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Wednesday, October 2, 2013

Pennsylvania: acqua di fiume radioattiva


 "The occurrence of radium is alarming - this is a radioactive constituent that is likely to increase rates of genetic mutation and can be a significant radioactive health hazard for humans"

 William Schlesinger
 Cary Institute of Ecosystem Studies


Di questa storia aveva gia' parlato il New York Times qualche anno fa.

A valle di vari impianti di trattamento dei rifiuti da fracking in Pennsylvania, l'acqua e' radioattiva e presenta metalli e sali in elevate concentrazioni, nonche' traccie di cloro, solfati, e bromati.

Adesso, la nuova conferma e' venuta da ricercatori della Duke University che hanno analizzato campioni provenienti dal Josephine Brine Treatment Facility in Indiana County.

Il risultato? 

Il risultato e' che nell'acqua del Blacklick Creek a valle del depuratore Josephine il tasso di radio e' di 200 volte superiori ai campioni presi a monte dell'impianto.

Il radio e' un metallo radioattivo e causa la comparsa di leucemie,

Questo Josephine Brine Treatment Facility e' un impianto "tradizionale" cioe' disegnato per purificare l'acqua "normale", prima che arrivassero il fracking e tutte le miscele diaboliche che iniettano nel sottosuolo, e cosi' anche se parte della radioattivita' viene eliminata, restano enormi concentrazioni sia di matierale radioattivo che di altre sostanze tossiche, perche' appunto il depuratore non e' stato progettato a questo scopo.

“The treatment removes a substantial portion of the radioactivity, but it does not remove many of the other salts, including bromide,” dice infatti Avner Vengosh, professore di geochimica.

Se puo' consolare qualcuno,  l'acqua purificata viene riutilizzata per fare altro fracking, e non per il consumo umano. In realta' parte di questa acqua trova comunque la sua strada per tornare nei fiumi della zona, come appunto il Blacklick Creek con radioattivita' 200 volte superiore alla norma.

Il prof. Vengosh avverte anche che tutta questa contaminazione probabilmente sussiste anche in altre localita' al fracking.

de
Petrolieri e controllori dicono che e' tutto a norma di legge.


Tutto il mondo e' paese.

Friday, August 16, 2013

Fracking: 4 case su 5 con metano, etano e propano nell'acqua




Concentrazione di metano e distanza dai pozzi del fracking. 
La fascia grigia e' il valore di tolleranza.
Notare che piu' si va vicino ai pozzi, piu' si supera la soglia accettabile 
per le concentrazioni di metano nell'acqua.



Dedicato a Piero Angela - parte tre.

Non e' difficile, se lo si vuole, capire quali siano gli impatti del fracking sulle comunita' interessate e che non e' affatto tutto oro quello che luccica.

Dei problemi dell'acqua al fracking abbiamo parlato tante volte su questo blog.

Negli USA trovano arsenico, selenio e stronzio nei pozzi artesiani vicini ai pozzi fraccati, in tassi anche di 18 volte superiori alla norma, in altri casi invece e' successo che addirituttura le falde idriche si sono prosciugate per la troppa acqua pompata per il fracking.

Ecco allora un altro, ennesimo caso di diritti all'acqua calpestati dai signori del fracking. I quali amanno sempre ripetere che e' tuttapposto, i lori pozzi sono uber-cementificati e quindi non ci sono perdite e tutto quello che capita di "brutto" e' solo un caso.

Beh, uno studio condotto da ricercatori della Duke University del North Carolina e dal Max Planck Institute for Biogeochemistry  mostra che l'82% delle case vicino a pozzi da fracking hanno acqua contaminata da alti tassi di metano o altri composti dell'industria petrolchimica.

L'82%.

Quattro case su cinque.

Lo studio e' stato pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, una rivista prestigiosa, qualche settimana fa.

Gli autori, Robert B. Jackson, Avner Vengosh ,Thomas H. Darrah ,Nathaniel R. Warner, Adrian Down, Robert J. Poreda, Stephen G. Osborn, Kaiguang Zhao e Jonathan D. Karr sono andati nel nord-est della Pennsylvania ed hanno testato l'acqua di 141 pozzi artesiani nel raggio di un chilometro da pozzi da fracking.

Questo e' quanto trovano:

‘Methane was detected in 82% of drinking water samples, with average concentrations six times higher for homes less than 1 km from natural gas wells. Ethane was 23 times higher in homes less that 1 km from gas wells; propane was detected in 10 water wells, all within approximately 1 km distance'.

Metano nell'82% dell'acqua - in teoria potabile - delle case, in tassi presenti anche a sei volte di piu' di quanto consentito, etano a tassi 23 volte superiore alla norma e propano in dieci pozzi.

Dai numeri non si scappa, caro Piero Angela, e lei dovrebbe vergognarsi di confondere le idee alle persone, presentando solo la parte economica e tralasciando quella umana. Presentando specchi,  spacciandole per "scienza", e pensando che noialtri siamo stupide allodole.

Non lo siamo affatto.

Piero Angela non e' un uomo di scienza.
Da questo servizio si mostra invece puro uomo del sistema.




Tuesday, May 10, 2011

Fracking su PNAS


Per la prima volta, uno studio scientifico ha mostrato che trivellare alla ricerca di gas con il fracking sia direttamente correlato con l'inquinamento dell'acqua sotterranea e con la possibilita' che questa diventi incendiaria.

L'avevamo gia' visto nel film Gasland, di Josh Fox, persone normali che aprono i rubinetti - e voila'! - una vampata di fuoco li avvolge nelle loro cucine come se fosse anche questo normale.

Questa pero' e' la prima volta che compare un articolo sull'autorevole PNAS - the Proceedings of National Academy of Sciences - che conferma il tutto in maniera rigorosa. I petrolieri hanno sempre detto che si trattava di aneddoti o di leggende metropolitane, mentre qui hanno analizato il tutto in modo rigoroso e in tre localita' diverse.

I ricercatori della Duke University hanno riscontrato che i livelli di metano, etano, propano butano e altri idrocarburi nei pozzi artesiani aumenta nelle vicinanze dei pozzi di fracking.
Per l'esattezza nell'81% di pozzi acquiferi vicino nel raggio di un miglio vicino a quelli del fracking. Hanno anche riscontrato che il gas trovato nei pozzi e' del tutto compatibile con quello estratto dalle ditte petrolifere, e che dunque il gas migra nel sottosuolo attraverso fessure naturali o artificiali, o perche' sfugge alle impermeabilizzazioni dei pozzi fraccati.

In qualche modo dunque, il gas arriva nelle riserve acquifere e arde - parola di scienziati.

Non e' la prima volta che questo accade, e gia' c'erano stati report simili su pozzi fraccati in Colorado, Ohio, Pennsylvania. In quest'ultima localita' nel 2004 morirono tre persone, incluse un neonato. Nella citta' di Pavillion, Wyoming, hanno trovato che 11 di 39 pozzi fraccati
erano stati contaminati da sostanze chimiche, petrolio, gas, arsenico, vanadio, rame e metalli pesanti. Qui alcuni sono animali sono morti o rimasti ciechi, si pensa per colpa di arsenico.

Ma appunto questa e' la prima volta che il tutto viene pubblicato su un articolo di scienza, un po come il miele agli idrocarburi della Val D'Agri.

Uno degli autori del paper dice che il livello di inquinamento e' maggiore di quanto ci si aspettasse.

I petrolieri, come da copione, dicono che e' tutto "naturale". Prima non c'era, ora si, ma e' una coincidenza. Hanno anche detto che lo studio e' fatto male e che loro i pozzi li trivellano per bene. Per il Wyoming hanno detto invece che gli inquinanti erano dovuti all'agricoltura.

Cos'altro possono dire se non che e' sempre colpa di qualcun altro?

Lo stato di New York ha una moratoria contro il fracking fino a Giugno. Gli attivisti vogliono prolungarla. Intanto la Exxon Mobil si porta avanti e ha fatto domanda per prendere un milione di litri di acqua al giorno dai fiumi del New Jersey per i suoi pozzi.