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Monday, July 29, 2019

Cile : 40,000 litri di diesel sversati in un isola incontaminata della Patagonia








Hanno dovuto chiamare la marina in Cile per raggiungere una isola remota dopo che e' stata inondata da 40,000 litri di diesel nel sud della nazione. Gli idrocarburi sono anche finiti in mare,
molto probabilmente a causa di un trasferimento di diesel da terra sulla nave andato male.

L'isola in questione si chiama Guarello Island ed e' nella parte sud del paese, una zona incontaminata della Patagonia. Fa parte dell'arcipelago Madre de Dios adue passi dallo stretto di Magellano, fra Cile ed Argentina. Siamo a 2800 km a sud della capitale, Santiago.

Ovviamente c'e' qui un ecosistema unico con abbondanza di balene, delfini, di vita acquatica e con sistemi di flora e fauna speciali proprio perche' e' una isola difficile da raggiungere e quindi indisturbata dall'uomo, finora almeno.

Guarello Island e' nota per le sue riserve minierarie, in particolare cave di calcare. E infatti la responsabile del disastro ambientale dell'isola di Guarello e' la ditta mineraria CAP che sta per
Compañía de Acero del Pacífico, che appunto estrare roccia calcarea da questa zona.

Wednesday, May 20, 2015

Petrolio in mare a Santa Barbara





costo dell'operazione di pulizia finora: $257 milioni di dollari
200 chilometri quadrati di mare chiuso alla pesca
200 addetti alla pulizia ancora operativi
oleodotti ancora chiusi
petrolio finito in mare: 140,000 galloni invece che 101,000
cioe' 500,000 litri

il turismo regge, perche' per fortuna lo scoppio e' in una zona remota




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Oggi 25 Giugno i risultati delle analisi:

Glutaraldehyde
Ethylbenzene
Naphthalene
Toluene
Xylene

 tutta roba tossica

"These chemicals can never be completely cleaned up, especially with the archaic scraping of the beach and rocks with manual brushes.”

Le operazioni di pulizia vengono eseguite
A MANO
per non creare altri danni

“These chemicals are a threat to our health and the health of our unborn
This spill has exposed this community to chemicals for which there are no safe levels of exposure. They can cause cellular damage and death with both immediate toxicity and long-term health effects including birth defects, abortion and cancer.”

 Dr. Kevin Beckmen, Solvang, California

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Eccoci qui - a Santa Barbara, 200 chilometri a nord di Los Angeles. Fa male al cuore, almeno per me, perche' conosco il posto e la sua spettacolare bellezza.

A Goleta, li vicino, c'e' l'Universita' di Santa Barbara e nel 2014 ci ho trascorso un mese.  Il mare e' meraviglioso.






















Siamo al Refugio State Beach, dove una fessura da un oleodotto sottomarino ha mandato circa 21,000 galloni di petorlio in mare. Circa 80,000 litri.

Il mare e' blu e' ora nero e coperto di catrame.

L'oleodotto era di circa 11 miglia di lunghezza -- 18 chilometri -- ed era di proprieta' della Plains All American Pipeline con sede a Houston. Serviva per portare il petrolio dalle piattaforme in mare, costruite negli anni sessanta a Kern County, nell'interno dello stato dove ci sono tutte le strutture di supporto logistico. Fra le piattaforme,  una scoppiata nel 1969. Non e' ben chiaro cosa abbia causato questa fessura nell'oleodotto, costruito nel 1991. Capirlo e' ancora piu difficile perche' e' interrato sotto il mare.

Per adesso si vedono le foche nuotare nel petrolio, e non e' un bello spettacolo.

Intanto un giorno dopo lo scoppio, il governatore Jerry Brown ha dichiarato lo stato di emergenza, il petrolio si e' esteso per un area di circa 10 miglia di costa -- circa 16 chilometri -- e il quantitativo di petrolio finito in mare e' ora stato aggiornato a circa 105,000 galloni - circa 400,000 litri.

Hanno chiuso le spiagge ed evacuato i campeggi.

Le operazioni di pulizia sono difficilissime - il petrolio e' dappertutto, oltre che in acqua e' finito sui sassi, nella sabbia, a riva. Ci sono circa 100 specialisti a raccogliere tutto questo materiale, uno ad uno. E poi c'e' il problema di raccattare il petrolio finito in mare e cercare di evitare che si sparga ancora.

"We continue to see it's not a question of if there is going to be an oil spill but when?"

Fa veramente male vedere certe cose, un po di piu' perche' e' tuo.

Ancora un altro motivo per dire no ad Ombrina. 

Wednesday, August 6, 2014

Due anni di galera per riversamenti di monnezza tossica nei fiumi


Si chiama Benedict Lupo, e pensava di essere furbo.

Ma anche nel petrolizzato Ohio, la giustizia esiste e Benedict tanto furbo non e' stato.

Il nostro amico -- 64 anni -- aveva infatti ordinato ai dipendenti della sua ditta, la Hardrock Excavating LLC,  di *sversare* monnezza tossica dai pozzi del fracking nel vicino Mahoning River. Si parla di 40,000 galloni di rifiuti tossici, nel corso di 33 sversamenti diversi.

Cosa e' finito nel fiume? Brina, fanghi di perforazione, benzene, toluene e diesel. Il risultato e' stato che il fiume si e' inquinato e pure le specie considerate le piu' resistenti sono morte. Il fiume era un tempo usato come sorgente di acqua pubblica per circa 9,000 persone delle vicine comunita' di Newton Falls e di Sebring.

“The creek was essentially dead” si legge nei documenti.

L'altro ieri Mr. Lupo e' stato condannato a 28 mesi di prigione per inquinamento e ad una multa di 25,000 dollari. Ha dichiarato la sua colpevolezza ed ha chiesto scusa, dando la colpa del suo comportamento a problemi di salute: diabete, dialisi e dolori cronici.

Ma non e' chiaro quale sia il nesso. Riversi monnezza perche' hai il diabete?

Gli avvocati di Mr. Lupo hanno cercato di ottenere una pena ai domiliciliari invece che in carcere, proprio per questi problemi di salute del loro cliente, ma a Lupo non e' stata concessa alcuna attenuante. Il giudice ha infatti ricordato che Lupo aveva ordinato ai suoi dipendenti non solo di sversare monnezza, ma anche di mentire in caso venissero scoperti. Se qualcuno ancora non l'avesse capito, mentire negli USA e' gravissimo.

Il giudice ha detto: “Ben Lupo ha anteposto i suoi interessi a quelli di tutti e merita una sanzione severa per le sue azioni." 

E cosi l'ha messo in galera.

La domanda pero' resta: si puo' pulire il fiume che e' ora "essenzialmente morto"?

E se si, chi lo pulira'?

Tuesday, April 8, 2014

Exxon Valdez - oil spills are forever






















Ventisei anni e undici milioni di galloni di petrolio dopo, ecco il risultato. Le killer whales - in italiano orche assassine sono quasi scomparse dai mari dell'Alaska, per colpa del riversamento del 1989.

Subito dopo l'incidente vennero scoperte due branchi di orche colpite dal petrolio, o direttamente o perche' risiedevano in posti vicino alle perdite della Exxon Valdez.  Vivono normalmente fra i 50 e i 100 anni. Di questi due branchi, una aveva 36 membri - 14 morirono subito. L'altro ne aveva 22. Nove di queste orche morirono subito, altre sei scomparvero e non si sono piu' ritrovate. Ne sono rimaste solo sette.

Le orche di questo secondo branco furono monitorate e studiate da allora e per tutti questi anni. Di loro, essuna si e' riprodotta, e siccome le femmine sono troppo vecchie, il branco e' destinato alla morte.

Perche' le orche del secondo gruppo non si sono riprodotte? Secondo gli studi scientifici della zona e' stato a causa degli scombussolamenti sociali nel gruppo e a causa della gran moria di foche, il cibo primario delle orche, in seguito al petrolio riversato in mare dalla Exxon Valdez.  Qualcuno parla anche di pesticidi e di inquinanti dalla Cina visto che le carcasse delle orche morte avevano DDT,  PCB ed altre sostanze chimiche in corpo.

Ma e' inevitabile che il petorlio abbia avuto il suo ruolo: perche' e' ancora li, che piaccia o no e pesci e crostacei, ventisei anni dopo ci sguazzano ancora dentro. Anche se le orche non mangiano tutte queste specie e' la catena alimentare che e' contaminata, e che alla fine arriva pure alle orche.

Secondo il governo centrale americano solo la meta' della vita selvatica attorno a Prince William Sound e' tornata ai livelli pre-1989. Per tutti gli altri si e' trattato di una decimazione. 



This Exxon Valdez oil is decreasing at a 
rate of 0 - 4 percent per year. 
At this rate, the remaining oil will take decades 
and possibly centuries to disappear entirely.

Il petrolio della Exxon Valdez cala ad un tasso
 compreso fra lo 0 ed il 4 percento annuo. 
A questi ritmi ci vorranno decenni e 
possibilmente secoli per farlo scomparire del tutto.





You pretty much lived there, you got your clams and crabs and fish. 
And then somebody came and dumped oil all over it.

Cordova, Alaska



Erano poco piu di 25 anni fa. 

Poco dopo la mezzanotte del 24 marzo 1989, la petroliera Exxon Valdez colpi' Bligh Reef nei pressi di Prince William Sound, in Alaska. La petroliera riverso' in mare almeno 11 milioni di galloni di petrolio grezzo che sommersero 1.300 miglia di costa dell'Alaska.  

I danni ai pesci, agli uccelli, alle comunita locali furono incalcolabili. Fu tutto devastato.  Uno dei residenti dice

"You could smell the oil before you ever saw it. There was no fish, no birds chasing fish. You could sit there and it'd just be dead quiet. So everybody called it the dead zone.

Dopo 25 anni e 2,1 miliardi dollari in costi di pulizia, le tracce del petrolio e della monnezza persistono ancora sulle spiagge dell'Alaska e sulla psiche di chi vive li.

Ci sono ancora cause in corso per determinare l'esatto ammontare delle ricompense da offrire ai residenti e allo stato dell'Alaska, molti sono andati via e non sono piu' tornati. Il petrolio e' arrivato a distanze di 700 chilometri dal punto di impatto.

Inizialmente i giudici decisero che fra danni all'ecosistema e danni puntivi - cioe' per dare l'esempio - la 
Exxon dovesse pagare 5 miliardi di dollari. Dopo vari tira e molla legali, la cifra si ridusse di $250 milioni per compensare i danni piu' $507 milioni in danni punitivi piu' $470 milioni in interesse. La Exxon dice di avere speso 4 miliardi e 300 milioni di dollari per il ripristino.

Morirono circa 250,000 uccelli, 2,800 lontre e 300 foche morirono. In totale il 40% delle lontre perse la vita a causa del petrolio dell'Alaska. Per le lontre ci sono voluti esattamente 25 anni per il ritorno alla normalita', che e' stato annunciato dall' US Geological Survey -- l'USGS -- a Marzo 2014.

Il motivo di questa lentezza?

“Chronic exposure to hydrocarbons” secondo la Exxon Valdez Oil Spill Trustee Council, creata per gestire il riprisino ambientale in Alaska. Durante questi decenni,  le foche avevano tassi di mortalita' elevati e abnormalita' genetiche consistenti con la presenza di idrocarburi nell'ambiente.

Per altre specie il ritorno allo stato pre-petrolio non e' ancora arrivato.

Cinque anni fa, in occasione del ventesimo anniversario del disastro, lo stesso Counsil scrisse che


"Exxon Valdez oil persists in the environment and, in places, is nearly as toxic as it was the first few weeks after the spill."

Il petrolio della Exxon Valdez persiste nell'ambiente e, in alcuni casi, e' tossico tanto quanto lo era durante le prima settimane dallo scoppio.

Non credo che che le cose siano molto migliorate in questi cinque anni.

E gli umani? La storia piu' triste e' forse quella di Cordova, Alaska, dove la pesca scomparve del tutto, e con essa il modo di vivere di una intera citta': crollo della pesca, crollo dell'economia locale, aumento di consumo di droga, malattie e suicidi.

Ancora adesso pescano petrolio dai mari di Cordova.

In Italia ci continuano a dire che gli incidenti non ci saranno o che in merito a possibili perdite "il progetto esclude tali eventualità". Ma nessuno ha la sfera di cristallo, e come sempre basta un solo incidente per rovinare l'ecosistema per sempre, o quasi.

Oil spills are forever.