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Tuesday, March 3, 2015

Luca Zaia, Alessandra Moretti, la Northsun Italia e la Risorta




We believe in the importance of a clear, open and continuous relationship with the local communities


E si certo, a colpi di tribunale!



La Northsun Italia e' una sussidiaria della Po Valley Energy, ditta petrolifera australiana che assieme all'altra conosociata Po Valley Operations,  vuole trivellare, come e' ovvio dai nomi che si sono scelti, la pianura padana.

Nel 2009, il loro program manager Northsun Italia, Pierluigi Vecchia, diceva di voler trivellare l'Italia per motivi "di tipo geologico, economico ed affettivo".

A questo giro, l'affetto si era sentito per un area di a cavallo fra Veneto ed Emilia Romagna: e' la concessione metanifera "La risorta" di circa 300 chilometri quadrati nel delta del Po, zona fragile, con gia' tanti problemi suoi. In Veneto era coinvolta la provincia di Rovigo con i comuni di Adria, Gavello, Taglio di Po, Villanova Marchesana, Corbola, Papozze, Ariano nel Polesine. In  Emilia Romagna era interessata la provincia di Ferrara, con i comuni di Berra, Mesola, Jolanda di Savoia, Codigoro.

Parte la fase di Valutazione di Impatto Ambientale per la prima fase dell'attivita' petrolifera, l'ispezione sismica a terra, con camionette vibranti che avrebbero causato movimenti del sottosuolo da cui determinare le caratteristiche del giacimento. Una specie di airgun a terra.

La Northsun cerca di fare tutto in sordina, ma si mobilitano comuni e persone, con incontri informativi e attivismo. Soprattutto esprimono la loro contrarieta' il comune di Adria, la Provincia di Rovigo,  l'Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l'Agenzia Interregionale del fiume Po.

Si vede che loro l'affetto della Northsun non lo volevano.

E infatti la regione Veneto esprime il suo no ufficiale sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto in data 31 gennaio 2014. Dicono semplicemente dice che esprimono giudizio non favorevole.


Fine della storia? Magari.  C'erano anche i vicini dell'Emilia Romagna, che avevano diritto anche loro ad esprimere pareri, visto che "La Risorta" e' inter-regionale.

E voila', nonostante la possibile sismicita' indotta, i terremoti, la subisdenza, l'inquinamento, e a differenza del Veneto, gli emiliani decidono di prendersi affetto, trivelle e resurrezioni all'indomani degli eventi del Maggio 2012.

In data 10 Settembre 2013, la regione Emilia Romagna, decide che il loro parere e'  "favorevole con prescrizioni". Si aggiunge pero' che le loro "conclusioni relative alla compatibilità ambientale delle attività prevista dal permesso e le relative prescrizioni acquisiranno efficacia qualora venga sancita l'intesa con la Regione Veneto".

Cioe' e' tutto valido se anche il Veneto dice si. 

Ma dopo qualche mese il Veneto dice no. 

E quindi, bocciatura?

Non proprio. La Northsun Italia ovviamente fa ricorso al TAR, alla faccia del dialogo con i cittadini e con gli enti regionali, ed alla faccia del loro affetto. 

Il giudice, proprio in questi giorni decide che le attivita' della Northsun sono lecite perche' "non prevedono perforazioni" ma sono solo indagini preliminari.

Mi cadono le braccia.  Ma.. sono una ditta petrolifera! Cosa, fanno queste indagini per beneficenza della geologia italiana? E' chiaro che il loro scopo finale e' fare buchi. Fare trivelle. Fare impianti.  L'ho detto milioni di volte, e' la solita tecnica del carciofo, un po alla volta, un po alla volta e alla fine fanno tutto quello che vogliono. Adesso argomentano che sono "solo" indagini sismiche, poi diranno beh, ma abbiamo un giacimento e abbiamo fatto degli investimenti, come possiamo rinunciare? e poi ci ritroveremo con un bel pozzo del mezzo del Parco del Delta del Po.

Ah. Notare che nel Parco del Delta del Po' "è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo”. Come si concilia tutto questo con l'attivita' della Northsun?  Mistero della fede. Ma intanto, loro vanno avanti. Cercano il gas e vedrai che fra qualche anno anche qui troveranno una qualche scusa per proseguire, parco o non parco, subsidenza o non subsidenza.

Io invece non penso cosi. Penso che uno debba valutare queste operazioni nel loro complesso: cosa c'e' li? La gente lo vuole? Qual'e' lo scopo finale? Chi ci guadagna? Cosa accadra' all'ambiente circostante? Vogliamo proprio impianti industriali nel Parco del Delta del Po'? E visto che la risposta a tutte queste domande non e' affatto favorevole all'affetto della Northsun, e' evidente che occorre fermare tutto *prima* che sia troppo tardi.

Se hai un polipo lo togli subito, anche se non e' ancora cancro, perche' sai dove va a finire.  E questo dovrebbe valere anche per i tentacoli dei petrolieri, specie in un paese come l'Italia in cui la corruzione regna sovrana.

Adesso ci sono le elezioni in Veneto.

Caro Luca Zaia, cara Alessandra Moretti, avete una bella gatta da pelare. Spero che questa faccenda delle trivelle diventi un tema importante durante la campagna elettorale veneta e che, come fatto in altre parti d'Europa, i veneti usino questo tempo per esigere che il proprio territorio venga protetto.

Luca Zaia dice che l'Italia e' imperforabile. Ci crede veramente? O era tutta propaganda? Non so lo, ma se ci faceva per davvero, adesso e' il tempo di tirare fuori le unghia e di usare tutti gli strumenti possibili per fermarli. Dopo e' tardi.

Alessandra Moretti, del PD dello Sblocca Italia, non dice niente. E come potrebbe proferir parola?








Thursday, October 2, 2014

Non solo Sorgi - tutti i politici indagati, sotto processo o condannati in Abruzzo

Mi arriva questo scritto, da parte di Franco Sbrolla di Roseto, strenuo difensore della riserva del Borsacchio, che petrolieri e speculatori vogliono far fuori per farci palazzine e petrolio.


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L’arresto di Antonio Sorgi, la Riserva naturale Borsacchio e l’istanza Villa Mazzarosa

L’arresto del superdirigente regionale, accusato di corruzione e turbativa d’asta, ha destato molto scalpore e mi ha fatto ricordare i tanti incontri-scontri, che le Associazioni ambientaliste hanno avuto con Sorgi nell’arco di un decennio.

Come direttore del settore “Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia”, il Re Sole, come veniva chiamato dai suoi sodali, è stato un paladino della riperimetrazione della Riserva naturale Borsacchio ed ha poi favorito, come coordinatore del Comitato di VIA, l’approvazione dell’istanza Villa Mazzarosa, per la ricerca di idrocarburi nel territorio rosetano (da Cologna al fiume Vomano e dalla battigia alla collina).

Tante sono state le istanze approvate, e già ieri il consigliere regionale Domenico Pettinari, oltre alla sospensione immediata del superdirigente, ha chiesto “di procedere ad una verifica di legittimità di tutti gli atti emanati dal Comitato di VIA”.

Sicuramente tale verifica, se attuata, scontenterà l’Amministrazione comunale di Roseto che, dopo aver approvato la riperimetrazione della nostra area protetta, “ha espresso soddisfazione” quando è stato concesso il nulla osta all’istanza Villa Mazzarosa.

Sempre a Roseto, Antonio Sorgi è stato relatore nel Convegno “Un nuovo percorso per cambiare la città: urbanistica partecipata e sostenibilità ambientale”, svoltosi il 26 ottobre 2013 al Palazzo del mare. E il sindaco Enio Pavone, soddisfatto per una così onorevole presenza, lo ringraziò pubblicamente.

Eppure, si può ben dire che l’arresto di Sorgi non è stata una sorpresa, ma un evento annunciato, in quanto molti di quelli che hanno affossato la Riserva naturale Borsacchio, allo scopo di favorire la Consorteria degli Affari, hanno poi dovuto fare i conti con la Magistratura per altri reati.

Ed ecco, a vario titolo, la lunga lista dei politici che risultano indagati, o sotto processo, o condannati:

Argirò Nicola,
Boschetti Antonio,
Castiglione Alfredo,
Catarra Valter,
Cesarone Camillo,
Chiavaroli Ricardo,
Chiodi Giovanni,
De Fanis Luigi,
De Matteis Giorgio,
Di Paolo Angelo,
Febbo Mauro,
Gatti Paolo,
Giuliante Gianfranco,
Masci Carlo,
Nasuti Emilio,
Pagano Nazario,
Petri Alessandra,
Prospero Antonio,
Rabbuffo Berardo,
Sospiri Lorenzo,
Tagliente Giuseppe,
Terra Luciano,
Venturoni Lanfranco,
Verì Nicoletta.

Certamente la maledizione del Borsacchio continuerà la sua mission senza eccezioni, e raggiungerà gli altri politici ed amministratori che hanno approvato la scellerata riperimetrazione della nostra area protetta, diventata una discarica a cielo aperto.

Il cerchio si sta chiudendo e adesso sotto a chi tocca!

Franco Sbrolla





Tuesday, November 20, 2012

Marinella Sclocco, PD Abruzzo: si cavi dalla testa di essere rieletta


Ecco i nostri eroi:

Marinella Sclocco -- marinella.sclocco@crabruzzo.it
Berardo Rabuffo -- berardo.rabbuffo@crabruzzo.it


Come sempre, odio essere presa in giro.

Non mi paga nessuno, e per star qui appresso ai petrolieri occorre che io rinunci a mille altre cose.

E tutto accetto, ma non i politici che fanno finta di essere pro-ambiente e che poi invece nelle loro stanze segrete tramano su come distruggere questa nazione.

Non lo sopporto.

Mi sento presa in giro da un punto di vista personale. E nessuno deve e puo' pensare di potermi usare per conti politici o per farsi belli.

Ho incontrato Marinella Sclocco a Gennaio, a Pescara - in occasione del premio "Arcolaio d'Argento".

Dopo la cerimonia, abbiamo parlato e mi disse di essere "tanto sensibile" al problema petrolio, che voleva far qualcosa, che dovevamo organizzare una conferenza al piu' presto eccetera eccetera.

Ovviamente non l'avevo mai sentita nominare prima, segno che cosi sensibile non era mica senno no aspettava 5 anni per parlarmi, e senno' avrebbe fatto qualcosa di concreto sul problema trivelle.

Chiesi sia a lei che alla sua collega Alessandra Petri -  anche lei tanto materna - di dire a Chiodi che sarebbe stato opportuno rivisitare la legge 148 del 2010 per aggiungere due parole: In Abruzzo sono vietate le estrazioni di idrocarburi liquidi E GASSOSI.

Tutte carine, premurose, sorridenti.
Ma erano tutte promesse di marinaio.

Ovviamente della conferenza della Sclocco non se n'e' piu' fatto niente.
E la legge e rimasta tal quale.

Parola di politici, eh!
 
E poi, cosa succede? Che la Sclocco, cosi preoccupata per il petrolio decide di votare a favore di uno scellerata "Operazione Cave Selvagge" per continuare a distruggere le montagne d'Abruzzo.

Infatti, prima di questa approvazione c'era una moratoria che imponeva lo stop a nuove autorizzazioni per le cave finche' non fosse stato completato un piano per le attivita' estrattive.

La Regione doveva approvare questo piano cave dal 1983, si da trenta anni!

E cosi' invece di fare il piano cave, fanno le cave selvaggie.

Come dice Maurizio Acerbo:

La maggioranza e settori dell'opposizione dimostrano di essere asserviti a lobbies e incapaci di portare avanti un progetto di futuro per la nostra regione. Tutta Europa coniuga ambiente ed economia. In Abruzzo regna ancora la vecchia logica da far west. Dopo 30 anni in cui in Abruzzo si cava senza piano questi signori festeggiano l'abolizione della moratoria!

Il piano e' stato approvato il 13 novembre. L'ha votata compatta tutta la maggioranza di centrodestra, ma anche lei la Sclocco, del PD, quella che era tanto sensibile al petrolio.

In Abruzzo ci sono gia' ben 500 cave, senza regole e senza controlli.

Molte di queste cave diventano poi discariche abusive a aumentare il numero di siti contaminati in questa regione, che sono ben 2274 in totale.

Al consiglio regionale erano tutti cosi preoccupati delle cave, e nessuno che magari pensava di fare qualcosa sui siti contamianti, a partire da quella bomba ambientale che si chiama Solvay a Bussi e che non e' affare di nessuno, ne della Sclocco, ne degli altri.

Ma perche' me la prendo con la Sclocco, e non gli altri? 

Perche' lei, piu' degli altri, mi si e' proposta come difenditrice dell'ambiente.

Perche' e' lei che ha, nella mia interpretazione dei fatti, abusato della mia buona fede. Come detto a me non mi paga nessuno, a lei si.

Cosa, cara Marinella, le cave non vanno di moda e si possono fare ed il petrolio, che invece e' diventato - grazie alla sottoscritta, non certo grazie a lei o agli altri politici! - il lupus in fabula, no?

Ma se uno ci crede all'ambiente, deve salvare il territorio SEMPRE non solo perche' una cosa va di moda e perche' sarebbe un suicidio politico non farlo.

Capisce cara Sclocco?

Siccome non c'e' nessuno che va in giro per le piazze a cercare di salvare le montagne dalla furia dei cavatori, questo non vuol dire che non vadano protette.

Anzi, se lei e i suoi colleghi avessero un pochettino a cuore questa regione, sareste voi ad andare in giro per le piazze a spiegare perche' cave, trivelle, inceneritori, nucleare, e in generale consumo scellerato di territorio non siano cose intelligenti per l'Abruzzo e perche' invece sarebbe opportuno procedere con il Parco della Costa Teatina, per la difesa del Borsacchio e delle mille altre bellezze ambietali della regione.

Sareste voi a fare quel che faccio io, invece che star li ad assecondare speculatori di ogni genere.

Assieme alla Sclocco, c'e' anche Berardo Rabuffo, il cui amore per l'ambiente si estende anche alla riserva naturale del Borsacchio che vuole "riperimetrare", cioe' leggi rimpicciolirlo - chissa' per regalarne parte a speculatori e palazzinari? 

Ecco cosa dice Rabuffo:

 ''Con il provvedimento approvato e' stato finalmente sbloccato il settore delle cave, comparto fondamentale per l'economia regionale soprattutto nella fase di grave crisi attuale''. 

''E' un risultato importante raggiunto attraverso la condivisione con i Consiglieri dimaggioranza ed e' frutto di una mediazione, resasi necessaria, per superare lo stallo e la paralisi che la precedente norma aveva determinato. Era una situazione paradossale, dove le responsabilita' della politica, incapace di approvare un piano per quasi trent'anni, venivano scaricate su tutte le imprese operanti nel settore estrattivo. E' grazie alla presenza determinate di Fli in aula, e al nostro voto favorevole, che il provvedimento e' stato approvato''.

Cave aperte in Abruzzo dunque!
 
Di tutti i politici che prendono le decisioni in Abruzzo di questi anni, i veri instancabili operatori per l'ambiente sono stati Maurzio Acerbo e Walter Caporale.

Agli altri no so se gliene importa poi piu di tanto,  la Sclocco, Nasuti, Febbo, la Petri, Rabuffo, non li ho mai veramente sentiti nominare per il progresso sul fronte ambiente - e che sia regolarizzare le cave, la caccia, il parco della costa teatina, non cambia molto..


Adesso ci saranno le elezioni.

Non votatelo l'establishment.

Questi sono per la maggior parte incapaci, miopi, ciechi, si e' visto da ogni decisone che abbiano mai preso, dal primo giorno fino ad adesso.

Il segreto per vincerle secondo me?

Essere sinceri e coerenti, in tutto.

La gente lo sa, se ne accorge, si sente, si vede.



Thursday, May 10, 2012

La banda dei 26 e la riserva del Borsacchio

** La vergogna piu' grande da parte mia ad Alessandra Petri che quasi maternamente a Gennaio tanti complimenti mi fece per il mio lavoro sul petrolio. Le chiesi di darsi maggiormente da fare per la difesa dell'ambiente.  Una persona, due facce. Disgusting. **

Ecco qui i nomi dei consiglieri regionali che invece di preoccuparsi di bonifica di Bussi, trivellazioni a mare, trivellazioni a terra, inceneritori,inquinamento dei fiumi d'Abruzzo, se le prendono con una piccola riserva naturale in provincia di Teramo.

Questi non sono di nessun partito, se non del partito dei soldi. Capofila, Gianni Chiodi, il governatore piu' inutile d'Italia. Uno schifo. 

La banda dei 26 che distruggono la riserva del Borsacchio:

Gianni Chiodi 
Alfredo Castiglione
Luigi De Fanis
Angelo Di Paolo
Mauro Febbo
Paolo Gatti
Gianfranco Giuliante
Giandonato Morra
Nazario Pagano
Federica Chiavaroli
Ricardo Chiavaroli
Walter Di Bastiano
Emiliano Di Matteo
Emilio Iampieri
Alessandra Petri
Luca Ricciuti
Lorenzo Sospiri
Giuseppe Tagaliente
Lanfranco Venturoni
Nicoletta Verì
Emilio Nasuti 
Antonio Prospero 
Berardo Rabuffo 
Claudio Ruffini 
Luciano Terra

Hanno votato no alla riperimetrazione:

Maurizio Acerbo
Franco Caramanico 
Camillo D’Alessandro 
Cesare D’Alessandro 
Giovanni D’Amico 
Giuseppe Di Luca 
Lucrezio Paolini
Antonio Saia
Camillo Sulpizio

Assenti, invece, Daniela Stati (Fli), Marinella Sclocco (Pd), Paolo Palomba (Idv), Luigi Milano (Api), Antonio Menna (Udc), Giuseppe Di Pangrazio (Pd), Giorgio De Matteis (Mpa), Carlo Costantini (Idv), Walter Caporale (Verdi) e Nicola Argirò (Pdl).

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Se uno fa google con le parole "erosione costa Abruzzo" esce di tutto.

"Emergenza erosione costa - presto l'unita' di crisi"

"Scogliera contro erosione costa - un problema che con il passare degli anni e' diventaro serio"

"L'Adriatico continua a mangiarsi fette intere del nostro litorale"

"Prepararsi alle mareggiate" 

"Tra qualche anno ci troveremo di fronte all'impossibilita' di recuperare decine di metri di litorale"

E ovviamente se ci sono emergenze ci sono soldi pubblici - miei, tuoi, di tutti  - a coprire queste spese. E allora vai con i ripascimenti, trasportando sabbia di qua e di la, "unita' di crisi" (e di soldi!), con le scogliere e con tutto quello che si puo' pensare per non regalare la costa al mare.

Come ricorda Fabrizia, abbiamo un progetto finanziato dall'UE che si chiama "SICORA" e che e' gia' costato 100 milioni di euro fra consulenti vari.

Quasi tutti i tentativi falliscono.

Ma perche' c'e' l'erosione delle coste? Semplicemente perche' per un motivo o per l'altro la sabbia e i sedimenti non arrivano piu' alla riva dai fiumi oppure il terreno si abbassa e alla fine, il mare vince.

La subsidenza, piu' o meno accentuata dall'uomo e' dunque una causa della scomparsa della riva ed e' questo quello che e' successo ad esempio lungo la riviera romagnola. In Emilia Romagna, uno dei motivi della subsidenza e' stata proprio l'estrazione di idrocarburi.

La costruzione di opere a mare che possono impedire il deposito di sabbia a riva e' un altra causa dell'erosione delle coste. Uno dei tanti casi e' quello di Ragusa dove la costruzione di un molo per la pesca ha fatto scomparire un intero sito archeologico lungo la costa.

L'eliminazione della vegetazione spontanea e delle dune costiere a favore di palazzi e altro cemento direttamente a mare completa il quadro erosivo. Le piante e dune rappresentano una delle difese piu' importanti della costa, difendendole dal vento, e alimentando il trasporto e il trattenimento di materiale sabbioso dall'entroterra.

In Abruzzo allora, dove i problemi sono gia' gravi, ci dovrebbe essere una speciale attenzione per difendere la costa e cercare non tanto di intervenire DOPO, quanto di evitare PRIMA che accadano i disastri.

E' un po quello che predico sempre, ci vuole un po di pragmatismo, di logica, di lungimiranza. Se faccio X, la natura mi ritorna Y. Dunque, meglio non farlo X.

E invece no, io voglio fare X lo stesso, come un bimbo capriccioso.

Perche' allora scandalizzarsi quando accade Y, dove Y sta per : tumori quando fumi, inondazioni quando costruisci lungo il fiume, crolli quando costruisci senza cemento?

Ed eccoci allora arrivati alla riserva naturale del Borsacchio.  L'Abruzzo ha cosi tanti guai, ed e' veramente grottesco che tutti lorsignori pagati cosi lautamente dal cittadino medio siano tutti compatti a voler decretare la morte della riserva del Borsacchio, una riserva a mare, che serve per proteggere la costa e per dare un qualcosa in piu' agli operatori turistici gia' esistenti.

Vuoi mettere andare in vacanza a Francavilla - cemento su cemento - o andare in un posto dove invece c'e' verde lungo il mare a due passi?

Ma questo lorsignori - la banda dei 26 -  non lo capiscono.

Vedi Carlo Masci - due anni fa parlo' di ripascimenti, di piani, di investimenti per salvare le coste dall'erosione - 1.5 milioni di euro. E qui invece c'era una cosa che poteva fare di buono, gratis!, e non l'ha fatta.

Fanno veramente schifo.

E come non ne capiscono di turismo, cosi non ne capsicono di difesa del mare, di cosa sia etico, di buon senso. Capiscono solo il portafoglio, la speculazione, i soldi.

Ovviamente i loro portafogli, e di quei begli amici avvoltoi che hanno gia' pronti come falchi a costruire villette e alberghi in uno degli ultimi tratti di costa d'Abruzzo non cementificata.

A noi, non restera' niente, se non, fra qualche anno le bollette dell'erosione della costa nell'ex riserva del Borsacchio.


Ribellatevi.


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Questo il comunicato stampa, fortissimo, di varie associazioni ambientaliste:

Dopo averla di fatto congelata per sette anni, i “nuovi barbari” hanno sottratto alla Riserva naturale del Borsacchio delle aree di pregio per servirle su un piatto d’argento ad un manipolo di speculatori.
Definire “nuovi barbari” i 26 Consiglieri Regionali che l’8 maggio hanno votato a favore del taglio della Riserva suona quasi come un complimento; i Barbari veri, almeno, nutrivano un profondo rispetto per la natura. Questi invece hanno dimostrato di disprezzarla.
La “banda dei 26” è stata perseverante. Malgrado gli innumerevoli problemi di cui soffre l’Abruzzo, è riuscita a dedicare quasi una decina di sedute del Consiglio Regionale a quello che deve essere parso a molti osservatori il vero problema della nostra regione: la riperimetrazione di una piccola riserva regionale estesa appena 1.100 HA.
E così, per editto, si ritrovano fuori dalla Riserva un lungo e bellissimo tratto di spiaggia che dalla Pineta Mazzarosa si spinge fino al Quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino.
Per effetto della riperimetrazione il nostro territorio si trova ad essere più esposto al pericolo della cementificazione e della petrolizzazione; Giulianova, in particolare, risulta totalmente esclusa dalla Riserva e rinuncia così non solo ad un’importante occasione di riqualificazione socio-economica dell’intera area dell'Annunziata - che, ribadiamo, non avrebbe perso i benefici del “contratto di quartiere” - ma anche alle proprie origini visto che i resti del ponte di epoca romana erano all’interno della Riserva.
Tristi primati per una città a vocazione turistica.
I Consiglieri detrattori della Riserva hanno incassato l’appoggio pieno ed incondizionato dei Comuni di Roseto e Giulianova - il primo a guida centrodestra, il secondo centrosinistra - ma responsabili entrambi, quanto la Provincia di Teramo, di non aver dotato la Riserva né degli Organi di Gestione né di un Piano di Assetto Naturalistico.
Le tre amministrazioni hanno tenacemente perseguito la volontà di non far mai decollare la riserva, nonostante abbiano avuto a disposizione e speso 250.000 euro per la predisposizione del Piano di Assetto Naturalistico dell’area! Soldi che sono stati spesi per studi e progetti su un perimetro che ora è stato modificato.
Alle argomentazioni di giuristi e naturalisti di fama nazionale che hanno evidenziato la valenza dell’area e l’inopportunità di modificare il suo perimetro si sono contrapposte argomentazione da bar. Quanto sono lontani questi politici dai bisogni concreti delle persone!
Come associazioni vogliamo ringraziare pubblicamente quei consiglieri regionali che, con tutte le loro forze, hanno cercato di fermare il taglio della riserva. A loro va il merito di aver tentato fino all’ultimo di impedire che si compisse uno scempio vergognoso.
La ferita inferta alla Riserva è viva e profonda, come vivo e profondo resterà per lungo tempo il ricordo di questo amaro 8 maggio.
La risposta di tutte le associazioni ambientaliste sarà durissima: valuteremo tutte le strade possibili per fermare la legge approvate ieri in consiglio regionale e combatteremo quanti hanno compiuto tale scelta, in particolare chi tenta continuamente di issare la bandiera di un becero e falso ambientalismo di maniera.
La guerra non è ancora finita. Anzi, deve avere ancora inizio.


WWF
Italia Nostra
Comitato abruzzese Beni Comuni
Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio
Legambiente
Archeoclub Giulianova
Slow Food condotta di Giulianova e Val Vibrata