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Saturday, November 2, 2013

Angelo Pollutri, Maria Amato, Cesare Damiano: lo sdoganamento del cervello



Quelli per cui il progresso = trivellare


Si chiamano Angelo Pollutri, sindaco noto a noi tutti attivisti d'Abruzzo per le sue idee di progresso ferme al 1960, e le new entry Maria Amato e Cesare Damiano.

Sono questi altri nomi da non dimenticare in sede elettorale, oltre a Valter Catarra e tutta la giunta del consiglio provinciale di Teramo. I tre di cui sopra sono tutti del Partito Democratico - non che questa sigla significhi molto oggi sul panorama politico italiano o abruzzese.

Come riporta Histonium.net, da Gissi, caput mundi di Remo Gaspari, e sotto l'occhio viglie di Paolo Primavera della Confindustria, i tre annunciano che la crisi del vastese si risolve con ... la corsa al petrolio!

Mmh.

Che creativita'!

Basta fare un buco, tirare fuori monnezza e risolviamo tutti i problemi.

Ma cosi' non ci vuole niente a fare l'amministratore!

Possiamo farne altri di buchi sapete? Possiamo farne altri e metterci dentro la monnezza tossica dell'industria chimica che nessuno vuole smaltire, anche quello porta soldi, no? Come hanno fatto in Campania.

Possiamo pure fare dei buchi e metterci le barre radioattive degli impianti nucleari dismessi. Possiamo fare buchi per metterci l'amianto.

Possiamo pure fare un centro sperimentale di cosa porta piu' malattie, agricoltura inquinata e di come meglio si distrugge l'industria turistica e vitivinicola.

Perche' no?

Angelo Pollutri, appunto fermo al 1960, ricorda le scene mitiche di vari decenni fa in cui "fu trovato il metano e si aprì la Vetreria Italiana che diede sviluppo a tutto il territorio. Il metano di Cupello è ormai una certezza, è il serbatoio naturale più grande d’Europa e nelle casse dei Comuni interessati porta dei discreti ‘ecoristori’ e nessuno sembra metterlo in discussione."



Occorre quindi "sdoganare" le piattaforme petrolifere.


...che significa sdoganare le piattaforme?

Boh.

E chi lo sa. Sara' una cosa degli anni 60!

E poi con spettacolare lampo di genio dice che si potranno addirittura usare i soldi delle piattaforme - quelle sdoganate  - per finanziare il Parco della Costa Teatina!

Della serie, uno va al mare per vedere le piattaforme!

Sicuramente un rilancio potente dell'economia d'Abruzzo. Gia' me l'immagino le pubblicita':

Abruzzo, trabocchi e trivelle!

Brodetto di pesce e di petrolio!

Pane e oleodotti!

Tumori e tintarella!

Ma chi li ha votati questi? Mi sa che Razzi sarebbe piu' intelligente.

Poi interviene tale Maria Amato, mai sentita nominare prima, che dice che lei non e' mai stata contraria alla petrolizzazione.

Vuol dire allora che e' favorevole?

Boh. E chi lo sa.

E dall'alto della sua conoscenza tecnica, la Maria ricorda che le piattaforme

andrebbero fatte con tutte le tecnologie necessarie per la tutela ambientale.

Cara Maria, ma nessuno le ha detto mai che questo e' IMPOSSIBILE? Ma lei dove ha vissuto negli scorsi 6-7 anni? O che lei crede alle favole di Paolo Primavera o di Sergio Morandi? Prima di parlare, la pregherei di leggere e di non sparare a vanvera.

E poi eccolo qui, l'asso nella manica: IL COMPROMESSO.

Le popolazioni devono imparare a scendere a compromessi e non opporsi a tutto, anche riguardo le piattaforme off shore.

E' quello che invoca Cesare Damiano.

Mah, le popolazioni non devono imparare niente, caro Damiano. Siete voi che dovreste invece imparare a fare l'interesse delle popolazioni, capisce?

E' dal primo giorno che ho cercato di martellare l'opnione pubblica che il compromesso non si deve assolutamente accettare e per nessun motivo.

E perche'?

Perche' il compromesso, caro Damiano, inizia SEMPRE con la parola si.

E una volta che ai petrolieri gli hai detto si, quelli di pigliano il dito, l'avambraccio, le budella e pure il mignolo dei piedi.

Il compromesso e' un modo subdolo per i petrolieri per entrare nelle nostre case e nei nostri mari, perche' lo sanno che poi a controllare, a denunciare non ci sara' mai nessuno. E che una volta entrati non se ne andranno mai.

Chi li caccera' i petrolieri dalla Val D'Agri, nonostante non abbiano rispettato una che sia una delle mille promesse fatte all'inzio? Il "compromesso" dei lucani si e' risolto nello spettacolo che vediamo tutti -  laghi inquinati, agricoltura sofferente, poverta' e disperazione.

E poi che uno dice: si compromettiamo un pochino la salute del nostro mare, dei nostri campi, dei nostri polmoni?  Ci prendiamo giusto un po di cancro? Giusto un po di acqua inquinata? Giusto un piccolo scoppietto?

Quindi, caro Damiano, il nostro no e' categorico e senza compromessi o vie di mezzo.

E adesso cari Pollutri, Amato e Damiano, dopo che avete fatto le vostre sparate, a cui non crede nessuno se non Paolo Primavera, potere tornarvene all'oblio del niente e lasciare a noialtri di difendere l'Abruzzo dai petrolieri e dai politici a cui non hanno ancora sdoganato il cervello.

Tuesday, December 14, 2010

Roma in fiamme


Mi sveglio, accendo il computer, preparo i cereali con le fragole. Il latte e' freddo. Fuori c'e' nebbia. Il marine layer che sa di sale pervade il mio balcone. Le mie piante sono vive. Il compostaggio procede. Le rose stanno sbocciando. Vorrei tanto mangiare un cachi, come quando ero bambina, in campagna.

Vedo le foto. La fiducia a Berlusconi. Baci in Parlamento. Le smorfie di Bossi, di Casini. Donne incinte su sedie a rotelle. Berlusconi galletto. Un cartellone elettronico con i numeri. Berlusconi spavaldo. 206 su 206 del PD hanno votato contro la fiducia. Berlusconi sorridente.

Apro il video di Repubblica. Non puo' essere Roma. Forse e' Buenos Aires? Fiamme, piccoli roghi, ragazzi con le sciarpe palestinesi in giro per la citta'.

Chiamo la mamma. C'e' la neve a Lanciano. Le dispiace che l'Italia non abbia piu' niente da offire ai giovani. L'ha portata in centro un rumeno che l'ha presa sotto la neve. Non ha avuto paura. I am proud of you mom.

Ho un paper da scrivere prima di partire per l'Italia. Mi hanno invitato ad Este. Mi hanno invitato in Basilicata. Sono stanca. Mi hanno invitato a Sambuceto. Piantiamo un albero. Chissa' se serve a qualcosa. Continuano a chiedermi come fare per venire a studiare in America. Sento la disperazione nei loro email. Non ho tempo. Oggi ci sono gli esami. Vorrei partire, andare lontano per un po e non pensare a niente.

Mangio i cereali. Sono lontana. Il latte e' freddo, ma non ci penso piu' .

Penso a Roma che brucia. Che posso fare? Non l'ho votato io Berlusconi. Vorrei cancellare il Settembre 1979 e non essere mai stata italiana. Qualcosa mi assale. Mi dispiace vedere Roma cosi'. Mi dispiace non poter fare niente. Non e' giusto.

Non e' giusta questa sconnessione fra chi siede ai palazzi e chi sta in strada. Non e' giusta la plateale compravendita di voti, non e' giusto che di giovani, ambiente, di giustizia sociale, di integrazione vera, di futuro non se ne occupi nessuno in Italia.

Penso ai miei amici italiani di qui. Perche' solo a me e' venuto il marasma a sentire dell'Abruzzo al petrolio? Perche' loro non sentono di dover far qualcosa per l'Italia, anche da qui?

Non vedo soluzioni immediate. Manca la base. Manca il vedere a larga scala. Manca la pragmaticita'. Manca una visione. Manca la grandezza d'animo, il coraggio di fare la cosa giusta. Manca l'onesta' morale. Manca l'amore.

E' questa Roma bruciata la rivoluzione di Monicelli? Spero di no.

La gente si arrabbia adesso perche' sono rimasti senza lavoro, senza scuole decenti, senza futuro.

Ma non siamo arrivati qui per caso. Ci sono dietro anni di scelte politiche scellerate, e peggio c'e' il carattere italiano secondo cui imbrogliare va bene, se e' per una "buona causa", per aiutare chi ne ha bisogno, o perche' cosi' fan tutte.

Dai concorsi all'universita' spartiti e assegnati prima ancora di sedersi sulle sedie del quiz, fino alla parruchiera che mi chiede "ti posso fare un po di meno sullo scontrino?", dagli avvocati miliardari che pagano gli apprendisti 500 euro al mese se gli va bene, fino ad arrivare a Zio Mastella o a Zio Remo che danno un posto a tutti e non importa se e' per il bene comune o no.

Berlusconi e' solo il simbolo dell'Italianita' piu' brutta, fatta di apparire, di fumo, di furbizia, di manovrette. Quanti di noi ne sono davvero immuni?

Sei un avvocato? Pagalo per bene il tuo apprendista. Sei un industriale? Non riversare i rifiuti nel fiume. Sei uno studente? Non cercare scorciatoie, studia per davvero. Sei un dentista? Falla la ricevuta fiscale.

Si deve ripartire dalla base delle cose. Non posso fare niente. Dobbiamo tutti cambiare un pochino. Dobbiamo insegnare ai nostri figli che la cosa pubblica e' sacra, sempre. Dobbiamo renderci conto che la rivoluzione vera parte dalle nostre vite.

Intanto, Roma brucia.

Sunday, January 10, 2010

A ruota libera


Sono tornata a casa. Mentre viaggiavo mi frullavano nella testa tante cose, un senso di rabbia, di schifo, di voglia di scappare da tutta quella disonesta' morale nell'aria della sala Eden, la sera del 7 gennaio 2010. Un senso di tenerezza per l'Abruzzo, la sua natura, la sua bellezza. Il dispiacere perche' passero' anche io e nulla sara' cambiato. Lo sgomento verso i nostri amministratori perche' non meritano, non capiscono, non sanno, e non amano ne' la terra ne' la gente.

Adesso che sono tornata qui pero', mi pare tutto cosi' lontano, cosi' distaccato che non vale nemmeno la pena di arrabbiarsi. Ho la fortuna di poter tornare alla mia vita normale e di non dovere sporcarmi con compromessi, silenzi, paura. Sono libera e questo mi fa sentire pulita. Non ho nulla a che spartire con la politica abruzzese, non ho da chiedere niente a nessuno, e sono libera di pensare, di dire in piena liberta' e anche di piangere. Non ho paura.

Sara' la storia d'Abruzzo a giudicare Remo di Martino, e lo sappiamo tutti che non sara' tenera con lui.

Per chi non c'era, dico solo che di tutti gli incontri che ho fatto in questi anni, e dal mio punto di vista, quello di Ortona del 7 gennaio 2010 e' stato il piu' brutto in assoluto. Non avevo la voce, e non ho potuto parlare direttamente alla gente, avrei voluto una presentazione piu' diretta su Ombrina Mare, ma sono umana anche io e nel corri-corri natalizio, non ho avuto tempo. Avrei voluto prepararmi delle domande mirate da fare a tutti i politici e sul loro impegno vero PER IL FUTURO, ma non sapevo che sarebbero intervenuti cosi numerosi e cosi lungamente e che se non gliele facevo io le domande non gliele avrebbe fatto nessuno.

Forse e' qui il punto del mio senso di schifo. Che nessuno dei politici ha parlato al futuro. Tutti a dire: io nel 2007 ho fatto questo, io nel 2008 ho fatto quest'altro. Nessuno a dire: FARO' QUESTO PER IL 2010 e quando lo sanno tutti benissimo che qualsiasi merito ci sia da prendersi quello e' tutto e solo della popolazione.

Nel suo complesso, la classe politica teatina e' stata e resta al traino. Di iniziative proprie non se ne sono contate e non se ne contano, e questo a partire da Gianni Chiodi fino al sindaco di Ortona. Se non era per noi cittadini stavamo gia' con le 14 canne fumarie al vento - e' questa l'unica verita'.

E non parlo di vaghi annunci ai giornali locali che e' facile fare, specie alla fine quando il popolo e' stato gia' ampiamente sensibilizzato e non puo' che essere d'accordo con te. Parlo di pressioni forti presso il governo centrale, presso Chiodi, presso la Petroceltic, presso l'ENI. Parlo di comprare pagine sul Corriere della Sera o sull'Independent di Londra per denunciare, per farlo sapere a tutto il mondo che noi qui i petrolieri non ce li vogliamo. Parlo della perimetrazione del parco della costa teatina. Parlo del trovare un qualche provvedimento per restituire le terre del Feudo ai contadini o per far togliere le piattaforme dismesse a Casalbordino.

Ad Ortona, Enrico di Giuseppantonio non c'era. Era a Gissi a sentire la presentazione dell'ennesimo libro sul politico abruzzese Remo Gaspari.

Invece c'erano altri politici, interessati piu' alle apparenze che del fare concreto. Il rappresentante del comune di San Vito - di cui non ricordo il nome - era ancora preoccupato perche' qualcuno aveva messo i manifesti sul petrolio in piena sessione turistica due anni fa! Ancora a quello pensava! Ma dove vivono queste persone? Non hanno ancora capito che al giorno d'oggi non e' piu' possibile "riammandare" niente? Al tempo di internet, non puoi far finta che i problemi non esistono. Il mondo globale esiste pure a San Vito Marina, e l'unico modo di avere una buona immagine non e' di nascondere i problemi ma di affrontarli e di risolverli. Le piattaforme non le puoi ignorare, specie quando saranno messe a 5 km dalla riva.

E il dover fare bene e per davvero vale per il petrolio, vale per la cementificazione selvaggia, vale per il Feltrino tutto sporco. Basta solo chiederlo ai gestori di bed and breakfast. Uno di loro mi ha detto: "Ai turisti non si puo' mentire. Lo vedono se il territorio e' sano o no". Lo hanno capito tutti ad eccetto che la classe politica abruzzese.

E' stato molto buffo quando l'amministratore di San Vito si e' risentito perche' non c'era il suo comune sulla lista di quelli che hanno mandato lettere al governo contro Elsa2. Non c'era San Vito perche' non le hanno scritte e non le hanno scritte perche' molto probabilmente non sapevano nemmeno come si faceva.

Sarebbe anche tutto comico, se non che tutti questi qui vengono pagati PROFUTAMENTE e coi nostri quattrini. Come ho detto in sala, io non lo trovo accettabile che debba essere un cittadino privato, Giosue' Guidone, a dover chiamare il ministero tutte le sante settimane, in vece di sindaci e assessori. Noi siamo tutti dei volontari, loro no.

E veniamo a Remo di Martino. Cosa posso dire?

LO SAPPIAMO TUTTI CHE FINO ALL'ALTRO IERI REMO DI MARTINO E' STATO IL PIU' FORTE SOSTENITORE DELLE ESTRAZIONI DI PETROLIO AD ORTONA.


Non esiste nessuna altra verita'. Tutto il resto sono chiacchere anche se lui adesso vorrebbe riscrivere la storia. Una persona intelligente - un politico! - cosa avrebbe dovuto fare? Dire, con semplicita', mi sono sbagliato. Ora ho capito e cerchiamo di fare le cose insieme e meglio. E cercare di farlo con sincerita'. Invece no, dal palco mi e' toccato sentire che lui e' stato contrario alle estrazioni di petrolio, che ha promosso - fatto - denunuciato - bla bla bla. Come potevo restare li seduta ad ascoltare quelle bugie?

Avete voi mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino
andare in televisione a dire alla gente che c'e' da attivarsi contro Elsa2? Contro le trivelle a Vasto? Contro Ombrina Mare? Avete mai sentito l'assessore al turismo della provincia di Chieti sollecitare un incontro con il Ministero dell'Ambiente, o del Turismo per salvare la costa teatina? Avete mai sentito voi l'assessore al turismo della provincia di Chieti, Remo Di Martino parlare della necessita' di perimetrare il parco della costa teatina?

Io no. Non parlo neanche di risolverli questi problemi, quanto di prendere posizione, di darsi da fare, di iniziare in qualche maniera, di esporsi. Nada.

E mentre tutte queste cose si agitavano in me gli ho chiesto : scusi, ma da quando lei e' diventato contrario alle estrazioni di petrolio?

E poi ho preso e me ne sono andata.

Ho sbagliato a farmi prendere dall'impeto, lo so. Ma in quel momento ho sentito tutto quello che mi compone impormi di andare via. Non volevo sporcarmi. E' stato piu' forte di me. Restare li ed avallare con la mia presenza cio' che sarebbe stato detto e che io percepivo non essere sincero sarebbe stato poco dignitoso. Avrebbe mandato un segnale sbagliato alla gente. Io con Remo Di Martino non ho nulla a che spartire, e non voglio spartirci nemmeno un palcoscenico a cinque metri di distanza, nemmeno per un nanosecondo.

E' strano, anche mentre scrivo mi pervade un senso di sporcizia, solo a pensarci.

Sono altro, sono libera, sono pulita, sono onesta, non dico bugie. Me ne sono andata fra la folla e mi e' venuto da piangere. Non sono un politico, non ho nessuna immagine prestampata da difendere. Sono stata sincera anche nei miei sentimenti. Sono quello che vedete - qualche volta ci azzecco e qualche volta no.

La cosa che mi ha sorpreso pero' e' stata la mancanza di reazioni da parte del pubblico. Ma perche' nessuno ha fatto domande? Perche' nessuno gli ha chiesto cosa intende fare adesso lui che pure e' l' assessore al turismo della provincia di Chieti? Perche' nessuno gli ha chiesto che ne pensa lui di Ombrina Mare?

Mi ha fatto male il silenzio della gente. Una piccola delusione anche per quanto riguarda la gestione dell'incontro - perche' Gaetano Basti non ha fatto lui domande concrete ad uno ad uno dei politici?

In tutto questo, non posso fare altro che rinnovare il mio ringraziamento a Franco Moroni che non e' ne l'assessore all'ambiente e ne al turismo della provincia di Chieti, ma che e' stato l'unico della giunta provinciale a fare azioni concrete e a trovare una strada per parlare con noi cittadini. Siamo tutti un poco diffidenti della classe politica, ma credo che ciascuno di noi sia aperto a lavorare assieme alla provincia quando questa si mostra sincera e genuinamente interessata al bene comune. Vorremmo solo un po piu' di coraggio e di prese di posizione da parte della provincia presso Roma, presso la Petroceltic, presso la MOG, presso la stampa nazionale italiana, inglese e irlandese.

Un plauso sincero al sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, l'unico che non ha fatto passarella politica, che ha promosso inziative vere nel suo territorio contro la petrolizzazione, che ha rotto le scatole per mesi ed anni al Ministero dell'Ambiente affinche' istituissero un parco marino a Pineto e a Silvi. Che ha guardato oltre l'appartenza politica per arrivare a questo parco, lavorando assieme al suo collega di Silvi, Gaetano Vallescura, di altra ispirazione politica. I comuni della riviera teatina hanno solo da prendere esempio.

Grazie anche a Walter Caporale, non mi aspettavo una cosi' affettuosa e appassionata difesa verso di me, mi ha fatto bene sentire quelle parole. Sono umana anche io - grazie.

Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto - con parole di supporto e di affetto.

Infine, grazie a papa' - alla fine sono cosi' perche' me lo avete insegnato voi.

E si' - e' la verita', negli USA le consulenze di quel genere di pagano profumatamente, anche $500 l'ora. Credo che non ci sia bisogno di dire che non ho mai preso soldi da nessuno. L'ho detto perche' ci si rendesse conto che scrivere le osservazioni e' stato un duro lavoro. C'e' dietro un impegno non indifferente, fatto gratis e per amore.


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PS: Gia ora arrivano gli email da parte di Antonello Tiracchia che come al solito non perde occasione per spiattellare contro di me, piu' o meno velatamente, tutto quello che puo' su Facebook e sulle caselle postali delle persone. Lui non era presente all' incontro perche' era contrario all' iniziativa. Ora dice - senza che nessuno glielo chiede - che da' tutta la sua solidarieta' a Remo di Martino. Va bene cosi. Siamo in democrazia. Incasso anche questo.

Mi si invita a non tornare piu' - potrei anche fare tesoro di queste parole e lasciar perdere questa battaglia. E' da un po che ci penso anche io in realta'. Non mi sarei aspettata tanto astio verso di me.

La mia coscienza e' pulita.

Thursday, August 6, 2009

Arrivano i Canadesi





**** Osservazioni e domande:

0) Altri articoli su "Zio Remo", le raccomandazioni, la carita' cristiana, i possibili abuso d'ufficio e di peculato: Il Corriere della Sera 1, Il Corriere della Sera 2, Il Corriere della Sera 3, Il Corriere della Sera 4, La repubblica 1, Panorama 1, Wikipedia, Marco Travaglio, La Stampa, Matrix, Peacelink. Da quest'ultimo:

"Remo Gaspari, lo ripetiamo, di quegli ospedali e del clientelismo politico ne è stato (ed è tutt'ora, in parte) non soltanto un protagonista, ma il grande architetto. Padrino della DC, la sua abitazione è stata meta di pellegrinaggio per centinaia, forse migliaia, di persone, prone a chiedere favori ed elargizioni. Per moltissimi anni è stato lui il crocevia politico di ogni manovra politica, di ogni feudo di favori e scambi elettorali"

Addirittura Elio e le Storie tese gli dedicarono una canzone, Sabbiature, dove lo citano con nome e cognome. E siccome scherzando scherzando qualche volta puo' capitare di dire la verita', ecco un altro sito semiserio.

Secondo Beppe Grillo, Remo Gaspari portava a casa quasi 10,000 euro al mese netti di pensione
nell'anno 2007 per il suo lavoro alla Camera.

1) Voglio chiedere a DiGiuseppantonio di PAGARE un consulente indipendente che noi cittadini dovremmo approvare per scrivere delle osservazioni su questa proposta per un altro pozzo (Petroceltic/Vega) di fronte ad Ortona (7km dal mare, 5km sottoterra, 33 metri di mare), che ne pensate?

2) L'8 Agosto per chi vuole andare a farsi due risate (o spendere due lacrime per le sorti del nostro paese), c'e' la presentazione del libro: Remo Gaspari: Una vita al servizio dell'Italia.
Gissi, ore 18:30, sala convegni centro polisportivo Aldo Moro.

3) Rifare la domanda a Chiodi. Si parlava di prendere una pagina di giornale o di far stampare dei manifesti per chiedere a Chiodi cosa ne pensa della petrolizzazione dell'Abruzzo. A me sembra un ottima idea. Parliamone. ***


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Ormai l'Abruzzo e' diventato il centro del mondo petrolifero, e non diciamo di no a nessuno. Il tutto grazie ad un classe politica fatta di gente ignorante, poco colta, poco sensibile, e rinchiusa nelle proprie stanzette o nelle proprie auto blu. Questa e' gente che non ascolta, non dialoga con la gente, a partire dal governatore Chiodi e dai suoi guappetti diplomati alle scuola di recupero Pitagora, e passando per tutti gli altri politici a scendere, con poche, rarissime, eccezioni.

Ogni tanto ripenso alle parole di Chiodi a Cupello: "di quei permessi fra 10 anni non restera' nulla". A ripensarci sono state parole offensive all'intelligenza della gente, perche' lui doveva rispondere alla domanda con "io sono d'accordo alla petrolizzazione" oppure "io sono contrario" e non dirci invece che abbiamo tutti delle allucinazioni collettive.

Ma poi, Chiodi e' indagato per disastro ambientale a Teramo, cosa possiamo aspettarci da uno che non ha sensibilita' nemmeno per l'ambiente della sua stessa citta'?

Pare che ci sia posto per tutti, ad eccezione che per le domande degli Abruzzesi stessi, i veri PADRONI del territorio, caro Chiodi.

La Cygam Energy e' una ditta Canadese che opera in Alberta, la regione dove si produce
"petrolio non convenzionale", cioe' il peggio del peggio - sabbie bituminiche.
Nel loro complesso le ditte petrolifere sono riuscite a distruggere uno degli ambienti piu' incontaminati del pianeta, buttando giu' foreste intere e creando al loro posto enormi vasche di sostanze tossiche. Ne abbiamo parlato qui.

Il presidente della Vega Oil, nonche' uno dei direttori della Cygam si chiama Giuseppe Rigo. E' italiano, ha studiato a Roma ed ha lavorato come geologo per molto tempo per varie ditte petrolifere. Nel 1999 fonda Riogeo Petroleum, una ditta che ha il preciso scopo di assistere ditte straniere in Italia.

Bene, questa e' la gente che stiamo invitando in casa nostra. Mentre Chiodi dice che non e' vero niente, la Cygam dice ai propri investitori che hanno intenzione di trivellare alcune zone della Tunisia e dell'Italia.

Come ci ricorda ApocalisseItalia, la Cygam Oil controlla al 100% la ditta Vega Oil che e' approdata in Abruzzo. Assieme alla Petroceltic sono quelli che vogliono trivellare davanti il mare di Ortona. A sette chilometri dalla costa, a 5 km sotto la crosta terrestre, e a 33 metri di profondita' in acqua, si spartiscono le sorti del nostro mare: il 60% alla Vega, il 40% alla Petroceltic e l'affare e' fatto. Hanno anche concessioni sulla terraferma, nel permesso detto di Civitacquana, nel pescarese.

E' sempre illustrativo leggere cosa questa gente dice dell'Italia e del nostro governo. Siamo secondo loro una nazione con

Pro-oil industry and stable government - Italy has one of the best royalty structures

Notare che ci batte pure la Tunisia: li si arriva progressivamente al 15%, noi siamo fermi al 7%. Ricordo che le royalties della Libia sono al 90%, e in paesi come la Norvegia, l'Indonesia si arriva all'80%. Nella stessa Alberta le quote da versare ai governi locali sono attorno al 45%, e ci si lamenta perche' e' poco.

Ai giapponesi che vengono in vacanza gli facciamo pagare 700 euro per una cena, ai petrolieri glielo diamo gratis il petrolio. Furbi, eh?

Ancora dal sito della Cygam energy:

Management considers the existing exploratory permits in Italy to have great potential for the future growth of the Company. Italy has been somewhat neglected by oil and gas companies in the past, partly because of the former monopoly the Italian state company, ENI, had on exploration permits. However, new European Community regulations introduced in the early 1990s under the mandate of the European Energy Commission, forced ENI to relinquish prized exploration acreage.

La nostra amministrazione stima che i permessi italiani abbiano grande potenzialita' di crescita. L'Italia e' stata finora trascurata dalle ditte petrolifere e di gas a causa del monopolio dell'ENI. La Comunita' Europea pero' ha forzato l'ENI a cedere preziosi terreni esporativi tramite gli ordini della Commissione Europea per l'Energia.

In Alberta, over 20,000 wells were drilled in 2005 alone, while in Italy only 30 wells were drilled in 2004. From an exploration point of view, there is still a vast exploratory and drilling potential in Italy.

In Alberta hanno trivellato oltre 20,000 pozzi nel 2005, mentre in Italia nel 2004, solo 30. Da un punto di vista esplorativo, c'e' ancora una vasta potenzialita' per trivellare in Italia.

Si, peccato che la Cygam non ricorda ai suoi investitori che l'Alberta ha una superficie di 650,000 chilometri quadrati, con una densita' di 5 persone per chilometro quadro, l'Italia invece ha una superficie che e' esattamente la meta', con 200 persone per chilometro quadrato. Cosa si aspettano che ce li mettiamo in camera da letto i pozzi di petrolio?

Per non parlare del fatto che in teoria saremmo il paese con la maggior densita' di opere e di bellezze storiche. Mettiamo le trivelle affianco alla torre di Pisa? Questo modo di ragionare dimostra la piu' totale ignoranza di questa gente, che pensa di poter venire in Italia e di fare cio' che vuole, senza conoscere storia, ambizione, desideri del popolo, ammesso che ancora ce li abbiamo.

Ma non e' colpa loro, la colpa e' di chi lo amministra questo paese e che non e' capace di proteggerlo.

E poi alla fine del loro sito, una frase che mi mancava dal repertorio:

There are no restrictions on repatriation of profits.

Non ci sono restrizioni sul rimpatrio di profitti. Cioe' tutto quello che guadagni in Italia puoi riportartelo dove ti pare, senza limiti, lasciandoti dietro inquinamento, campi distrutti, mari inquinati, gente ammalata.

Uno degli ultimi comunicati della Cygam e' qui. E' del 29 Luglio 2009 e dicono che hanno presentato la VIA al governo italiano. Programmano di iniziare a trivellare a meta' 2010.

Grazie, presidente Chiodi che ami l'Abruzzo (o forse solo le sue comode poltrone) ma non fai niente per proteggerlo.

Monday, August 3, 2009

Ritorno a casa - estate 2009


E cosi' sono tornata a casa, a Los Angeles. Ad aspettarmi varie notizie, e una specie di imbarazzo della scelta su che tema trattare. Sono un po stanca, e cosi' invece di raccontare una qualche storia di malaffare petrolifero per oggi voglio solo offrire un po di riflessioni, forse anche un po incoerenti.

Chiunque viva sospeso fra due posti sa che i primi giorni e' sempre difficile il rientro, e non solo per il fuso orario ma soprattutto perche' occorre ri-abituarsi ai ritmi, ai cibi, alle regole sociali, alla mentalita' corrente. Un po e' come se fossi due persone: una quando sto qui, e un'altra quando sono in Abruzzo, e questo causa sempre confusione. Voglio bene all'Italia e ogni volta che vado via mi dispiace sempre non avere potuto fare di meglio, di piu', per questa nazione che invece di migliorare, io vedo lentamente andare in declino. Mi dispiace davvero, perche' se solo fossimo un paese normale vivremmo meglio, in salute, in economia, usando solo tutto quello che la natura e la storia ci hanno dato.

Naturalmente voglio ringraziare tutte le persone, associazioni, volontari che in qualche modo mi hanno aiutato mentre ero in Abruzzo, che hanno preparato tutti gli incontri, manifestazioni e che mi hanno scorrazzato in giro per la regione. Tutte le cose che abbiamo fatto sarebbero state impossibili senza voi tutti. La cigliegina sulla torta e' stata la serata di Cupello - ancora adesso quando ci penso mi sembra qualcosa di surreale.

Sono molto stanca naturalmente, e tutto il peregrinare delle scorse settimane - in giro per l'Italia e per l'Europa, ha avuto un innegabile effetto sul mio stato fisico. Mi ci vorra' un po per far calare tutta l'adrenalina, e per tornare alla normalita', ma non mollo.

Una notizia bella e' che in Lombardia la ditta Po Valley ha presentato il RITIRO della concessione di ricerca petrolifera nel parco del Curone. Sono contenta perche' a vincere e' stato il popolo, e non i petrolieri. I lombardi hanno raccolto le firme, sono stati uniti, hanno manifestato, si sono informati, hanno protestato presso i loro politici. Hanno avuto dalla loro parte una stampa nazionale piu' ricettiva, con articoli tutti per loro sul Corriere della Sera e su l'Espresso e anche qualche personaggio famoso.

Tutto questo deve darci coraggio: dobbiamo continuare a rompere le scatole, ai politici, alla stampa nazionale. Dobbiamo essere piu' numerosi, piu' arrabbiati, piu' attivi. Siamo il popolo, sono poltici e petrolieri che devono avere paura di noi, e non il contrario.

E poi, la storia del parco del Curone, mi porta a varie domande per il nostro presidente Chiodi, una sorta di Ponzio Pilato del petrolio:

SE DAVVERO IL CENTRO PETROLI DI ORTONA NON SI COSTRUIRA' MAI, COME DICE LUI, PERCHE' L'ENI E COMPARI NON PRESENTANO ANCHE LORO IL RITIRO DELLE CONCESSIONI PETROLIFERE DI ORTONA E NEL RESTO D'ABRUZZO?

Il nostro governatore, purtroppo per lui, non brilla per inziativa personale, ed invece di informarsi e di lavorare per noi decide di far finta di nulla. Ma poi, siamo stati noi ad eleggerlo, no?

Altre due notizie che non c'entrano nulla con il petrolio ma che vorrei raccontare solo perche' sono storie belle di buon senso e di amore per la gente.

La prima viene dal Los Angeles Times. Venticinque anni fa ci furono le Olimpiadi di Los Angeles. Me le ricordo perche' all'epoca, nel 1984, eravamo a New York, e le guardavamo mentre pranzavamo nella nostra casetta del Bronx. Era l'epoca di Carl Lewis, e io avevo 11 anni.

Lo stato federale assegno' dei fondi alla citta' per costruire le infrastrutture (quelle tanto care a Chiodi e a Marrollo!) per le olimpiadi. Bene, la citta' decise che invece di costruirne da zero, avrebbero riammodernato quelle gia' esistenti. Il risultato fu che vennero risparmiati oltre 200 milioni di dollari.

Di questi soldi, circa la meta' venne usata per creare una fondazione chiamata LA84 che ha per scopo quella di promuovere lo sport fra i ragazzi, visto come un modo sano di crescere. Finora LA84 ha finanziato due milioni di ragazzi ed ha speso per le attivita' sportive 185 milioni di dollari. Il fondo e' in attivo, grazie ad una buona gestione e si pensa che potra' durare per sempre, con ritorni annui di circa 8 milioni di dollari da elargire ai ragazzini.

Se penso a tutto lo spreco edilizio dei giochi del Mediterraneo, e al fatto che le case degli atleti verranno vendute come appartamenti ai chietini...

Ultima cosa che mi e' capitata e che un mio amico sta rimodernando la sua casa e deve ritinteggiarla. Mi ha fatto vedere la pittura che usa, e viene fuori che e' dal 1988 che in California son vietati tutti gli additivi di composti organici volatili, benzene, cadmio, cromo e altri solventi usati normalmente nelle vernici, e che sono nocivi sia alla salute delle persone che dell'ambiente.
In Italia, dopo venti anni, questi componenti sono ancora usati normalmente.

Io di tutto questo sono venuta a sapere per puro caso, segno di come in un paese normale, non devono essere i cittadini a chiedersi che effetto hanno le estrazioni petrolifere, le vernici tossiche, l'amianto sui tetti. In un paese normale sono gli enti preposti che analizzano, decidono, agiscono, puniscono e nell'interesse della gente e non di Mr. Marrollo e di tutti gli altri.

C'e' cosi' tanto da fare in questo paese...

Friday, July 24, 2009

Gianni Chiodi e Remo Gaspari a Cupello 2

Continuo oggi il racconto della sera del 22 Luglio a Cupello, alla presenza di tutto il gotha della politica abruzzese. Un altro interessante racconto e' qui, scritto da Hermes Pittelli, giornalista che e' venuto apposta da Roma. Invece la mia prima parte e' qui.

Dopo la mia domanda Chiodi ha cercato di mettere insieme una risposta improvvisata, ed altro non ha saputo dire che "ingigantiamo un problema", e che "fra dieci anni lei non trovera' nulla di quei permessi li."

Era un po' confuso, si vedeva. Intanto qualcuno dal retro della sala ha srotolato la mappa dell'Abruzzo petrolizzando, quella che sta in cima a questo blog, e allora Chiodi ha perso la pazienza e in maniera visibilmente scomposta si e' messo ad urlare dal palco:

Ho detto che il centro oli non si fa e non si e' fatto! Sembra che siate quasi felici per questo! Basta con la strumentalizzazione! Non capisco perche' vi siete fissati con questa storia dei pozzi!

Dalla folla intanto sono arrivati vari commenti, tutti piu' o meno di preoccupazione per il futuro dell'Abruzzo. Si' e' ricordato a Chiodi che due comuni su tre sono coperti da concessioni petrolifere. Qualche commento e' stato piu' composto, qualcuno meno, ma la realta' dei fatti e' che di democratico in quella sala di Cupello non c'e' stato quasi nulla.

Non ci si puo' aspettare dai cittadini una pazienza infinita. SONO OTTO MESI CHE ASPETTIAMO RISPOSTE CHIARE, CARO CHIODI. Non ci si puo' aspettare che due anni di lotta vengano cosi' sminuiti. Chiodi ha parlato per mezz'ora citando tutti, ma proprio tutti, i problemi dell'Abruzzo, il terremoto, Bussi, la Val Peligna, la Micron. Del petrolio non ha detto nulla, anche se sapeva benissimo che era questo quello di cui volevamo sentir parlare.

I tempi della democrazia cristiana sono finiti, caro Gianni Chiodi, se non fosse altro che oggi la gente CONOSCE I SUOI DIRITTI, fra cui quello di avere risposte chiare da chi li governa. E se uno chiede una risposta gentilmente per mesi e mesi e mesi, e lei fa orecchie da mercante, cosa si aspetta?

Ma io ricevo centinaia di email al giorno, dice Chiodi, che non sa che altro dire. A me, dalla platea, fa eco un altro suo giullare vesitito di un completo gessato a righine, e con una cravatta viola luccicante: "Lei sa che con tutti quegli email che avete mandato al governatore ci avete intasato la casella di posta elettronica e non abbiamo potuto rispondere agli email importanti?"

E il bello e' che il tizio lo diceva convinto. E' democratico tutto questo? SE SONO ARRIVATI TUTTI QUESTI EMAIL, VUOL DIRE CHE IL PETROLIO CI PREOCCUPA, NO? O pensa davvero che noi tutti non abbiamo nulla di meglio da fare?

Ma poi chi crede di essere questo governatore? La democrazia NON SI BASA SULLE PAROLE O SULLE PROMESSE DI NESSUNO. Come ho gia' avuto modo di dire mille volte, il popolo attende fatti, leggi, prese di posizioni forti e non mezze parole.

NESSUNO SA CHE FINE FARA' IL CENTRO PETROLIFERO DI ORTONA. LE PIATTAFORME CONTINUANO A PROLIFERARE. VEGA OIL VUOLE METTERE UN ALTRA PIATTAFORMA A 7KM DA ORTONA.

O forse c'e' un altra strada? Devo concludere che siccome Gianni Chiodi ha detto che di tutti quei permessi li fra dieci anni non ne verra' realizzato nemmeno uno, davvero sara' cosi'? E come fara' Superman-Chiodi ad esserne certo? Sa lui qualcosa che io non so? Il ministero se l'e' inventata quella mappa?

Perche' non ce ne parla per bene, allora? Perche' non va in TV a dirci COME FA AD ESSERE COSI SICURO che i pozzi non si faranno? E se noi non andavamo li in massa a Cupello, quando ce lo avrebbe detto che i pozzi non si faranno per 10 anni?

Visto che e' venuto a Cupello a parlare di tutte queste cose gigantesche, di master plan per porti ed aeroporti, (a Cupello!!) perche' allora non ci parla del suo master plan per fermare quei pozzi fra dieci anni?

Credo che alla gente non gliene importi quasi di nulla di avere un nuovo aeroporto in Abruzzo (beh, forse a Marrollo si!) ma che invece il tema petrolio sia molto piu' sentito e diffuso. E' facile citare Obama per le infrastrutture africane, un po meno copiare le lezioni di democrazia che ogni giorno lui ci offre, parlando alla gente, e portando avanti progetti per il bene comune, non a favore di Marrollo.

Enrico Di Giuseppantonio era visibilmente scosso e preoccupato. Io voglio lasciare a lui il beneficio del dubbio, e alle sue parole di Lanciano, voglio ancora credere.

Intanto Chiodi, si siede e passa la parola all'aiutante Bellano, anche lui dalla cravatta sgargiante. Questo tizio altro non sa fare che accusarci tutti di essere di estrema sinistra, provocatori, maleducati. Mi sono alzata e gli ho detto di essere americana, di avere vissuto in Italia solo per 15 anni e che di estrema sinistra (ammesso che sia una colpa avere quel tipo di ideologia) non ho nulla. Qualcun altro gli ricorda di essere stato eletto nelle file del PdL in un consiglio comunale del Chietino.

La folla si agita, un tizio mi afferra per il braccio in maniera violenta e spazientita. Che brutto che e' stato. Qualcuno mi urla che sto ammorbando la politica abruzzese. Per un po il caos.

Di Giuseppantonio, cerca di placare gli animi, parlando della possibilita' di confronto in altra sede. Per un po gli credero' ed aspettero' di vedere che iniziativa prendera'.

Intanto arriva alla fine della serata, Remo Gaspari. Parla di basso proselitismo, del fatto che grazie a gente come noi che in Francia il 30% dell'energia arriva dal nucleare e da noi no, che alcuni si sono inventati quello che non era vero, che quando c'era lui l'Abruzzo era al primo posto in Italia e in Europa, che avevamo un tasso di crescita di due punti superiore alla Lombardia, che guidavamo l'Europa e l'Italia, addirittura.

Tutto e' poi finito nel 1992 (l'anno di tangentopoli, e di Mani Pulite) perche' alcune forme estremiste come quelle di questa sera hanno bloccato governo e regione. Non bisogna pero' dare ascolto a questa gentarella da quattro soldi che per farsi pubblicita' se ne sta in piazza, perche' tanto non vi ha voluto nemmeno Veltroni. Occorre invece andare avanti perche' questo e' il progresso, basta guardare Cupello, che ora e' una citta moderna e di sviluppo.

Porta come esempio un moderno impianto fotovoltaico che lui fece finanziare proprio a Cupello nel 1987. Poi Zio Remo sfila un report per il piano rifiuti della zona di Cupello, stilato, guarda caso, dall'ENI che pago' fior fior di illustri professori delle piu prestigiose universita' italiane.

Secondo me e' stato qui che si sono traditi. La serata doveva essere un elogio all'ENI, nella mia interpretazione, ma poi mentre Chiodi e l'ingegner Tiberio hanno potuto tagliare i loro interventi, Gaspari se n'e' dimenticato ed e' andato avanti con le lodi dell'ente nazionale idrocarburi. Altrimenti perche' parlare - ed in un modo cosi' ossequioso - proprio di un piano di smaltimento rifiuti ENI di vari decenni fa?

Ma poi, chissa' se Remo Gaspari ha mai sentito parlare delle scorie tossiche che l'ENI mescolava al cemento delle case di Crotone. In quella citta' li piano di smalitimento rifiuti comprendeva la costruzione di case, scuole ed asili radioattivi. Almeno questo e' quanto riferisce il Corriere della Sera.

Il discorso di Remo Gaspari e' finito con altri insulti ai cittadini: occorre mandarli a casa tuti questi, e occorre invece dare un avvenire a chi non ce l'ha e non ai raccomandati.

Segue un "Ooh" generale dalla platea.

Ai suoi tempi c'era cosi tanto lavoro che li importavamo dalle Marche e da Fermo. Oggi invece ci sono questi fannulloni che hanno nulla da fare. Non contate piu nulla, i comunisti non li vuole piu nessuno. Siete isolati.

Sono vicino a chi e' nel bisogno, perche' e' un dovere cristiano, sociale, e morale.

Alla fine della serata, altre discussioni, altre urla, altra maleducazione, specie da parte dei mastini anonimi della classe politica che non ha mai, mai, neanche per un secondo pensato di dire: bene discutiamo, bene cerchiamo di rispondere a tutte le vostre domande perche' questo, almeno sulla carta, e' ancora un paese democratico.

Ho solo sentito alla fine Gianni Chiodi dire a me che tutto questo odio ingiustificato che io porto alla sua persona e' maleducato e che lui non se lo merita.

Non ha capito nulla.

Io non odio Gianni Chiodi. Io amo l'Abruzzo.