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Thursday, February 23, 2012

Assomineraria: prepotenza e deliri


L'integrità morale è un dovere costante
di tutti gli Associati e caratterizza i comportamenti di tutta l'Assomineraria.


Assomineraria, Presidente Claudio Descalzi

Infatti all'ENI la SEC Americana ha mollato la piu' grande multa
della storia per mazzette in Nigeria.
Bella integrita' morale.

Gli investimenti riguarderebbero lo sviluppo di giacimenti a terra ed a mare, soprattutto nelle regioni del Sud, con un'attenzione particolare alla Basilicata.

Proprio non ci riescono ad accettare che tutto
quello che hanno fatto in Basilicata e' stato IMMORALE


Quelli di Assomineraria non si arrendono. E' dall'entrata in vigore del decreto Prestigiacomo d128 2010, che vieta le trivelle a 9 km da riva, che diventano 20 nel caso di zone marine protette, che cercano di sabotarlo.

Hanno iniziato a settembre 2010 con questo comunicato dove si dice che devono "salvaguardare" l'attivita' offshore e il LORO indotto, e questo mentre il pozzo del golfo del Messico ancora sputava veleni.

Dicono che quando il governo ha varato il decreto Prestigiacomo non c'e' stata "alcuna consultazione" con LORO e che per questo hanno dovuto indire gia' a suo tempo un incontro da LORO organizzato con la Prestigiacomo.

Beh, non e' che a noi cittadini ci convocano mai su queste cose! Mi avessero chiesto a me, avrei detto altro che 5 miglia, mettiamo 100 come fanno negli USA. Comunque, ecco chi prepotentemente si autoinvita presso il Ministero: signori lobbisti, stipendiati dai petrolieri, gente che pensa agli affaracci loro. Eccoli, i nemici dei mari italiani:

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi di Assomineraria,
Giuseppe Tannoia dell'ENI,
Marco Brun, della Shell
Umberto Quadrino, dell' Edison
Piero De Simone, dell'Unione Petrolifera Italiana.

Hanno stilato una lista di perdite economiche PER LORO e non certo per il paese, hanno chiamato la legge Prestigiacomo "assurda", "punitiva", hanno detto che c'e' mancanza di base "razionale" e hanno detto che loro non hanno mai causato danni in 50 anni di attivita'.

Ma a chi la danno a bere? Ma cosa, trivelliamo sotto casa? Ma se un giorno si e un giorno no si sentono di perdite in mare, di scoppi, anche in Italia? E il Lambro, e la Haven, e Paguro, e i riversamenti a Taranto, e Rospo Mare?

Mangiano gli scordarelli questi qui?

Non una parola che sia una sull'ambiente in tutto il comunicato. Continuano a insistere che siamo "emotivi". Ma, io direi che invece siamo piu' che razionali. Ovunque ti giri le trivelle hanno portato danni, in Italia, nel mondo, e dunque per precauzione mettiamo una fascia di protezione, no? Questa e' razionalita' pura.

O che noi Californiani siamo emotivi e scemi? O sono scemi gli abitanti della Florida che mettono limiti di almeno 160km?

Adesso, nel Febbraio 2012 dicono ancora che questo decreto Prestigiacomo ha causato "seri problemi" A LORO e che vogliono porre rimedio ai "risvolti negativi".

Dicono ancora che c'e' stato un effetto drammaticamente negativo dovuto al decreto Prestigiacomo e che dobbiamo "valorizzare" le nostre riserve di petrolio e di gas (purtroppo per noi monnezza) per ridurre l'importazione di petrolio dall'estero.

Dicono che sono pronti a "migliorare la bilancia dei pagamenti, aumentare le entrate fiscali, rilanciare l'economia manifatturiera, investire ingenti risorse finanziarie" e chicca finale "aiutare il paese ad uscire dalla crisi".

Cioe' sono dei maghi.

Poi sparano numeri a casaccio. Il gruppo di Claudio Descalzi dice che sono pronti con:

12 miliardi di euro in impianti produttivi in 4 anni

70 mila posti di lavoro in 4 anni

40 milioni di euro di entrate allo stato in 20 anni

120 miliardi di euro di risparmio sulle bollette in 20 anni

Cioe' sono dei maghi, e dei santi pure!

Ma sui LORO guadagni neppure una parola!

Pero' dicono che pagano troppe tasse e che si deve "ridurre il carico fiscale". Ah, certo!

Aggiungono che abbiamo TROPPE aree protette in Italia e che questo portera' ad eccessivi costi PER LORO quando andranno a trivellare.

Se per caso le trivelle dovessero sorgere vicino ad aree protette, infatti c'era una proposta di legge per cui i petrolieri avrebbero dovuto pagare una tassa per il ripristino di tale aree protette dopo le devastazioni petrolifere.

Non sia mai!

Ma chi credono di essere? L'Italia e' NOSTRA e non di un gruppo di affaristi senza scrupoli.

Vorrei proprio sapere dove vanno al mare lorsignori Descalzi, Tannoia, Cavanna, Brun, e De Simone e piazzargli una bella piattaforma sotto il naso.

Che gente.





Sunday, October 23, 2011

I Moratti a trivellare in Sardegna


Siccome ai Moratti non basta essersi ingoiati le speranze e i sogni di Sarroch, con la sua raffineria Saras che ha di fatto impedito a qualsiasi altra attivita' sana di svilupparsi sul territorio, ora ci riprovano, questa volta con le trivelle su terraferma.

In questi giorni infatti la Saras si prepara a trivellare in provincia di Oristano, fra i campi di fragole di locailita' Arborea. Hanno gia' fatto le esplorazioni sismiche, sono contenti di quello che c'e' sottoterra e cosi ora partono con il progetto "Eleonora" che include dei pozzi esplorativi.

La tattica e' sempre la stessa - del divide ed impera: prima facciamo innocenti esplorazioni sismiche, e poi facciamo altrettanto innocenti pozzi esplorativi e poi che abbiamo fatto tutto, come facciamo a non fare i pozzi permanenti? Come facciamo a non fare oleodotti? Come facciamo a non fare raffinerie, che quasi sempre sono indispensabili vicino ai luoghi estrattivi?

Il progetto Eleonora comprende una area di circa 440 chilometri quadrati che riguarda i territori di Oristano, Cabras, Riola Sardo, Nurachi, Baratili San Pietro, Zeddiani, Tramatza, Solarussa, Siamaggiore, Arborea, Palmas Arborea, Santa Giusta, Marrubiu, Terralba, San Nicolò Arcidano, Uras, Mogoro e, in provincia del Medio Campidano, Guspini.

E poco importa ai Moratti che li ci siano campi di fragole che non hanno niente a che vedere con le trivelle, cosi come non ce li avevano i vigneti di Viggiano e non glien'e' importato niente all'ENI.

E la regione Sardegna? Secondo la Nuova Sardegna, l'assessore all'ambiente e le autorita della provincia di Oristano nel 2010 autorizzarono le esplorazioni perche' si riteneva che

"il territorio non corresse alcun pericolo ambientale dall’attività di ricerca della Saras"

e che

«nonostante nell’area che delimita il permesso minerario siano presenti diversi vincoli idrogeologici e forestali, poichè i lavori previsti non modificano lo stato dei luoghi, non è necessario rilasciare alcuna autorizzazione».
I lavori previsti non modificano lo stato dei luoghi? Ma questi dove vivono? Possibile che non riescano a vedere il tutto in un ottica lungimirante? Possibile che non sappiano di cosa succede in Basilcata? Possibile che non si chiedano che significa avere sul territorio trivelle, e poi oleodotti, perdite, strade e camion di petrolio, possibili raffinerie, inquinamento per 30, 40 anni?

Possibile che non si chidedano quali saranno gli effetti a lungo termine di trivelle ed esalazioni sulle fragole e sull'agricoltura in generale? In Basilicata hanno inquinato campi, laghi, e si ritrovano oggi con un pugno di mosche in mano e petrolio dappertutto, pure nel miele.

Ai sardi posso solo dire che e' tutto scritto, tutto discusso, tutto gia' visto: vi racconteranno le stesse balle che hanno raccontato agli Abruzzesi, ai Lucani, ai Pugliesi, ai Siciliani, ai Lombardi: che il petrolio vi portera' lavoro e ricchezza e che l'agricoltura e il vostro modo di vivere non cambiera'.

Non credetegli. Non c'e' un solo buon motivo per petrolizzare il vostro territorio: in Italia abbiamo del petrolio in generale di qualita' scadente e inquinante, le leggi di protezione per l'ambiente sono pessime, abbiamo un territorio fragile, le royalties sono basse, distruggeranno l'agricoltura, e qualsiasi sogno di turismo e di sviluppo sano e variegato.

Non esiste nessuna comunita' al mondo - che io sappia - che e' felice di vivere accanto a pozzi e raffinerie.

E si qualcuno si arricchira', ma quelli non siete voi, saranno i Moratti.

Friday, April 29, 2011

Stiamo per andare in nazionale

Ecco qui le adesioni che ho ricevuto finora. Mandatemi tutte quelle che restano, oggi iniziamo a scrivere alle redazioni nazionali.

Provincia di Campobasso
Provincia di Foggia
Regione Puglia
Comune di Termoli (Campobasso)
Comune di Foggia
Comune di Citta' Sant'Angelo (Pescara)
Comune di Torricella Peligna (Chieti)
Comune di Vieste (Foggia)
Comune di Vasto (Chieti)
Comune di Serracapriola (Foggia)
Comune di Lanciano (Chieti)
Comune di Carpino (Foggia)
Comune di Fossacesia (Chieti)
Comune di San Nicandro (Foggia)
Comune di San Severo (Foggia)
Comune di Miglianico (Chieti)
Comune di Manfredonia (Foggia)
Comune di Lucera (Foggia)
Comune di Peschici (Foggia)
Comune di Rodi Garganico (Foggia)
Comune di Vico del Gargano (Foggia)
Comune di Mattinata (Foggia)
Comune di Roccamontepiano (Chieti)
Assoturismo Abruzzo
Confesercenti Abruzzo
Confesercenti Puglia
Confcommercio (Foggia)
Confcommercio (Chieti)
Camera di Commercio (Foggia)
Italia Nostra - Pescara
Italia Nostra - Foggia
Comitato Difesa di Chioggia - Chioggia (Venezia)
Le Cinque Isole - Tremiti (Foggia)
Adiconsum - Foggia
Arci - Vasto (Chieti)
Legambiente - Foggia
Associazione studentesca Unidea - Termoli (Campobasso)
Ambiente e/è vita - Roma
Associazione Molise-Europa - Termoli (Campobasso)
Legambiente - Circolo "Dai Colli all'Adige", Este (Padova)
Marelibero Abruzzo - Pescara
Pro Natura Abruzzo - Castel di Sangro (L'Aquila)
Gargano Libero - Foggia
Comitato per la Tutela del Mare del Gargano - Foce Varano (Foggia)
Azienda Promozione Tursitica Provinciale - Foggia
Fondo Ambiente Italiano Foggia
Fondo Ambiente Italiano Vasto (Chieti)
WWF Abruzzo
WWF Molise
HabitatLab Onlus - Pescara
Circolo SEL - Foggia
Five Festival Sud System
Marevivo - Roma
Comunicare Turismo
Libera Scelta - Lettomanoppello (Chieti)
Slow Food - Foggia
Associazione guide turistiche della Puglia - Foggia
Comitato Daunia e Gargano - Ischitella (Foggia)
Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano - Teramo
Rimboschiamo Peschici - Peschici (Foggia)
Terra Nostra Onlus - Poggio Imperiale (Foggia)
Centro Studi Martella - Peschici (Foggia)
Argod
Gruppo Archeologico Garganico S. Ferri - Vico del Gargano (Foggia)
Emergency
Gruppo Archeologico di Terra d'Otranto - Otranto (Lecce)
Punto e a capo
Unpli provincia di Foggia
Cisl Foggia
Associazione Punto di Stella - Peschici (Foggia)
Diario Montanaro
Liberta' di Parola - Ortona (Chieti)
Comitato Foggia Propositiva - Foggia
Ugl Territorio - Foggia
Gruppo Archeologico Dauno - Foggia
Garganistan - Foggia
Fare Ambiente Puglia - Foggia
Associazione la Mejofauna - Isole Tremiti (Foggia)
Brancaleone - Roccamontepiano (Chieti)
Associazione Libera - Termoli (Campobasso)
Si energie rinnovabili, no petrolio - Monopoli (Bari)
No scorie Trisaia - Rotondella (Matera)
Organizzazione Lucana Ambientalista - Potenza
Task Force Ambientale (Teramo)
Stoppa la Piattaforma - Sciacca (Agrigento)
Gestione Partecipata del Territorio - Bomba (Chieti)
Comitato Abruzzese del Paesaggio (Pescara)
Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie - Termoli (Campobasso)
Citta' Plurale - Matera
Manichini D'Ottone - Pescara
Associazione Culturale Carpino Folk Festival - Carpino (Foggia)
Le Colonne d'Ercole - Ortona (Chieti)
Marevivo - Bari
Associazione Genitori di Vico del Gargano - Vico del Gargano (Foggia)
Istituto Scolastico Cesare de Titta - Lanciano (Chieti)
Movimento 5 Stelle - Rovigo
Nuovo Senso Civico - Lanciano (Chieti)
OLA Channel - Venosa (Potenza)
Lipu Puglia, Gravina di Laterza (Taranto)
Associazione le cinque isole - San Domino, Isole Tremiti (Foggia)
Cicolamici Fian - Foggia
Consulta Giovanile del comune di Vasto - Vasto (Chieti)
Pro-loco Manfredonia (Foggia)
Centro Turistico Giovanile - Bari
Comunita' Francescana Miracolo Eucaristico - Lanciano (Chieti)
Comitato No Petrolio - Tollo (Chieti)
Costituente del Parco della Costa Teatina - Vasto (Chieti)
WWF Zona Frentana e Costa Teatina (Chieti)
Centro Turistico Giovanile "Egnatia" - Monopoli (Bari)
Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni - Tortoreto (Teramo)
Emergenza Ambiente Abruzzo - Pescara
Chietiscalo.it - Chieti
Abruzzo in Movimento - Ortona (Chieti)
Associazione Radicali Lucani - Potenza
Giacche Verdi Gruppo Gargano - Vico del Gargano (Foggia)
Associazione Tutela e Salute dell'Ambiente di Basilicata - Potenza
Valorizzazione delle Terre Pubbliche attraverso le Popolazioni Locali - Assergi (L'Aquila)

Monday, October 19, 2009

I Moratti non si arrendono


Ieri finalmente il giudice di Cagliari ha dato ragione a Massimiliano Mazzotta, il regista di OIL, un documentario che mostra in che modo l'elegante famiglia Moratti tratta la cittadina di Sarroch e i suoi abitanti. In due parole: da schifo. A Sarroch non le manca niente: inquinamento, malattie, incidenti, pesci avvelenati, morti da idrogeno solforato e lacrime di coccodrillo dei signori Moratti.

I Moratti - pardon, i loro legali, che loro non si abbassano mica - avevano chiesto che Mazzotta restituisse i filmati che aveva fatto dentro la raffineria Saras. I filmati erano stati fatti con tanto di permesso della ditta stessa. I signori Moratti volevano anche il sequestro della pellicola.

Come se fossimo nell'Unione Sovietica dei tempi passati.

L'idea di base dei Moratti e' che il cattivissimo Mazzotta aveva "manipolato le dichiarazioni ottenute per piegarle al servizio e al conforto di una tesi denigratoria preordinata".

Ma se la Saras sputa veleni, le sole manipolazioni possibili sarebbero quelle che portano alle tesi che vorrebbe la Saras: di raffineria spargi profumi e fiori delicati, no? Mazzotta ha solo raccontato quello che ha visto.

Infatti il giudice ha detto che il regista ha tutti i diritti di continuare a proiettare il suo film in giro per l'Italia. Mr. Moratti e company non solo non potranno piu' fermarlo, ma dovranno anche pagargli le spese giudiziarie, di circa 3,000 euro.

Ma i Moratti non sono ancora felici di avere gia' distrutto la zona attorno a Sarroch e ci rirpovano, questa volta facendo innocenti ricerche nei mari sardi per appurarne il contenuto di petrolio e di gas. I nostri eroi del giorno, come l'ENI, decidono di fare un po' quel che gli pare, e ora propongono di trivellare vicino ad aree protette nei pressi di Oristano.

Come in Abruzzo si scelgono nomi poetici, in Sardegna la zona si chiama Eleonora mare, copre 625 chilometri quadrati e comprende quasi tutto il golfo di Oristano. La sua distanza dalla costa varia dai 5 ai 15 chilometri ed e' a ridosso dell'area protetta Sinis-Mal di Ventre.

Qualcuno gli ha spiegato che gia' adesso le navi che escono dalla Saras ogni tanto riversano porcherie a mare? Qualcuno gli ha spiegato che la famosa piattaforma australiana Montara e' ancora li che sputa schifezze da due mesi e nessuno sa come fermarla? Qualcuno gli ha speigato che i fondali marini veranno ricoperti di sostanze tossiche?

Mmh. Non credo che alla Saras gli interessi. Meglio pensare all'Inter e al campionato di serie A.
Elsa2, Eleonora mare. La storia si ripete.

Intanto mentre distruggiamo l'Italia, in Germania il sole riesce a regalare 2,200 gigawattore di elettricita' l'anno. In Italia solo 35. Andiamo avanti cosi, ciechi ma felici verso il baratro.


Fonti: Unione Sarda, La nuova Sardegna

Thursday, May 22, 2008

Alice nel paese delle meraviglie


Oggi sui giornali un po di notizie sulle trivelle di Vasto e San Vito.

"La Mog è una grande società. I rischi per la costa sono nulli", assicura il comandante Giuseppe Famà. «Tutto ciò che avviene in mare è monitorato costantemente dai ministeri dell’Ambiente, della Navigazione e dei Trasporti», ricorda l’ufficiale.

E a quale titolo parla il comandante Giuseppe Fama? Quali sono le sue credenziali scientifiche? Davvero ci sono rappresentanti dei ministeri a monitorare la situazione? E dov'erano questi bravi signori mentre gli idrocarburi giungevano sulle spiaggie di San Vito e Rocco Catenaro voleva denunciare il WWF (roba da matti!)

E poi che significa che la MOG e' grande? A parte che non e' vero: sono appena nati come spinoff dell'ENI/AGIP e sono una compagnia media. Grande non vuol dire onesta. Grande non vuol seria. Se erano seri ci avrebbero interpellato. Grande o piccola, la domanda e' la stessa: inquinano?

Ho deciso dunque di andare a vedere cosa dicono delle trivelle marine i norvegesi che con il petrolio (e una politica lungimirante e democratica su come spartire i soldi ricavati) si sono arricchiti. Il sito che ho consultato e' un sito del governo norvegese, che intende spiegare ai suoi cittadini, in maniera chiara, esaustiva e senza bugie lo stato dell'ambiente in Norvegia.

Diciamo che quello che c'era scritto non mi ha sorpreso minimamente, perche' e' quello che avevo gia' letto dai report canadesi e di altre parti del mondo. Nel reparto petrolio il governo norvegese dice, e traduco dall'inglese:

1) Le attivita' estrattive hanno avuto delle ripercussioni negative sui fondali marini e sull'attivita' biologica vicino alle piattaforme offshore, specie a causa degli scarichi di fanghi e liquidi perforanti inquinanti.

2) Anche se gli scarichi chimici sono stati vietati dal 1992 gli effetti persistono e ci vorra' molto tempo per eliminare completamente l'inquinamento prodotto. Nonostante la legge, vi sono ancora rigetti di sostanze tossiche nel mare di particelle fini e di sostanze di risulta che disturbano plankton e pesci. Dai dati del 2003 emerge come la maggior parte delle acque di risulta finisce nel mare. Anche se trattate queste acque contengono idrocarburi e sostanze chimiche inquinanti.

3) Grandi quantita' di inquinanti vengono emessi in tutte le fasi di vita delle piattaforme marine: esplorazione, estrazione, trasporto per oleodotti e lavorazione. Non e' possibile per l'industria petrolifera operare efficientemente senza un enorme utilizzo di sostanze chimiche.
Nel 2003 furono riversati 2500 tonnellate di sostanze di risulta nel mare.

4) L'industria petrolifera e' la maggior fonte di gas ad effetto serra in Norvegia e la seconda per emissioni di acidi, dopo il transito delle petroliere nei loro mari. Fra gli inquinanti: C02, nitrati, composti organici volatili

5) Nel 2007 ci sono stati 166 rilasci accidentali di petrolio nel mare, il piu' grave ha comportato 5,000 metri cubi di fanghi e fluidi perforanti giudicati ad alto livello inquinante.

I siti sono qui e qui Ci sono grafici, ci sono dati, ci sono numeri, ci sono spiegazioni esaustive. Voglio vedere quando il governo italiano mettera' su un sito simile. Il governo norvegese da' pane al pane, senza vergogna e dicendo che faranno del loro meglio per ridurre l'inquinamento e migliorare la situazione. Mi pare molto piu' realistico delle affermazioni insensate e da Alice nel paese delle meraviglie del comandante Fama.

Noi tutti conosciamo la Norvegia per essere un paese immacolato e naturalistico ed e' vero. I fiordi sono belli, e tutto e' costruito con il piu' grande rispetto per la natura. Ora, se il governo norvegese dice queste cose ai propri cittadini, vuol dire che per quanto uno voglia provarci a fare le cose per bene, il petrolio inquina. Non si piu' nascondere la testa sotto la sabbia e dire "i rischi sono nulli" caro comandante Fama. I rischi invece esistono. I problemi vanno discussi e affrontati. Non si puo' sempre "riammandare" tutto per far star zitta la gente.
Non siamo scemi.

Un altra cosa, in Norvegia di petrolio ne hanno tanto e le piattaforme sono in mare aperto, lontano dalla costa e non in bella vista delle navi dei turisti che vanno in giro per i fiordi.
Noi non siamo come la Norvegia. Non si puo' pensare ad un parco marino da cui si vedono le piattaforme, non c'e' logica. Guardate la foto sopra - purtroppo il cartografo non ha messo la scala nella figura, ma si capisce come i pozzi norvegesi non siano proprio a 5km dalla costa come da noi.

Andiamo avanti, avveleniamoci, distruggiamo tutto, uccidiamo il creato senza limiti, senza ragionare, senza limiti. Andiamo avanti, comandante Fama. Sotterriamo la testa come gli struzzi.
Il suicidio di una nazione continua. Fa male sapere che e' la mia e che sono, tutto sommato, impotente.