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Saturday, August 10, 2013

La notte verde contro il petrolio


Si sta svolgendo oggi 10 Agosto a Fossacesia la notte verde in Abruzzo, con canti, esibizioni, danze e chitarrate per opporsi ad Ombrina. L'evento e' stato organizzato da Claudio Di Toro, del gruppo Anemame, che ha anche scritto una canzone contro Ombrina Mare che e' qui:





E' una cosa molto bella, e credo che sara' un altro piccolo-grande passettino per ricordare a tutti la bellezza dell'Abruzzo, del nostro mare, del perche' siamo cosi cocciutamente contro le trivelle a casa nostra. Ed e' una cosa bella anche per il progresso della democrazia, per sentire che abbiamo voce in capitolo e che possiamo fare qualcosa tutti a secondo delle nostre capacita', professionalita' e tempo a disposizione.

Sono tutte queste cose, insieme, e ripetutamente che alla fine rimanderanno Sergio Morandi da dove e' venuto: e glielo assicuro che non ci sara' nessuno a comporre canzoni sulla bellezza di una fiamma desolforante a 6 chilometri dalla costa dei trabocchi!

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Buona sera a tutti,

Eccoci qui ad un nuovo appuntamento contro le trivelle e per l'Abruzzo verde e pulito.

E' una serata d'Agosto che sono sicura sara' splendida, con il cielo stellato a festa, la brezza del mare sulla pelle, e la serenita' dello stare insieme, d'estate, lungo questo posto speciale che e' la costa teatina.

Come ciascuno di voi, ho tanti ricordi del mare che vi sta di fronte, e vorrei essere li, sentirne delicatamente il profumo, confondermi fra la folla e pensare alle cose belle dell'Abruzzo, della vita, del futuro.

Vivo lontano, e come tutti gli emigranti, c'e' sempre il desiderio di vedere cio' che si e' lasciato indietro migliore di quando si e' partiti, di essere fedeli alle origini e di non dimenticare da dove si e' venuti.

Credo che sia per questo motivo che non posso accettare che l'ENI o la Medoilgas vengano qui a distruggere un posto a me caro.

E credo che questo sentimento ce l'abbiamo un po tutti: questo e' il nostro mare, che ci viviamo vicini o lontani non fa differenza, e' il mare di quando eravamo bambini, e' il mare che abbiamo visto arrabbiato d'inverno e azzurro d'estate, e' il mare dei primi fidanzamenti d'estate, delle passeggiate sul molo, delle conchiglie, dei tuffi, dei trabocchi, degli ombrelloni colorati.

Che ne sa Sergio Morandi di tutto questo?

Lui vede la costa dei trabocchi semplicemente come un business e tutta la propaganda che cerca di mollarci e' dettata dall'affarismo, non certo perche' a lui interessi qualcosa dell'Abruzzo o di noi.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina risolvera' i problemi energetici d'Italia: tireremo
fuori pochissimo petrolio e di qualita' scadente.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina non inquinera': tutti i pozzi in terra ed in mare emettono sostanze di scarto in acqua ed in aria. E con Ombrina non ci saranno solo sei pozzi di petrolio a 6km da riva, ma anche una mini raffineria in mare, un vero obbrobrio che non costruiscono in nessuna parte del mondo cosi vicino alla costa per i troppi rischi che ci sono.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che Ombrina sara' a prova di incidente, perche' nessuno ha la sfera di cristallo e i rischi esistono sempre. Questa sola estate 2013 ne ha visti a dozzine di incidenti in ogni angolo del pianeta e Sergio Morandi non ha un patto con il diavolo per scongiurarne in Abruzzo.

Lo sappiamo tutti che non e' vero che lo zolfo prodotto da Ombrina verra' usato per fare medicine e fertilizzanti perche' ce n'e' una sovrapproduzione a livello mondiale e non si sa cosa farne, anzi, dovremo pensare a come smaltire non solo i rifiuti di trivellazione ma anche i 500 chili al giorno di zolfo prodotto da Ombrina e che non si sa dove mettere.

La lista del perche' no ad Ombrina e' molto lunga, ne abbiamo parlato tante volte e credo che tutti noi sappiamo ormai bene che questo progetto non portera' niente di buono all'Abruzzo.

Resta pero' la domanda: cosa fare?

Io credo che siamo stati bravissimi in questi sei anni di proteste e presa di coscienza collettiva
nel fermare prima il centro oli di Ortona e a dare adesso filo da torcere a quelli della Forest Oil a Bomba, e alla Medoilgas di Ombrina.

La ricetta quindi ce lo insegna il nostro passato: continuare a rompere le scatole, ai politici e ai petrolieri, senza paura.


Siamo tanti, e occorre mostrarlo il nostro dissenso e il nostro essere cittadini informati ed esigenti.


Occorre fare le domande difficili, essere antipatici se serve, avere voglia di osare, perche' se nessuno lo difende quel mare coi i denti e con le mani e con i piedi, non lo fara' nessun altro.

Il mare non parla, il mare non vota, il mare non puo' difendersi da solo. Sta a noi farlo se ci teniamo.

Visto che la nostra classe politica e' quello che e', non ci sono altre soluzioni, altre scorciatoie, ed
e' questo il prezzo da pagare tutti i santi giorri per vivere in democrazia: l'impegno quotidiano affinche' i prepotenti non la spuntino.

Non bisogna dire: "speriamo che non lo facciano", bisogna dire invece: "cosa posso fare io perche' non lo facciano?".

E non deve farci paura l'avere di fronte un colosso - ma Sergio Morandi se lo sogna di essere un colosso! - perche' se tutti facciamo qualcosa, in maniera continuata, senza farsi prendere
dall'angoscia, ma usando l'intelligenza e il buon senso, e se tutti usiamo le nostre professionalita'
e i nostri talenti, e il poco o tanto tempo che abbiamo, allora si possono fare cose grandiose.

Mostre, spettacoli, canti, conferenze, scuole, leggersi le carte, fare le domande difficili ai politici specie in tempo di elezioni, scrivere lettere alla stampa - vinciamo. 


Nessuno puo' spuntarla contro un popolo unito e compatto, neanche Sergio Morandi.

Io sono sempre stanca e questa faccenda del petrolio ha portato via tante cose che prima facevo e per cui non ho piu' tempo, eppure mi sento sempre onorata e grata di poter usare il mio tempo per una causa ai miei occhi importante e vi assicuro che alla fine della giornata ci si sente appagati di essersi spesi per qualcosa di piu grande del nostro piccolo mondo quotidiano.

In Abruzzo c'e' tanto bisogno di attivismo sincero e disinteressato. 


I nostri fiumi sono tutti inquinati, vogliono rimpiccioliri i parchi, costruire l'ecomostro Pagliaroli a San Vito Marina, gli inceneritori, cementificare un po dappertutto e chi ne piu ne ha piu ne metta. 

Spero che tutti almeno prendano in considerazione l'idea di impegnarsi in una causa - ambientale, sociale, culturale che sia. La vita ha un sapore diverso cosi', un sapore migliore.

L'ultimo pensiero ai bimbi.

Il petrolio restera' nelle nostre vite a lungo, perche' che ci piaccia o no, ci sara' sempre qualcuno che vorra' venire qui ad estrarlo, e allora non c'e' cosa piu' utile che si possa fare che di partire da loro, gli adulti del domani, e di insegnarli le cose importanti della vita: il rispetto della natura, dell'altro, delle regole, della giustizia sociale.

E se facciamo questo non solo avremo un ambiente migliore, avremo un'Italia migliore.

Grazie a Claudio e a tutto il gruppo Anemame per lo spazio ed il tempo.


Buon 10 Agosto a tutti.

MR












Sunday, September 4, 2011

L'inutile Mauro Febbo


Non potro' mai dimenticare la prima volta che lo vidi, in uno studio televisivo, dove piu' o meno direttamente mi dava della "khomeinista", e dove a fine trasmissione mi urlo' che in Abruzzo il nucleare si sarebbe fatto perche' lo diceva lui!

Ora senza troppi giri di parole esce sulla stampa d'Abruzzo a dire che lui e' contrario al parco della costa teatina.

Un assessore regionale all'agricoltura che dice di essere contrario al Parco! Roba da non crederci! Nel 2011! Una visione piccola piccola, da uno che non e' mai uscito fuori dal suo piccolo mondo.

Non che non l'avevamo capito che Febbo fosse contrario al parco. Mauro Febbo e' lo stesso che a San Vito Marina con cosi tanta arroganza disse che nel parco si dovevano abbattere i frantoi.

Proprio uno che se ne intende di parchi!

Ma e' ovvio, a me almeno, che dell'agricoltura, dell'ambiente, a Mauro Febbo non gliene importi niente, altrimenti avrebbe fatto fuoco e fiamme a suo tempo contro il centro oli in Abruzzo, dall'inizio e qualsiasi fosse stato il suo ruolo politico. Altrimenti starebbe li a cercare di salvare Bomba dalle grinfie della Forest Oil o anche i nostri mari dalla Petroceltic. Invece non fa niente.

Continua a parlare di vincoli gia' esistenti, ma nella realta' dei fatti l'area e' preda alla speculazione edilizia gia' da un po - l'ecomostro Pagliaroli e' solo la punta dell'iceberg e gli assatanati delle villette stanno gia' li, pronti per partire.

Parla del fatto che il parco non si puo' fare perche' quella e' una zona densamente abitata. Ma quando mai?

Caro Febbo, mai sentito parlare della Costa Brava che Enrico di Giuseppantonio tanto decantava come modello di sviluppo per la provincia di Chieti, nuova "Catalogna d'Italia"? La Catalogna di Spagna e' un parco da Barcellona in su proprio per proteggere l'area dagli speculatori edilizi.

Ed e' proprio da questa considerazione che si vede che Febbo e' ancorato al 1960: secondo lui i parchi si devono fare in zone semi desertiche - in montagna, come se il parco fosse una cosa slegata dalla vita delle persone. Certo ci sono parchi che hanno ragione di esistere in totale isolamento dell'uomo, ma ci sono mille altri esempi attuali in cui invece il parco e' parte integrante della vita delle persone, che ne traggono benefici anche economici, e molto piu diffusi che per il palazzinaro di turno.

Sono il parco del Curone, il Gargano, le Cinque Terre. Tutti esempi di integrazione di vita nel parco e dove il parco ha portato a marchi, a turismo, a soldi per tutti e non agli speculatori e ai politici. Ma poi chi ci vuole andare al mare a vedere le villette? Per quello c'e' gia' Francavilla.

Quello che sconcerta e' che Febbo in teoria ci rappresenta a Roma sulla perimetrazione. Questo e' assurdo.

Non vuoi il parco? OK. Ma non puoi arrogarti il diritto di andare a Roma e di rappresentare una intera provincia di CITTADINI che invece il Parco lo vogliono.

Mauro Febbo e' un ragioniere con "la passione per la politica" come dice lui.Non votiamolo piu' - l'Abruzzo merita di meglio, merita uno con la "la passione per l'Abruzzo" e non per palazzinari e speculatori edilizi.

Vergogna.



Wednesday, August 10, 2011

Le bugie sul Parco della Costa teatina




E' un dato di fatto che molti dei politici dell'Abruzzo non lo vogliano il parco della costa teatina. Si vede dai loro comportamenti, dalla lentezza delle loro azioni, dalle parole e dagli inganni.

Ricordo Mauro Febbo che diceva che tutti i frantoi nel parco devono essere abbattuti!

La persona che dovrebbe lottare piu' di tutte per questo parco, secondo me, e' il presidente della Provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, perche' e' lui il capo
e soprattutto perche' e' stato lui a promettere di fare di questa provincia la "Catalogna d'Italia".

Come gia' detto nella riviera della Catalogna di Spagna, la Costa Brava da Barcellona in su, c'e' un parco che raccoglie tutte le citta' dell'area nato apposta per la protezione dell'ambiente, per promuovere il turismo e tenere lontani gli speculatori edilizi.

Non sarebbe allora logico, in questo contesto che EDG facesse fuoco e fiamme per installare questo parco, su imitazione degli spagnoli?

O ce ne siamo dimenticati di questa Cataolgna d'Italia?

O che il miraggio di appartamenti, villette e speculazioni di altro genere fa dimenticare tutte le promesse della campagna elettorale?

Io lo so che lui dira': ho fatto questo convegnuccio e quest' altro, ma i risultati sono ben pochi e se ci teneva per davvero sarebbe andato personalmente a tutte le piazze di tutti i comuni a SPIEGARE alla gente come la qualita' della vita migliorerebbe nel teatino con la presenza del parco e a LAVORARE SERIAMENTE coi comuni in questa direzione, a far capire agli speculatori che qui non e' aria, invece che far passare il tempo.

L'ho visto in Puglia, l'ho visto in Lombardia: la qualita' della vita e' migliore dentro ad un parco.

Se non si arriva ad una perimetrazione entro Settembre, arrivera' un commissario esterno a perimetrarlo, presumbilmente con confini fatti a casaccio perche' non ne sa niente di quel mare e di quelle colline, e diventando facile preda del costruttore X e del palazzinaro Y per farci quello che vogliono.

Vedi il nostro amico dell'ecomostro a San Vito Marina, Gianni Pagliaroli che vuole cementificare un'intera collina. Il tutto ovviamente per la gioia di Mauro Febbo, di Antonio Sorgi, di Fabrizio di Stefano, di Luigi Comini e dei loro amici. Magari il commissario fara' in modo che i terreni dell'ENI e della sua concessione Miglianico restino ad arte fuori cosi' si potra' sempre costruire un centro oli, chissa, domani, fra cinque anni, fra dieci.

Cosa si puo' fare? Ciascuno deve fare la sua parte.

Intanto, esiste un gruppo di persone normali che cerca di sensibilizzare la gente e di promuovere l'idea che il parco sia una cosa buona. Io sono sicura che la maggior parte degli Abruzzesi lo pensa, ma a volte i bastian contrari fomentati da politici di pochi scrupoli fanno troppo piu' rumore di quel che meritano.

E' il silenzio di noialtri che e' preoccupante.

Chi ha voglia di fare qualcosa di buono puo' contattare la Costituente per il Parco, una rete di associazioni, comitati e portatori di interesse vari, e che e' aperta a chiunque voglia attivarsi personalmente per il Parco. Basta scrivere qui:

costituente_parco@googlegroups.com oppure qui vogliamoilparco.blogspot.com

Ancora, nel piccolo si possono continuare a rompere le scatole ai politici.

Siete amici Facebook di Enrico di Giuseppantonio? Remo di Martino? Di Eugenio Caporrella? Beh, scrivetegli un messaggio:

"Vi siete messi d'accordo con i sindaci per perimetrare questo parco? Guardate che se non lo perimetrate in maniera intelligente non vi votiamo piu'. Guardate che in qualita' di presidente della provincia, di assessore al turismo, di assessore all'ambiente, la responsabilita' e l'onore e' vostra di agire, di fare, di essere concreti. E non accettiamo niente di meno."

Il problema dell'Italia e' che nessuno non ricorda mai ai politici che le cose che promettono le devono mantenere. Occorre arrabbiarsi e non avere paura di ricordare a questa gente che sono li per fare i nostri interessi collettivi, e non quelli di Pagliaroli e compagnia.

Tuesday, July 26, 2011

Pagliaroli a San Vito, gli U2 a Malibu: due pesi, due misure.



E' un peccato che qualcuno dei politici di San Vito Marina la sera del 27 Maggio 2011 alla presenza di Enrico di Giuseppantonio, Fabrizio di Stefano, Luigi Comini, Antonio Sorgi e Mauro Febbo, continuasse a vantarsi di essere ignorante.

Qualcuno di loro si e' pure vantato di non conoscere l'inglese senza nemmeno vergognarsi - nel 2011! Infatti hanno detto che si sono dovuti far tradurre da altri dei testi della commissione europea che assegna le bandiere blu, appunto perche' non capivano cosa c'era scritto.

Peccato perche' se conoscessero l'inglese a sufficienza potrebbero leggersi questi articoli di stampa americani, linkati in basso e comodamente mai comparsi su quella italiana in cui Malibu, comune di 14,000 abitanti, scaccia via addirittura gli U2 che volevano fare la speculazione edilizia non lontano dalla costa pacifica, e senza guardare in faccia a nessuno.

Proprio cosi', Malibu per proteggere turismo e natura, ha detto di no a the Edge degli U2 che voleva costruire un complesso di 5 villette "ecocompatibili" su un collina a ridosso sul mare.

Tre anni fa The Edge si e' comprato la collina in alto nella foto per 9 milioni di dollari con 156 ettari di terra e vista sul mare in una delle zone piu belle di Malibu, non cementificata.

A molti sembrava impossibile fermarlo, data la fama e i soldi degli U2, ma tutti - la citta' di Malibu, gli editoriali del Los Angeles Times, la Commissione della Costa Californiana - proprio tutti, hanno detto a the Edge di tornarsene da dove e' venuto, sebbene avesse promesso di regalare strade, terreni, dischi e di piu', alla citta'.

Semplicemente Malibu ha deciso che la collina intatta, a lungo andare sarebbe stata piu' utile e vantaggiosa alla citta' di qualsiasi assegno che the Edge - vero nome David Howell Evans - poteva dargli.

Mica uno va a Malibu per vedere il cemento?

Il capo della Commissione Costale della California non ha avuto mezze parole. Il progetto di the Edge e':

One of the three worst projects that I've seen in terms of environmental devastation

Uno dei tre peggiori progetti che io abbia mai visto in termini di distruzione ambientale.

Erano 5 case.

Ora, da come la vedo io, anche se San Vito non e' certo paragonabile a Malibu, le situazioni, mutatis mutandis, sono simili: Malibu, ha avuto il coraggio di scacciare the Edge degli U2, San Vito ha paura a dire di no a Mr. Pagliaroli e al suo ecomostro sulle colline di San Vito.

E cosi' grazie all'ignoranza dei politici di San Vito, Pagliaroli potra' dire di avere sconfitto the Edge.

Evviva San Vito Marina, loro si che se intendono di turismo, mica Malibu!

Ecco qui i titoli della stampa americana:

U2's the Edge loses Coastal Commission vote 8 to 4

U2 guitarist The Edge loses bid to build in Malibu.

Coastal Commission rejects guitarist's Malibu development plan.

Go tell it on the mountain: the Edge does not need 5 homes here.

Friday, July 1, 2011

San Vito e l'ecomostro Pagliaroli

** Update 23 Gennaio 2014 ** 






Di questa storia abbiamo gia' parlato.

Gianni Pagliaroli, e' un 24-enne che non si sa dove vengono i suoi quattrini e che vuole cementificare un'intera collina a San Vito per farci un resort, con 400 stanze, piscine, campi sportivi, teatro, gallerie dell'arte. Il tutto su un area di 200 mila metri quadrati di terra (20 ettari), adesso coperti da foresta.

Infatti si chiama Colle Foresta. Loro invece lo chiamano resort per non chiamarlo ecomostro.

Il comune di San Vito, che pare in tutto e per tutto ancorato agli anni '60, sta' gia' provando a cambiare le destinazioni d'uso dei terreni, da agricoli a "turistici" e dunque aperti all'edilizia turistica. Leggi ecomostro. Non importa che li non ci si puo' costruire perche' c'e' stato un incendio nel 2000 e la legge vieta le costruzioni per 15 anni successivi, come ricorda Italia Nostra che ha depositato ricorso al TAR.

Siccome tutta San Vito pensa che sia uno scempio, siccome Walter Caporale ha presentato interrogazioni alla regione, quelli del comune non sanno cosa altro fare se non cercare di mettere le pezze e dire ah si, sventriamo le colline, ma e' tutto ecocompatibile e porta soldi e lavoro.

Sicuro!

E quindi vai con il volantinaggio! Il comune che fa volantini per conto di un privato! Ma si rendono conto di essere comici?

Ecco qui descritte le azioni di sindaco di San Vito, giunta comunale e dei consiglieri Massimo D’Alessandro, VitoVerì, Giovanni Berghella e Giuseppe De Nobile e le spiegazioni di Luigi Comini.

La sera dei fischi a San Vito, zitta zitta, mi si avvicino' una signora, disperata. Non finiva piu' di ringraziarmi e soprattutto aveva fame di raccontare la sua storia.

La Pagliaroli possiede terreni, si, ma non strade.

E siccome occorrono strade per andare all'ecomostro e ci sono solo sentieri privati sui campi dei privati, si decide di fare l'esproprio alle terre dei contadini, a quattro soldi e, come raccontava la signora, con arroganza, come se tutto fosse nelle loro mani.

Quelli erano terreni che da generazioni stavano nelle mani di cittadini rispettosi della legge, e ora devono riununciarci non per opere di pubblica utilita', ma per il bene di Mr. Pagliaroli e del suo ecomostro!

Ma vi pare un comune che difende i suoi cittadini? Chi l'ha detto che Mr. Pagliaroli e' piu' importante della signora e dei suoi terreni? Gli espropri si fanno per il bene pubblico, e non per gli affari privati di Mr. Pagliaroli.

Ma eccolo qui il nostro eroe. Si commenta da solo.

Dice che Pescara dista solo 100-110 chilomentri da Roma!!! Dice che i trabocchi sono un patrimonio Unesco! Ma cosa dice? Strumentalizza pure il terremoto. Notare che non lo sa nemmeno pronunciare resort.

E a questo qui dovremmo regalare un intera collina? Dice che il terreno e' vergine, e la zona e' bella. E cosi' ci piazza l'ecomostro? Dice anche che lui vuole fare: Seconde case. Resort. Sardegna. Mix. RTA. Hotel. Talassoterapia. Galleria delle arti. Location. Destagionalizzazione. Partner stranieri. Fondi FAS, Fondi immobiliari. Autorita' locali. 350 posti di lavoro. Sisma. Pool di banche. Il problema e' la parte amministrativa. Mercato deve rispondere. Percentuale di avanzamento molto importante.

Di nuovo eccolo qui:



Le twin tower che confinano con l'Abruzzo. Progetto internazionale. Esposizioni. Gestori internazionali. Ambiti mondiali. Far conoscere la regione all'estero. Resort d'elite, in posizione dominante. Area importante. Costa dei trabocchi. Grotta delle farfalle.

Piattaforme in mare? Non se ne parla.

Vaglielo a spiegare che quei due americani che si sono venuti a sposare a San Vito che erano felici del mare e che la natura vogliono vedere e non il cemento!

E grazie che quelli del comune di San Vito non lo vogliono il parco della Costa Teatina.

Nel parco un ecomostro cosi' non ce lo puoi mettere! Nel parco si possono solo valorizzare le strutture gia' esistenti e non costruire aberrazioni di 400 stanze in "posizione dominante" come dice Mr. Pagliaroli.

Un ecomostro oggi, uno domani e poi San Vito come Francavilla.

Evviva.









Friday, November 19, 2010

Gianni Pagliaroli, distruttore della costa teatina


** Per protestare, inviare email a sindaco@comune.sanvitochietino.ch.it **

Grazie ad Andrea Natale e a tutto il comune di Fossacesia per il supporto al parco della Costa Teatina




Ecco qui i nuovi arrivisti. Gianni Pagliaroli, 24 anni, amministratore della Pagliaroli group SRL con sede a Cappelle Sul Tavo, vuole distruggere la costa teatina: una intera collina detta colle Foresta da cementificare e metterci un mega-resort.

Proprio un 24enne con le idee giuste! Ma questo Pagliaroli non vede e non legge che il turismo di adesso non e' il turismo dei mega resort ma della natura, dei trabocchi, del verde? Ma come si sposa il megaresort con un trabocco?

La collina in questione che Pagliaroli vuole cementificare e' immersa nel verde incontaminato, infatti non a caso si chiama Colle Foresta.

Stanno cercando in tutti i modi di far pressione all'amministrazione comunale di San Vito Marina del sindaco Rocco Catenaro. Un comune che lascia molto a desiderare non solo nella difesa dell'ambiente, ma proprio nella mancanza piu' assoluta di idee e di iniziative per la citta', che siano degne del 2010.

San Vito e' il comune che a suo tempo invece di denunciare i petrolieri, voleva denunciare il WWF quando le prove tecniche di Ombrina Mare mandarono catrame sulla spiaggia.

San Vito e' il comune che si e' dovuto implorare per mandare le osservazioni contro Ombrina Mare e che pareva che questa lettera di opposizione dovesse venire dalla Casa Bianca. Era tutto coperto da segreti, permessi, implorazioni. Sono arrivati quasi per ultimi.

San Vito e' il comune che a Gennaio 2010 ad Ortona, per bocca del suo assessore Comini si e' offeso perche' non li avevo inseriti nella lista degli scriventi di osservazioni per Elsa. Sebbene io gliele avessi chieste, non le hanno scritte, ma volevano essere ringraziati ugualmente!

San Vito e' il comune che e' stato a guardare mentre i cittadini di preoccupavano di combattere contro il petrolio e mentre dall'altra parte del mondo qualcuno gli raccoglieva testi, informava la popolazione, chiamava ministeri.

Ora e' il comune che pensa di accettare la distruzione di 200 mila metri quadrati di foresta in cambio di una colata di cemento. Dei visionari!

Fanno schifo. Che dire di Mr. Pagliaroli, 24 enne con le idee degne del 1960. Un altro speculatore. Volete farci qualcosa di buono con quella collina? Fateci un sentiero per le passeggiate, percorsi a cavallo, sistemate il casolare abbandonato per farci mostre, corsi di cucina estiva, corsi di come si tiene un orto, lezioni di pittura, attivita' per i bambini. Comprate una pagina sul Corsera e fate pubblicita' ai romani di venire a passare qui il fine settimana nei tanti bed and breakfast della zona, e incentivatene altri. Oppure quel casolare abbondonato trasformatelo in un albergo mantenendo la struttura cosi' com'e'.

Mai sentito parlare di Santo Stefano di Sessanio?

Queste sono le cose che il turismo di oggi chiede, non certo altro cemento colato a picco e alla cieca.

E' triste - 3 anni della mia vita per fermare il petrolio, e ora Mr. Pagliaroli che vuole arricchirsi speculandoci sopra quel mare liberato dalle trivelle con tanto amore.

Anche qui, ma dov'e' Enrico di Giuseppantonio? Sotto le elezioni parlava di Catalogna d'Italia. La costa della Catalogna, da appena fuori Barcellona fino alla Francia, e' coperta da un parco, e non si possono piu' costruire mega resort di nessun genere.
Lo facevano nel 1970, ora e' vietato.

Veramente questa gente non capisce cosa ha. La ferrovia ci ha salvati da mille mostri, e invece di imparare dagli sbagli degli altri, e di usare il fatto che ora nel 2010 c'e' una sensibilita' diversa, li ripetiamo alla cieca, in cambio di pochi denari.

San Vito come Francavilla. L'Italia. Come siamo indietro, come siamo piccoli, come siamo lontani dal mondo moderno.