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Monday, November 12, 2018

La Audax torna all'assalto di Pantelleria con Nilde, Naila e Norma -- Sergio Costa, che fare?





FPSO - originariamente proposta per il Banco dell'Avventura
dalla microditta Australiana Audax

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The transaction is conditional upon the Italian Licensing Authorities ratifying the License. 

Cioe' sta a noi, sta a Sergio Costa dire di no a questa mostruosita'
e fermare gli avvoltoi della Audax,  che dall'Australia
vogliono venire a trivellare
Sicilia, Pantelleria e il Banco dell'Avventura

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Ai giornalisti: si prega di citare le fonti.

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Torna in Sicilia la beneamata Audax Energy, la sussidiaria italiana della ADX energy,  una microditta dalle macroambizioni che dall'Australia vuole venire a trivellare Pantelleria e dintorni.

Si tratta del permesso D363 CR-AX gia' sede di tante battaglie ambientali che contiene i giacimenti Nilde, Norma e Naila nel bel mezzo del banco dell'Avventura e del banco di Talbot. Queste aree marine sono ricchissime di biodiversita', pesci di ogni genere, e amate dai sub di tutto il mondo, fra cui il mio amico Guido Picchetti.

La Audax annuncia infatti di avere firmato degli accordi con la SDP Services Limited per spartirsi la concessione al 50%. In cambio della cessione di meta' concessione, la SDP eseguira' i lavori fino ad un massimo di 20.82 milioni di euro.

L'asino casca qui:

I nostri amici australiani dicono che "la transazione e' subordinata all'approvazione della concessione da parte del governo italiano".

Cioe' sta a noi decidere se affidare il banco dell'Avventura e di Talbot a questi predatori australiani che hanno gia' fatto tutti i loro conti in tasca.

Non e' ben chiaro cosa stia facendo il Ministro Sergio Costa in temi di petrolio.

Quantomeno sarebbe utile far sapere a questi soggetti che il governo italiano non intende rilasciare tale concessione, di modo che tutti si mettano il cuore in pace.

Anche una qualche parola dal Ministro del Sud, Barbara Lezzi, non ci starebbe male.

Una delle tante cose che ci sono state dette in questi mesi sulla TAP per esempio, e' che non si puo' rescindere il permesso a causa di accordi prestabiliti.

Bene, qui gli accordi non ancora ci sono, e quindi *prima* il governo dice a questi che non vogliamo trivelle nel mari di Pantelleria, *meno* investimenti, inciuci, accordi e meno devastazione dei nostri mari ci saranno.

Lo sanno Barbara Lezzi e Sergio Costa di questi intenti della Audax?
Se si, cosa hanno da dire ai siciliani, ai sub, agli italiani?
Cosa hanno detto o fatto finora?

Io ho letto tutte queste cose dai comunicati agli investitori di questi ultimi giorni.

Torniamo ai nostri lupi in fabula.

Se il governo approva, la Audax cedera' il 50% dei suoi interessi alla SDP che gestira' la concessione; la SDP potra' pure prendersi il 5% di profitti futuri in aggiunta.

Ma perche' poi la Audax si va ad accoppiare con questa SDP?
Perche' non se la trivella da sola Pantelleria?

Perche' gia' a Gennaio 2018, il governo italiano fece sapere alla Audax che non aveva sufficienti fondi per trivellare, e di qui la ricerca di un partner.

Mmh. A Gennaio 2018 il Ministro dell'Ambiente era Gianluca Galletti. E' stato lui a dire queste cose alla Audax? Il Ministro dell'Economia era Pier Carlo Padoan. E' stato lui?

Chi lo sa.

La SDP e' privata e ha sede a Londra. A quanto pare e' carica di contanti. Hanno pure a disposizione trivelle, apparecchiature per le ispezioni sismiche, e' esperta di fracking e ha pure attrezzature specifiche per il soggiorno dei lavoratori a mare.

E infatti in capo della Audax d'Australia Ian Tchacos dice che spera che grazie all'accordo con la SDP tutto si risolvera' e che possano presto concretizzare.

Nilde si trova a 100 metri di profondita' nel canale di Sicilia, a 60 chilometri da Pantelleria.

Gia' durante gli anni 1980 erano estratti 20 milioni di barili, e le stime della Audax sono di altri 34 milioni di barili che attendono di essere riportati in superficie.

Si stima invece che Norma e Naila abbiano fra i 2 e 16 milioni di barili di petrolio.

Come sempre e' petrolio-monnezza, come quasi tutto quello italiano, e quindi c'e' bisogno di operazioni in loco per eliminare le inpurita', per la maggior parte sulfuree.

E questo e' strabiliante:

*avevano inizialmente proposto di ancorare una FPSO nel banco dell'Avventura e di Talbot*

Ora per uno che non legge questo blog, forse la gravita' delle righe di cui sopra non e' chiaro, ma chiunque abbia seguito le mie tribolazioni in Abruzzo, sapra' che una FPSO e' una "Floating Production and Storage Offtake" unit, una nave raffineria ancorata vicino al punto di estrazione il cui solo scopo e' quello di eliminare lo zolfo e di rilasciare fumi tossici in ambiente.

Cioe' sara' una nave-raffineria sputa veleni e sputa zolfo. 
24 ore su 24.
365 giorni l'anno.

Un mostro insomma.

Gli squattrinati della Audax pero' dicono che hanno pensato ad una alternativa "veloce" dove si usa la flessibilita' degli "alberi secchi" (non sto scherzando!) e non meglio specificati macchinari in affitto.

Infatti dicono:

ADX’s fast-track, technically robust and low capex development concept involves using the flexibility of dry trees and leased equipment, as opposed to its original option of a floating production and storage offtake facility.

Chi dovra' fornire questo "concetto veloce" e' la Calm Oceans Pte, di Singapore, specializzata in FPSO.

Pantelleria caput mundi delle trivelle allora - Australia, Singapore, UK tutti qui.

Questa Audax non e' nuova ai mari italiani: e' la titolare di altre concessioni fra Italia e Tunisia, fra cui il  Dougga gas condensate e il Lambouka gas discovery.  Ha altre concessioni pure in Romania.

Ai suoi investitori la Audax dice che gia' nel Maggio 2014 aveva proposto di sfruttare la concessione d 363 CR AX, dove si prevedevano ipsezioni sismiche per un costo di lavori preliminari di 300mila euro; di altri 520mila euro per poi eseguirle queste ispezioni sismiche, e poi la bellezza di 20 milioni di euro per trivellare il pozzo. La Audax ha gia' speso in questi anni 950mila euro, sfondando le previsioni e quindi vorrebbe accellerare i tempi.

Ora: a noi italiani non ce ne deve importare una trivella secca dei costi della Audax.

Se ne devono tornare a casa loro, e lasciare i nostri mari cosi come sono. Non vogliamo ne FPSO, ne alberi secchi, ne contratti con partner o con ditte terze.

Io vorrei solo poter gridare a gran voce a questi politici italiani che e' tempo di agire, di non essere passivi, e di dire alla Audax il prima possibile: Adios.

Caro Sergio Costa, Cara Barbara Lezzi, qualsiasi cosa stiate facendo, non c'e' tempo da perdere.

 

Friday, November 3, 2017

Bocciato l'airgun 3D Schlumberger al largo della Siclia



Un grande grazie e un pensiero al mio 
amico evergreen Guido Picchetti. 


Eccoci qui, un altra bella notizia.

Si tratta della bocciatura di una concessione detta D1 GP SC, che copre un'area di circa 4200 kmq. Qui la proposta era di eseguire indagine geofisica, cioe' airgun, in tre dimensioni, come proposto dalla Schlumberger di Houston.

Le province coinvolte sarebbero state Caltanissetta, Trapani, Agrigento. Interessati i comuni di Gela, Menfi, Porto Empedocle, Marsala, Palma di Montechiaro, Ribera, Petrosino, Realmonte, Pantelleria, Siculiana, Campobello di Mazara, Licata, Montallegro, Cattolica Eraclea, Agrigento, Sciacca, Campobello di Licata, Butera, Castelvetrano, Lampedusa e Linosa, Mazara del Vallo.

Si sarebbe trattato di 10,200 chilometri linee sismiche. Una enormita'!.

Sono tante, e questo perche' la tecnologia in 3D e' molto piu' intensa che in 2D. Ovviamente: la presa dati per dare una immagine in tre dimensioni e' piu' dettagliata che in due dimensioni. E dunque, piu' invasiva.

Non a caso sarebbero rimasti a bombardare il canale di Sicilia per ben... 145 giorni. Cinque mesi di airgun.

A dire di no sono stati molti comuni interessati, Sciacca, Ribera, Palma di Montechiaro, Menfi, Licata (AG),  Campobello di Mazara, Petrosino, Pantelleria, Castevetrano (TP), la provincia di Caltanissetta.  Assieme a loro le associazioni locali, fra cui Stoppa la Piattaforma, L'AltraSciacca, Associazione Apnea Pantelleria e Italia Nostra sezione di Sciacca. 

Come sempre ci sono state scartoffie inviate dalla Schlumberger, osservazioni, contro-osservazioni, e come sempre la Schlumberger ha avuto la possibilita' di avere la prima e l'ultima parola.

Solo che l'ultima parola non l'hanno voluta dare. O non l'hanno potuta dare, o non gli interessava di darla.

E quindi, passati i tempi previsti, il ministeroha bocciato la concessione.
Per una volta Galletti e Franceschini hanno fatto la cosa giusta.

La cosa importante di questa bocciatura e' che questa D1 GP SC si trova, nel suo punto piu' vicino alla costa, a 14 miglia da Pantelleria, fuori dalla zona di interdizione alle trivelle, che si ferma a 12 miglia da riva.

Questo e' importante perche' mostra che i danni al mare, i rischi di scoppio e di inquinamento, non si fermano alle 12 miglia ma vanno oltre quelli che alla fine sono limiti arbitrari. Noi persone di buon senso lo sappiamo, ma qui per una volta c'e' anche il governo a confermarlo.

E di questo occorre fare tesoro per le altre battaglie, a mare e in terra.

... o e' perche' ci sono le elezioni in Sicilia dopodomani :) ?

Tuesday, May 5, 2015

I deliri di Romano Prodi - parte seconda





Oggi il nostro Romano ne tira fuori un altra

"Non ci ho ancora pensato, attualmente sono in giro per il mondo. E' un tema importantissimo. Ci ho riflettuto bene e devo dire che mi sono sempre schierato sull'assoluta necessità di avere, ovviamente nella massima sicurezza, una produzione nazionale, come hanno tutti i Paesi. 

E' assolutamente necessario anche attrarre gli investimenti esteri, come accade in tutte le nazioni del mondo, certamente, come detto, garantendo la massima sicurezza. E comunque se non lo facciamo noi nello stesso mare lo fanno altri. 

Poi, sul caso specifico della consultazione referendaria, rifletterò bene quando torno in Italia

Se dovessi votare voterei certamente per mantenere gli investimenti fatti, su questo non ho alcun dubbio anche perché è un suicidio nazionale quello che stiamo facendo. Quindi se voto al referendum voto no".

Quindi, e' evidente che visto che non ne azzecca una, occorre fare tutto il contrario di quello che dice Prodi e votare si!

1. Trivelliamo l'Adriatico da 60 anni, e cioe' da molto prima dei croati, per cui dovremmo essere i primi a dare l'esempio su quando smettere.

2. Non esiste la massima sicurezza che sia benigna per l'ambiente. Gela, Ravenna, Paguro e Porto Marghera ce lo dimostrano.

3. Gli investimenti non portano niente all'Italia se uno fa il conto di tutto quello che perde. Lei va in vacanza a Gela per caso, caro Romano?



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Questi erano altri Prodi-deliri del 5 Maggio 2015:

Povero Romano Prodi.

Fa quasi pena prendersela con uno di una certa eta' che ha delle opinioni cosi piccole e cosi illogiche che quasi vorresti ridere.

Ma a parlare non e un pinco pallino qualunque, ma un ex presidente del consiglio italiano, per cui credo che sia giusto dirgli che e' ora che prenda un po di libri e che legga, prima di venire fuori con scemenze del genere.

Dice Prodi:

"Penso che il buon senso, alla fine, debba essere la nostra guida. I croati stanno perforando nel mar Adriatico con tutte le compagnie internazionali. I giacimenti sono un bene sia della Croazia e sia dell'Italia. O noi crediamo veramente che sia pericoloso, allora dobbiamo rivolgerci all'Onu, oppure succhiamo un po' di gas anche noi. I croati  hanno già iniziato. Quindi abbiamo 'un secchio' ma la cannuccia la lasciamo agli altri"

Mi sa che di buon senso a Prodi non glien'e' rimasto poi tanto!

I croati, caro Prodi, trivellano 60 anni dopo che l'Italia ha trivellato il mare Adriatico, in Veneto e in Emilia Romagna trasformando Ravenna e dintorni in un colabrodo minerario con impianti a mare e a terra, e sopratutto con subsidenza ed erosione che corrono veloci. Pensi un po' la magistratura a suo tempo sequestro' pure due pozzi di petrolio Irma Carola e Naomi Pandora per "tentata inondazione".

Ovviamente siamo in Italia, e non se ne fece niente - dopo dieci anni di rimpalli, il processo fu archiviato nel 2011. Ma questo non vuol dire che la subsidenza sia scomparsa. Anzi, continua al ritmo spaventoso di piu' di due centimetri l'anno.

I giacimenti sono un bene della Croazia e dell'Italia?

Ed il mar Adriatico non lo e' forse?

E il fatto che si potrebbe vivere su entrambe le sponde di turismo e di vita sana, quello non e' un patrimonio colletttivo che va salvato e migliorato? O ci auguriamo ancora piu' Gela, Viggiano, Falconara, Porto Marghera e Manfredonia lungo le coste adriatiche, di qua e di la?

Lo sa che Prodi che vogliono trivellare le isole Tremiti, Otranto, il parco della costa dei trabocchi d'Abruzzo appena perimetrato, Pantelleria, Sciacca, la riviera romagnola e veneta, la Sardegna?

Dove portera' Prodi i suoi nipoti al mare? A Gela? 

Ci pensa mai Prodi che sono esattamente cinque anni dallo scoppio del golfo del Messico, a cui sono seguite una infinita' di scoppi piu o meno grandi in tutto il mondo e che nessuno esclude che possano succedere anche in Adriatico?

Rivolgerci all'ONU?

E perche' mai? 

Io mi rivolgo a Matteo Renzi, il capo del mio governo, e alla classe politica italiana che permette questo scempio senza far niente, diventando complici di petrolieri e malaffare.

Il mare Adriatico, caro Prodi, non e' un secchio da svuotare con la cannuccia finche' non resta niente per chi verra' dopo. Il mare Adriatico e' un bene comune, dove convivono la pesca, il turismo, le piste ciclabili, le nostre estati. Va salvato e protetto e amato e non risucchiato dalle sanguisughe del petrolio che non lasceranno niente se non fanghi di perforazione.

E visto che le piace copiare i Croati, le propongo invece: copiamo le cose buone della Florida e della California dove le trivelle sono verboten a 160 chilometri da riva.

Ma tant'e'. Puo' darsi che ci riuscirete a trivellare - ma non sara' certo per argomentazioni o logica come infantile come questa. Sara' solo per la vostra prepotenza e perche' in Italia la democrazia e' cosa malata.

Tuesday, January 6, 2015

Paolo Maddalena, lo sblocca Italia e Pantelleria









Paolo Maddalena, classe 1936, e' un magistrato, giurista e giudice costituzionale, specializzato, fra le altre cose, in diritto romano, diritto amministrativo e costituzionale e diritto ambientale. 

La sua ricca biografia su Wikipedia ricorda che e' entrato nella magistratura della Corte dei Conti nel 1971 e che ha svolto numerose istruttorie su temi ambientali, facendo parte del settore Ecologia e Territorio presso la Corte Suprema di Cassazione, e Capo ufficio legislativo presso il Ministero dell'Ambiente. Fra le principali modifiche alla responsabilità amministrativa, la risarcibilità del danno pubblico ambientale.

Nel 2002 Paolo Maddalena e' diventato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana come Giudice costituzionale e per iniziativa del Presidente della Repubblica.
Ad oggi e' adesso vice-presidente emerito della Corte Costituzionale.

E' dunque, la sua, una voce del tutto autorevole in materia legislativa e ambientale. Questo e' il suo messaggio sullo Sblocca Italia, parole giunte in occasione del convegno informativo sulle trivelle nel mari blu di Pantelleria, a cui ero presente, il giorno 3 Gennaio 2015:

"Si deve sapere che lo Sblocca Italia, che antepone l'interesse delle imprese ai reali bisogni del Popolo italiano, è una legge per più versi incostituzionale.

Per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere, è da sottolineare che si tratta della violazione di un bene "primario ed assoluto" (sentenza della Corte costituzionale n.151 del 1986, confermata da molte altre sentenze successive) e cioé l'ambiente marino, e quindi della violazione degli articoli 9 e 117, comma 2, lett. s), della Costituzione, i quali impongono la tutela del paesaggio, dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali e naturali.

Le cosiddette "deroghe" non hanno valore in questo campo, poiché si tratta di diritti inviolabili di tutti i cittadini, considerati come singoli e come parti della collettività (art. 2 Cost.).

E' indispensabile che singoli o Associazioni o Comitati da tempo radicati sul territorio impugnino davanti al Giudice amministrativo i provvedimenti amministrativi che autorizzano dette trivellazioni, chiedendo di rimettere gli atti alla Corte costituzionale per un giudizio incidentale di legittimità costituzionale.

Non c'è tempo da perdere. Questo Sblocca Italia è una vera tragedia

Paolo Maddalena"

Io spero che tutte le comunita' interessate alle trivelle sparse per l'Italia, che combattono o che hanno combattuto, possano seguire questi consigli. Matteo Renzi, dalle bianche piste di Courmayeur e dall'alto dei suoi lussuosi voli di stato a nostre spese non puo' arrogare il diritto di calpestare i nostri beni "primari ed assoluti", i nostri diritti "inviolabili" e la nostra sacrosanta democrazia.



Friday, December 12, 2014

Eventi petroliferi inverno 2014-2015

Grazie a Mauro Vanni per la locandina!

Ecco qui il calendario aggiornato ad oggi, 31 Dicembre 2014. Purtroppo non sto tanto bene, e ho dovuto declinare gli inviti dalla Lombardia (Milano, Brescia) e poi cancellare gli eventi di Calabria e di Puglia (Rossano Calabro, Reggio Calabria, Lecce) perche' non si incastravano bene con altri impegni. Grazie a Rossella e Giulio per la compresione.


Nota:

A Senigallia si svolgera' presso
l'Hotel Mastai
Via Nicola Abbagnano 12  
(vicino al Cinema Multisala)
Senigallia (AN)



22 Dicembre 2014 - Universita' di Chieti
ore 10:00, Sala Multimediale Via dei Vestini 1, Chieti

3 Gennaio 2015 - Pantelleria
ore 18:00, Mediateca Comunale, Pantelleria

6 Gennaio 2015 - Sciacca
ore 18:00, ex Chiesa di Santa Margherita, Piazza Carmine, Sciacca

7 Gennaio 2015 - Ragusa
ore 17:30, Sala AVIS Via E Orlando 1a,  Ragusa

13 Gennaio 2015 - Tollo
 ore 20:30, Auditorium Comunale, Via Arroccanento, Tollo

16 Gennaio 2015 -  Senigallia
ore 21:00, Hotel Mastai, Via Nicola Abbagnano 12 Senigallia

17 Gennaio 2015 -  Rimini
ore 17:30,  Sala Civica Palazzo Podestà, piazza Cavour, Rimini

20 Gennaio 2015 - Ortona
ore 9:30, Palazzo Corvo, Corso Matteotti 83, Ortona





Thursday, October 17, 2013

Un Signor Zingaretti contro le trivelle in Sicilia

Il Mediterraneo è un mare prezioso, che nutre e abbraccia paesi e popoli diversi tra loro.

Il Mediterraneo è un mare importante e il suo cuore pulsante è il Canale di Sicilia, un patrimonio di biodiversità unico, dove molte specie rare vengono a riprodursi. 

L'isola di Pantelleria è circondata di richieste di trivellazioni petrolifere, ma il Mediterraneo è anche un mare chiuso, e uno sversamento comporterebbe danni irreparabili, non solo qui ma in tutte le sue coste. 

Entro il 24 ottobre firma la petizione del Wwf, contro le trivelle, per il parco marino di Pantelleria. 

Il mare è un bene comune spetta a noi proteggerlo"



Una sera, quasi per caso, l'ho visto il Commissario Montalbano sulla TV pubblica USA.

Sono rimasta sorpresa perche' e' raro vedere un programma in italiano, con i sottotitoli in inglese qui sulla TV USA. E sono rimasta sorpresa perche' era bella e poetica la Sicilia che si intravedeva nello sfondo e nella storia.

Ed eccolo qui, Luca Zingaretti il Commissario Montalbano, che assieme al WWF presenta un video contro le trivelle nel Canale di Sicilia sul tema “Sicilia: il petrolio mi sta stretto” sotto la direzione di Giampaolo Rampini.

Il video e' stato girato a Pantelleria, isola meravigliosa che conosco grazie all'ospitalita' e all'amicizia di Guido e Mariella Picchetti e da dove Luca Zingaretti invita tutti a firmare la petizione WWF contro le trivelle e per creare una area protetta a Pantelleria, l’unica isola del Canale di Sicilia a non esserlo  sebbene se ne parli da vent'anni.

Che dire, io penso che sia una cosa bellissima, perche' abituati al poco spessore umano di gente come Jovanotti o di Rocco Papaleo per i quali "pecunia non olet" abbiamo adesso invece un esempio di una persona famosa per il quale e' importante salvare il mare, fare dell'attivismo pubblico, e non affiliarsi con ENI e compagnia varia.

E' sempre bello quando questo succede perche' una persona famosa fa molto di piu' che mille persone di scienza sconosciute.

Grazie Signor Zingaretti.


Sunday, September 1, 2013

Al mio amico Guido



Ciao Guido,

volevo scriverti in privato, ma poi ho pensato che sarebbe stato carino condividere con tutti quelli a cui puo' interessare il mio - e non solo il mio! - pensiero di affetto per te.

Per chi non lo conoscesse - e non conoscere Guido Picchetti vuol dire non seguire troppo la faccenda petrolio - Guido cura una rivista online settimanale chiamata Echi di Stampa, in cui si parla di ambiente, sopratutto della minaccia delle trivelle e con particolare attenzione alla Sicilia e alle sue isole "minori".

Guido infatti vive a Pantelleria da tanti anni, ed e' stato - e credo sia ancora! - un eccellente subacqueo. Non so molto del suo passato, ma a giudicare dallo spirito e dal fisico (si puo' dire che hai piu di 80 anni?) deve essere stata una vita soddisfacente ed attiva, perche' sei ancora pieno di forze, ironia, e voglia di fare e di vivere.

Come tutti, sono rimasta sorpresa che hai deciso di mollare gli Echi di Stampa e in generale l'attivismo pubblico contro il petrolio.

Sono sorpresa, e vorrei tanto che ci ripensassi, ma poi ti capisco e credo che tu, e soprattutto santa Mariella, abbiate diritto a un po di pace.

So bene che fare tutte queste cose e' stancante, porta via tempo, e soprattutto non fanno bene allo spirito.

Chi e' che vuole ogni giorno sedersi li e parlare e leggere di soprusi, di scoppi, di tangenti, di malattie, di politici inutili e pappemmolli?

Specie quando fuori c'e' il mare blu ed uno ha fatto una vita di sacrifici per meritarselo?
E specie quando attorno a te vedi che alla fine i piu diretti interessati paiono non capire, o non volere capire, o peggio che vogliono marciarci sopra?

E quindi, Guido, goditi Pantelleria e la tua vita prima del petrolio. Ci mancherai, ma sono sicura che ogni tanto ti verra' voglia di vedere cosa succede e magari di prendere penna e tastiera. Non credo che anche volendolo, uno possa mai smettere del tutto. Quando si e' sensibili e sinceri come tu lo sei, e' difficile staccare veramente, perche' non si riesce a star zitti contro le ingiustizie e gli schifi vari.

A me restera' la tua amicizia, il ricordo del capodanno 2012 sulla tua isola, la cena da Urania, la gita attorno a Pantelleria con il vento che soffiava forte, le scorrazzate nella Panda, ma soprattutto il potermi fidare di te, a volte anche differendo sui punti di vista, ma sempre con mutua fiducia e stima, sapendo che siamo entrambi sinceri e non mossi da altri tornaconti.

Tutti ci chiediamo ogni tanto se quel che abbiamo fatto sia stato utile a qualcuno e se ne sia valsa la pena. Io penso che tu abbia fatto un eccellente lavoro, e si vede dal tempo che ci hai messo, delle parole che hai scritto, dal segno che hai lasciato e dall'affetto di noi tutti che ti porti dietro.

Ciao Guido, Ciao Mariella.
Buona Pantelleria, e torna a trovarci ogni tanto.

Sunday, July 28, 2013

La Medoilgas a Malta

Non contenta di voler venire prepotentemente a trivellare l'Italia e in particolare i mari d'Abruzzo con il mostro Ombrina Mare, la MOG decide di espandersi verso Malta.


 

La localita' scelta e' Marsascala, citta' di mare, e la foto sopra e' vera. Si vuole qui trivellare un pozzo in acque profonde in una zona di mare chiamata "Area 4".

Per ora davanti a Marascala c'e' una "solo" una piattaforma perliminare mobile, dal nome "Paul Romano", appunto specializzata per la ricerca di petrolio in acque profonde. Per Marsascala (nella mappa sulla destra) si programma di arrivare a circa 450 metri sotto il livello del mare, per l'esplorazione di giacimenti a circa 2,500 metri di profondita'.

Ci si aspetta di trovare circa 110 milioni di barili di petrolio - che, per dare un idea di quanto petrolio sia, e' quanto basterebbe all'Italia per circa 2 mesi e mezzo di fabbisogno nazionale.

Il pozzo permanente si chiamera' Hagar Qim e se tutto va bene, le trivellazioni permanenti inizieranno a fine anno.

La Paul Romano ha pero' gia' avuto i suoi guai: il giorno 7 Giugno 2013 si era ribaltata nel porto mentre che si cercava di zavorrarla nel porto di Valletta. Ci fu un forte boato, un po di materiale fini' a mare, arrivarono pure i pompieri, ma per fortuna non si fece male nessuno.


L'Area 4 fu gia' esplorata dalla Amoco nel 1993, che aveva trivellato un pozzo esplorativo detto Tama1. Il petrolio era poco e non commercializzabile.

Ora ci riprova la Medoilgas, nostra amica.



In realta' attorno a Malta molte sono le concessioni petrolifere che il ministro delle infrastrutture
Joe Mizzi e quello dell'energia Konrad Mizzi vogliono aprire, in quelle che sono chiamate Aree 1, 2, 3, assieme alla Cairn, ditta australiana.

L'area 3 sorge fra Malta e il canale di Sicilia e potrebbero sorgere problemi di confini con l'Italia, e infatti il problema di come tracciare la separazione fra i due mari nazionali va avanti da tanto tempo.

Della serie: di chi e' quel mare?

Chi ha il diritto di bucarlo, o di prendersi il petrolio estratto? 

Gia' nel 2011 c'erano state proteste quando Malta lottizzo' le sue acque territoriali per trivelle, e viceversa quando lo fece l'Italia. 

In particolare Malta si lamento' quando l'Italia rilascio' concessioni attorno a Pantelleria, Linosa e Lampedusa, che Malta considera acque proprie territoriali.

D'altro canto, l'Italia si lamento' per le proposte trivelle maltesi nelle acque del mar Ionio a sudest della Sicilia e che l'Italia considera proprie.

E cosi, venne fuori la proposta di "trivelle congiunte" italo-maltesi, in realta' proposta mai concretizzata.

Domande: ma i residenti italiani - siciliani, panteschi e lampedusani lo sanno tutto questo? Lo sanno i maltesi?

E se invece decidessimo, tutti assieme, di lasciare perdere mostri traballanti a bucare a vari chilometri sotto la crosta terrestre e ci dedicassimo - che so - al turismo oil-free?

Sarebbe tanto una brutta idea?

Il summit Italo-Maltese sulle trivelle si svolgera' il 30-31 Ottobre a Roma.



 


Wednesday, February 1, 2012

Le nostre osservazioni: grazie a tutti, abbiamo affondato l'Audax



E' stata una giornata molto strana, per le solite cose all'italiana, di cattiveria, di incomprensioni, solo che questa volta c'erano di mezzo avvocati. Pero' in tutto questo marasma c'e' una bella notizia. Il Ministero ha reso noto il documento con il quale si boccia la concessione dell'Audax, la d364 CR AX.

Il testo completo e' qui, i nomi degli osservanti sono a pagina 3 e 4.

Qui invece i testi mandati e che ho messo nella lista comune.

Nel testo del Ministero compaiono tutti i mandatari di osservazioni. Sono grata a ciascuno di voi che ha partecipato, ai comuni e ai tecnici di Pantelleria che hanno mandato i loro testi, e soprattutto tutte le persone che vivono fuori dalla Sicilia e che magari come me non c'erano mai neanche stati sull'isola prima delle osservazioni.

Grazie.

Sono contenta che siamo riusciti a far valere i nostri diritti usando gli strumenti legali a nostra disposizione, e che l'abbiamo fatto da ogni parte d'Italia, dalla Lombardia all'Abruzzo, dalla Basilicata alla Francia. Dagli USA alla Spagna. Nessuno potra' mai dire che siamo Nimby. Grazie a tutti, anche al "comitato piu' piccolo del mondo".

Voglio anche ringraziare i tecnici del ministero che ci hanno ascoltato. Spero che possiamo continuare lungo questa strada per tutti gli altri pozzi a venire, e lavorando tutti assieme.

Un grazie specialissimo a Guido Pietroluongo, a Iolanda De Simone, a Donato Spoltore e a Giosue' Guidone che mi hanno aiutato nello smistamento di lettere, per questa e per altre concessioni, a Guido Picchetti, a Carmelo Nicoloso, a Mario Di Giovanna dalla Sicilia. La piu' grande gratitudine ad Assunta di Florio, Ilaria Giangrande e Fabrizia Arduini, sempre. Senza di loro sarei persa. Sicuramente ho dimenticato qualcuno, ma vi ringrazio tutti lo stesso.

Ci sono troppe sensazioni in me in questo momento per dirle ad un computer. Grazie, ho avuto un po' paura stamattina.

Thursday, September 1, 2011

Spectrum Geo: la madre di tutti i mostri petroliferi


Si, l'immagine e' giusta - non e' un effetto speciale.

Questi della Spectrum Geo LTD - societa' inglese a responsabilita' limitata - vogliono venire a fare ispezioni sismiche in tutto l'Adriatico alla ricerca di petrolio. Anche per loro e' tutto facile e conveniente in Italia - lo dicono!

Ad accorgersene noi cittadini comuni, mica la classe politica?

C'e' tempo fino alla fine di Settembre per presentare osservazioni.
Ecco il comunicato stampa associato.

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In data 5 Agosto 2011 la societa' inglese Spectrum Geo LTD ha presentato richiesta di autorizzazione presso il Ministero dell'Ambiente per eseguire ispezioni sismiche nel mare Adriatico con la tecnica dell'airgun e alla ricerca di petrolio.

Le due concessioni in giacenza al Ministero sono la d1 BP SP e la D1 FP SP, e spiccano per la loro estensione territoriale: oltre 30 mila chilometri quadrati lungo tutta la costiera Adriatica da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, investendo dunque Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, a circa 25 chilometri da riva.

Le ispezioni sismiche si eseguono tramite violentissimi spari di aria compressa rivolti verso i fondali marini. Le onde riflesse forniscono informazioni sui giacimenti
di idrocarburi nel sottosuolo. Numerosi studi scientifici mondiali attestano la loro estrema dannosita' per le specie marine: gli spari airgun possono causare spiaggiamenti, lesioni, morte di cetacei, pesci e specie bentonitiche anche a centinaia di chilometri di distanza dal punto di impatto.

La Spectrum e' una societa' a responsabilita' limiitata che intende commercializzare i suoi dati a ditte straniere. Data l'entita' del progetto e la vicinanza alla riva delle ispezioni sismiche, il rischio a cui si va incontro e' di avviare un irreversibile processo di petrolizzazione dell''Adriatico intero con pozzi e infrastruttura petrolifera lungo il litorale, rischi di subisdenza, scoppi, perdite di petrolio, deturpazione del paesaggi, stravolgimenti della qualita' della vita e pochissimi benefici per i cittadini italiani.

Il mare Adriatico e' un mare fragile, chiuso, con lenti ricambi di acqua, gia' sottoposto a decine e decine di concessioni petrolifere avanzate lungo la costa dei Trabocchi, alle isole Tremiti, in Salento, lungo la riviera emiliana e marchigiana, da parte di ditte straniere che ripetutamente affermano ai loro investitori che trivellare
in Italia e' facile ed economicamente conveniente. Lo stesso scenario si ripete nel mar Ionio e in Sicilia.

Esortiamo il Ministero dell'Ambiente, la classe dirigente delle regioni interessate a farsi portavoci delle preoccupazioni dei cittadini e di attivarsi per leggi che proteggano maggiormente il nostro patrimonio ambientale comune.

Lungo le coste americane pacifiche ed atlantiche vige il divieto assoluto di trivellare e di eseguire ispezioni sismiche a 160 chilometri da riva per proteggere turismo ed ambiente. Occorre una visione lungimirante anche per il mare Adriatico e di leggi che lo proteggano dalle trivellazioni selvagge, coinvolgendo anche le comunita' costali della ex-Yugoslavia e con l'interdizione di nuovi pozzi petroliferi su tutta la sua superficie.

L'Adriatico non e' il golfo del Messico, ma il mare degli italiani. Merita di essere protetto per il godimento delle generazioni presenti e future e non venduto al miglior offerente straniero in cambio di pochi spiccioli.


MRD
Dante Caserta
Fabrizia Arduini
Guido Pietroluongo

Sunday, August 14, 2011

Salviamo Pantelleria dalla Audax Energy

** Le scadenze sono state spostate al 24 Settembre 2011**

E' la volta dell'Audax Energy di Perth, Australia a volere trivellare l'Italia. Questa ditta vuole piazzare le sue trivelle a Pantelleria, isola la cui economia e' totalmente basata sul mare sano e sul turismo.

Anche questa volta possiamo far sentire la nostra voce di cittadini informati e attivi.

Ecco qui i link per le osservazioni brevi e ancora piu brevi contro l'Audax d'Australia. La scadenza per dire il proprio no al Ministero e' il 27 Agosto.

Le istruzioni per inviare i testi sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al mio testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Inviare con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Divisione III
Attenzione: Concessione d364 CR-AX Audax Energy
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Se si ha la posta elettronica certificata si puo' mandare il tutto a

DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it

come dice il Ministero dell'Ambiente dal suo sito. Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare qualche tempo fa. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio io, anche se sarebbe meglio che ciascuno lo mandasse indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

Ormai sono diversi mesi che mandiamo osservazioni su vari testi di petrolieri, e la metodologia e' abbastanza collaudata. Questo si vede anche dalle pagine ministeriali dove finalmente compaiono indicazioni funzionali su come fare, e a chi scrivere che prima non c'erano.

Per chi volesse leggersi la VIA al completo e preparare i suoi testi di sana pianta, sono qui linkati e scaricabili.

Basta solo che ora facciamo sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni di possono usare poi per eventuali ricorsi al TAR come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Tutto questo e' fatto in collaborazione con Alberto Zaccagni di Pantelleria e con Mario di Giovanna, di Sciacca.


Friday, July 29, 2011

Molta strada da fare ancora

I am hopeful that further permit awards in the Southern Adriatic may soon be forthcoming. Should this be the case then Northern would expect to start planning additional seismic activity shortly thereafter.
We continue to focus much of our human resources towards progressing the Southern Adriatic, the West of Sicily Thrust and Fold Belt where we are partnered with Shell, and the Sicily Channel and Ionian Sea areas.

Nutro fiducia che futuri permessi saranno annunciati presto per l'Adriatico meridionale. Se questo fosse in caso, la Northern Petroleum iniziera' a programmare le attivita' sismiche subito dopo.
Continuiamo a focalizzare le nostre risorse umane per andare avanti nell'Adriatico del Sud, nella Sicilia Occidentale e nel Folt Belt dove siamo in partnership con la Shell, nel canale di Sicilia e nel mare Ionio.

Derek Musgrove, direttore della Northern Petroleum,
ditta titolare di circa 25 concessioni petrolifere nei mari Italiani.

14 Luglio 2011


Il Ministero dell'Ambiente, dopo il decreto 128/10 varato un anno fa in seguito allo scoppio della piattaforma americana BP, ha deciso di bloccare quindici concessioni petrolifere nei mari italiani.

Una bella vittoria a chi vede le cose da lontano, una lavatura di faccia a chi segue la faccenda piu' da vicino.

Si sapeva un anno fa che quelle concessioni sarebbero morte perche' sorgevano tutte vicino, troppo vicino alla riva. Sono ben contenta che siano tutte state non consegnate perche' sorgevano a 4, 5, 6, chilometri da riva. Una vera follia.

Ma e' alle altre che occorre pensare e che come sempre passano in sordina finche' e' troppo tardi.

Si, la Prestigiacomo ha bocciato questi 15 pozzi, ma intanto la Northern Petroleum si appresta a trivellare meta' litorale di Puglia e parte della Sicilia Orientale. Anche la MOG pensa di riperimetrarsi e riprovarci in Abruzzo. La Audax vuole trivellare a Pantelleria, e anzi questa isola e' totalmente circondata da concessioni.

Abbiamo una legge veramente inutile: 5 miglia sono solo 9 chilometri e sono uno specchio per le allodole.

Intanto se un ci pensa, questo vuol dire che prima del 2010 ciascuno poteva trivellare dove meglio gli pareva e infatti cosi cercavano di fare petrolieri d'Inghilterra, d'Irlanda, d'America e d'Australia.

In Abruzzo per esempio volevano piazzarci pozzi, desolforatori e navi FPSO a cinque chilometri da riva.

Adesso invece, nel 2011, tutto quello che e' a 9 chilometri non va bene, ma a 9 chilometri piu epsilon invece si.

Come se il mare, l'acqua, il petrolio o l'inquinamento conoscessero limiti legali. Che differenza c'e' fra 8.5 chilomenti e 9.2?

Come detto ad infinitum, una legge cosi e' troppo blanda e serve solo a rabbonire la gente, come quando Ms. Prestigiacomo annuncia: sono solo ispezioncine sismiche.

In California il limite e' 160 chilometri da riva. In Florida 200. Come possiamo pensare che 9 chilometri (o 20 nel caso di riserve marine) possano essere sufficienti, in un paese che non brilla per protezione dal suo mare, per risorse in caso di incidenti, per prevenzione?

Intanto le ditte si fanno furbe. In molti casi e' facile per loro riprendere le carte, e smussare i confini per rientrare nel limite dei 9 chilometri. E' quello che e' stato fatto per la d149 in Puglia!

Infatti basta andare a vedere cosa dice la Northern Petroleum sul suo sito ufficiale in merito al decreto 128/10 della Prestigiacomo:

Il decreto secondo loro:
  • Has no impact on Northern’s current reported reserves of 53.2 mmboe in Italy;
  • Has no significant effect on the exploration prospectivity of the Southern Adriatic;
  • Continues to have no significant impact on the exploration prospectivity of the West of Sicily Thrust Belt, however a successful application was submitted to reshape part of one application which fell within the zone covered by the Decree; and
  • Has had a greater, but largely limited, effect upon other offshore areas where near shore gas is the predominant target.
In soldoni in data 14 luglio 2011, dicono che nessuna delle loro concessioni e' affetta dal decreto - la Puglia e la Sicilia petrolizzate dalla Northern Petroleum possono quindi continuare tranquillamente.

La Northern Petroleum ha in questo momento:

9 permessi in Puglia,
21 permessi in Sicilia
6 permessi nel mare Ionio

Di questi nessuno parla.

Con enorme fatica io e Guido ci siamo messi a raccogliere testi, a scriverne. Alcune persone e gruppi hanno risposto positivamente, altri invece pensano che non sia affar loro, o che "ci pensera' un altro".

Invece no, occorrebbe sapere guardare al di la del proprio naso, e qualche volta, diventare grandi, prendersi le proprie responsabilita.

Ma mi sa che sono tutti al mare.

Speriamo che tenga.


Friday, June 17, 2011

L'ipocrisia di Stefania Prestigiacomo



... attuare per Lampedusa un modello di sviluppo “oil free”,
cioè totalmente basato sulle rinnovabili.

Dal sito del ministero per l'ambiente,
Stefania Prestigiacomo, 13 giugno 2011

Peccato che l'Audax e la Kairiki vogliano trivellare
a 13 chilometri dalla riva di Pantelleria.
Proprio oil-free.




Non so da dove iniziare con questa donna che secondo me tutto e' fuorche' un esempio di corerenza e di difenditrice dell'ambiente - mestiere per cui in teoria sarebbe pagata dal contribuente italiano.

La sua storia la conosciamo tutti - la VED, la Coemi - ditte siciliane iper-inquinanti di cui la famiglia Prestigiacomo, inclusa Stefania, e' socia.

Ma iniziamo con l'ultima novita': Pantelleria, isola oil-free. Chissa' perche' le piace usare le parole in inglese. Comunque, quando ho letto questa notizia ho pensato, finalmente qualcosa di buono, hanno vietato le trivellazioni attorno all'isola di Pantelleria!

Invece no, la Prestigiacomo semplicemente decide che per rilanciarne l'immagine dopo gli sbarchi degli ultimi mesi, sull'isola di Pantelleria si useranno eolico e solare e mezzi elettrici, si ammodernizzeranno i depuratori e si ripuliranno i fondali dagli "scafi affondati negli ultimi anni."

Ora, intanto queste cose dovrebbero essere state gia' fatte molto molto tempo fa.

Ma l'elefante nella stanza non viene toccato da Ms. Prestigiacomo: e le trivelle offshore a 13 chilometri da Pantelleria dove le mettiamo?

Oltre 660 chilometri quadrati di mare, attorno all'isola da essere trivellata da microscopiche ditte venute da chissa' dove.

Sia la Kairiki Energy limited - KIK - che la Audax - ADX -sono ditte australiane che di Pantelleria non sanno niente.

Ma poi che significa oil-free se poi metti le piattaforme in bella vista al largo dell'isola? E non c'e' solo Pantelleria, ma anche le isole Egadi e Ragusano, l'onshore siciliano in Val di Noto, ma come ci pensano?

Pensa la Prestigiacomo le trivelle a Pantelleria saranno occasione di attrazione turistica? Di mare piu' pulito? Di bellezza estetica? Di pesce piu' sano? Di piu' visitatori australiani? O che siccome onshore saremo oil-free allora si deve essere oil-drenched in mare?

Ma non vede l'ipocrisia di se stessa e che quel che dice e' tutta propaganda?

Wednesday, May 25, 2011

Peschici e Oceana




Molti gia' lo sapranno: sono stata scelta per un premio USA che si chiama "Ocean Hero". Si puo' votare fino al 29 Maggio 2011. Siamo partiti da una rosa di 400 persone, e ora siamo arrivati a 6. Io sono l'unica che "lavora" in campo europeo.

Il link per votare e' qui.

Occorre cliccare sulla mia foto (se si vuole votare per me), scrivere nome, indirizzo email e poi CAP.

Il ZIP americano e' il CAP italiano.

Se vinco, e lo dico veramente con umilta', non e' per me, anche se mi fara' ovviamente piacere, ma per la nostra causa, per noi tutti, e per dirlo al mondo intero che non ce le vogliamo le trivelle in Adriatico, da Venezia fino a Pantelleria.

Siamo stati tutti "eroi" nello sconfiggere l'ENI ad Ortona, la MOG a Rocca San Giovanni e la Petroceltic nel Vastese in questi giorni.

Grazie. L'Italia e' veramente bella e non possiamo lasciare ai nostri politici e alla nostra apatia di distruggerla cosi.

Il giorno 24 Maggio sono stata a Peschici. Mi pare di capire che il ricorso formale contro la decisione della Prestigiacomo di aprire il mare fra le Tremiti, Vasto e Termoli alle trivelle sara' presentato dal comune di Peschici (FG)

Come sempre, non c'e' altra soluzione e solo l'incessante rompere le scatole ci salvera'.

Tuesday, August 24, 2010

La piattaforma Paguro




In Italia non c'e' molta memoria storica. Le cose accadono, a noi e agli altri, e non siamo mai capaci di usarle per prevenzione futura, per imparare, per fare meglio, per crescere. Dopo un po', ce ne dimentichiamo e torniamo alla dolce vita.

Nel 1965 l'Agip costrui' una piattaforma detta Paguro nei mari antistanti Ravenna - in zona Porto Corsini - a circa 15 chilometri da riva. Le trivelle giunsero a quasi 3 chilometri sotto la crosta terrestre dove trovarono metano. Qualcosa pero' ando' storto. C'era un altro giacimento ad altissima pressione di cui i geologi non si erano accorti, e voila', la piattaforma scoppio' e si incendio'.

Nella tragedia morirono tre persone, Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni che lavoravano per l'AGIP.

La piattaforma si inabisso' nel mare e si genero' un gettito di idrocarburi, gas misto ad acqua che giunse fino a 50 metri di altezza.

Le emissioni durarono per tre mesi ininterrotti.

Insomma, una tragedia-sorella minore dello scoppio del Golfo del Messico, dove per fortuna c'era gas anziche' petrolio.

Sono passati piu' di 40 anni, nessuno parla piu' di questa piattaforma se non i subacquei. Siccome la pesca e' difficile a causa della presenza del relitto, si e' creato un habitat particolare nei fondali attorno alla piattaforma sommersa e la zona e' divenatata prima un punto di attrazione per i subacquei e ora anche una riserva marina protetta.

In qualche modo e' finita "bene" a Ravenna per questa piattaforma. Ma ci sono voluti 40 anni.

E se succedesse di nuovo? E se invece di gas ci fosse stato petrolio? E che immagine daremmo al mondo se succedesse una cosa simile oggi quando i mezzi di comunicazione sono molto piu' potenti di 40 anni fa?

Vedremo su CNN live le immagini di un pozzo che sputa robaccia per tre mesi dalla riviera romagnola, abruzzese, o da Pantelleria?

Ma la domanda vera e' abbiamo imparato qualcosa da questa piattaforma esplosa? Abbiamo imparato qualcosa da quei tre morti? E' cambiato qualcosa nella nostra societa'?

Non mi pare se dopo piu' di 40 anni ancora andiamo trivellando la nostra pozzanghera adriatica e i nostri mari a piu' non posso, come ebeti. Non mi pare se ci sono voluti 40 anni e lo scoppio nel Golfo del Messico per convincere Miss Prestigiacomo a introdurre una timida moratoria lungo le coste italiane.

E' tutto dimostrato dalle parole del saggio Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'energia, che in data 1 Luglio 2010 dichiara, riferendosi al nuovo limite delle 5 miglia della Prestigiacomo:

Penso che l'industria petrolifera italiana rappresenti un'ecellenza a livello mondiale.

Ci sono aziende, anche medio-piccole che svolgono attentamente e in massima sicurezza il proprio lavoro e se nel golfo del Messico ci fossero state aziende italiane quello che e' successo non sarebbe accaduto.

E' giusto andare con grande cautela per la salvaguardia ambientale ma le norme attuali sono gia' sufficientemente garantiste.

Penso che si commenti tutto da se, incluso il 'siamo meglio di tutti', incluso il non sapere di Paguro o della piattaforma ENI Temsah incendiata e esplosa in Egitto nel 2004 o di Trecate.

Di contro, nel 1969 esplose un altra piattaforma qui in California, a Santa Barbara. Anche se non mori' nessuno, ci furono lo stesso proteste, boicottaggi e impegno civile che dura a tuttoggi. Quel singolo episodio piu' di ogni altro, contribui' alla nascita dell'Earth Day, nel 1970 che si celebra ancora ogni anno.

Soprattutto, dallo scoppio di Santa Barbara non sono state piu' costruite piattaforme in mare lungo tutta la riviera californiana. Tutto quello che c'e' e' stato messo in mare prima del 1969.

Due piattforme in due parti diverse del mondo, due scoppi in periodi ravvicinati, due esiti diversi.

E si, noi siamo sempre Superman. In Italia i polmoni della gente sono piu' resistenti di quelli degli altri, i territori meno sismici, i fiumi meno impetuosi, i cambiamenti climatici meno importanti, le ossa degli operai piu' resistenti, il petrolio piu' amico.

A noi la prevenzione non serve perche' siamo piu' bravi.







Piattaforma Paguro 28-29 Settembre 1965

Fonti: BigGame, Asca, Wikipedia, Associazione Paguro, Associazione Paguro 2, Piunotizie

Tuesday, March 23, 2010

Petrolieri in America


Il 22 Gennaio del 2010 cinque ditte perforatrici americane hanno *volontariamente* restituito al governo circa 30,000 ettari di terra dello stato del Montana. Queste terre gli erano state date in concessione nel 1982, dietro pagamento, per essere trivellate a scopo di petrolio e di gas.

In tutti questi anni - per calcoli economici, d'immagine, di necessita' - i petrolieri non sono riusciti a conficcare neanche uno spillo nel sottosuolo del Montana. Neanche uno. Neanche un pozzetto esplorativo. E cosi' dopo quasi 30 anni restituiscono le terre al governo che le aggiungera' ad un parco nazionale del Montana, secondo una legge scritta dal senatore Max Barcus. Le terre sono restituite intatte al governo e a gratis. Non potranno mai piu' essere date in concessione.

Per anni si sono battuti ambientalisti, proprietari di ranch, pescatori, indiani d'america, gruppi sportivi. Tutti riuniti nella coalizione per salvare le montagne rocciose. Finalmente hanno vinto - e cosi' Occidental Petroleum, Williams Cos., Rosewood Resources, XTO Energy e British Petroleum hanno rinunciato alle trivelle.

Il Senator Baucus ha lavorato a questo progetto per 10 anni. E' riuscito cosi' a salvare oltre 100,000 ettari di terreno.

Speriamo che anche da noi finisca cosi. Per intanto, spererei di trovare al piu' presto il nostro senatore che scrive le leggi per creare parchi nazionali in cui inserire le terre dei petrolieri. Che si prenda la briga di perimetrare il Parco nazionale della Costa Teatina. Sperereri di vedere l'ENI che restituisce le terre ai contadini del Feudo di Ortona. Spererei di vedere la Northern Petroleum che desiste dal trivellare il mare della Puglia, o la Shell che rinunicia a trivellare Pantelleria e le Egadi.

Sopra ogni cosa, sarebbe bello vedere noi italiani insistere fino alla fine, per una volta, senza compromessi e senza arrenderci. La vita e' di chi se la piglia.

Fonti: Senator Max Baucus