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Thursday, November 3, 2011

Il petrolio d'Abruzzo in Cina



Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli.
Vittorio Alfieri.


E cosi' il 6 e il 7 Novembre vado a raccontare la nostra storia del petrolio in Cina. Il primo talk in una libreria dove vengono invitati gli "intellettuali" a tenere presentazioni, chiamata Utopia e di cui parla anche l'Economist e l'altro presso l'Universita' di Pechino, la piu' importante della Cina.

Il volantino in alto e' stato preparato dagli studenti universitari di Pechino ed e' un collage di tutte le iniziative che abbiamo portato avanti in questi anni, per salvare l'Abruzzo dal petrolio. Tutte le locandine italiane dentro il poster cinese sono di Santa Fabrizia Arduini.

Il tutto e' stato organizzato dal Prof. Louis Tao, newyorkese trasferitosi a Pechino, e da sua moglie Prof. Wang Zhaohui, di Pechino. Quando hanno saputo che andavo per lavoro nella loro citta', sono stati entusiasti di sentire la nostra storia di come una comunita' riesca a lottare, tutti assieme, contro una multinazionale, e cosi' hanno organizzato questi due eventi.

L'annuncio, in cinese, e' qui.

Di solito non pubblicizzo queste cose per pudore, ma negli scorsi mesi sono stata invitata a parlarne anche a San Francisco, presso il Museo Italo-Americano, a Santa Monica College, alla mia Universita' e anche presso il Comune di Santa Monica. Ci sono anche altri inviti organizzandi a New York e pure ad Occupy LA. Non so se si concretizzeranno. Ma questa della Cina mi pareva davvero una cosa speciale, che deve renderci tutti orgogliosi, perche' l'abbiamo fatto tutti assieme.

La presentazione e' cosi' articolata:

1. 10-15 minuti sull'Abruzzo - gli faccio vedere i trabocchi, il parco nazionale della costa teatina, i vigneti, punta aderci, il mare, gli uliveti, la pasta de Cecco.

2. 5-10 minuti sull'ENI e l'Italia - i soldi che hanno, l'Italia che secondo le classifiche di transparency international e' corrotta 67, gli USA 22 e la Cina 33, per far capire quant'e' difficile spuntarla in un paese cosi, dove la stampa non e' veramente libera e dove gli inciuci e i conflitti di interessi sono strabilianti.

3. La nostra battaglia. Ci siamo dentro un po tutti - i vescovi, Armando Orsini, le manifestazioni, l'incontro ENI a Pescara, la MOG che va quasi in fallimento, la mollezza di Gianni Chiodi, Nicola Fratino, Remo di Martino, gli appalti Buonefra-ENI, la raffineria spacciata per frantoio, Ottaviano del Turco finito in carcere con il bottino nei sacchi di mele (ridono tutti), la pagina pubblicitaria sul Centro d'Abruzzo, il coinvolgimento delle scuole, gli inganni di Mario Rainone, le locandine ad imbroglio, la Forest Oil a Bomba, le proteste contro Mazzenga e Klein, le barzellette del parco ad isole di Mauro Febbo, le osservazioni, il ministero che ci da ragione su Ombrina Mare, il WWF, i filmati di Cupello, del ritorno di Attila, le lenzuola di Bomba contro la Forest Oil, Elsa2, Berlusconi che arriva in piazza a Pescara sulla scala a dire che l'Abruzzo e' piu' bello del Maine e che il centro oli non si costruira' (anche qui ridono tutti.)

E alla fine cerco anche di parlare un po' di altre realta' italiane - della Basilicata martoriata, di Venezia, della Sicilia. Restano tutti stupiti di fronte alla follia di trivellare Venezia. Non ci possono credere.

Quando la racconto la storia mi pare sempre un po' magico che siamo arrivati a fare cosi tanto, considerato da dove siamo partiti. Sopratutto e' magico poter dire che dopo 4-5 anni la MOG, la Petroceltic, l'ENI, la Forest Oil non siano riusciti ancora a trivellare da nessuna parte, nonostante tutti i loro quattrini.

E come ci siamo riusciti? Perche' non ci siamo arresi mai, e perche' la nostra tenacia e' stata piu' forte degli inganni di tutti gli speculatori venuti da Milano, dall'Irlanda, dall'UK o dagli USA. L'abbiamo voluto noi, piu' di loro e questo deve darci la voglia di continuare. L'ho gia' detto, questa battaglia e' per la vita, e avra' bisogno di tutti a vigilare a oltranza finche' resta petrolio sottoterra.

Permettetemi anche di dire che non c'e' niente di piu' soddisfacente per me dirlo a tutto il mondo della coppia Fratino-DiMartino e ricordare che all'inizio mi davano dell'antidemocratica perche' loro sono stati eletti e io no. Di Martino a un centro punto disse che sarebbe venuto negli USA a dire ai miei studenti che io ero un cattivo esempio di democrazia. Quando lo racconto, tutti ridono.

Infine, i ringraziamenti ai miei compagni di viaggio in questi anni: Fabrizia, Giosue', Marco, Assunta, Guido, Davide, Giusto, Alessandro, Ilaria, Sam, Mauro, Pasquale, Ludovica, Hermes, Gabriele, e tutti quelli che ho potuto ricordare. Ovviamente Danilo, Loretta e Filippo. E la mamma che non puo' mancare mai.

Ecco. La storia riguarda tutti noi, e spero che questa attenzione porti da un lato a che la gente conosca l'Abruzzo, lo visiti, se ne innamori, si dia da fare per salvarlo anche da lontano, e dall'altro che porti gli Abruzzesi ad essere ancora piu' combattivi, contro il petrolio e tutte le altre porcherie che ci vogliono affibbiare.

Di solito gli americani sono affascinati, e fra le cose che mi chiedono sempre c'e' la domanda: cosa posso fare per aiutare? chi finanzia tutto questo? Gente pratica, eh?

Vediamo che dicono in Cina. Per ora siamo quelli che hanno combattuto e vinto (si spera!) contro una multinazionale del petrolio.

Ai vari Mazzenga, Petri, Primavera, Klein, e a tutti gli altri avvoltoi dell'ultim'ora: vedete che via dovete fare perche' non avete ancora visto niente di cosa siamo capaci.

Non ci riuscirete a trivellarci, mettetevi il cuore in pace.

Saturday, August 6, 2011

Ms. Anca Landwer: what part of we don't want you here don't you understand?


Ms. Anca Landwer: leave Italy alone!
Go drill Texas!

Aleanna Resources is a mysteriously owned company that wants to drill Italy - in Basilicata and in Veneto - bullying around and without seeking any imput from local residents.

They think they can come in from Texas or Delaware or Canada - no one really knows exactly where they are based - and do as they please destroying our country.

Quite ironically one of their Italian leases is called Bugie, "lies".

They want to drill about 1500 square kilometers between Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Padova, Forli', Cesena, Bologna and further south in Matera - historical, agricultural or touristic locations that have nothing to do with oil.

And, pray who are these people from Aleanna Resources, that don't have a face, a voice?

According to the Italian Ministry of Economic Activity, Aleanna Resources is headquartered in Italy in the legal offices of Mr. Emanuele Turco, in Viale G. Rossini, 9 00198 Rome. A lawyer.

They also have legal offices in Delaware and Matera, Italy.

From their own website, where they present idillic pictures of the Italian countryside marred with their polluting oil rigs, they say that they are headquartered in San Antonio, Texas.

Other websites say that Saxon Energy owns them from Canada.

In any event, from their own website, they say that value their local relationships.

How funny, because locals hate Aleanna, both in Veneto and in Basilicata. I know because I have given talks there, and Aleanna is one of the most hated enemies right now for a lot of people.

Aleanna says that they are dedicated to the safe and efficient discovery and production of oil and gas with "respect" for the environment, the law and safety of its workers and the people.

Everyone knows that is impossible. No community exists in the entire planet that is happy to live next to an oil or gas facility, that I know of at least, and I have visited quite a few of them.

From their own website, what one can learn about Aleanna Resources is that they are a "privately owned" company - by whom? - and that they claim they are uniquely positioned to take advatage of the "opportunities Italy offers" - how?

Well, we know for sure they have been intimidating small town mayors and trying to force their oil and gas propaganda to citizens, through menacing letters their lawyers have been sending to people around the country, bad mouthing journalists, and threatening local mayors.

What a nice way to show respect for locals!

And who is responsible for all this?

I'd say the CEO, right? Ultimately, it is the boss's responsability.

So, here is the head of Aleanna resources: Ms. Anca Landwer who her entire life has worked for the oil and gas industry, one of the most destructive types of industry on the planet. She worked for: Conoco, Santa Fe Snyder, Devon Energy, Landex Consulting, Kerns Petroleum and now Aleanna Resources.

She helped provide technical support and advice for drilling in Europe, West Africa, Nigeria, Congo, Ghana, Portugal, Rumania, and the Gulf of Mexico, certainly "improving" the lives of people in those places.

We have news for you Ms. Landwer: WE DON'T WANT YOU HERE. We are smarter than you think and we will not allow you to set foot in this country.

We know the way oil people operate. You will try to use all your corporate niceties and smooth talk, to try to brain wash us. We simply will not believe you and just as we have sent away ENI, and Mediterranean Oil and Gas and Po Valley, we will send you back where you belong.

Leave Italy alone. Capisc?

Friday, April 24, 2009

E' sera, sono stanca


Ho appena finito di leggere il post di ApocalisseItalia sul fatto che la Buonefra (ditta abruzzese di cui fa parte il sindaco di Ortona, l'eloquente Nicola Fratino) ha ricevuto ben 300,000 euro dall'ENI dopo averne gia' preso 800,000 un anno fa per "Esplorazione ed estrazione di gas e di petrolio".

Piu' chiaro di cosi si muore. L'Abruzzo petrolizzato va avanti, a partire da Ortona e alla faccia degli Abruzzesi che nemmeno lo sanno, o che anestetizzati, credono alla propaganda di Chiodi che dice che il centro oli non si fa. E' molto comodo crederci e tornare alla vita di tutti i giorni. E' facile lasciare che a vigilare, a denunciare, a scrivere, a fare, siano gli altri, e pensare che "tanto l'ha detto Berlusconi, tanto l'ha detto Chiodi", mentre intanto dietro le quinte i programmi petroliferi vanno avanti a gonfie vele. Beata ignoranza.

1,100,000 euro. Che ci faranno? Buchi nel mare, nella terra, oleodotti? Magari anche le basi della raffineria di Ortona, aspettando il primo gennaio 2010, o i risultati della anticostuzionalita' del mangia-pane-a-tradimento Daniele Toto? O magari la raffineria la Buonefra la costruisce a Piana di Navelli, a Teramo. Chi lo sa.

Ma gli Abruzzesi di buona volonta' dove sono? Non sarebbe forse un nostro diritto sapere che ci deve fare l'ENI con queste oeprazioni sul NOSTRO territorio? E il giornalismo d'inchiesta dov'e'? E la stampa? E la provincia? E la regione? Perche' queste notizie devono partire da bloggers d'oltreoceano che lo fanno per volontariato? Quanta amarezza.

Dovrei sentirmi felice di vivere cosi lontano, e di non vedere la tragedia annunciata che si sta per spiegare davanti ai miei occhi. Dopotutto ho vissuto in Abruzzo solo 10 anni, ed e' ormai piu' il tempo che ho trascorso negli USA che laggiu'. Sarebbe cosi facile metterci una pietra sopra e dire: ho dato tutto quello che potevo, ora basta.

Piu' in generale sarebbe molto piu facile dimenticarsi dell'Italia, e maledire un paese che lascia la Mafia essere la prima azienda della nazione, che lascia ai costruttori di fare case di pastafrolla in zone supersismiche, dove la liberta di stampa e' allo stesso livello del Burundi, dove Gabriella Carlucci si permette di insultare uno dei fisici piu' rispettati in ambito internazionale, e dove la quasi interezza della classe poltica e' fatta di gente corrotta, stupida, piccola, provinciale.

Come mi piacerebbe pensare pure a me che tanto ci pensera' qualcun'altro, o che il petrolio ci fara' bene.

Il mio angolo del pianeta non e' perfetto, ma qui come cittadino conto qualcosa, la mia voce, e quella di tutti, ha un peso, un significato. Qui si discute, si parla con la gente, la si ascolta. Un mese fa mi hanno invitata ad un incontro per parlare di come vogliamo la Los Angeles del 2030! Piccole riunioni di quartiere per parlare di reciclaggio, compostaggio, rifiuti zero, come piantare gli alberi, disposizione dei pannelli solari e cose di questo tipo. Questa e' una citta' di 10 milioni di persone e ci chiedevano a uno a uno che vogliamo fra 20 anni!

Non riesco ad accettare che in Italia la democrazia debba essere soltanto una parola vuota. Non lo accetto, non e' giusto, non va bene, e non per me, che sono grande e vaccinata, ma per un ideale piu' grande di me: il bene comune del proprio popolo, della propria terra, delle generazioni future.

Che Abruzzo lasciamo ai nostri figli? Cosa gli insegnamo? Che 800,000 euro sono piu' importanti della volonta' e del benessere della propria gente? Che basta farsi i fatti propri perche' tanto il sistema e' tutto marcio? Non sapete che tristezza quando andavo nelle scuole e qualche ragazzo di 16, 17 anni mi diceva "si sa' che le cose vanno cosi, e non ci possiamo fare niente". A 16 anni si erano gia' arresi. Anche io mi sento impotente adesso, ma domani mi inventero' qualcosa.

Per motivi che non so spiegami, mi pare di non avere scelta che continuare fino alla fine, che io lo voglia o no. Mi dispiace solo che questo fuoco nelle vene io non possa darlo agli altri Abruzzesi. Io non conto niente, ma se fossimo un milione di Abruzzesi, a scrviere, a protestare, a rompere le scatole, e chi ci ferma?

Ma il sentimento piu' profondo che provo e' il disgusto pietoso per Nicola Fratino, Gianni Chiodi, Daniela Stati, Mauro Febbo, Ottaviano del Turco, Franco Caramanico e tutti gli altri amministratori che non hanno saputo o voluto far nulla. Possono raccontare tutte le balle di questo mondo a tutti quelli che vogliono, ma io so che la responsabilita' e' loro, per ignavia o ignoranza non e' importante, ed e' questo sapere che mi fa sentire libera, pulita e forte per il domani.

Fonti: e-gazzette, dgmarket1 , dgmarket2

Thursday, August 21, 2008

Pensieri politici


Da quando ho inziato ad interessarmi al problema del petrolio in Abruzzo, ho avuto modo di incontrare o sentire diversi poltici. Alcuni si sono seduti e hanno parlato con me o con il popolo, altri - vedi Ottaviano Del Turco e Nicola Fratino - mi hanno snobbata. Qualcuno, l'elegante Remo di Martino, mi ha pure sfidata a duello. Ma fra quelli che o hanno parlato con me o che hanno scelto di ignorarmi, non ne ho incontrato uno, ma uno solo, che mi sia sembrato veramente volenteroso di darsi da fare per fermare i progetti ENI.

Le firme su tutti quei progetti le hanno messe TUTTI i politici coinvolti, da destra a sinistra. Sono stata in giro per l'Abruzzo, a Gennaio e a Luglio, e non conto piu' il numero spropositato di politici di vario genere che ne ha approfittato per venire a fare vetrina, per fare promesse, scambiando parole cortesi con me, per poi dileguarsi. Nessuno che abbia detto: si abbiamo sbagliato, ora faremo meglio, e che poi l'abbia fatto davvero. Tutti a parlare, nessuno a fare. Si dira' la legge del 4 Marzo e' stata fatta. E' vero, ma erano sotto l'assedio di 6,000 abruzzesi arrabbiati che aspettavano quella legge.

Nessuno dei politici che abbia detto: perche' non facciamo un bell'incontro con la popolazione per spiegargli il petrolio in Abruzzo? Perche' non facciamo un referendum regionale per vedere che ne pensa la gente? Tutto quello che e' stato fatto finora e' stato solo ed esclusivamente grazie ai cittadini, che non intascano 10,000 euro al mese e non vanno in giro con l'auto blu. Dei ragazzi poco piu' che ventenni hanno fatto meglio della politica nel suo complesso.

Io voglio questo: UNA LEGGE REGIONALE CHIARA COME IL SOLE CHE L"ABRUZZO RIFIUTA LE TRIVELLE. Punto e basta. Qui mi pare che tutti giocano a giustificarsi, a parlare a vanvera, a coprire i propri amici, a trovare scuse per far finire tutto a tarallucci e vino, a lasciare una possibilita' all'ENI, ad un altro sito, ad un altro progetto.

La legge regionale del 4 Marzo serviva per indagare meglio il problema. Quali indagini sono state fatte finora? Esistono altre leggi che impongono al popolo di essere informato prima che si prendano decisioni come quella della raffineria di Ortona. Che passi sono stati fatti per informare sistematicamente la popolazione da parte della politica?

E ora, di chiunque siano le colpe, cose intendono fare i signori politici per il futuro? COSA SUCCEDERA' IL 31 DICEMBRE? Cosa intendono fare i Verdi? AN? Forza Italia? IL PD? l'Italia dei Valori? E tutti gli altri partiti? Io vorrei saperlo. O improvviseremo ed andremo avanti con toppe e toppettine a fare ancora piu' bizantino il sistema legale Italiano?

Quello che voglio io e' una legge stile Toscana, facile facile. Cinque parole che dicano l'Abruzzo rifiuta le trivelle. Senza ambigiuta', senza troppe parole, senza raggiri.
Con la volonta' si puo' fare tutto.

Sunday, July 13, 2008

Orsogna, 13 Luglio


Il lungo tour estivo e' iniziato, alcune cose mi hanno fatto felice, altre mi fanno rendere conto che c'e' ancora molto da fare, da divulgare. Sembra incredibile, ma c'e' ancora della gente che non sa quasi niente del centro oli.

Venerdi' e Sabato sono stata ospite del programma itinerante "Percorsi" a Lanciano, gruppi di persone che andavano e venivano hanno avuto l'occasione anche di guardare il video del ritorno di Attila e di partecipare a sessioni di domande e risposta con me, il regista del video e alcuni membri del comitato natura verde.

Sono stata contenta dell'avvicinamento di nuove persone al problema, ma troppo spesso la prima reazione e' "ci pensera' qualcuno", opppure "in Italia funziona cosi", mentre invece occorre rendersi conto che data la latitanza dei politici, occorre veramente il coinvolgimento attivo del popolo. L'ho gia detto in mille modi - la legge del 4 Marzo e' stata approvata solo ed esclusivamente perche' sotto i balconi della giunta regionale all'Aquila c'erano 6000 persone ad attenderla.

Domenica sera tappa ad Orsogna. Durante la proiezione del video c'era un tizio che si agitava e che PARLAVA apertamente al telefono, era seduto in prima fila, due sedie dopo di me. Ho cercato di guardarlo male e di fargli capire che non era il caso di parlare al telefono, se non altro per rispetto verso il resto della platea, ma non sono riuscita a catturare la sua attenzione.

Poi dibattito... ed il tizio con il cellulare e' salito sul palco per fare il suo intervento. Ha parlato quasi piu' a lungo di me: era il consigliere regionale D'Alessandro. Ha detto che occorre stare tranquilli perche' gli effetti della legge del 4 Marzo resteranno anche dopo il 31 dicembre e che i terreni agricoli non potranno essere toccati dalle industrie insalubri di primo grado quali il centro oli.

A D'Alessandro il mio plauso per essersi presentato, per avere accettato di parlare, per essersi fatto coautore della legge del 4 Marzo che, con tutti i suoi limiti, ci sta dando lo spazio di continuare la lotta. Pero' che malcostume. Avrei voluto fargli tante domande, del tipo: cosa significa che dobbiamo star tranquilli anche dopo il 31 Dicembre? Come fa lei ad essere cosi sicuro che veramente i terreni agricoli non saranno piu' toccati dopo quella data? E invece, subito dopo aver parlato D'Alessandro e' andato via.

Vengo da un altro tipo di societa' e questo modo di fare che forse puo' sembrare normale qui, a me e' parso un po' mancante di rispetto. Anche io avevo visto il video (circa 10 volte negli ultimi tre giorni!), anche io avevo voglia di andare a casa dopo aver parlato, ma invece sono stata li seduta e zitta per rispetto verso la gente che era venuta per sentirci.

Stasera a Tollo alle 9 nell'auditorium della citta'. Del Turco e' finito in manette. Che posso dire? Spero che in prigione gli portino gli arrosticini da qualche sagra di paese. Sei milioni di euro di tangenti. E la gente che non arriva a fine mese. Una vergogna.

Friday, May 30, 2008

Del Turco e le fiction abruzzesi


Ecco cosa dice Del Turco a Prima da Noi:

«L'Abruzzo – ha detto il Presidente Del Turco - è una regione particolarmente vocata ad ospitare fiction e da un'analisi delle esperienze maturate in altri contesti emerge che la scelta della location delle fiction maggiormente seguite dal pubblico ha un effetto traino. Da sempre siamo impegnati a promuovere a livello nazionale l'immagine del territorio e questo ci sembra uno strumento importante per consentire l'ampliamento di visibilità di una regione capace di offrire un'ospitalità unica al mondo».

Si, ma che gli facciamo vedere al pubblico? Sapore di sale con le trivelle nel sottofondo? E l'ospitalita' la facciamo all'Hotel Mara da cui si aprono le finestre ed entra sapore di idrogeno solforato? Oppure filmiamo le nuove reclame del Mulino Bianco con dietro i termovalorizzatori? Magari potremmo inventarci un nuovo serial tipo Dallas ma con invece che JR e i suoi amici i petrolieri nostrani? Marrollo con il cappello dei cowboy? Andreussi che va al ranch? E pure Fratino e Di Martino, anche se quelli sarebbe meglio metterli nel reparto "Non ci resta che piangere". Un po di riprese esterne pure a Furci, dove vogliono fare una nuova discarica tossica, e poi a Gissi, con la Turbogas. E naturalmente durante la pubblicita' acqua fresca e cancerogena di Bussi per tutti. Per i cartoni animati dei bimbi possiamo usare quel tuo parente semiraccomandato che ci ha fatto le vignette per centomila euro di soldi pubblici. I lieti fine pero' solo ed esclusivamente a Collelongo con dietro i pannelli fotovoltaici del tuo paesello. Vedrai che l'ENI ti fara' pure da sponsor.

Del Turco, fare la pubblicita' per l'Abruzzo e' una cosa bellissima. Cerco di farla anche io e credo tutti gli abruzzesi vicini e lontani dall'Abruzzo nel loro piccolo, ma non si puo' tenere i piedi in due staffe. Che vuol dire che da sempre sei impegnato a promuovere l'immagine del territorio? Ma se continui a propinarci una sciagura ambientale dopo l'altra! O forse vuoi dire che l'immagine e la realta' sono due cose diverse, e che possiamo ancora per un po' fare come gli struzzi e mostrare che siamo verdi e belli e naturali ma poi invece siamo petrolizzati e avvelenati?

Le promesse si mantengono, sia a quelli che vedranno le fiction e che penseranno che l'Abruzzo sia il paradiso (e non le manca niente per esserlo davvero), ma soprattutto alla gente che t'ha votato per migliorare l'Abruzzo e non per distruggerlo in cambio di quattro soldi.

Monday, May 19, 2008

ma noi siamo piu' cocciuti di lui


Ottaviano del Turco non ha mai risposto ai miei numerosi email e lettere, per cui non ho mai avuto l'onore di sapere direttamente da lui cosa ne pensa del centro petrolifero di Ortona, e quali siano gli elementi che glielo fanno cosi' fortemente desiderare. Approffitto di una intervista su "Commerciare", il periodico del commercio e dei commercianti d'Abruzzo, edizione del mese di Maggio, per commentare le sue idee. Questo articolo mi e' stato segnalato dai ragazzi del meetup di Beppe Grillo di Lanciano che ringrazio.

Ottaviano dice - copio parola per parola:

"Se le ricerche scientifiche, mediche, insieme alle verifiche che saranno effettuate ci diranno che chi ha proposto il blocco della legge ha ragione, ne prenderemo atto e ci tireremo indietro."

Ottaviano, sono mesi che le ricerche scientifiche INDIPENDENTI dicono che chi vuole il centro petrolifero ha torto. L'unico a dire si e' un ingegnere di Pisa pagato dall'ENI per venti anni - Paolo Andreussi. Non ce ne sono altri che io sappia. Il centro di ricerca Mario Negri ha detto che fa male e che i dati ENI sono sottostimati. Ottantotto medici hanno detto no. Sono scemi quelli? E a chi le fa fare lei le "verifiche mediche e scientifiche"? Agli stessi che per 20 anni hanno dato l'acqua avvelenata a Bussi e a tutto il pescarese? Si risparmi quei soldi, che l'Abruzzo gia' vacilla in fatto di finanze e lei ha gia' fatto un sacco di disastri. Basta solo che con un po' di intelligenza lei si legga qualcuno della miriade di articoli scientifici dove da decenni si dice che l'H2S fa male. E' tutto su internet, coraggio.

Ottaviano dice:

"Tutte le inziative della regione relative all'ENI e al centro oli sono state prese dopo che su questo argomento si erano espressi tutti i soggetti del territorio e tutti a favore. Non c'e' stata alcuna presa di posizione da parte di comuni, provincia associazioni, sindacati. Poi alcuni di questi come spesso accade nella nostra regione e non solo, hanno dato il via e guidato la protesta con una serie di argomentazioni che trovo grottesche."

Ottaviano, non reciti la parte della bella addormentata nel bosco. Hanno detto si perche' hanno visto il verde del denaro, perche' i poltici, lei incluso, paiono non avere a cuore il bene del popolo ma solo di se stessi e della poltrona. E' piu' facile dire si, superficialmente e fare finta di niente piuttosto che informarsi e capire le questioni a fondo e far valere i diritti dei cittadini. Al popolo non e' stato detto nulla, ne da lei ne dai suoi amici all'ENI, ne da quei due pseudo amministratori di Ortona. In sede decisionale, tutti gli enti hanno sollevato questioni, come riportato da Prima da Noi, verbali alla mano: dai vigili del fuoco, alla ASL di Chieti, all'ente parchi, ma poi, per paura, superficialita' e ignoranza, hanno tutti detto si, come se l'ENI fosse Dio sceso in terra. Grazie al cielo che e' sorto il Comitato Natura Verde! Lei e' intitolato alla sua opinione che le nostre argomentazioni sono grottesche, ma le rammento che lei ha solo la terza media, e che dunque dovrebbe forse essere un po piu' umile e accettare l'opinione di gente che al contrario fa dello studio la propria professione.

Ottaviano dice:

"Per saperne di piu' avevo proposto un giro in pullman per una visita al centro oli della Basilicata per renderci conto da vicino e direttamente come e se e' cambiata l'agricoltura, cosa e' successo allo sviluppo, come il territorio ha reagito allo presenza del centro e se e' vero che strumenti statistici tradizionali hanno affermato, com'e' stato sbandierato vergognosamente che in Basilicata sono tutti ammalati di cancro"

E' perche' non c'e' andato? Non mi dica per risparmiare. Lei e' stato battuto sul tempo (e alla grande) dai ragazzi del comitato natura verde, che non hanno solo proposto, ci SONO ANDATI per davvero! L'agricoltura non e' cambiata a Viggiano: e' scomparsa. La gente e' emigrata. Dica ai tuoi amici dell'ENI che e' dal 2006 che la Basilicata e' al di sopra della media nazionale per tumori a causa anche delle emissioni in aria di inquinanti del centro oli. E visto che voleva andare a Viggiano, vada pure a Manfredonia, a Falconara, a Gela, a Priolo, vada e poi ci dica se sono tutti ammalati di cancro o no. Le nostre vite hanno un valore, caro Del Turco, e non le permettiamo di giocarci cosi' alla leggera mentre lei a casa sua si fa installare i tuoi bei pannellini fotovoltaici. Non ha visto il servizio televisivo di Annozero su Viggiano? O sono grotteschi anche i giornalisti Rai?

"La scelta di un processo di industrializzazione e' una scelta che non ha alternative - sarebbe sciocco immaginare un ritorno all'Abruzzo rurale."

Ma chi dice che dobbiamo essere rurali? Ma lei ha mai sentito parlare dell'era dell'informazione? Dei servizi? Del sapere? Delle nuove bio e nano tecnologie? Chi l'ha detto che il lavoro deve essere per forza una fabbrica sputa veleni con la maschera antigas? Dei ragazzi di Arezzo, trentenni, hanno messo su un sistema di approvigionamento di idrogeno nelle case. Perche' noi no? Perche' lei non puo' invece incoraggiare la piccola imprenditoria, il pensare, l'innovazione scientifica? Io la mia risposta ce l'ho: perche' credo che lei non sappia nemmeno che queste cose esistano e possano portare sviluppo sano. In piu' se uno sul turismo non ci investe, certo non ci ricavera' niente. Come dico sempre, si raccoglie cio' che si semina, caro presidente. Guardi la Toscana, e se posso azzardare questo paragone, la California. Qui non ci basiamo sulle fabbriche che sono tutte in Cina ormai, ma sull'high-tech, sulla ricerca, sull'innovazione. Anche a livello mondiale, non vinceremo mai la sfida coi il mondo globalizzato se non ci inventiamo qualcosa di nuovo, moderno, lungimirante. E continueremo ad alimentare l'emigrazione giovanile di gente istruita che va via perche' in Italia non ci sono possibilita' occupazionali adeguate agli studi che la gente fa con tanta fatica.

Ancora Ottaviano continua:

"Prima di dire di no e di sbattere la porta in faccia all'ENI come se fossimo una regione ricca di lavoro, come se ci potessimo permettere senza batter ciglio di buttare via 300 posti oppure il lavoro dell'indotto, voglio essere certo e convinto."

Quei trecento posti sono temporanei, il periodo che serve per costruire il centro oli. Poi ci saranno al massimo 30 operai. Che indotto possono portare 30 persone di fronte agli ettolitri di vino che rimarranno invenduti? La vede la foto lassu' in cima? Quella e' Trecate, vicino Novara. Il nero e' il rigetto del pozzo di petrolio che esplose in quelle terre che fino al 1994 erano dedite all'agricoltura. Tutta l'area circostante di circa 100 chilometri quadrati, fu resa impraticabile. Trenta posti di operaio ne valgono la pena?



Non vedo l'ora che ci sia un ricambio al vertice di questa regione e che a governare vada qualcuno che sia un po piu' aperto di mente, che abbia visto il mondo, che abbia coraggio, che cerchi soluzioni creative e innovative, invece che ancorarsi a modelli di sviluppo fermi agli anni sessanta.

Fonti: Commerciare

Thursday, May 15, 2008

Il nostro Adriatico ferito


E cosi, com'era facile immaginare, le chiazze di San Vito erano veramente petrolio. E cos'altro poteva essere quel catrame? Il nesso fra inizio operazioni petrolifere e inquinamento della costa e' veramente lampante, e siamo solo all'inizio.

Il sindaco di San Vito, cosi solerte nel voler denunciare il WWF per avere "sollevato l'allarme e messo in panico la popolazione", cosa fara' adesso? Sara' ugualmente solerte a denunciare la MOG per avere inquinato il mare e per avere CREATO un allarme vero? Ci vorrebbero politici, ci vorrebbero uomini veri, e non mezze cartuccie che protestano solo perche' le piattaforme sono brutte e che potevano aspettare settembre per metterle in mare.
I nostri politici hanno paura, non hanno voglia, o nel peggiore dei casi, sono di parte, e abbiamo ormai capito che sono abbastanza inutili. E' piu' facile prendersela con il WWF piuttosto che con la MOG: temo che il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro non fara' nulla.

Purtroppo, questo e' solo l'inizio. Come ho gia' scritto qualche tempo fa si calcola che nel corso della sua vita una piattaforma marina rilasci nel mare in media 90 mila tonnellate di sostanze di scarto, fra petrolio, fanghi e fluidi perforanti. I pescatori della costa teatina gia' riportano il calo di pesci e la presenza di strane schiume bianche in mare, sui blog si leggono di fumi nerastri in cielo vicino alle piattaforme. Il petrolio e' arrivato sulla spiaggia del Turchino e la bandiera blu non e' servita a fermarlo.

Intanto, gli amici di Mare Vivo mi mandano un articolo su un episodio accaduto a Termoli, 3 anni fa. Dallo stabilimento Rospo Mare di Vasto fuoriuscirono centinaia di litri di petrolio che arrivarono in parte sulle spiagge di Termoli. Vi fu una attivita' frenetica per evitare il disastro, una forte paura per la flora e la fauna, ma alla fine i quasi 500 litri di petrolio in qualche modo vennero ingoiati dal mare o fatti impregnare in apposite barriere. Vi
fu divieto di pesca per quindici giorni. Non se parlo' neanche tanto.

Vogliamo davvero vivere cosi? Un giorno accadra' che i litri non saranno 500 ma 500,000, un giorno accadra' che la piattaforma si incendiera', un giorno accadra' che gli oleodotti cederanno, un giorno accadra' che i pesci scompariranno, o che saranno talmente contaminati dai veleni che non si potra' piu' mangiarli. Fantascienza? No - a Falconara e' successo proprio questo: il loro mare e' cosi inquinato che non c'e' piu' la gioia del mare. E' cosi in tutte le altre parti del mondo dove si estrae petrolio.

Finanche Jeb Bush, fratello del presidente George Bush (ancora per poco, graziammedi'), governatore della Florida e con molti amici petrolieri in famiglia, e' stato uno dei piu' forti sostenitori della legge che vieta le trivelle a 100 miglia dalla costa del suo stato. Cento miglia sono 160 chilometri. Qua ce le abbiamo a 5. Ottaviano, specchiati e poi vergognati.

Ma perche' i nostri politici hanno cosi poco coraggio? Ma che ci stanno a fare li? Ma che le bandiere blu le usano per bendarsi gli occhi?

Rocco Catenaro, ti aspettiamo ora a denunciare la MOG. Il popolo sara' con te se ne avrai il coraggio, ma devi agire ed essere un uomo vero, un politico, VERO di quelli che lo fanno per amore. Voglio sperare l'insperabile: che sei fatto di pasta buona.

Fonti:Primonumero - Termoli

Tuesday, March 4, 2008

La lotta continuera'


Leggendo 'Prima da noi' sulla questione del centro oli, e i commenti sui vari blog, credo anche io che la nostra sia una prima, seppur piccola e limitata, vittoria. Ma l'opera e' ben lungi dall'essere compiuta.

Anche io credo che il congelamento fino al 31 Dicembre 2008 sia stato concesso solo ed esclusivamente a causa del forte impegno popolare. A causa dell'instacabile azione della gente. Di noi, dei nostri trenta autobus, dei nostri blog, dei nostri giovani, delle nostre associazioni locali, piccole e grandi, che si sono adoperati contro questo mostro. E' questo deve darci forza e ottimismo. Siamo stati NOI ad obbligarli a pronunciare questo microscopico no e dobbiamo continuare a fargli pressione, senza sosta.

I politici corrotti e i signori dell'ENI pensano che in questi mesi che ci separano al 2009 ci stancheremo, ci scorderemo e li lasceremo indisturbati fare le campagne elettorali basate sul fumo e non sugli arrosti (arrosticini nel caso di del Turco). Pensano che siamo un movimento passeggero e che presto potranno tornare ai loro sotterfugi e ai loro giochi di prestigio come se niente fosse. Invece sbagliano anche qui. E sbagliano perche' useremo questi mesi per assillarli, per continuare l'opera di sensibilizzazione in tutto l'Abruzzo. La lotta continuera' e sara onesta ma durissima.

Intanto, il resto del mondo corre, prende decisioni, sceglie, va avanti. Da noi invece, di fronte ad un insediamento insalubre di prima classe, di fronte ad una tonnellata e mezzo di inquinanti al giorno, di fronte alla possibilita' di distruggere agricoltura, pesca, vinicoltura, di fronte a sostanze che sono scientificamente provate essere tossiche, di fronte all'esperienza lucana che parla da sola, di fronte ad un ente che palesemente inganna il popolo, i politici decidono di sedersi, di prendersela con calma, e di aspettare. Magari fra nove mesi l'idrogeno solforato
fara' bene alla salute.

Sono proprio degli statisti coraggiosi.

Saturday, March 1, 2008

Del Turco indagato con tutta la giunta


Voleva aggiustare la sanita' abruzzese ed il conto con la Deutche Bank coi soldi dell'ENI, e intanto li regalava ai suoi amici. Vergogna!


Pecara - Bufera sanità sulla giunta di centrosinistra dell'Abruzzo. La magistratura di Pescara ha inviato informazioni di garanzia al presidente della Regione Ottaviano Del Turco e a sette assessori. Si ipotizza il reato di abuso d’ufficio in relazione a una delibera con cui si autorizzava un atto di transazione di 14 mln euro alla Deutsche Bank, la quale aveva a sua volta versato la cifra al gruppo sanitario che fa capo all’imprenditore Vincenzo Angelini. "È una cosa che si chiarirà in brevissimo tempo" commenta Del Turco.

Provvedimenti Gli assessori indagati sono: Bernardo Mazzocca (Sanità), Marco Verticelli, Giovanni D’Amico, Tommaso Ginoble, Franco Caramanico, Mimmo Srour e Fernando Fabbiani. Non risultato, invece, destinatari di informazioni di garanzia gli assessori Enrico Paolini ( Vicepresidente), Elisabetta Mura e Valentina Bianchi, assenti al momento dell’adozione della delibera. Gli avvisi di garanzia sono stati recapitati questa mattina da parte del pool di magistrati pescarese, Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. In particolare l’avviso di garanzia riguarda l’adozione della delibera n.58 del 29 gennaio 2008 con la quale la giunta disponeva il pagamento a favore della Deutsche Bank di circa 14 milioni di euro relativi a un credito che l’imprenditore Angelini, titolare della clinica privata Villa Pini, aveva ceduto all’istituto di credito. La Deutsche Bank, poichè la somma non è stata ancora erogata ed il contratto di cessione di credito e scaduto nell’aprile dello scorso anno, ha chiesto alla Regione Abruzzo interessi per circa un milione di euro. L’inchiesta della magistratura aveva preso l’avvio di una interrogazione di Rifondazione Comunista che sosteneva che le somme non fossero dovute alla clinica privata.

Sanità: Del Turco indagato in Abruzzo
16.02: Indagati per concorso in abuso di ufficio il presidente della giunta regionale abruzzese, Ottaviano Del Turco, e sette assessori. I provvedimenti nell'ambito di un'inchiesta su una delibera con cui si autorizzava una transazione di 14 milioni di euro ad una clinica privata.

Friday, February 29, 2008

L'ENI ha paura, noi no


Lamberto Quarta, il segretario di Ottaviano del Turco, riporta che l'ENI ha intenzione di portare avanti un "contenzioso con la regione".

In poche parole vogliono far causa alla regione Abruzzo per avere perso soldi e tempo da noi, visto che avevano tutte le autorizzazioni necessarie per trivellare. L'ENI si dichiara anche aperta a dialogare con il Mario Negri Sud, che secondo loro "esprime posizioni molto meno contrarie a quanto detto". Propongono un ridimensionamento, riaffermando una "piena compatibilita' con la tutela della salute e dell'ambiente".

L'ENI inizia ad avere paura, ad essere nervosa e a tirare fuori le unghie. E sapete perche'? Loro non vogliono che queste cose si sappiano in giro ed hanno prima iniziato con le buone, pensando che "tanto cosa vuoi che contino quei quattro gatti di Ortona" ora invece che siamo tanti e ci facciamo sentire, alzano i toni della discussione, e mostrano un po' piu' di prepotenza.

Molte delle loro affermazioni non sono vere. Ricordo che il Mario Negri Sud stimo' che le emissioni potevano essere anche di venti volte superiori rispetto ai dati forniti dall'ENI. Un fattore di ordine VENTI sugli stessi dati, nel mio dizionario, sono conclusioni
CONTRARIE a quelle dell'ENI, e non si possono taroccare con parole e riattoppamenti vari. Per la salute dell'ambiente e dell'uomo, ho solo da dire: VIAGGIO A VIGGIANO. Le immagini parlano da sole.

Fratino, Di Martino: avete anche questo sulla coscienza, se ve n'e' rimasta una. Ripeto: assieme a Del Turco, la responsabilita' di questo disastro e' vostra e dovreste veramente chiedere scusa alla gente, impegnarvi a trovare una soluzione adesso, e pensare seriamente a offrire la guida dell'elettorato a qualcuno che abbia piu' lungimiranza e buonsenso di voi.

E' anche vero che l'ENI non si e' comportata bene - hanno mentito alla gente, hanno omesso varie documentazioni (vedi la valutazione d'impatto ambientale), non si sono preoccupati mai di informarci e dunque angeli non sono. A me il responsabile per la trivellazione del centro sud, Lorenzo Fiorillo, disse "noi vogliamo venire in Abruzzo bussando alla porta, perche' questa non e' casa nostra." Denunciarci e' proprio un modo elegante di venire in casa nostra!

Noi cosa possiamo fare? Come popolo NON DOBBIAMO MOLLARE di fronte a queste considerazioni. Non dobbiamo avere paura ora. Noi il centro petroli non lo vogliamo ne' ora ne' mai, ne' piccolo ne' grande. Lo sappiamo che l'ENI opera cosi': con l'inganno, la prepotenza. Fanno cosi dappertutto, in Nigeria, in Kazakistan, ma anche in Italia. Ricordo che a Viggiano si e' partito con 5 ettari e ora ne sono 15. Ricordo che hanno intenzione di chiudere Falconara e trasferire tutto in Abruzzo. Ricordo che a Gela nascono bimbi deformi. Ricordo che l'idrogeno solforato causa tumori. Ricordo che l'ENI ha piu' di venti permessi per trivellare in tutto l'Abruzzo. Questi non si accontenteranno. Hanno progetti in grande, e in peggio, per la nostra terra.

Come popolo, siamo veramente investiti di una lotta piu' grande che Ortona, che abbraccia tutto il modo di vivere e di essere della regione Abruzzo. Non molliamo. Che l'ENI faccia tutto quello che vuole fare, anzi se ci denunciano e' anche meglio: avremo risonanza internazionale. L'ENI si fregia tanto di essere una compagnia
che protegge e ama l'ambiente. Ma ve l'immaginate la stampa straniera che annuncia, e gli azionisti stanieri che leggono: "L'ENI porta in causa i cittadini d'Abruzzo perche' vuole costruire una raffineria in mezzo ai vigneti?". Faranno veramente una figuraccia e li si che avranno paura.

Non molliamo ed andiamo avanti senza paura, vi prego.

Monday, February 25, 2008

Altri pozzi in Abruzzo


Il 26 si discute del pozzo della Gagliarda. Sono andata a vedere il bollettino ufficiale degli idrocarburi e della geotermia, pubblicato nel dicembre del 2007. Il permesso per trivellare esiste gia' in varie localita' abruzzesi. Come vedete, Ortona e' solo l'inizio: questi vili individui vogliono davvero trivellare tutta la nostra terra.
Ecco alcune localita' abruzzesi interessate:

1) Ortona (CH) - Localita' Feudo
2) San Giovanni Teatino (CH)
3) Scerni (CH) - Localita' Cipressi
4) Bucchanico (CH)
5) Bomba (CH) - Localita' Monte Pallano
6) Filetto (CH)
7) Santa Maria Imbaro (CH)
8) Orsogna (CH) - Localita' San Basile
9) Miglianico (CH)
10) Castiglione Messer Marino (CH) - Localita' Fiume Treste

11) Civitella Casanova (PE)

12) Teramo - Localita' Mazzarosa
13) Teramo - Localita' Centrale Luna
14) Cermignano (TE) - Localita' Villa Carbone
15) Pineto (TE) - Localita' Mutignano
16) Valle Castellana (TE), Localita' Settecerri
17) Guardia Vomano (TE)
18) Montorio al Vomano (TE)- Localita' San Mauro

19) Sulmona (AQ)
20) Civita d'Antino (AQ)
21) Monte Arazzecca (AQ)
22) Fiume Trieste (AQ)

Queste invece sono citta' vicine all'Abruzzo dove ci sono permessi gia' esistenti:

23) Castel di Lama (AP)
24) Cellino (TE, stoccaggio)
25) Fiume Aniene (RI)
26) Lago del Salto (RI)
27) Sora (FR)

Queste informazioni sono pubbliche e potete trovarle
qui

Cara ENI, caro Del Turco, caro Fratino e subordinati vari: non avete capito con chi avete a che fare. L'Abruzzo diventera' il vostro incubo. Il petrolio, cari signori, si estrae nei deserti, non in questa terra che amiamo. Noi non ce ne andiamo: la lotta sara' durissima.