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Friday, April 26, 2019

Il modo piu' efficente per fermare i cambiamenti climatici: piantare 1,200,000,000,000 di alberi









Quando pensiamo ai cambiamenti climatici, tutti pensiamo all'enormita' del problema e che la soluzione debba essere qualcosa di mega-galattico.
    E Tom Crowther non e' il solo, anche il gruppo Plant for the Planet (PFTP), guidato da giovani sta portando avanti una campagna quella del "Trillion Tree" che e' l'evoluzione del progetto "Billion Tree" lanciato dall'ONU nel 2006. Da un miliardo di alberi (billion) si e' passati a mille miliardi (trillion).

    I ragazzi del PFTP hanno gia' aiutato a piantare circa 15 miliardi di alberi, con l'aiuto di vari governi, inclusa l'India che ne ha piantati 2 miliardi. Tom Crowther e' un consulente per PFTP e dice che questi alberi e' facile piantarli in zone degradate. Ovviamente occorre fare il tutto in modo intelligente, perche' possono esserci rischi di incendi se gli alberi sbagliati vengono piantati in zone sbagliate. Oltre agli alberi anche il recupero delle savane e delle praterie sono importanti perche creano ecosistemi che aiutano a sequestrare l'anidride carbonica.

    Di pari passo alla riforestazione c'e'il fermo della deforestazione ovviamente.

    Intanto, oltre all'India, l'Australia promette che piantera' un miliardo di alberi entro il 2030, i paesi dell'Africa subsahariana promettono invece di riforestare 100 milioni di ettari di terra degradata, e la Cina ha gia' piantato 50 miliardi di alberi dal 1970 ad oggi.

    Da un punto di vista globale, la Bonn Challenge sponsorizzata dalle Nazioni Unite si propone di piantare alberi in circa 350 milioni di ettari entro il 2030.
    Ecco.

    Piantare un albero, e curarlo, non e' difficile. Se tutti quelli che parlano, protestano, postano su Facebook si impegnassero a piantare e annaffiare un solo albero, saremmo un piccolo passettino in avanti.

    In Italia non e' difficile. Ci sono tanti spazietti di risulta, e anche solo lanciarci semi di albicocche, pesche o altri frutti, o piantare arbusti appropriati potrebbe portare ad inaspettate soprese.

    Noi l'abbiamo fatto da piccoli, e dietro casa di mia mamma sono cresciuti due alberelli di albicocche, ora giganti.



    Saturday, February 16, 2019

    La NASA: il mondo e' piu verde, grazie alla riforestazione in Cina

    Il mondo e' piu' verde ora rispetto a 20 anni fa.

    Questo lo dicono i dati ripresi dalla NASA che hanno visto il verde trionfare in Cina e in India. Lo studio e' stato riportato da Nature Sustainability.

    Ma ci sono varie sfumature di verde in questa storia. Intanto, e' stano no, che il maggior verde arrivi da questi due paesi, Cina ed India, dalla popolazione elevata e tutto sommato ancora in via di sviliuppo.

    Per la Cina il risultato e' straordinario e arriva da un ambizioso programma di riforestazione portato avanti da vari anni. Ed e' veramente notevole e ammirabile quello che hanno fatto.

    Anche in India c'e' stato un massiccio impegno nel piantare alberi, nel 2017 per esempio hanno pure stabilito un nuovo record mondiale: sono stati piantati 66 milioni di alberi in 12 ore! grazie a una valanga di volontari.

    Ma gran parte del nuovo verde in India e' dovuto a una intensificazione dell'agricoltura in zone un tempo desertiche o poco sfruttate.

    Sono venti anni che la NASA segue con appositi strumenti satellitari il verdeggiare della terra. Si chiama Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer, or MODIS, e la sua elevata risoluzione permette di guardare cio' che accade sulla terra fino a 500 metri di risoluzione.

    Tutto sommato il nuovo verde sul pianeta rappresenta un area equivalente all'intera Amazzonia.
    Ogni anno ci sono circa 4 milioni di chilometri quadrati in piu' di verde, un 5% di aumento annuo.

    Un terzo del verde in piu arriva da Cina ed India, anche se coprono solo il 9% dell'intera superficie mondiale. Dei programmi di riforestazione in Cina abbiamo gia' parlato ed e' una iniziativa mirata del governo per mitigare gli effetti di erosione, inquinamento e cambiamenti climatici - semplicemente per combattere tutte queste cose, hanno deciso di piantare foreste!

    In India invece il contributo al verdeggiare arriva dall'agricoltura. Il terreno dedito alla coltivazione di verdure e frutta e' lo stesso, ma sono state diversificate le pratiche, per esempio e' stato esteso il sistema di irrifagazione. Ora, oltre al verde, i raccolti sono aumentati del 35-40%.

    Tutto bene allora? Non proprio, la cosa triste e' che invece l'Amazzonia si restringe e cosi pure le foreste d'Indonesia. Gli aumenti di verde in Cina ed India non soppiantano la perdita di verde in questi altri angoli del mondo. Ma la cosa positiva e' che quando la Cina si e' resa conto degli enormi problemi causati dalla deforestazione e dall'inquinamento, hanno iniziato a cambiare metodi  e mentalita' e le cose sono migliorate. Si spera che Brasile e Indonesia, e tutti gli altri a dire il vero, prendano d'esempio e facciano lo stesso. 

    Thursday, August 31, 2017

    Dalla foresta amazzonica duemila nuove specie animali e vegetali scoperte in sedici anni




    Inia Araguaiaensis -- delfino rosa

    Potamotrygon limai - razza con celle esagonali

     Zimmerius chicomendesi -- uccello il cui nome e' in onore di
    Chico Mendes, ambientalista del Brasile 

    Nystalus obamai -- uccello il cui nome e' in onore di Barack Obama

     Plecturocebus miltoni -- scimmia dalla coda arancione
    primatologo e veterniario del Brasile


    Hypocnemis rondoni -- uccello il cui nome e' in onore di  
    Marechal Cândido Rondon, antropologo ed esploratore

     Tolmomyias sucunduri -- uccello scoperto nella regione
    Sucunduri, in un area protetta


    Nei due anni 2014 e 2015 sono state scoperte ben 381 specie nuove, animali o vegetali, sulla terra, tutte dalla foresta amazzonica.

    381. Una specie nuova ogni due giorni!

    Fra queste scoperte recenti, un delfino fluviale rosa, una scimmia con la coda arancione, una razza con la pelle a nido d'ape, un uccello tropicale chiamato in onore di Obama (Nystalus obamai).

    E' un tasso straordinario di scoperta, che mostra quanto poco sappiamo del nostro pianeta, quanta ricca sia la nostra biodiversita' e quanto abbiamo ancora da imparare.

    Tutto questo mentre la foresta Amazzonica viene distrutta dalla nostra avidita', senza che neanche ce ne rendiamo conto.

    Il rapporto sulle nuove scoperte arriva dal Mamiraua' Institute for Sustainable Development ed elenca per la precisione 216 piante, 93 pesci, 32 anfibi, 20 mammiferi, 19 rettili ed un uccello.

    Le annate 2014-2015 sono state straordinarie, ma non e' che negli anni precedenti non si scoprisse niente, anzi, lo stesso gruppo riporta che fra il 1999 e il 2013, il tasso di specie nuove scoperte e' stato di circa 110 animali o piante l'anno.

    Cioe' se mettiamo tutto assieme, fra il 1999 e il 2015, in sedici anni sono state scoperte piu' di duemila specie animali e vegetali nuove.

    Duemila!!

    L'Amazzonia contiene circa un terzo delle foreste tropicali rimaste sul pianeta, nonostante rappresenti l'uno per cento della superficie terrestre.

    Ci sono qui il 10% di tutte le piante (note!) sul pianeta.

    Si stima che adesso conosciamo solo il 20% di tutte le piante sulla terra e che il restante 80% e' ancora ignoto.

    Come mai tutte queste specie arrivano dall'Amazzonia? Perche' a causa della sua grandezza e' difficile penetrarla tutta, e a causa della sua ricchezza, anche addentrarsi in zone poco distanti dai centri e dai fiumi principali gia' porta ad enormi scoperte. E infatti, la maggior parte di quello che sappiamo si trova vicino alle zone piu' antropizzate e/o trafficate, come appunto strade e fiumi navigabili. Altre invece arrivano dalle poche zone ufficiali di studio dentro la foresta.

    E quindi ogni volta che ci si addentra in posti remoti, si scoprono le meraviglie della natura. Dopotutto non e' un mistero che qui ci siano ancora comunita' di umani mai contattate dalla nostra civilta'.

    Nel frattempo il tasso di estinzione causato dall'uomo e' di circa mille-diecimila volte in piu' rispetto al tasso naturale. Cioe' per colpa nostra, le specie scompaiono mille-diecimila volte piu' in fretta di quanto madre natura abbia inteso.

    Ricardo Mello e' il coordinatore del programma del WWF per la "ri-scoperta" dell'Amazzonia in Brasile e dice che nonostante la scarsita' di risorse nuove specie continuano a venire alla luce con cosi tanta frequenza. Questo vuol dire che davvero i segreti e la ricchezza dell'Amazzonia sono straordinari.

    Che fare di tutta questa nuova conoscenza?

    Proteggerla, certo!

    Non e' accettabile continuare a disboscare, disboscare, trivellare, abbattere, scavare senza neanche sapere cosa si sta uccidendo. La biodiversita' va protetta e studiata,  per amore della conoscenza, del creato ma anche perche' queste specie potrebbero darci nuove idee per cure di malattie o per alimentazione futura.
    Il primo passo e' sempre la conoscenza, e la popolarizzazione in modo che possano essere presi passi adeguati per la conservazione. Credo sia imporante che noi tutti capiamo quanto vitale sia la foresta amazzonica, e quanto prezioso sia in realta' il nostro pianeta tutto, in modo da poterci scandalizzare ogni volta che sentiamo notizie traumatiche per lo sfruttamento scellerato della natura. E se distruggiamo l'Amazzonia, con tutta questa ricchezza e bellezza, figuriamoci con quanta non-chalance distruggiamo terre e foreste meno famose e meno spettacolari.  

    Ecco, sono davvero numeri sbalorditivi. 

    Duemila nuove specie scoperte in sedici anni.

    Dalla sola foresta amazzonica.

    Credo che abbiamo il dovere di proteggere cosi tanta bellezza e di dover essere grati del fatto che ne siamo consci.


    Thursday, July 28, 2016

    Riforestazione dell'India: 50 milioni di alberi piantati in un solo giorno





    Il record mondiale della riforestazione spetta all'India: in 24 ore piantati 50 milioni di alberi di 80 specie diverse grazie ad 800mila volontari il giorno 15 luglio 2016. 

    Il progretto e' di ri-forestare il 12% del territorio, come simbolo dell'impegno della nazione contro i cambiamenti climatici, secondo le promesse di Parigi.  Per questo scopo il governo ha stanziato 6 miliardi di dollari. L'obiettivo e' di arrivare al 29% del territorio dell'intera nazione coperto da foreste, vecchie e nuove.

    Il lavoro di un albero e' importantissimo: catturano CO2 dall'atmosfera e la conservano e trasformano. Secondo alcune stile il 15% delle emissioni di gas serra e' dovuto alla deforestazione e alla perdita di alberi sul pianeta. Gli alberi tendono anche ad aiutare a purificare l'aria dalle impurita'.

    E sono belli da vedere.

    Come tutti i paesi in via di sviluppo l'India ha perso molte delle sue foreste, per urbanizzazione ed industrializzazione.

    E cosi, il giorno 11 Luglio 2016 il governo ha promosso una giornata simbolo per la riforestazione e sono stati piantati ben 49.3 milioni di alberi nello stato dell'Uttar Pradesh.  Gli alberi sono stati piantati lungo le strade, ferrovie, terre pubbliche e nelle foreste.

    Sara' una cosa buona per l'India e per i polmoni della sua gente.  E questo perche' oltre al record degli alberi l'India ha anche un altro record non proprio invidiabile: quello di nazione con sei delle dieci citta' piu' inquinate del mondo in termini di concentrazioni di PM 2.5.

    Peggio della Cina!

    Le citta' sono: Dehli, Gwalior, Allahbad, Patna, Raipur, Ludhiana. Le altre citta' della top 10 sono due in Cina, una in Iran e in una in Cameroon.

    Ovviamente gli alberi non risolveranno il problema, ma sono un passo in avanti, per piccolo che sia, e fanno si che quegli 800mila volontari si sentano piu' partecipi nel difendere la natura nel loro quotidiano.

    Il record precedente di numero di alberi piantati in un solo giorno era detenuto dal Pakistan nel 2013, con "soli" 850,000 nuovi fusti.

    E non c'e' solo l'India: in Africa l'obiettivo della AFR100, l'African Forest Landscape Restoration Initiative, e' di riforestare o di forestare ex novo 100 ettari di terreno. Finora le nazioni che hanno aderito con dei target precisi sono dieci: 


    Congo -- 8 milioni di ettari
    Ethiopia -- 15 millioni di ettari
    Kenya -- da stabilire 
    Liberia -- 1 milione di ettari
    Madagascar -- da stabilire
    Malawi -- da stabilire
    Niger -- 3.2 milioni di ettari
    Rwanda -- 2 milioni di ettari
    Togo -- da stabilire
    Uganda -- 2.5 milioni di ettari


    La New York Declaration of Forests invece fu firmata nel Dicembre del 2015 con l'obiettivo di dimezzare la deforestazione entro il 2020 e completamente fermarla entro il 2030.

    Tutto bene allora? Non propio. Sono tutte promesse o gesti dimostrativi che durano 24 ore. Occorrera' vedere se le promesse veranno veramente mantenute. Occorre vigilare sull'operato di queste 24 ore.

    Per esempio, molti degli alberi appena piantati in India moriranno perche' e' quasi normale che la riforestazione fatta da volontari non sia perfettamente efficente. Anzi si calcola che il 40% di quegli alberi morira'. E quindi ci vuole la perseveranza e la pazienza di volerlo. 



    E certo, come sempre, gia' che se ne parli, e che ci siano promesse e tentativi e' un passo in avanti.  Ma la strada e' lunga: abbiamo distrutto meta' delle foreste che un tempo coprivano la terra.


    Saturday, March 21, 2015

    Francia: no alle trivelle e tutti i nuovi tetti devono avere pannelli solari o piante

    Concessioni petrolifere in Francia
    Tutte le richieste di ricerca petrolifere sono state cancellate.
    Circa 180 concessioni.

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    Eccoli. Era da tanto che sognavo una cosa cosi, una nazione che impone i pannelli solari, che tu lo voglia o no. Che lo vogliano o no i petrolieri, gli affaristi, quelli del no. 

    L'hanno fatto in Francia. Una nuova legge approvata oggi 20 Marzo 2015 impone a chi costruisce edifici nuovi in zone commericiali di coprire i tetti con piante o pannelli solari.

    Questo perche' ovviamente i pannelli solari generano energia ed i tetti "verdi" possono meglio isolare gli edifici, e ridurne l'energia per riscaldarla o per raffreddarla. I tetti verdi sono anche utili per favorire la biodiversita' in aree urbane e per dare a uccelli, api e altri animali ed insetti un angolo di natura nel mezzo del cemento.

    La legge non e' perfetta, perche' gli attivisti di Francia avrebbero voluto che la legge si applicasse a tutti gli edifici del paese, non solo a quelli commerciali, ma e' un inizio, come sempre.

    Diversi paesi hanno gia' questi tetti verdi: in Germania ed Australia sono abbastanza diffusi e la citta' di Toronto ha una ordinanza simile che obbliga ad installare tetti verdi sia su edifici che su industrie.

    E in Italia?

    In Italia siamo troppo impegnati con lo Sblocca Italia e i buchi e il prendere in giro i cittadini e fare il gioco degli affaristi per fare cose nobili e semplici allo stesso tempo. Vero Matteo Renzi? Vero Gianluca Galletti?

    Vediamo dove vogliono arrivare con queste trivelle dei miei stivali.

    Anzi gia' lo so. Ovunque, ma non nelle loro citta', non vicino alle loro case.