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Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Tuesday, March 23, 2010

Petrolieri in America


Il 22 Gennaio del 2010 cinque ditte perforatrici americane hanno *volontariamente* restituito al governo circa 30,000 ettari di terra dello stato del Montana. Queste terre gli erano state date in concessione nel 1982, dietro pagamento, per essere trivellate a scopo di petrolio e di gas.

In tutti questi anni - per calcoli economici, d'immagine, di necessita' - i petrolieri non sono riusciti a conficcare neanche uno spillo nel sottosuolo del Montana. Neanche uno. Neanche un pozzetto esplorativo. E cosi' dopo quasi 30 anni restituiscono le terre al governo che le aggiungera' ad un parco nazionale del Montana, secondo una legge scritta dal senatore Max Barcus. Le terre sono restituite intatte al governo e a gratis. Non potranno mai piu' essere date in concessione.

Per anni si sono battuti ambientalisti, proprietari di ranch, pescatori, indiani d'america, gruppi sportivi. Tutti riuniti nella coalizione per salvare le montagne rocciose. Finalmente hanno vinto - e cosi' Occidental Petroleum, Williams Cos., Rosewood Resources, XTO Energy e British Petroleum hanno rinunciato alle trivelle.

Il Senator Baucus ha lavorato a questo progetto per 10 anni. E' riuscito cosi' a salvare oltre 100,000 ettari di terreno.

Speriamo che anche da noi finisca cosi. Per intanto, spererei di trovare al piu' presto il nostro senatore che scrive le leggi per creare parchi nazionali in cui inserire le terre dei petrolieri. Che si prenda la briga di perimetrare il Parco nazionale della Costa Teatina. Sperereri di vedere l'ENI che restituisce le terre ai contadini del Feudo di Ortona. Spererei di vedere la Northern Petroleum che desiste dal trivellare il mare della Puglia, o la Shell che rinunicia a trivellare Pantelleria e le Egadi.

Sopra ogni cosa, sarebbe bello vedere noi italiani insistere fino alla fine, per una volta, senza compromessi e senza arrenderci. La vita e' di chi se la piglia.

Fonti: Senator Max Baucus