, di mantenere forte questo impulso".

Amen, caro Governatore Patrick. Amen.

Notare che il governatore non parla di trivellare ma di visione, futuro, investimenti.

Parole sempre piu' rare dal vocabolario italiano.

Clini e Passera: imparate a guardare oltre le fandonie che vi propinano Assomineraria e Federpetroli e ENI e tutta la cricca trivellante.

Imparate a farci sognare per il futuro e a trasformare questi sogni in realta' e non a star qui a cercare melma puzzolente sottoterra.

Thursday, June 28, 2012

Mauro Febbo, Confindustria e la calura estiva

La giustizia e l'altissimo valore della persona umana si sottomettono facilmente a interessi egoisti, materiali e ideologici. Non sempre si rispetta, come si deve, l'ambiente e la natura, 
che Dio ha creato con tanto amore




Che dire, i nostri eroi, Confindustria e il ragionier Mauro Febbo, continuano a tirare fuori collegamenti di pensiero uno piu' logico dell'altro, continuando a sparare quelli che secondo me sono deliri su deliri, e che mostrano solo il loro inevietabile declino politico e il loro scollamento dalla realta'.

Eh si, fa caldo in questo principio d'estate.

Iniziamo con la bassezza dell'attacco alla chiesa cattolica da parte della Confindustria Abruzzo. 

Notare intanto che lorsigori non si firmano Paolo Primavera, o Mauro Angelucci, e' solo "Confindustria Abruzzo" come se si volessero quasi nascondere dietro quella sigla, perche' lo sanno anche loro che fanno ridere, cercando di difendere l'indifendibile.

Parlano di "accellerazione a progetti", "investimenti a favore del turismo" con "cifra etica" e ottica "imprenditoriale" - un sacco di belle parole, belle  quanto vuote.

Poi continuano:

La sostenibilità etica, sociale, ambientale non appartiene ad un solo settore produttivo, o ad una specifica forma di impresa e non ad altre. E’ la modalità di svolgimento dell'attività di impresa a darne la cifra etica e la sostenibilità. 

Eh? Cos'e' la cifra etica?

Ah certo, per Confindustria tutto e' monetizzabile, per cui anche l'etica ha un valore economico, una "cifra".

Ma, c'e' una cifra etica nello spiantare le vigne del Montepulciano per farci una raffineria di petrolio?

C'e' una cifra etica nel costruire una raffineria di gas ai piedi del lago di Bomba che i petorlieri stessi dicono essere a rischio Vajont?

C'e' una cifra etica nell'impiantare un pozzo di petrolio a mare, a 2 chilometri da una riserva naturale mentre negli USA i limiti sono di 160 km?

Ci dicano innominati di Confindustria.

Ma lo sapete qual'e' la cifra etica degli invesitmenti che volete fare voi?

Zero spaccato.

E sapete quanta gente ci crede a questo vostro profondissimo pensiero?

Zero spacato.

Anche la produzione di idrocarburi, che in Abruzzo è presente dagli anni '30 senza mai aver dato alcun segno negativo di sé, e tuttora si svolge in modo anche molto importante in regioni a noi vicine, quali Marche e Molise, può e deve essere effettuata nel rispetto del territorio e della salute dei lavoratori e della popolazione, come da sempre è stato.

Ah! Ecco dove volevano venire a parare.

Trivellare e' cosa buona e giusta!

Lo sappiamo tutti che la Confindustria e' favorevole alla petrolizzazione d'Abruzzo, al Centro Oli, alle trivelle a 2 km da riva, alla raffineria di Bomba.

Pecunia non olet.

"La produzione di idrocarburi puo e' deve essere effettuata nel rispetto del territorio e della salute dei lavoratori"

Rispetto del territorio? Eh?

Rido perche' dopo tutti questi anni ci credono solo loro. Non e' mai sucesso prima nel mondo!

Ci sono mai stati questi qui in Basilicata? Si sono mai presi cura di leggere, documentarsi invece che bersi tutte le balle che gli propina Assomineraira?

Chemicals known to the State of California to cause cancer, birth defects or other reproductive harm are also contained in and around oil fields, service stations, refineries, chemical plants, transport and storage operations, including pipelines, marine terminals and tank trucks, and other facilities and equipment that manufacture, produce, handle, distribute, transport, store, sell or otherwise transfer crude oil, gasoline, diesel fuel or other petroleum products or byproducts.

Spero che abbiate studiato l'inglese, Mauro Angelucci, Paolo Primavera e compari.


Al riguardo non si deve dimenticare che nel settore idrocarburi si è sviluppato nei decenni un tessuto di imprese di alta qualità che hanno dato lavoro e ricchezza al territorio, convivendo con tutti gli altri ambiti produttivi. 


Bla bla bla. Ancora con il meschino ricatto o muori di cancro o muori di fame. Non ci crede piu' nessuno. L'ENI se ne ando' da Ortona gia' da prima del centro oli: perche' a quelli non gliene importa niente di nessuno se non dei loro profitti, costi quel che costi - ambiente, salute, territorio.


Purtroppo questa realtà di centinaia di imprese e migliaia di lavoratori abruzzesi è volutamente ignorata, salvo nel momento in cui esplodono le crisi aziendali, di cui poi ci si interroga sulle ragioni.


Ma va la. 


Ma lo sapete quali sono le ragioni vere se le fabbriche chiudono? 


Le ragioni sono la corruzione endemica di questo paese che fa scappare anche il piu' volenteroso degli investitori, il desiderio di fare facili profitti altrove degli imprenditori italiani, la scarsa lungimiranza e la scarsa preparazione di tutta la classe dirigente italiana, inclusi voi, cari anonimi della Confindustria.


Non e' che perche' non si costruisce un centro oli che le ditte scappano. E' che non siete stati capaci come classe indistriale di ageduarvi ai tempi e di andare incontro al 21esimo secolo! E' qui il guaio.


High tech, Nanotech, Biotech, Green Economy - quella vera - mai sentito nominare?


Queste cose non hanno niente a che spartire con le trivelle, carissimi di Confindustria. 


Pensare che il lavoro del 21esimo secolo siano le trivelle significa che vivete ancora nel 19esimo secolo!


Intanto proprio oggi sono arrivati i cinesi a prendersi Miss Sixty, quella stessa Miss Sixty che fino a 2 anni fa aveva le vetrine lungo la 3rd Street Promenade di Santa Monica e di cui dicevo a tutti "quei vestiti si fanno a Chieti". 


Miss Sixty di Santa Monica ha chiuso e non e' certo per colpa dei cattivissimi ambientalisti.


Contemporaneamente alla presa di posizione della CEAM anche il segretario della CGIL ha tuonato contro “la petrolizzazione”. Ma né dall'una parte né dall'altra abbiamo sentito una parola di solidarietà per le famiglie che hanno perso (e le altre che rischiano fortemente di perdere) il proprio reddito per la crisi delle suddette imprese. 


Eppure da chi ha tanto a cuore le sorti dell'uomo e del creato sarebbe lecito attendersi una qualche attenzione anche ai problemi economici delle persone. Se oltre agli anatemi, le scomuniche, il terrorismo ambientalista, c'è spazio per un serio dialogo, basato sulla conoscenza, sul rispetto delle altrui posizioni, e non sul facile consenso populista, Confindustria sarà pronta a dare il suo contributo


Eppure da chi ha tanto a cuore le sorti dell'uomo e del creato sarebbe lecito attendersi una qualche attenzione anche ai problemi economici delle persone.


Incommentabile.


---



Poi arriva Mauro Febbo, e come non poteva inzupparci il pane pure lui, con la solita solfa del si puo' fare tutto assieme. 


Il solleone la fa da padrone qui. 


Si può lavorare ad una soluzione che sia compatibile con la realtà esistente e ne consenta un reale sviluppo in termini turistici, economici tutelando l’ambiente. 


Legittimo che la Chiesa si faccia portavoce dei fedeli ma eviterei strumentalizzazione che hanno un sapore velatamente politico. E’ come se io chiedessi lumi sui 44.000 anonimi conti correnti riconducibili allo Ior. 


Ridiamo o piangiamo? 


Qui non c'e' niente di strumentale. Miccoli semplicemente riprende le parole del Papa e le applica, semplice semplice al popolo e alla realta' d'Abruzzo, come dice il papa: "La giustizia e l'altissimo valore della persona umana si sottomettono facilmente a interessi egoisti, materiali e ideologici. Non sempre si rispetta, come si deve, l'ambiente e la natura,  




che Dio ha creato con tanto amore."





















Trivellare, cementificare, sono espressioni di quel non rispettare l'ambiente e la natura che Dio ci ha dati. E che Miccoli vuole difendere. 

























Tirare in ballo lo IOR, e' veramente ridicolo.



















Carmine Miccoli sta allo IOR come lei, caro Mauro Febbo, sta alle serate di Arcore con Ruby Rubacuori.

E cioe' non ci azzecca niente. Per cui trovi qualcosa di piu' serio da dire invece che star qui a gettare fango su chi non ha interessi personali, e che vuole solo il bene della collettivita'.


Per quanto mi riguarda voglio ricordare che è stato questo Governo regionale a bloccare, sul territorio di Ortona, la costruzione del Centro Oli portando avanti una politica di sviluppo senza depauperare le risorse a nostra disposzione.


Eh? Ma cosa dice Mauro Febbo? 


E quale sarebbe qeusta politica di sviluppo? 

Ma se questi paiono l'armata Brancaleone? Ma cosa dice, Febbo, sia serio, su.

Intanto se cosi fosse,  dov'e' questa gran politica di sviluppo per Bomba?

Perche' vede, anche se continuate a far finta di niente, il Centro Oli di Ortona e la raffineria di Bomba sono mutatis mutandis, la stessa cosa!

Trivelli monnezza - gas o petrolio sempre monnezza e' - e la raffini in loco, vicino alle case e vicino alla vita della gente. 


Uguale per Bomba, uguale per Ortona.

Mauro Febbo:  ci dica cosa vuol fare lei per Bomba, invece che parlare a vanvera, e stare qui a scagliarsi contro la Conferenza Episcopale d'Abruzzo e del Molise, prendendosi meriti che non ha sul Centro Oli di Ortona? 


Credo che i limpidissimi pensieri di Mauro Febbo e dell'Anonima Confindustria siano fra le prove piu' lampanti che il riscaldamento globale esista.

Friday, May 25, 2012

L'Inghilterra frena sul fracking



In questi giorni un sacco di email sul terremoto in Emilia, e se possano esserci collegamenti con le trivellazioni. Purtroppo sono stata in viaggio, e non ho avuto tempo di leggere, indagare la questione a fondo.

Ovviamente in Italia i siti governativi sono fatti apposta per confondere le idee alle persone, e a tuttoggi non e' chiaro se e dove si faccia fracking in Italia. Torneremo su questo tema, ma per adesso voglio solo dire che l'Italia e' un paese sismico, per chi non lo sapesse, e che trivellare lo stivale per poche gocce di idrocarburi, fracking o non fracking, stoccaggio o non stoccaggio, metano o petrolio che siano, e' semplicemente folle, almeno secondo me. 

Veniamo allora al Regno Unito, dove il discorso fracking va in giro gia' da molto tempo. I problemi ci sono giaà stati, fra cui, in maniera inequivocabile, che le trivelle del fracking hanno sicuramente causato terremoti a Blackpool Lancashire, UK, per opera della Cuadrilla Resources.

Hanno inziato a testare nel 2011, e progettavano di trivellare 400 pozzi inizialmente, fino ad un massimo di 800 se i pozzi erano fruttuosi.

Come sempre hanno sparato cifre su cifre - 200 trillioni di metri cubi di gas, 5600 posti di lavoro, nessun problema alle falde idriche, 30 o 50 anni di produzione, impatto visivo nullo. Hanno detto infatti che avrebbero mimetizzato per bene i loro pozzi nelle campagne inglesi!

Chissa' trivelle che si confondono con alberi? Cosa, li dipingono di verde? Ci mettono le foglioline?

Ad ogni modo, queste cifre erano e sono da capogiro - 200 trillioni di metri cubi di gas e' 10 volte tutto il gas che c'e' nell' intero Mare del Nord.

Ed ecco che arriva Madre Natura a ricordare a tutti chi e' che veramente comanda: lei, con le sue logiche e i suoi ritmi. Infatti, il 1 Aprile e il 27 Maggio 2011 ci furono 2 terremoti - di grado 2.3 e 1.5 rispettivamente e a 500 metri dal pozzo del fracking della Cuadrilla Resources.

I geologi hanno concluso che il fracking ha attivato queste scosse e che possibili altri terremoti sarebbero potuti giungere al grado 3 Richter. L'area non era sismica prima del fracking.

In seguito ai terremoti del 2011, tutte le operazioni di fracking sono state fermate in Inghilterra per studiare il problema. Nell'Aprile del 2012 e' stato diffuso un documento, parzialmente finanziato dall'industria del fracking, in cui si affermava che l fracking  poteva continuare a patto che venissero creati protocolli piu' rigidi.

Si concludeva che i rischi del fracking erano gli stessi di 'qualsiasi attivita' mineraria', che anche se si arriva a terremoti di grado 3, ci sarebbero stati 'pochi' danni strutturali e che al massimo la gente avrebbe 'avvertito' i terremoti e ci sarebbe stato un po' di 'allarme'.

Un po di allarme? Un po di danni strutturali? Ma cosa vuol dire? Perche' uno dovrebbe accettare 'un po' di queste cose, per tutta la vita? Per cosa in cambio? E poi, ma che vuoi che dicano i petrolieri? Diranno sempre che e' tutto lieve e delicato. Quelli venderebbero le loro madri pur di trivellare!

Finalmente, domenica 20 Maggio 2012, secondo un articolo dell'Independent,  il governo ha RIGETTATO l'uso di shale gas tecnology - il cosiddetto fracking - come modo per uscire dalla crisi energetica, arrivando alla conclusione che, nonostante tutte le loro balle, il fracking non migliorera'  ne la bolletta ne l'approviggionamento energetico dei britannici.

Cuadrilla Resources, gli altri petrolieri britannici o che operano in Inghilterra - la Shell, la Schlumberger, Centrica - avevano promesso il solito El Dorado del fracking- costi ridotti, maggiore produzione interna per il paese, e il tutto in tempi rapidi e in modo assolutamente sicuro. Ma ad un meeting governativo, con dati alla mano, e con domande chiare e mirate, finalmente hanno dovuto ammettere che le riserve sono poche, antieconomiche, dannose all'ambiente e sopratutto che il paese e' densamente abitato ed estrarre e' difficile a causa della contorta geologia e degli impatti sulle comunita' locali.

Questo in Inghilterra, paese non certo sismico come il nostro. 

Sorge ovviamente la domanda: e in Italia dove siamo gia' sismici cosa comporterebbe il fracking?

Visto che in Italia non si parla di grado 1 o 2, ma di gradi 5 o 6 gia' in maniera 'naturale' e visto che in Italia siamo densamente abitati, soggetti a subsidenza, con edifici traballanti o per storia o per mala-edilizia, perche' questo tema  delle trivelle in generale non viene affrontato in maniera, come dire, piu' scientifica, con commissioni *indipendendenti* e non pagate da ENI o Total o Assomineraria per affrontare la questione nella sua interezza? Come si fa a sapere se, dove e quando ci sara' fracking in Italia?

Chissa'. Ci piace l'illogicita', evidentemente.






Friday, April 27, 2012

Corrado Passera e le trivelle



 

----




Basta con le bugie, signor Corrado Passera, signor Stefano Saglia, basta con questi osceni tentativi di fare il lavaggio al cervello delle persone.

Basta!

NEGLI USA E' VIETATO TRIVELLARE A 160KM DA RIVA,
LUNGO LE COSTE EST ED OVEST.
SI TRIVELLA SOLO NEL GOLFO DEL MESSICO
(e si vede!)

IN CALIFORNIA E' DAL 1969 CHE NON VENGONO PIU' MESSE PIATTAFORME A MARE

VOLETE TRIVELLARE?

TRIVELLATE I VOSTRI COLLEGI ELETTTORALI
TRIVELLATE DOVE VIVONO I VOSTRI FIGLI
TRIVELLATE DOVE AVETE VOI LE CASE AL MARE

LASCIATECI IN PACE.

IL PETROLIO PORTA SOLDI SOLO AGLI SPECULATORI,
ALL'ENI, A ASSOMINERARIA
NON ALLA GENTE NORMALE

Veramente non sopporto la propaganda e le bugie. Siamo ancora qui con Corrado Passera, non eletto, amico delle banche, la cui conoscenza di fatti ambientali e' zero e porto zero,  a tirare fuori numeri e fatti dal cappello magico, questa volta al Senato Italiano.

Sono tutte bugie.

Il petrolio secondo Passsera portera' ben 25,000 posti di lavoro! Gli fa eco l'amico Stefano Saglia, quello che diceva che il fracking e' cosa buona e giusta. Saglia addirittura dice che  

l'Italia deve puntare sulle proprie risorse nazionali. Senza le attuali restrizioni per l'esplorazione off shore nei mari italiani si potrebbe raddoppiare la produzione di petrolio e di gas e si creerebbero oltre 30.000 posti di lavoro

Ma cosa dicono questi? 25,000 posti di lavoro! 30,000! Io dico che ne portera' almeno 300,000! No, facciamo tre milioni. E gia' che ci stiamo, io direi che portera' lavoro a tutti gli italiani!

Specie agli oncologi!

Poi aggiunge Passera

Abbiamo ingenti riserve di gas e petrolio che possono soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale. E' possibile generare 15 miliardi di euro di investimenti e 25mila posti di lavoro, si può ridurre la bolletta per le importazioni di energia di 6 miliardi, aumentando il Pil di mezzo punto. Ma per fare questo, innanzitutto è necessario adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione.
 
Mi stupisco che non siano arrivati gli sceicchi arabi! E ovviamente la bacchetta magica e'

 semplificare le procedure per l'estrazione di idrocarburi, gas e metano e, in generale, la disciplina delle autorizzazioni per l'avvio delle trivelle che oggi richiede passaggi lunghissimi e che è, per molti aspetti, più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee. 

Ma scusi, come detto mille e mille volte ancora, basta solo guardare la Basilicata, da dove viene gia' quel 10% di cui lei parla. Vogliamo raddoppiare e arrivare al 20%? Questo vuol dire che raddoppieranno i laghi inquinati, le malattie, l'emigrazione. Non e' vero che il petrolio porta ricchezza e lavoro, altrimenti la Basilicata sarebbe una regione ricca, e invce, come detto mille volte, e non da me, ma dall'Istat, e' la regione piu' povera in assoluto di tutta Italia!!!

E poi, scusi, dopo tutti questi faraonici supposti investimenti cosa resta? Dopo gli incassi degli speculatori, cosa resta? Guardi Gela, dicevano le stesse cose 50 anni fa. Oggi l'ENI se ne va, lasciando dietro solo morte deformita' e desolazione.

Il petrolio distrugge tutto il resto che gia' esiste, caro Passera, e soffoca qualsiasi altro germoglio di sviluppo. Possible che lei questo non lo capisce? o vuole berselo lei vino al petrolio? Mangiare lei le carpe al petrolio, le galline al petrolio e il miele al petrolio, le mele al petrolio? Mi dica - che provvediamo subito a servirle la cena al petrolio.

L'Italia non e' l'Arabia Saudita!

E ancora con le balle delle procedure semplificate? Ma lei lo sa che l'ENI vuole costruire pozzi DIETRO L'OSPEDALE in Villa D'Agri? E la Petroceltic a due chilometri da una riserva naturale  a Vasto?  Vogliamo rendergli la vita ancora piu' facile a Scaroni e speculatori? Togliamole del tutto le regolamentazioni, che ne dice? 

Facciamo il far west, ciascuno fa e trivella quel che vuole, dove vuole e quando vuole!

Mi dica, che appena lei decidera' questo, io vengo e apro una bella raffineria nel suo comune di residenza.

La sua arroganza, unita all'ignoranza dei fatti, caro Passera e' veramente schifosa. Ci scommetto che ne lei ne il suo amico Saglia non ci siete mai neanche andati in Basilciata. 

E poi arrivo lo "pseudo giornalista" del Sole 24 Ore, del cui nome ovviamente non c'e' menzione sulla pagina online - si vergogna poverino -  a dire 

Sia negli Stati Uniti che in Norvegia però, le moratorie sono state archiviate da tempo.

Caro giornalista - anche se questa parola lei non se la merita - guardi che negli USA esiste una moratoria vecchia di almeno 30 anni (1981) che vieta le trivelle in mare lungo le coste est ed ovest. In Calfiornia e' dal 1969 che non vengono piu messe piattaforme in mare. E di petrolio ne abbiamo molto piu' che in tutti i mari Italiani.

Come detto, gli americani non sono scemi, e lo sanno che o trivelli o fai tutto il resto, e loro hanno deciso tutto il resto.

L'America delle trivelle in mare e' solo l'Alabama, il Texas, la Louisiana - e infatti quella non e' l'America del turismo!

Visto che vi piace cosi tanto l'America, perche' non la copiate per le cose serie? Partiamo da un po di cose a caso, l'MBTE nella benzina, che la California ha tolto nel 2004. L'amianto, smantellato totalmente negli anni '70. Quaranta anni fa. John Edwards che rischia fino a 30 anni di carcere per avere intascato illegalmente $900,000 in campagna elettorale. In America se non paghi le tasse finisci in galera. In America il figlio di Bossi sarebbe l'addetto alla pulizie. In America la Minetti.. beh, meglio che mi autocensuro.

E visto che volete copiare l'America, mi dica, quale America: vogliamo essere la Florida, la California, New York State, o vogliamo essere l'Alabama? 

Ancora, visto che vi piacciono cosi tanto i numeri, in Norvegia riscuotono l'80% di tasse, dal petrolio, e i profitti non vanno all'ENI e compari ma al fondo pensioni. In Norvegia trivellano ad almeno 50km da riva. In Norvegia lo dicono i siti governativi che trivellare e' inquinante.

Quindi, morale della favola, prima di dire sciocchezze, Passera, Saglia. pensateci.

Gli Italiani non sono scemi come credete voi.





Friday, March 30, 2012

Il fracking e gli scoppi in Pennsylvania e in Texas





Scarpe scioltesi con i residui tossici del fracking


Nel Febbraio 2012 Assomineraria di Claudio Descalzi ha promosso una conferenza sullo "shale gas". Il titolo preciso era "Shale Gas: nuove opportunità per lo sviluppo all'estero delle Imprese di Beni e Servizi".

Erano presenti:

Vincenzo Di Gennaro di Schlumberger, Maurizio Marchesini di Baker Hughes, Alfred Azer di Halliburton, Fernando Aguilar, Calfrac Well Services, oltre che i nostri eroi Sergio Polito, Presidente di Assomineraria, Roberto Nava della ditta Bain & Company Italy e poi S. Reymond e F. Gotti dell'ENI.

Me li immagino questi bei signorotti, eleganti, seduti in una qualche bella villa romana, tutti distinti come se parlassero di un torneo di bridge, magari a bersi l'acqua Perrier, con le loro valigette di pelle e le penne stilo luccianti.

E ci scommetto che in tutto il convegno non hanno mai parlato dei veri costi del fracking, di questo magico shale gas che risolvera' i problemi del mondo.

Eppure la galleria degli orrori del fracking non finisce mai. Ieri per esempio c'e stato uno scoppio in Pennsylvania, l'ultimo di una lunga serie.

E' accaduto nella Contea di Susquehanna, dove e' scoppiato un compressore usato per il trasporto del gas che e' stato fraccato in zona, vicino alle case delle persone, causando tremori per circa un chilometro dal punto di esplosione. Per fortuna non si e' fatto male nessuno.

Della Pennsylvania abbiamo gia' parlato in merito all'acqua avvelenata che la gente trova dai propri rubinetti. Ora anche le esplosioni.

Le autorita' riportano un incendio con rilascio di gas in aria:

Ecco il video:



Non e' la prima volta che ci sono scoppi collegati al fracking in Pennsylvania, che sta lentamente diventando una specie di eldorado del fracking. Qui ad esempio Canton, Pennsylvania, dove scoppio' invece un pozzo, circa un anno fa, nell'Aprile del 2011.

Ci furono migliaia di galloni di fluidi tossici riversati nell'arco di due giorni in acqua e sul suolo di roba di cui non si sa cosa ci sia dentro, se non che un report del Congresso americano dice che alcune delle componenti note sono carcinogeniche.


Qui invece un altro scoppio a Pearsall, in Texas, nella contea di Eagle Ford, nel gennaio del 2012
dove un pozzo e' stato scaraventato in aria a circa 10 metri di altezza. con rilasci di sostanze tossiche e di idrogeno solforato.



I residenti riportano tutti di odori molesti, disturbi fisici e addirittura, le scarpe che si sciolgono se si va vicino ai pozzi del fracking!


Come potevano mancare i terremoti, e infatti ci sono pure quelli ad Eagle Ford!


E come sempre, anche qui la boccetta dell'acqua "potabile" color marroncino.



Trivelle nelle foreste, acqua imbevibile, rifiuti tossici prodotti in abbondanza, scoppi e tremori, terremoti. Aria inquinata, acqua che si incendia. E che vuoi di piu!

Monday, March 26, 2012

Total: perdite di gas nei mari inglesi





"The engineer I have spoken with says
that he has no
idea how to go about fixing
this type of problem"

"In the meantime a lot of gas may potentially
get released into the atmosphere.
"


L'ingegnere con cui ho parlato dice di non
avere la piu' pallida idea di come fermare questo tipo di problema

Nel frattempo un sacco di gas potrebbe essere rilasciato in atmosfera.

Jack Molloy, Total UK


Nei mari del Nord attorno all'Inghilterra c'e' una piattaforma petrolifera della Total che si chiama Elgin Franklin che domenica 25 Marzo ha iniziato ad avere delle perdite di gas e che a tuttoggi non sono state fermate.

Il pozzo si trova a ben 240 chilomentri da riva. Mica a 10 come vogliono fare in Italia! La citta' piu' vicono alla costa e' Aberdeen, in Scozia, ed e' qui che tutti i lavoratori sono stati mandati, per precauzione. La piattaforma e' momentaneamente non in produzione ma il guasto non e' ancora risolto e cosi gran quantita' di gas in eccesso continua a fuoriuscire dal pozzo.

Sebbene la piattaforma si trovi cosi lontano dalla riva, la sua profondita' e' di circa 93 metri ed e' dunque considerata non di acque profonde.

In condizioni normali, il petrolio della Elgin Franklin viene estratto dalla Total UK, pompato in oleodotti della BP e della sua sussidiaria Forties Pipeline Systems fino a Kinneil in Scozia, da qui mandato a Norfolk.

Dopo piu' di 24 ore dalla perdita, si riportano nubi di gas tossico fuoriuscire dalla piattaforma, e visibili fino a 7 miglia in lontananza. Si vedono anche non meglio identificate chiazze di idrocarburi vicino al pozzo.

La Total dice che il pozzo aveva dei "problemi" da un po di tempo a questa parte, e che volevano "ucciderlo", ma non ci sono riusciti prima di questa falla apertasi domenica scorsa.

Poverini.

Pare che ci siano delle fessure nelle pareti del pozzo, e che per fermare il flusso di gas occorra trivellare un "relief" well parallelo a quello che gia' c'e' per dimuire la pressione. Ci vorranno mesi.

Jack Molloy della Total UK afferma

This option is likely to take several months and cost a lot of money. In the meantime a lot of gas may potentially get released into the atmosphere.

Tradotto: un sacco di monnezza finira' in aria e in mare prima che tutto sia sistemato e ci vorranno un sacco di soldi.

E di che gas si tratta? Ma certo, di idrogeno solforato!

"That gas has a high proportion of hydrogen sulfide and carbon dioxide and that makes it very flammable and quite poisonous."

dice Simon Boxwall, un oceanografo inglese, al giornalista della BBC, esprimendo timori per i rischio di incendio e di avvelenamento del mare proprio a caisa dell'idrogeno solforato.

Intanto la Total ha portato dispersanti vicino alla piattaforma, ma non rilascia commenti ufficiali. Dicono solo che hanno chiamato i loro migliori esperti dalla Francia, ma che e' tutto difficile.

Certo, che puo' dire la Total? Non sanno niente di quando il tutto verra' risolto, ed e' meglio tacere!

Il governo dice che l'inquinamento sara' meno che se si trattasse di petrolio.

Come se questo fosse un vanto.

Intanto siamo a 23 tonnellate di gas, in larga misura idrogeno solforato disperso in mare.

Intanto, la macchia di gas si e' spostata e cosi, hanno evacuato una seconda piattaforma, questa volta della Shell, chiamata Shearwater a circa 4 miglia di distanza.

Non si sa come andra' a finire.

Questo e' considerato un pozzo non profondo e cosi quando Assomineraria, la Saras, l'ENI, Corrado Passera, Corrado Clini, Stefano Saglia, Claudio Descalzi, diranno che in Italia non succedera' mai, occorre solo ridergli dietro e dirgli:

Ma voi c'avete la sfera di cristallo? O siete piu' bravi di tutti gli altri? O che 10 chilomentri sono una fascia sufficente a proteggere l'Italia? Ma dove vivete?

La realta' e' che questo e' un pozzo poco profondo, e la Total e i suoi ingegneri non sanno che pesci pigliare.

Fonti: BBC

Thursday, February 23, 2012

Assomineraria: prepotenza e deliri


L'integrità morale è un dovere costante
di tutti gli Associati e caratterizza i comportamenti di tutta l'Assomineraria.


Assomineraria, Presidente Claudio Descalzi

Infatti all'ENI la SEC Americana ha mollato la piu' grande multa
della storia per mazzette in Nigeria.
Bella integrita' morale.

Gli investimenti riguarderebbero lo sviluppo di giacimenti a terra ed a mare, soprattutto nelle regioni del Sud, con un'attenzione particolare alla Basilicata.

Proprio non ci riescono ad accettare che tutto
quello che hanno fatto in Basilicata e' stato IMMORALE


Quelli di Assomineraria non si arrendono. E' dall'entrata in vigore del decreto Prestigiacomo d128 2010, che vieta le trivelle a 9 km da riva, che diventano 20 nel caso di zone marine protette, che cercano di sabotarlo.

Hanno iniziato a settembre 2010 con questo comunicato dove si dice che devono "salvaguardare" l'attivita' offshore e il LORO indotto, e questo mentre il pozzo del golfo del Messico ancora sputava veleni.

Dicono che quando il governo ha varato il decreto Prestigiacomo non c'e' stata "alcuna consultazione" con LORO e che per questo hanno dovuto indire gia' a suo tempo un incontro da LORO organizzato con la Prestigiacomo.

Beh, non e' che a noi cittadini ci convocano mai su queste cose! Mi avessero chiesto a me, avrei detto altro che 5 miglia, mettiamo 100 come fanno negli USA. Comunque, ecco chi prepotentemente si autoinvita presso il Ministero: signori lobbisti, stipendiati dai petrolieri, gente che pensa agli affaracci loro. Eccoli, i nemici dei mari italiani:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi di Assomineraria,
Giuseppe Tannoia dell'ENI,
Marco Brun, della Shell
Umberto Quadrino, dell' Edison
Piero De Simone, dell'Unione Petrolifera Italiana.

Hanno stilato una lista di perdite economiche PER LORO e non certo per il paese, hanno chiamato la legge Prestigiacomo "assurda", "punitiva", hanno detto che c'e' mancanza di base "razionale" e hanno detto che loro non hanno mai causato danni in 50 anni di attivita'.

Ma a chi la danno a bere? Ma cosa, trivelliamo sotto casa? Ma se un giorno si e un giorno no si sentono di perdite in mare, di scoppi, anche in Italia? E il Lambro, e la Haven, e Paguro, e i riversamenti a Taranto, e Rospo Mare?

Mangiano gli scordarelli questi qui?

Non una parola che sia una sull'ambiente in tutto il comunicato. Continuano a insistere che siamo "emotivi". Ma, io direi che invece siamo piu' che razionali. Ovunque ti giri le trivelle hanno portato danni, in Italia, nel mondo, e dunque per precauzione mettiamo una fascia di protezione, no? Questa e' razionalita' pura.

O che noi Californiani siamo emotivi e scemi? O sono scemi gli abitanti della Florida che mettono limiti di almeno 160km?

Adesso, nel Febbraio 2012 dicono ancora che questo decreto Prestigiacomo ha causato "seri problemi" A LORO e che vogliono porre rimedio ai "risvolti negativi".

Dicono ancora che c'e' stato un effetto drammaticamente negativo dovuto al decreto Prestigiacomo e che dobbiamo "valorizzare" le nostre riserve di petrolio e di gas (purtroppo per noi monnezza) per ridurre l'importazione di petrolio dall'estero.

Dicono che sono pronti a "migliorare la bilancia dei pagamenti, aumentare le entrate fiscali, rilanciare l'economia manifatturiera, investire ingenti risorse finanziarie" e chicca finale "aiutare il paese ad uscire dalla crisi".

Cioe' sono dei maghi.

Poi sparano numeri a casaccio. Il gruppo di Claudio Descalzi dice che sono pronti con:

12 miliardi di euro in impianti produttivi in 4 anni

70 mila posti di lavoro in 4 anni

40 milioni di euro di entrate allo stato in 20 anni

120 miliardi di euro di risparmio sulle bollette in 20 anni

Cioe' sono dei maghi, e dei santi pure!

Ma sui LORO guadagni neppure una parola!

Pero' dicono che pagano troppe tasse e che si deve "ridurre il carico fiscale". Ah, certo!

Aggiungono che abbiamo TROPPE aree protette in Italia e che questo portera' ad eccessivi costi PER LORO quando andranno a trivellare.

Se per caso le trivelle dovessero sorgere vicino ad aree protette, infatti c'era una proposta di legge per cui i petrolieri avrebbero dovuto pagare una tassa per il ripristino di tale aree protette dopo le devastazioni petrolifere.

Non sia mai!

Ma chi credono di essere? L'Italia e' NOSTRA e non di un gruppo di affaristi senza scrupoli.

Vorrei proprio sapere dove vanno al mare lorsignori Descalzi, Tannoia, Cavanna, Brun, e De Simone e piazzargli una bella piattaforma sotto il naso.

Che gente.