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Sunday, December 2, 2012

I convegni di Chiodi: "soggiogate la terra"




E quindi questo e' il governatore della regione verde d'Abruzzo.

Uno che va ai convegni per dove e' scritto grande grande che "Dio" ha ordinato agli uomini di "soggiogare la terra", e di "dominare" sui pesci, sul mare e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.

E poi segue: l'Abruzzo: contemplazione o sviluppo?

Interessante che poi lo stesso soggetto si faccia intervistare alla TV di Puglia - mica a quella d'Aburzzo -  per dire che lui ha fatto atti concreti contro il petrolio.

Puo' farlo solo alla TV di Puglia, perche' in Abruzzo lo sappiamo tutti che non e' vero.

La verita' e' che Gianni Chiodi non ha mai avuto il coraggio di fare niente, e se ha agito e' solo perche' costretto dalla rabbia della gente, dalle pressioni del clero, e dalla paura di perdere voti.

E' un governatore molle, inutile, che non sa cosa vuol dire guidare. Sa solo stare li seduto sulla poltrona accontentando lobbisti e speculatori perche' il coraggio non ce l'ha e non se lo sa dare.

Ha mai mandato osservazioni Gianni Chiodi? No.

Ha fatto qualcosa per il Parco della Costa Teatina, strumento per fermare i petrolieri? No.

Ha mai aiutato istituzionalmente quelli che hanno combattuto contro le trivelle? No.

Ha smosso un dito contro Ombrina? No.

Ha smosso un dito contro la Forest Oil? No.

Ha smosso un dito contro il tubo Snam? No.

Ha smosso un dito contro Cipressi? No.

E' andato alle manifestazioni? No.

Ne ha organizzate lui? No.

O vogliamo parlare del convegno di Cupello in cui scherni' tutti i cittadini che volevano risposte da lui e a cui seppe solo dire "state millantando una situazione falsa" davanti a mappe, dati e numeri ministeriali e tuttaltro che false.

E' solo un governatore che va al traino.

Un governatore del tutto inutile e che non merita di essere rieletto.

Friday, March 13, 2009

Claudio Descalzi - e le bugie





Qualche tempo fa abbiamo parlato dell'articolo del Financial Times di Londra dove si parlava dei disastri ambientali in Basilicata a causa delle estrazioni petrolifere. In questo articolo, del 18 Novembre 2008, ci sono anche le dichiarazioni di Claudio Descalzi, presidente di Assomineraria e vice presidente dell'ENI.

Oggi mi sono imbattuta nell'intervista al Corriere della Sera, pubblicata il 16 novembre e poi ripresa da Assomineraria, da cui vengono quelle dichiarazioni di Descalzi e dove lui ribadisce "la necessità" di una ripresa dell’Esplorazione e Produzione di Idrocarburi in Italia.

E perche' c'e' necessita'? Per chi c'e' la necessita'? Per arricchire i propri investitori? Per l'ENI che perde soldi in borsa? Per l'ENI che continua a promettere che Miglianico presto entrera' in produzione e che non sa piu' cosa inventarsi? Ricordo che ora parlano di entrata il produzione verso la meta' del 2009 per il centro oli di Ortona nel loro sito ufficiale. Bugiardi, la ci stanno ancora gli ulivi dell'eroico signor Orsini!

Continua Descalzi:

"Solo la disponibilità di forti riserve nazionali, il cui valore è stimato in 230 miliardi di euro, ci mette al riparo dalle forti oscillazioni di prezzi delle fonti energetiche come il petrolio e il gas."

"L’Italia ha notevoli riserve di olio e gas, che potrebbero essere messe in produzione dopo il 2012. Credo che finora siano mancate consapevolezze e focalizzazione: per svilupparle lo Stato dovrebbe lanciare un progetto ad hoc, dotandolo di adeguate risorse, finanziarie e umane. Sarebbe un’operazione con grandi investimenti, ma anche con grandi risultati."

Ah si? E per chi sarebbero questi risultati? Non certo per gli Italiani: basta solo guardare cosa e' successo ai lucani, la terza regione piu povera d'Italia nonostante (o forse proprio a causa!) del petrolio. Secondo Descalzi lo STATO, cioe' noi, dovremmo non solo dargli i soldi di tasca nostra per fargli strade, porti petroliferi, allacci, oleodotti e altre infrastrutture ma dovremmo anche star zitti e lasciargli campo aperto e veder distrutte tutte le altre attivita' umane ed economiche che gia' esistono sul territorio. E lo STATO, cioe' noi, dovremmo poi pure accollarci tutte le spese medico sanitarie per venire incontro all'aumento di malattie e inquinamento ambientale. Il tutto in cambio delle royalties che sono fra le piu' basse del pianeta. Ma crede che gli italiani siano babbo natale?

L’Italia è il quarto Paese dell’Unione Europea per riserve accertate, dopo i Paesi del Mare del Nord. Dispone di 130 miliardi di metri cubi di gas provati e altri 120-200 miliardi di metri cubi potenziali. Se poi ci mettiamo l’Alto Adriatico, sarebbero altri 30 miliardi di metri cubi in più. "
Poi c’è l’olio. Anche qui abbiamo riserve provate di 840 milioni di barili e potenziali fra i 400 milioni ed un miliardo di barili.

Abbiamo poche riserve rispetto a quel che ci serve, signor Descalzi. Peccato che lei non spiega che il nostro petrolio nulla ha a che vedere con quello piu' fluido e puro dei Mari del Nord.

Sfruttarlo significherebbe riempire l'Italia di raffinerie e desolforatori. In Norvegia ne hanno due di raffinerie. Lasciamo lo schifo che abbiamo sottoterra e concentriamoci sugli altri aspetti dell'economia Italiana che potrebbero farci crescere in maniera sana e onesta. So che all'ENI altri tipi di attivita' non interessano, ma questo e' un problema vostro, non degli italiani.

Assomineraria poi aggiunge:

Descalzi ha poi sottolineato che le regioni maggiormente indicate per lo sviluppo degli idrocarburi sono: Sicilia, Emilia Romagna, Puglia, in parte Calabria e Abruzzo e poi Basilicata, Piemonte, Lombardia e Molise

Cioe' vogliono bucare tutta l'Italia. Iniziamo con sotto casa sua, signor Descalzi? Continua:

Quando si passa al rapporto con le Regioni, però, non è possibile che le strategie energetiche di un Paese non siano uniformi, né da un punto di vista progettuale, né burocratico–amministrativo. E’ questa la causa dei blocchi, dei rallentamenti e delle incomprensioni fra le parti. E qui c’è una separazione netta, una discontinuità. Un progetto industriale non può essere demandato a due soggetti separati che non hanno le stesse competenze e non parlano lo stesso linguaggio.

La causa dei blocchi e' un altra: sta nel fatto che in Italia nessuno ha il coraggio di dare pane al pane e vino al vino. Ne abbiamo visto un lampante esempio in Abruzzo con Chiodi e Febbo che non si sa bene cosa dicano, che posizioni abbiano. La Stati, assessore all' ambiente ha la bocca totalmente serrata come se fare l'assessore all'ambiente significasse annaffiare fiori sul balcone. Gente inutile, senza coraggio che ha paura di dire io sono per il si 0 per il no PER DAVVERO e con sincerita' . Gente che non vive di principi ma di compromessi. Gli Abruzzesi non lo vogliono il petrolio, ma i politici non ci sentono, hanno paura, dicono ni, spesso sono ignoranti in materia, e cosi passano leggine poco chiare per tutti. Ne per la gente che vorrebbe dei no chiari ne per quei pochi e di parte, che come Assomineraria, vorrebbero dei si.

In un articolo del 18 novembre il Financial Times prende in esame la situazione della Basilicata dove c’è il maggiore giacimento petrolifero a terra dell’Europa Occidentale: quello della Val d’Agri. 

Gli ambientalisti - scrive il giornale inglese - hanno condotto per 15 anni una dura campagna mirante a stabilire nell’area della Val d’Agri un parco nazionale, che è entrato in vigore lo scorso marzo. In esso ricadono una mezza dozzina di pozzi del giacimento.

Ora il Governo sta preparando una legislazione che toglie alle Regioni come la Basilicata il loro potere di veto sui piani delle infrastrutture.

Ecco la chicca di Assomineraria. Il tono dell'articolo e' fortemente negativo per l'ENI, si parla di clientelarismo, di inquinamento, di emigrazione, di parchi violati, di puzza di idrogeno solforato, di agricoltura distrutta. Si dice che l'ENI ha costruito i pozzi DOPO che il parco fu istituito:

Activists campaigned for 15 hard years to establish the Val D'Agri area as a national park. The legislation finally came into effect last March, forbidding mineral extraction. In the meantime Eni, Italy's part state-owned energy giant, had already built half a dozen wellheads inside the park and more outside.

Dice Descalzi:

“Noi non possiamo essere bloccati per anni, in attesa di un’autorizzazione che potrebbe anche non venire. L’industria vuole processi autorizzativi chiari e rapidi”.

Dice Maria Rita:

Gli Abruzzesi vogliono un no chiaro e rapido, caro signor Descalzi, cittadino di Milano, che non puo' arrogarsi il diritto di decidere per un milione di Abruzzesi, il 75% dei quali NON LO VUOLE IL PETROLIO IN CASA. Checche' ne dicano i nostri rammolliti poltici, gli abruzzesi non vi daranno mai nessuna autorizzazione per venirci a portare morte e distruzione. Si metta il cuore in pace, e vada a raccontare le sue balle altrove.

Magari al Financial Times.

Monday, September 8, 2008

I conti non tornano

Ho indagato un po cosa dicono i nostri amici ENI per il 2008 e per Miglianico. Direi che sono piuttosto confusi e che non sanno bene come districarsi. Dal documento "ENI operating and financial review", del Giugno 2008, a pagina 13 si legge:

"The Miglianico project has been put on hold due to a determination made by the region of Abruzzo that suspended the validity of authorizations previously granted for the construction of the treatment center."

Ora, a parte l'inglese che fa pieta' (una "determination" in questo contesto non significa niente in inglese, forse volevano dire una delibera? Ma determination vuol solo dire determinazione nel senso di caparbieta': la parola giusta era resolution/law/amendment e queste cose non sono "made" ma sono "passed"...). Comunque, fa abbastanza ridere che per anni hanno continuato a ripetere che Miglianico era il loro fiore all'occhiello ed ora finalmente ammettono che sono stati bloccati dalla regione Abruzzo.

Cari lettori, sappiamo bene che non e' stata la regione Abruzzo nel senso di politici o di istituzioni, ma che quelli SIAMO STATI NOI!!! E questo deve essere motivo di orgoglio e sopratutto deve incensarci per continuare cosi. La prossima volta all'Aquila, dobbiamo essere ancora piu' numerosi, ancora piu' arrabbiati (in questo blog non si dicono le parolacce), ancora piu' convinti. E dobbiamo chiedere delle leggi ferree contro l'ENI e contro le sue amiche nel mare.

Poi vado a vedere il documento che l'ENI manda alla borsa di New York nel Maggio del 2008 e dicono ancora:

"The main ongoing development project is Miglianico, located in the onshore of the Abruzzi Region. Three development wells have been drilled. The project provides for the construction of facilities to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing segment. The production volumes of gas will be input into Italian natural gas transportation network. Production is expected to start in the second half of 2009, peaking at 7 KBOE/d."

Cioe' semplicemente rimandano al 2009 cio' che promettevano per il 2006, 2007, 2008.
Dunque: la battaglia e' appena inziata. Ripeto: abbiamo convinto i vescovi, abbiamo insegnato all'ARTA come fare i controlli e come spiegare i dati alla gente, abbiamo fatto passare una legge regionale.

Ci dobbiamo credere che il popolo ha potere, e che piano piano, inesorabilmente, vinceremo.



Tuesday, August 5, 2008

The Italian deal


Il 3 aprile del 2008 a Londra c'e' stata la riunione annuale di tre ditte petrolifere che operano in collaborazione fra loro: la Petroceltic, ditta irlandese che ha dei permessi per venire a trivellare in Abruzzo, la Northern Petroleum, una ditta inglese che punta a trivellare il sud dell'Italia e che dopo l'ENI e' il piu grande estrattore di petrolio in Italia, e la ATI, una ditta petrolifera americana con sede nel Tennessee. La riunione si tiene ogni anno, questa era la 18esima. Il tema? Il petrolio in Italia.

Il presidente della Northern Petroleum si chiama Derek Musgrove, ed ha esordito annunciando tutti i suoi progressi nell'ambito delle trivellazioni in Olanda dove la Northern Petroleum sta cercando di sviluppare sei pozzi di petrolio e di gas. Mr. Musgrove ha detto che hanno fatto tutto quello che potevano per rendere questi pozzi produttivi, ma che non possono andare avanti perche' il sistema di rilascio delle licenze e dei permessi in Olanda e' molto rigido. Non possono andare avanti perche' gli olandesi ci pensano due volte prima di dare ad una ditta straniera il loro territorio e perche' vogliono essere sicuri delle ricadute ambientali e sociali. Le localita' interessate sono: Andel, Brakel, Ottoland, Papekop, Geesbrug e Grolloo.

Apprendiamo cosi che la Northern Petroleum dichiara apertamente le loro difficolta' burocratiche, mentre l'ENI mente spudoratamente ai suoi investitori. A tuttoggi non ha rivelato agli investitori americani che il progetto di Miglianico e' bloccato da una legge regionale e che lo sara' fino alla fine del 2008, se non di piu'. Secondo i report ufficiali ENI, il centro petrolifero di Ortona diventera' produttivo quest'anno!

Ad ogni modo, tornando all'incontro dei petrolieri. Cosa fa la Northern Petroleum nella veste del suo presidente Mr Musgrove? Dice che siccome e' difficile avere permessi in Olanda, allora concentriamoci sull'Italia, dove tutto e' piu' semplice! Dove tutti possono venire a fare cio' che vogliono, dove ci sono piu' raffinerie di quel che serve, dove la classe dirigente e' debole e sciocca! Pensate, in Italia se uno estrae meno di ventimila tonnellate di petrolio o venti milioni di metri cubi di gas non paga nulla! Il paradiso dei petrolieri!

Il direttore tecnico dell'ATI, Barry Lonsdale subito interviene per sottolineare il forte grado di attrattivita' dell'Italia dal punto di vista petrolifero: un paese affamato di energia, regime fiscale eccellente (per loro), e con vari giacimenti posti in lungo e in largo
sotto la nostra penisola. Addirittura c'e' una slide dove ti spiegano in cinque punti come fare per avere le licenze: scrivi al ministero e se te lo approvano hai i diritti per 30 anni. Facile facile.

Le tre ditte poi hanno parlavato della necessita' di ottenere prestiti dalle bance per finanziare queste operazioni, e del problema di aumentare il valore delle loro quotazioni in borsa e di come sia importante dare visibilita' a questi progetti e al loro potenziale. La Petroceltic continua a parlare del giacimento di Miglianico e dei loro desideri di creare un blocco unico con l'ENI e i loro pozzi in mare:

"The aim here is to build a corridor of acreage that runs along the trend identified by the ENI-operated Miglianico discovery of 2001 and the Elsa-1 discovery of 1992, now owned by Petroceltic."

Cioe' grazie alla stoltezza dei politici di Ortona e a mio avviso della maggior parte dei poltici Abruzzesi e Italiani, questi pensano che sia possibile CREARE UN UNICO FILONE dal mare fino alla terraferma, cosi, come se fosse un foglio bianco e vuoto. Non dicono UNA parola sul fatto che li ci sia la vita della gente. Non una parola. Tutto cio' che dicono ha un sapore quasi offensivo, come se sapessero quant'e' facile venirci a colonizzare, e sfruttare tutto lo sfruttabile a poco prezzo. Alla fine dei conti pero' le responsabilita' maggiori non ce l'hanno i petrolieri, che fanno i loro affari, ma i politici, che dormono e pensano, da Ortona a Roma, solo a come ingrassare il portafoglio.


Fonti: Oil barrel

Sunday, May 25, 2008

Teniamo alta la guardia!


Nel Maggio del 2007 l'ENI presentava un documento ufficiale con tutti i suoi programmi alla Security and Exchange Commission, detta anche SEC. Questo documento, l'6-K, e' indispensabile per essere quotati in borsa. Mentire alla SEC significa andare incontro a forti conseguenze penali: la gente ci va in galera.

Fra i vari programmi annunciati dall'ENI nel 2007:

Development activities concerned in particular: (i) optimization of producing fields by means of sidetracking and infilling (Barbara A/H, Daria, Basil and Anemone for gas and Rospo for oil); (ii) continuation of drilling and upgrading of producing facilities in the Val d’Agri. THE MAIN OIL RESERVES DEVELOPMENT PROJECT IS MIGLIANICO, located onshore in the Abruzzi Region. Production is expected to start in the second half of 2008. This project provides for the construction of facilities intended to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing Division, and to desulfurize production volumes of gas to be input into the Italian natural gas transportation network.

e poi ancora:

The main project underway concerns the development of the oil and gas onshore Miglianico field (Eni’s interest 100%). The project provides for the linkage of 3 wells, the construction of a treatment facility for oil, which will be supplied to Eni’s Refining & Marketing logistic facilities, while the gas will be input to the national transport network through a pipeline. PRODUCTION START-UP IS SCHEDULED FOR THE SECOND HALF OF 2008 with an expected production peak of 7.2 kboe/d to be reached in 2009.

Cioe' l'anno scorso dicevano di essere operativi durante la seconda meta' del 2008 e che eravamo il loro obiettivo principale. Ebbene, nella versione nuova dello stesso documento, datato 4 Aprile 2008 lorsignori
cambiano programmi e annunciano (fanno pure gli errori di grammatica, ma sorvoliamo - li faccio anche io, ma il mio blog non e' un documento ufficiale di fondamentale importanza per chiunque voglia essere quotato nelle borse americane):

Development of the oil and natural gas reserves at the Miglianico field located in the onshore of the Abruzzi Region. Three development wells has been drilled. The projects provides for the construction of facilities to treat production volumes of oil, to be delivered to logistic structures of the Refining & Marketing division. The production volumes of gas shall be input into Italian natural gas transportation network. PRODUCTION IS EXPECTED TO START IN THE SECOND HALF OF 2009 PEAKING AT 7 KBOE/D

Non parlano piu' di inizio di produttivita' nel 2008, ma slittano al 2009 direttamente e per chi mastica un po l'inglese non e' difficile vedere che i toni sono cambiati. Queste brevi dichiarazioni dell'ENI dicono due cose:

1) Mentre nel 2007 eravamo il principale progetto dell'ENI, ora siamo descritti con un po' meno clamore e pompamagna. Nel 2008 Miglianico comprare come uno dei tanti progetti mentre nel 2007 eravamo i primi in classifica fra gli obiettivi dell'ENI in Italia. Bene, vuol dire che hanno un po paura e cercano di non tenere le aspettative troppo alte ai loro investitori.

2) Non dicono che il progetto e' stato abbandonato, ma che inizieranno ad essere operativi a partire dalla meta' del 2009. Nella loro testa: fine della moratoria a Dicembre 2008, inizio lavori il primo gennaio 2009, inizio operazioni meta' anno 2009.

Dunque, la nostra opera non e' ancora finita, e tutto il nostro lavoro deve continuare. Le vittorie di questi ultimi tempi, con la stampa nazionale e la legge di Marzo, devono darci fiducia e ottimismo, ma non possiamo sederci sugli allori, viste anche le trivelle in mare.

All' ENI direi: signori, aveta fatto i conti senza l'oste. Se credete che il popolo abruzzese vi dara' carta bianca a gennaio, veramente non avete capito nulla.

In piu' perche' non avete detto alla SEC della legge regionale che ha impedito i vostri piani petroliferi? Devo farlo io? Non so se una non-disclosure sia un reato, ma io credo che e' bene che la SEC sappia che siete stati omertosi con loro. Se non e' reato, siete salvi. Se lo e', conoscendo gli americani, sono certa che indagheranno. E qui, cara ENI, non finisce a tarallucci e vino. A me scrivere un email non costa niente.

Thursday, April 17, 2008

Arrivano anche gli Irlandesi


Ecco qui una nuova novita'. Pare che tutti ormai abbiano capito quant'e' facile estrarre il petrolio, indisturbati, in Abruzzo. Oltre alla Mediterranean Oil and Gas, di cui sono certa riparleremo, ci sono pure gli irlandesi della Petroceltic.

Dalla loro presentazione powerpoint per gli investitori scopriamo che sono i proprietari di permessi esplorativi a Civitaquana, nel chietino, e che contano anche loro di usare la raffineria e il porto di Ortona come punti di appoggio. Notate dalla figura che molti dei loro permessi, specie nella zona di Ortona, lambiscono la costa. Dell'Abruzzo dicono la stessa cosa che dicono gli altri petrolieri. Leggo:

Italy: a good place to do business

Favorable fiscal terms, Low entry costs, Low political risk, Well developed infrastructure, High gas prices, Limited competition to date.

TERMINI FISCALI FAVOREVOLI, BASSE SPESE DI INGRESSO NEL TERRITORIO, BASSI RISCHI POLITICI, INFRASTRUTTURA BEN SVILUPPATA, ALTI PREZZI DELLA BENZINA, COMPETIZIONE LIMITATA.

No significant licence rental, all work programs discretionary, very simple regime, gives high values for oil and gas.

COSTI PER LICENZE [ESTRATTIVE] INSIGNIFICANTI,
PROGRAMMI DI LAVORO A DISCREZIONE [DELL'ESTRATTORE], REGIME MOLTO SEMPLICE,
RENIDMENTI ALTI PER PETROLIO E GAS.


Cioe' siamo il paradiso dei petrolieri!!! I costi sono bassi, c'e' totale lassismo nei vari vincoli e nella presentazione di programmi, per cui, perche' no?
E la colpa non e' dei petrolieri, si badi bene, e' dei POLITICI che siccome non ne capiscono niente, non si preoccupano di svegliarsi, di usare la testa, di leggere, di informarsi, di imparare, di chiedere a chi ne sa piu' di loro, e, finalmente, di dire, o fare qualcosa.

Quelli hanno solo visto che passeranno piu' navi al porto di Ortona e si sciolti in un brodino di giuggiole. Sia la Mediterranean Oil and Gas che la Petroceltic, oltre all'ENI, hanno intenzione di usare la raffineria e il porto di Ortona come importante punto di lavorazione del petrolio. Le mie indagini sono maggiormente centrate su Ortona, ma il discorso coinvolge tutto l'Abruzzo, specie il Teramano.

Dal sito delle Petrolceltic, si scopre anche che il valore monetario dei pozzi di Miglianico e di Ortona, al dicembre del 2007, era stimato essere di 400 milioni di dollari e che prevedevano di essere oprerativi dalla meta' del 2008. Quello
di Ombrina Mare si prevede che dara' 160 milioni di dollari come valore totale e che iniziera' la produzione nel 2010. Altro che esporativi. Sanno gia' quando inziano a trasportarlo sulla terra ferma!

Se non vogliamo fare la fine di Gela, e' ora di svegliarsi. Arrabbiamoci. Diciamolo a tutti. Non va bene cosi, dare a noi i veleni, agli stranieri i profitti, e ai politici gli introiti del porto. Non va bene proprio per niente.

Monday, February 25, 2008

Altri pozzi in Abruzzo


Il 26 si discute del pozzo della Gagliarda. Sono andata a vedere il bollettino ufficiale degli idrocarburi e della geotermia, pubblicato nel dicembre del 2007. Il permesso per trivellare esiste gia' in varie localita' abruzzesi. Come vedete, Ortona e' solo l'inizio: questi vili individui vogliono davvero trivellare tutta la nostra terra.
Ecco alcune localita' abruzzesi interessate:

1) Ortona (CH) - Localita' Feudo
2) San Giovanni Teatino (CH)
3) Scerni (CH) - Localita' Cipressi
4) Bucchanico (CH)
5) Bomba (CH) - Localita' Monte Pallano
6) Filetto (CH)
7) Santa Maria Imbaro (CH)
8) Orsogna (CH) - Localita' San Basile
9) Miglianico (CH)
10) Castiglione Messer Marino (CH) - Localita' Fiume Treste

11) Civitella Casanova (PE)

12) Teramo - Localita' Mazzarosa
13) Teramo - Localita' Centrale Luna
14) Cermignano (TE) - Localita' Villa Carbone
15) Pineto (TE) - Localita' Mutignano
16) Valle Castellana (TE), Localita' Settecerri
17) Guardia Vomano (TE)
18) Montorio al Vomano (TE)- Localita' San Mauro

19) Sulmona (AQ)
20) Civita d'Antino (AQ)
21) Monte Arazzecca (AQ)
22) Fiume Trieste (AQ)

Queste invece sono citta' vicine all'Abruzzo dove ci sono permessi gia' esistenti:

23) Castel di Lama (AP)
24) Cellino (TE, stoccaggio)
25) Fiume Aniene (RI)
26) Lago del Salto (RI)
27) Sora (FR)

Queste informazioni sono pubbliche e potete trovarle
qui

Cara ENI, caro Del Turco, caro Fratino e subordinati vari: non avete capito con chi avete a che fare. L'Abruzzo diventera' il vostro incubo. Il petrolio, cari signori, si estrae nei deserti, non in questa terra che amiamo. Noi non ce ne andiamo: la lotta sara' durissima.