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Tuesday, May 12, 2015

Olanda: la strada del sole











 
We did not expect a yield as high as this so quickly.
 Sten de Wit, portavoce SolaRoad.



Circa sei mesi fa in Olanda venne inaugurata la prima strada del sole. Krommenie, a nord di Amsterdam: una pista ciclabile coperta di pannelli solari. Era un semplice prototipo - con solo settanta metri e costruita in maniera sperimentale.

I pannelli sono coperti da uno strato protettivo di vetro, gomma e silicio e possono sostenere anche il passaggio di camion di 12 tonnellate. Ciascun pannello trasmette poi informazioni e carico di energia alla rete centrale. Se qualcosa va storto, solo il pannello rotto smette di funzionare. E' tutto progettato per durare almeno 20 anni, la stessa vita dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle case. Ci sono voluti 5 anni di tempo per mettere SolaRoad a punto.

Dopo sei mesi di sperimentazione, e' stato un successo: la pista ha generato in media 3000 kWh, che e' sufficiente per fornire energia per un anno intero per una famiglia tipica. Sono passati sulla pista circa 150,000 biciclette e non ci sono stati danni, a parte una guarnizione. Gli ingegneri stanno gia' lavorando a come fare per renderle piu resistenti.

Chi ha avuto questa idea? Il gruppo di ricerca dietro SolaRoad si chiama TNO ed ha inziato a pensarci nel 2009. Hanno lanciato la loro idea di strade al sole in un workshop dal titolo "Dream it and join in". La provincia di Noord-Holland, la ditta di costruzioni Ooms Civiel ed il service provider Imtech hanno deciso di partecipare a questa stravagante idea. Tutti assieme hanno messo su SolaRoad. L'idea per il lungo termine, e' di coprire tutte le strade olandesi di pannelli solari -- anche le strade per automobili.

Ora i bastian contrari diranno: oh ma e' solo settanta metri, e' difficile, non si puo', si rompono, e' un utopia. Certo. Ma come per tutte le cose umane, da qualche parte si incomincia. Tutti i grandi cambiamenti della storia sono avvenuti perche' qualche sognoratore ha avuto il coraggio di farlo. Se ci riescono in Olanda, e se lo facessimo tutti, dando tempo al tempo, il potenziale sarebbe enorme.

Quale altro miglior modo di spendere il proprio tempo su questo pianeta?

Dopo Krommenie un altra ditta, lo Studio Daan Roosegaade, ha inaugurato un altra pista ciclabile al sole lunga circa 800 metri da dove l'energia immagazzinata di giorno viene usata la notte per guidare i ciclisti, illuminando stelle azzurre ispirate da dipinti di Van Gogh. La pista e' stata aperta a Novembre 2014, in occasione dei 125 anni della morte del pittore.

SolaRoad adesso sta implementando altre piste ciclabili del sole in Olanda. Anche la California ne ha commissionata una.

E in Italia? Con tutto il sole che abbiamo, perche' non abbiamo anche noi un prototipo di SolaRoad? Che crea imprenditorialita', che usa creativita', che guarda al futuro e non alla petrol-monnezza sottoterra? Perche' invece dello SbloccaItalia al sapore di trivelle Matteo Renzi ed i suoi amici non pensano ad un SolarItalia al sapore di futuro?

Saturday, March 21, 2015

Francia: no alle trivelle e tutti i nuovi tetti devono avere pannelli solari o piante

Concessioni petrolifere in Francia
Tutte le richieste di ricerca petrolifere sono state cancellate.
Circa 180 concessioni.

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Eccoli. Era da tanto che sognavo una cosa cosi, una nazione che impone i pannelli solari, che tu lo voglia o no. Che lo vogliano o no i petrolieri, gli affaristi, quelli del no. 

L'hanno fatto in Francia. Una nuova legge approvata oggi 20 Marzo 2015 impone a chi costruisce edifici nuovi in zone commericiali di coprire i tetti con piante o pannelli solari.

Questo perche' ovviamente i pannelli solari generano energia ed i tetti "verdi" possono meglio isolare gli edifici, e ridurne l'energia per riscaldarla o per raffreddarla. I tetti verdi sono anche utili per favorire la biodiversita' in aree urbane e per dare a uccelli, api e altri animali ed insetti un angolo di natura nel mezzo del cemento.

La legge non e' perfetta, perche' gli attivisti di Francia avrebbero voluto che la legge si applicasse a tutti gli edifici del paese, non solo a quelli commerciali, ma e' un inizio, come sempre.

Diversi paesi hanno gia' questi tetti verdi: in Germania ed Australia sono abbastanza diffusi e la citta' di Toronto ha una ordinanza simile che obbliga ad installare tetti verdi sia su edifici che su industrie.

E in Italia?

In Italia siamo troppo impegnati con lo Sblocca Italia e i buchi e il prendere in giro i cittadini e fare il gioco degli affaristi per fare cose nobili e semplici allo stesso tempo. Vero Matteo Renzi? Vero Gianluca Galletti?

Vediamo dove vogliono arrivare con queste trivelle dei miei stivali.

Anzi gia' lo so. Ovunque, ma non nelle loro citta', non vicino alle loro case.



Thursday, January 29, 2015

Scozia: moratoria sul fracking e controllo locale delle trivelle



This is a very big nail in the coffin for the unconventional
gas and fracking industry in Scotland

Friends of the Earth, Scotland

Da oggi una moratoria sul fracking in Scozia.

Lo annuncia la BBC, secondo la quale il governo di Scozia ha annunciato il blocco di tutte le operazioni di fracking finche’ i ministri preposti avranno completato studi sulle implicazioni su salute ed ambiente delle trivelle.

A Maggio infatti nel Regno Unito le decisioni sul fracking verranno trasferite dal governo centrale alle varie regioni della nazione, e la Scozia avra’ il controllo sul si o su no. Nel frattempo dunque e’ tutto fermo come deciso dal ministro scozzese per l’energia, Fergus Ewing dopo che invece i dirigenti delle ditte petrolifere hanno chiesto di accellerare la transizione verso l’uso dello shale del gas.

Il ministro Ewing ha detto che il suo ufficio avra’ un approccio cauto sul tema, a differenza del governo centrale che ci e’ gettato a capofitto. Si e’ deciso che in Scozia ci saranno consultazioni pubbliche, in cui sara’ data voce a ciascun portatore di interessi, che ogni progetto dovra’ sottostare ad un impatto sulla salute pubblica, che ci dovranno essere maggiori controlli e direttive piu severe sia ambientali che occupazionali. Ovviamente per fare tutto questo ci vorra’ del tempo e nel frattempo, Ewing dice che non sarebbe opportuno concedere nuovi permessi.

"I'm therefore announcing today a moratorium on the granting of planning consents for all unconventional oil and gas developments, including fracking" afferma Ewing.

Da piu’ parti cresce la consapevolezza che se veramente ci saranno studi approfonditi sulla salute pubblica e dell’ambiente, questa decisione non potra’ altro che trasformarsi in un divieto permanente e intanto anche dal Wales chiedono di poter decidere localmente se far fracking o no sul loro territorio.

Non sappiamo come andra’ a finire e se sia sono un contentino alla popolazione, fra cui monta la protesta e l’opposizione. Certo e’ che a me colpisce il fatto che sia la Scozia a decidere e non Londra: il tutto mi pare veramente in contrasto con le tendenze centriste del governo Renzi, che invece con lo sblocca Italia decide di accentrare tutto nelle mani degli uffici romani togliendo voce ai cittadini e ai rappresentanti locali.

Dove sono state in Italia le consultazioni pubbliche sullo Sblocca Italia? E i report sulla salute pubblica quando si presentano I progetti petroliferi? O quelli in cui si parla della salute di chi vive vicino agli impianti di Gela, Falconara, Viggiano? E le multe a chi inquina ed ha inquinato? Dove e’ tutto questo? E perche’ anche da noi non decidiamo una moratoria nel frattempo che non si eseguono studi piu approfonditi?

Nel frattempo la Scozia ha stabilito nuovi record per la generazione di energia eolica: nel mese di Ottobre il 126% del suo fabbisogno con l’eccedenza venduta ai vicini. Con queste possibilita’ serve proprio trivellare?

Qui la Scozia e l’eolico.

Friday, January 16, 2015

Luca Zaia, governatore del Veneto: la Repubblica e' una, indivisibile e imperforabile



 
 
 
Le parole usate da Luca Zaia sono forti, e sono belle: la Repubblica è una, indivisibile e imperforabile. Le ha pronunciate nell'impuganare lo scellerato Sblocca Italia, che fra le altre cose cancellerebbe quel po di protezione che c'e' in Adriatico contro le trivelle nella Laguna Veneta.
 
Io non so se le abbia dette perche siamo in campagna elettorale e la sua avversaria del PD - Alessandra Moretti - e' appunto del partito che vuole bucare la nazione da cima a fondo. 
 Anzi, se fossi giornalista e ne avessi l'occasione glielo chiederei direttamente: cara Alessandra Moretti, che ne pensi delle trivelle nella laguna veneta? A Venezia? A Chioggia?  A Nervesa?

Ma quale che sia il motivo per cui Luca Zaia abbia detto queste parole, credo che sia importante che siano arrivate, cosi limpide, cosi nette:

“Queste disposizioni nazionali calpestando tutte le competenze regionali in materia di governo del territorio, turismo, protezione civile e salute, produrranno irrilevanti benefici economici e sociali ed elevati pericoli ambientali per il territorio italiano, già caratterizzato da rilevanti rischi geologici e ambientali. Si favorisce così una nuova e irragionevole colonizzazione del territorio e del mare italiano da parte dell’industria petrolifera, mettendo a rischio aree di pregio naturalistico e paesaggistico e fiorenti attività economiche legate al turismo e alla pesca, con lo scopo di estrarre idrocarburi di dubbia qualità, che agli attuali tassi di consumo, valutate le riserve certe a terra e a mare censite dal Ministero dello Sviluppo Economico, potrebbero coprire il fabbisogno nazionale per un periodo non superiore ad un anno”.


L'ENI e le sue amiche da tempo hanno dei permessi per estrarre gas nell'Alto Adriatico, proprio di fronte a Venezia, e a Chioggia, e nel delta del Po'. 
Numerosi studi fatti gia' dal 1975 fino ai giorni nostri che mostrano ripetutamente come l'opera di estrazione, con trivellamenti e petrurbamenti dell'equilibrio sotterraneo hanno fortissime probabilita' di causare la subsidenza. Chi vive in Veneto ed ha una certa eta' lo saper averlo sperimentato nel corso degli anni e tutti abbiamo sentito dire che Venezia sta sprofondando. Cosi' dal 2002 esiste una moratoria contro le trivelle nelle acque del Veneto.

L'ENI pero' ora non perde tempo, e' proprio dal 2002 che si organizza, convince, ammorbidisce, e i politici vacillano. Come al solito si scrivono leggi incomprenisibili, fatte apposta per poter essere raggirate. Quella del 2002 (chissa' perche' non gli piaceva piu'!) viene leggermente modificata: sotto le spinte dell'ENI arriva il decreto Milleproroghe (gia' il nome sa di illegale) Praticamente si dice che il divieto di trivellare e di cercare idrocarburi resta, ma solo se esiste la subsidenza. 
Cioe' e' compito della regione mostrare che esiste questo fenomeno, senno' l'ENI puo' fare quel che vuole. E adesso a piu di dieci anni, il gioco e' arrivato alla fine, e vogliono addirittura cancellare i divieti come dice Zaia  
"senza che sia mai stata accertata l’assenza di rischio di subsidenza. Anzi è accertato il contrario. La Regione Veneto ha stanziato risorse per fronteggiare il fenomeno dell’abbassamento dei terreni in Polesine. Legittimare le trivellazioni nell’Adriatico in zone sensibili come Venezia è pura follia!”.

Tuesday, January 6, 2015

Paolo Maddalena, lo sblocca Italia e Pantelleria









Paolo Maddalena, classe 1936, e' un magistrato, giurista e giudice costituzionale, specializzato, fra le altre cose, in diritto romano, diritto amministrativo e costituzionale e diritto ambientale. 

La sua ricca biografia su Wikipedia ricorda che e' entrato nella magistratura della Corte dei Conti nel 1971 e che ha svolto numerose istruttorie su temi ambientali, facendo parte del settore Ecologia e Territorio presso la Corte Suprema di Cassazione, e Capo ufficio legislativo presso il Ministero dell'Ambiente. Fra le principali modifiche alla responsabilità amministrativa, la risarcibilità del danno pubblico ambientale.

Nel 2002 Paolo Maddalena e' diventato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana come Giudice costituzionale e per iniziativa del Presidente della Repubblica.
Ad oggi e' adesso vice-presidente emerito della Corte Costituzionale.

E' dunque, la sua, una voce del tutto autorevole in materia legislativa e ambientale. Questo e' il suo messaggio sullo Sblocca Italia, parole giunte in occasione del convegno informativo sulle trivelle nel mari blu di Pantelleria, a cui ero presente, il giorno 3 Gennaio 2015:

"Si deve sapere che lo Sblocca Italia, che antepone l'interesse delle imprese ai reali bisogni del Popolo italiano, è una legge per più versi incostituzionale.

Per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere, è da sottolineare che si tratta della violazione di un bene "primario ed assoluto" (sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1986, confermata da molte altre sentenze successive) e cioé l'ambiente marino, e quindi della violazione degli articoli 9 e 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, i quali impongono la tutela del paesaggio, dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali e naturali.

Le cosiddette "deroghe" non hanno valore in questo campo, poiché si tratta di diritti inviolabili di tutti i cittadini, considerati come singoli e come parti della collettività (art. 2 Cost.).

E' indispensabile che singoli o Associazioni o Comitati da tempo radicati sul territorio impugnino davanti al Giudice amministrativo i provvedimenti amministrativi che autorizzano dette trivellazioni, chiedendo di rimettere gli atti alla Corte costituzionale per un giudizio incidentale di legittimità costituzionale.

Non c'è tempo da perdere. Questo Sblocca Italia è una vera tragedia

Paolo Maddalena"

Io spero che tutte le comunita' interessate alle trivelle sparse per l'Italia, che combattono o che hanno combattuto, possano seguire questi consigli. Matteo Renzi, dalle bianche piste di Courmayeur e dall'alto dei suoi lussuosi voli di stato a nostre spese non puo' arrogare il diritto di calpestare i nostri beni "primari ed assoluti", i nostri diritti "inviolabili" e la nostra sacrosanta democrazia.



Tuesday, November 11, 2014

I voti allo Sblocca Italia del Senato


Elena Cattaneo, senatrice a vita
Direttore del Centro di ricerca sulle cellule 
staminali dell'Università di Milano
ed esperta di malattie genetiche rare. 

"Mescolare l'etica personale con la scienza 
è un errore che un ricercatore non dovrebbe fare mai"

Ha votato si allo Sblocca Italia
 



Iosefa Idem, atleta kayak 

Ai giochi del Mediterraneo a Bomba (Abruzzo) 
parlando del terremoto disse

 "Siamo tutti vicini a questa gente. 
Noi atleti non ci tiriamo indietro 
quando c'è da dimostrare solidarietà" 

Evidentemente in politica e' una cosa diversa.

Ha votato si allo sblocca Italia



Lucrezia Ricchiuti, senatrice PD

Dice che la legge era sbagliata, ma l'ha votata lo stesso.

Poverina.






Stefania Pezzopane, senatrice

Circa sei mesi fa aveva promesso ogni sospensione 
di lavori su Ombrina.
Dopo tre mesi arriva la richiesta di AIA 
per la quale non ha smosso un dito.


Eh, l'amore.


Ecco qui i nostri eroi che hanno votato si allo Sblocca Italia al Senato della Repubblica Italiana.

Fra i nomi che riconosco dell'Abruzzo Stefania Pezzopane - in teoria contro le trivelle, nei fatti segue i diktat di partito. O forse era troppo impegnata con le sue conquiste amorose per pensare all'Abruzzo. Con lei Federica Chiavaroli e Gaetano Quagliarello - quest'ultimo non ho ben capito cosa ci azzecca con l'Abruzzo.

A votare si c'e' anche Filippo Bubbico, che ai lucani lascia la patata petrolifera bollente e lui se ne resta fra i marmi romani dopo essersi fatto una bella carriera politica sulle lacrime della gente di Basilicata.

Mi fa strano anche la senatrice a vita Elena Cattaneo che vota in favore dello Sblocca Italia, non era quella che era stata nominata da Napolitano per i suoi meriti scientifici? 

E infatti, si vado a vedere ed e' ordinario di farmacologia, membro della commissione igiene e sanita', e con un ricchissimo curriculum scientifico
ed adesso anche senatrice a vita.
 
Come fa una persona cosi a votare si alla petrolizzazione dell'Italia senza cercare di fare niente?

Non so cosa dire e mi vergogno per lei. Una persona con un passato di scienza e di medicina dovrebbe essere sensibile piu degli altri alle questioni di bene comune, di salvaguardia del nostro ambiente e dei nostri polmoni.

Che dire. La magia delle poltrona.

Come non poteva mancare la nostra amica Simona Vicari? La piu' amica dei petrolieri di tutta Italia che non si smentisce mai.

Ci sono pure Anna Finocchiaro della Puglia, Carlo Giovamardi dell'Emilia Romagna, e Roberto Formigoni della Lombardia, oltre che Josefa Idem, la canottrice che viene al lago di Bomba per fare le gare di canoa, ma cui evidentemente non interessa molto salvarla dai petrolieri.

La chicca finale resta Lucrezia Ricchiuti che dalla sua pagina facebook versa lacrime di coccodrillo sul suo voto e cerca di trovare scuse - non potevo, il partito, ma io.

A lei, a tutti gli altri che vogliono razionalizzare e trovare ridicole scuse: nella vita uno ha *sempre* una scelta.  Sempre. A tutti: vergogna.


Eccoli qui dunque i nostri eroi che hanno votato si allo sfascia Italia
del trivellante Matteo Renzi:

Aiello Pietro (NCD) Calabria


Albano Donatella (PD) Liguria


Albertini Gabriele (NCD) Lombardia


Amati Silvana (PD) Marche


Angioni Ignazio (PD) Sardegna


Astorre Bruno (PD) Lazio


Augello Andrea (NCD) Lazio


Azzollini Antonio (NCD) Puglia

Berger Johann Karl (Aut PSI) Trentino Alto Adige


Bertuzzi Maria Teresa (PD) Emilia Romagna


Bianco Amedeo (PD) Sicilia


Bianconi Laura (NCD) Emilia Romagna
Bonaiuti Paolo (NCD) Lombardia


Borioli Daniele Gaetano (PD) Piemonte


Broglia Claudio (PD) Emilia Romagna


Bubbico Filippo (PD) Basilicata


Buemi Enrico (Aut PSI) Piemonte


Caleo Massimo (PD) Liguria
Cantini Laura (PD) Toscana


Capacchione Rosaria (PD) Campania


Cardinali Valeria (PD) Umbria


Caridi Antonio Stefano (NCD) Calabria


Casini Pier Ferdinando (PI) Campania


Cassano Massimo (PD) Puglia


Cattaneo Elena (Aut PSI) Senatore a vita


Chiavaroli Federica (NCD) Abruzzo


Chiti Vannino (PD) Piemonte 


Cirinnà Monica (PD) Lazio


Cociancich Roberto (PD) Lombardia


Collina Stefano (PD) Lombardia


Colucci Francesco (NCD) Lombardia


Conte Franco (NCD) Veneto


Corsini Paolo (PD) Lombardia


Cucca Giuseppe Luigi (PD) Sardegna


Cuomo Vincenzo (PD) Campania


D’Adda Erica (PD) Lombardia


Dalla Tor Mario (NCD) Veneto


Dalla Zuanna Gianpiero (PD) Veneto


Davico Michelino (GAL) Piemonte


De Biasi Emilia Grazia (PD) Lombardia


De Poli Paola (Gruppo Misto) Veneto


Del Barba Mauro (PD) Lombardia


Della Vedova Benedetto (SCpI) Lombardia


Di Biagio Aldo (PI) Europa


Di Giacomo Ulisse (NCD) Molise


Di Giorgi Rosa Maria (PD) Toscana


D’Onghia Angela (PI) Puglia


Esposito Stefano (PD) Piemonte


Fabbri Camilla (PD) Marche


Fasiolo Laura (PD) Fruili Venezia Giulia


Fattorini Emma (PD) Basilicata


Favero Nicoletta (PD) Piemonte


Fedeli Valeria (PD) Toscana


Ferrara Elena (PD) Piemonte


Filippi Marco (PD) Toscana


Filippin Rosanna (PD) Veneto


Finocchiaro Anna (PD) Puglia


Fissore Elena (PD) Piemonte


Formigoni Roberto (NCD) Lombardia


Fornaro Federico (PD) Piemonte


Fravezzi Vittorio (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Gatti Maria Grazia (PD) Toscana


Giacobbe Francesco (PD) Asia-Africa-Oceania-Antartide


Giannini Stefania (SCpI) Toscana


Ginetti Nadia (PD) Umbria


Giovanardi Carlo (NCD) Emilia Romagna


Gotor Miguel (PD) Umbria


Granaiola Manuela (PD) Toscana


Gualdani Marcello (NCD) Sicilia


Guerra Maria Cecilia (PD) Emilia Romagna


Guerrieri Paleotti Paolo (PD) Liguria


Ichino Pietro (SCpI) Lombardia


Idem Joesfa (PD) Emilia Romagna


Lai Bachisio Silvio (PD) Sardegna


Langella Pietro (GAL) Campania


Laniece Albert (Aut-PSI) Valle D'Aosta


Lanzillotta Linda (SCpI) Umbria


Latorre Micola (PD) Puglia


Lepri Stefano (PD) Piemonte


Lo Giudice Sergio (PD) Emilia Romagna


LoMoro Doris (PD) Calabria


Longo Fausto Guilherme (Aut-PSI) America Meridionale


Lucherini Carlo (PD) Lazio


Lumia Giuseppe (PD) Sicilia


Manassero Patrizia (PD) Piemonte


Manconi Luigi (PD) Sardegna


Mancuso Bruno (PD) Sardegna


Maran Alessandro (SCpI) Friuli Venezia Giulia


Margiotta Salvatore (PD) Basilicata


Marinello Giuseppe Francesco Maria (NCD) Sicilia


Marino Mauro Maria (PD) Piemonte


Martini Claudio (PD) Toscana


Mattesini Donatella (PD) Toscana


Maturani Giuseppina (PD) Lazio


Mauro Mario Walter (PI) Lombardia


Micheloni Claudio (PD) Europa


Migliavacca Maurizio (PD) Emilia Romagna


Mineo Corradino (PD) Sicilia


Minniti Marco (PD) Calabria


Mirabelli Franco (PD) Lombardia


Morgoni Mario (PD) Marche


Moscardelli Claudio (PD) Lazio


Mucchetti Massimo (PD) Lombardia


Naccarato Paolo (GAL) Lombardia


Nencini Riccardo (Aut-PSI) Marche


Olivero Andrea (PI) Piemonte


Orru' Pamela (PD) Sicilia


Padua Venera (PD) Sicilia


Pagano Giuseppe (NCD) Sicilia


Pagliari Giorgio (PD) Emilia Romagna


Panizza Franco (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Parente Annamaria (PD) Lazio


Pegorer Carlo (PD) Friuli Venezia Giulia


Pezzopane Stefania (PD) Abruzzo


Pignedoli Leana (PD) Emilia Romagna


Pinotti Roberta (PD) Liguria


Pizzetti Luciano (PD) Lombardia


Puglisi Francesca (PD) Emilia Romagna


Quagliariello Gaetano (NCD) Abruzzo

Ranucci Raffaele (PD) Lazio


Ricchiuti Lucrezia (PD) Lombardia


Romano Lucio (PI) Campania


Rossi Gianluca (PD) Umbria


Rossi Luciano (NCD) Umbria


Rossi, Maurizio Giuseppe (Misto) Liguria


Russo Francesco (PD) Friuli Venezia Giulia


Ruta Roberto (PD) Molise


Sacconi Maurizio (NCD) Veneto


Saggese Angelica (PD) Campania


Sangalli Gian Carlo (PD) Emilia Romagna


Santini Giorgio (PD) Veneto


Scalia Francesco (PD) Lazio


Schifani Renato Giuseppe (NCD) Sicilia


Silvestro Annalisa (PD) Lombardia


Sollo Paaquale (PD) Campania


Sonego Lodovico (PD) Friuli Venezia Giulia


Spilabotte Maria (PD) Lazio


Sposetti Ugo (PD) Lazio


Susta Gianluca (SCpI) Piemonte


Tocci Walter (PD) Lazio


Tomaselli Salvatore (PD) Puglia


Tonini Giorgio (PD) Trentino Alto Adige


Torrisi Salvo (NCD) Sicilia


Tronti Mario (PD) Lombardia


Turano Renato Guerino (PD) America settentrionale e centrale


Vaccari Stefano (PD) Emilia Romagna


Valdinosi Mara (PD) Emilia Romagna


Valentini Daniela (PD) Lazio


Vattuone Vito (PD) Liguria


Verducci Denis (FI-PdL) Toscana


Vicari Simona (NCD) Sicilia


Viceconte Guido Walter Cesare (NCD) Basilicata


Zanda Luigi (PD) Lazio


Zanoni Magda Angela (PD) Lazio


Zavoli Sergio (PD) Campania


Zeller Karl (Aut-PSI) Trentino Alto Adige


Zin Claudio (Aut-PSI) America meridionale

Saturday, November 1, 2014

Realacci presidente onorario di Legambiente: perche' hai votato si?


Ermete con le sue competenze e la grande esperienza 
acquisita in tanti anni di importanti battaglie ambientali 
condotte alla guida di Legambiente, è la miglior garanzia perché questo Parlamento 
sappia raccogliere le tante nuove sensibilità ambientali presenti e sappia 
imprimere quella svolta che milioni di cittadini si attendono
 nella qualità della loro vita, nelle prospettive di nuovo lavoro, 
nella creazione di nuova bellezza nelle città come nelle aree meno urbanizzate, 
nel rispetto della legalità ovunque. 
Siamo certi che con la sua intelligenza e la sua tenacia saprà 
far valere le ragioni dell’ambiente e di un sano sviluppo del territorio.
che ha votato si allo Sblocca Italia, 7 Maggio 2013


Sono sempre convinta che le battaglie per la difesa del territorio hanno successo quando ad essere coinvolti sono i cittadini in prima persona, e quando questi sono informati, tanti, arrabbiati e intelligenti.

E quindi che si chiami comitato, o associazione, o movimento, o non si chiami niente, non fa differenza. L’importante è che tutti si lavori verso lo stesso obiettivo, ciascuno con i propri talenti ed il proprio tempo e nel rispetto di ciascuno. Non a caso le vittorie più belle in Italia sono arrivate quando è stato dal basso che ci si è organizzati, in Sardegna, in Abruzzo, in Lombardia e quando tutti hanno lavorato costruttivamente.

Questo non vuol dire che associazioni con dei nomi importanti non siano di rilievo. Anche se spesso arrivano in ritardo, quando già le criticità sono note a livello locale, possono fare molto in termini di sensibilizzazione, da amplificatore mediatico e per influenzare le scelte politiche a livello nazionale.

Ed è per questo che non capisco Legambiente.

In questi mesi e settimane sono stati molteplici i comunicati di questa associazione contro lo Sblocca Italia – spesso attingendo ed ispirandosi a materiale e fonti che diciamo, sono venuti altrove. Ad esempio, qui chiedono l’abrogazione dell’articolo 38 del decreto Sblocca Italia.

Qui invece il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, durante un presidio a Montecitorio contro lo Sblocca Italia lo definisce un “decreto antiambientale, vecchio e pericoloso” aggiungendo che il decreto e’ “carico di interventi sbagliati, all’opposto del sostegno ad un’economia circolare e low carbon” e che lo Sblocca Italia ripropone un’Italia “vecchia, incapace di stare al passo con i tempi, che si limita a fare “tana libera tutti” contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema”.

Anche a livello europeo hanno avuto dure parole di critica al governo che ha mostrato “scarsa capacità di leadership e volontà politica di investire nello sviluppo di un’economia europea a basse emissioni di carbonio cedendo alla lobby del fossile“ in occasione del Consiglio Europeo su Clima e Energia svoltosi a Bruxelles durante l’ultima settimana di Ottobre.

Ma allora, perché il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci del PD, presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati ha votato a favore dello Sblocca Italia? L’ha fatto due volte, il 23 ottobre 2014, quando c’è stato il voto alla fiducia sul governo e poi il 30 ottobre 2014 quando c’è stato il voto finale.

Come si conciliano le parole del presidente Cogliati Dezza contro lo Sblocca Italia con il voto del presidente onorario Realacci? Non è un controsenso?

Notare che sebbene rarissime come le mosche blu, ci sono state dentro il Pd altri voti “ribelli”, quelli di Giuseppe Civati e di Luca Pastorino che hanno detto no allo Sblocca Italia. Quindi Realacci non può dire che non poteva fare altrimenti. Aveva una scelta, come ce l’avevano Civati e Pastorino, e ha scelto di votare sì.

Qualcuno mi dirà: e che poteva fare Realacci? Poteva fare quel che poteva fare anche Giovanni Legnini: spiegare, sensibilizzare, creare consenso a favore dell’ambiente dentro i palazzi romani spiegando a chi scrive queste leggi che è assurdo rendere la vita ancora più facile ai petrolieri in un paese come l’Italia.

Se lo possiamo fare noi cittadini parlando gli uni agli altri, informandoci e creando opinione, lo può fare anche un politico, facendo l’attivista dentro i palazzi romani e magari convincendo gli altri parlamentari a rivedere queste norme trivellanti.

Costa fatica, lo so. Meglio non prendersele queste gatte a pelare, vero?

Che dire. Sono sicura che il passaggio al Senato dello Sblocca Italia sarà senza inceppi per Renzi e compari. E questo significa ancora una volta che l’onere e l’onore di difendere il territorio non lo si deve delegare a nessuno – né a Renzi, ne al Pd, ne a Legambiente, né a Godot.

Purtroppo tocca a ciascuno di noi, ogni santo giorno.

Qui la lista di tutti i parlamentari della Camera e come hanno votato sullo Sblocca Italia.

Friday, October 31, 2014

Maria Stella Bianchi e compari PD della Commissione Ambiente: si allo Sblocca Italia

Maria Stella Bianchi, PD - contro il petrolio a parole 
e nelle sue inutili risoluzioni e poi nei fatti vota si allo Sblocca Italia.

Non posso veramente crederci.

Non lo capisco. Sono una persona razionale, coerente, che quando da la parola la mantiene, leale e che cerca di guadare sempre alle cose piu grandi.

Ed eccoci qui. Dopo Ermete Realacci presidente della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici che vota a favore dello Sblocca Italia, decido di guardare come hanno votato gli altri della commissione ambiente.

E scopro delle cose oscene a dir poco, del tutto incoerenti, e false.

Maria Stella Bianchi,  del PD, quella che scriveva risoluzioni su Ombrina e contro il petrolio copiando i miei testi, che sbandierava la sua opposizone alle trivelle che poi vota a favore dello Sblocca Italia. Come non si vergogni e' un mistero per me.

Tino Iannuzzi,  del PD, vice presidente della Commissione Ambiente, anche lui vota si allo Sblocca Italia.

Tommaso Ginoble, dell'Abruzzo e del PD pure lui, nonche' segretario della stessa Commissione Ambiente, vota a favore dello Sblocca Trivelle.

Gli altri della Commissione Ambiente a votare a favore dello Sblocca Italia? Li metto fra un attimo, voglio pero' qui ringraziare Angelo Cera della Puglia - che non conosco - perche' ha votato fuori dalle fila del suo partito (Scelta Civica per l'Italia) e che ha votato no allo Sblocca Italia. Tutti quelli del Movimento 5 Stelle hanno votato no, come pure quelli di Forza Italia. Grazie anche a loro.


Ecco qui i membri della *Commissione Ambiente* che votano contro l'ambiente!!!





E non e' neanche per il petrolio che ci resto male, quanto per il senso di tradimento di questa gente. Ci ho perso anni della mia vita a spiegare a mezza Italia cosa fosse l'H2S e i fanghi e il fracking e la sismicta' indotta, gratis. E poi arrivano questi qui a *far finta* che gli interessi qualcosa dell'ambiente, lautamente pagati anche dalle *mie* tasse e che non hanno il coraggio di fare la cosa giusta. 

Ma che ci state a fare alla commissione ambiente? 

E chi lo deve difendere l'ambiente, se non voi? 

Ma un pizzico di integrita' ce l'avete? 

Ci credete o siete li solo per scaldare la poltrona?  Da come la vedo io, siete solo un branco di gente inutile che va dove li portano le chiacchere di Renzi e l'ombra della poltrona.


Wednesday, October 29, 2014

Decreto Sblocca Italia: i voti alla fiducia

I voti alla Camera sulla Fiducia allo Sblocca Italia e
 Distruggi Democrazia il giorno 23 Ottobre 2014

A chi ha votato si - vergogna.




Ha votato si anche il difensore dell'ambiente PD Ermete Realacci.




Ecco qui come hanno votato i parlamentari d'Italia - pagati con le nostre tasse -  sulla fiducia allo Sblocca Italia. Spero che ce ne si ricordi la prossima volta che si vota. 

Notare che nessuno del PD ha avuto il coraggio di votare contro il decreto trivellante. Quando diranno "ma, se, io, il partito, non potevo fare altrimenti, blablabla" occorre rispondere: no caro, no cara. Nella vita c'e' sempre una scelta e lei ha scelto di votare si, si allo sblocca Italia, si alle trivelle, si alla distruzione dell'Italia, dell'Abruzzo, della Basilicata, e di tutte le regioni coinvolte e quindi la responsabilita' e' anche sua.

Fare il politico non significa seguire i diktat di partito, significa avere il coraggio di fare la cosa giusta per il tuo elettorato. Punto. E' per questo che lorsognori vengono pagati profutamente. A premere i bottoni e a seguire le linee del partito sono buoni tutti.

E se in futuro gli stessi che hanno votato "si" diranno di essere contro il petrolio: beh, uno ci si deve fare una gran risata, perche' semplicemente non e' vero. Verba volant. Sono i fatti, e in questo caso i voti, che contano, tutto il resto sono chiacchere.

Mi fa strano anche la posizione di Fabrizio Di Stefano di Forza Italia, che attacca il governo regionale sul petrolio un giorno si ed un giorno no,  promette ferro e fiamme contro le trivelle, ma poi al momento del voto, scompare.  E' assente infatti, come lo e' stato nel 43% dei voti.

Quasi tutto il suo partito ha votato contro lo sblocca Italia.

Chissa', magari se fosse stato presente, avrebbe votato no, e sarebbe stato anche lui uno dei pochi "statisti" della questione, ma non lo sapremo mai, appunto perche' era assente.

Ripenso a quel 43% di assenze: non so, ma io se faccio il 43% delle assenze al mio lavoro, mi cacciano, quali che siano le scuse presentate. Non brilla neanche Andrea Colletti del M5S, assente pure lui al momento del voto.

Eccoli qui i nostri eroi, nel bene e nel male, a chi ha votato no, Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca  del M5S, e Gianni Melilla di SEL, grazie. Agli altri, tutta la mia pena.


Favorevole



  CASTRICONE Antonio (PD) Favorevole

 COLLETTI Andrea (M5S) Assente

D'INCECCO Vittoria (PD) Favorevole

DEL GROSSO Daniele (M5S) Contrario

DI STEFANO Fabrizio (FI-PdL) Assente

FUSILLI Gianluca (PD) Favorevole

GINOBLE Tommaso (PD) Favorevole

GUTGELD Izthak Yoram (PD) Favorevole

MELILLA Gianni (SEL) Contrario

PICCONE Filippo (NCD) Assente

SOTTANELLI Giulio (SCpI) Favorevole

TANCREDI Paolo (NCD) Favorevole

VACCA Gianluca (M5S) Contrario


E visto che il decreto riguarda anche da vicino la Basilicata, ecco come hanno votato i politici di quella regione. Spicca in positivo la posizione di Cosimo Latronico, di Forza Italia pure lui che ha votato no allo Sblocca Italia.


ANTEZZA Maria (PD) Favorevole

FOLINO Vincenzo (PD) Assente

LATRONICO Cosimo (FI-PdL) Contrario

LIUZZI Mirella (M5S) Contrario

PLACIDO Antonio (SEL) Contrario

SPERANZA Roberto (PD) Favorevole


Il voto finale c'e' stato oggi 30 Ottobre -  278 si 161 no e 7 astenuti. Evviva.