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Saturday, September 15, 2018

I fluidi di perforazione radioattivi arrivano nei fiumi e nelle cozze della Pennsylvania






Recent disposal of treated conventional oil and gas 
wastewater is the source  of high radium in stream 
sediments at centralized waste treatment facility disposal sites 

E cioe' anche i rifiuti petroliferi "tradizionali" 
non collegati al fracking portano ad elevati tassi di radio, 
materiale radioattivo, nelle acque a valle dei depuratori.
Volume 52, pages 955-962 (2018)

Eccoci qui.

Le sostanze chimiche presenti nel materiale di scarto dalle operazioni petrolifere, con o senza fracking, arrivano nelle cozze e nei fiumi.

Tutto questo viene confermato da due studi eseguiti presso la Nicholas School of the Environment, della Duke University in North Carolina e presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale della Pennsylvania State University.

Facciamo un passo indietro.

A partire dal 2008 le petrol-ditte che trivellano nel Marcellus Shale hanno riversato materiale tossico nel fiume Allegheny in Pennsylvania.

La pratica e' durata per tre anni, fino al 2011. In quei tre anni di tempo piu' di 2.9 miliardi di litri di monezza liquida da fracking e' finita negli impianti di smaltimento prima, e poi nei fiumi della zona.
A quel tempo quasi tutti i depuratori della zona non erano preparati a trattare sostanze mai prima disciolte nell'acqua e quindi, essenzialmente, stronzio, radio ed altro materiale "non tradizionale" non sono mai veramente depurati perche' non c'era attrezzatura e conoscenza sufficente.

Per la maggior parte dunque radio e stronzio sono finiti in acqua tal quali al momento dell'arrivo in depuratore.

Nel 2011 hanno capito che qualcosa non andava, specie dopo un monumentale studio fatto dal New York Times in cui si mostrava che metalli pesanti e materiale radioattivo finivano nelle acque fluviali, senza essere stati trattati.

La pratica venne fermata nel 2011 ma solo per sostanze di scarto che provenivano dal fracking.

Tutte le altre attivita' trivellanti "convenzionali" (i.e. come quelle che si fanno e si vogliono fare in Italia!) shanno continuato a mandare i loro rifiuti in questi stessi impianti.

Sono quindi dieci anni di monnezza convenzionale "depurata" che arriva nel fiume Allegheny.

Oggi si scopre che i residui delle sostanze da fracking sono arrivati nelle acque dolci a valle del fiume, bioaccumulando nei gusci delle cozze, e che in generale con o senza fracking l'acqua a valle dei depuratori contiene piu' radio, radioattivo, rispetto che l'acqua a monte.

Il primo degli studi su citati ha riveltato l'elevata presenza di radio nei sedimenti a valle degli impianti di depurazione.

Nello studio sono stati raccolti sedimenti da tre impianti di depurazione che hanno ricevuto monnezza convenzionale fra il 2014 e il 2017;  sono stati analizzati vari isotopi di radio: 228Ra e 226Ra, e i loro rispettivi prodotti di decadimento, 228Th and 210Pb.

Ra sta per radio, Th per thorio e Pb per piombo. Il numeretto e' il numero di neutroni e protoni presenti nel nucleo.

Il 228Ra decade in 228Th e il 226Ra decade in 210Pb.

Questi decadimenti accadono con l'emissione di particelle alpha (il nucleo di un atomo di elio), 
particelle beta (elettroni o positroni) o di neutrini (una particella subatomica senza carica). A volte questi decadimenti da un elemento all'altro, se non monitorati, possono causare danni e mutazioni al DNA e l'insorgere di tumori.

L'unita' di misura della radioattivita' e' il Becquerel dal nome di Henri Becquerel che assieme ai coniugi Curie scopri' la radioattivita' nel 1903. Un Becquerel significa che c'e' decadimento di un nucleo per secondo. Spesso si usa anche per Becquerel per chilogrammo che indica quanti nuclei per secondo decadono da un chilo di materiale. Piu' grande e' il numero di Becquerel (Bq) o di Becquerel per chilogrammo (Bq/kg)  maggiore e' dunque l'attivita' di radioattivita'.

I ricercatori hanno confermato elevata attivita' di radio a valle degli impianti, rispetto all'attivita' a monte.  Anzi: nel caso degli impianti di depurazione della Pennsylvania si passa da un massimo di 80 Bq/kg a monte fino a...  25,000 Bq/kg a valle degli impianti!

Un aumento di un fattore 300.
Per monnezza "convenzionale".

La presenza di 228Th (prodotto di decadimento) e' molto bassa rispetto al 228Ra (prodotto di origine), questo significa che non c'e' stato tempo per il decadimento di essere completato. A sua volta questo significa che il materiale di origine, 228Ra, e' di origine recente.

E siccome *solo* materiale di scarto da materiale convenzionale, non da fracking e' stato accettato in depuratore in questi anni, i risultati sono la prova che la radioattivita' arriva da fluidi di perforazione per trivelle convenzionali.

Questo deve farci riflettere anche in Italia.
Dove finisce la monnezza delle trivelle lucane?
Qualcuno ha mai analizzato la radioattivita' conseguente a monte e a valle dei depuratori?

Anche il secondo studio e' stato pubblicato in Environmental Science and Technology e mostra che ci sono elevate concentrazioni di stronzio nelle cozze a Warren, Pennsylvania. Siamo a 140 miglia a sud da un sito di smaltimento di acque di scarto da fracking questo in uso fino al 2011.

L' isotopo osservato di stronzio non e' radioattivo, ma causa problemi alle ossa, specie nei bambini.
Puo' anche causare tumore ai polmoni. Non e' ben chiaro quale sia l'impatto di questo inquinamento ai gusci delle cozze a lungo termine ma il fatto che sia entrato nell'ecosistema in cosi pochi anni e' significativo.

Cioe' in pochi anni la monnezza ha trovato modo di entrare nella catena alimentare, bioaccumulando.

La domanda e': dove altro ancora?

E fra altri dieci anni?

Le cozze sono importanti, perche' restando fisse nell'ambiente sono un ottimo indicatore della qualita' dell'acqua in cui vivono, specie i loro gusci.

Lo studio e' molto chiaro: i dati mostrano l'aumento sproporzionato delle concentrazioni di stronzio nelle cozze in corrispondenza dell'inizio delle attivita' di fracking nel Marcellus Shale e dei riversamenti nell'Allegheny River.  L'inizio di queste attivita' e' stato dieci anni fa e proprio dieci anni fa il picco di stronzio.

Anche questo studio e' stato comparativo, cioe'  oltre alle cozze prese a Warren, hanno anche analizzato le cozze a monte dell'impianto di smaltimento dei fluidi e in altri due fiumi della Pennsylvania, il Juniata il Delaware, dove l'industria petrolifera non opera e non scarica.
Come detto, i dati parlano chiaro, i picchi si sono visti solo nelle cozze di Warren.

E come poteva essere altrimenti?

Anche qui pero' la cosa interessante e' che dopo il 2011 le cose non sono poi cosi cambiate, nel senso che i tassi di stronzio nei gusci delle cozze e' solo leggermente diminuito nel corso degli anno.

L'idea e' che non solo le cozze hanno bioaccumulato, ma anche i sedimenti dove le cozze vivono, cosicche anche se non riversiamo piu' stronzio o altro materiale, i sedimenti li conservano a lungo e le cozza continuano a nutrirsene.

Non e' la prima volta che il depuratore di Warren viene indicato come ammazzatore di cozze. Gia' nel 2015 venne notato che i tassi di sopravvivenza per le cozze nel raggio di 500 metri da tale sito variavano fra il 20 e il 50% nel corso di un anno nel 2012; mentre per cozze che stavano a due chilometri il tasso di sopravvivenza era fra l'80 ed il 100%.

Cioe' le cozze piu' vicine all'impianto di Warren morivano prima.

Uno dei ricercatori coinvolti, Nathaniel Warner dice che in generale per le cozze si apre un periodo di estinzione di massa, e questo a causa di tutti i cambiamenti alla qualita' dell'acqua.

Negli USA circa 35 delle 297 specie di cozze note sono andate estinte dal 1900 ad oggi. Il fiume Allegheny contiene 49 di quelle rimaste e molte sono in via di estinzione.

E dice che non e' che perche' abbiamo fermato la depurazione di monnezza da fracking che le cose migliorereanno.

Che sia monnezza da fracking o da fluidi tradizionali, le cozze non lo sanno.
Loro sanno solo che l'acqua non e' pulita e non e' sana.

Wednesday, November 23, 2016

Alberta: cinque anni di terremoti indotti dal fracking




L'evidenza c'era gia' ma adesso arriva la rivista Science e non la D'Orsogna a confermarlo:  l'attivita' sismica nel nord dell'Alberta negli scorsi cinque anni e' dovuta alle operazioni di fracking.

Non di reiniezione di fluidi nel sottosuolo, ma proprio dalla pratica dell'inettare sottoterra concentrati ad alta pressione di fluidi e composti chimici e tossici.

L'articolo e' stato scritto da due ricercatori dell'Universita' di Calgary,  Xuewei Bao e David Eaton che nel loro scritto "Fault activation by hydraulic fracturing in western Canada"hanno analizzato piu' di 900 terremoti vicino a siti di estrazione di gas di scisto a Duvernay nell' area cosiddetta di Fox Creek.

Le scosse sono iniziate circa cinque anni fa, ma sono diventate piu' intense a partire dal dicembre del 2014. Includono un sisma di magnitudo 4.8, il piu' forte mai registrato nella storia per induzione da fracking nel Canada e nel mondo.

La causa dei terremoti e' da attribuirsi all'aumento della pressione sottterranea man mano che il prcesso di fracking continuava nel tempo; sia in termini di spaccatura della roccia sotterranea (e quindi in termini di cambi della geologia del sottosuolo) che in termini dei cambi di pressione dovuti agli enormi volumi di fluidi iniettati per spaccare la roccia. Gli effetti delle spaccature sono immediati, quelli dovuti ai residui di fluidi che restano nel sottosuolo dopo che la roccia si e' spaccata possono svilupparsi nel tempo.

E infatti in una delle zone terremotate, facendo un raffronto di correlazione temporale fra trivelle e terremoti, emerge che le scosse venivano registrate subito, al massimo entro un mese dall'attivita' di fracking; in una altra zona invece gli effetti dell'attivita' umana erano piu' diluiti nel tempo, con tremori che persistevano anche per vari mesi.

Nel primo caso e' il fracking a causare i terremoti; nel secondo sono i fluidi. 

Il fracking in se e' una vera e propria micro-esplosione istantanea che cambia subito la geolgia, cosi se ci sono faglie gia' criticamente sotto pressione, quando arriva il fracking, voila', l'energia aggiunta e' sufficente a rilascaire un terremoto subito. I fluidi invece possono dare origine a scosse su archi temporali piu' lunghi: visto che restano nel sottosuolo a lungo, la pressione che applicano e' cumulativa nel tempo e i terremoti possono arrivare anche mesi dopo l'iniezione.  In questo caso,
le faglie possono riattivarsi se i fluidi infiltrano i microspazi che puntellano la roccia porosa e la pressione porta piano piano a slittamento e a frizione aggiunta delle roccie sotterranee.

Quello che pero' emerge e' che se la geologia del territorio e' gia' sotto stress, anche piccoli cambi di pressione -- da fracking o da fluidi -- hanno il potere di causare scosse consistenti.

Secondo Bao ed Eaton, gli effetti di fluidi e fracking possono attivarsi anche a distanze superiori ad un chilometro dalle zone estattive. 

E cosi abbiamo sismicita' indotta da reiniezione di fluidi in Oklahoma e Kansas, da trivelle in Texas e in California, da fracking in Alberta, nel Regno Unito, da estrazione di gas in Olanda e da impianti di stoccaggio in Spagna.

Solo in Italia tutto questo non succedera' mai e poi mai.


Wednesday, May 25, 2016

Texas: sismicita' indotta da petrolio fin dal 1925






Oil field practices have changed so much over the years, 
and that probably affects the kinds of earthquakes 
that were happening at each time

 The record clearly demonstrates that 
induced earthquakes have been broadly distributed 
in several different geographic parts of Texas 
over the last 90 years 

Cliff Frohlich, direttore dell'Istituto di Geofisica presso l'Universita' del Texas, Austin

 

Nel numero di Maggio 2016 Cliff Frohlich, direttore dell'Istituto di Geofisica presso l'Universita' del Texas, Austin pubblica un articolo dal titolo: "A Historical Review of Induced Earthquakes in Texas" nella rivista Seismological Research Letters.

Il messaggio? L'uomo ha causato sismicita' in Texas dal 1925, e tutti i terremoti sono stati su larga scala, da allora ad oggi.

I terremoti, secondo lui, sono causati da operazioni di estrazione, lavorazione e smaltimento dell'industria del petrolio e gas. Le tecniche usate cambiano nel corso dei decenni, ma gli effetti sono continuati nel tempo, cosi tanto che i terremoti sono diffusi in tutto lo stato.



Secondo Frohlich i risultati del suo studio sono la conclusione definitiva alla domanda: "l'uomo causa terremoti"?

La sua risposta e': si.

Dal 2008 ad oggi il numero di terremoti di magnitudo maggiore a 3 in Texas e' aumentato da due a dodici l'anno. Per la maggior parte il maggior numero di terremoti si e' registrato nei presso di pozzi di reiniezione, specialmente attorno a Dallas-Fort Worth fra il 2008 e il 2013, attorno a Timpson nel 2012, e attorno e Azle nel 2013 come documentato nel suo articolo. 

Interessante che secondo Frohlich non c'e' una pratica specifica che porta alla sismicita' indotta: nel loro complesso tutte le pratiche collegate all'oil and gas che si sono susseguite nel corso dei decenni hanno portato a problemi e si sono influenzate a vicenda.

Ovviamente, le tecniche sono cambiate molto dal 1925 ad oggi, e questo ha avuto delle influenze sul tipo di terremoti che si sono scatenati. Per esempio negli anni 1920-1930, una volta identificato il bacino petrolifero da sfruttare, centinaia di pozzi venivano trivellati in contemporanea e l'estrazione era fatta in modo frenetico, il piu' velocemente possibile.

Il rapido svuotamento del giacimento portava allo stravolgimento degli equilibri geologici e alla sismicita' indotta. 

Negli anni 1940-1970, una volta esaurito il petrolio "facile" si passo' alla stimolazione dei pozzi con iniezioni di volumi di acqua ad alta pressione per "spingere" gli idrocarburi in superficie. Anche questa iniezione di acqua porto' a squilibri e a sismicita' indotta.

I terremoti indotti in tempi recenti invece sono collegati alla reiniezione di materiale di scarto nel sottosuolo. L'effetto di questi pozzi in Texas e' piu' pronunicato che non in Oklahoma, secondo Frohlich, a causa di dove il materiale viene reiniettato. In Texas si tratta di fluidi da fracking, piu' liquidi, in pozzi dismessi, in Oklahoma il materiale viene da pozzi petroliferi convenzionali e viene iniettato in roccia sedimentaria sotterranea. In Canada invece i terremoti recenti sono dovuti direttamente alle operazioni di fracking.

Come sono arrivati a questa conclusione Frohlich e i suoi collaboratori? Hanno considerato elementi come l'occorrenza spazio-temporale di terremoti e la tempistica delle operazioni petrolifere nelle vicinanze. Hanno anche considerato la profondita' dell'epicentro, se ci fossero note faglie attive nella zona, e se nella letteratura scientifica ci fossero gia' elementi ad indicare che i terremoti fossero stimolati dall'uomo. In base alle risposte, i pozzi sono stati descritti come tettonici, possibilimente indotti, probabilmente indotti e quasi certamente indotti. Queste ultime due categorie sono diffuse in tutto lo stato del Texas.

Cosa fara' lo stato del Texas con queste informazioni?

Per ora hanno deciso di raddoppiare il numero di centraline sismiche: da 17 a 39. Ma non e' certo sufficente. E' una bella matassa da districare, i pozzi sono qui dappertutto.

Ma... forse sara' il vento a risolvere tutto.

Gli investimenti nell'eolico continuano a fare passi da gigante, e c'e' una corsa ad accapparrarsi clienti e a creare infrastruttura. In alcune ore della notte, per troppa che ce n'e' l'energia eolica e' gratis.

Vento sconfigge il petrolio.

E senza creare terremoti, ne oggi, e ne fra 90 anni.






Thursday, August 27, 2015

British Columbia, Canada: terremoti da fracking in zone non sismiche 4.4 Richter


E' stato il piu' grande evento sismico nell'area causato dall'attivita' petrolifera.  In totale nell'area ci sono stati 231 eventi sismici fra l'Agosto del 2013 ed il Novembre 201, alcuni di intensita' superiore a magnitudo 3.5.







"My house got shook. My couch I was on was actually shaking with me. It dawned on me it could be earthquake, but it could be fracking in the area. I don't think they should continue fracking."

Residenti Canadesi



The magnitudes have been increasing every year.

Gail Atkinson, Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards 
Ontario’s Western University,  



Eccoci qui.

Non che ci volessero altre prove di sismicita' indotta da trivelle ed affini, ma eccola lo stesso, dal Canada. Dopo circa un anno da un terremoto inaspettato di magnitudo 4.4 in British Columbia nel 2014, la Oil and Gas Commission del British Columbia ha confermato che la causa del terremoto e' stata, si, l'iniezione di fluidi di trivellazione durante le operazioni di fracking.

Le citta' interessate erano  Fort St. John and Fort Nelson.

Questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice l'ente governativo che regolamenta le estrazioni di gas e di petrolio del British Columbia, lo stato canadese lungo la costa pacifica, a nord della California e dove c'e' la citta' di Vancouver.

I terremoti sono stati avvertiti nell'Agosto del 2014. Prima c'erano state altre scosse di magnitudo 3.8.
Cosa sucedeva in zona? Si faceva fracking, si iniettavano veleni nei pozzi e monnezza in altri. La solita canzone dei petrolieri.

Negli scorsi dieci anni ci sono stati circa 500 terremoti in zona, tutti di magnitudine molto bassa -- 1 o 2 --proprio in parallelo con l'aumento delle attivita' estrattive.

Di questi, dopo una indagine nel 2014, 231 sono stati attribuiti ai petrolieri  – 38 indotti dalla iniezione sottoterra di materiale petrolifero e 193 dalle operazioni di fracking. Una indagine precendente eseguita nel 2012 documento' invece 272 eventi sismici dovuti a  ``fluid injection during hydraulic fracturing in proximity to pre-existing faults”  fra l'Aprile del 2009 e il Dicembre del 2011.

Questa pero', nell'estate del 2014, era la prima volta che si arrivava a una intensita' cosi forte ed e' stata nominata una commissione apposta. 

La quale commissioneha attribuito la causa delle trivelle alla ditta chiamata Progress Energy, della Malesia, alla quale e' stato ordinato di "ridurre il volume dei fluidi usati". Questa Progress Energy ha anche in progetto di costruire una centrale rigassificatore chiamata Pacific North West LNG per esportare il gas. La gente e' ovviamente preoccupata di quel che potra' succedere se e quando questo rigassificatore comparira' sulla scena.

Ovviamente i politici sono politici sempre, e cosi il Ministro dello "Sviluppo del Gas Naturale" Rich Coleman non puo' che dire "si, e' sismicita' indotta, ma i terremoti sono rari" e ha dato istruzione che tutto si deve fermare se la sismicita' indotta supera l'intensita' 4.0 In tal caso ci devono essere piani di "mitigazione".

Chissa' - diranno abracadabra?

Intanto che preparano questi piani di mitigrazione, i terremoti di Fort St. John and Fort Nelson sono, secondo le statistiche, fra i piu' forti mai registrati a causa delle operazioni di iniezione di materiale petrolifero da fracking nel sottosuolo.

Il record assoluto spetta a Prague, in Oklahoma con intensita' 4.7.

Ma ci sono andati vicini in Canada. La scorsa settimana c'e' stato un altro terremoto in British Columbia, di intensita' 4.6 Richter visino a Fort St. John e Fort Nelson che ha portato la Progress Energy a chiudere un altro pozzo in via preliminare. Adesso devono capire se anche questo terremoto e' dovuto al fracking ma uno dei responsabili della Oil and Gas commission della British Columbia,


Alan Clay, afferma che

“It’s still under investigation, but it was likely induced by hydraulic fracturing"

Altri due terremoti da fracking di intensita' 4.4 sono stati nvece registrati a Fox Creek, in Alberta a gennaio.

Anche qui, prima delle trivelle i terremoti erano circa uno all'anno. Da che si e' iniziato a fare fracking i terremoti sono passati a 160 l'anno, in genere piccoli, ma appunto anche due di intensita' maggiore in tempi recenti.
 
Secondo Gail Atkinson,  Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards presso la Ontario’s Western University, “the magnitudes have been increasing every year.” Questo lo dice uno degli esperti principali di sismicita' indotta del Canada.




Se uno si pensa bene e cerca di raffrontare le cose con l'Italia, il paragone lascia un po perplessi. Qui e' stato un ente ufficiale ad ammettere la sismicita' indotta, non un pinco pallino qualsiasi.

Ce lo possiamo immaginare in Italia il Ministero per lo Sviluppo Economico o il Ministero per l'Ambiente ad ammettere, come hanno fatto quelli della Oil and Gas Commission della British Columbia, che i terremoti sono colpa dei petrolieri?

Ma nooo... anatema!!

Noi in Italia possiamo star tranquilli. A noi non succedera' mai. E se succede, non succede lo stesso.

Grazie Matteo Renzi, grazie INGV, grazie ai ministeri cosi' garanti della democrazia e della civilta', grazie alla scienza ufficiale italiana, libera ed indipendente.





Thursday, May 8, 2014

Ohio: evacuazioni per perdite durante le trivellazioni da fracking







Ma e' tutto biodegradabile, nessuna paura!


L'Ohio non si fa mancare niente.

Durante le trivellazioni per completare un pozzo da fracking presso Morgan County ci sono stati dei cedimenti e voila'...  perdite di fluidi tossici dispersi nell'ambiente con evacuazioni dei residenti.

E' successo domenica 4 Maggio, quando fluidi di trivellazione al ritmo di circa 40 litri al minuto sono iniziati a sgorgare dal costruendo pozzo di proprieta' della PDC Energy, ditta del Colorado. Dentro questi fluidi non c'erano "composti biodegradabili" come amano dire i nostri amici petrolieri, ma sostanze oleose, lubrificanti, fanghi tossici.  Parte di queste sostanze sono finite nei ruscelli vicino la cittadina di Beverly e nei campi vicinii coltivati a soia e a mais. Sono stati recuperati anche 330 barili di petrolio sparsi un po dappertutto.

Fortuantamente il circondiario non era densamente popolato, ma le tre case piu' vicine al pozzo sono state evacuate perche' si temavano possibili scoppi di gas naturale.

Cosa e' successo? Hanno incontrato delle sacche di gas naturale durante le operazioni di trivellazione, c'e' stato uno sbalzo di pressione e voila' -  perdite di fluidi di trivellazione.

Le autorita' dicono che sono eventi rari.
Chissa' perche' dopo che succedono sono sempre rari!

Nel frattempo, il dipartimento per le risorse naturali dell'Ohio ha diramato nuove linee guida per il monitoraggio e la prevenzione sismica nello stato. Le leggi impongono di eseguire monitoraggi sismici prima di iniziare a trivellare nel raggio di tre miglia, quasi cinque chilometri, da note faglie sismiche o in aree gia' soggette a terremoti di grado 2.0. 

Monday, April 14, 2014

Ombrina, Italia: usati fanghi vietati nei mari del Nord




“Presently the well is producing back the technical fluid 
(diesel oil and brine) injected to clean the hole and stimulate the reservoir.” 

Dal comunicato agli investitori della Medoligas del 2008


“The use of diesel-oil-based drilling fluids is prohibited.”

OSPAR, ente che regolamenta i mari del nord Europa


Cioe’ nelle acque inglesi la Medoilgas non avrebbe potuto
fare quello che ha fatto in Abruzzo.


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E’ passato un anno dal 13 Aprile 2013, in cui circa 40,000 abruzzesi sono scesi civilmente in piazza a Pescara per ribadire alla classe politica d’Abruzzo che questa regione non intende essere petrolizzata, ne in mare, ne in terra.

Emergono dopo un anno nuovi particolari. La Medoilgas ha dichiarato di avere usato gia’ dal 2008tecniche di acidificazione e di fracking nei pozzi esplorativi, senza che la popolazione sapesse nulla e che ha utilizzato fanghi diesel per la perforazione, i piu’ aggressivi ed impattanti che esistano. L’uso di questi fanghi e’ vietato nei mari del Nord a causa dell’inquinamento che comportano. Il divieto e’ del 2000, anno in cui l’OSPAR decreto’ che


“The use of diesel-oil-based drilling fluids is prohibited.”


L’OSPAR e’ una commissione di 15 paesi europei che si affacciano sul mare nord o che hanno fiumi che vi sfociano - Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito – e che hanno deciso di regolamentare gli scarichi nel Mare del Nord per proteggerlo.

L’Italia non fa parte dell’OSPAR e quindi la Medoilgas ha potuto usare gli oli diesel per trivellare i pozzi esplorativi in Adriatico, cosa che le sarebbe stata vietata in Inghilterra, ad esempio.

Fra poche settimane si apriranno le urne in Abruzzo.

Agli sfidanti Maurizio Acerbo, Luciano D’Alfonso e Sara Marcozzi, e all’attuale governatore Gianni Chiodi - che finora ha fatto poco e male - le domande sono molto semplici:

Cosa fara’ lei per scongiurare Ombrina e la petrolizzazione dell’Abruzzo intero?

Vorra’ lei assumere posizione di guida per l’Abruzzo nella lotta alle trivelle, a prescindere dalle desioni del governo Renzi, e dare esempio per il resto dell’Italia?

Si attivera’ lei perche’ a livello nazionale ci sia il ripudio dell’articolo 35 del decreto Passera che apre i mari d’Italia alle trivelle a mo’ di far west?

Vorra’ fare questo non solo per l’Abruzzo ma in atto di generosita’ verso il paese intero, di modo che nessuno debba piu’ combattere con questi incubi?

Si fara’ lei portavoce press il governo della necessitia’ di adottare anche in Italia le norme OSPAR?

Vediamo che succede.



Saturday, October 5, 2013

Fluidi "biodegradabili" e petrolio nel golfo del Messico












Il giorno 30 Settembre 2013 un consorzio di volontari, il Gulf Monitoring Consortium ha eseguito dei voli di monitoraggio lungo le coste a sud est della Louisiana.

Cosa hanno trovato? Quello che trovano sempre: pozzi di petrolio e gas che riversano allegramente monnezza in mare.

Pardon, fluidi biodegradabili.

Ecco le immagini del golfo.

Il 30 Settembre 2013 non era un giorno speciale.

Tutto questo e' tutto normale in Louisiana.





Thursday, August 29, 2013

Fracking e terremoti: prima causa in tribunale


"Given the strong spatial and temporal correlation between the two wells and seismic activity on the fault, it would be an extraordinary coincidence if the recent earthquakes were not triggered by the fluid injection. For these reasons, I conclude that fluid injection triggered the recent seismicity."

Data la forte correlazione spazio-temporale fra i pozzi di reiniezione e l'attivita' sismica sulla faglia, sarebbe una coincidenza straordinaria se i terremoti recenti non fossero stati innesati dalla reiniezione di fluidi. Per questi motivi, concludo che la reiniezione di fluidi ha causato la recente sismicita'.

Steve Horton, Seismological Research Letters
sui terremoti attorno a Greenbrier, Arkansas
March/April 2012 
 
Un sacco di persone mi mandano link sul fatto che anche il Sole 24 ore si sia svegliato sulla questione fracking, e che dica che "l'estrazione prolungata causa terremoti"

Beh, meglio tardi che mai.

Questo dimostra che non e' piu' possibile far finta di niente e che l'informazione non si puo' piu imbavagliare, neanche in Italia. Troppi i report, troppi i nostri blog, i nostri siti indipendenti che continuano a parlare di terremoti, e inquinamento delle faglie, e acqua marroncino nei rubinetti.

Ma il Sole 24 ore ha ancora molto pane da mangiare per recuperare, perche' ci sono decine e decine e decine di studi che collegano le trivelle ai terremoti.

Ed ecco qui. La prima causa in tribunale contro i fraccanti per trivelle e terremoti.

Succede a Greenbrier, Arkansas.
Ne avevamo parlato qui gia' nel 2011.

Il tutto e' molto semplice.

Prima delle trivelle del fracking e delle reinizioni sotterrannee di monnezza petrolifera, niente terremoti.

Arrivano le trivelle del fracking e delle reinizioni sotterranee di monnezza petrolifera, arrivano i terremoti.

Si fermano le trivelle del fracking e delle reinizioni sotterranee di monnezza petrolifera, finiscono i terremoti.

Lineare. Lampante.

Fra il 2010 e il 2011 ne hanno registrati 1000 di terremoti.
Il maggiore era di intensita' 4.7 Richter.

Nessuno a Greenbrier poteva pensare, allora che la colpa fosse delle attivita' di fracking della Chesapeake Operating, Inc e della BHP Billiton che acquisto' le operazioni della Chesapeake.

Ma quando Scott Ausbrooks dell'Arkansas Geological Survey e Steve Horton dell' Universita' di Memphis Center for Earthquake Research and Information spiegarono dopo un po' che la causa degli sciami sismici era molto probabilmente delle trivelle, si decise di chiudere i pozzi incriminati. 

Infatti, i due, allarmati dalle ripetute chiamate dei residenti che si lamentavano dei numerosi tremori quotidiani - anche dodici al giorno - decisero di installare delle stazioni di monitoraggio attorno ai due pozzi di reinizione nella zona. 

Il 98% delle scosse si era registrato nel raggio di 5 chilometri dai pozzi. In piu', i due scoprirono l'esistenza di una faglia sismica prima di allora sconosciuta, ora chiamata faglia di Guy-Greenbrier.

A questo punto le autorita' non poterono piu fare finta di niente. 

Vi fu una moratoria permanente su un area di circa 3,000 chilometri quadrati sulle attivita' di reinizione attorno alla nuova faglia.
 
E cosi' i residenti decisero di fare causa ai petrolieri responsabili, anche quelli che inizialmente erano favorevoli al fracking in citta'.

E' la prima volta che si va in tribunate per i danni da fracking e della sismicita' indotta.
Ed e' anche una causa molto importante, perche' potrebbe dare l'avvio a molte altri contenziosi legali.

Dopotutto la terra non ha tremato solo a Greenbrier per colpa delle trivellazioni. Casi simili ci sono anche in altre zone dell'Arkansas, nel nord del Texas, in West Virginia e a Youngstown, Ohio.

"The scientific community is really focusing on this issue so I imagine we will see more cases because of that. That's one of the new battlegrounds."

E questo lo dice Barclay Nicholson, avvocato di Houston che lavora per i petrolieri.

Dal canto loro i petrolieri dicono che non potevano predire i terremoti, e che una volta appurata la connessione fra terremoti e trivelle hanno fatto tutto quello che potevano per fermarli e che in ogni caso... il fracking ha portato milioni e milioni di dollari di investimenti in Arkansas e che ha dato lavoro e gas a tutti.
    
It’s something that happened, we addressed it and developed some rules to keep it from happening again and everyone has moved on.

Questa e' la posizione di Lawrence Bengal, direttore del consorzio petrolifero "Arkansas Oil and Gas Commission". Come dire,  che vuoi che sia un terremotino di qua o di la.  Let's move on. Si, per lui che non sente la terra tremare sotto i piedi!

Vediamo come va a finire.




Thursday, July 11, 2013

La sismicita' indotta da eventi remoti



The fluids are driving the faults to their tipping point. 
The remote triggering by big earthquakes is an indication 
the area is critically stressed.

Science July 2013



L'idea e' sempre stata che gli eventi umani che portano ai terremoti siano su scala locale. E cioe' che se io trivello in un certo posto, l'eventuale sismicita' indotta comparira' nelle sue strette vicinanze.

Adesso pero' arriva questo articolo su Science, a firma di Nicholas J. van der Elst,  Heather M. Savage, Katie M. Keranen, Geoffrey A. Abers, pubblicato il 12 Luglio 2013 a dire che non e' poi necessariamente cosi vero.

Gli autori infatti affermano che eventi sismici di alta magnitudine possono generare onde sismiche alle lunghe distanze che poi possono scatenare terremoti secondari, in zone anche a migliaia di chilometri in distanza, specialmente in luoghi gia' di per conto loro interessati ad accumulo di pressione, squilibri, instabilita' e tensioni.

Fra queste, guarda caso, le zone dove si pratica la reiniezione di fluidi di perforazione petrolifera.

In pratica: la reiniezione di fluidi porta a scompensi nel sottosuolo, a pressioni sulle faglie sotterranee cosicche' quando arriva l'onda sismica dai terremoti piu' distanti, e' piu' facile che si scatenino altri terremoti, perche' il terreno e' gia' sotto stress per conto suo.

Lo dice chiaramente uno degli autori, Nicholas Van Der Elst:

"The fluids are driving the faults to their tipping point. The remote triggering by big earthquakes is an indication the area is critically stressed."

"I fluidi portano le faglie al punto di rottura. Il fatto che i grandi terremoti li attivino da lontano, e' un indicatore che la zona e' sotto stress critico."

Ora per tutti i ben pensanti, questo non lo dico io, lo dice Science, che e' una delle riviste piu' prestigiose del mondo.

Gli autori portano il caso del terremoto del Cile del 27 Febbraio 2010 di intensita' 8.8 Richter che causo' una serie di terremoti di assestamento in tutta la zona attorno a Conception e che secondo gli autori, e' stato lo stesso che ha portato allo sciame sismico attorno a Prague, Oklahoma.

Infatti solo 16 ore dopo l'evento del Cile ci fu il primo terremoto a Prague, Oklahoma, di intensita' 4.1 Richter. Lo sciame sismico continuo' per altri mesi, fino all'evento piu' grande, di intensita' 5.7 Richter, il 6 Novembre 2011.

L'Oklahoma era territorio non sismico. O almeno lo era prima della reiniezione.

Lo stesso terremoto del Cile, secondo gli autori, ha anche scatenato terremoti al confine fra il Colorado ed il New Mexico, anche qui in prossimita' di pozzi di reinizione di materiale di scarto da
fracking. Qui il terremoto di intensita' maggiore e' stato il giorno 22 Agosto 2011 di magnitudine 5.3 Richter.

Allo stesso modo gli autori indicano che i terremoti al largo delle coste del Giappone di magnitudine 9.0 Richter il giorno 11 Marzo 2011 ha portato allo sciame sismico attorno a Snyder, Texas sei mesi dopo, dove gia' si erano registrate scosse sismiche collegate all' estrazione di petrolio e dove l'intensita' massima raggiunta e' stata 4.5 Richter.

In realta' per strano che possa apparire, non e' la prima volta che si parla della possibilita' che gli sciami sismici possano essere generati da eventi lontani.

Gia' nel 1992, il terremoto 7.3 Richter a Landers, nel deserto del Mojave di California ha portato ad eventi sismici di magntiudo 5.6 in Nevada, a 150 miglia di distanza.

Nel 2002, si era concluso che un terremoto in Alaska di intensita' 7.9 Richter avesse innsescato ua serie di terremoti presso il parco Yellowstone a 2,000 miglia di distanza come riportato in questo articolo del 2004 study esegiuto da Stephen Husen, geologo svizzero.

Lo stesso evento dell'Alaska causo' tremori anche attorno ad altre faglie californiane fra cui quelle di San Andreas, San Jacinto e Calaveras secondo un altro studio del 2008 eseguito dal geofisico dell'USGS Joan Gomber.

Con molta chiarezza, uno degli autori dell'articolo attuale, Goeffry Abers, dice che e' da 20 anni che si sa che eventi sismici di grande magnitudine possono scatenarne di altri in posto distanti, specie dove le pressioni sotterranee sono elevate.

Semplicemente adesso la connessione include i posti dove le pressioni sotterranee sono elevate a causa dell'opera umana e del seppellimento di monnezza tossica al alta pressione.

Negli Stati Uniti centrali, ci sono stati 21 terremoti l'anno dal 1960 al 2000.

Nel 2011 il numero e' salito a 188. 

Tuesday, August 7, 2012

Pozzi di reiniezione e terremoti


This suggests injection-triggered earthquakes are more 
common than is generally recognized.

C. Frohlich, 
PNAS 6 Agosto 2012




Ecco qui un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulle correlazioni fra terremoti e pozzi di reiniezione negli Stati Uniti.

L'analisi e' stata effettuata presso l'Universita' del Texas, ad Austin, dal prof. Cliff Frohlich che afferma che varie dozzine di terremoti si sono succeduti nel nord del Texas negli scorsi due anni sono con molta probabiita' a causa di vari pozzi di reinizione dell'industria del gas e del petrolio. La rivista e' la prestigiosa - ma prestigiosa per davvero - PNAS, Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America.

Il prof. Cliff Frohlich ha analizzato la sequenza dei terremoti nella zona cosiddetta del Barnett Shale nel nord del Texas dal Novembre 2009 al Settembre 2011 ed ha trovato che dei 67 terremoti registrati, l'epicentro di 24 di questi era nelle strette vicinanze dei pozzi di reiniezione - 3.2 chilometri o meno -  e in cui i riversamenti medi di "fluidi" erano di 24,000 metri cubi al mese - iniettati dal 2006.

Fanno 24,000,000 = 24 milioni di litri di "fluidi" (= monnezza) al mese nel sottosuolo per 4,5 anni.

Fra questi terremoti alcuni nella zona di Clayburne e di Dallas Forth Worth, colpiti da una ondata di terremoti fra il 2008 ed il 2009, e zone del Texas del Nord dove non c'erano mai stati terremoti prima.

I terremoti erano tutti di magnitudine bassa - al massimo di magnitudine 3.0 della scala Richter: alcuni di questi non erano stati registrati dalle liste governative ufficiali.

Sebbene ci fossero vari pozzi di reinizione nella zona, solo alcuni sono collegati alla comparsa di terremoti secondo Frohlich. Perche'? L'ipotesi che presenta l'autore e' che quelli collegati ai terremoti fossero piu' vicini di altri a faglie e zone sismicamente attive.

Spero che l'INGV legga queste cose e ne faccia tesoro.

Per ora un video veramente sconvolgente sul terremoto in Emilia e la leggerezza dei nostri governanti in merito.  In Italia non succede.