.

.
Showing posts with label Nidi. Show all posts
Showing posts with label Nidi. Show all posts

Monday, April 15, 2019

Il puma dell'est e' andato estinto: l'uomo gli ha distrutto l'habitat






L'ente per la protezione della vita selvatica degli USA, lo US Fish and Wildlife Service (USFWS) ha appena dichiarato che l'Eastern Puma e' ufficialmente estinto.

Causa dell'estinzione?

L'uomo.

L'ultima volta che un Eastern Puma e' stato avvistato in natura e' stato nel 1938, 80 anni fa. Nel 2011 lo USFWS ne fece un censimento ufficiale, secondo i dettami dello Endagered Species Act. Nel 2015 venne fuori che non esistevano esemplari noti, nei 21 stati analizzati. Hanno aspettato 3 anni, ed ora la dichiazione ufficiale. L'Eastern Puma e' ufficiamente estinto.

I motivi sono tanti, ma sono elencati come l'eccessiva caccia e la distruzione dell'habitat per mano dell'uomo. La natura e' un qualcosa di vivente e di completo, distruggi una specie, anche piccola e insignificante e possono esserci effetti a catena, anche dove meno te l'aspetti.

Questi Eastern Puma erano abbondanti negli USA fino a tutto l'800. Vivevano lungo il fiume Mississippi, in Quebec, in South Carolina, Illinois, Manitoba. Anzi, un tempo erano una delle specie animali piu' numerose in Nord e Sud America, dallo Yukon alla Patagonia. E poi la mattanza specie: uccisi in massa fra il 1700 e il 1800. L'ultimo avvistamento in Maine nel 1938 era anche l'ultimo ucciso dall'uomo.

La loro estinzione ha portato alla proliferazione di cervi, che non sono piu preda ne di puma ne di lupi o linci, tutti carnivori. Questi cervi mangiano ghainde e distruggono fusti di nuovi alberi, ed e' a loro che si attribuisce il declino della rigenerazione di foreste, e del declino del numero di uccelli che non trovano abbastanza spazi per la nidificazione.

I carnivori, come i puma sono importanti per garantire un sano equilibrio naturale. Si parla della reintroduzione di altre specie di puma in zone appropriate, per esempio i puma dell'ovest che potrebbero essere rilasciati nel New England, a nord dello stato di New York, nella regione dei grandi laghi nel midwest.

I puma dell'ovest sopravvivono, anche se in numeri modesti in North Dakota, South Dakota e Nebraska. Come loro la pantera della Florida che vive in Georgia, Arkansas e Texas. Spesso finiscono uccise dal traffico e dai cacciatori.

Insomma, sposti una virgola in natura, e ha cambiato tutti gli equilibri.



Sunday, September 23, 2018

Borneo: a causa della deforestazione in sedici anni andati persi 100,000 orangotanghi












L'isola di Borneo se la dividono fra Indonesia, Malesia e Brunei, e fino a quaranta anni fa per tre quarti era coperta da foreste con tutta la magnifica biodiversita' di flora e fauna che portano con loro.

E poi arriva l'uomo, con deforestazione, piantagioni monocultura, industria del legno. Muore la foresta, muore la vita.

E cosi, dal 1999 al 2015 sono andati persi 100,000 orangotanghi che non sono sopravvissuti alla deforestazione, alla perdita di habitat, alla caccia selvaggia. E se tutto continua come finora, entro il 2050 saranno persi altri 45,000 esemplari.

E' quanto emerge da uno studio pubblicato su Current Biology da un gruppo di ricercatori internazionali guidati da Maria Voigt del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, in Germania.

Gli studiosi hanno esplorato le foreste del Borneo e seguito il fato di quasi 37,000 nidi di orangotanghi nel periodo che va dal 1999 al 2015. Nel 1999 il numero di nidi erano di 22.5 per chilometro percorso, nel 2015 si era arrivati a10.1 nidi per chilometro.

Calcolando la natalita' tipica da ciascun nido e il numero totale, hanno poi stimato le perdite di orangotanghi sulla cifra di 148,500 individui.

In piu' i dati sono stati studiati diverse popolazioni di orangotanghi presenti su Borneo, ed emerge che dei 64 gruppi presenti solo 38 hanno una popolazione adeguata a garantire la sopravvivenza sul lungo termine: cento individui.
Maria Voigt dice che nessuno si aspettava questo tipo di declino, e che le cause sono nel degrado dell'habitat di questi animali, con l'avanzare del disboscamento, dell'agricoltura intensiva e anche dell'uccisione diretta.

Nel 1973 si calcolava che vivessero in Borneo 288,500 esemplari di orangotanghi. A quel tempo, i tre quarti dell'isola erano ancora foresta.

Nel 2012 il censimento parla di 104,700 individui.

Nel giro di meno di 40 anni un terzo delle foreste del Borneo sono state distrutte dal fuoco, piantagioni di olio da palma, miniere, e dall'industria del legno. 
Gli orangotanghi hanno bisogno di foreste per vivere e mal si adattano fuori.

Le perdite sono state maggiori in Kalimantan, la parte Indonesiana dell'isola e negli stati di Sabah e di Sarawak che appartengono alla Malesia invece.

La cosa pero' preoccupante e' che mentre Kalimantan e Sabah sono state antropizzate, Sarawak ha conservato le sue foreste. E perche' allora anche qui c'e' stata mortalita'?

Non si sono registrate qui ne epidemie o altre cause di morie di massa. La spiegazione: uccisioni dirette.  Gli orangotanghi vengono uccisi per la carne,  e per il commercio illegale di animali. Le mamme vengono uccise e i loro piccoli venduti sul mercato nero.  A volte gli orangotanghi vengono uccisi perche' si allontanano dalle foreste ed entrano nei giardini o nei campi delle persone in cerca di cibo.  A volte si spacciano le uccisioni di orangotanghi come "controllo delle pesti".

L'uomo si appropria dell'habitat degli animali, nascono i conflitti e l'animale ha sempre la peggio, visto che non hanno pistole con se. 

E se i tassi di deforestazione restano cosi come sono, circa 215,000 chilometri quadrati in piu' di foresta andanno persi dal 2007 al 2020.

Il tasso di foresta dell'isola passera' dal 75% del 1973 al 24%.

Cosa fare? Secondo Maria Voigt occorre introdurre piu' misure per proteggere foreste e orangotanghi,
con sensibilizzazione ambientale e coinvolgimento delle comunita' locali.

Qualche passo e' stato fatto: il governo indonesiamo nel 2016 ha dichiarato una moratoria contro l'apertura di nuove piantagioni di palma in tutto l'arcipelago nazionale, e anzi i permessi dati nel 2015-2016 sono stati cancellati.

Come sempre, non solo solo gli orangotanghi nella lontana Indonesia, e' tutto il nostro pianeta che e' a rischio e occorre che tutti facciamo la nostra parte.  Un consumo responsabile ed etico, rompere le scatole a chi di dovere, cercare di riparare quello che e' andato perso, dalla pulizia delle nostre spiagge all'uso di fibre non sintetiche.

Wednesday, February 4, 2015

Colle dei Nidi - bocciato

Bocciata 

Finalmente e' arrivato il verdetto del TAR del Lazio sul permesso "Colle dei nidi" che ha annullato il  permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi proposto dalla Gas Plus, Medoilgas e dalla Petrore. 

Colle dei Nidi era una concessione proposta dalla Gas Plus, Medoilgas e Petrorep che interessava le citta' di Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Tortoreto, Torano Nuovo e Controguerra, fra Teramo e Ascoli Piceno. Ci sono li colline coltivate a vigneti di Montepulciano, siamo vicini al mare, e' una zona paesaggisticamente bella. Se ne e' parlato per tanti anni: io stessa ho anche partecipato a dibattiti ed incontri sul tema per sensibilizzare le popolazioni gia' dal 2008, quando di petrolio non si parlava ancora poi tanto.

Per Colle dei Nidi il conferimento del titolo fu annunciato nel Luglio 2013 da Franco Terlizese: si approvava  un pozzo esplorativo di 3500 metri da perforare entro 36 mesi e per cui le ditte proponenti  -- Gas Plus, Medoilgas e Petrorep -- avrebbero pagato allo stato 5 euro al chilometro quadrato per un totale di 400 euro annui, visto che la concessione e' di 83 chilometri quadrati.

400 euro all'anno - una mamma dal cielo, in tempo di crisi, eh?

Si e' poi susseguito un intenso processo giuridico in cui tre comuni hanno fatto ricorso al TAR: Bellante, Campli e Mosciano Sant'Angelo assistiti dal prof. Enzo Di Salvatore e dall'avvocato Paolo Colasante. Alla fine il decreto del TAR il giorno 28 Gennaio 2015: Colle dei Nidi viene stato bocciato per "non aver consentito alle amministrazioni locali di partecipare al procedimento".

Questa notizia e' molto bella e a me lascia sperare, non solo per il pozzo Colle dei Nidi, e per quello che significhera' per il Teramano, quanto per la coscienza che diventa sempre piu diffusa che le popolazioni locali hanno il sacrosanto diritto di poter dire la loro sulle concessioni petrolifere -- e su tutte le altre opere di impatto -- sul proprio territori. 

E quindi, si torna sempre al cuore della questione: i petrolieri non riescono a spuntarla se la democrazia e' sana, se i processi decisionali funzionano e sopratutto se la gente e' bene informata delle conseguenze di cio' che gli si vorrebbe propinare.

Scivere osservazioni serve, protestare serve, conoscere i propri diritti serve.

Non avere paura serve.







Wednesday, January 29, 2014

L'Abruzzo, il petrolio ed il 2013



Mancano pochi giorni al pronunciamento del TAR del Lazio su Ombrina Mare.

Non sappiamo come finira'.

Onorevole Giovanni Legnini: onori e responsabilita' dell'esito del TAR saranno suoi.

A me lei ha promesso che Ombrina non si sarebbe mai realizzata e io non l'ho dimenticato.

---

Il 2013, tutto sommato, e' stato un buon anno per la lotta contro l’Abruzzo petrolizzato,  specie se si pensa da dove siamo partiti tanti anni fa, con lo spettro angosciante del Centro Oli di Ortona, un mostro che sembrava impossibile da sconfiggere.
 
Da allora, molti passi in avanti sono stati fatti, nonostante la mediocre classe politica che in sei anni non e' mai riuscita a guidare l'elettorato – in tema petrolio almeno -- ma solo a rispondere alle pressioni poste dai cittadini, e spesso in extremis.
  
L'anno 2013 si era aperto in sordina, con il misterioso riversamento in mare di quello che la stessa ditta petrolifera Edison chiamava "idrocarburi", dalla piattaforma Rospo Mare al largo delle coste di Vasto. Furono fotografati gabbiani dal petto annerito  da una sostanza che pareva in tutto e per tutto petrolio.

Dopo qualche giorno, la Edison corregge il suo stesso annuncio e dichiara che si trattava solo di “erba e fango”, creando l'inquietante interrogativo:  come mai ci hanno messo quattro giorni a capire la differenza fra fango e petrolio? Una ditta il cui scopo e’ di estrarre petrolio, veramente non sa capire la differenza fra le due sostanze? Le inchieste della magistratura sono ancora aperte e probabilmente si dovra  attendere ancora per scrivere il finale di questa vicenda che ci ricorda, ancora una volta, la fragilita’ e la delicatezza delle operazioni petrolifere ed i rischi per il nostro mare.

Passata l’emergenza Rospo Mare, in Febbraio torna l'incubo Ombrina Mare, la proposta piattaforma dell’inglese Medoilgas con cinque  pozzi di petrolio a sei chilometri dalla costa dei trabocchi  con annessa nave desolforante FPSO,  con progetti di fracking ed acidificazione. Ombrina Mare era stata gia' bocciata nel 2010 grazie all'invio di osservazioni  da parte della popolazione e grazie al decreto Prestigiacomo che poneva  una fascia di protezione di nove chilometri da riva lungo tutto il perimetro costiero italiano.
 
Il decreto Sviluppo dell’allora ministro Passera del 2012 ha poi riaperto la partita, imponendo un limite di venti chilometri, e dunque piu' stringenti dei nove della Prestigiacomo, ma solo per progetti futuri. Per quelli gia in intinere, inclusa Omrbina, si torna al far west petrolifero. La bocciatura precedente decade e la Medoilgas annuncia che i lavori andranno avanti.

La risposta degli Abruzzesi e’ stata meravigliosa. Sono scese in piazza 40,000 persone a Pescara a protestare il giorno 13 Aprile, trascinando amministratori e politici e ponendo su di loro l’onere di agire nel concreto per scongiurare la distruzione della costa teatina come la conosciamo. Gianni Chiodi, il governatore della regione, non era presente.

Probabilmente sopreso da cosi tanto attivismo, Sergio Morandi, l’amministratore delegato della Medoilgas,  intraprende una vera battaglia mediatica: scrive alla stampa nazionale sfoggiando dati e fatti secondo me distorti, compare su varie televisioni abruzzesi, se la prende con la chiesa cattolica che interviene a difesa del mare, ed apre persino un info-point ad Ortona per propagandare la bonta’ dell’operazione Ombrina Mare. Non credo che gli crederanno in molti.

Purtroppo nonostante questa grande partecipazione di massa, la concezione del bene comune in Italia non impone a chi governa di trovare soluzioni vere, durevoli, e sopratutto preventive per il futuro e per altri casi simili nel resto dello stivale.

E cosi’ invece che fare la cosa giusta  - e cioe’ includere nella fascia di protezione dei venti chilometri da riva progetti futuri ed in itinere – la politica decide di trovare escamotage ad arte. Si impone alla Medoilgas di avviare una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) come dettato dalla comunita’ europea. Questo processo e’ lungo e oneroso per le ditte proponenti. Si parla di vari anni per completarla. L’idea di base e’ di tirarla per le lunghe: si pensa che sara’ cosi’  complicato e portera’ via cosi tanto tempo alla Medoilgas che, chissa’. magari rinuncera’ da sola o peggio ancora che la patata bollente venga passata a qualcun altro.

Tipicamente italiano, no?

La Medoilgas, appoggiata anche da Confindustria, presenta allora ricorso al TAR, chiedendo che la richiesta di AIA venga anullata. Vari comuni, incluso quellio di Vasto decidono di partecipare al giudizio, opponendosi alla Medoilgas. Il TAR probabilmente si pronuncera’ nei primi mesi del 2014.

Non sappiamo come andra’ a finire: sono battaglie lunghe e spesso giocate dietro le quinte. Tutto quello che possiamo fare e’ di continuare a mettere pressione a tutti i politici, di ogni colore, affinche’ lavorino per il bene comune. Gianni Chiodi, Fabrizio Di Stefano, Giovani Legnini devono sentire la pressione di noi tutti, e rendersi conto che non accetteremo niente di diverso se non una bocciatura completa di Ombrina e che ne va delle loro carrier politiche.

La battaglia che invece e’ finita, per ora almeno, e’ quella della raffineria di Bomba e dei cinque pozzi di gas nella concessione Monte Pallano.  Ci sono voluti quattro anni, innumerevoli dibattiti e continui smascheramenti della propaganda parte dell’americana Forest Oil di Denver che voleva convincere l’Abruzzo che trivellare in riva ad un lago in zona idrogeologicamente instabile era cosa e buona e giusta, ma alla fine tutto l’impegno profuso, specie dal Comitato di Gestione Partecipata del Territorio, guidato da Massimo Colonna e’ stato premiato. Il no finale della commissione VIA e’ stato pronunciato in Novembre, per la gioia di tutti gli abruzzesi.

A dicembre arrivano arrivano altre vittorie, entrambe a scapito della Medoilgas di Sergio Morandi:  la bocciatura finale per la proposta di trivellare il pozzo Santa Liberata a Scerni nei pressi di Vasto e la rinuncia volontaria della Medoilgas all’intera concessione Civitaquana, nel basso chietino.

Ma i guai della Medoligas non sono concentrati solo nell’Abruzzo meridionale. Forti mobilitazioni si sono infatti registrate anche nel teramano, dove la commissione VIA ha approvato i pozzi di gas nella concessione Colle dei Nidi, proposti dalla Medoilgas stessa. Gianni Chiodi, per giustificare questa decisione in un messaggio inviato alla popolazione ha ricordato che i pozzi di gas e quelli di petrolio sono diversi fra loro,
mostrando di non avere veramente a cuore il problema del petrolio in Abruzzo. Le tecniche usare per estrarre gas e petrolio, l’inquinamento associato, i rischi di sismicita’ indotta, subsidenza e scoppi sono infatti del tutto simili. Cercare quindi di creare distinguo inesistenti e’ segno di ignoranza o di malafede, entrambe inaccettabili per un governatore di regione.

Il resoconto totale per il 2013 dunque, e’ di almeno tre progetti bocciati o abbandonati (Scerni, Bomba e Civitaquana), e due in stadio avanzato (Ombrina e Colle dei Nidi). Altre concessioni ancora sono in standby oppure all’inzio dell’iter autorizzativo–  Villa Mazzarosa e Villa Carbone nell’entroterra teramano, Turchese nei mari di San Vito, Elsa in quelli del Vastese.

Il filo conduttore che lega tutte queste vicende e’ la partecipazione popolare. Ogni volta che in Abruzzo o in Italia, si creano dei movimenti di attivisti, diventa sempre piu’ difficile per I petrolieri spuntarla. Non e’ un caso che la politica abbia sempre giocato un ruolo marginale: le vittorie sono di noi tutti che ogni giorno informiamo, protestiamo, esigiamo che i nostri territori vengano rispettato. I politici mettono la firma, a magari fanno annunci portentuosi, ma la volonta’ ed il motore di tutto siamo noi che gli stiamo dietro. senza lasciargli un centimetro

Per l’Abruzzo del 2014, l’augurio e’ che si possa finalmente arrivare alla perimetrazione definitive del parco nazionale della costa teatina, che oltre ad essere uno strumento in piu’ per la difesa delle nostre coste dal petorlio, sara’ anche un valore aggiunto, in positivo e di crescita costruttiva, in termimi di qualuta’ di vita, economici e di imagine, per la nostra regione.

Per gli Abruzzesi del 2014 invece l’augurio e’ che tutti si impegnino per quel che possono, con il tempo e le competenze che si hanno per la difesa dell’ambeinte. Abbiamo tanti problemi che cercano una voce di denucnuza e di cambiamento:   nostri fiumi tutti inquinati, le reserve e i parchi che necessitano di piu’ fondi e di piu’ attenzione, il proliferare inutile di cave e discariche, il ripristino di zone Verdi nelle nostre citta’.

Lavorare per una causa giusta, senza necessariamente avere dei ritorni personali e’ stancante e difficile, ma alla fine della giornata, da ricchezza e un senso special ai nostri giorni.





Sunday, November 24, 2013

Gianni Chiodi "rammaricato" non si presenta all'incontro su Colle dei Nidi




Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, 
pensate di cucinare sul camino con la legna 
o farvi la doccia con l'acqua fredda. 
Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, 
li riteniamo assolutamente accettabili.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, 
contro la quale la nostra posizione é netta 
e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la
realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, 
verso la quale siamo favorevoli, ma solo 
quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono.
 
Gianni Chiodi, 2013




Agli abruzzesi:
Non credete ad una sola parola di quello che dice Gianni Chiodi:
e' tutta PROPAGANDA e pure di basso livello.



Sono ormai sette anni che assieme a tante persone di buona volonta' cerco di informare gli abruzzesi sulle conseguenze delle estrazioni di petrolio e del gas, dei problemi collegati alla sismicita' indotta, alla reiniezione di materiale tossico nel sottosuolo, agli effetti nocivi di idrogeno solforato e degli altri inquinanti del petrolio, della bassa qualita' dei nostri idrocarburi, e in generale di quanto il petrolio d'Abruzzo sia poco conosono all'Abruzzo che conosciamo. 

Ieri 23 Novembre 2013, il governatore Gianni Chiodi non si e' presentato ad un incontro con la cittadinanza nel teramano dove era stato invitato per parlare di petrolio, e per -- finalmente -- dire che ne pensa lui, teramano, governatore, del petrolio e del gas di Teramo.

Non si e' presentato all'incontro, e "rammaricato" della sua assenza, ha mandato una letterina di cui sotto, in cui dice -- in sostanza -- il petrolio no - giammai! - ma state tranquilli che invece il gas, gli "idrocarburi gassosi" si possono fare.


SONO TUTTE BALLE
non lasciatevi abbindolare.

-----

Io la conosco bene la "storia politica" di Gianni Chiodi sul tema petrolio.

La conosco bene perche' il petrolio d'Abruzzo e' stata la mia vita degli scorsi sei anni
e ho visto e ho vissuto tutto sulla mia pelle, dal primo giorno.






La conosco abbastanza per sapere che questo e' un uomo di cui non fidarsi.

La conosco abbastanza per sapere che tutto quello che e' stato fatto e' stato fatto per merito della gente normale e di nessun politico.

Nessuno.

Il merito e' di noi, che abbiamo sempre rotto le scatole e messo pressione a chicchessia
che qui neanche l'odore delle trivelle dobbiamo sentire, che sia gas o che sia petrolio


 Capito Gianni Chiodi?
---

E conosco abbastanza l'operato passato di Gianni Chiodi per sapere che la sua opinione cambia come cambia il vento, e che uno che AMA la sua terra non dice il petrolio no, il gas si.

Cosa significa il petrolio si e il gas no?
 
Gas o petrolio, sempre attivita' invasive sono, e le tecniche e i pericoli sono del tutto simili.

O che uno dice: il cancro lo voglio ai polmoni ma non al colon?
O che uno dice: voglio tenermi il braccio destro ma non il sinistro?
O che uno dice: la strictinina no, il cianuro si? 

Suvvia.

Uno che dice il petrolio si e il gas no, non si rende conto delle assurdita' che dice e non sa niente di niente di petrolio, di gas, di geologia, di fisica, di statistica, di probabilita'.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma  l'idrogeno solforato e' normalmente presente in maggiori quantita' nei giacimenti di gas naturale rispetto a quelli di petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma nel sottosuolo ci sono sempre misture di gas e petrolio assieme.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma i fluidi e i fanghi di trivellazione si usano in egual misura per il gas come per il petrolio.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la monnezza che si produce e' uguale che sia petrolio o che sia gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma le attivita' di reiniezione sono pericolose uguale, che gli scarti vengano da petrolio che da gas.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma gli impianti di raffinazione sono ugualmente necessari per togliere l'idrogeno solforato dal petrolio e dal gas allo stesso modo.

Gianni Chiodi non lo sa forse, ma la sismicita' indotta la inducono le estrazioni di petrolio come di gas.

E poi continua con la propaganda piu' bassa che si possa fare: mettendo alla gente la paura di restare al freddo e al gelo senza il gas.

Ma crede che siamo scemi veramente?

Il gas e il petrolio d'Abruzzo non risolveranno niente di niente, dal punto di vista energetico, e le vostre bollette rimarranno tal quali. E questo perche' il gas e' poco, perche' chi lo estraerra' lo vendera' al miglior offerente a prezzo di mercato, e perche' ci vorranno almeno dieci anni per arrivare alla produzione se mai il tutto verra' realizzato. O che in Emilia Romagna il gas costa meno?  O in Basilicata la benzina e' piu' a buon mercato? No!

E quindi, non credetegli.

Mi fa ridere quando dice: noi non ci possiamo fare niente di quello che fara' la regione Marche. E invece si, caro Chiodi. Se ci tieni, vai da quelli delle Marche e GLI SPIEGHI perche' e' male tutto questo. Diventi tu stesso un attivista, fai per questa causa quello che va oltre il tuo ruolo istituzionale perche' ci credi da CITTADINO e non da calcolatore politico.

Capisci? Ti impegni veramente e questo vale per le Marche tanto quanto per Ombrina e per i ministeri romani.

Io non voglio poltrone, non voglio la vanagloria, non voglio niente di niente. Anzi, voglio solo tornare alla mia vita normale. Per me non ci sarebbe niente di piu' facile che fare finta di niente e lasciargli fare tutta questa propaganda.

E' domenica sera. E come sempre sono stanca morta e l'ultima cosa che voglio fare e' stare qui a farmi venire il sangue amaro a leggere tutte questa stupidita' ed ignoranza.

Ma non riesco a star zitta. Non ci riesco proprio a fare finta di niente di fronte ad uno che vuole venire qui a fare il lavaggio del cervello alle persone e nella mia regione.

E' piu' forte di me.

E spero solo che chi legga voglia credermi.

Gianni Chiodi dice: Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. 

E' tutto vero, ma questo e' un testamento a quanto forte siano state le proteste, le azioni collettive, il nostro potere di cittadini.

Le trivelle non sono state impiantate perche' era lui il governatore.

Le trivelle non sono state impiantate perche' NOI CITTADINI non glielo abbiamo permesso, e questo sarebbe successo a prescindere dal governatore Gianni Chiodi o Mimmo Martelli o Peppe Cacciavite.

NOI CITTADINI siamo stati.

E quindi, come popolo occorre non avere paura, occorre continuare a dire NO, sempre, ogni giorno, non lasciarci abbindolare e non accettare nessun compromesso, perche' il compromesso inizia sempre con la parola si.

E quindi, continuiamo cosi, rompiamo le scatole, mettiamogli la paura addosso di perdere le elezioni, mettiamogli pressioni. Dobbiamo solo volerlo, ed alla fine anche Colle Dei Nidi morira'.


Eccola qui la letterina di Gianni Chiodi
------


Buonasera a tutti i partecipanti,
vi ringrazio per l'invito ricevuto, e mi rammarico per non poter essere con voi a questo interessante confronto che auspico, alla sua conclusione, possa servire a chiarire, una volta per tutte, la mia posizione e quella del Governo regionale, riguardo il delicatissimo tema della salvaguardia e difesa del nostro territorio dalla attività di ricerca e coltura degli idrocarburi liquidi.

Chi mi conosce, chi conosce la mia storia politica, sa quanto sia sensibile a queste problematiche. Io sono abruzzese e da abruzzese vero non vorrei mai veder violata l'integrità della mia terra con le sue enormi potenzialità naturali. Sin dal giorno del mio insediamento alla guida di questo Esecutivo regionale, e ancor prima in campagna elettorale, mi sono convintamente impegnato a “salvare” l'Abruzzo dalla minaccia delle trivelle e del Centro oli; minaccia che pure il centrosinistra locale, regionale e nazionale, aveva scientemente autorizzato attraverso 24, sottolineo 24, atti amministrativi autorizzativi.

E' stato il mio governo che, con determinazione, è riuscito a scongiurare l'insediamento del Centro oli. Di più. Per impedire in maniera definitiva qualsiasi tipo di attività estrattiva sulla terraferma, siamo stati la prima Regione, ad aver approvato una legge (LR 48/2010) che di fatto vincola tutte le aree a rischio sismico, parchi, riserve naturalistiche, suoli adibiti a coltura di prodotti di qualità (olio e vino ad esempio). Come dire, abbiamo dichiarato “intoccabile”, su questo fronte, la quasi totalità del territorio abruzzese, che rientra in questa casistica. Ma non basta ancora. Nonostante le Regioni non abbiano competenza sulle attività che si esercitano in mare, abbiamo proposto e sostenuto, con il governo di centrodestra, il decreto legislativo 128/2010 dall'allora ministro Prestigiacomo che indicava il rispetto di 12 miglia per estrazione in mare, in presenza di oasi naturalistiche. Ciò allora ci permise di bloccare il progetto “Ombrina mare 2”, poi sappiamo, purtroppo, come è andato a finire col “decreto del Fare”.

Farò tutto il possibile per difendere la nostra costa, statene certi. Mi sono da tempo attivato per portare la problematica all'attenzione della Conferenza dei Presidenti di Regione, in modo da esercitare una forza congiunta nei confronti del Governo nazionale per la tutela e la salvaguardia del Mare Adriatico. Voglio in questa importante occasione, ribadire, e suggerire, quanto siano sterile se non controproducenti, polemiche e strumentalizzazioni sull'argomento "petrolizzazione" che generano solo tanta confusione nell'opinione pubblica. E' bene che la comunità abruzzese sia informata con trasparenza, onestà intellettuale, chiarezza, e cognizione di causa.

Dobbiamo scindere due ambiti: l'estrazione del petrolio, contro la quale la nostra posizione é netta e lo abbiamo dimostrato con i nostri atti in questi anni, e la realizzazione di impianti per l'estrazione del gas, verso la quale siamo favorevoli, ma solo quando le condizioni ambientali sono ottimali e lo consentono. Solo pochi giorni fa abbiamo bocciato in commissione VIA regionale l'impianto di Bomba perché non è un semplice impianto di estrazione gas ma anche di stoccaggio e lavorazione. I piccoli pozzi di estrazione del gas esistenti ad oggi non creano nessun impatto e nessun danno al territorio e alle popolazioni che vivono nei pressi, in questi quattro anni non ho ricevuto una sola istanza in merito. Vi invito ad andare a vederli per rendervi conto di persona di cosa si parla. Gli impianti a cui siamo favorevoli non producono inquinamento bensì rappresentano la fonte di una risorsa indispensabile per tutti noi. Provate a pensare di affrontare l'inverno senza riscaldamento, pensate di cucinare sul camino con la legna o farvi la doccia con l'acqua fredda. Rispetto ai benefici e all'utilità che hanno per la nostra vita, li riteniamo assolutamente accettabili.

Allora cerchiamo di riflettere e non induciamo i cittadini in confusione, differenziamo quelle che sono le attività relative alla ricerca e coltivazione del petrolio rispetto al gas. Per l'intesa che abbiamo concesso e che ci viene criticata per le attività di ricerca in località "Colle dei Nidi", tengo a precisare che per quanto riguarda l'area del territorio ricadente in Abruzzo, la Regione ha confermato l'intesa a due condizioni: solo ricerca di GAS come specificato nella richiesta della ditta e senza interventi sul territorio (sostanzialmente si tratta di acquisto di indagini già svolte da altre ditte che vanno rinnovati con un nuovo permesso di ricerca). In regione Marche, ma questo non dipende da noi, la concessione invece riguarda anche idrocarburi liquidi, così come era la precedente intesa rilasciata dal governo di centrosinistra della nostra Regione nel 2008. Cari abruzzesi, state certi, continuerò a lavorare, senza mai perdere d'occhio la nostra mission nel dare sostegno e valorizzazione ai comparti agroalimentare e turistico che rappresentano due punti cardine della nostra economia e verso i quali convogliamo quotidianamente attenzione e risorse. I risultati ci danno ragione, se è vero che l'export dei nostri prodotti tipici è in costante crescita. Siamo convinti che il sistema industriale vada incentivato ma che esso stesso debba accettare di convivere con il primato delle eccellenze della natura. Le nostre scelte, del resto, sono sempre state lineari e coerenti. Dacchè io sono governatore non è stata impiantata alcuna trivella, ne sono state concesse intese per la ricerca o la coltivazione di idrocarburi liquidi. Per contro sono state varate importanti misure proprio a tutela del nostro patrimonio ambientale.

E questo dato di fatto la dice tutta.
Molto più di mille parole. Chi dice il contrario provi a dimostrarlo con argomenti della medesima validità. Noi la nostra bella regione l'abbiamo difesa, la difendiamo e la difenderemo, potete starne certi.


Gianni Chiodi

Thursday, October 24, 2013

Valter Catarra, Teramo - un nome da non dimenticare




Eccoli qui i nostri novelli Ponzio Pilato: sono i membri del consiglio provinciale di Teramo sotto il presidente Valter Catarra che hanno deciso di non appoggiare i comuni di Bellante, Mosciano Sant'Angelo e Campli nel ricorso al TAR contro il governo centrale riguardante l'assegnazione del permesso di ricerca di petrolio "Colle dei Nidi" nel teramano:


VALTER CATARRA 
Presidente della Provincia di Teramo

 DAVIDE CALCEDONIO DI GIACINTO 
Assessore 

GIUSEPPE DI MICHELE 
Assessore

 VINCENZO FALASCA
Assessore

ELICIO ROMANDINI 
Assessore

 EZIO VANNUCCI
Assessore

Se ne sono tutti lavati le mani della questione petrolio nella provincia di Teramo.

Oltre a loro ci sono altri tre assessori assenti al momento della delibera, la cui posizione non e' nota:  RENATO RASICCI Vice Presidente,  EVA GUARDIANI Assessore  e FRANCESCO MARCONI Assessore.

E dunque la Provincia di Teramo resta a guardare, lasciando da soli tre piccoli comuni d'Abruzzo a lottare contro il mostro del petrolio.

Proprio degli amministratori illuminati e con a cuore il benessere dei loro cittadini.

Chissa'. Magari se uno li interpella diranno: oh si, siamo assolutamente contro la petrolizzazione, ma poi nei fatti... nei fatti non gliene importa un fico secco.

Nella nota, dicono che in data 10 ottobre i tre comuni di cui sopra hanno chiesto alla provincia  

“di voler rendere manifesto l’eventuale interesse di questa Provincia a resistere o meno
all’iniziativa intrapresa dalla parte ricorrente e, all’esito, a voler relazionare in merito alle
circostanze ed argomentazioni rappresentate dai Comuni di Bellante, Mosciano S. Angelo
e Campli nel suddetto ricorso"


La provincia ha allora interpellato il settore Emergenza - Alluvione - Viabilità - Urbanistica che comunica che:

si rileva che i ricorrenti non hanno contestato atti o provvedimenti adottati dallo scrivente Settore per cui si comunica il non interesse a resistere all’iniziativa dei ricorrenti" 

Poi hanno interpellato il settore Appalti – Turismo – Agricoltura che gli dice invece che:

“per quanto di competenza di questo Settore non vi è alcun interesse a costituirsi in giudizio in questo contenzioso”;

Cioe' che visto che i comuni di cui sopra non hanno contestato atti della provincia di Teramo, e che il settore agricoltura non ha competenza in tema di petrolio, la provincia non ha interesse a partecipare.

Votano all'unanimita'.   E chi si e' visto si e' visto.  Appunto, come Ponzio Pilato.

Arrangiatevi voi.  Noi non c'entriamo niente!

Agricoltura della provincia di Teramo? Il petrolio gli fara' bene!

Urbanistica? Sara' un vero spettacolo vedere camion e cisterne su e giu per le stradine di campagna, e se ci saranno riversamenti, e che vuoi che sia.

Ma perche' si sono tirati indietro? A parte tutto, ci avrebbero fatto un gran figurone dal punto di vista politico. Non che abbiano mai veramente fatto qualsiasi cosa per davvero contro le trivelle quelli che siedono alla provincia di Teramo. E ovviamente, non che abbia fatto grandi cose neanche il nostro lungimirante Gianni Chiodi.

Si sono tirati indietro per paura? Per comodita'? Per ignoranza? Per non mettere in imbarazzo il Cuor di Leone Gianni Chiodi?

Non lo so. So solo che dopo tutti questi anni e' inaccettabile una cosa di questo genere e che occorre non dimenticare e non fargliela passare liscia a questi pseudo-amministratori.

Occorre ricordarsi di questi nomi in tempo di elezioni e non votarli mai piu. Non meritano la nostra fiducia, i nostri soldi. Non meritano l'onore di rappresentare l'Abruzzo.

Meritano solo un pozzo di petrolio dritto dritto sotto le loro case.

Grazie al Prof. Enzo Di Salvatore che ha diffuso la nota che si puo' scaricare qui.




 


Thursday, August 8, 2013

Colle dei Nidi - Medoilgas, Gas Plus, Petrorep



Gianni Chiodi, 2010

Chissa perche' queste decisioni si prendono sempre in periodi di vacanza.

Sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse del 31 Luglio 2013 viene infatti riportato il confermimento del titolo petrolifero "Colle dei Nidi" che interessa le citta' di Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Tortoreto, Torano Nuovo e Controguerra.

La decisione e' datata 12 Luglio 2013 ed e' firmata da Franco Terlizzese, che pur facendo finta di essere un integerrimo ed imparziale funzionario ministeriale e' in realta' un profondo sostenitore dell'Italia ai buchi.

Ecco qui il decreto, a pagina 9







Ci sara' un pozzo esplorativo di 3500 metri che andra' perforato entro 36 mesi.

Per tutto questo, le ditte proponenti - la Gas Plus, Medoilgas e Petrorep - pagheranno allo stato 5 euro al chilometro quadrato.

Visto che sono circa 83 i kilometri quadrati, il conto e' presto fatto: 400 euro all'anno - da pagarsi anticipatamente pero' che sicuramente risolviamo cosi la crisi.

Che dire.

Beh, diciamo che intanto la famosa legge di Gianni Chiodi non e' servita a niente se siamo ancora qui con permessi per idrocarburi in zone di pregio agricolo e paesaggistico.

E ancora di meno e' servita la sua persona o il suo darsi da fare, semplicemente perche' il suo darsi da fare e' stato inesistente.

Gianni Chiodi non ha mosso un dito contro le trivelle, ed ha solo qualche volta parlato di cose che non sapeva, sparando numeri e promesse a casaccio. Lo sappiamo: e' un pappamolle a cui non interessa niente, nemmeno della sua provincia di origine.

Ma questo lo si sapeva gia', come pure si sapeva gia' della concessione Colle Dei Nidi. Io stessa ne parlai nel 2008 per la prima volta e sicuramente i progetti erano molto antecedenti quella data.

Ci sono stati quindi almeno 5 anni di tempo per protestare, ma la maggior parte della gente ha preferito dormire.

Ormai ne ho viste tante, ne ho sentite tante, ed una cosa mi e' chiara come il sole: i pozzi si sconfiggono solo con l'attivismo, incessante, quotidiano, diffuso, che non si addormenta nei periodi di calma, ma solo quando e' stata scritta la parola fine.

Si sconfiggono avendo il coraggio di prendere le posizioni scomode e fare le domande difficili, essere duri, antipatici se serve, e rompere le scatole, senza paura. La timidezza e lo "speriamo che" non portano lontano, e cosi pure l'aspettativa di usare il petrolio per farci carriere politiche o per la vanagloria.

E' stancante, lo so, anzi lo so fin troppo bene, ma non ci sono soluzioni diverse
che l'impegno quotidiano e sincero.

Perche' tutti i politici sono corsi a dire di no ad Ombrina e su Colle dei Nidi nessuno fiata?

Perche' su Ombrina sono anni che l'opinione pubblica li martella, e ci si scandalizza, la gente nei parla nei supermercati e nelle scuole, e ci sono ripetute forme di proteste e manifestazioni di fronte a cui e' impossibile far finta di niente, proprio come per il centro Oli a suo tempo.

Credete che ai politici interessa qualcosa del mare pulito o dei vigneti?

No.

A quelli interessa solo la real politik, e quindi occorre trasformare le battaglie ambientali in uno scandalo diffuso, di modo che questi ignoranti che ci governano abbiano paura di far brutta figura, di perdere consensi, di essere additati come quelli che distruggeranno la nazione.

E purtroppo, tutto questo attivismo di popolo per Colle dei Nidi non c'e' stato, come non c'e' stato gruppo, coesione, coscienza collettiva.

Un sacco di gente mi ha scritto all'ultimo minuto su questo argomento, ma la mia giornata e' fatta di 24 ore, come per tutti, ed io non ho bacchette magiche.

In Abruzzo c'e' tanto bisogno di gente che abbia coraggio di agire in modo continuato nel tempo e non sporadico: vogliono rimpicciolire i parchi, distruggere la riserva del Borsacchio, fare i buchi, gli inceneritori, le palazzine, e chi piu ne ha piu ne metta.

Occorre allora che tutti si diano da fare - ma non solo su Facebook, che quello e' troppo facile - ma nella vita vera, con spirito di umilta' e di servizio, ciascuno con la professionalita' che ha, con manifestazioni, mostre, concerti, incontri, scuole, domande difficili ai politici, rendendosi utili senza cercare ritorni personali.

Lo so che costa tempo, e bile di fegato, e che uno deve diventare qualcosa che non e', ma, come detto, non ci sono scorciatoie.




















Monday, April 22, 2013

I controsensi della regione Abruzzo

Queste sono varie concessioni che riguardano l'Abruzzo - tutte della MOG. E' la regione che decide, Roma semplicemente formalizza quanto deciso a livello regionale.

Ecco allora il nostro caro Chiodi, nonostante RIPETUTE sollecitazioni da parte del governo centrale, non e' stato deciso NIENTE.

1. San Buono: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
2. Colle dei Nidi: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
3. Agnone: Permesso di ricerca in itinere - sollecitazione di Roma al Settembre 2012
4. Civita: Permesso di ricerca assegnato ed in vigore fino al Febbraio 2014
5. Aglavizza: Concessione di coltivazione - conferita DALLA REGIONE ABRUZZO - nel Dicembre 2012
6. Villa Mazzarosa: esclusa dalla VIA nel Febbraio 2013.

L'iter per questi permessi si protrae da anni - dal 1999 in alcuni casi. Non importa di chi sia la colpa originale, per me e' importante sapere che e' che dal 2008 che la responsabilita' di questi permessi e' di Gianni Chiodi ed e' dal 2008 che lui gioca a nascondino e non fa niente, nonostante solleciti e richieste varie.

Gianni Chiodi, ma che razza di governatore e' lei?



San Buono al 14 Settembre 2012 Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Molise: richiesta emanare/confermare VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!

Comuni di: Acquaviva Collecroce, Archi, Atessa, Bomba, Borrello, Carpineto Sinello, Casacalenda, Casalanguida, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castelmauro, Celenza sul Trigno, Civitacampomarano, Civitaluparella, Colledimezzo, Dogliola, Fallo, Fossalto, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Guardialfiera, Guilmi, Lentella, Limosano, Lucito, Lupara, Mafalda, Montagano, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Montefalcone nel Sannio, Monteferrante, Montelapiano, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Morrone del Sannio, Palata, Palmoli, Pennadomo, Petrella Tifernina, Pietraferrazzana, Provvidenti, Roccaspinalveti, Roccavivara, Salcito, San Biase, San Buono, San Felice del Molise, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo Limosano, Tavenna, Tornareccio, Trivento, Tufillo, Villa Santa Maria

  
Colle dei Nidi al 13 Settembre 2012

Sollecito alla Regione
da Min. a Reg. Abruzzo e Marche: invito ad emanare/confermare atti amministrativi di competenza 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!!

Comuni di: Bellante, Campli, Controguerra, Corropoli, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Sant'Omero, Spinetoli, Torano Nuovo, Tortoreto
 



Agnone, al 10 Settembre 2012
Sollecito alla Regione a Reg. Abruzzo e Molise: sollecito VIA e Intesa 

La regione Abruzzo deve ancora esprimersi!!
 
Comuni di: Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Borrello, Capracotta, Carovilli, Carpineto Sinello, Carunchio, Castelguidone, Castelverrino, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Chiauci, Civitanova del Sannio, Duronia, Fallo, Fossalto, Fraine, Liscia, Montazzoli, Monteferrante, Montelapiano, Palmoli, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Pietracupa, Pietraferrazzana, Poggio Sannita, Quadri, Roccaspinalveti, Roccavivara, Roio del Sangro, Rosello, Salcito, San Biase, San Buono, San Giovanni Lipioni, Sant'Angelo del Pesco, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna, Trivento, Vastogirardi, Villa Santa Maria

Permesso di ricerva Civita, in vigore fino al 2014
276 chilometri quadrati.

Comuni di: Casalbordino, Cupello, Monteodorisio, Paglieta, Pollutri, San Salvo, Scerni, Torino Di Sangro, Vasto


Concessione di coltivazione Aglavizza, 
MOG conferita il 17 Dicembre 2012


Comuni di Pineto e Roseto.
Riserva naturale del Borsacchio.

28 Febbraio 2013: Risposta VIA dalla Regione
parere favorevole esclusione VIA

Cioe' alla regione Abruzzo,  o tacciono o gli rendono la vita piu' facile ai petrolieri!

--

Moltissime personalita' politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della MOG di Sergio Morandi il giorno 13 Aprile 2013 a Pescara. Fra loro consiglieri regionali, senatori e deputati che hanno dichiarato la propria contrarieta' alle trivelle in Abruzzo.

Ma ai politici e' chiesto molto di piu' che scendere in piazza.
Ai politici e' chieso di agire.

E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, gia' nel luglio 2012.

Questo decreto e' stato votato da Fabrizio Di Stefano (PDL), Giovanni Legnini (PD), Franco Marini (PD), Andrea Pastore (PDL) e Paolo Tancredi (PDL) al Senato, mentre alla Camera i voti
favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (UDC), Sabatino Aracu (PDL), Carla Castellani (PDL), Vittoria D'Incecco (PD), Marcello De Angelis (PDL), Giovanni Dell'Elce (PDL), Tommaso Ginoble (PD), Giovnani Lolli (PD), Paola Pelino (PDL), Maurizio Scelli (PDL), Lanfranco Tenaglia (PD), Daniele Toto (FLI) e Livia Turco (PD). 
A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari Abruzzesi.

Non e' un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze?

Ancora piu' grave il comportamento e la mancanza di coerenza a livello regionale.

Opporsi contro Ombrina e' sacrosanto, ma la regione Abruzzo ha approvato esplorazioni petrolifere della stessa MOG secondo la concessione Villa Mazzarosa, nella riserva naturale del Borsacchio, fra Pineto e Roseto e secondo la concessione Aglavizza-Civita 1 nel Vastese.

L'iter e' invece ancora aperto per la trivellazione di quattro pozzi di stoccaggio nei pressi di Cupello
da parte della Stogit nonche' l'aumento della pressione di pompaggio in quelli gia' esistenti.

La MOG ha altre concessioni che intende sviluppare in Abruzzo fra cui i permessi Agnone e San Buono, nell'entroterra teatino fra Bomba, Castiglion Messer Marino e Gissi e che include parte del Molise e Colle dei Nidi, centrata su Nereto, nel teramano.

L'autorizzazione di queste concessioni a terra spetta alla regione Abruzzo, e non ai ministeri romani.

Perche' la regione Abruzzo ha approvato le trivelle nel il Borsacchio e e ora molti dei membri del consiglio regionale si oppongono solo ad Ombrina?

Si pensa forse che trivellare Ombrina sia piu grave che trivellare la riserva del Borsacchio? O che ci sono due pesi e due misure, in base al livello di opposizione popolare?

Gianni Chiodi aveva promesso che "contrasteremo ogni forma di trivellazione" nel 2010. Finora questa promessa non e' stata mantenuta. Un tentativo di rimediare sarebbe revocare tutte le concessioni date in terraferma, di finalmente opporsi a quelle in itinere e di rendere la sua tanto decantata legge "antitrivelle" vera in modo che non ci sia spazio per ambiguita' e in modo che siano
cittadini e non i petrolieri a decidere del futuro della loro regione.