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Saturday, June 17, 2017

Stoccaggio gas di Minerbio: ampliamento centrale e aumento della pressione - nel cuore dell'Emilia









"perdite fisiologiche che possono avere valori dell'ordine di grandezza dell'uno per mille, equivalenti quindi ad una consistente quantita' di metri cubi di gas persi annualmente"


L"uno per mille l'anno fa 14 mila metri cubi l'anno di metano che finiscono in atmosfera.

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Ma niente paura: qui viene prescritto che i colori dell'impianto devono essere piu' neutri, per omogenizzarsi con i colori del centro storico del paese, e quindi, che vuoi che sia il gas che fuoriesce.

Quello e' gia' incolore, e quindi si omogenizza bene con l'atmosfera!

  

Minerbio, provincia di Bologna.

Sorge qui il piu grande impianto di stoccaggio d'Italia. Circa 2.5 miliardi di metri cubi di gas stoccati  dal 1981.

La citta' riceve circa 65mila euro l'anno sottoforma di royalties.

Nessuno si lamenta, tanto meno gli amministratori che nel corso degli anni hanno ripetutamente ricordato il tuttapposto.

Il sindaco Lorenzo Minganti a suo tempo rassicuro' che i pericoli di esplosioni e di "palle di fuoco" sono sciocchezze, anche se ci se c'e' da "tenere d’occhio le emissioni dai macchinari impiegati per l’estrazione e l’immissione del gas nel sottosuolo, la rete di condotte sotterranee"

Minganti rassicuro' tutti pure che il terremoto del 2012 non ebbe effetti a Minerbio ma che “ben diversa e' la questione di Rivara, poiché l’azienda multinazionale vorrebbe adoperare una concavita' sotterranea che al momento ospita acqua, mentre quella che abbiamo a Minerbio è un reservoir già naturalmente predisposto per il gas”.

Una concavita' sotterranea? Gia' predisposta per il gas? Chissa' che vuol dire. 

Ad ogni modo, eccoci qui. Un altro regalo del duo Dario Franceschini e Gianluca Galletti - l'aumento della pressione di stoccaggio a Minerbio.

Passera' a 1.07 volte la pressione massima; cioe' se prima mettevo 100, ora metto 107, schiacciando di piu' il gas. Per fare questo ci sara' bisogno di una serie di nuove "linee" per un totale di 1170 metri, dal diametro di 6 inch. Un inch e' 2.5 centimetri, per qui queste pose saranno di circa 15 centimetri di diametro.

In totale qui ogni giorno verranno pompati 20 milioni di metri cubici di gas, mentre il vicino impianto esistente ne produrra' 63 milioni.  

Chissa' cosa ne pensa Minganti.

Secondo i nostri ministri tale tipo di impianto e' sottoposto alle procedure di sicurezza per il controllo di pericoli da incidente rilevante che prevede incontri con il pubblico.

Ci saranno incontri pubblici?
Ci sono stati?
Chi relazionera'?

Non si sa. Si sa pero' che tutti hanno detto si.

La regione Emilia Romagna ha dato il tuttapposto, ovviamente il ministero dei beni culturali ha detto si, e cosi tutte le varie commissioni tecniche VIA interpellate.

E ovviamente c'e' anche qui la litania di giustificazioni, di tuttapposti, e il tentativo di sminuire tutto quello che c'e' nel circondario, come dire: fa gia' tutto schifo, rendiamolo gia' piu' schifoso.

Dicono infatti: 

1. A 2.2 km ci sono siti protetti: il Sito di Interesse Comunitario e la Zona protetta speciale "Biotipi e Ripristini Ambientali di Budrio e di Minerbio" mentre invece a 3.6 km ce n'e' un altro, chiamato "Biotipi e Ripristini Ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malarbergo e Baricella".

Pero' che vuoi che sia. La Commissione ha deciso che non ci sono e non ci saranno "effetti di disturbo sulle componenti biotiche".

2. C'e' stata una sola osservazione di un solo eroico cittadino, alla quale la Stogit ha potuto rispondere, controdedurre e zittire. Come sempre, i prepotenti trivellatori hanno il diritto di avere la prima e l'ultima parola!

Si vede che a Minganti gli sta bene cosi. Chissa, piu royalties?

3. L'aumento della pressione non comportera' l'aumento della superficie occupata a Minerbio, ma solo un aumento delle ore di funzionamento dell'impianto.

Non possono mancare le prescrizioni!

Come sempre, ci saranno reti di monitoraggio sismico, e pure microsismico che dovra' coinvolgere l'ARPA locale. Questa rete dovra' scovare i terremoti di magnitudo 0.9 in su, e dare indicazioni di "eventuale sismicita' indotta dalle attivita' di stoccaggio".

Notare che fra le righe ricordano pure loro che le attivita' di stoccaggio *possono* portare a terremoti.

Questo monitoraggio dovra' essere fatto in un area di 5km dall'area di stoccaggio e occorrera' installare una "serie di moduli strumentali".

Ci dovranno pure essere modelli matematici con "tutti i dati disponibili". Tutti i dati disponibili? E che vuol dire? E che siamo Mandrake???

Il modello dovra' essere in 3D, dovra' identificare le vie di fuga del gas,  e indentificare le perdite fisiologiche del pozzo, che puo' essere dell'uno per mille l'anno. Occorrera' prendere almeno un anno prima del cambio delle pressioni per poter fare raffronti. Questi dati devono comprendere le attuali fughe di gas.

Cioe': gia' ci sono e non sappiamo quantificarle. Perfetto. 

E qui secondo me sta, fra le righe una delle cose piu' gravi di questo permesso, che in realta' era' stato gia' scritto su altri testi: la stima della perdita dell'1 per mille di gas.

Se e' cosi per Minerbio e per tutta l'Italia vuol dire che ogni anno escono in atmosfera circa 14mila metri cubi di metano, cosi, in modo normale. Abbiamo infatti circa 14 milioni metri cubi di gas stoccati sottoterra. E' grave che non se ne parli, e che nessuno studi gli effetti di queste perdite "fisiologiche" sui residenti.

Andiamo avanti, in questo bollettino dell'assurdo.

Se si arriva a scosse di intensita 2.2 occorre usare "tutti gli accorgimenti opportuni" per  riportare la sismicita' sotto tale valore.

Puo' dirci il ministero quali sono questi accorgiementi?

Vanno bene i riti vodoo?

Se invece si arriva a mangitudo 3, allora li interviene il ministero dello sviluppo economico per capire cosa succede ai fluidi e ad indentificare se ci possano essere spostamenti dell'acquifero di fondo.

Cosa? Potrebbe essere che questo stoccaggio sposti gli acquiferi del sottosuolo! E lo diciamo cosi, in tre righe? Spero che il sindaco di Minerbio lo sappia, e sopratutto che lo sappia la gente di Minerbio.

Ad ogni modo, se succede tutto questo, scosse superiori alla magnitudo 3, ci dovra' pensare il ministero dell'economia a fare chiarezza. Certo, sono sicura che spiegheranno tutto e rimetteranno tuttappposto. Altro che gli stregoni vodoo.

Si dovranno misurare le concentrazioni di composti organici volatili (alcuni dei quali cancerogeni), nitrati, ozono e monossido di carbonio.

Anche qui ci sara' il "mascheramento" dell'area centrale con alberi, che dovranno essere "autoctoni".
E anche qui sono importantissime le scelte dei colori dell'impianto.

Dicono questo:

"poiche' il colore chiaro dei manufatti impiantistici esistenti li rende molto visibili e dissonanti rispetto alla vista che dalla via Palio si ha della Rocca Isola e del centro storico con il volume emergente della chiesa di San Giovanni Battista, si prescrive che tale colore venga sostituito con un colore piu' neutro, in modo da omogenizzarsi con i colori sullo sfondo del centro di Minerbio".

Ma davvero?

Ah, se fossero altrettanto preoccupati di quei 14mila metri cubi l'anno che escono in atmosfera!!

Vedono la pagliuzza e non la trave.

Ma non e' finita qui.

"anche per i cluster A,B,C risultando necessaria una mitigazione cromatica dei manufatti attualmente di colore verde brillante che li rende molto visibili sopratutto nella stagione invernale si prescrive che detta mitigazione venga attuata applicando un tono di verde piu' neutro rispetto ai colori dominanti del paesaggio circostante"

E dunque, basta un verde piu verdino, e siamo apposto.
Come detto, il gas che fuoriesce non e' sottoposto a prescrizioni, perche' quello e' incolore.

Anche qui, si parla di operazioni di scavo, con appositi archeologi da Bologna. Ma non capisco: dicevano che semplicemente si aumentava la pressione di stoccaggio non che erano necessari altri scavi.  E quindi a che serve l'archeologo di Bologna?
 
Lo sa la destra cio' che scrive la sinistra?
Mistero.

Insomma, un sacco di bla bla bla, di verdino, di mitigazione cromatica, di modelli che tengano conto di tutto, di interventi del ministero, e di misteriosi incontri con il pubblico.

Cio' che manca e' il semplice buonsenso: a chi serve tutto questo gas, se siamo in fase di declino nel suo consumo? Possible che il terremoto del 2012 non abbia insegnato nulla, e cioe' che il terreno e' fraglie da quelle parti e che continuare a stuzzicarlo, con o senza prescrizioni, non portera' niente di buono?

Il sindaco di Minerbio veramente non ha niente da dire?

Mi sa che il profumo delle royalties e' piu' forte del profumo di quell'uno per mille di gas che finsice in atmosfera.












Monday, November 17, 2014

Lo scoppio di Bordolano dell'Istituto Luce, 1952





A me piace molto la storia recente e  vedere e sentire il "come eravamo". Ecco allora un filmato-reperto storico del 23 Aprile 1952 che mi manda Ezio Corradi dalla Lombardia con lo scoppio del pozzo AGIP n. 2 di Bordolano - la "notte infernale" della pianura padana. Il video e' tratto dagli archivi dell'istituto Luce della "Settimana INCOM".

Ce ne sono altri, con il tono rassicurante e spettacolare dell'istituto Luce. Come dire, c'e' un incendio che dura per tre settimane, non si sa come andra' a finire, ma noi siamo sempre qui trionfali. Era un altro tempo - e la speranza pervadeva tutto, anche questi video.

La cosa triste e che e' qui, oggi, la Stogit ha costruito impianti di stoccaggio del gas.

Come si puo' sentire nei video dell'Istituto Luce si parla di

"Peggio che un vulcano in eruzione" - "l'inferno dura da tre settimane" - "250 chilogrammi di tritolo per cercare di spegnerlo" - "uomini in corazze di amianto" - "fuoco anche dai condotti laterali scavati per l'esistinzione" - "degna di stare al confronto con le piu' potenti esplosioni del mondo!"

Qui ancora: 

"Fiamme di 80 metri" - "rossore per un raggio di 40 chilometri" - "piu grande pozzo metanifero d'Europa" - "2000 metri di profondita'" -  "200 atmosfere" - "soffocare l'eruzione con masse di fango" - "immenso il danno" - "materiale fuso e semifuso" -  "carro armato con catene ad arpioni" -  "per parecchi mesi  qui intorno restera' il deserto" - "esalazioni"

E ancora:

"Una lingua di fuoco", "curiosi ed impauriti gli abitanti" - "invano tentativi di imbrigliare il fuoco"
- "stato di allarme continua da giorni e notti" -  "illumanete da una grande vampa" -  "l'infuocato abbraccio fra le viscere della terra e il cielo".

Chi l'ha spento? Il solito domatore di fuochi Myron Kinley che aveva spento anche l'incendio di Ragusa, nello stesso periodo. Lo chiamavano "gamba de legn"

Qui l'articolo di Cremona Oggi che racconta la storia di piu di 60 anni fa.

Wednesday, August 21, 2013

Concessioni trivelle e stoccaggio: Golfo di Taranto, Ragusa, Pesaro, Ravenna, Vasto

E cosi, mentre in parlamento quelli della commissione ambiente si trastullano, le concessioni in mare e gli stoccaggi vanno avanti. Alcune di queste richieste sono proprio sottocosta, altro che articolo 35.

Ecco qui, direttamente dai siti ministeriali: Ragusa, Golfo di Taranto, Pesaro-Urbino, Ravenna e Vasto. 


1. GOLFO DI TARANTO




Permesso di ricerca idrocarburi D 68 FR-TU - Transunion Petroleum Italia

Acquisizione di dati geofisici con air-gun tra Policoro (Matera) e Trebisacce (Cosenza). 620 chilometri quadrati.

Regioni interessate: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia
Province interessate: Cosenza, Crotone, Lecce, Matera, Taranto
Comuni interessati: Albidona, Alliste, Amendolara, Bernalda, Calopezzati, Cariati, Cassano all'Ionio, Castellaneta, Castrignano del Capo, Ciro', Ciro' Marina, Corigliano Calabro, Crosia, Crucoli, Galatone, Gallipoli, Ginosa, Leporano, Lizzano, Mandatoriccio, Manduria, Maruggio, Massafra, Montegiordano, Morciano di Leuca, Nardo', Nova Siri, Palagiano, Patu', Pietrapaola, Pisticci, Policoro, Porto Cesareo, Pulsano, Racale, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Rossano, Rotondella, Salve, Sannicola, Scala Coeli, Scanzano Jonico, Taranto, Taviano, Torricella, Trebisacce, Ugento, Villapiana

Scadenza osservazioni di contrarieta': 3 Settembre 2013


2. GOLFO DI TARANTO 



Permesso di ricerca idrocarburi D 79 FR-EN.
ENEL Longanesi Development S.r.l.

Acquisizione sismica a mare attraverso "strumentazione idonea all’individuazione di accumuli di idrocarburi gassosi" nel Golfo di Taranto. 750 chilometri quadrati

Regioni, province e comuni interessati sono gli stessi della Transunion Petroleum Italia nel punto 1.

Scadenza osservazioni di contrarieta':  6 Settembre 2013


3. RAGUSA


Permesso di ricerca idrocarburi D 361 CR-TU
Transunion Petroleum Italia S.r.l.

Acquisizione dati Sgeofisici con air-gun nei pressi di Gela, Scoglitti e Punta Braccetto in provincia di Ragusa. 497 chilometri quadrati.

Regione interessata: Sicilia
Province interessate: Ragusa
Comuni interessati: Acate, Gela, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria

Scadenza osservazioni di contrarieta': 3 Settembre 2013


   
4. PESARO-URBINO


Coltivazione di idrocarburi A.C12.AG (BIANCA e LUISELLA)
ENI SPA Exploration and Production

Installazione di piattaforma di gas, perforazione di 8 nuovi pozzi, 3 condotte sottomarine per il trasporto del gas dalla piattaforma Bianca-Luisella alla piattaforma Brenda. 140 chilometri quadrati.

Regione interessata: Marche
Province interessate: Pesaro_Urbino
Comune interessato: Pesaro

Scadenza osservazioni di contrarieta': 17 Settembre 2013


5. RAVENNA 








Realizzazione nuovo impianto di stoccaggio gas di Alfonsine
STOGIT S.p.A.
Regione interessata: Emilia Romagna
Province interessate: Ravenna
Comuni interessati: Alfonsine, Lugo

Scadenza osservazioni di contrarieta' : 13 Settembre 2013


6.  VASTO


Concessione Fiume Treste Stoccaggio
Ampliamento capacità di stoccaggio, incremento della pressione massima di esercizio del 10%, perforazione di 4 nuovi pozzi.
STOGIT S.p.A.

Regioni: Abruzzo, Molise
Province: Campobasso, Chieti
Comuni: Cupello, Lentella, Montenero di Bisaccia


Evviva l'Italia al petrolio!

Friday, June 21, 2013

Bordolano - le fiamme dello stoccaggio




Il tuttapposto della Stogit: non si ravvisa quindi
alcuna situazione di emergenza.
E' tutto normale.

Notare che la Stogit notifica i Vigili del Fuoco di Quinzano D'Oglio
ma ... a Quinzano D'Oglio i vigili del fuoco non ci sono:
sono andati via verso la fine degli anni sessanta!!

Aspettiamo Godot!




5 Novembre 2014:

Sette nuovi pozzi perforati da Halliburton e Schlumberger sono
vicini o sopra faglie sismogenetiche con previsione di pressione di 240 bar. Resistera' a queste pressioni di immissione ogni sei
mesi per venti anni, il tappo "franco" di 44 m?


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Il fuoco ritorna protagonista a Bordolano dopo l'incendio a seguito della eruzione di un pozzo nel lontano marzo-aprile 1952.

Dal 27 maggio scorso un semplice fax di Stogit al Comune di Bordolano avvisa che "al Cluster B ubicato nel Comune di Bordolano, dal 29 maggio al 7 giugno 2013 si svolgeranno attività tali da comportare l'accensione di una fiaccola per la combustione controllata di gas metano proveniente dagli impianti.

Tale attività viene svolta dai nostri tecnici in totale sicurezza nell'arco delle 24 ore, e non si ravvisa quindi alcuna situazione di emergenza."

Nessun riferimento al Piano di Emergenza Esterna che manca dal 2010 da quando è entrato in funzione il "Cluster B", una delle strutture con il "Cluster A" e la "centrale di stoccaggio da 52MW" che fanno parte del "Progetto centrale e stoccaggio" per immettere nel sottosuolo, nei vecchi pozzi depleti, 1.200milioni di metri cubi di metano a ciclo, alternando ogni sei mesi cicli di immissione e di estrazione: nessuno sà dire con quali effetti per il sottosuolo che si estende anche su una sorgente sismogenica composita attiva, la ITCS 002, secondo i dati dell'INGV, nonostante la zona sia stata coinvolta nel terremto di Soncino-Romanengo del 12 maggio 1802.

Bordolano, un Comune in provincia di Cremona, nel Parco Oglio Nord è coinvolto con altri 15 Comuni, cinque dei quali in provincia di Brescia, nel "Progetto centrale e stoccaggio di metano-Stogti di Bordolano".

Il territorio coinvolto è di 135 kmq con 55.000 abitanti, per la gran parte del tutto disinformati: da queste parti la Convenzione di Aarhus che prevede informazione, partecipazione e consultazione dei cittadini sui progetti energetici che toccano i loro territori, è del tutto ignorata.

E, dopo l'avviso via fax di Stogit, il Sindaco di Bordolano ha risolto la "questione informazione" ai cittadini affliggendo un solo volantino alla bacheca del Comune: risultato?

Cittadini spaventati dal potente sibilo emerso dalle profondità del sottosuolo e dalla colonna di fiamme alte non meno di 20 metri sprigionatesi "dalla fiaccola per la combustione controllata di gas metano". Tutto sotto controllo?

Ma c'è davvero bisogno di importare ancora così tanto gas metano in Italia quando i consumi energetici e del metano stanno diminuendo dagli 85 miliardi di m3 di qualche anno fa ai 75-73 miliardi di m3 di oggi? Addirittura ci sono progetti per lo stoccaggio in sovrapressione a Sergnano (105%) a Ripalta Cremasca (110%), a Settala, di stoccaggi a Romanengo-ITIS 104 (vicina a Soncino-terremto 1802), a Capriano del Colle (sisma 1111 e 1222)-Bagnolo Mella a 30 km da Salò (ITIS 069, sisma 1901 e 2004), a Cornegliano Laudense dove nel 1951 si verificò un terremto a causa della eruzione di un pozzo: per la gran parte si tratta di stoccaggi situati sulle sorgenti sismogeniche attive ITCS 002, ITCS 072 e ITCS 010, capaci di sismi fra Magnitudo 5.5 e magnitudo 6.1 in ogni punto della loro estensione.

La Lombardia quarta regione europea per PIL, ha bisogno di vedere a rischio il proprio territorio senza un piano generale sugli stoccaggi, senza un piano ed un programma energetico.

I Comuni coinvolti in Lombardi adai progetti degli stoccaggi sono 116 con circa unmilione (1 milione!!!) di ignari cittadini che non conoscono cosa si nasconde sotto i loro piedi. Le principali città coinvolte? Brescia, Sesto San Giovanni, Monza, Cinisello Balzamo, Crema, Lodi... L'attività di stoccagio è considerata a rischio di incidente rilevante, soggetta alla "Direttiva Seveso"-D.lgs 334/1999: in nessun impianto oggi in funzione (Brugherio, Settala, sergnano, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Bordolano-Cluster B) è presente il Piano di Emergenza Esterna: nè i cittadini, nè i soccorritori sanno cosa fare in caso di incidente rilevante.

Non male, nella Lombardia del 2013! Quale futuro li aspetta?

Qui altre notizie piu' dettagliate

Thursday, June 13, 2013

A proposito di stoccaggi



Ogni tanto mi imbatto in interessanti articoli di petrolieri di vario assortimento. Dal sito di Assomineraria trovo allora questo bell'articolo di Francesco Guidi del 2006 che si intitola "L’evoluzione degli stoccaggi del gas naturale in Italia, in un contesto europeo", scritto dopo che l'autore ha avuto "una conversazione" con l'amministratore delegato della Stogit, Adelmo Schenato.

Il sottotitolo proclama:

L'Italia è all'avanguardia in Europa nel campo degli stoccaggi dato che il suo primo risale al 1961. Da allora è stato un crescendo, utilizzando campi esauriti. Potrebbe funzionare da stoccaggio
del gas per l'intera Europa.


Per l'intera Europa?

Per l'intera Europa???

Per l'intera Europa??????

Ma... quanti campi e quanti pozzi di stoccaggio dobbiamo fare in questa nazione?

E' bene allora ricordare un po di cifre.

In Europa si sono consumati (dati 2012) circa 466 miliardi di metri cubi di gas in totale.  

Fra i paesi principali, l'uso e' stato ripartito cosi: Italia 78 miliardi, Germania 100 miliardi, Francia 50 miliardi, Inghilterra 94 miliardi, Spagna 36 miliardi.

Invece in Italia abbiamo sottoterra gia' circa 14 miliardi di metri cubo di gas, stoccati in 352 pozzi e 15 concessioni che vanno da nord a sud e che bastano per 2 mesi di fabbisogno nazionale.

Non e' allora ben chiaro che significa che dobbiamo diventare lo stoccaggio dell'Europa tutta.

In che modo si pensa di farlo?  Se attualmente ne stocchiamo 14 miliardi e in Europa se ne usano 466
come esattamente pensiamo di diventare l'hub di tutta Europa? E quanti altri pozzi dobbiamo fare - e soprattutto, dove??

Poi se si continua a leggere vengono fuori dei dati interessanti:

Secondo uno studio dell’Autorità di regolazione austriaca, le tariffe di stoccaggio in Europa sono state mediamente nel 2005 di 5,58 centesimi di euro per metro cubo di WGV (Working Gas in Vo-
lume).

Andando da un massimo di 10,8 centesimi della Ruhrgas (Germania) a un minimo di 3,1 centesi-
mi della Mol (Ungheria).

Quelle italiane praticate dalla Stogit, secondo le norme fissate dalla nostra Authority, sono state di 2,1 centesimi di euro al metro cubo per il 2005, che scenderanno a 1,9 centesimi nel 2006/2007.

In generale si è voluto privilegiare il mantenimento di bassi costi del servizio, rispetto a un’espansione delle facilities che richiedono maggiori investimenti e quindi remunerazioni più adeguate. 

Cioe' la media europea e' di 5.6 centesimi per metro cubo, e noi siccome siamo furbi stocchiamo gas - in un territorio ballerino, fragile, densamente abitato per 1.9 centesimi al metrocubo? Anche di meno del prezzo dell'Ungheria?

Che paese, veramente.