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Wednesday, May 1, 2019

L'ENI rinuncia alla concessione Panda in Sicilia










PANDA W2,  PANDA 2dir
Sealine di 16,5 km di collegamento 
tra i pozzi Panda ed il Manifold di raccolta di Cassiopea

Tutto all'aceto

Resta incerto il fato dei pozzi
ARGO 2, CASSIOPEA 1, CASSIOPEA 2, CASSIOPEA 3,
CENTAURO 1, GEMINI 1, VELA 1


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Il testo della rinuncia dell'ENI e' stato pubblicato qualche giorno fa dal sito del Ministero dell'Ambiente, ora funzionale, anche se e' scritto in un italiano impossibile da capire.

Perche' questi testi siano scritti in un linguaggio impossibile da decifrare e' per me un mistero. Anche il Concilio Vaticano secondo ha deciso che si doveva parlare in parole comprensibili al popolo, per cui veramente non capisco perche' non dare pane al pane e scrivere queste frasi contorte.

Cos'e' un progetto emarginato? Cosa sono le more del perfezionamento? Boh.

Ad ogni modo, quello che ne viene fuori e' la cosa seguente:

Nell'Aprile del 2010 l'ENI presento' al Ministero dell'Ambiente la richiesta per lo sviluppo di due concessioni estrattive, con dentro tre giacimenti minerari: Panda, Argo e Cassiopea, al largo del comune di Licata in provincia di Agrigento. Avrebbero voluto creare pozzi, oleodotti di collegamento e una centrale di raccolta.

A suo tempo venne tutto proclamato con tanta fanfara.

A causa pero' dei tanti dibattiti sui limiti e sulla barriera protettive delle 12 miglia, passata sopratutto grazie al caso Ombrina, e dopo tanti tira e molla, fra cui una prima approvazione nel 2014,  pozzi semisegreti, altri pozzi approvati, alla fine all'ENI e' stato chiesto di riperimetrare tutto.

E cosi, non e' ben chiaro perche' ma dopo cinque anni "ritendo che fossero venute meno le condizioni per lo sviluppo del giacimento Panda", il giorno 4 Marzo 2019 l'ENI annuncia al ministero di non "voler proseguire l’iter per il conferimento della concessione."

Il procedimento e' stato cosi archiviato.

Fine della storia breve, con 140 kmq di mare al largo della costa di Licata salve dalle trivelle.

Ciao ENI, questa volta non ci sei riuscita.

E per l'altra concessione? La Argo e Cassiopea?

Per quello non si sa ancora. C'e' solo un ottemperanza alle prescrizioni collegate al decreto approvativo del 2014 in cui si dice che

"Prima dell'avvio dei lavori il proponente dovrà integrare il Piano di monitoraggio dei fenomeni
geodinamici con approfondimenti riguardo al monitoraggio dei processi erosivi lungo il tratto di
litorale prospiciente l'area di interesse, da mettere a punto con le Autorità competenti” 


Questo decreto e' del 28 Marzo 2019 che dice che i lavori non sono ancora iniziati e che hanno fatto gli approfondimenti richiesti sull'erosione delle coste.


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La storia piu' lunga e' qui.

Le due concessioni estrattive ora archiviate, provenivano da concessioni precedenti di ricerca di idrocarburi. Nel passare da ricerca ad estrazione finale (coltivazione) le concessioni hanno cambiato nome.

Queste aree trivellande sono dunque la D2 GC AG di 143 kmq, che piu' o meno corrisponde alla concessione di ricercca GR 14 AG (Panda) e la D3 GC AG di 146 kmq, che invece corrisponde piu' o meno alla GR 13 AG e GR 14 AG (Argo e Cassiopea).

Era tutto parte del cosiddetto progetto Offshore Ibleo per estrazione di gas, che secondo le stime dell'ENI avrebbe dato all'Italia 12 miliardi di metri cubi per tutta la durata del progetto.

I conti sono sempre gli stessi: ne usiamo 70 milardi l'anno per cui questo Ibleo con 12 miliardi in totale avrebbe fornito ... circa due mesi di gas di fabbisogno nazionale nei 20 di sua vita su questa terra.

Una miseria, nonostante i paroloni dell'ENI e il prefisso giga o miliardi.

Ma voila' esce fuori che l'ENI aveva scelto un pezzo di mare che faceva parte di un area diventata intrivellabile a causa del decreto 128/2010,  passato da Stefania Prestigiacomo nel 2010 all'indomani dello scoppio in Louisiana e sotto pressione da parte degli abruzzesi impegnati nel caso Ombrina.

Fu Stefania Prestigiacomo che infatti che vieto' le trivelle entro le prime 5 miglia dalla costa, ed entro le prime 12 miglia in caso sulla costa ci fossero zone protette.

Purtroppo per l'ENI, Panda per il 17% ricadeva nelle dodici miglia di distanza dal Sito di Interesse Comunitario SIC Litorale Palma di Montechiaro in Sicilia.

Si volevano qui trivellare il pozzo Panda W2, in verticale, a 21 chilometri da tale SIC, il pozzo Panda 2 dir, in obliquo, a 20 km dal SIC; i pozzi Cassiopea 1, 2, 3; il pozzo Argo 2. Poi ci sarebbero stati i pozzi esplorativi Vela 1, Centauro 1 e Gemini 1.

Un totale di almeno nove pozzi fra permanenti ed esplorativi. Tutti questi pozzi, nuovi e vecchi, vicini e lontani, sarebbero infine stati collegati alla centrale di raccolta di Cassiopea lungo un percorso di oleodotto di 16 chilometri.  Le trivelle sarebbero arrivate fino a 600 metri di profondita' in acque considerate profonde, e poi fino a 4km sotto la crosta terrestre.

Oltre alle trivelle in mare lorsignori dell'ENI volevano martoriare ancora un po di piu' la citta' di Gela, su terraferma per una "minima attivita' onshore."

In teoria a causa del decreto Prestigiacomo avrebbero dovuto riperimetrare tutto, ma siccome e' poi' intervenuto il decreto sviluppo di quel gran signore di Corrado Passera, quelli dell'ENI hanno pensato di poter procedere. Infatti in decreto Passera aumentava il limite del no-trivelle entro le 12 miglia per tutta Italia, ma solo per pozzi nuovi. Per i pozzi dall'iter gia' in corso, tornava tutto a come era prima della Prestigiacomo.

E cosi, con un colpo da vero prestigiatore, Passera restitui' il mare ai trivellatori, incluso il progetto offshore Ibleo dell'ENI. Tutto il mare d'Italia infatti era stato gia' lottizzato, e di mare libero da lottizzare post-Prestigiacomo non era rimasto quasi niente.

Tutto questo, cioe' l'ENI che chiede di poter andare avanti con le trivelle in seguito al decreto Passera, accadeva nel 2014.

Da allora sono passati cinque anni, e dalle carte non c'e' piu' niente di pubblico sui siti del Minsitero.
Quello che pero' e' successo e' che con la finanziaria del 2016, e' stato deciso che il limite delle 12 miglia si applicava a tutto, concessioni nuove o vecchie che fossero.

Secondo me hanno lasciato il tutto un po dormiente, in stand-by finche' in tempi piu' recenti gli e' stato finalmente richiesto di riperimetrare tutto e hanno deciso che almeno con Panda non ne valeva la pena; oppure hanno deciso che il gas non era poi cosi abbondante come volevano credere.

Come detto sopra del fato di Cassiopea e di Argo non si sa ancora niente.

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E allora torniamo a leggere il progetto iniziale Panda e facciamoci delle risate.

Intanto viene fuori che questo era nella mente malata dell'ENI, un progetto "efficiente e senza impatti
negativi sull’ambiente",  che doveva durare per 20 anni.

Parole testuali!

Si vaglielo a dire proprio a Gela che e' un progetto senza impatti ambientali.

Dicono, come sempre, che l'alternativa zero non si puo' per le solite balle della "dipendenza dall'estero" e perche' e' "economicamente estremamente vantaggioso."

Avrebbero usato lo Scarabeo 9 per trivellare che "può operare in piena sicurezza anche in condizioni meteo-marine avverse".

Come sempre ci sarebbero stati fanghi, detriti, infiltrazioni, rischi di fuori uscite incotrollate, idrocarburi di bassa qualita', rischi di scoppio, vasche, reflui e rifiuti solidi, emissioni in atmosfera, rumore e vibrazioni, fluidi di perforazione, fuoriuscita accidentale di gas, sversamenti accidentali di sostanze inquinanti in mare,  collisione di navi con l’impianto di perforazione o i mezzi
navali di supporto, tutte cose di cui ormai abbiamo parlato milioni di volte ma che per l'ENI hanno "probabilita' di accadimento molto basse".

Qui compaiono pero' interessanti parole: la "necessità di effettuare operazioni di stimolazione per accrescere la produttività degli strati" e questo comprende tecniche aggressive, come il fracking e l'acidificazione.

Mmh.

Parlano pure di rischio geologico in relazione allo stendimento della conduttura di collegamento, del fatto che "nel canale di Sicilia sono inoltre presenti molte faglie" e che sono presenti "strutture morfologiche legate a fenomeni di rilascio di gas o fluidi attraverso i sedimenti marini non consolidati" ma anche qui e' tutto minimo, tutto poco probabile, irrilevante.

Insomma, tuttapposto!

Oltre a Palma di Montechiaro, vicino a questi pozzi e a tutti questi scoppi poco probabili ci sono
le varie aree protette

SIC Scala dei Turchi (ITA 040015), situato in direzione Nord, a circa 33 km da Panda W2 e da
Panda 2dir e a circa 47 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Litorale di Palma di Montechiaro (ITA040010), situato in direzione Nord Est, a circa 19 km da
Panda 2dir, a circa 21 km da Panda W2 e a circa 26 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Rupe di Falconara (ITA050008), situato in direzione Nord-Est, a circa 41 km da Panda 2dir,
a circa 44 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold;

SIC Torre Manfria (ITA050011), situato in direzione Nord-Est, a circa 42 km da Panda 2dir, a
circa 45 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold. Il sito coincinde con una
porzione del sito ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela (ITA050012) che si estende ad
Ovest di Gela ed è incluso nell’area “Biviere e Piana di Gela” classificata come Important Bird
Area (IBA n. 166) da BirdLife International;

ZPS Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela (ITA050012), situato in direzione Est, a circa 42 km
da Panda 2dir, a circa 45 km da Panda W2 e a circa 38 km dal Cassiopea Manifold. Tale area
comprende il SIC Biviere e Macconi di Gela (ITA050001), situato in direzione Est a notevole
distanza rispetto alle attività di progetto (circa 59 km da Panda 2dir, a circa 61 km da Panda W2
e a circa 51 km dal Cassiopea Manifold).

Important Bird Area – IBA (Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE). L’IBA più vicino, IBA n. 166 “Biviere e Piana di Gela”, dista circa 41 km da Panda 2dir, circa 44 km dal Pozzo Panda W2 e circa 37 km dal Cassiopea Manifold.

E ovviamente come dimenticare che il Canale di Sicilia, dove volevano appioppare queste trivelle e' sede di una enorme bioviersita' e dove la pesca e' una importante forte di reddito.

Siamo qui nelle acque vicino alle isole Pelagie, dove si "registra uno dei più alti tassi di cattura sia di specie ittiche di interesse commerciale, sia pelagiche di piccole e medie dimensioni", sia tipiche della costa. Si pescano qui ricciole, tonni alletterati, sgombri, triglie, molluschi, gamberi, naselli, triglie  di fango, acciughe, sardine, pesce spada.

Ci sono qui le tartarughe Caretta caretta, e tutto il mediterraneo e' un luogo tipico di nidificazione. Ci sono qui cetacei fra cui il delfino comune (Delphinus delphis), tursiope (Tursiops truncatus), grampo (Grampus griseus), balenottera comune (Balaenoptera physalus), capodoglio (Physeter macrocephalus).  La zona fa anche parte di percorsi di rotte migratorie di varie specie di uccelli.

Per tutte queste specie acquatiche gli spiaggiamenti sono gia adesso numerosi e lo dice pure l'ENI. Le trivelle avrebbero migliorato la situazione?
Nientaffatto!

L'ENI ancora affossa, ed e' vergognoso che dopo tutti i veleni e la disperazione che hanno dato alla Sicilia fanno pure finta di essere dei benefattori dell'umanita'.

Dicono infatti che l'economia in Sicilia va male, ad eccetto che... agricoltura, pesca e turismo. Pero' siccome loro sono in mare aperto, le loro opere non avrenno  "interferenze con le attività
turistiche ed agricole presenti sulla costa."

E per la pesca?

Anche qui dicono che il settore e' gia' in calo, con il "drastico ridimensionamento della flotta peschereccia siciliana", con disoccupazione e barche vecchie. Per ammazzare quello che per loro e' gia' un paziente mezzo in coma dicono che occorrera' chiudere il mare ai pescherecci, durante l’esecuzione delle attività di perforazione.

Che dire, chiudere il mare ai pescatori per farci le trivelle.

Dicono pero' che avrebbero fatto i monitoraggi, e faranno paragoni con il sito industriale di Porto Empedocle, Butera e Gela. Questa fa ridere perche' certo sono tutte localita' inquinate gia'.  E infatti lo dice l'ENI stessa che qui siamo al di sopra dei limiti per l’ozono, per gli ossidi di zolfo, gli ossidi di azoto, il particolato atmosferico (PM10) e il benzene.

Mmh.

Ma .. chi ha inquninato Gela? Chi ce l'ha messo quel benzene, un cancerogeno, in atmosfera?

Non certo io, e tutti sappiamo che e' stata L'ENI stessa!  E' come un circolo vizioso: ho iniziato ad inquinare 60 anni fa, adesso siccome e' tutto inquinato, posso continuare ad inquinare ancora.

Ricordano pure, senza commento, che la mortalita' in questa zona della Sicilia e' per la maggior parte dovuta a malattie del sistema circolatorio (con una prevalenza di malattie ischemiche del cuore e dei
disturbi circolatori dell'encefalo),  tumori (con una prevalenza di tumori di trachea, bronchi e polmoni negli uomini) e malattie del sistema respiratorio.

Notare che molte di queste cause di morte sono collegate alla respirazione ed io credo, indirettamente alla cattiva qualita' dell'aria e a quel benzene che esce fuori da ogni grazia divina dalle ciminiere industriali di Gela.

Perche' l'ENI non ha niente da dire? Da commentare? Perche' pensano che aggiungere altre trivelle sia una cosa da niente?

E poi arrivano le risate finali. Tutti questi pozzi, questi cavi, queste emissioni, vengono riepilogate in una lista finale con il seguente commento:  impatto ambientale trascurabile.

O tradotto in italiano semplice: tuttapposto.

Per fortuna che qui alla fine hanno rinunciato, per amore o per forza non e' importante.

Fine della storia lunga e breve.











Wednesday, January 6, 2016

Ombrina: direttamente dalla Rockhopper Exploration


Rockhopper Exploration plc
"Rockhopper" or the "Company"

Ombrina Mare Project Update




Rockhopper Exploration plc (AIM: RKH), the oil and gas exploration and production company with interests in the North Falkland Basin and Greater Mediterranean region, provides the following update on the status of the Ombrina Mare project offshore Italy.

The Italian Parliament has approved the 2016 Budget Law which reintroduces restrictions on offshore oil and gas activity including the general ban on exploration and production activity within 12 nautical miles of the coast of Italy. This restriction was originally introduced in 2010 and repealed in 2012.

Certain exceptions apply for existing production concessions and none of the Company's other interests in Italy, including the Guendalina gas field, are expected to be impacted by this new legislation. The Budget Law came into force on 1 January 2016.  

At the same time, Rockhopper has been granted a 12 month extension to the suspension of the Ombrina Mare exploration permit to 31 December 2016. Ombrina Mare is located within the 12 mile limit and the Company is conducting an in depth review of this new legislation, how the exploration permit is affected and its impact on the Ombrina Mare project.




1. Che il primo gennaio e' tornato in vigore il limite delle 12 miglia su tutto il perimetro nazionale, e che questo, in qualche modo impattera' Ombrina Mare che rientra entro la fascia protettiva. 

2. Che non sanno ancora bene cosa faranno, ma che stanno studiando la legge e le sue conseguenze. Potrebbero esserci eccezioni.

3. Che nel frattempo hanno ottenuto una proroga della concessione Ombrina Mare per dodici mesi. Quindi, non e' ancora di cantare vittoria, io credo.

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Perche' questa matassa infinita in questo paese?

Era tutto per evitare il referendum? Era solo una attesa in vista di elezioni future, e quindi inventiamoci uno standby? Era solo perche' i prezzi del petrolio sono bassi e quindi meglio aspettare? Ci sono altre cose che non sappiamo? E chi lo sa.

Sappiamo solo che c'e' questo limbo di un anno. E' una storia senza fine, in cui,  come sempre, a perderci e' forse l'unica cosa piu' importante dell'ambiente italiano, e cioe' la democrazia italiana. 

Fermiamoci un attimo a riguardare la storia. Prima del 2010 non esistevano fasce di rispetto in mare, ed infatti si poteva trivellare un po' dove capitava. Pure a meno di due chilometri dalla riserva naturale di Punta Aderci, nel vastese come voleva fare la Petroceltic d'Irlanda. Questo mentre in Calfornia, per dirne una, la fascia di rispetto era di 100 chilometri da almeno trent'anni prima.

Nel 2010 anche l'Italia vara finalmente la sua fascia di rispetto di 5 miglia che diventano 12 in caso di zone protette. Ombrina muore perche' a sei chilometri dalla costa. Nel 2012 arrivano Corrado Passera ed i suoi amici ad inventarsi il barbatrucco della fascia di rispetto "non retroattiva". La fascia di protezione non si applica a concessioni esistenti che coprono la stragrande maggioranza delle coste italiane. Ombrina resuscita. Nel 2015 la fascia di rispetto viene ripristinata. Ombrina muore di nuovo. Anzi, no. E' solo in coma. 

Ma che paese e' questo?  Non si rendono conto di essere ridicoli. Non e' da paese normale fare una legge e cambiarla cosi radicalmente ogni due o tre anni. Non seri. Ridicoli. Assolutamente ridicoli.

E perche' penso che sia la democrazia a perderci con tutti questi colpi di scena? Perche' con questi comportamenti non siamo di fronte a governanti che hanno a cura la res publica, la cosa di tutti, in modo pulito, chiaro, lineare, intelligente. No, abbiamo a che fare con una accozzaglia di decisioni torbide, confuse, sporche. Una pezza dopo l'altra.

Mi occupo di petrolio, ma e' spesso cosi per tutto il vivere civile in Italia: e' questa una nazione in cui non si sa mai da che parte sta il tuo governo, in cui non sai se le leggi le fanno per davvero o per finta, in cui non sai mai dove sta il trabocchetto o l'espediente.  Un posto in cui non puoi avere mai fiducia di nessuno e devi sempre chiederti se ti dicono la verita' o vogliono imbrogliarti.

E' snervante vivere cosi. 

Tornando ad Ombrina: perche' mai aspettare ancora un altro anno?  

Sono otto anni che si va avanti. 

A mio parere, la risposta deve essere o si o no. Con coraggio.  Con virilita'.

Vogliono trivellare? Bene. Fine della storia. Dite all'Abruzzo che devono accettare la FPSO in mare, e dite ai politici locali che la colpa e' tutta loro e che si vergognassero. 

O invece hanno capito che non e' intelligente trivellare entro 12 miglia da riva? O hanno paura del movimento di popolo che si e' creato? Bene. Dite alla Rockhopper che e' ora che se ne vadano, una volta per tutte.

Ma cosi, ancora con il democristiano compresso, e' assurdo.

Che senso ha per tutti, tirarla cosi per le lunghe? Possibile che non ci si rende conto che nel frattempo tutta questa energia umana, questo tempo, potrebbero essere usati per cose piu' costruttive? Le nostre vite non sono infinite, e l'Italia ha bisogno di mille cose. E anche per i petrolieri: diciamogli di no subito e per bene, se questo e' veramente l'intento di questo ripristino delle 12 miglia, cosi loro stessi si mettono il cuore in pace e tutti possiamo andare avanti con le nostre vite. 

Sono patetici. Quasi dieci anni di rimpalli. Dieci anni. E grazie che l'Italia va a sfacelo.

In quel tempo li in Cina hanno costruito interi sistemi tranviari ad idrogeno, regioni e citta' intere hanno trasformato la loro economia e sono arrivate al 100% di rinnovabili. E noi? Ancora qui a discutere di un petrol-mostro che nessuno, da nessuna parte del mondo civile mette cosi vicino a riva?  Il mondo corre, cambia, scappa. E noi siamo fossilizzati.

Non c'e' nessun modo di scappare: Ombrina e' un obbrobrio, da ogni punto di vista, e la politica che oscilla,  che rimanda a data da destinarsi, che cerca sentieri tortuosi per arrivare a trivellare l'intrivellabile e' un obbrobrio pure lei.

La mia verita' e' che Renzi e i suoi compari non solo non amano l'ambiente, ma non amano questo paese. Non vogliono che le cose funzionino in modo logico, veloce, pulito per il bene della nazione. Vogliono accontentare i loro amici, tenersi i piedi in 127 staffe,  fare finta, tenere il popolo a bada e cosi fare tutto quello che vogliono per i loro benefici. 

Si credono furbi, e invece sono solo caricature.

E' L'Italia che ci perde e neanche lo sanno.







Wednesday, September 24, 2014

New York: la nobilita' di Leonardo Di Caprio e le balle di Matteo Renzi


Il 23 Settembre 2014 Matteo Renzi ha preso la parola davanti all’assemblea delle Nazioni Unite, convenuta per discutere dei cambiamenti climatici su iniziativa del Segretario Generale Ban Ki-moon.

Renzi ha detto che “abbiamo la possibilità di costruire un mondo nuovo ed un futuro sostenibile per i nostri figli” e che occore fare uno sforzo comune verso una crescita sostenibile, trovando alternative alle fonti fossili. “We must reduce carbon emissions through carbon pricing and energy efficiency, bytapping renewable energy sources, and by cutting back on fossil fuels”.

Cutting back on fossil fuels. Testuali parole.

Ha poi ricordato che in Italia produciamo il 45% di elettricità da fonti rinnovabili e che le ditte green sono anche quelle che esportano di più, innovano di più e creano il maggior numero di posti di lavoro: secondo Renzi, il 40% di nuovi posti di lavoro in Italia è venuto proprio da loro. Il suo intervento si è concluso promettendo risorse per contribuire a costruire un fondo scientifico per “combattere i cambiamenti climatici”.

Applausi. Perfetto. Avanti il prossimo.

E nel concreto?

Come pensa Matteo Renzi di ‘cut back on fossil fuels’ se sta facendo di tutto per raddoppiare la produzione di petrolio – scarso e scadente – in Italia?

E se dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica, il Decreto Sblocca Italia da dove è venuto? Perché in quel decreto si spianano le strade a petrolieri invece che alle rinnovabili? Perché tutt’a un tratto l’estrazione di fonti fossili diventa “attività di pubblica utilità, urgente e indifferibile” ? Perché questa designazione non si applica al risparmio energetico o alle rinnovabili invece? Perché – con tutti i problemi che ci sono in Italia – per Matteo Renzi è importante che l’assegnazione delle concessioni minerarie venga centralizzata a Roma, togliendo alle regioni il potere di decidere per se stesse? Perché non abbiamo una Energiewende come in Germania?

Mi domando che strano Dr. Jekyll e Mr Hyde si sia scelta - o non scelta! - l’Italia per primo ministro.

Non so come abbia fatto Matteo Renzi a fare il suo discorso all’Onu senza un po di vergogna.

Come prima di lui l’amico Corrado Passera, questi politici senza idee hanno bisogno di far soldi e di far presto, e quindi se la prendono con i più deboli e con l’ambiente che non può difendersi. Non sanno dire di no ai falchi speculatori che si aggirano nei palazzi romani e a cui importa solo degli azionisti e del portafoglio, ed ecco che sacrificare il paesaggio e i polmoni degli italiani si può. Fai contenti i lobbisti, racimoli un po di spiccioli per l’economia, e pazienza se a New York devi dire cose che non è che siano proprio rappresentative del tuo operato.

Lo stesso giorno di Renzi ha preso la parola anche Leonardo Di Caprio – un gran signore – che li ha presi di petto i petrolieri dicendo che è arrivato il momento di togliere loro ogni forma di sussidio, che avere accesso ad aria e acqua pulita è un diritto inalienabile, che risolvere la crisi energetica è un dovere morale e urgente e che occorre prendere decisioni grandi ed importanti sul futuro delle nostre industrie perché di questo passo scompariremo tutti.

Qui il bellissimo discorso di Leonardo Di Caprio, appena nominato “United Nations Messenger on peace” con speciale enfasi sui cambiamenti climatici.

Wednesday, April 9, 2014

I sentiment di Federica Guidi



Arriva tutta pimpante in Senato, per parlare delle sue linee strategiche nel nuovo governo Renzi.

E' Federica Guidi, neo Ministro dello Sviluppo Economico in audizione presso la Commissione Industria. Dice di avere avuto poco tempo per prepararsi al suo nuovo ruolo ma che ha un "feeling", un "sentiment" -- ipse dixit -- che vuole illustrarci.

Dice che siamo in un periodo postbellico con il PIL indietro del 10%, ma che c'e' una inversione di tendenza che deve essere consolidato. Il manifatturiero perde il 24%, specie in settori trainanti del made in Italy,  e i consumi sono calati dell'8% con il crollo degli investimenti.

Tutte cose che l'italiano medio sa gia' da tanto tempo,  senza bisogno di sbandierarlo alla Commissione Industria, ma con il "sentiment" della propria vita quotidiana.

Niente paura pero'. Il treno della ripresa, secondo la Guidi --  figlia di Guidalberto ed entrambi vicepresidenti di Confindustria in tempi diversi -- e' in arrivo ed occorre che si fermi presso le nostre stazioni. Parla di misure,  di sburocratizzazione, di competitivita' delle piccole e grandi imprese, di nuovo rinascimento industriale.

Un sacco di paroloni. Scusi, ma mentre era la vicepresidente di Confindustria cosa ha fatto per agevolare tutte queste cose?

Poi arriva al lupus in fabula. La "dimensione energetica".

Dice la Federica un po a parole, un po sulle sue luccicanti slide con fiori e papaveri: ci vuole "massima attenzione allo sviluppo sostenibile", alla "green economy", alle "tecnologie low carbon".

Dall'altro lato pero' dice che "vanno rimossi gli ostacoli allo sviluppo della nostra capacità di rigassificazione per beneficiare della “rivoluzione” dello shale gas", e che "occorre dare corso agli investimenti privati per la ricerca e la produzione di idrocarburi" e che si deve operare la "revisone costituzionale del Titolo V della Costituzione per la centralizzazione delle competenze in materia di infrastrutture energetiche strategiche.”"

Ma.. non le sembra un po contrattittorio tutto questo?

Come facciamo a fare "massima attenzione" per la green economy e allo stesso tempo insistere con le trivelle?

E poi, come e quali sarebbero questi "ostacoli"? L'aria ed i polmoni di tutti quelli che dovranno vivere vicino a questi impianti di rigassificazione o di produzione di idrocarburi nord o sud che siano? Come facciamo a dire alle persone che dovranno sopportare di essere avvelenati per i "sentiment" del neo ministro?

E' troppo facile parlare in generale. Io voglio sapere dove e come si devono rimuovere questi ostacoli. Voglio sapere chi sara' l'agnello sacrificale - la nuova Gela, la nuova Viggiano, la nuova Sannazzaro.

Mi verrebbe da dirle: cara Federica, perche' non ci da lei l'esempio e non propone di trivellare nella sua citta' di residenza, magari a cento, duecento metri da casa sua?

Ma poi vado a vedere e scopro che la Guidi -- donna e pure mamma di una bimba di due anni -- e' di Modena, citta' che ha sofferto per i terremoti della Pianura Padana del 2012 e per i quali non e' ancora ben chiaro se e come ci sia di mezzo il deposito di stoccaggio di Rivara.

Non mi pare il caso di augurare altre trivelle agli Emiliani. Ma e' qui il nocciolo: nessun angolo d'Italia lo merita, perche' questa nazione e' altra cosa rispetto ai deserti dell'Arabia Saudita o del Texas.  E la Guidi, proprio per la sua storia dovrebbe essere piu' di altri sensibile: come fa in cuor suo a volere aumentare rischi, angoscia, paure, bruttezza e veleni per la sua o per altre comunita' d'Italia?

Lo sa Federica Guidi che questi "investimenti privati" sono per la maggior parte di enti minuscoli, che traballano economicamente e che non danno garanzie sufficenti di sicurezza? Esempio in merito:
la Northern Petroleum di Londra, le cui concessioni sono state "archiviate" perche' il capitale con cui avrebbe trivellato i mari di Otranto in Puglia --  miseri dieci milioni di euro per uno dei mari piu' belli dell'Adriatico --  e' stato giudicato "incongruo" dal suo stesso ministero?

E poi arriva il Sud. Il sud dove "fare impresa e' piu' difficile che altrove ma questo non vuol dire che si possa o si debba fare solo turismo", il sud dove ci deve essere l’utilizzo "di risorse energetiche tutte meridionali da troppo tempo dimenticate".

Ma cosa dice? Mi pare che il paradigma energia-sud non sia mai stato dimenticato, e che anzi tutto quello che c'era da spremere e' stato spremuto. Il piu' grande giacimento italiano si trova in Basilicata, con tutti i drammi associati di inquinamento di fiumi, laghi, sorgenti, monnezza e corruzione.

La Sicilia e' quest'anno la regione piu' povera d'Italia. E si che qui ci sono da decenni petrolchimici, pozzi e campi di petrolio in terra e in mare, con tutto lo schifo di cui parliamo ad nauseam. E quindi, continuiamo a sbattere la testa contro il muro?

Qualcuno ci ha mai provato a fare turismo sul serio in Sicilia, in Basilicata, in Italia? Lo sa la Guidi che il turismo continua a crollare nel bel paese perche' non siamo stati capaci di innovare, di offrire esperienza e gentilezza come richiesti dal turista del 21esimo secolo?

Perche' invece che promuovere le trivelle, la Guidi non ha detto che occorre sconfiggere la mafia e l'evasione fiscale che e' cappio al collo di qualsiasi impresa?

Altro che nuovo governo, qui e' la stessa minestra di Passera. E' tutto fumo negli occhi di un ministro che a parte i "sentiment" non pare avere "intelligent ideas". 

A tutte le comunita' che combattono coraggiosamente contro la petrolizzazione dei loro territori, da Vercelli a Siracura: non crediamoci, siamo piu' intelligenti di questo.

I fiori e i papaveri delle slide della Guidi muoiono stecchiti sotto le pedate dei petrolieri, e lo sappiamo tutti.

Il video della Federica Guidi e' qui.

Friday, September 27, 2013

Francia: carbon tax su fonti fossili per incentivare le rinnovabili




Il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault


Enrico Letta: facciamolo anche noi. 

Una carbon tax ai petrolieri,
4 miliardi di euro l'anno,
 l'economia delle rinnovabili,
gente che lavora.

Il giorno 20 Settembre 2013, il presidente francese Francois Hollande ha annunciato l'introduzione di una nuova "carbon tax" che sara' attiva a partire dal 2014.

Secondo il primo ministro Jean-Marc Ayrault, il ricavato, stimato in circa 2.5 miliardi di euro nel 2015 e poi 4 miliardi di euro nel 2016, sara' usato per incentivare  l'industria delle rinnovabili e per diminuire ultieriormente le emissioni. Fra i vari programmi, quello di offrire incentivi per l'isolamento delle case.

Chi sara' tassato?

Qualsiasi industria che generi emissioni di CO2 da fonti fossili. Il presidente ha anche annunciato che questa carbon tax sara' applicata ai produttori e non comportera' l'aumento delle spese di riscaldamento o di trasporto direttamente ai cittadini. 

Oltre alla carbon tax, il nucleare sara' tassato maggiormente per facilitare la transizione verso le rinnovabili.

Si stima che a regime, questa tassa rendera' disponibile 1 miliardo di euro in piu' all'anno, oltre ai 5 miliardi di euro annuali che il paese gia' spende fra le rinnovabili e l'efficenza energetica.

Cosi' facendo, ci si pone l'obiettivo della diminuzione delle emissioni di CO2 del 30% entro il 2030 e di dimezzarle entro il 2050.

In Europa i paesi che gia' hanno una carbon tax sono la Danimarca, la Finlandia, la Svezia, la Norvegia, la Svizzera e l'Irlanda.

La Francia diventa cosi' il settimo paese con la carbon tax, oltre che uno dei primi ad avere bannato il fracking.

E in Italia?

In Italia abbiamo i vari Corrado Passera, Paolo Scaroni, Chicco Testa, e lo stesso Letta che continuano a parlare di estrazioni di petrolio, di shale gas come grande opportunita' per l'Italia, dell'uso di rinnovabili come se fossimo ubriachi, della necessita' di usare le nostre "risorse" energetiche.

La mia domanda e' molto semplice: visto che in questo paese ci piacciono le tasse, perche' non gliene diamo una pure ai petrolieri?

Una bella carbon tax!

Con tutte le raffinerie decrepite che ci sono in Italia, se anche noi riuscissimo a tirare su 2,3,4, miliardi di euro dalle emissioni dei petrolieri e per usarli in incentivi per l'efficenza energetica o per le rinnovabili, sai quante cose ci facciamo?












Friday, September 20, 2013

Trivelle, mar Tirreno e porcili

Gentile Prof.ssa,

ho letto con interesse e gioia l’articolo da Lei postato il 04 settembre 2013 riguardo il dimezzamento delle aree di trivellazione in Italia.

Solo per qualche secondo ho pensato: finalmente anche nel nostro paese qualcosa sta cambiando.

Poi, vedendo che anche Lei nutriva qualche dubbio, ho riletto l’articolo.

Non avendo visionato il Decreto, Le do arbitrariamente una mia modesta interpretazione.

Nel Suo articolo informa che:

“Il ministro ha firmato il riordino delle zone marine aperte alla ricerca e coltivazione di idrocarburi in coerenza con le norme di legge approvate dal Parlamento nell’ultimo anno e con la direzione indicata dalla Strategia Energetica Nazionale.”

“In particolare il Decreto determina la chiusura a nuove attività delle aree Tirreniche e di quelle entro le dodici miglia da tutte le coste e le aree protette.”

Quello che mi lascia perplesso sono le espressioni: “nuove attività” e in “coerenza con le norme di legge approvate nell’ultimo anno dal Parlamento”.

Con l’art 35 della Legge 134/2012, il famoso Decreto Passera, chi vuole intraprendere attualmente attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi deve operare ad una distanza di almeno dodici miglia dal limite delle coste e dal perimetro esterno delle aree marine a qualsiasi titolo protette.

Il precedente Decreto 128/2010, il Decreto Prestigiacomo, poneva un limite di di dodici miglia dal perimetro esterno delle aree marine a qualsiasi titolo protette ed un limite di cinque miglia dalla linea di base costiera.

Non entro nel merito di specificare che il termine linea di base non è sempre coincidente con il termine linea di costa, ed in alcuni casi vi è una notevole differenza.

Per le procedure future, in linea di massima, il Decreto Passera si presenta più stringente rispetto al Decreto Prestigiacomo. Attualmente, visto che tutte le procedure di prospezione e ricerca idrocarburi sono state già avviate, il Decreto Passera apre a tutti i “procedimenti concessori conseguenti e connessi“ precedenti.

Della serie, mi scusi la volgarità:-

Dopo che tutti i porci sono scappati, chiudo il porcile. Abitudine peraltro tipicamente italiana.

Ritengo quindi che: le aree segnalate con enfasi dal Ministro riguardino solamente chi ha in futuro intenzione di intraprendere nuove attività, cioè quasi nessuno.

Per tutte le precedenti domande di attività di prospezione e ricerca, antecedentemente al Decreto Prestigiacomo, anche se non ancora sottoposte a VIA, la situazione non cambia.

Un discorso leggermente a parte merita la zona di prospezione e ricerca denominata

E' l’area tirrenica per intenderci.

Questa zona, con il limite delle dodici miglia, si era ridotta del 99 % ed i “poveri petrolieri” non potevano utilizzare le aree residue perché non conformi all’art. 19 della Legge 613/1967: Parti di mare in cui le aree non risultano "continue e compatte e delimitate da archi di meridiano e parallelo di lunghezza pari ad un minuto primo".

Da “buon samaritano” qual è, il Governo italiano venne prontamente in aiuto dell’ “Omino Perforatore” col Decreto Ministeriale del 09/08/2013, rimodulando e ampliando tale area fino all’accordo Italia-Spagna e alla linea mediana Italia-Francia, con una distanza dalle coste sarde e dalle aree di tutela ambientale tra i 45 e i 75 km.

In buona sostanza, il Ministro non ha fatto altro che “ratificare cartograficamente” quello che già c’era, una sorta di specchietto per le allodole mediatico.

Nella speranza (probabilmente vana) di essermi sbagliato,
Le do un Caro Saluto





Wednesday, August 14, 2013

La codardia dei senatori PD-PDL

 

Antonio D’Alì (PdL)
Beppe Lumia (Il Megafono)
Corradino Mineo (PD)
Giuseppe Ruvolo (PdL)
 Giuseppe Marinello (PdL e Presidente Commissione Ambiente) 

Notare il presidente della Commissione Ambiente che vota contro l'ambiente!!!!




La senatrice Enza Blundo del M5S aveva presentato in parlamento la proposta di ripristinare una fascia di rispetto di 12 miglia da riva per le trivelle in mare, anche per i progetti gia' in itinere. Questi comprendono Ombrina, ma non solo Ombrina.

Sarebbe stato una sorta di ritorno al Decreto Prestigiacomo, invece che il far west che abbiamo adesso, dove tutti fanno quello che gli pare, e che tanto piace a Sergio Morandi e compari.

Il famoso articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera infatti stabilisce il vincolo delle 12 miglia solo per i pozzi futuri. Come abbiamo detto piu' e piu' volte, tutto questo e' una gran presa in giro perche' i progetti per i pozzi presenti coprono tutto lo stivale o quasi.

Era come se Passera volesse fare prevenzione quando si e' allo stadio finale del cancro: invece che alla cura del paziente, quando si e' alla fine, e' meglio pensare al funerale no?

Non puoi proteggere una cosa gia' distrutta.

E quindi dopo vari tentativi andati male, arriva Enza Blundo - che non conosco - con i suoi emendamenti.  Spero che prima di presentarli abbia cercato di crearsi consenso, di parlare con chi poteva essere sensibile nel parlamento, sia del PD che del PDL, con chi poteva aiutarla ad avere i voti necessari, e sopratutto con quei gran signori della Commissione Ambiente.

Non che ce ne sarebbe stato troppo bisogno, almeno all'apparenza.

E infatti tutti, ma proprio tutti, questi politici intelligenti, onesti e lungimiranti che abbiamo hanno detto no ad Ombrina, alle trivelle, all'inquinamento, dal PD al PDL.

E invece, voila'. Emendamenti bocciati.

Ma .. se tutti erano d'accordo?  Perche' il Senato ha bocciato gli emendamenti della Blundo?

..perche' dovevano fare dispetto al M5S?

..perche' sono dei codardi?

..perche' promettono solo per far star zitta la gente?

..perche' non gliene importa niente del mare?

..perche pecunia non olet?

..perche' vanno al mare a Sharm el Sheik?

Per una volta non potevano cercare di lasciar perdere i personalismi e le codardie e fare qualcosa di utile? 

Dov'era Andrea Orlando in tutto cio', a creare consenso sul nemico petrolio che il suo ministero dovrebbe combattere ogni giorno?

E no, non esiste il petrolio buono e il petrolio cattivo, specie in Italia.

In Italia il petrolio e' solo schifo.

Non so cosa dire e so solo che fanno veramente pieta' tutti quanti e trovo il tutto di una presa in giro incredibile.

E lo trovo di una presa in giro proprio per me, a livello personale.

Che ci sono andata a fare a Roma? Che mi hanno convocato a fare? A sprecare il mio tempo?

La commissione ambiente cosa ha fatto, cosa ha partorito in questi mesi sul tema trivelle? 

Che io sappia, niente.

O vogliamo parlare di D'Ali che mi convoca a Roma in pompa magna e poi e' lui il primo a firmare contro la difesa del mare? Ma questi sono uomini o sono burattini?

Non vi piace che sia il M5S a presentare questi emendamenti? 

Bene, presentateli voi gli emendamenti, caro Orlando, caro Marinello, caro Legnini, caro Di Stefano, cara Bindi, caro D'Ali, cara Puppato, cara Prestigiacomo.

Che ci state a fare?

Non li capisco, veramente non li capisco.

Di cosa hanno paura?

Non saro' mai un politico, ma se lo fossi userei tutto il potere che mi verrebbe dato per fare le cose giuste, con coraggio, con virilita', senza perdere tempo e senza farmi i conti sulle conseguenze.

Che senso ha stare li a Roma *in nome del popolo italiano* per poi non avere il coraggio di fare le cose per il popolo italiano e di farle invece in nome dei petrolieri?

Non sentono questi qui la responsabilita' di aggiustare questo paese? Non ce li hanno questi qui i figli? Le case al mare? La voglia di vedere il loro paese migliore e non essere sempre lo zimbello del mondo occcidentale?

E non si tratta di Ombrina, o di chi fa piu' rumore, si tratta del paese tutto, capite? 

Tutti dicono la stessa cosa, da Briatore a Della Valle, da Sgarbi al meccanico sottocasa: se vogliamo fare ripartire il paese, la cosa piu' semplice da dove iniziare e' il turismo.

E dove lo facciamo questo turismo?

All'ombra delle trivelle? Al profumo di H2S? In mezzo alle chiazze di petrolio?

Ed io me la prendo per il petrolio, ma sono sicura che e' cosi per tutti gli altri temi "difficili" che questa armata branacaleone affronta - o fa finta di affrontare - tutti i giorni.

E va bene, andiamo avanti cosi. Come direbbe Toto', voglio vedere dove volete arrivare.

Tutti eleganti e profumati, richiusi nelle sale dorate del senato mentre il paese crolla.




Thursday, August 8, 2013

Ombrina: Medoilgas fa causa contro il Ministero dell'Ambiente sull'AIA


Evviva la democrazia di Sergio Morandi 

Nota: i termini legalistici sono stati tradotti dall'inglese.
Potrebbero esistere in italiano termini piu' appropriati.

 
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In data 8 Agosto 2013, la Medoilgas Italia di Sergio Morandi annuncia ai suoi investitori di avere inoltrato una pratica contro il Ministero dell'Ambiente Italiano presso il Tribunale Amministrativo di Roma.

Con questo provvedimento, la Medoligas intende ottenere la sospensione l'annullamento della decisione da parte del Ministero dell'Ambiente di sottoporre il progetto Ombrina Mare all'AIA - Autorizzazione Integrata Ambientale - che le era stata richiesta nel Luglio 2013, proprio da parte del Ministero dell'Ambiente.

La Medoilgas chiede anche un ordine giudiziario che imponga al Ministero stesso di approvare la Valutazione d'Impatto Ambientale, per dare il via ai lavori.

Come noto a tutti gli abruzzesi, il progetto Ombrina Mare prevede l'estrazione di petrolio ad alto tenore di zolfo a soli sei chilometri da riva, la presenza di una nave desolforante di tipo FPSO che emettera' in atmosfera circa 200 tonnellate al giorno di sostanze di scarto, la produzione di circa 500 chili al giorno di zolfo puro, l'utilizzo di fanghi e fluidi di perforazione, e il rischio di possibili perdite
scoppi.

Nel corso degli scorsi cinque anni, la popolazione ha manifestato piu e piu volte la propria contrarieta' ad Ombrina Mare e alla petrolizzazione dell'Abruzzo intero, con eventi di protesta, invio di osservazioni, conferenze e dibattiti.

E' indispensabile ora che tutte le personalita' politiche d'Abruzzo a partire da Gianni Chiodi, tristemente muto sul tema, facciano valere presso il governo centrale i diritti di un popolo intero, senza piu' prese in giro, indugi, tentennamenti e rimpalli continui.

E' altresi fondamentale che Andrea Orlando, Ministro dell'Ambiente difenda le decisioni del suo Ministero e che non la lasci vinta alla prepotenza di Sergio Morandi.

Infine, ci si auspica che Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri usi la sua posizione di autorevolezza all'interno del governo attuale per promuovere l'abolizione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera, che ha spalancato le porte alla Medoilgas, per evitare il proliferare di altre strutture petrolifere lungo le coste abruzzesi e del resto d'Italia.

Abbiamo gia' dato filo da torcere ai petrolieri - con il Centro Oli di Ortona e con il progetto della Forest Oil a Bomba - e Ombrina non sara' diversa. Sergio Morandi non e' benvenuto qui e non ha il diritto di bucare il nostro mare.

Non glielo lasceremo fare.





Thursday, July 11, 2013

Roma, 4 Luglio 2013

Ho tergiversato a lungo prima di scrivere questo post.

Un po e' perche' volevo la mente chiara, un po di distacco da tutto il viaggio, il parlare, gli episodi che ho vissuto 'on the road'. Un po perche' e' molto piu' facile parlare di eventi terzi - scoppi, articolo 35 o rinnovabili - piuttosto che di se stessi.

Il 4 Luglio mi hanno invitata assieme al prof. Ortolani, al prof. Civita e alla prof. Colella al Senato per parlare di trivelle offshore. Il primo, per altri impegni non e' potuto venire, e cosi eravamo in tre.

Non ho ben capito perche' ci abbiano convocati. Forse per informarsi sul tema? Forse per far vedere che fanno qualcosa? Forse perche' il M5S aveva gia' organizzato incontri simili e quindi per non essere da meno?  Forse perche' abbiamo fatto troppo rumore e non possono piu' ignorarci?

Non lo so.

Devo purtroppo dire che pero' gia' l'organizzazione non e' stata delle migliori.

Ti arriva di punto in bianco, circa una settimana prima, un email dove ti dicono che sei invitato alle ore 8:30 del mattino in via degli Straderari a Roma, per relazionare sulle trivelle, e che se sei maschio devi metterti la cravatta.

L'email e' firmato "Senato della Repubblica Italiana".

Ora, io trovo che sia tutto un po come dire, irrispettoso. Non ci si pone il problema: ma questi c'hanno da fare, magari concordiamo con loro orari e tempi, diamogli un po di anticipo, chiediamogli se gli va bene. Nada.

Non c'e' neanche scritto niente su eventuali rimborsi, o su chi pensa alla logistica - trasporto, hotel.

Niente.

C'e' scritto solo vieni alle 8:30 del mattino con la cravatta.

E quindi, la sottoscritta, stanca, stanca, stanca, per tre giorni e' stata li a ponderare se andare o no, se era utile o no, se volevo o no sacrificare due giorni da dedicare a quella poveretta di mia mamma per andare a Roma.

Il giorno 5 ripartivo per gli USA.

Gli chiedo allora se potevano offrirmi due pernottamenti - quella del 3 (cosi avrei viaggiato il 3 pomeriggio) e poi quella del 4 (cosi da ripartire da Fiumicino il 5 mattina) senza tornare in Abruzzo.

Risposta del "Senato della Repubblica Italiana": no. Solo una notte. Le paghiamo il trasporto ed un pasto.

Gli chiedo allora se erano previsti compensi di qualche natura - considerato che si tratta (per me almeno!) di qualcosa che io considero lavoro e che se magari mi davano un compenso a mo' di consulenza, ci avrei pagato la notte extra.

Risposta del "Senato della Repubblica Italiana": no. Lei viene a titolo volontario e gratuito.

Un invito alle 8:30 del mattino a titolo volontario e gratuito. Che ospitalita'!

Quasi quasi decido di non andarci.

Gli telefono. E gli ho rispiegato il mio problema, e cioe' che non era umano chiedermi di venire a Roma il 3, e poi ripartire il 4 per l'Abruzzo e rifarmi il giorno dopo a 5 luglio lle 4 del mattino un altro viaggio a Roma. Gli ho anche detto che se restavo a Roma non era giusto che dovevo pagarmi l'albergo da me.

"Lei quindi mi sta dicendo che devo venire a Roma alle 8:30 del mattino a mie spese?"

Risposta - vaga - e' il protocollo,  non e' colpa nostra, non ci possiamo fare niente.

E allora gli ho detto che non era il caso che andassi.  Non per i cento euro d'hotel, quanto per il principio. Chi credono di essere questi - che ti invitano neanche una settimana prima senza neanche un po di flessibilita', e poi l'hotel devi pagartelo da te?

Poi pero' per essere accomodante mi e' venuto in mente di chiedergli se l'incontro con me si poteva fare magari al pomeriggio del 4, cosi' da partire la mattina del 4 e stare a Roma una sola notte invece che due.

Questo si poteva fare.

E cosi, dopo tre giorni di tensione - parto non parto - parto.

Ora per uno che non viaggia, tutto questo puo' sembrare stupido, ma per me non lo e' - sapere se e quando si parte - e' difficile, e' stancante emotivamente, organizzativamente, per salutare quelli che vuoi salutare, per dare del tempo a mia mamma che non mi ha visto quasi mai mentre che ero in Italia, per organizzare autobus e pernottamenti.

Alla fine parto. Arrivo, e fra valigie e dopo un breve saluto a Gianluca Vacca del M5S, mi trovo in parlamento alle 2 precisa - l' ora dell'appuntamento. Siccome ero tutta di fretta, non avevo pranzato.

Il nostro slot era dalle 2 alle 4.

Mi accompagna un tipo dentro il palazzo. Mi chiede se sono una "audita". Gli dico si, e che spero che mi debba audire, audisca. Ridiamo. E' simpatico ed ha l'aria di uno che ne ha viste tante li dentro. Poi gli dico scherzosamente, beh, qui dentro si trattano bene, eh?

E' tutto splendente.

Concordiamo che se anche le scuole italiane fossero tenute cosi....

Vado in bagno. La carta igienica c'e'.

Arrivo in aula. Vedo solo la Colella e Civita.

Gli altri - senatori ed audienti - nessuno.

Aspetta 10,15 minuti, aspettane 20 niente.

Arrivano quattro persone alle 2:30.

Pare che ci fosse un altro evento prima di noi e si era fatto tardi. Ci dicono che, nonostante tutto, il nostro tempo finiva ancora alle 4:00. Quindi mezz'ora di meno del previsto.

Ci guardiamo sconsolati, tutto questo viaggio per quattro persone ad ascoltarci e per un ora e mezza, venti minuti a testa?

Qualcuno si scusa e dice che addirittura non aveva mangiato. E li allora ho cercato di dirgli che era un po' maleducata questa scusa, che pure io non avevo mangiato ma ero li puntuale alle 2 e che non era carino tagliarci il tempo per ritardi altrui.

C'e' un po di tensione. Mi sento difensiva, come se dovessi proteggermi da qualcosa. Come se davanti avessi un entita' che dovrebbe stare dal mio lato, il mio governo, ma di cui non mi fido.

Ad ogni modo si inizia.

Altre persone sono arrivate dopo, ma per tutta la durata dell'incontro non si e' giunti a piu' di una decina di persone. Ci dicono che Marinello, il presidente, e' purtroppo assente.

Ma perche' ci hanno convocati in quattrequattrotto se il presidente e' assente?

Mistero.

Arriva il mio turno, ero l'ultima.

Avevo deciso di fare tutto di pancia, e cioe' di non farmi schemi di comportamento iniziali, di non farmi intimidire perche' eravamo al senato e perche' questi erano onorevoli o perche' i pavenimenti erano di marmo levigato e con i tappeti di lusso sopra. 

E mentre parlavo ho sentito dentro di me la stessa cosa che ho sentito quando sono andata a Cupello e mi sono alzata davanti a tutti e ho chiesto a Chiodi che ne pensava delle trivelle in mare in Abruzzo.

E' difficile spiegare cosa sia questa cosa, perche' io sono la persona piu' timida del mondo.

Ma in quel momento ho sentito una sorta di responsabilita',  di essere una specie di incarnazione della voce di tutte le persone le cui storie ho sentito in giro per l'Italia negli scorsi mesi, negli scorsi anni, e che una voce non ce l'hanno, e che non verranno invitati mai in parlamento e che nessuno di questi eleganti signori con la cravatta andra' mai a sentire nelle loro citta', perche' poco gli importa del popolo vero.

Io di storie invece ne ho sentite tante, mi sono rattristata, vorrei fare di piu, di meglio. Ma poi torno alla mia casa a 400 metri dal mare a Santa Monica dove l'aria e' buona e dove so di avere dei diritti che nessuno si azzardera' a toccare.

Chi vive vicino ai pozzi invece, o chi teme per un pozzo costruendo, la sua storia la vive tutti i santi giorni e non ha il lusso di poter scappare altrove.

Ed io non sono nessuno, ma in quel momento ero tutti loro e non potevo essere accondiscendente e parlare di petrolio come se fosse balsamo per bellezza o come se fosse la vita astratta di un altro. Non potevo essere "scienziato" solo, dovevo essere "persona", con sentimenti, rabbia, passioni e tutto cio' che ci rende umani.

E cosi gli ho detto senza mezze parole che non era giusto che a Ravenna la gente non puo' pompare acqua per colpa della subsidenza mentre l'ENI puo' tirare fuori metano.

Gli ho detto che non era giusto che i petrolieri hanno avuto rapporti priviliegiati con Clini per trivellare i mari italiani.

Gli ho detto che non era giusto che i pescatori non possono pescare vicino ad Ombrina perche' c'e' la riserva di pesca ed ora invece la apriamo ai petrolieri.

Gli ho detto che non e' giusto che la gente si ammala di cancro per colpa delle trivelle e neanche lo sa.

Gli ho detto che non e' giusto che svendiamo il territorio in cambio di petrolio poco e schifoso.

Gli ho detto che non e' giusto che diciamo alla gente di fare turismo e poi gli facciamo le trivelle sotto il naso.

Gli ho detto che non e' giusto che a Gela o a Sarroch i bambini nascono con il DNA malformato per colpa dell'inquinamento.

Gli ho detto che non era rispettoso di quei tre morti della piattaforma Paguro che non abbiamo imparato niente dal loro sacrificio se siamo ancora qui a trivellare sottocosta.

E alla fine gli ho detto che era il tempo di smettere di fare le chiacchere e che l'articolo 35 del Decreto Sviluppo Passera va tolto, senza inciuci, senza vie preferenziali per chi e' al potere, senza se e senza ma, e che loro li seduti sono li pagati per difedere gli interessi del popolo italiano, e non della MOG o dell'ENI o della Saras.

Gli ho detto che avevano la responsabilita' di non accettare compromessi e di non piegarsi alle pressioni dei petrolieri e dei lobbisti.

E poi ho aggiunto che se abrogano questo articolo 35, ne vincono tutti, anche politicamente, perche' e' questo quello che la gente vuole.

Non lo so come sono sembrata, perche' e' stato tutto fatto da dentro, senza prove, senza pesare le parole, quello che mi veniva, dicevo. Non so se sono apparsa maleducata o irruente o cosaltro.

Di certo e' che se era sei anni fa, sarei stata diversa - piu' ponderata forse, piu' accomodante, e meno diretta.

Ma io non sono piu quella di sei anni fa, che mi piaccia o no, troppe ne ho viste, troppe ne ho fatte e la pazienza ad un certo punto finisce, perche' a questa cosa ho dato la mia vita degli ultimi sei anni, e uno non puo' restare impassibile come se invece si trattasse di un qualcosa di lontano e vago.

Forse lo e' per loro lontano e vago, non lo e' per me.

Uno dei presenti - non ne conosco il nome - appena tiro fuori Passera e l'articolo 35, si inalbera un po' e mi dice

"Lei deve attenersi alle cose di scienza e non aggiungere valutazioni politiche."

"Cosa scusi? No, guardi, io sono un libero cittadino, voi mi avete invitato qui e c'e' liberta' di parola in questo paese.

Dovrei forse non dire niente di tutte queste ingiustizie? O dire che va bene che Morandi ha rapporti privilegiati con Clini?

Perche' Morandi puo' parlare con Clini ed ha con lui una corrispondenza privata e io - e tutti gli altri -no? Chi e' Morandi piu' di noi? Tutto questo e' antidemocratico, e' ingiusto, e non va bene.

Clini era ministro della repubblica italiana non dei petrolieri".

A un certo punto il tipo si alza e se ne va.

Boh, Sara' stato amico di Passera o di Morandi.

Poi arrivano un po di domande. Quelle che piu' mi hanno fatto cadere le braccia sono state di Gianpiero Della Zuanna, padovano, PDL.

Intanto era uno che 20 minuti prima aveva chiesto cosa fossero i fanghi di perforazione - della serie, se sono questi quelli che devono decidere!

E poi tira fuori la storia che se non trivelliamo noi, e' egoistico perche' vuol dire che l'inquinamento lo diamo agli altri e non vogliamo tenerci la nostra parte!

Ma che gli dici a uno che dice questo - dopo che 20 minuti hai predicato che di petrolio ne abbiamo poco, e che fa schifo?

Li pero' sono stata carina e, armata di santa pazienza, gli ho detto che in realta' ci sono certi posti dove non ne vale proprio la pena - che uno deve chiedersi cosa sta facendo e che seppure trivellassimo tutto lo stivale non arriveremmo mai a coprire il fabbisogno energetico, e quindi avremmo distrutto la nazione per veramente niente in cambio - a parte l'inquinamento e le speculazioni finanziarie.

Altra domanda: ma se trivelliamo in Italia, vuol dire che abbassiamo il prezzo della benzina, guardi il petrolio del Texas, e' per questo che negli USA la benzina costa meno!

Non ci potevo credere. Questo non aveva mai sentito parlare di OPEC? Di Arabia Saudita? Di Tar Sands? Non sapeva che la benzina in Italia costa tantissimo a causa delle mille tasse e tassine che aggiungono sul carburante - incluse quelle sulla guerra dell'Abissinia del 1930?

E li non ho potuto tacere e gli ho detto che diceva cose false e avrei voluto anche dirgli che stava sprecando il mio tempo.

Poi mi dice di non interromperlo. E cosi mi sono stata zitta e lui ha finito il suo fantasmagorico discorso sulla benzina USA che costa meno perche' c'e' il petrolio del Texas.

Gli rispondono Albina e Massimo.
Io ho finito.

Arrivano quasi le 4. Ci sono i saluti finali. Mi si ringrazia per la "passione". Sono stanca, proprio emotivamente, e non vedo l'ora di scappare dentro la pace del Pantheon, li vicino, che con tutto il clamore dei turisti per me sarebbe stato cento volte piu' rilassante di queste sale lussuose.

Ho voglia di scappare via.

Salutiamo gli altri membri della commissione. Il clima pare sereno, sono tutti carini, anche io. Chissa', se li conoscessi sotto altre circostanze magari potrei anche scoprire delle belle persone. Voglio credergli quando mi dicono che tutti li dentro sono contro l'articolo 35 e che si daranno da fare al piu' presto.

Gli voglio credere, ma non sento il fuoco dentro di loro.

Gli voglio credere veramente cosi da tornare alla mia vita normale, che adesso non saprei neanche piu riconoscere.

Gli voglio credere ma so che se non continuiamo a pressare non succedera' niente - e infatti e' passata una settimana e non e' successo niente.

Mentre che ci scambiamo le ultime strette di mano mi chiedo se tutto questo servira', non servira', se mi sono ammazzata per niente.

Chi lo sa. Ma almeno sanno che non ce ne andiamo e che l'obiettivo e' l'articolo 35. Amen.

Usciamo.

Con Albina e Massimo ci prendiamo un gelato.  Poi loro vanno a prendere il treno.

Io vado al Pantheon.

Confusa fra la folla mi scende qualche lacrima di stanchezza, di stress che nessuno vede.

Esco. Il vento e' fresco.

Cammino senza pensare.

E' bella Roma.





























































Saturday, June 29, 2013

E' l'articolo 35, capite?



"la possibilità offerta alle compagnie petrolifere di accrescere lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nelle acque a largo della costa italiana aumenta notevolmente i rischi di contaminazione delle stesse, in particolare lungo la costa adriatica, destando forti preoccupazioni nelle comunità locali"

 Prima firmataria Stefania Pezzopane, PD

E allora perche' non ha voluto votare contro l'articolo 35 del decreto Passera?
Cosa aspetta?
Non si vergogna un po?


Mi arriva, assieme al professor Franco Ortolani, una nuova convocazione a Roma, in data 4 luglio 2013 alle 8:30 del mattino, per parlare in Commissione Ambiente delle tematiche collegate alle trivellazioni offshore.

E' tutto sponsorizzato da Giuseppe Marinello, del PDL, Medico e Presidente della Commissione Ambiente del Senato, ed originario di Sciacca, in Sicilia.

La cosa mi stupisce un po' perche' sono gia' stata a Roma - pochi giorni fa e poi ancora un anno e mezzo fa. Tornero', ovviamente e faro' del mio meglio.

Ma poi, perche' mi hanno invitata di nuovo? Perche' non sono venuti a sentirmi il giorno 27 Giugno e invece mi riconvocano il giorno 4 Luglio? Mistero.

Poi mi sovviene la questione Abruzzo-Ombrina e lo schifo che si trascina da settimane e mesi.

Gianluca Castaldi del M5S ha infatti presentato una mozione contro Ombrina, che e' stata bocciata dalla maggioranza perche' hanno deciso di "calendizzare alla prossima settimana lo svolgimento di una indagine conoscitiva sulla attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo" . Tutto questo va ad aggiungersi ad altre iniziative di Gianluca Vacca, sempre del M5S contro Ombrina Mare.

La calendarizzazione per indagini conoscitive e' voluta dal PDL, PD, Lega Nord, Scelta Civica.

Una indagine conoscitiva??? Adesso?


Ma se l'articolo 35 del Decreto Sviluppo fu approvato sotto Monti, e firmato da quasi tutti quelli del PD, PDL e da oggi Scelta Civica perche' non hanno fatto allora l'indagine conoscitiva?

Sapevano cosa firmavano allora?

O firmavano a casaccio?

O questa indagine conoscitiva e' solo un paravento per rimandare, per dare tempo ai petrolieri di organizzarsi, per aspettare Godot e mai prendersi una responsabilita' che sia una?

Ma sono parte anche io di questa indagine conoscitiva?

O fanno questa cosa per far l'ennesimo dispetto a quelli del M5S?

Ma poi, questi dove vivono? Sono anni che se ne parla, in tutta Italia e io sono sicura che molti di loro vivono in localita' vicino a zone trivellate o trivellande. Possibile che non ne sappiano niente?

Qui, cari miei il tempo di conoscere e' passato, perche' invece nel frattempo i petrolieri sono arrivati sotto le nostre case e dentro le nostre spiagge, quelle case e quelle spiagge che sono anche vostre.

Non ne possiamo piu, cari politici. Non ne possiamo piu', capite? E non potrete continuare ad abusare cosi della nostra pazienza.

Caro Legnini, cara Pezzopane: non prendiamoci in giro: volete fare qualcosa? Iniziamo con qualcosa di semplicissimo:

REVOCATE L'ARTICOLO 35 del Decreto Passera.

Tutto il resto sono chiacchere.

Wednesday, May 1, 2013

Stoccaggi selvaggi

Ecco l'Italia sognata da Corrado Passera. Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, da me votato quando vivevo li, spero che lei voglia cambiare rotta. 


 

Come gia' detto, grazie all'amico Passera, in Italia c'e' adesso la mania dello stoccaggio di gas con altri otto campi da aggiungersi ai 15 e ai 352 pozzi gia' esistenti.

Ecco allora cosa significa tutto questo nella pratica come comunicatomi da Ezio Corradi, vicepresidente del Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, e che riguarda il costruendo campo di stoccaggio Stogit a Bordolano, Strada Provinciale 25.
Periferia di Bordolano, in provincia di Crema. 

17 Febbraio 2013

250 metri dalle prime case, dal Santuario Madonna della Neve, dalla cascina della Neve, dall'Enoteca "la Gatta Ubriaca", dalla cascina Colombara.

300 metri dall'Agriturismo "La Corte dei Semplici". 

500 metri dal Laghetto di pesca sportiva "Il Laghetto" sede di gare di pesca sportiva.

In teoria campagna.

Due strutture metalliche del Cluster B costruite nel 2009 (su terreno agricolo secondo il Piano Regolatore allora in vigore) ed in funzione dal luglio 2010 senza piano di emergenza esterna.

Nuova torre di perforazione alta 30 metri con la "mission" di perforare quattro nuovi pozzi al Cluster B, pozzi che faranno parte del "Progetto Bordolano Stoccaggio di Stogit" compresa una nuova centrale di compressione del metano da 55 MW ed emissione di fumi a 520 gradi con PM2.5, NoX, CO, CO2 in un raggio di oltre 20 km. 

Il "Progetto" prevede lo stoccaggio di metano sotto il Parco Oglio Nord, sotto sedici Comuni, tra le Province di Brescia e di Cremona e a "soli" 1.100 metri dalla sorgente sismogenica complessa nota all'INGV con la sigla ITCS002INF, capace di generare in qualsiasi punto sismi di Magnitudo 6.1 (ndr sisma del Friuli 1976: Magnitudo 6.3).
Sulla torre di perforazione e sui Cluster e su altre strutture sono state posizionate tre maniche a vento a bande rosse e bianche per indicare la direzione del vento: chiaro segnale di uso di gas pericolosi per chi ci lavora: nessuno ha ancora avvisato gli abitanti di quanto sta avvenendo.

Anche al Cluster A, più vicino al paese di Bordolano con le prime case a 90 (novanta) metri e dove il nuovo Piano di Governo del Territorio preve un piano di lottizzazione per costruire nuove case, sono incomincaite le operazioni di scarifica del terreno per la realizzazione di altri tre pozzi.

I nuovi pozzi realizzati servono a velocizzare i tempi di immissione ed estrazione del metano, con quali riflessi sul sottosuolo non è dato di sapere nemmeno dai progetti presentati. 

Tutto ciò avviene con le "autorizzazioni" legali del Ministero dell'Ambiente, del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dello Sviluppo Economico ed il Nulla Osta dell'Ufficio UNMIG  di Bologna che ha invitato Stogit ad "attenersi alle normative che regolano l'uso degli esplosivi".

Tra l'indifferenza e l'ignorante superficialità del Parco Oglio Nord, dei Sindaci di Bordolano, Castelvisconti, Azzanello, Corte de' Cortesi con Cignone, Robecco d'Oglio, Olmeneta, Casalmorano, Annicco, Paderno Ponchielli, Casalbuttano, Quinzano d'Oglio, Verolanuova, Pontevico, Borgo San Giacomo.

Solo i Comuni di Verolavecchia e Soresina hanno espresso "osservazioni" contrarie a tutela dei loro cittadini.    

Nei giorni scorsi sono arrivati i supporti tecnici con container atrezzati con una rossa "cabina di regia pressurizzata" della società Halliburton e della società Schlumberger, le cui "specializzazioni ed attività" si possono ricercare in internet.

Chi difende il territorio ed i suoi abitanti? Dov'è il principio di precauzione?

Dall'Emilia Romagna arriva invece questa altra bella testimonianza di pozzi dismessi dall'ENI, in stato di semiabbandono che si vogliono resuscitare anche qui per fare stoccaggio. Le foto me le manda Betta Sala.

Si tratta del pozzo Bagnolo 2 nei pressi di Canolo,  frazione di Correggio, provincia di Reggio Emilia. 



Dice Betta:

Dopo 31 anni, questo è lo stato in cui versa il Pozzo Bagnolo 2, (petrolio) profondo 4,6 Km, tra Canolo e Bagnolo. Dopo 31 anni, c'è ancora puzza di petrolio, era lì sotto i miei piedi.
E' stata una sensazione orribile.
L'odore c'è, tipo di benzina. Mi domando la terra in che condizioni si trova....

Io questa roba non la voglio.

Monday, March 25, 2013

Colorado: metano, fiumi e monnezza

 
 
There is free-flowing hydrocarbon underground.
It's coming from something.
There's pipes underground.
There's tanks in the ground.
We really do not know yet.

Donna Gray , rappresentante della ditta incriminata,
la Williams Midstream Parachute Creek Gas Plant.




Parachute e' una citta' del Colorado con circa 1000 abitanti con un sito in cui trattare il gas proveniente dai vari pozzi metaniferi nelle zone circostanti. Si chiama Parachute Creek Gas Plant ed e' operato dalla Williams Energy Company.

Creek significa fiumiciattolo e gia' si capisce dove andra' a parare questa storia: hanno costruito un impianto per trattare il gas estratto nelle vicinanze lungo un fiume e .. voila'... hanno inquinato il fiume.

Non si sa bene come sia successo, non si sa da dove provengano gli idrocarburi ma finora - e sono circa due settimane che la perdita continua, dal giorno 8 Marzo per la precisione - hanno raccolto 240,000 litri di idrocarburi di vario genere e 40,000 di petrolio.

Notare che non lo sanno neanche quelli che l'impianto lo gestiscono da dove viene questa roba. Andiamo bene!

Comunque, quello che si sa e' che c'e n'e' di piu' di monnezza sottoterra . Infatti si parla di una sacca che si e' formata nel sottosuolo di circa 50,000 metri cubi di volume, piena di fluidi di idrocarburi.

Secondo le tabelle dello stato del Colorado ce ne sono centinaia di riversamenti e di incidenti simili ogni anno, e' solo che qui si e' arrivati a livelli di allarme. La maggior parte di queste perdite - il 60% - si verifica a meno di 500 metri da corpi d'acqua.

Un tempo l'area attorno a Parachute era sede di frutteti e di pascoli - adesso e' invece tutto industrializzato -  non certo per il meglio.

Per un attimo - anche se non ci sono mai stata - mi e' venuto da pensare ad Arborea, a come sara' dieci, venti anni da adesso. 

Alla fine, e' un processo inarrestabile, e una volta innescato non se ne esce piu'.

Alla fine anche Gela, 50, 60 anni fa era un comune agricolo. E guarda adesso.
Anche loro sono nelle stesse condizioni di Parachute

100 mila litri di benzina sparsa nel terreno, inquinamento da benzene, etilbenzene, stirene, toluene, xilene, idrocarburi policiclici aromatici.

Il tutto perche' uno dei serbatoi della raffineria non era piu' in condizioni ottimali e del 2011 ha ceduto.

E queste cose non sono numeri a casaccio - come Scaroni e Passera vorrebbero farci credere. Sono invece numeri che si traducono in conseguenze sulla vita delle persone.

L'allevatore Rick Bumgardner di Parachute che si occupa di 200 mucche e che ne vede periodicamente di riversamenti nei campi dice

"I've had to accept it. If I had my choice, I'd just as soon be someplace away from here, but I guess I couldn't afford it"

Mi sono dovuto rassegnare. Se potessi decidere io me ne andrei altrove, ma non posso permettermelo.

"Oil and gas companies try to beat it back, hope nobody finds them. That’s the way they operate.”

Le ditte del petrolio e del gas cercano di nascondere e sperano che nessuno li trovi. E' cosi' che operano.

Che si chiamino Saras o ENI o MOG o Williams, non cambia niente. Alla fine e' solo il vile denaro.