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Monday, March 16, 2015

Ombrina - si del Ministero dell'Ambiente



Caro Luciano D'Alfonso, 
governatore d'Abruzzo

Quando uno governa, la responsabilita',
delle decisioni che si prendono ,
che gli piaccia o no,
e' sua.
Non votiamolo mai piu.
  
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Oggi 9 novembre 2015 in una concitata riunione presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la conferenza dei servizi ha approvato il mostro Ombrina Mare.

Saremo i primi nel mondo civile ad avere una FPSO a 9km da riva. Esultano investitori, esulta Sergio Morandi.

E' ovviamente uno schiaffo alla democrazia, ma ad una democrazia malata gia' in partenza.

Luciano D'Alfonso non ha mai pronuniciato una iota a favore del mare d'Abruzzo. Dopo le elezioni non credo abbia mai neanche pronunciato le parole "Ombrina Mare". Che razza di governatore e' uno cosi? Matteo Renzi non sa neanche cosa vogliano dire le parola ambiente e coerenza e democrazia, e questo l'ha dimostrato mille volte. Un sacco di altri politici che si occupano di Ombrina come gli capita, e che non fanno niente ne prima ne dopo il loro mandato e a volte neanche durante. E' evidente che non gli interessa.

Cosa fara' adesso Luciano D'Alfonso? Dira' finalmente qualcosa? Andra' in TV a dire che Ombrina e' uno scempio? Spieghera' alla gente che l'ha votato che gli UFO invece si faranno? Spieghera' perche'? Gli interessa del mare d'Abruzzo? Non si vergogna?  Secondo me non fara' niente, perche' non gli importa niente, perche' non ama niente.

A che serve essere in favore di un referendum nazionale anti-trivelle se non muovi un ceppo per le trivelle a 5 chilometri dal tuo mare?

O sperano che il referendum arrivi quando non ci sia piu' niente da referendare e quindi, e' il solito specchio per le allodole?

Lo so che in Italia c'e' la moda della responsabilita' diffusa, del "volevo ma non potevo", "si ma pero'", "non si lascia il partito per una decisone sola", "si e' trovato in una cosa piu' grande di lui". Nel mio modo di vedere la vita, anglosassone e logico, non funziona cosi. Il governatore e' pagato fior di quattrini per fare le cose giuste, che a volte possono esser difficili. E un governatore serio, dovrebbe farle queste cose giuste, costi quel che costi. Anche a patto di prendere decisioni diverse da Roma.

E questo vale per tutti. Voglio vedere adesso quanti sindaci, di qualsivoglia partito, si dimetteranno, o avranno il coraggio vero, domani di farsi valere. Ma non l'hanno fatto finora, perche' dovrebbero farlo domani? Si occupano di petrolio solo perche' va di moda, non perche' ci credono.

E tutti i personaggi che si sono susseguiti in questa vicenda, politici e sapientoni, dove sono stati a spiegare a Renzi, Monti, Letta, Berlusconi, l'assurdita' del tutto?

Canne al vento.

E poi la pueritlita' di approvare parchi marini all'ultim'ora e che si accavallano al parco nazionale della costa teatina per far si che i cementificatori possano continuare a cementificare e non perche' gli interessi il mare. Provvedimenti vari pensati a casaccio come "strategemmi" per fermare Ombrina e non perche' abbiano uno scopo *costruttivo* preciso, dubbi personaggi sedicenti ambientalisti che adesso scenderanno in politica e che non sanno neanche parlare l'Italiano e che ripetono ad infinitum le cose che hanno imparato qui. Adesso si fanno pure le guerre fra di loro. 

E' alla radice che la pianta e' malata.

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Questo il mio commento dopo l'approvazione del Marzo 2015:




Io non so cosa dire, se non che fanno abbastanza schifo.

Ombrina Mare e' stata approvata dalla Commissione VIA il giorno 6 Marzo 2015 con "prescrizioni". Lo riporta la stampa locale d'Abruzzo.

Nonostante tutte le balle sulle "valutazioni transfrontaliere" con la Croazia e le belle parole di ministri e funzionari sulla democrazia e sull'ambiente, eccoci qui. Trivelle e nave desolforante a pochi chilometri da riva. 

La vergogna principale va alla classe politica, tutta.

A partire da Gianni Chiodi che non seppe muovere una mosca contro Ombrina Mare a suo tempo, per seguire con Gianni Legnini che invece di darsi da fare per il no, e per far rispettare il rigetto gia' decretato dello stesso ministero dell'ambiente decise di "rimandare" le decisioni con questa panzana dell'AIA.  Se ne lavo' le mani.  E poi le uscite infelici della Stefania Pezzopane. E poi ancora Luciano D'Alfonso che avrebbe potuto essere piu incisivo nelle sue azioni. E ovviamente a tutti i sindaci che si sono opposti contro il parco della costa teatina.

Io ho fatto tutto il possibile. E quindi dopo sette anni di angoscia, di prediche, di sensibilizzazione, incasso e lascio ad altri.

E quindi, adesso fate vobis.

Sono amareggiata, certo.  Ma in un certo senso, questa sconfitta mi rende leggera.

Il mio mare, qui a cinquecento metri da casa, in questi giorni di trenta gradi di sole californiano, e' petrolio-free e posso tornare alla mia vita, senza l'assillo del petrolio. 


Thursday, October 2, 2014

Non solo Sorgi - tutti i politici indagati, sotto processo o condannati in Abruzzo

Mi arriva questo scritto, da parte di Franco Sbrolla di Roseto, strenuo difensore della riserva del Borsacchio, che petrolieri e speculatori vogliono far fuori per farci palazzine e petrolio.


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L’arresto di Antonio Sorgi, la Riserva naturale Borsacchio e l’istanza Villa Mazzarosa

L’arresto del superdirigente regionale, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ha destato molto scalpore e mi ha fatto ricordare i tanti incontri-scontri, che le Associazioni ambientaliste hanno avuto con Sorgi nell’arco di un decennio.

Come direttore del settore “Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia”, il Re Sole, come veniva chiamato dai suoi sodali, è stato un paladino della riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio ed ha poi favorito, come coordinatore del Comitato di VIA, l’approvazione dell’istanza Villa Mazzarosa, per la ricerca di idrocarburi nel territorio rosetano (da Cologna al fiume Vomano e dalla battigia alla collina).

Tante sono state le istanze approvate, e già ieri il consigliere regionale Domenico Pettinari, oltre alla sospensione immediata del superdirigente, ha chiesto “di procedere ad una verifica di legittimità di tutti gli atti emanati dal Comitato di VIA”.

Sicuramente tale verifica, se attuata, scontenterà l’Amministrazione comunale di Roseto che, dopo aver approvato la riperimetrazione della nostra area protetta, “ha espresso soddisfazione” quando è stato concesso il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa.

Sempre a Roseto, Antonio Sorgi è stato relatore nel Convegno “Un nuovo percorso per cambiare la città: urbanistica partecipata e sostenibilità ambientale”, svoltosi il 26 ottobre 2013 al Palazzo del mare. E il sindaco Enio Pavone, soddisfatto per una così onorevole presenza, lo ringraziò pubblicamente.

Eppure, si può ben dire che l’arresto di Sorgi non è stata una sorpresa, ma un evento annunciato, in quanto molti di quelli che hanno affossato la Riserva naturale Borsacchio, allo scopo di favorire la Consorteria degli Affari, hanno poi dovuto fare i conti con la Magistratura per altri reati.

Ed ecco, a vario titolo, la lunga lista dei politici che risultano indagati, o sotto processo, o condannati:

Argirò Nicola,
Boschetti Antonio,
Castiglione Alfredo,
Catarra Valter,
Cesarone Camillo,
Chiavaroli Ricardo,
Chiodi Giovanni,
De Fanis Luigi,
De Matteis Giorgio,
Di Paolo Angelo,
Febbo Mauro,
Gatti Paolo,
Giuliante Gianfranco,
Masci Carlo,
Nasuti Emilio,
Pagano Nazario,
Petri Alessandra,
Prospero Antonio,
Rabbuffo Berardo,
Sospiri Lorenzo,
Tagliente Giuseppe,
Terra Luciano,
Venturoni Lanfranco,
Verì Nicoletta.

Certamente la maledizione del Borsacchio continuerà la sua mission senza eccezioni, e raggiungerà gli altri politici ed amministratori che hanno approvato la scellerata riperimetrazione della nostra area protetta, diventata una discarica a cielo aperto.

Il cerchio si sta chiudendo e adesso sotto a chi tocca!

Franco Sbrolla





Tuesday, February 11, 2014

La presidenza della regione Abruzzo



Da diverse settimane mi arrivano email con inviti piu o meno ufficiali a candidarmi alla presidenza della regione Abruzzo.

Tante persone "normali" vedono in me -- credo -- una persona onesta, affidabile, semplice e sincera che ha visto un po il mondo, con voglia di fare. E credo che la storia del petrolio e tutto quello che ho fatto e voluto dal 2007 ad oggi sia una sorta di garanzia per il futuro.

E certo, credo che peggio di Gianni Chiodi non si possa fare.

O forse si?

A tutti, voglio dire grazie della fiducia, e dell'affetto.

Tornare a vivere in Italia pero' non fa parte dei miei progetti di vita.

E' difficile spiegare queste cose, perche' riguardano la mia vita personale, infatti ci ho messo due settimane a scrivere questo post. Ma proviamoci a dire perche' non voglio venire a vivere in Italia, e quindi nemmeno a fare il governatore.

Io non mi sento veramente italiana.

Io sono *anche* italiana, conosco l'Italia, le voglio bene, ma nel quotidiano mi sento spesso un pesce fuor d'acqua quando sono li -- per mentalita', per ambizioni, per concretezza, per vivere civile.

Questo non vuol dire che non apprezzo l'Italia o gli italiani. Anzi, molte cose sono bellissime e mi mancano. Mi manca il calore umano, la spontaneita' dei rapporti umani, il paesaggio, la creativita' di fronte ai problemi, la bellezza che ancora c'e', e i particolari da scoprire di ogni posto e che rendono ogni citta' unica e speciale.

Ma non so piu' viverci nel quotidiano in Italia.

Sono nata e sono cresciuta nel Bronx, e per tanti anni abbiamo fatto la spola di qua e di la. E mia madre - che era italiana - ha imparato a fare la mamma negli USA, e mi ha cresciuto in modo diverso dagli altri bimbi che conoscevo in Italia. Non era iper-protettiva, mi ha lasciato sporcare i vestiti, mi ha lasciato libera di andare, di provare, di sbagliare e che trovassi la mia strada da sola, seppure nel rispetto delle regole e delle direttive della famiglia. I colpi d'aria non esistevano. Esistevano le sciarpe.

Tante cose non le capisco dell'Italia e mi sento spesso di soffocare quando sono li.

Non solo la burocrazia e le leggi e la coda in posta e i bolli e la posta elettronica certificata, ma anche spesso la meschinita' del quotidiano, la mancanza di gentilezza e comprensione verso l'altro, i piccoli e grandi egoismi, la mancanza di voglia di cambiare le cose se non a parole e senza veramente mettersi li a programmare, ad usare la testa, e a creare squadra. E questo a tutti i livelli della societa'.

Guardiamo il modo pazzo di guidare, tutti nervosi, chi parcheggia sui marciapiedi, chi guida sulle corsie di sicurezza, chi ti fa i fanali in autostrada. Infatti, non guido mai in Italia! Guardiamo il teatrino vergognoso di Renzi-Letta, e in realta' di tutta la politica, con le ambizioni di ciascuno che prevalgono sull'urgenza di fare le cose giuste per l'Italia. Guardiamo le amanti di Gianni Chiodi su una cosi delicata come il terremoto: neanche in tempi di crisi e di difficolta' sanno darsi una controllata. Guardiamo una nazione che sta ancora li a parlare di nord e di sud, senza rendersi conto che nel mondo globale non ce lo possiamo permettere di lasciare parte della nazione nelle mani della Mafia. Guardiamo anche la faccenda petrolio: quante volte mi e' capitato di leggere cose scritte da me, passate per bocca di altri? Quanta gente e' venuta qui ad "ispirarsi" per scrivere articoli, leggi, comunicati, osservazioni, dimenticando da dove "l'ispiarazione" era venuta? Quante volte ho detto grazie, e nessuno si e' ricordato di ricambiare la gentilezza?

E poi, a fare il politico io in Italia, sono sicura che non resisterei un giorno - troppi imbrogli, troppa maleducazione, troppi inciuci. Non saprei farlo e mi farebbe solo male alla salute perche' una persona sola non puo' cambiare una societa' intera.

Qui ci sono tanti altri problemi, ma la vita quotidiana, la mia almeno, e' serena e mi pare di potere essere efficente, e felice e ottimista per il futuro.

Vivo a Los Angeles da tanti anni - andiamo per 15 - e sono arrivata qui dopo avere vissuto in diversi angoli del pianeta. E' qui che voglio vivere. Non a New York, non nell'Ohio, non a Lanciano, non a Parigi.

Mi piace stare qui - e' una societa' accogliente - gay, neri, bianchi, disabili, stranieri. Mi piace che si puo' sognare in grande, che se meriti vai avanti, che la societa' parte con il presupposto che tu sia onesto, e non che tu voglia fregarlo ogni cosa che fai.

Mi piace che quando cambi corsia gli dici grazie a quello che ti ha fatto passare facendogli ciao nello specchietto retrovisore e che lui fara' lo stesso con te.

Mi piace che se hai delle idee l'altro non vuole copiarle e fare finta di essere lui il saputo della questione, ma che riconosce i tuoi meriti, dice grazie e cerca di fare squadra.

Mi piace dimenticare il portafoglio e poi ritrovarlo dopo mezz'ora dove l'avevo lasciato.

Mi piace che a scuola i bimbi sono invogliati a volere fare il presidente degli USA da grandi, e non ad accontentarsi di fare il commesso in banca per 40 anni, non perche' ci sia qualcosa di male nel fare il commesso in banca, ma perche' la vita e' piu' bella se osi, se vuoi spingerti a fare del tuo meglio e a crescere.

Mi piace che i ricconi regalino i loro soldi a iniziative civiche in citta'.

Mi piace che fra i miei studenti ci sono persone di 50 anni che tornano a scuola perche' vogliono cambiare carriera.

Mi piace che abbiamo deciso che il presidente era Obama, o Bush, o Clinton e non ci sono tutti questi balletti infiniti di chi deve fare il presidente del consiglio.

Preferisco cento volte una cassiera che ti chiede "come stai" con il sorriso sulle labbra anche se e' finto, piuttosto che gente imbronciata che pare che gli stai facendo tu un favore quando vai al supermercato.

Preferisco i miei studenti qui che ti fanno le domande, e ti lasciano in difficolta' magari, piuttosto che tutte le formalita' di quando andavo io a scuola e dovevi dargli del lei, e avevi paura di chiedere qualsiasi cosa. Il rispetto non e' nel darsi del lei, ma nel trattarsi con decenza e comprensione, da un lato e dall'altro.

Ecco, se devo scegliere, voglio vivere qui. Mi sento piu a mio agio.

Continuero' a fare quello che posso, ma da qui.

Buona fortuna al prossimo governatore della regione Abruzzo.

PS: Ma come puo' essere che a tre mesi dalle elezioni ancora non si sanno i nomi dei candidati?

 


Monday, January 27, 2014

Le truffe, le balle e le vergogne di Gianni Chiodi

Mr. and Mrs. Gianni Chiodi

Gianni Chiodi e Nazario Pagano


 Una lettera che mi toglie le parole di bocca
Non votatiamolo mai piu' questo personaggio che in 5 anni di governo
ha fatto poco e male per l'Abruzzo.

Gianni Chiodi media solo l'oblio
per la sua pappamollezza
per la sua codardia
per le sue bugie
per il suo essere Don Abbondio e Ponzio Pilato messi assieme

Gianni Chiodi  (presidente del consiglio regionale)
Nazario Pagano (presidente del consiglio regionale)
Alfredo Castiglione (attuale vicepresidente alla Regione e assessore alle Atiività produttive),  
Paolo Gatti (assessore all'Istruzione),  
Mauro Di Dalmazio (assessore al Turismo),  
Carlo Masci (assessore al Bilancio), 
Mauro Febbo (assessore all'Agricoltura),  
Gianfranco Giuliante (assessore Protezione Civile),  
Federica Carpineta (assessore al personale),  
Luigi De Fanis (ex assessore alla Cultura),  
Angelo Di Paolo (assessore ai Lavori Pubblici), 
Lanfranco Venturoni (ex assessore alla Sanità),  
Riccardo Chiavaroli (consigliere Forza Italia),  
Giorgio De Matteis (Mpa),  
Emilio Nasuti (Forza Italia), 
Nicola Argirò (Forza Italia),  
Alessandra Petri (Fratelli d'Italia), 
Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo),  
Lorenzo Sospiri (Forza Italia),  
Giuseppe Tagliente (Forza Italia),  
Luciano Terra (Udc), 
Nicoletta Verì (gruppo misto).
Franco Caramanico (Sel),  
Cesare D'Alessandro (Idv),  
Carlo Costantini (gruppo misto).

Non so cosa dire, se non che se e' tutto vero fanno tutti schifo, pure quelli che dicono di esser contro le trivelle (perche' va di moda), perche' essere contro le trivelle ed essere marci dentro e' uno schifo uguale.

A Maggio possiamo fare di meglio di questa gente.

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Lettera aperta a Gianni Chiodi che vuole ricandidarsi per governare nuovamente l’Abruzzo

Carissimo governatore della Regione verde d’Europa, da circa un mese, quando accedo a Facebook per colloquiare con gli amici, si inserisce, tra i tanti messaggi, una locandina che riporta la tua foto e il tuo stato di famiglia, così sponsorizzati: “Nasce a Teramo il 25 aprile 1961. Si sposa nel 1989 e dal matrimonio nascono tre figlie”.

E ogni volta c’è l’invito a cliccare “Dì che ti piace questa Pagina” per gustare il tuo menù elettorale.

Purtroppo, non essendovi alcuna possibilità di commentare in tempo reale, sono costretto a scriverti per rievocare alcuni episodi accaduti durante il tuo mandato:

- L’8 marzo 2011, la tua maggioranza respinse l’O.d.G. dell’opposizione, che ti aveva chiesto di rappresentare la contrarietà all’installazione delle centrali nucleari nella nostra Regione. In un’indagine pubblicata il 18 marzo 2011 dal quotidiano Il Sole-24 Ore, tra le 17 Regioni che si erano espresse al riguardo, solo l’Abruzzo aveva aperto le porte ai reattori atomici. E così noi abruzzesi eravamo gli unici prescelti a sperimentare, sulla nostra pelle, gli effetti dei sempre possibili disastri ambientali, come quelli di Chernobyl e di Fukushima. Nel successivo Referendum del 12 e 13 giugno 2011, gli elettori della nostra Regione bocciarono le centrali nucleari con la percentuale “bulgara” del 95,7%, superiore alla media nazionale. E’ pur vero che da buon cittadino scegliesti l’astensione, ma la coerenza ti avrebbe dovuto suggerire di dimetterti all’istante.

- L’8 maggio 2012, durante il Consiglio regionale, alzasti più di 100 volte il braccio per bocciare gli emendamenti presentati da 5 consiglieri dell’opposizione, che volevano salvare l’integrità della Riserva naturale Borsacchio. A futura memoria voglio ricordarti che a votare la vergognosa riperimetrazione della nostra area protetta furono, insieme a te, il capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni, il consigliere Berardo Rabbuffo promotore della legge, il presidente del Consiglio Nazario Pagano, il consigliere Claudio Ruffini del Pd ed altri 21 consiglieri di centrodestra. Il tuo accanimento contro la Riserva è stato ancor più riprovevole in quanto la stessa Regione Abruzzo, nell’illustrare al mondo intero le peculiarità di quella stupenda oasi, così si esprime, tuttora, nel sito istituzionale: “La Riserva del Borsacchio è ancora un giardino fiorito da scoprire lentamente, ultimo baluardo di natura incontaminata in grado di resistere al triste fenomeno dell’avanzata incontrollata e scellerata del cemento, che ha devastato la maggior parte del litorale adriatico”.

- Il 1° marzo 2013, la Confcommercio e il WWF organizzarono a Chieti un’Assemblea pubblica contro la piattaforma petrolifera Ombrina Mare. Partecipasti anche tu, ma quando cominciasti a parlare e affermasti di non aver ricevuto la lettera ministeriale, che sollecitava il parere della Regione, le contestazioni dei 400 partecipanti salirono di tono e ti impedirono di proseguire. Alcuni oratori divulgarono poi il documento smarrito e nessuno dei consiglieri regionali, deputati e senatori spesero una sola parola a tua difesa. C’era pure l’Arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, venuto a portare il conforto delle Chiese abruzzesi e molisane, tutte contrarie “a quei progetti che mirano alla spogliazione della nostra economia agricola e turistica”.

E non poteva esserci una diversa reazione, in quanto, già nell’Assemblea Ecumenica di Basilea 1989, i delegati delle Chiese Cristiane vollero inserire, nel documento finale, la seguente Affermazione Fondamentale: “Consideriamo uno scandalo e un crimine il danno irreversibile che si continua ad arrecare al Creato”.

- Il 12 luglio 2013, nonostante le tue ripetute affermazioni “di non aver mai concesso nessuna autorizzazione alle società petrolifere”, il Ministero dello Sviluppo Economico diede il nulla osta all’istanza Colle dei Nidi, per la ricerca di idrocarburi in nove Comuni della Provincia di Teramo. Guarda caso, tra gli allegati del Decreto di Conferimento, fa bella mostra la lettera della Regione Abruzzo, datata 24 gennaio 2013, che conferma il parere favorevole già enunciato nella Determinazione Dirigenziale D13/37 del 28 maggio 2008. E grazie alle mancate risposte ai solleciti ministeriali, ci sono adesso altre 4 istanze (Corropoli, Villa Mazzarosa, Villa Carbone e Cipressi) sotto la spada di Damocle dei possibili Decreti di Conferimento. In Provincia di Teramo i Comuni interessati sono 25, il territorio assoggettato è di 418,4 Kmq. e gli abitanti sono 238.688 (il 78% della popolazione residente). Un gran bel risultato da aggiungere al tuo palmares.

Carissimo governatore, la tua foto e il tuo stato di famiglia non ti daranno l’atteso supporto elettorale perché la verità sul tuo operato è venuta a galla, e il “sistema Teramo”, adottato in Regione, sta crollando così come crollò, il 17 febbraio 2006, la discarica La Torre. Un amaro ricordo di quando eri il sindaco di Teramo, e il tuo braccio destro era il vice sindaco Berardo Rabbuffo, che è stato poi condannato a 1 anno e 4 mesi oltre al risarcimento delle parti civili.

Posso anche assicurarti che la mia voce non è una quella del deserto, essendo stata amplificata dagli Organi d’informazione, dalle Associazioni ambientaliste e, buon ultimo, dal giornalista e scrittore Mariano Maugeri. Che nell’inchiesta sulla malamministrazione, pubblicata il 18 gennaio 2014, ha scritto questa frase: “La Regione Abruzzo, che peraltro va al voto tra qualche mese, brilla per la sua vacuità”, ossia per la sua inconsistenza e mancanza di valori morali.

Franco Sbrolla

P.S.: ho appreso che hai ricevuto, assieme a 24 consiglieri ed assessori regionali, un avviso di garanzia per le “spese gonfiate”. Sono disgustato, ma non commento perché, di questo ennesimo “incidente di percorso”, solo tra alcuni giorni potrò saperne molto di più.



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Caro Franco, disgustati lo siamo tutti.
Gianni Chiodi, vergognati.


Sunday, November 24, 2013

Gianni Chiodi "rammaricato" non si presenta all'incontro su Colle dei Nidi




Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, 
pensate di cucinare sul camino con la legna 
o farvi la doccia con l'acqua fredda. 
Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, 
li riteniamo assolutamente accettabili.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, 
contro la quale la nostra posizione é netta 
e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la
realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, 
verso la quale siamo favorevoli, ma solo 
quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono.
 
Gianni Chiodi, 2013




Agli abruzzesi:
Non credete ad una sola parola di quello che dice Gianni Chiodi:
e' tutta PROPAGANDA e pure di basso livello.



Sono ormai sette anni che assieme a tante persone di buona volonta' cerco di informare gli abruzzesi sulle conseguenze delle estrazioni di petrolio e del gas, dei problemi collegati alla sismicita' indotta, alla reiniezione di materiale tossico nel sottosuolo, agli effetti nocivi di idrogeno solforato e degli altri inquinanti del petrolio, della bassa qualita' dei nostri idrocarburi, e in generale di quanto il petrolio d'Abruzzo sia poco conosono all'Abruzzo che conosciamo. 

Ieri 23 Novembre 2013, il governatore Gianni Chiodi non si e' presentato ad un incontro con la cittadinanza nel teramano dove era stato invitato per parlare di petrolio, e per -- finalmente -- dire che ne pensa lui, teramano, governatore, del petrolio e del gas di Teramo.

Non si e' presentato all'incontro, e "rammaricato" della sua assenza, ha mandato una letterina di cui sotto, in cui dice -- in sostanza -- il petrolio no - giammai! - ma state tranquilli che invece il gas, gli "idrocarburi gassosi" si possono fare.


SONO TUTTE BALLE
non lasciatevi abbindolare.

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Io la conosco bene la "storia politica" di Gianni Chiodi sul tema petrolio.

La conosco bene perche' il petrolio d'Abruzzo e' stata la mia vita degli scorsi sei anni
e ho visto e ho vissuto tutto sulla mia pelle, dal primo giorno.






La conosco abbastanza per sapere che questo e' un uomo di cui non fidarsi.

La conosco abbastanza per sapere che tutto quello che e' stato fatto e' stato fatto per merito della gente normale e di nessun politico.

Nessuno.

Il merito e' di noi, che abbiamo sempre rotto le scatole e messo pressione a chicchessia
che qui neanche l'odore delle trivelle dobbiamo sentire, che sia gas o che sia petrolio


 Capito Gianni Chiodi?
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E conosco abbastanza l'operato passato di Gianni Chiodi per sapere che la sua opinione cambia come cambia il vento, e che uno che AMA la sua terra non dice il petrolio no, il gas si.

Cosa significa il petrolio si e il gas no?
 
Gas o petrolio, sempre attivita' invasive sono, e le tecniche e i pericoli sono del tutto simili.

O che uno dice: il cancro lo voglio ai polmoni ma non al colon?
O che uno dice: voglio tenermi il braccio destro ma non il sinistro?
O che uno dice: la strictinina no, il cianuro si? 

Suvvia.

Uno che dice il petrolio si e il gas no, non si rende conto delle assurdita' che dice e non sa niente di niente di petrolio, di gas, di geologia, di fisica, di statistica, di probabilita'.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma  l'idrogeno solforato e' normalmente presente in maggiori quantita' nei giacimenti di gas naturale rispetto a quelli di petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma nel sottosuolo ci sono sempre misture di gas e petrolio assieme.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma i fluidi e i fanghi di trivellazione si usano in egual misura per il gas come per il petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la monnezza che si produce e' uguale che sia petrolio o che sia gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma le attivita' di reiniezione sono pericolose uguale, che gli scarti vengano da petrolio che da gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma gli impianti di raffinazione sono ugualmente necessari per togliere l'idrogeno solforato dal petrolio e dal gas allo stesso modo.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la sismicita' indotta la inducono le estrazioni di petrolio come di gas.

E poi continua con la propaganda piu' bassa che si possa fare: mettendo alla gente la paura di restare al freddo e al gelo senza il gas.

Ma crede che siamo scemi veramente?

Il gas e il petrolio d'Abruzzo non risolveranno niente di niente, dal punto di vista energetico, e le vostre bollette rimarranno tal quali. E questo perche' il gas e' poco, perche' chi lo estraerra' lo vendera' al miglior offerente a prezzo di mercato, e perche' ci vorranno almeno dieci anni per arrivare alla produzione se mai il tutto verra' realizzato. O che in Emilia Romagna il gas costa meno?  O in Basilicata la benzina e' piu' a buon mercato? No!

E quindi, non credetegli.

Mi fa ridere quando dice: noi non ci possiamo fare niente di quello che fara' la regione Marche. E invece si, caro Chiodi. Se ci tieni, vai da quelli delle Marche e GLI SPIEGHI perche' e' male tutto questo. Diventi tu stesso un attivista, fai per questa causa quello che va oltre il tuo ruolo istituzionale perche' ci credi da CITTADINO e non da calcolatore politico.

Capisci? Ti impegni veramente e questo vale per le Marche tanto quanto per Ombrina e per i ministeri romani.

Io non voglio poltrone, non voglio la vanagloria, non voglio niente di niente. Anzi, voglio solo tornare alla mia vita normale. Per me non ci sarebbe niente di piu' facile che fare finta di niente e lasciargli fare tutta questa propaganda.

E' domenica sera. E come sempre sono stanca morta e l'ultima cosa che voglio fare e' stare qui a farmi venire il sangue amaro a leggere tutte questa stupidita' ed ignoranza.

Ma non riesco a star zitta. Non ci riesco proprio a fare finta di niente di fronte ad uno che vuole venire qui a fare il lavaggio del cervello alle persone e nella mia regione.

E' piu' forte di me.

E spero solo che chi legga voglia credermi.

Gianni Chiodi dice: Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. 

E' tutto vero, ma questo e' un testamento a quanto forte siano state le proteste, le azioni collettive, il nostro potere di cittadini.

Le trivelle non sono state impiantate perche' era lui il governatore.

Le trivelle non sono state impiantate perche' NOI CITTADINI non glielo abbiamo permesso, e questo sarebbe successo a prescindere dal governatore Gianni Chiodi o Mimmo Martelli o Peppe Cacciavite.

NOI CITTADINI siamo stati.

E quindi, come popolo occorre non avere paura, occorre continuare a dire NO, sempre, ogni giorno, non lasciarci abbindolare e non accettare nessun compromesso, perche' il compromesso inizia sempre con la parola si.

E quindi, continuiamo cosi, rompiamo le scatole, mettiamogli la paura addosso di perdere le elezioni, mettiamogli pressioni. Dobbiamo solo volerlo, ed alla fine anche Colle Dei Nidi morira'.


Eccola qui la letterina di Gianni Chiodi
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Buonasera a tutti i partecipanti,
vi ringrazio per l'invito ricevuto, e mi rammarico per non poter essere con voi a questo interessante confronto che auspico, alla sua conclusione, possa servire a chiarire, una volta per tutte, la mia posizione e quella del Governo regionale, riguardo il delicatissimo tema della salvaguardia e difesa del nostro territorio dalla attività di ricerca e coltura degli idrocarburi liquidi.

Chi mi conosce, chi conosce la mia storia politica, sa quanto sia sensibile a queste problematiche. Io sono abruzzese e da abruzzese vero non vorrei mai veder violata l'integrità della mia terra con le sue enormi potenzialità naturali. Sin dal giorno del mio insediamento alla guida di questo Esecutivo regionale, e ancor prima in campagna elettorale, mi sono convintamente impegnato a “salvare” l'Abruzzo dalla minaccia delle trivelle e del Centro oli; minaccia che pure il centrosinistra locale, regionale e nazionale, aveva scientemente autorizzato attraverso 24, sottolineo 24, atti amministrativi autorizzativi.

E' stato il mio governo che, con determinazione, è riuscito a scongiurare l'insediamento del Centro oli. Di più. Per impedire in maniera definitiva qualsiasi tipo di attività estrattiva sulla terraferma, siamo stati la prima Regione, ad aver approvato una legge (LR 48/2010) che di fatto vincola tutte le aree a rischio sismico, parchi, riserve naturalistiche, suoli adibiti a coltura di prodotti di qualità (olio e vino ad esempio). Come dire, abbiamo dichiarato “intoccabile”, su questo fronte, la quasi totalità del territorio abruzzese, che rientra in questa casistica. Ma non basta ancora. Nonostante le Regioni non abbiano competenza sulle attività che si esercitano in mare, abbiamo proposto e sostenuto, con il governo di centrodestra, il decreto legislativo 128/2010 dall'allora ministro Prestigiacomo che indicava il rispetto di 12 miglia per estrazione in mare, in presenza di oasi naturalistiche. Ciò allora ci permise di bloccare il progetto “Ombrina mare 2”, poi sappiamo, purtroppo, come è andato a finire col “decreto del Fare”.

Farò tutto il possibile per difendere la nostra costa, statene certi. Mi sono da tempo attivato per portare la problematica all'attenzione della Conferenza dei Presidenti di Regione, in modo da esercitare una forza congiunta nei confronti del Governo nazionale per la tutela e la salvaguardia del Mare Adriatico. Voglio in questa importante occasione, ribadire, e suggerire, quanto siano sterile se non controproducenti, polemiche e strumentalizzazioni sull'argomento "petrolizzazione" che generano solo tanta confusione nell'opinione pubblica. E' bene che la comunità abruzzese sia informata con trasparenza, onestà intellettuale, chiarezza, e cognizione di causa.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, contro la quale la nostra posizione é netta e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, verso la quale siamo favorevoli, ma solo quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono. Solo pochi giorni fa abbiamo bocciato in commissione VIA regionale l'impianto di Bomba perché non è un semplice impianto di estrazione gas ma anche di stoccaggio e lavorazione. I piccoli pozzi di estrazione del gas esistenti ad oggi non creano nessun impatto e nessun danno al territorio e alle popolazioni che vivono nei pressi, in questi quattro anni non ho ricevuto una sola istanza in merito. Vi invito ad andare a vederli per rendervi conto di persona di cosa si parla. Gli impianti a cui siamo favorevoli non producono inquinamento bensì rappresentano la fonte di una risorsa indispensabile per tutti noi. Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, pensate di cucinare sul camino con la legna o farvi la doccia con l'acqua fredda. Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, li riteniamo assolutamente accettabili.

Allora cerchiamo di riflettere e non induciamo i cittadini in confusione, differenziamo quelle che sono le attività relative alla ricerca e coltivazione del petrolio rispetto al gas. Per l'intesa che abbiamo concesso e che ci viene criticata per le attività di ricerca in località "Colle dei Nidi", tengo a precisare che per quanto riguarda l'area del territorio ricadente in Abruzzo, la Regione ha confermato l'intesa a due condizioni: solo ricerca di GAS come specificato nella richiesta della ditta e senza interventi sul territorio (sostanzialmente si tratta di acquisto di indagini già svolte da altre ditte che vanno rinnovati con un nuovo permesso di ricerca). In regione Marche, ma questo non dipende da noi, la concessione invece riguarda anche idrocarburi liquidi, così come era la precedente intesa rilasciata dal governo di centrosinistra della nostra Regione nel 2008. Cari abruzzesi, state certi, continuerò a lavorare, senza mai perdere d'occhio la nostra mission nel dare sostegno e valorizzazione ai comparti agroalimentare e turistico che rappresentano due punti cardine della nostra economia e verso i quali convogliamo quotidianamente attenzione e risorse. I risultati ci danno ragione, se è vero che l'export dei nostri prodotti tipici è in costante crescita. Siamo convinti che il sistema industriale vada incentivato ma che esso stesso debba accettare di convivere con il primato delle eccellenze della natura. Le nostre scelte, del resto, sono sempre state lineari e coerenti. Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. Per contro sono state varate importanti misure proprio a tutela del nostro patrimonio ambientale.

E questo dato di fatto la dice tutta.
Molto più di mille parole. Chi dice il contrario provi a dimostrarlo con argomenti della medesima validità. Noi la nostra bella regione l'abbiamo difesa, la difendiamo e la difenderemo, potete starne certi.


Gianni Chiodi

Thursday, August 8, 2013

Colle dei Nidi - Medoilgas, Gas Plus, Petrorep



Gianni Chiodi, 2010

Chissa perche' queste decisioni si prendono sempre in periodi di vacanza.

Sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse del 31 Luglio 2013 viene infatti riportato il confermimento del titolo petrolifero "Colle dei Nidi" che interessa le citta' di Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Tortoreto, Torano Nuovo e Controguerra.

La decisione e' datata 12 Luglio 2013 ed e' firmata da Franco Terlizzese, che pur facendo finta di essere un integerrimo ed imparziale funzionario ministeriale e' in realta' un profondo sostenitore dell'Italia ai buchi.

Ecco qui il decreto, a pagina 9







Ci sara' un pozzo esplorativo di 3500 metri che andra' perforato entro 36 mesi.

Per tutto questo, le ditte proponenti - la Gas Plus, Medoilgas e Petrorep - pagheranno allo stato 5 euro al chilometro quadrato.

Visto che sono circa 83 i kilometri quadrati, il conto e' presto fatto: 400 euro all'anno - da pagarsi anticipatamente pero' che sicuramente risolviamo cosi la crisi.

Che dire.

Beh, diciamo che intanto la famosa legge di Gianni Chiodi non e' servita a niente se siamo ancora qui con permessi per idrocarburi in zone di pregio agricolo e paesaggistico.

E ancora di meno e' servita la sua persona o il suo darsi da fare, semplicemente perche' il suo darsi da fare e' stato inesistente.

Gianni Chiodi non ha mosso un dito contro le trivelle, ed ha solo qualche volta parlato di cose che non sapeva, sparando numeri e promesse a casaccio. Lo sappiamo: e' un pappamolle a cui non interessa niente, nemmeno della sua provincia di origine.

Ma questo lo si sapeva gia', come pure si sapeva gia' della concessione Colle Dei Nidi. Io stessa ne parlai nel 2008 per la prima volta e sicuramente i progetti erano molto antecedenti quella data.

Ci sono stati quindi almeno 5 anni di tempo per protestare, ma la maggior parte della gente ha preferito dormire.

Ormai ne ho viste tante, ne ho sentite tante, ed una cosa mi e' chiara come il sole: i pozzi si sconfiggono solo con l'attivismo, incessante, quotidiano, diffuso, che non si addormenta nei periodi di calma, ma solo quando e' stata scritta la parola fine.

Si sconfiggono avendo il coraggio di prendere le posizioni scomode e fare le domande difficili, essere duri, antipatici se serve, e rompere le scatole, senza paura. La timidezza e lo "speriamo che" non portano lontano, e cosi pure l'aspettativa di usare il petrolio per farci carriere politiche o per la vanagloria.

E' stancante, lo so, anzi lo so fin troppo bene, ma non ci sono soluzioni diverse
che l'impegno quotidiano e sincero.

Perche' tutti i politici sono corsi a dire di no ad Ombrina e su Colle dei Nidi nessuno fiata?

Perche' su Ombrina sono anni che l'opinione pubblica li martella, e ci si scandalizza, la gente nei parla nei supermercati e nelle scuole, e ci sono ripetute forme di proteste e manifestazioni di fronte a cui e' impossibile far finta di niente, proprio come per il centro Oli a suo tempo.

Credete che ai politici interessa qualcosa del mare pulito o dei vigneti?

No.

A quelli interessa solo la real politik, e quindi occorre trasformare le battaglie ambientali in uno scandalo diffuso, di modo che questi ignoranti che ci governano abbiano paura di far brutta figura, di perdere consensi, di essere additati come quelli che distruggeranno la nazione.

E purtroppo, tutto questo attivismo di popolo per Colle dei Nidi non c'e' stato, come non c'e' stato gruppo, coesione, coscienza collettiva.

Un sacco di gente mi ha scritto all'ultimo minuto su questo argomento, ma la mia giornata e' fatta di 24 ore, come per tutti, ed io non ho bacchette magiche.

In Abruzzo c'e' tanto bisogno di gente che abbia coraggio di agire in modo continuato nel tempo e non sporadico: vogliono rimpicciolire i parchi, distruggere la riserva del Borsacchio, fare i buchi, gli inceneritori, le palazzine, e chi piu ne ha piu ne metta.

Occorre allora che tutti si diano da fare - ma non solo su Facebook, che quello e' troppo facile - ma nella vita vera, con spirito di umilta' e di servizio, ciascuno con la professionalita' che ha, con manifestazioni, mostre, concerti, incontri, scuole, domande difficili ai politici, rendendosi utili senza cercare ritorni personali.

Lo so che costa tempo, e bile di fegato, e che uno deve diventare qualcosa che non e', ma, come detto, non ci sono scorciatoie.




















Monday, April 8, 2013

Sull'ENI dai lavoratori dell'ENI - parte 2

Questo blog come appare dai siti ENI

Ecco un altro email scritto da lavoratori ENI-Saipem sulle questioni censura, sicurezza sul lavoro, mancanza di certificazioni, speculazioni e che mi e' arrivato dopo avere mandato le denucie di Gianni Franzoni su come l'ENI-Saipem tratta i suoi lavoratori.

La piu' grande azienda italiana che censura il blog di un privato cittadino. Paura? Vergogna? Coda di Paglia? Chi lo sa.


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Cara Maria Rita,

ho trovato il suo indirizzo e-mail sul suo sito, purtroppo da Saipem non posso aprire i commenti ma volevo dirle che ha avuto un gran coraggio a scrivere questo articolo - io lavoro in Saipem da tanti anni. Lei e' stata l'unica persona che ha pubblicato qualcosa su questi storia di falsi certificati - non credo valga molto, ma lei ha tutta la mia stima - un saluto dall'Italia. 

MR: che vuol dire che non si possono aprire i commenti da Saipem?

Vuole dire che da un computer saipem non riusciamo ad aprire i commenti ma non solo per quanto riguarda il suo articolo ma per tantissimi altri, hanno messo un sacco di filtri per non accedere a tanti siti web (anche cose normalissime come ordinare un libro o roba del genere). Per alcuni di noi e' stata una bomba vedere quell'articolo - volevo davvero dare un segnale comunque che lei ha fatto una gran bella cosa.

Adesso siamo messi veramente male a livello societario, dopo il crollo in borsa si sono fermati
un sacco di progetti - certo che il tuo intento e' buono, lo si capisce da quello che scrivi e da quanto ti esponi, non ci sono tante persone pronte a farlo. Noi abbiamo all'interno una rassegna stampa ENI ma del tuo articolo ovviamente non c'e' traccia. Vorrei che facessero le cose per bene, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle persone, questa storia dei certificati falsi e' terribile, ci han rimesso la vita delle persone, mentre quelli che li han mandati allo sbaraglio sono ancora comodi nei loro uffici e continuano a fare le stesse cose - grazie davvero.

MR: Scrivimi pure quello che vuoi.

Ciao Maria Rita, ti allego un paio di esempi di quello di cui ti parlavo, per tantissimi siti esce quello che ti ho messo in allegato e anche le cose piu' semplici non si possono vedere - anche inserire i commenti riguardo al tuo articolo non e' stato possibile da qui, poi mi sono fatta stampare i commenti
da un amico e ho letto tutto.

Io penso che in tante societa' ci sia la stessa policy aziendale ma secondo me dovrebbe essere applicata solo ai siti porno, credo che ci dovrebbe essere il diritto di poter guardare quello che si vuole, tanto siamo comunque controllati in ogni cosa - ci sono stati episodi anche di
evidenti letture delle e-mails da parte della societa' non solo mandate dall'indirizzo di posta elettronica aziendale ma anche mandate da indirizzi propri - tutti lo sanno e noi evitiamo di scrivere nomi nelle e-mails e di fare anche i nomi al telefono, usiamo dei soprannomi o le iniziali dei nomi.

Scritto cosi' sembra una cosa assurda ma per noi e' normale, avevo esposto il tuo articolo in bacheca aziendale (quello su Franzoni) e il giorno dopo lo avevano buttato via, io l'ho riappeso e adesso e' ancora li' - ci sentiamo poco tutelati e chi inizia delle battaglie le porta avanti essenzialmente da solo, come Franzoni o come altre persone che hanno coraggio e voglia e forza di volonta' ........... e ogni volta si trovano a sbattere la testa contro il muro perche' ENI e' una potenza gigantesca e non si riesce a scalfirla neppure dopo gli scandali che sono saltati fuori.

Probabilmente quello che ti segnalo e' un sassolino in un oceano, non so neppure se ti convenga farne un articolo ma vedi tu, se ti servono altre informazioni fammelo sapere, questa e' la situazione che abbiamo qui - un carissimo saluto e meno male che esistono donne come te, qui in Italia se ne sente la mancanza!

Caterina de' Medici
 



Wednesday, April 3, 2013

Sull'ENI dai lavoratori dell'ENI - parte 1

Dopo la pubblicazione sul Fatto Quotidiano della denuncia di Franzoni sulle mancate certificazioni dell'ENI-Saipem mi sono arrivati un sacco di email in particolare da gente che all'ENI ci lavora.

Mi parlano di imbrogli, di censure, di paura. Addirittura fra i siti censurati c'e' il mio! Hanno paura di questo blog, il che e' tutto dire di quanto internet sia potente. 

Ecco qui una delle tante denuncie. Ho tolto nome e cognome ed altri riferimenti, ma questa e' una persona vera.

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Penso che la cosa più importante che devo dirti di nuovo è quella di quando l'ENI cambiò la sua politica aziendale, questo accadeva nel 1998, infatti io che sono stato assunto in quel periodo ho visto un forte cambiamento in quegli anni.

L'azienda ENI quando sono stato assunto era sempre una S.p.A. però aveva una partecipazione delle azioni più consistenti da parte dello stato, la difesa del territorio e dell'ambiente a quei tempi era fatta sicuramente meglio, le manutenzioni venivano fatte molto scrupolosamente, questo permetteva di proteggere sia la nostra incolumità sul lavoro che l'ambiente, gli impianti erano messi in condizioni migliori, perché agli stessi le manutenzioni venivano fatte con una periodicità annuale da ditte in appalto, le cui ti davano la garanzia del loro perfetto funzionamento.

La differenza che ha creato una non più normale attività è successa dal 1998 in poi, perché sull'azienda hanno messo le mani i privati, le azioni sono sempre di più state date a singoli speculatori, i quali premiano le classi dirigenziali, che fanno meno spesa e più guadagni, questo succede perché le manutenzioni vengono fatte senza più criterio, gli impianti non vengono più fermati, le manutenzioni vengono fatte con gli impianti in marcia per non perdere produzione, chiaramente le ditte appaltatrici non garantiscono più le funzioni degli stessi. 

Di conseguenza noi lavoriamo sotto pressione, cercando di fare il nostro massimo sforzo per rispettare ambiente e sicurezza dei lavoratori e degli stessi posti di lavoro. I capi piattaforma sorveglianti della "legge 624" "DSSC" Documento Salute Sicurezza Coordinato, lavorano sempre con estrema ansia che non accada qualcosa che possa metterci in condizioni gravi. Tutti noi impiegati medi ci sentiano come dei parafulmini, mentre chi sta sopra di noi legislativamente si protegge con maggiore cautela.

Personalmente non mi sento più protetto ne dall'azienda tanto meno dai sindacati.

Ogni tanto so che su uno dei campi che gestiscono nell'Adriatico centrale si fanno interventi su delle piattaforme "beaf", queste non sono presidiabili in quanto sprovviste di modulo alloggi.

Chi sta sopra di me nella scala gerarchica dell'azienda ci manda a fare quest'interventi, le procedure reali da rispettare sono quelle di intervenire per qualsiasi motivo quando il mare è calmo.

Quando il mare è molto agitato l'intervento viene fatto solo per emergenze, tipo una miscela esplosiva che può esser dovuta ad una semplice scheda elettrica o anche ad un sensore rotto o anche un eventuale perdita di gas da qualche flangia o da qualsiasi altra parte dell'impianto.

In questi casi l'intervento deve essere fatto per la sicurezza, però a volte è successo che qualcuno ci pressa per intervenire anche per una banale mancata produzione perché la piattaforma è andata in blocco, qui a volte succede che si va a viaggiare in barca avendo conati di vomito e scarsa sicurezza nello scendere e salire dalla barca alla piattaforma e viceversa.

Questa denuncia che ti faccio te la dico confidenzialmente, pregandoti di non mettere mai di mezzo il mio nome, perché la denuncia si potrebbe ripercuotere su di me, io non ho assistenza legale adatta per poter combattere i miei capi, i sindacati è meglio lasciarli perdere, tanto sappiamo tutti quanto valore hanno nel Bel paese.

Giulio Cesare

Tuesday, March 12, 2013

L'ENI - Saipem a trivellare senza certificazioni






Piattaforma ENI in Egitto - Temseh, 2004
11 giorni di fuoco.

Qui l'interrogazione parlamentare del giorno 2 Aprile 2014
sulla questione.

Interrogato il morto non rispose nessuno.



Le vergogne dell'ENI non finiscono mai.

Io non so questi come facciano la notte a dormire sonni tranquilli.

Dell' inchiesta della Procura di Milano contro il gruppo ENI-Saipem e contro l'amministratore delegato dell’ENI Paolo Scaroni abbiamo gia' parlato. Il nostro beneamato e' infatti indagato per una supposta tangentina da quasi 200 milioni di dollari appalti e contratti in Algeria.

Noccioline, che vuoi che siano.

Ma da quest'altro lato del Mediterraneo le cose non vanno meglio per l'eticita' dell'ENI, cosi tanto sbandierata sui suoi siti propaganidistici.

Gianni Franzoni ha circa 60 anni, e' un capitano marittimo e tecnico esperto di mezzi navali che nel corso della sua vita professionale ha riscontrato numerose irregolarita' tecniche e di certificazione sui mezzi petroliferi della Saipem.

La Saipem e' di proprieta' al 43% dell'ENI e quest'ultima ne e' l'azionista di maggioranza. Gia' in passato la Saipem era stata al centro di numerose violazioni della legge 231 - che riguarda la responsabilita' delle imprese, il loro codice etico e i modelli di organizzazione, gestione e controllo.

Secondo i rapporti di Franzoni la Saipem eseguiva operazioni navali, di perforazione e lavori industriali in acque profonde, senza il personale idoneo, in violazione alle certificazioni emesse o addirittura senza i certificati necessari come richiesto dalla legge italiana e dalle normative internazionali. Il tutto per non dovere ristrutturare e aggiornare le proprie infrastrutture mettendo a rischio lavoratori e ambiente.

Ripeto.

La Saipem eseguiva lavori petroliferi ed affini senza certificati o con certificati artefatti in violazione alle normative vigenti previste dal codice ISM - International Management System, dal diritto mercantile e codice della navigazione, dalla suddetta legge 231 e dal codice etico Saipem ed ENI.

E' evidente infatti che e' piu' facile "ottenere" i certificati che ristrutturare le navi.

E' anche evidente che in mare aperto, occhio non vede cuore non duole. Che importa se si usano semisommergibili inquinanti o se magari le misure di protezione di marinai ed operai non sono adeguate.

Mica ci va la classe dirigente ENI a mare? Mica ci va Scaroni a fare le perforazioni o i montaggi in mare?

Il coraggioso capitano Franzoni denuncia allora questa scellerata politica dell'ENI-Saipem segnalando tutte le irregolarita' che aveva registrato alla direzione della Saipem in una relazione riservata.

E che succede?

Che invece di ringraziarlo per il suo lavoro, coraggio, per il suo amore per il mare, Gianni Franzoni viene prima esonerato e poi licenziato, assieme ad un suo collega che aveva rilevato altri certificati falsi per gli operatori subacquei impiegati nei progetti Saipem.

Un paese alla rovescia dove questa notizia e' finita nel cassetto, dove nessuno si e' indignato, dove tutti i gran politici impegnati in questa delirante campagna elettorale non sono stati capaci di dare una parola di conforto, di speranza a Gianni Franzoni e dove nessuno ha deciso di mettersi contro l'ENI-Saipem per l'interesse pubblico.

Gianni Franzoni ha presentato le sue denunce all'interno della Saipem come da codice etico della Saipem e dell'ENI stessa, ha scritto ai garanti e a chi dovrebbe per legge verificare il tutto con audit interni. La sua era una denuncia mirata, comprovata da documenti e testimonianze dei Comandanti dei mezzi navali e di tecnici di terza parte.

Alla fine ha inviato una lettera aperta a Paolo Scaroni, riportata in calce.

Parole cadute nel vuoto.

Il mio potere finisce qui, nel diffondere questa notizia.

Spero che tutti si rendano conto che Gianni Franzoni non ha fatto questo solo per il mare, o per la sua eticita' professionale. L'ha fatto per ciascuno di noi, perche' quel mare bistrattato dalla Saipem-ENI e' patrimonio di tutti.

Il suo coraggio merita che tutti noi, un pochettino almeno, ci arrabbiamo, esigiamo che questa vicenda sia diffusa e che quelli dell'ENI e della Saipem si vergognino profondamente per come trattano il mare, i campi e gli onesti cittadini d'Italia.

Grazie Gianni Franzoni.

Questa e’ la lettera scritta da Franzoni a Scaroni.

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Gent.mo Dott. Paolo SCARONI- CEO di ENI,

Con tutto quello che sta succedendo certamente non ricorda.

Le ho scritto, mesi fa, e non era un atto disperato o provocatorio, ma un sincero voler informare il CEO di ENI che qualcosa non andava per il verso giusto in Saipem.

Adesso, che Saipem è sotto i riflettori dei “media”, forse sarebbe opportuno che rileggesse quella raccomandata che possiamo serenamente giudicare come profetica e credo che se avesse letto e ascoltato due "quadri" della sua Saipem, adesso forse il Cane a Sei Zampe e Lei, che ne è il CEO, avrebbe certamente meno mal di testa.

Dott. Scaroni, adesso aspettiamo la CONSOB, poi i PM, infine speriamo di capire cosa è successo in Saipem che in un giorno ha bruciato gli incassi di cinque anni. Aspettiamo pazientemente le inchieste dei PM per Algeria, Nigeria, Kashagan etc.

Mi chiedo cos' altro deve succedere.

Storie già sentite in passato. Tuttavia, la cosa che interessa adesso è stabilire che non tutti non sapevano o non avevano capito e che non è reale che nessuno sapesse cosa stava succedendo. Noi, io e il mio collega, nel nostro piccolo, un grido di allarme lo avevamo lanciato.

Era una vicenda legata agli Asset e al DIVING dove abbiamo lavorato a lungo.

Scrive il Sole 24 riportando il Wall Street Journal: La dimensione del crollo del titolo di mercoledì è "insolitamente ampia" per una società quotata italiana, scrive il Wall Street Journal.

"Ai prezzi attuali – secondo un analista di Citigroup - Saipem è quotata al di sotto del suo valore teorico di liquidazione", ovvero della somma che sarebbe realizzata vendendo i suoi impianti di trivellazione, i suoi depositi e la sua flotta altamente specializzata di navi da costruzione offshore".

Se non siamo stati ascoltati è purtroppo un’ulteriore conferma che “cantare fuori dal coro” non risolve i problemi e non rompe il muro di silenzio imposto.

Le rinnovo l’invito di andare a rileggere la lettera e magari di farla pubblicare. La affidi ai media così da dimostrare che la Saipem ed ENI non hanno mai nascosto nulla, che agiamo nella trasparenza e nell’interesse supremo degli azionisti e del codice etico.

Io Le ho scritto e ho doverosamente avvisato i vertici Saipem ed ENI dal 2006 senza mai essere ascoltato.

Anzi alla fine siamo stati licenziati, tanto per allontanare definitivamente un problema creandone subito uno più grave.

Se gli amministratori, alla fine delle numerose inchieste, risulteranno gente non affidabile, allora si impone una revisione profonda di quello che è successo. Lo dobbiamo agli investitori che sul reale valore ed efficienza dei mezzi ha investito i propri soldi.

Non mi occupo di bilanci o di stock option o di tangenti.

Sono un uomo di mare e mi occupo di mezzi navali off-shore, della loro certificazione dalla quale dipende il loro reale valore. Le ho scritto, ed è innegabile, che quanto detto avrebbe dovuto far nascere più che un sospetto.

Invece nulla, niente, tutto normale.

Ora spero qualcosa possa cambiare.

La pubblichi tutta, la lettera, senza censure e se sarà viatico di una inchiesta, meglio, io avrò cosi la possibilità di dimostrare come realmente sono andate le cose nell’interesse di Saipem/ENI, quella sana; Lei quello di passare alla storia come il CEO che ha creato una svolta in Saipem ed ENI.

Su quanto sta accadendo e che accadrà, indagherà la Procura competente e, Dott. Scaroni, conviene prepararsi serenamente al peggio.

Lei è il nocchiero di Saipem. Il Comandante Schettino nel difendersi dice che il timoniere non lo ha capito o informato, che ha tentato la manovra prevista dalla Maritime Law: " the last agony" e che lui è innocente.

Non vuole ammettere a se stesso che è il Comandante e che è moralmente affondato con la collisione della sua nave.

In Saipem Il CEO ha un deputy con funzioni di controllo, e i doppioni si susseguono fino ai fattorini. Tutti in Saipem hanno un'ombra che li controlla.

Certamente non saranno sfuggiti i motivi spiegati e riassunti nella raccomandata a Lei inviata, visto che non sono sciocchezze ma cose legate alla sicurezza dei lavoratori e alla salvaguardia della vita umana in mare.

Io, a differenza dei suoi validi collaboratori strapagati, e silenti, per informarla, ho rischiato e sono stato licenziato, come nelle migliori famiglie.

Licenziato da quei Top manager [e loro stretti collaboratori] che adesso si sono dimessi o navigano fra avvisi di garanzia e inchieste e che nella loro disonestà, se provata, deve rientrare anche il giudizio che non meritano di dare sui loro dipendenti.

Ora tocca a Lei andare a guardare fino in fondo chi ha violato il codice etico di Saipem ed ENI .

Nell’organismo di vigilanza che ha analizzato le certificazioni navali erano presenti coloro che adesso si sono dimessi o sono stati raggiunti da avviso di garanzia.

Erano ai vertici di una piramide di “collaboratori” con funzioni di verifica e controllo di cui non si vede traccia. Quale migliore ragione per andare a rivedere tutta la vicenda, nel vero interesse di Saipem e di chi lavora in mare.

Forse il malessere Saipem è più profondo. Solo avendo il coraggio di fare chiarezza in questo “COLD CASE” si potrà ristabilire quali e quanti collaboratori hanno spalleggiato, affiancato, chiuso gli occhi.

Dire che in Saipem, con l’organizzazione che c’è non si sia mai sospettato di nulla è riduttivo se non collusivo.

Stiamo parlando di cose che per 5 anni non sono mai trapelate.

Forse e meglio parlare di una omertà che non è certo salutare per il presente e il futuro di Saipem, ENI ed investitori, e quello che leggiamo sui giornali certamente non è tutto.

Io, che sono quello che ha inviato l’allarme all’Organismo di Vigilanza ENI e Saipem ed informato i rispettivi Garanti è che dal 2007 attende di sapere il nome del Super-consulente che ha dichiarato che in Saipem tutto andava bene, sono la prova vivente di come un segreto possa essere così a lungo mantenuto e questo dovrebbe dare una idea di cosa si può nascondere in Saipem, altro che tangenti.

Spero che a Lei sia stato detto chi è questo misterioso mister OK che con una perizia da “urlo” ha smentito dichiarazioni scritte di Comandanti, perizie dei tecnici di terza parte, e-mail, calcoli, fotografie e analisi fatte da esperti che sui mezzi Saipem sono andati perché incaricati di ispezionare.

In ultimo mi sa dire quanto è stato pagato il super-consulente ?

Gli investitori hanno perso 15 dollari per azione e personalmente, mi creda, non sono minimamente dispiaciuto.

Sono e rimango più preoccupato per i marittimi imbarcati.

Se gli azionisti sono stati così sprovveduti di affidare i loro soldi senza verificare a chi li affidavano e bene che paghino e peccato che uno sia stato informato per tempo, in modo illecito, "Insider Trading", così da salvare i suoi soldi.

Queste sono le notizie di stampa.

Un ultima cosa, Le auguro che ENI e Saipem tornino sui principi di Enrico MATTEI, il padre nobile, che avrà fatto tanti errori, ma lui, i politici li usava come un Taxi e non viceversa.

PS. La trasmissione TV "Reporter" dice che la stampa nazionale non pubblica nulla perché prima ci vuole il consenso di un noto faccendiere.

Se è così speriamo che questo signore voglia lavare in Arno o meglio in Tevere questa diceria e lasci pubblicare questa innocente lettera aperta nel segno della libertà di stampa che è il sale della democrazia.

Thursday, February 28, 2013

Ombrina: una semplice proposta



Grazie a tutti di essere venuti per discutere sul tema Ombrina.

La mia proposta e' molto semplice. Sono sicuramente necessari ricorsi al TAR, 
l'organizzazione di varie
manifestazioni di massa, e l'esercizio di pressione incessante su Terlizzese e Passera.

Incessante.

Sarebbe pero' ancora PIU' opportuno che tutta la classe politica d'Abruzzo, compatta e unita, 
destra e sinistra, chiedesse in modo ufficiale l'abrograzione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo, responsabile dello sbloccamento di Ombrina Mare.

Questo per una visione piu' lungimirante per l'Abruzzo e piu' generosa con il resto d'Italia 
visto che le trivelle sottocasa
non riguardano solo Ombrina o l'Abruzzo ma tutta la nazione.

Ai politici presenti: e' stata la vostra timidezza, il vostro non agire che ci ha portato fin qui.
E' arrivato il momento di darselo questo benedetto coraggio e di fare le cose giuste, in trasparenza,
senza pensare ai battibecchi politici, e senza paura.

Di nuovo, l'azione piu' concreta che si possa fare adesso e' una richiesta ufficiale
di abolizione dell'articolo 35.

Non finisce con Ombrina.
Oggi e' Ombrina.
Domani ci saranno Vasto, Pineto, Francavilla.


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In questi giorni tutti parleranno del ricorso al TAR contro Ombrina, tutti faranno i salti mortali, e i politici faranno un sacco di promesse.

Ma se uno volesse fare le cose per bene, e in modo finale e con atto di generosita' per la nazione, quello che si dovrebbe fare, dal mio punto di vista e' molto semplice.

Abroghiamo l'obbrobrioso l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera, quello che consente ai petrolieri di trivellare entro le 12 miglia marine da riva.

Non e' difficile.

Sono sicura che tutta l'Italia interessata dalle trivelle, e chiunque abbia solo sentito mai parlare di petrolio sara' favorevole.

Ci si vince tutti: un voto e si evitano lunghi ricorsi al TAR in tutta Italia, tempo risparmiato che i cittadini onesti possono usare per fare altre cose piu' costruttive, che i giudici possono usare per altri contenziosi, e soprattutto si da un messaggio ai signori del petrolio che no e' no e che non ci devono venire qui a spremere la monnezza dai nostri mari.

Lo spunto e' certo Ombrina, ma se uno guarda le carte dell'Italia al petrolio, ci si rende conto che ci siamo dentro tutti assieme.

E' questo l'obiettivo finale?

No.

E' solo l'inizio.

Se fossi io a decidere, farei una legge che e' vietato installare nuove operazioni petrolifere in tutte le acque nazionali, e farei veramente l'accordo con la ex-Yugoslavia per chiudere tutto l'Adriatico ai buchi.

Ci hanno provato i vecchi politici a Novembre, ricordate tutto il cancan mediatico a Venezia? Sono arrivati da tutta Italia, e hanno fatto qualcosa?  Non mi pare. Quello si che e' stato un circo. Alla fine e' tutto morto li.




Wednesday, February 27, 2013

Piove sul bagnato - 4 nuovi pozzi a Cupello




La sintesi del progetto si puo' scaricare qui.

Lo sappiamo che a quelli di Cupello nel Vastese gli piacciono le trivelle e cosi, se tutto va per il verso giusto, il governo decidera' di ampliargli la capacita' di stoccaggio del gas.

Vogliono infatti aumentare la pressione di esercizio nei pozzi gia' esistenti del dieci per cento, e cioe' pompare ancora piu' materiale nella pancia della terra di quanto gia' ci sia. Vogliono anche fare altri 4 pozzi di stoccaggio.

Della serie non si accontentano mai!

Le aree interessate sono Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia, fra le province di Chieti e Campobasso.

La ditta proponente e' la Stogit, con sede a Crema.

Useranno le trivelle "Archimede" come annunciato nel link di cui sopra.


E come per tutte le trivelle che si rispettino ci sara' pompaggio fanghi, monnezza prodotta, rischio scoppi. Lo dicono loro, non io.

Ma si sa, in Italia e' tutto sempre sotto controllo.

Dicono che tutto il materiale con i loro progetti e' depositato presso gli uffici della regione Abruzzo.

Gianni Chiodi non lo sa, ci scommetto.

Le carte sono state depositate a meta' Febbraio, per cui se lo avesse saputo, lui e i suoi amici alla regione gia l'avrebbero detto ai cittadini.

Che dire. E' per questo che a governare ci deve andare la gente intelligente, che capisce le conseguenze delle decisoni che si prendono o non si prendono, e non i pappamolli.

Nessuno fara' niente, gia lo so.

Da quelle parti sono troppo impegnati a dare la cittadinanza onoraria a Paolo Scaroni.

Diranno tutti:  ce ne sono gia', che vuoi che sia un 10% in piu', che vuoi che siano quattro pozzi in piu'.

Finche' un giorno....

Evviva l'Italia, Evviva l'Abruzzo.



Thursday, December 6, 2012

A Elda Fiorillo, del Ministero dello Sviluppo Economico, su Ombrina

Vediamo che ha da dire.

Questa e' la responsabile di Ombrina Mare.
Il suo indirizzo email e' elda.fiorillo@sviluppoeconomico.gov.it.
Bombardiamola. Questo e' quello che ho scritto io.

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Gentile Dr. Fiorillo,

le avevo chiesto diverso tempo fa di potermi notificare quando e ci sarebbero state novita' su Ombrina Mare.

Lei non mi ha mai scritto, e adesso mi giunge voce che il termine ultimo per mandare osservazioni e' il 9 Dicembre.

Sul sito ministeriale non compare niente di questa data, e vorrei avere da lei conferma o smentita.

Come gia' detto, la concessione e' stata gia' bocciata per motivi che non hanno niente a che vedere con il decreto Prestigiacomo e che hanno a che fare invece con la presenza di riserve naturali, di una area di ripopolamento ittico e con l'alta pericolisita' del progetto.

Tutta la provincia di Chieti si e' espressa contro Ombrina Mare, che include la costruzione di campo di petrolio e di una nave desolforatore - con incenerimento costante di rifiuti tossici petroliferi - a 9km da riva.

Non le hanno costruite neanche nel golfo del Messico le navi FPSO per troppo che sono pericolose e l'idea di installarne a 9km dal costituendo parco nazionale della costa teatina e' folle, semplicemente folle e che solo gente senza scupoli puo' anche solo immaginare di approvare.

La prego di volere confermare o smentire la scadenza del 9 dicembre, e' un nostro diritto democratico quello di essere informati e di poter dire la nostra.

Questo paese non appartiene a Corrado Passera.
Questo paese appartiene agli Italiani.

Grazie,
MRD

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Nota questa fu la risposta della Fiorillo a Settembre 2012:


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From: Elda Fiorillo [elda.fiorillo@sviluppoeconomico.gov.it]
Sent: Monday, September 03, 2012 3:28 AM
To: D'Orsogna, Maria-Rita R
Subject: R: Ombrina Mare

Gentile Signora D'Orsogna
Quanto alla questione delle 12 miglia stiamo affrontando l'applicazione
della norma da poco approvata in senso generale, perché la cosa riguarda
tante altre concessioni. Comunicheremo a tutti gli interessati gli sviluppi
conseguenti dall'articolo di legge. Comunque come lei ha giustamente
sottolineato, i motivi della bocciatura, nel caso di Ombrina, sono stati
anche altri, ma in ogni caso bisognerà fare una riflessione sulla quale al
momento non posso darle la risposta.
Cordiali saluti

Elda Fiorillo
Dirigente
Divisione VI - Sviluppo delle attività di ricerca, coltivazione di
idrocarburi e risorse geotermiche
Direzione Generale per le risorse minerarie ed energetiche
Dipartimento per l'energia
Via Molise 2 – 00187 – Roma
Tel : (+39) 06 47052705
Fax: (+39) 06 47052240


MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

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Grazie mille della risposta.

cosa possiamo fare noi cittadini per assicurarci che le nostre opinioni siano tenute in considerazione?

A suo tempo abbiamo inviato centinaia di lettere di contrarieta' - secondo quanto stipulato
dalle leggi italiane e secondo il trattato di Aarhus - e vogliamo essere partecipi di questa nuova decisione che riguardera' il futuro di noi tutti.

In questo caso, con Ombrina Mare, si tratta di una struttura permanente con pozzo e nave desolforatore (con fiamma inceneritrice 24 ore su 24 a ridosso di una spiaggia bandiera blu ) a 9 km da riva. Di navi desolforatore non ce ne sono in tutto il golfo del Messico...


Grazie ancora e buon lavoro
Maria R D'Orsogna